Учреждена Итальянская Федерация СМИ Окружающей среды (FIMA):
В Перудже, в День открытия Международного фестиваля журналистики, была учреждена Итальянская Федерация СМИ Окружающей среды. При создании приняли участие более 50 компонентов СМИ окружающей среды, в том числе и NewAge.
FIMA объединяет испытания, традиционные и онлайн, журналистов, блоггеров, исследователей, рекламных компаний и других операторов в мире информационно-коммуникационной среды. Цель состоит в укреплении роли и эффективности как отдельных журналистов так и различных средств массовой информации. Собрание назначило руководящую группу для продвижения процесса формирования для консолидации Федерации, который будет завершен в 2013 году, и первого президента, Марио Соломон, директора ежемесячного журнала Eco и социолога окружающей среды Университета в Бергамо . Координационное бюро в составе Аndrea Gandiglio, редакционного директора Greenews.info, Симона Roveda редакционного директора LifeGate, Туллио Berlenghi, адвоката-эксперта в области экологического права, Rosy Battaglia, внештатного сотрудника, Giuseppe Lanzi, Life Magazine. Казначей, Ilaria Romano, Giornalisti Nell’Erba.
Среди первых инициатив, которые FIMAпредложит в ближайшие месяцы, это конференция по информационной политике, тренинги для журналистов и услуги для газет. FIMA намерена войти в международные сети экологической журналистики и укрепить сотрудничество и обмен опытом между всеми партнёрами в этом секторе. Кроме того, FIMA желает создать мост, который объединил бы со всем миром информации гражданские общества, учреждения, школы, университеты, исследовательские общества и предприятия.
Редакция
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The Italian Federation of Environmental Media (FIMA) is born: also NeWage among the participants
In Perugia, in the opening day of the International Festival of Journalism, the Italian Federation of Environmental Media is born. Over 50 environmental media have participated to its constitution, among which also NeWage.
FIMA collects traditional and online journals, journalists, bloggers, researchers, communication agencies and other information and environmental communication operators. The objective is to strengthen the role and the efficacy both of single journalists and of the various media. The assembly has commissioned a coordination group to continue the constitutional phase for the consolidation of the Federation, which will finish within 2013, and it has appointed Mario Salomone, director of the monthly journal Eco and Environment Sociologist at the University of Bergamo, as its first President. The coordination office is made up ofAndrea Gandiglio, editorial director of Greenews.info, Simona Roveda, editorial director of Lifegate, Tullio Berlenghi, expert in environmental right, Rosy Battaglia, freelance, Giuseppe Lanzi, from Vita Magazine, as its treasurer, Ilaria romano, from Giornalisti nell’erba.
Among the first initiatives that FIMA will propose during the next months, a meeting on information policies, educational activities for journalists and services for journals. FIMA wants to be a part of the international networks of environmental journalism and in general it wants to support the collaboration and the exchange of experiences among all information operators. Above all, FIMA wants to create a bridge with the whole world and society, schools and universities, research and companies.
The Editorial Staff
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Nasce la Federazione italiana dei media ambientali (FIMA): NeWage tra i partecipanti
A Perugia, nella giornata di apertura del Festival internazionale del giornalismo, è nata la Federazione italiana media ambientali. All’atto di costituzione hanno partecipato più di 50 media ambientali, tra cui NeWage.
La FIMA riunisce testate, tradizionali e online, giornalisti, blogger, ricercatori, agenzie di comunicazione ed altri operatori del mondo dell’informazione e della comunicazione ambientale. L’obiettivo è di rafforzare il ruolo e l’efficacia sia dei singoli giornalisti sia dei vari organi di informazione. L’assemblea ha incaricato un gruppo di coordinamento di portare avanti la fase costituente per il consolidamento della Federazione che si concluderà entro il 2013 ed ha nominato il primo presidente, Mario Salomone, direttore del mensile Eco e sociologo dell’Ambiente all’Università di Bergamo. L’ufficio di coordinamento è composto da Andrea Gandiglio, direttore editoriale Greenews.info, Simona Roveda direttore editoriale Lifegate, Tullio Berlenghi, giurista esperto di diritto ambientale, Rosy Battaglia, freelance, Giuseppe Lanzi, di Vita Magazine. Tesoriere, Ilaria Romano, di Giornalisti Nell’Erba.
Fra le prime iniziative che la FIMA proporrà nei prossimi mesi, un convegno sulle politiche dell’informazione, attività di formazione per giornalisti e servizi per le testate. La FIMA intende inserirsi nelle reti internazionali di giornalismo ambientale e in generale favorire la collaborazione e lo scambio di esperienze tra tutti gli operatori del settore. Soprattutto, però, la FIMA vuole aprire un ponte con tutto il mondo dell’informazione e con la società civile, le istituzioni, il mondo della scuola e dell’università, della ricerca, le imprese.
Redazione
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Un saluto attraverso i versi di una poesia
NeWage, unico portale trilingue (Italiano, Inglese e Russo), su Green Energy e New Economy, ad avere la caratteristica di essere accessibile e fruibile per ciechi, ipovedenti e sordomuti, mediante un sito online, una web radio e a breve una web tv o una rubrica in TV, con canale digitale terrestre visibile in tutta la Campania, in LIS (Lingua dei Segni), è lieta di salutare i Suoi lettori con questa delicata lirica, offerta da una nostra collaboratrice, Giuseppina Quitadamo.
i colori dell'infinito.
Giuseppina Quitadamo
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Lidia Ianuario
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Silenzio assenso o silenzio stampa?
I Cannavacciuolo non demordono
La stampa tutta, e NeWage, diano un segno tangibile del silenzio - eppure questa sentenza avrebbe dovuto essere un sasso lanciato a peso morto in un'acqua chiara e limpida - di fronte alla sentenza del 29 Marzo nel processo "Carosello", caso Addonisio, Cannavacciuolo avverso i fratelli Pellini. In seguito al dispositivo, pronunciato in aula, la 115, nel Tribunale, VI sezione penale, del Centro Direzionale di Napoli, tutta la Redazione osserverà una settimana di silenzio stampa, invitando tutti a fare altrettanto, anche a costo di non percepire i propri salari e stipendi, e tutti i lettori a stendere un velo pietoso su tale decisione, per noi tutti inaccettabile, mostrando il proprio dissenso mediante la proclamazione del lutto nazionale. Come nel mondo del calcio, basterà una bandiera nera, fuori a tutti i balconi e le finestre, per dire "No". Invitiamo inoltre tutti i Sindaci d'Italia a proclamare tale stato.
Per noi "parla" la legge:
Decreto legge 106/2009, art. 452-septies. Traffico illecito dei rifiuti.
"Chiunque illegittimamente, con una o più operazioni cede, acquista, riceve, trasporta, importa,esporta, procura ad altri, tratta, abbandona o smaltisce ingenti quantitativi di rifiuti, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da diecimila a trentamila euro. Se la condotta di cui al comma 1 ha per oggetto rifiuti pericolosi, si applica la pena della reclusione da due a sei anni e della multa da ventimila a cinquantamila euro.Se la condotta di cui al comma 1 ha per oggetto rifiuti radioattivi, si applica la pena della reclusione da due anni e sei mesi a otto anni e della multa da cinquantamila a duecentomila euro.Le pene di cui ai commi che precedono sono aumentate di un terzo se dal fatto deriva il pericolo concreto di una compromissione durevole o rilevante: a) delle originarie o preesistenti qualità del suolo, del sottosuolo, delle acque o dell’aria; b) per la flora o per la fauna selvatica. Se dal fatto deriva il pericolo concreto per la vita o l’incolumità delle persone, le pene previste dal primo, secondo e terzo comma sono aumentate fino alla metà e l’aumento non può esserecomunque inferiore ad un terzo.".
Decadendo l'art. 7 sulla configurazione del DISASTRO AMBIENTALE tutti i reati sono andati in prescrizione e molti imputati sono stati assolti dai vari capi d'accusa "perché il fatto non sussiste".
Una sola dichiarazione dei Cannavacciuolo basterebbe?
Enzo Cannavacciuolo, figlio di Vincenzo e nipote di Mario: "Uno schifo! Ditelo su tutti i giornali che non credo nella Giustizia italiana" (n.d.r.: con un dolore per la memoria del padre non rispettata, celata da una rabbia che tale non era).
Alessandro Cannavacciuolo, figlio di Mario e nipote di Vincenzo: "Questo processo doveva essere una chiara dimostrazione, un segno, invece addirittura... comunque la cosa che mi ha amareggiato è il disastro ambientale e comunque sono contento che sono stati condannati a sei anni. Ci rifaremo in appello!" (n.d.r.: con tono semialto e voglia di contenere lo sdegno).
Mario Cannavacciuolo, fratello di Vincenzo Cannavacciuolo :"Parliamone fuori, evita di fare discussione" (n.d.r.: con voce sommessa e uno sguardo indescrivibile, da cui leggevo tenerezza).
Con le lacrime celate, oltre alla rabbia ed all'indignazione di molti abitanti di Acerra, tra i giornalisti basiti, e le Forze dell'Ordine che ci invitavano a lasciare l'aula, nell'attesa del dispositivo della sentenza, NeWage vi invita a dimostrare solidarietà all'intera famiglia, in memoria di Vincenzo, e della propria moglie, ancora viva, forse l'unica vera vittima umana di questa sentenza.
Cosa significa, oggi, in tali contesti, agricoli, dove se solo si scatta una foto in una campagna i contadini guardano con occhi insospettiti, essere vedove, ed aver denunciato?
L'intera redazione si associa a questo editoriale e o non pubblicherà articoli o gli stessi verteranno su tale argomento.
Se credi in tale scelta, scrivi un Tweet rispondendo a questo status: https://twitter.com/LidiaIanuario/status/317720599281668096 o sulla pagina Facebook
NeWage
Direttrice Responsabile
Lidia Ianuario
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Экологическая выносливость как стиль
Премия «Город Будущего», первый выпуск. Придумайте ваш экологически чистый город
NeWage и Libera Informazione Flegrea , в сотрудничестве с Associazione Ambientevivo, Ambiente&Ambienti, Associazione ePress, Associazione P.A.I.D.E.I.A (Профилактика – Злоупотребление – Детство – Оборона – Образование – Скорая помощь), Comitato Organizzatore Volla Music Festival (Оргкомитет Volla Music Festival), Federconsumator i – Campania Napoli, ANS (Национальная Ассоциация Социальных работников) – Dipartimento della Campania, Consorzio Mozzarella DOP, ONA (Национальная Обсерватория Amianto), Plastic Food
призывают всех желающих учавствовать в:
«Придумайте ваш экологически чистый город – Экологическая выносливость как стиль»
Премия «Город Будущего», первый выпуск.
Срок подачи заявок: 31 июля 2013.
Регистрационный взнос: 10€ (десять евро).
Экологическая выносливость - это тема первого издания премии «Город Будущего», конкурс направленный на повышение осведомлённости в экологических и социальных вопросах (в частности, доступность и удобство восприятия изобразительного искусства, его работ и не только, слепыми, слабовидящими и глухонемыми людьми) посредством представления различных форм искусства. Целью конкурса является описать и представить наши города в настоящем с его критической ситуацией окружающего мира и в экологически чистом будущем посредством живописи, скульптуры, фотографии и короткометражных или документальных фильмов, объединяя искусство, культуру и социальную среду с окружающим нас миром. Целью организаторов , в которой обьединены различные области как охрана окружающей среды, культура и информация, является развитие экологического сознания разделяющего защиту и приумножение нашего экологического наследия, социальных и культурных прав.
По данной ссылке вы найдете условия конкурса, согласно которому с понедельника вы сможете скачать бланк участника, условия использования изображений и бланк об исключении всякого рода ответственности:
http://www.progettobabele.it/concorsiesegnalazioni/concorso.php ? ID = 2854
Для получения дополнительной информации, для тех, кто хотел бы присоединиться (режиссеры, журналисты, художники, эксперты отрасли, компании, ученики средней школы), могут обратиться в редакцию по адресу: redazionenewage@gmail.com, указав «Конкурс».
Новый логотип портала, NewAge
Работы художников-участников будут обнародованы через сайты www.pianetanewage.it, www.epressonline.net, www.ambientevivo.it, www.ambienteambienti.com и соответственные мероприятия связанные с конкурсом, а также на данных страницах: https://www.facebook.com/pages/NeWage-PAGINA-UFFICIALE-Caporedattrice-Lidia-Ianuario/182288918484772?fref=ts и https://www.facebook.com/epressblog?fref=ts. Организаторами, спонсорами и местными органами власти, в течении конкурса может быть принято решение об использовании парка либо иной другой зеленой зоны для объединения их с зонами, которые должны быть защищены, сохраняя традиции действий, проводимых ЮНЕСКО (Наследия человечества). Спонсорами данного мероприятия являются: Администрация города Неаполь, Департамент культуры – Провинция Неаполь - Регион Кампания - ANTER (Национальная ассоциация защиты возобновляемых источников энергии).
Часть средств собранных художниками и их работами на аукционе будут переданы в фонд восстановления структуры Город Науки, который является бесценным культурным наследием и местом проведения всех мероприятий, связанных с событием, которому выразили свою солидарность: Ambiente Srl - Chianina Butcher - Кондитерские изделия Arienzo.
Для участия в мероприятии предусмотрен взнос в размере € 10,00 (десять евро) от каждой представленной работы, оплата производится на банковский счет: Associazione ePress, IT19F0200803466000102362388 причина: “ Raccolta Fondi Premio Città Futuro”.
Пресс-служба: ElleI Communication
Электронная почта: lidiaianuario@gmail.com
тел.: (+39) 338.31.963.57
Лидия Януарио.
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Supportability as lifestyle. “Città Futuro” Prize, 1st Edition
Invent your eco-compatible city
NeWage and Libera Informazione Flegrea, in collaboration with Associazione Ambientevivo, Ambiente&Ambienti, Associazione ePress, Associazione P.A.I.D.E.I.A (Prevenzione – Abusi – Infanzia – Difesa – Educazione - Intervento-Assistenza), Organizing Committee Volla Music Festival, Federconsumatori Campania-Napoli, ASD(Associazione Nazionale Sociologi – National Sociologists Association) Department of Campania Region, Consorzio Mozzarella DOP - Plastic Food
Invite you to participate to
Invent your eco-compatible city – Supportability as lifestyle
Città Futuro Prize, First Edition
Deadline: July, 31st, 2013
Participation cost: 10 euros
Supportability is the theme of the first edition of the “Città Futuro Prize”, a contest to awaken people to environmental and social problems (in particular, accessibility and enjoyment of arts and of its products by blind, low-vision and deaf-and-dumb people) through the expression of various kinds of arts. The objective of the contest is to describe and imagine our metropolises between an environmentally critical present and an eco-supportable future through painting, sculpture, photography and short films/documentaries, linking artistic, cultural and social aspects of environment. The objective of the organizing agencies, working for years in the various fields of environment, culture and information, is to create a shared ecologic consciousness defending and promoting our environmental, social and cultural properties. The complete announcement is available at the following address: http://www.progettobabele.it/concorsiesegnalazioni/concorso.php?id=2854 where you can download the participation document, the document for the use of the images of the works and the document to exclude responsibility.
For further information, whoever would like to participate (film directors, journalists, artists, experts, companies, secondary-school students) can contact our editorial office using the following address: redazionenewage@gmail.com, specifying “Contest” in the object. The works by the participating artists will be advertised on the following websites: www.pianetanewage.it, www.epressonline.net, www.ambientevivo.it, www.ambienteambienti.com and in the relative events linked to the contest in the following pages: https://www.facebook.com/pages/NeWage-PAGINA-UFFICIALE-Caporedattrice-Lidia-Ianuario/182288918484772?fref=ts and https://www.facebook.com/epressblog?fref=ts. With the collaboration of sponsors and local institutions, after the contest, the organizing agencies will adopt a park and make twinning actions with areas to be protected, following the excellent example of Unesco (Common Heritage of Mankind). The whole event will be sponsored by the Municipality of Naples, Town Counsellorship for Culture – Province of Naples – Campania Region – ANTER (Associazione Nazionale Tutela Energie Rinnovabili – National Association for the Defense of Renewable Energies).
A part of the money collected in the auction dedicated to the authors and to their works will be given for the reconstruction of Città della Scienza, a cultural patrimony of greatest value, a location for all events linked to the contest, to which all organizing agencies have expressed their solidarity: Ambiente Srl – La chianina Macelleria – Pasticceria Arienzo.
Press Office: Ellel Communication
e-mail: lidiaianuario@gmail.com
tel.: 338.31.963.57
La sostenibilità come stile. Premio “Città Futuro”, I edizione
Inventa la tua città ecocompatibile
NeWage e La Libera Informazione Flegrea, in collaborazione con Associazione Ambientevivo, Ambiente&Ambienti, Associazione ePress, Associazione P.A.I.D.E.I.A (Prevenzione – Abusi – Infanzia – Difesa – Educazione - Intervento-Assistenza), Comitato Organizzatore Volla Music Festival, Federconsumatori – Campania Napoli, ANS (Associazione Nazionale Sociologi) – Dipartimento della Campania, Consorzio Mozzarella DOP, ONA (Osservatorio Nazionale Amianto), Plastic Food
invitano i lettori e non a partecipare a:
"Inventa la tua città ecocompatibile - La sostenibilità come stile"
Premio Città Futuro, I edizione
Scadenza: 31 Luglio 2013
Tassa di iscrizione: 10 euro
La sostenibilità è il tema della prima edizione del “Premio Città Futuro”, concorso volto alla sensibilizzazione delle tematiche ambientali e sociali (in particolare, l'accessibilità e fruibilità delle arti figurative e non e dei suoi prodotti a ciechi, ipovedenti e sordomuti), mediante l’espressione di diverse forme d’arte. Lo scopo del concorso è descrivere ed immaginare le nostre metropoli, tra un presente di criticità ambientale ed un futuro ecosostenibile mediante la pittura, la scultura, la fotografia e cortometraggi/documentari, legando intrinsecamente gli aspetti artistici, culturali e sociali all’ambiente. L’obiettivo delle realtà organizzatrici, che da anni lavorano nei diversi settori legati all’ambiente, alla cultura e all’informazione, è creare una coscienza ecologica condivisa tutelando e promuovendo i nostri beni ambientali, sociali e culturali. Qui il bando completo, da cui - da lunedì - scaricare la scheda di partecipazione, la liberatoria per l'uso delle immagini delle opere e la scheda di esclusione di responsabilità: http://www.progettobabele.it/concorsiesegnalazioni/concorso.php?id=2854
Per maggiori informazioni, coloro che volessero aderire (registi, giornalisti, artisti, esperti di settore, aziende, studenti di scuola media superiore), possono contattare la redazione al seguente indirizzo: redazionenewage@gmail.com, scrivendo "concorso" nell'oggetto.
Le opere degli artisti partecipanti verranno pubblicizzate mediante i siti www.pianetanewage.it, www.epressonline.net, www.ambientevivo.it, www.ambienteambienti.com e relativi eventi legati al concorso, su tali pagine: https://www.facebook.com/pages/NeWage-PAGINA-UFFICIALE-Caporedattrice-Lidia-Ianuario/182288918484772?fref=ts e https://www.facebook.com/epressblog?fref=ts. Le realtà organizzatrici, con la collaborazione di sponsor e degli enti locali, in seguito al concorso si propongono di adottare un parco o area verde ed effettuare azioni di gemellaggio con aree da tutelare, sulla scia dell’ottimo esempio delle azioni svolte dall’Unesco (Patrimoni dell’Umanità). L'intera manifestazione sarà patrocinata da: Comune di Napoli, assessorato alla Cultura - Provincia di Napoli - Regione Campania - ANTER (Associazione Nazionale Tutela Energie Rinnovabili).
Parte della raccolta dell'asta dedicata agli autori e alle loro opere sarà devoluta alla Fondazione per il recupero e ripristino della struttura di Città della Scienza, patrimonio culturale d'indicibile valore, location di tutti gli eventi legati alla manifestazione, a cui tali realtà aziendali hanno espresso la loro solidarietà: Ambiente Srl - La Chianina Macelleria - Pasticceria Arienzo
Al fine dell’organizzazione della manifestazione è richiesto un contributo di euro 10,00 (dieci) per ogni opera presentata, da versarsi su c/c intestato a Associazione ePress, IBAN
IT19F0200803466000102362388 con la causale “Raccolta Fondi Premio Città Futuro”.
Ufficio Stampa: ElleI Communication
e-mail: lidiaianuario@gmail.com
tel.: 338.31.963.57
Lidia Ianuario
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Il trasporto regionale, spada di Damocle per i viaggiatori
Ritardi e avarie all'ordine del giorno
Non si arrestano i disagi subiti dai pendolari campani, che ogni giorno si recano nei loro luoghi di lavoro come Damocle, incerti se ancora una volta su di loro sarà sospesa la spada dell'incertezza. Così, mentre nella mente di ognuno si affollano vari pensieri, una rimane la domanda principale :”Partirà questo treno?”. È quanto accade quotidiamente nella stazione ferroviaria di Napoli, il cui trasporto ha un'organizzazione alquanto complessa. Un'intrecciarsi di linee e orari, tra Napoli Centrale e Napoli Garibaldi, laddove treni regionali e metropolitani si susseguono in intervalli di tempo titanici, data la priorità ad IC, Freccia Rossa ed Eurostar. “Io uso questa linea da 20 anni e già erano vecchi” – si lamenta Q.G, uomo di quarat'anni, lavoratore pendolare. “All'infuori di questo – continua – c'è sia una riduzione dei treni che una riduzione dei vagoni. Prima gli elementi erano quattro o cinque, ora ne sono a stento due, Un paio di settimane fa abbiamo viaggiato in sole due carrozze, ammassati come sardine”. Lo prende ogni giorno, Q.G, il treno regionale che da Vairano Scalo lo conduce a Cassino. Con lui, numerosi utenti, tra cui un padre con due figlie ed un altro passeggero, che si unisce alla nostra conversazione. Sono vari i problemi riscontrati sul treno Napoli Centrale – Cassino, usato anche da molti studenti, fruitori delle fermate di Casalnuovo ed Acerra, servite anche dalla ex Circumvesuvia S.r.l., quest'ultima con cadenza di un'ora a corsa. Intanto, mentre già son quindici i minuti di ritardo, un tecnico della manutenzione cerca di risolvere l'ennesima avaria. Partenze in ritardo, guasti, capotreni non sempre presenti, una temperatura all'interno dei vagoni così bassa da far gelare il sangue, insomma, una situazione tutt'altro che accogliente per iniziare una giornata.
Eppure, prima di salire sul vagone, avendo optato per le Ferrovie dello Stato, treno delle ore 15.30 in partenza da Napoli Centrale, un efficiente capotreno mi ha delucidato sulla validità del mio biglietto U2 (Unico Campania, fascia 2). L'alternativa non è stata ottimale, visto che l'arrivo, previsto per le ore 15.56, è stato duramente disatteso, mentre il treno della ex Circumvesuviana, la linea Napoli – Acerra, in partenza alle ore 16.04 da Porta Nolana, mi precedeva, nonostante il maggiore periodo di percorrenza. Complicate scelte, quelle di noi utenti del trasporto pubblico campano, mentre un altro problema si pone: l'acquisto del biglietto. Strano, ma vero! All'Ufficio Biglietteria di Trenitalia, dopo aver atteso la fila con il moderno sistema di preselezione a seconda della categoria di treno di cui servirsi, un annoiatissimo dipendente, dopo aver invitato un potenziale viaggiatore ad attendere, mi risponde :”Il biglietto lo deve acquistare all'edicola”. Con la faccia alquanto sbigottita, chiedo se abbia sbagliato ufficio o se – invece – sia dovuto ad altro, ricevendo la laconica affermazione :”Noi non ne abbiamo. Sono finiti.”. Mi dirigo così di fronte, chiedendomi: se vi è un deficit del trasporto pubblico campano, non si dovrebbe incrementare la vendita dei biglietti? Con un sorriso ripenso a coloro che, tra mille peripezie, l'acquisto non lo effettuerebbero mai, a coloro che viaggiano quotidianamente in modo furtivo, senza alcun pagamento del servizio, e mi chiedo come un ragazzino – abituato ad una vita di stenti e senza leggi, magari residente in un parco popolare, senza un reddito - sarebbe incentivato da una tale mancanza di gentilezza e competenza, dato lo stato pietoso in cui riversano i treni, e la manutenzione straordinaria che diventa ordinaria, a compiere un gesto così semplice come il pagamento di un servizio. Un servizio che, duole dirlo, dovrebbe essere considerato uno di quelli cardine. Dicesi caro vecchio Welfare State!
Lidia Ianuario
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NeWage accanto ai ciechi e agli ipovedenti
Assistenza giuridica gratuita in ambito bancario
Nella ricerca di un argomento che potesse unire tutti gli articoli di questa settimana, mi chiedevo quale fosse il trait d'union tra i vari settori. Non è semplice presentare da un lato le inchieste su amianto e diossina e dall'altro promuovere arte e cultura, invitando i lettori a riflettere che vi è sempre il rovescio della medaglia, perché per preservare l'ambiente in cui si vive prima di tutto bisogna sentirlo casa propria. Un focolare accanto cui cuocere le nostre caldarroste, magari prendendole dal grembiule di quelle che gli Inglesi definiscono - e non è un caso - "grandmathers". Così, ripensando a questo portale come a quell'angolo spesso dimenticato che è la memoria di Ognuno di noi, mi sono soffermata a pensare a come fosse nato NeWage, non corrente olistica o orientale, ma New Economy and Green Energy. Non un semplice giornale, ma un luogo interattivo dove l'informazione e la comunicazione si intrecciano con i servizi resi al lettore. Uno sportello su cui affacciarsi e trovare sempre qualcuno disposto a fornire risposte. Proprio su tale sportello mi son soffermata. Per tale ragione riporto qui un'illuminante esortazione di Giuseppe Fornaro, dell'Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti Onlus, che in breve spiega come i ciechi e gli ipovedenti siano a tutti gli effetti dei cittadini italiani con gli stessi diritti e dovrei dei normodotati. Noi crediamo in questa lotta e, volendo offrire al lettore un gesto concreto, mettiamo a disposizione assistenza giuridica tramite un'Associazione Consumatori di nostra fiducia. Basta solo che ci contattiate su questo indirizzo e-mail: assistenzagiuridica@libero.it (inserire nel corpo dell'e-mail nome, cognome, Comune di residenza e numero di telefono per essere ricontattati), indicando nell'oggetto la motivazione. E-mail prive di dati personali, come il nome e cognome del soggetto, trattandosi di un servizio reso gratuitamente, non saranno accettate. Ciò al fine di evitare spam.
Ed ora, gustatevi questa perla giuridica!
Ho ricevuto diverse segnalazioni da parte di non vedenti che hanno avuto problemi da direttori bancari riguardo all'apertura di un conto corrente bancario. Consiglio dunque a chi abbia intenzione di usufruire di tale servizio di informarsi sulla normativa.
Accesso dei non vedenti ai servizi bancari.
Firma del cieco
L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, nel suo ruolo di rappresentante degli interessi morali e materiali della categoria, si permette di segnalare le seguenti considerazioni all'attenzione dei dirigenti delle Banche di Sant'Anastasia e della Provincia di Napoli.
La legge 3 febbraio 1975, n. 18 stabilisce espressamente (art. 1) che la persona affetta da cecità, per qualsiasi causa, è a tutti gli effetti giuridici pienamente capace di agire, purché non sia inabilitata o interdetta a norma del codice civile.
Pertanto, all'art. 2 viene sancito che la firma apposta su qualsiasi atto, anche senza alcuna assistenza, dalla persona affetta da cecità, è vincolante ai fini delle obbligazioni e delle responsabilità connesse.
Sulla generale applicabilità del predetto principio è sorto qualche dubbio interpretativo, soprattutto per quanto riguarda la sua compatibilità con la Legge Notarile, al punto che la Presidenza Nazionale dell'UICI ha interessato direttamente il Consiglio Nazionale del Notariato.
Dal predetto parere si ricava sostanzialmente che, mentre per gli atti pubblici devono sempre osservarsi le disposizioni della Legge Notarile (in particolare l'art. 48 sulla presenza di testimoni), nulla è cambiato per le scritture private nelle quali rimane pienamente in vigore il disposto della citata L. 18/1975 circa la piena validità della firma del cieco, anche se apposta senza la presenza degli assistenti ivi previsti (art. 3).
Pertanto, non sembra potersi dubitare del fatto che per l'apertura di un conto corrente bancario, così come per ogni altra operazione che, rientrando nelle scritture privatistiche, non preveda necessariamente un atto pubblico perfezionato da un notaio, la sottoscrizione del non vedente (sia con sia senza la presenza di assistenti di propria fiducia) sia idonea al perfezionamento dell'atto stesso.
Si fa appello, ai responsabili di settore dei vari istituti ad applicare in modo corretto la vigente disciplina sulla firma dei non vedenti, al fine di non creare situazioni imbarazzanti, e in qualche caso al limite della violazione di diritti soggettivi.
Giuseppe Fornaro
Una lettera, questa, che fa riflettere su quanto l'Italia possa definirsi un Paese civile e costituzionale, dato l'art. 3 della Costituzione e la sua applicazione. Con un groppo alla gola, buona lettura di tutte le altre sezioni!
Lidia Ianuario
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NeWage promuove l'Osservatorio Nazionale Amianto
Come riconosciuto dai lettori di NeWage, spesso tale portale si è interessato di vittime dell'amianto, conducendo, anche grazie alla collaborazione dell'Osservatorio Nazionale Amianto, varie inchieste. Essendo il nostro portale leggibile anche dal sito dello stesso Osservatorio, nella sezione "amici", ci appare doveroso portarVi a conoscenza delle loro attività. Inizieremo stamani con la pubblicazione di questo comunicato stampa. Siamo certi che, con noi, apprezzerete e potrete anche, se necessario, avvalerVi della sua preziosa collaborazione nella tutela giuridica per le malattie asbesto correlate.
Le vittime dell’amianto di Castelnuovo Val di Cecina preparano nuove azioni giudiziarie nei confronti dei responsabili delle malattie asbesto correlate.
Il giorno 09.02.2013 alle ore 15.00 si è tenuta, presso la sezione O.N.A. di Castelnuovo Val di Cecina la riunione organizzativa dell’Associazione, alla quale hanno partecipato oltre all’Avv. Ezio Bonanni, anche il Prof. Pietro Sartorelli, Direttore dell’U.O. di Medicina del Lavoro del Policlinico Le Scotte, e il Dott. Riccardo Romeo della Medicina del Lavoro del medesimo policlinico di Siena.
Al termine della riunione, presumibilmente avvenuta verso le 16.30/17.00, i soci sono stati singolarmente ricevuti dall’Avv. Ezio Bonanni, sempre presso i locali dell’Associazione.
Sono state previste nuove azioni giudiziarie a carico delle società del Gruppo Enel, sia in riferimento al mancato pagamento delle somme di cui all’incentivazione all’esodo per alcuni lavoratori, sia per il risarcimento dei danni per illegittima esposizione alle fibre di amianto.
L’Osservatorio Nazionale Amianto promuoverà azioni giudiziarie non soltanto in relazione a coloro che hanno contratto patologie asbesto correlate, ma anche per coloro che sono stati soltanto esposti e per quei cittadini che riterranno di aver subito un ingiusto pregiudizio, secondo i principi già accolti dal Tribunale di Torino per quanto riguarda gli abitanti di Casale Monferrato e Cavagnolo, i quali hanno ottenuto il risarcimento dei danni anche se non hanno contratto patologia asbesto correlata (Sentenza 565 del 2012 del Tribunale di Torino resa nel caso Eternit).
“Agiremo con domanda risarcitoria non solo per coloro che hanno contratto patologia asbesto correlata, ma anche nell’interesse di chi, tra la popolazione ovvero tra i lavoratori, riterrà di essere stata danneggiata in relazione all’utilizzo di amianto, secondo i principi dettati dal Tribunale di Torino nel processo Eternit, definito con Sentenza di condanna con accoglimento anche delle domande promosse dai cittadini di Casale Monferrato e di Cavagnolo che non si sono ancora ammalate - ha dichiarato l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente Nazionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto - e al fine di ottenere misure di prevenzione primaria più efficaci, e la punizione dei colpevoli”.
I lavori sono proseguiti anche domenica 10.02.2013 a partire dalle ore 8.30 del mattino presso la sede dell’Associazione O.N.A. presso La Fattoria Il Canalino.
Per maggiori chiarimenti si può contattare l’Avv. Ezio Bonanni al n. 3358304686.
Ufficio Stampa O.N.A. Castelnuovo Val di Cecina
OSSERVATORIO NAZIONALE SULL’AMIANTO
Presidenza Nazionale
Via Crescenzio, n. 2, 00193 - Roma
tel. 06 68890174 - 335 8304686
E-mail: osservatorioamianto@gmail.com
Lidia Ianuario
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La città di Acerra contro la Fri-El
Sensibilizzati e presenti residenti giovanissimi
Colpisce la presenza di giovani cittadini acerrani sabato 2 Febbraio 2013, ore 9.30, davanti all'ingresso degli stabilimenti della Fri-El, nella contrada Pagliarone - Zona Industriale, per un presidio organizzato al fine di non far cadere nel vuoto la denuncia presentata dall'avvocato Luigi Adinolfi, rappresentante legale del Forum ambientalista, mediante un ricorso straordinario presentato al Capo dello Stato e discusso, su richiesta dell'azienda, al TAR Campania, il giorno 5 Dicembre 2012, in attesa di giudizio. Ai microfoni di NeWage, i due maggiori rappresentanti, quali Virginia Petrellese, Presidente del Comitato "Donne 29 Agosto" ed Antonio Montesarchio, ex dipendente Montefibre nonché fervente attivista ambientale. Le dichiarazioni sono espressamente riportate.
"Questa è, appunto - dichiara Virginia - una risposta più che soddisfacente per far capire appunto la natura di queste sostanze (n.d.r. Aggiunge Antonio Montesarchio: “la natura e la provenienza”). Sì, non conosciamo che cosa è, che cosa si trova, ma sicuramente è una sostanza oleosa che può essere riferibile all'olio di palma. Diciamo che noi abbiamo richiesto di sospendere l'attività proprio perché già da un primo controllo fatto sull'olio di palma, nella cisterna che proveniva dal porto e andava al cantiere, fu trovato PCB, sostanza che non dovrebbe essere presente in nessuna percentuale o quantità nell'olio di palma. Perché non è stato ancora chiuso? Noi denunciamo anche che l'AIA, che l'azienda ha avuto dalla Regione Campania, non era legittima perché mancava la caratterizzazione del suolo, che è necessaria, trattandosi di un'area a semina, e questa caratterizzazione è stata richiesta più volte dal Ministero dell'Ambiente e non è stata mai fatta, inoltre non è dotata manco di DIA; con la scusa che l'impianto precedente era più inquinante di questo, non è stata mai fatta la valutazione di impatto ambientale, necessaria perché/nel momento in cui affianco all'impianto era stato costruito l'inceneritore, un altro impianto legittimante, quindi noi abbiamo fatto una denuncia prima al Capo dello Stato e poi al TAR. In questi giorni dovrebbe uscire la sentenza, sperando che questa volta il TAR dia ragione ai cittadini e non all'impianto.".
"Buon giorno, sono Montesarchio Antonio - continua l'ex operaio - attivista ambientale nonché ex dipendente Montefibre, quindi ritengo di avere un titolo in più per esporre la situazione. La Friel si insedia nel parco industriale Montefibre dopo che la stessa era stata preventivamente chiusa accampando motivi per così dire di ordine economico. È chiaro, sia ai dipendenti sia alle forze politiche locali che si sono interessate - come gli stessi ambientalisti che si sono attrezzati - che non era questa la questione prettamente economica ma che riguardava una riconversione dell'intero sito. Ed infatti a che cosa assistiamo? Che vi è insediata la Fri-El, azienda che ha sede legale a Bolzano-Roma e che ha la sede operativa purtroppo sul nostro territorio. La Fri-El già parte male, parte male perché parte senza uno straccio di autorizzazione; in seguito, grazie all'attivismo degli ambientalisti presenti, grazie alle mie stesse denunce, alle denunce di Cannavacciuolo, si arriva ad una finta conferenza dei servizi. Finta, perché? Non avevano uno straccio di autorizzazione al loro esercizio. In che senso? Trattandosi di sito di sito di interesse nazionale avrebbero dovuto caratterizzare, cioé eseguire le analisi del terreno. Mai effettuate. Il motivo è semplice: in Montefibre, in passato – me ne assumo io la responsabilità, lo abbiamo detto insieme alla famiglia Cannavacciuolo che sono stati gli spettatori diretti della situazione - sono stati interrati dei rifiuti tossici dell'azienda stessa. Lo abbiamo denunciato. La Procura ha fatto solo finta di indagare. Renzulli, il magistrato che offrì la delega di indagare alla polizia provinciale ha fatto solo finta di indagare. È finta l'indagine, è finta l'autorizzazione; quello che è vero è che in due occasioni successive e conseguenti da loro sono state trovate delle sostanze – tra cui il pcb in misura maggiore, che venivano combuste all'interno dell'olio di palma, inserita nell'olio nell'olio di palma. La denuncia all io e Cannavacciuolo l'abbiamo fatta a Giugno 2009. A distanza di otto mesi e sotto pressione di Michele Liguori, il comando dei Vigili Urbani che si interessa di ambiente su sua iniziativa personale, abbiamo ottenuto le analisi: abbiamo purtroppo ottenuto a distanza di otto mesi la conferma di quanto noi avevamo denunciato quindi a questo punto io mi sentirei non di incolpare, non di scaricare le responsabilità su Fri-El, ma le responsabilità sono solo ed esclusivamente delle istituzioni: dalla Procura di Nola, al Sindaco di Acerra, a cui abbiamo inviato – sia a questo sia a quelli che lo hanno preceduto – tutta una serie di documentazioni, e non solo le nostre, anche il Ministero dell'Ambiente, con una serie di note successive, invitava l'azienda a conseguire una caratterizzazione, anche in conseguenza che gli esiti delle indagini hanno rivelato fenomeni di contaminazione dei terreni nota del Ministero dell'Ambiente: relativamente alle acque di falde di acque furono rilevati i superamenti dei limiti di riferimento per i parametri di manganese ed arsenico, sostanze che non possiamo in alcun caso imputare alla Montefibre ma che comunque sono presenti. Io ritengo che questa mia dichiarazione sia indirizzata alle Autorità come appello. Non crediate che i cittadini dormano così come hanno fatto per tanti anni: i tempi stringono, i morti aumentano e non crediate di poter giustificare i morti per cancro in base all'FMR che avete utilizzato durante il processo Montefibre. Una piccola parentesi: l'FMR è acronimo di standar mortali di valutazione, in poche parole, l'indice di mortalità che incide sul territorio; lo hanno utilizzato su tutti i fronti per dimostrare che non era l'azienda che aveva inquinato Acerra ma era l'ambiente di Acerra che aveva inquinato l'azienda.".
Per un quadro più completo, è possibile vedere il video. Tutte le altre dichiarazioni, gli approfondimenti, nonché il diritto di replica delle istituzioni e dell'azienda nel prossimo articolo di approfondimento.
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Continua il processo Addonisio, Cannavacciuolo avverso Pellini
Fantasiose argomentazioni a difesa degli imputati
Seconda tappa per il processo del caso Addonisio, Cannavacciuolo avverso Pellini, stamattina alle ore 12.00 nella VI Sezione Penale del Tribunale di Napoli. Un'udienza che ha lasciato tutti di stucco, per la particolare arringa della difesa degli imputati Sorrentino Concetta, Merola e Schiavone. Reato per i quali sono indagati: associazione per delinquere. Tra le fantasiose argomentazioni, in un tono spiccatamente partenopeo, con una forte influenza dialettale, l'avvocato esclama :”I miei hanno fatto quattro fatture false”. Indescrivibile la reazione abbastanza divertita del giudice, nonché degli altri presenti in aula, dato l'atteggiamento abbastanza teatrale. Secondo la difesa, quindi, le operazioni di cui al capo A) sarebbero inesistenti in quanto non vi sono le fatture relative; così come è stato fatto notare che la rintracciabilità dei pagamenti sarebbe desumibile dal libro giornale, come se il fatto che non vi siano i mastrini di sottoconto a testimonianza degli stessi pagamenti fosse del tutto irrilevante. “Quale sarebbe allora la colpa del mio assistito – prosegue l'avvocato – se non quella di essere amministratore della Torero s.r.l?” Ritorna quindi la solita frase, come se fosse una vecchia cantilena, “il fatto non sussiste”. Stavolta, l'unico reato perseguibile sarebbe quello dell'evasione fiscale, al massimo, reato risalente - ad ogni modo - al 2004. Dopo aver così argomentato sui capi d'imputazione A) e B), la difesa si sofferma sulla mancanza di perduranza e permanenza per suffragare anche le ipotesi di cui ai capi H-h) e I). Tralasciando le altre arringhe (n.d.r.: a breve un altro articolo più dettagliato), da una visione d'insieme, sembra che la tesi maggiormente accreditata e sostenuta dai vari difensori sia quella di piccoli ed insignificanti reati di natura economico-tributaria o fiscale. Da associazione per delinquere o concorso esterno ad essa a reati molto minori. Che differenza! Anche nella precedente udienza, quella del 24 gennaio, infatti, i reati configurabili sembrano essere quelli fiscali, legati alle fatture.
Un processo davvero difficile da seguire, se non si conoscono precisamente le accuse, i capi di imputazione, che non entrerebbe nelle case degli Italiani perché i Pellini si sono dichiarati contrari alle riprese in aula. Per tale motivo, volendo calare il lettore dentro quell'aula così pregna di incorenza, descriverò ogni singola parola ascoltata. Per capire quanto in questo processo via sia una stretta interdipendenza tra potere politico, economico e malavita organizzata, come se questo fosse solo la punta dell'iceberg, riporto le tesi della difesa del Maresciallo Curcio, Comandante di Polizia Municipale, in concorso con Addonisio per i reati a quest'ultimo imputati. Riprendendo l'affermazione del PM Ribera, secondo cui il verbale non era presente in caserma, l'avvocato ribatte che l'unico reato effettivamente ipotizzabile è il falso interrogatorio con i gli imprenditori Pellini Cuono e Giovanni, ma che si tratta di un errore. Altresì, aggiunge che, non essendovi quindi dolo specifico, non possono essere considerate le aggravanti, parlando di un “problema ermeneutico” tra gli art. 416 bis e 416. Conclude infine che non essendo coinvolti direttamente in alcuna vicenda, al massimo per gli imprenditori Pellini si configurerebbe eventualmente il reato di concorso esterno in associazione semplice. In sintesi, non vi è – a detta di tale avvocato – dottrina né orientamento giurisprudenziale che si adegui all'indirizzo del Pubblico Ministero. “Quale sarebbe il dolo diretto – commenta l'avvocato nominando la sentenza Mannino sul patto di scambio – del Maresciallo Curcio? La sua condotta non è stata forse successiva?”. Sulla tesi del concorso esterno all'associazione con eventuale favoreggiamento si pronuncerà il giudice il 28 gennaio. Ad ogni modo, i reati ipotizzabili non sono semplicemente quelli di favoreggiamento, abuso d'ufficio e concorso in un unico reato, ossia il capo C). Contraddicendo ancora la tesi del PM Ribera, secondo cui “il Maresciallo ha depistato le indagini”, l'avvocato si dilunga sulla motivazione della mancata presenza di un fascicolo, con n° di protocollo 1540, affermando che secondo la prassi di catalogazione degli atti non è utilizzato tale numero e che quindi “si è trattato di un errore”. Un errore che è costato caro alla cittadinanza di Acerra! Per quanto riguarda infine l'accusa secondo la quale tra l'imputato ed il Pellini vi sia stato un accordo sul contenuto delle deposizioni, con una serie di argomentazioni, tra le quali la non coincidenza dei tempi e dei luoghi, l'avvocato conclude affermando che l'unico delitto scopo è il reato di falso verbale: che senso avrebbe far risultare le dichiarazioni di Pellini Giovanni come quelle di Pellini Cuomo, dato che le firme coincidono? Sulle intercettazioni telefoniche dei noti imprenditori, inoltre, non le considera probanti in quanto non percorribile, un luogo rispetto all'altro, in soli 53 secondi. Insomma, l'aggancio della cella non sarebbe una prova certa. Ecco allora che la richiesta di assoluzione perché il fatto non sussiste ritorna alla ribalta. La giustizia ha i suoi tempi, che – si sa – spesso son così lunghi da permettere la prescrizione del reato e fa il suo corso ma stavolta credo che l'attesa sarà ampiamente ripagata.
Intanto, in bella vista, al centro della cittadina, una segnaletica autostradale (ved. foto) che poco sembra adattarsi a questa storia, con la scritta "Comune libero da OGM", come se fosse quello il male maggiore...
Lidia Ianuario
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La solidarietà alla famiglia Cannavacciuolo
Intervistato in esclusiva il Sindaco Lettieri
Le considerazioni di una cronista.
Forte e partecipata la presenza di parte dell'Amministrazione comunale accerrana al processo sul caso Addonisio, Cannavacciuolo avverso gli imprenditori Pellini, tenutosi il 24 gennaio. Accanto ad attivisti del Movimento Cinque Stelle e di Insorgenza Civile, occupati in un sit in davanti ai cancelli del Tribunale di Napoli già dalle ore 10.30 del mattino, e parte dei quali presenti anche nell'aula aperta al pubblico; alle donne del Comitato promotore “Donne 29 Agosto di Acerra”, con a capo Virginia Petrellese; a semplici cittadini acerrani e non, impegnati sul territorio – tra cui Francesco Cacciapuoti, ragazzo iscritto alla Facoltà di Medicina, a dimostrazione che tale processo coniuga intorno a sé interessi diversi, per cui ha una rilevanza fondamentale per la giurisprudenza e la dottrina in merito al danno di disastro ambientale – e a solo due persone della stampa, tra cui Carmen Té, della BB Film TV, una gradita presenza politica. Erano presenti, seduti nella parte sinistra dell'aula: il sindaco Raffaele Lettieri, con il suo fidato portavoce Mario Amelia; i consiglieri di maggioranza Giuseppe e Salvatore Castaldo e Andrea Piatto; il Presidente della Commissione Ambiente Paolo Rea. Una presenza dovuta, in seguito alle rimostranze di parte del Movimento Cinque Stelle avutesi in merito all'udienza precedente, a causa della presenza di un assessore, secondo gli stessi, "vicino ai difensori dei Pellini". Una rappresentanza politica attenta alle problematiche del giovane Alessandro Cannavacciuolo e di tutta la sua famiglia, come testimoniato dalle interviste rilasciate a NeWage, il portale fruibile per ciechi ed ipovedenti su Green Energy e New Economy. Le stesse son riportate integralmente, a dimostrazione del nostro modo di fare giornalismo. In primis, emerge, dal primo cittadino acerrano, un forte equilibrio, dovuto certamente al ruolo che rappresenta, nonché un parlare spesso col “noi”, a nome di tutti i presenti.
Sindaco Lettieri, quali sono le motivazioni della Sua presenza qui? Io, in quanto Raffale Lettieri, sia come cittadino che come sindaco e rappresentante della città, non ho mai avuto dubbi da che parte stare. Chi ne aveva, quindi, può toglierseli dalla mente.
Il Comune si è costituito parte civile nel processo? Il Comune, fin dal 2006, ha tentato di costituirsi parte civile, ma è stata rigettata la richiesta, in quanto la 152/2006 vieta ai Comuni di farlo, così il Comune si è ripresentato per “danno d'immagine” ma tale richiesta è stata accolta parzialmente.
Con che stato d'animo è presente in aula? È arrabbiato? Oggi è una giornata importante, siamo qui con serietà e serenità. Il nostro è uno stato d'animo d'attesa. Bisogna quindi dare spazio e attendere che la Magistratura faccia il suo corso. È bene non lasciarsi guidare dalle emozioni, magari sbagliando. È ovvio che se si toccano le “corde degli affetti”, il sentimento che si ha è di rabbia.
Mi rivolgo quindi al giovane Paolo Rea, spesso coadiuvato dallo stesso Lettieri.
Da quanto tempo è Presidente della Commissione Ambiente? Da giugno-luglio 2012, da quando ci siamo insediati.
Che attività sono state predisposte per la prevenzione e la gestione di questa delicata situazione? Ci siamo predisposti contro lo sversamento dei rifiuti. L'abbandono (n.d.r. aggiunge il sindaco) del sacchetto selvaggio consentiva la combustione e quindi i roghi tossici, così, assieme all'Assessore all'Ambiente e al Comando dei Vigili Urbani, mediante delle ronde, abbiamo mitigato questo problema. Abbiamo inoltre (n.d.r.: prosegue il Presidente della Commisione Ambiente) quattro telecamere fisse e quattro mobili. Un progetto in corso di attuazione, ancora in fase di progettazione, è inoltre l'Osservatorio ambientale, non ancora costituito, che sarà un ente indipendente, proposto dal Comune, formato da medici oncologi e ingegneri ambientali, i quali, attraverso dei dati, cercheranno di tutelare il territorio di Acerra dal punto di vista ambientale e della salute.
Tutelare. Con lo sguardo fisso sugli avvocati difensori – da ricordare che ben 27 sono i soggetti indagati, ognuno per più capi di accusa – ripercorro mentalmente tutta la vicenda dei Cannavacciuolo. Da esterna, giornalista, non posso provare le sofferenze di una famiglia che ha vissuto sulla propria pelle, con la morte di una persona cara, le responsabilità di soggetti non aventi altro scopo che quello di meri numeri con cui arricchire sé stessi e le associazioni a delinquere ad essi collegate. Ogni arringa uguale all'altra. Mors tua vita mea, direbbero i latini. Una tristezza infinita attraversava il mio animo. Questo portale seguirà le tesi di ogni avvocato e le loro argomentazioni per cercare di scontare una pena meno grave o di chiedere l'assoluzione del reto per “non aver commesso il fatto in quanto lo stesso non sussiste”. Dalle parole dei vari difensori, appare un quadro abbastanza grottesco del PM Ribera, come se le sue accuse fossero aleatorie e poco fondate. Mi chiedo come si faccia, durante quelle arringhe, a dimenticare i propri bambini, che giocano felici e spensierati nella scuola costruita proprio con materiali provenienti dalle attività economiche dei Pellini, dove al cemento venivano mischiati rifiuti pericolosi di tutti i tipi, oppure a non far scorrere nella propria mente le immagini dei milioni di malati di tumore nei nostri ospedali o, ancora, ad andare avanti su cifre che mostrano l'aumento a livello esponenziale del transito di tali rifiuti dal Nord al Sud Italia. Basterebbe leggere il rapporto 2011 di Legambiente sull'ecomafia ed osservare le varie cartine geografiche sulla distribuzione dei rifiuti per avere un'idea di quanto spazio occupino gli stessi (praticamente, come tutta la lunghezza dell'Italia). Per ora voglio lasciare il lettore con questo feed back: uno scorrere nella mente tutte queste immagini. Che possa provare quelle stesse emozioni di rabbia e delusione che vengono celate dai mass media nazionali, perché, una volta partecipati all'udienza principale, tanti si disinteresseranno di questo caso, seguendone solo il verdetto, come se i Cannavacciuolo fossero solo un altro numero, legato all'auditel, da annotare! Allora niente più solidarietà, nella stampa. Silenzio totale. Mi chiedo, altresì, se accadrà lo stesso con tutti questi movimenti politici, ma voglio essere fiduciosa. Loro, almeno, finanziamenti pubblici non ne hanno. Non è in fondo stata sempre questa la discriminante su cui si è fondata tutta la campagna elettorale che ha dato vita ad uno dei tanti movimenti nati ultimamente, dal basso – parola molto in voga ultimamente – come se l'unica strada percorribile per avere davvero persone realmente interessate alla “res pubblica?”. Ritorno al mio taccuino, alle pagine contenenti anni ed anni di lavoro da parte di quegli avvocati difensori di cui a stento son riuscita a vedere le facce, impegnata a far scorrere velocemente la penna, per non perdere nemmeno una parola. Lascerò al lettore la scelta di quale arringa vorrà conoscere i dettagli, tenuto conto che seguirò l'intero processo, udienza dopo udienza, perché soltanto così potrò offrire una vera cronostoria di questo processo. Quanti lettori saranno interessati? Non è un dato che a noi, di NeWage, interessa. Il nostro è un pubblico selezionato, che non deve assolvere a nessuna legge di mercato. Questo è un progetto no profit, nato dalla collaborazione di dieci redattori che, da un anno e mezzo, si sono chiesti – e continuano a farlo – come collaborare alla preservazione dell'ambiente. La nostra risposta è la creazione di una coscienza ecologica condivisa, coscienza che – appunto – può nascere e crescere solo mediante l'interazione col lettore. Preferite l'arringa del difensore del Maresciallo Curcio o di Addonisio? Per votare, commentare su questo portale o sulla pagina Facebook: https://www.facebook.com/questions/483036961743298/
Lidia Ianuario
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Sono molto contento che giornalisti come voi non sono totalmente estranei alla notizia ma la vivono, feci un corso di giornalismo a scuola, e mi ricordo ancora che il prof diceva sempre queste, non farsi tirare o coinvolgere dalla notizia. Secondo me il nuovo giornalisto è totalmente l'opposto il giornalista deve vivere la notizia per farci capire la realtà dei fatti.
complimenti per l'articolo, molto articolato, una considerazione: uno dei movimenti politici ha condiviso sin dal primo momento la situazione di Alessandro, ho incontrato Alessandro Lunedì alla galleria, e può confermarti quanto detto, ti ricordo che il M5S è tra la gente dalle scorse elezioni, tra vento e gelo siamo sempre con i cittadini, a differenza dei vecchi partiti che trovi per strada solo in campagna elettorale.
La Redazione ringrazia i Suoi lettori per l'interesse riscontrato verso i temi trattati, specificando inoltre che l'articolo non muove una critica ad un preciso e determinato movimento o partito politico, quanto vuole indurre ad una riflessione più generale, quale la strumentalizzazione per interessi privati o politici. Essendo questo un periodo di campagna elettorale, in cui bisogna rispettare la par condicio, ogni commento di natura promozionale verso questo o quel gruppo sarà opportunamente rimosso, essendo una delle caratteristiche fondamentali di questo portale l'assoluta indipendenza da qualsiasi forma di finanziamento pubblico, di partito, o privato. Finalità primaria di questa Redazione, infatti, è l'informazione, per la creazione di una coscienza ecologica condivisa. Ringraziamo tutti coloro che accoglieranno positivamente quest'input, essendo tale portale privo di tutti quegli strumenti di controllo, quali la moderazione preventiva dei commenti, al fine di permettere a ciechi ed ipovedenti di essere facilitati nell'inserimento delle loro idee, grazie all'eliminazione dei captcha. Cordiali saluti

Cara mia funicolare vesuviana, bei tempi!
Al Centro Direzionale, il pericolo incombe
La Circumvesuviana ancora non risponde alle segnalazioni
Non sono nemmeno le ore 9.00 della mia giornata e, ritrovandomi al Centro Direzionale, preso il treno della linea San Giorgio – Napoli da Madonnnelle, mi accingo a cambiare direzione. Un enorme nastro bicolore impedisce il passaggio. Noto una segnaletica strana, “Pavimento bagnato”, mi scorgo poco più in là e osservo l'acqua presente ovunque. Seguo la folla di passeggeri che, ignara, continua ad affollare la fermata, come se fosse tutto regolare. Un'altra giornata di lavoro è iniziata e così questa specie di gioco reale – chi non ricorda “Hotel”, classico gioco da tavola che si contrappone al classico e tradizionale “Monopoli”? - mi riporta alla percezione di quello che è l'hard core dell'imprenditoria, ma soprattutto dell'amministrazione, partenopea. Non resisto alla tentazione, torno indietro, afferro il mio Android e scatto una foto, come per voler immortalare quello che, sotto gli occhi di tutti, ormai non fa più notizia. Continuo il mio tragitto, ritrovandomi ancora altre immagini che non approvo: calcinacci, interi pezzi di pittura – ma non solo – per terra; prese della corrente scoperte, fili lasciati appesi; un Giapponese che aspetta, mentre io gli indico di passare pure. Quello scempio, lo so, ormai, ne sono consapevole, rimarrà lì. In mancanza di ETR, e lo dimostrano le continue soppressioni di treni e corse, a chi vuoi che importi se c'è un muro rovinato? “Magari si trattasse solo di questo”, penso, mentre alzo gli occhi al cielo e, quel che noto, è la presenza di umidità ovunque. Grandi chiazze che mi sovrastano, testimonianza di una scarsa manutenzione. Mi rivolgo quindi alla biglietteria, chiedendo se sia accaduto stamattina, quella specie di allagamento. I dipendenti mi osservano, rispondono, chiedendomi chi sia. “Lidia Ianuario – rispondo – giornalista.”. “Scrivete – è la pronta risposta – fate bene!”.
Ancora più incuriosita, chiedo se sia stata fatta segnalazione. Ormai è una settimana, nella giornata di giovedì o venerdì scorso due persone son cadute e, nonostante aver indicato all'Ufficio Fonogrammi che vi è “stato di pericolo per infiltrazione d'acqua”, ancora niente è stato fatto. Ripenso alla tradizione partenopea, agli scugnizzi, ai bambini, alla dispersione scolastica, a coloro che – nelle stazioni – si esercitano in quella nuova arte fatta di salti pericolosi e ritmi moderni – e mi chiedo a che altezza siano quei fili scoperti. Ripenso a quel Giapponese che usava la scala mobile e sento tanta delusione dentro di me. Non è più la rabbia, quella che ti pervade l'animo quando, come stasera, attendendo per circa 45 minuti la CLP sperimentale – badate bene, di nome e di fatto! - decido velocemente di affidarmi al vecchio e sinistro 192, data l'ora. Cos'è successo al trasporto pubblico? Ricordo una vecchia conoscenza, ad un chioschetto, di un uomo che ha fatto la storia della funicolare vesuviana; ripenso al Complesso Museale Ferroviario di Pietrarsa e mi chiedo quanta memoria sia stata persa; quale bigliettino da visita rappresentiamo per il turista, essendo la stazione una dei primi luoghi da esso frequentati; cosa, ancora, sia rimasto.
Non c'è molto da fare. Chiedo a quegli stessi dipendenti della biglietteria se posso usare, ricordando la Carta della mobilità, quel verbale dei reclami, ma sorridendo me ne fanno notare l'inutilità. Mi dirigo al Tribunale, per un processo di cui devo seguire il corso, e per un attimo, presa da problemi ancora più gravi, quali il disastro ambientale, dimentico quelle scene. Ritorno a casa, dopo un convegno sugli investimenti in ricerca e sviluppo e, dopo aver cenato, mi siedo alla mia solita postazione e metto lettera dopo lettera pensando che – hanno proprio ragione quei dipendenti! – non mi resta che scrivere.
Lidia Ianuario
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Il trasporto su gomma come alternativa a quello su ferro
L'idea parte dal giovane Assessore ai Trasporti pubblici Agostino Navarro
Speranze ed aspettative nel Comune di Volla con la linea sperimentale della CLP S.p.a.
I servizi pubblici essenziali, come il trasporto, sono spesso sottovalutati, eppure un ritardo o una soppressione di un treno o di un autobus provocano notevoli disagi, non solo, nel breve-medio periodo, ma soprattutto nel lungo, con effetti che influiscono anche nel rapporto cittadino-Amministrazione Pubblica. Spesso le analisi effettuate prendono in considerazione solamente l'aspetto economico, ossia, quanto, in termini di tempo, quel determinato ritardo si ripercuota sul singolo lavoratore, in termini di prodotto, di un'azienda, rappresentando quindi un costo aggiuntivo per la stessa, considerando anche che, un lavoratore arrabbiato per i lunghi tempi di attesa è, in termini di energia spesa, meno motivato rispetto ad un altro. Quel dipendente o collaboratore, a sua volta, sarà probabilmente il padre di uno studente, da accompagnare a scuola prima di recarsi sul posto di lavoro, senza considerare un aspetto fondamentale, quale quello della sicurezza, che coinvolge soprattutto – ma non solo - minorenni e persone di sesso femminile. Nel caso in cui, inoltre, non vi sia un rapporto di lavoro che leghi stabilmente ed a tempo indetermintato offerta e domanda, con contratti ben stabiliti – tendenza, questa, da non dimenticare – i maggiori problemi sono quelli legati alla conservazione dello stesso posto di lavoro. Un aspetto, questo, che certamente l'Assessore ai Trasporti pubblici del Comune di Volla (solo una tra le varie deleghe del giovane politico), Agostino Navarro, ha considerato, creando un'alternativa al trasporto su ferro. Nasce quindi la corsa sperimentale della CLP S.p.A, nota azienda nata dall'idea imprenditoriale dei fratelli Carlo, Luigi e Pasquale Esposito, che già effettuava un'importante ruolo grazie al collegamento tra la stazione “Volla” della linea Napoli – Baiano e il centro urbano del paese. Un vero e proprio impegno politico, nato e consolidatosi nel tempo, grazie all'attività svolta costantemente dal giovane, e condivisa da molti suoi coetanei. Un'attività, questa, che ha origine non dall'attuale mandato, ma da sempre, dai tempi delle riunioni nell'allora Sinistra Giovanile. “L’Amministrazione comunale è costantemente a lavoro – si legge da un comunicato stampa - per raggiungere un miglioramento del servizio di trasporto pubblico offerto da tutte le aziende concessionarie sul territorio di Volla”. “Appena la situazione regionale del comparto si sarà stabilizzata – conclude lo stesso - si opererà per realizzare nella nostra città un nuovo piano di trasporto pubblico che sarà quanto più possibile efficiente ed integrato”.
Tale lavoro è dimostrato da un'intensa attività d'informazione svolta dall'assessore stesso: in prima persona, ad affiggere manifesti alla stazione “Madonnelle” della linea Napoli – San Giorgio e a fornire delucidazioni sulla stessa. La comunicazione come atto importante affinché questo servizio sia usato da coloro per cui è stato pensato ed ideato. Un'idea geniale! Sul sito istituzionale del Comune di Volla (finalmente, sembra, unico e con contenuti aggiornati), al seguente indirizzo, è possibile reperire ogni tipo di quesito o dubbio: http://www.comune.volla.na.it/?q=node/538. Basta un click per scaricare percorsi, orari e costi di biglietti ed abbonamenti. E per chi non sia così informatizzato? Niente paura! Il vecchio e caro metodo tradizionale: telefonando al numero 081.53.117.06 una dipendente della biglietteria di Pollena Trocchia ha cercato invano di mettermi in contatto con lo stesso ufficio, presente a Napoli, dove però ho appurato che vi è un'unico mezzo, circolare, la cui fermata va prenotata, in quanto facoltativa, sia nei pressi della Feltrinelli di Napoli Centrale – Piazza Garibaldi, sia presso il Mc Donald's interno alla stazione. Data la difficoltà del collegamento diretto tra gli uffici di Pollena Trocchia e Napoli, è possibile richiedere informazioni direttamente al numero 081.28.32.08. Interessante la dichiarazione del dipendente Giulio D'Avino, persona cordiale, precisa e sincera: ”Lo dico come fosse figlia mia, non faccia affidamento sull'ultima corsa, in quanto il servizio è sperimentale.”. Meravigliata da tale spontaneità, richiedo se siano mai “saltate” le ultime corse e/o siano pervenuti reclami, apprendendo anche che in caso di guasto di una "macchina" telefonare all'ufficio biglietteria non ha alcun senso, in quanto non collegato con il deposito - bisogna ricordarlo - dell'unico mezzo predisposto a tale linea. La risposta è negativa, ma una frase mi riporta a varie esperienze da me già vissute. Non la riporto qui, per correttezza verso quel caro “padre” acquisito, anche solo per una sera. Una cosa è certa: quella sera ho optato per un passaggio in auto. Ancora oggi, però, mi chiedo perché quel dipendente non abbia promosso questo servizio, seppur sperimentale, come accade sovente in questi casi. Nell'attesa di risolvere l'arcano mistero, di invitare l'Assessore ai Trasporti Pubblici ad illustrare l'iter che ha portato a tale inversione di tendenza (non migliorare il trasporto su ferro, bensì intensificare quello su gomma) e di valutare come tale alternativa al trasporto sia stata conosciuta, accolta e recepita dai cittadini vollesi e dei paesi limitrofi, considerato che ogni nuova iniziativa e forma sperimentale ha i suoi tempi di analisi e successo, invitiamo i nostri lettori a commentare quest'articolo - con l'impegno che eventuali proposte verranno poste direttamente alla sua attenzione (si può inviare anche una lettera aperta al seguente indirizzo e-mail: redazionenewage@gmail.com, che verrà pubblicata nella sezione "NeWage Corner") - e a seguire le prossime inchieste sul settore trasporti. Nella prossima, verrà trattato ampiamente il problema della sicurezza e dell'abbattimento delle barriere architettoniche. Per partecipare al sondaggio:
visitare la pagina: https://www.facebook.com/pages/NeWage-PAGINA-UFFICIALE-Caporedattrice-Lidia-Ianuario/182288918484772?ref=ts&fref=ts
Lidia Ianuario
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Caro il mio Facebook, ora ti "uso"
Campagna per l'accessibilità e la fruibilità dei Social Network, dei portali e dei siti
L'idea di un portale fruibile per ciechi ed ipovedenti, nata e concretizzatasi a marzo 2011, a cui abbiamo aggiunto anche la possibilità di una web tv col linguaggio dei segni, lanciata in rete due anni fa, e di cui fortunatamente abbiamo visto anche altri esempi, non interessandoci se di emulazione o di novità rispetto al nostro (ed è questo il motivo per cui la stessa non è stata brevettata), è in realtà sorta ancor prima quando, trovandomi per caso in un negozio a promuovere prodotti informatici, trascorsi molti minuti con un sordomuto nel tentativo di capire cosa stesse cercando - un telecomando adatto alle sue esigenze - riuscii a soddisfarlo e, chissà in virtù di quale gentilezza ricevuta, mi furono - ed è il caso di usare tale verbo - donati dei ringraziamenti per "il tempo speso nella vendita". Premesso che quella fu una delle esperienze più gratificanti di quella giornata, la speranza di una società che andasse verso colui che normodotato non è, e non viceversa, si faceva sempre più strada nella mia mente. Mi chiedevo perché non si potesse cambiare prospettiva, mettersi dall' "altra parte", cambiare mentalità. Da lì, l'idea anche dell'insegnamento del linguaggio dei segni già dalla scuola elementare, se non materna, sebbene, tramite il mio gruppo e pagina The Ultimate Piece, qualcuno mi aveva già fatto capire che questa mia proposta avrebbe potuto causare un problema a cui non avevo mai pensato, quale la "ghettizzazione". Incredula, sono passati degli anni, ed ho visto che in realtà quest'ultima non era poi così lontana dalla realtà: bisogna sempre coniugare interessi contrapposti. Tale disagio lo ritrovo ora, nella spasmodica ricerca di un prodotto, anzi, un servizio, che possa essere quanto più vicino a ciò che non è ancora stato offerto. Così, mentre un'azienda multinazionale mi ha contattato, creando, grazie al nostro input, un software gestionale in cui la tecnologia risolve ogni difficoltà - essendo fruibile anche per ciechi ed ipovedenti - io, da sempre contaria a tutti quei contributi che a questo Social Network si possono apportare, in quanto conscia che ogni campagna, sensibilizzazione, domanda richiesta agli utenti non è altro che una ingegnosa politica di marketing svolta quasi a costi "zero" per capire come migliorare questo prodotto - prodotto che genera profitti nemmeno lontanamente ipotizzabili, almeno riguardo alle potenzialità di crescita - mi faccio promotrice di una campagna che vorrei utilizzare per giungere ai "vertici" di Facebook, e non solo. Nel creare interazione tra il mio portale, per ora presente al link http://webnewage.jimdo.com/, nel capire come disattivare i captcha, e non moderando i commenti, risulta che lo stesso problema, oltre ad essere presente su quello spazio web a titolo gratuito, è sofferto anche qui: la mia redattrice ipovedente non riesce a condividere post, link e quant'altro. Voi cosa suggerireste in ambo i casi? Nel frattempo, richiedo a tutti coloro che sono ciechi ed ipovedenti di segnalare altre difficoltà riscontrate su Facebook e sul mio sito. Nel primo caso, saranno raccolte in un documento da inviare al servizio preposto di questo Social Network affinché, almeno, sarà portata avanti una causa che considero doverosa. Per creare un documento armonico, è possibile, oltre alla funzione commenti a questa nota, magari elencando sinteticamente vari punti (ancor meglio se referenti di gruppi, associazioni, forum, si fanno portavoce di un'intera comunità di persone) contattarmi al seguente indirizzo e-mail: redazionenewage@gmail.com. Saranno graditi anche tutti coloro che indicheranno come far arrivare più velocemente questa mia richiesta allo staff di Facebook, in quale lingua inviarlo, e così via. Sono convinta che la professionalità debba essere ampiamente ripagata, quindi tutti coloro che operano nel settore potrebbero, invece di indicare le soluzioni, di cui Facebook se ne avvarrebbe gratis, semplicemente indicare quali limiti tecnici debbano essere superati ancora. Magari vi sono quesiti risolti di cui nemmeno ho idea. Per tutti gli altri, è possibile contattarmi o all'indirizzo indicato, oppure tramite il menù "Contatti" http://webnewage.jimdo.com/contatti/ presente su questo portale. Proposte, collaborazioni, quant'altro sia di Vostro gradimento, per me è fonte di crescita personale, in questo progetto nato in open source che ha ancora i caratteri di mutuo scopo per i quali è nato. Con tutti coloro che interagiranno con noi, saranno offerti spazi sul nostro portale, perché, a differenza di tanti, crediamo nella condivisione di interessi comuni, perché vissuti in prima persona. L'interesse di Rosa Mauro, è il MIO, interesse.
(n.d.r.: la foto è stata gentilmente richiesta all'Amministratore del sito www.latanadeicuriosi.it)
Lidia Ianuario
(Riproduzione riservata ©)
La Guardia di Finanza e il silenzio sulla presenza di amianto
Verità scottanti rivelate dalla "voce" Antonio Dal Cin
Gentile Sig. Antonio Dal Cin, lei si è arruolato in Finanza il 20 settembre del 1991. Cosa l'ha spinta?
Vorrei innanzitutto sfatare il fatto del posto Statale, perché per fare questo mestiere, bisogna sentirlo veramente dentro e credere in quei valori profondi di democrazia, lealtà, legalità e giustizia, peraltro scritti il quel bellissimo libro che è la Costituzione della Repubblica Italiana.
Che ruolo ha svolto e per quanto tempo?
Non posso entrare dettagliatamente nei ruoli esperiti come attività di servizio, comunque, dopo il Corso presso la Scuola Alpina di Predazzo (TN) ho lavorato per tre mesi all’interno di un importante zuccherificio in Provincia di Ferrara, dove eseguivo attività in materia di imposte di fabbricazione. Successivamente, giungevo in forza all’allora Brigata di Prosecco (TS), (1992-2004) la cui attività era prettamente doganale e di Polizia Doganale, oltre a svolgere attività di perlustrazione per la repressione del contrabbando in genere, a piedi lungo la linea di confine e automontato, controllo coordinato del territorio, contrasto al fenomeno dell’immigrazione clandestina, controllo su strada dei beni viaggianti, controlli in materia di scontrini e ricevute fiscali, Valico ferroviario di 1^ Categoria viaggiatori e merci (Stazione FF. SS. Valico Internazionale di Villa Opicina - TS), servizi di scorta dei camion in entrata Stato e di quelli respinti per ragioni sanitarie e/o doganali e altre tipologie di servizio come comandate. A fine del 2003 fui temporaneamente trasferito (dieci mesi circa) per gravi problemi familiari presso l’allora Compagnia di Terracina (LT) e assegnato alla Sezione Operativa, dove svolgevo attività operativa. Nell’anno 2004 rientrato a Trieste, fui trasferito, a domanda, presso il Centro Sportivo della Guardia di Finanza di Castelporziano (RM), dove ero responsabile presso gli impianti sportivi e nell’anno 2006 venni trasferito alla dipendente sede di Sabaudia (LT), nell’ambito delle situazioni straordinarie connotate da ragioni di salute gravi, come accertato dalla stessa Guardia di Finanza. A settembre del 2012, al rientro da un periodo di malattia di quasi tre mesi, venivo trasferito alla Brigata di Sabaudia (LT) per essere paradossalmente impiegato al servizio operativo; questo, nonostante un significativo aggravamento del mio stato di salute che ad oggi, appare precario e non compatibile con detto trasferimento, al punto che, di fatto, non svolgo l’attività per cui sono stato trasferito. Ho anche presentato un ricorso al T.A.R. del Lazio per il tramite dell’Avv. Ezio Bonanni che mi assiste e mi rappresenta. Vedremo a breve cosa altro fare.
Com'era considerato il suo rendimento sul lavoro?
Questa è una bella domanda che mi piacerebbe girare a chi mi ha giudicato in oltre 20 anni di servizio. Posso dire che ho ricevuto tre elogi trascritti sul mio foglio matricolare e, comunque ho sempre operato con un altissimo senso del dovere e della disciplina, ed sempre agito fedele al giuramento prestato e nel pieno rispetto delle leggi dello Stato e della stessa Costituzione che è la prima fonte del diritto.
Cos'ha improvvisamente cambiato la sua vita?
Intanto sono passato da uno stato di assoluto benessere ad uno stato attuale di salute precaria che ha influito negativamente sulle mie abitudini di vita, sulla mia famiglia, sulle mie relazioni sociali, sulle mie finanze e sul mio futuro che appare incerto, perché si sono notevolmente ridotte le mie attese di vita e corro il rischio di contrarre il mesotelioma pleurico che è una patologia ad esito infausto e quando insorge porta alla morte in brevissimo tempo. Aggiungo che la mia vita è cambiata improvvisamente quando sono insorti i primi problemi respiratori nel 1999 e che si sono andati gradualmente aggravando fino al primo importante ricovero ad aprile
del 2003 all’Ospedale di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione “Cattinara” di Trieste, dove, giungevo in condizioni critiche, a causa di una crisi respiratoria grave e per la quale, non riuscendo a stabilizzarmi, si riteneva necessario il mio trasferimento presso altro presidio Ospedaliero Specializzato. Debbo dire che in quella circostanza, mi venivano riscontrati al semplice RX del torace: “Ispessimenti pleurici biapicali”. Ovviamente, al tempo, non sapevo nemmeno cosa fossero ma, ora so che sono il segno inconfondibile dell’amianto Killer, anche perché questi ispessimenti si sono presentati nel domo pleurico e in altre parti dei polmoni. Le ultime tre Tac a spirale eseguite nelle sole condizioni di base e senza contrasto, hanno evidenziato tre noduli in sedi diverse del Polmone DX e sempre nello stesso, a distanza di circa sei mesi mi hanno riscontrato linfonodi del diametro di 9 mm. Sono entrato e uscito da vari centri di eccellenza del Servizio Sanitario Nazionale e della stessa Sanità militare, dove mi sono state riscontrate altre gravi patologie insorte con effetto a “cascata”. Eventi terribili, come gravi crisi respiratorie che mi hanno messo in pericolo di vita. Nel 2012 sono anche stato soccorso a casa dai medici dell’area 118 di Latina che dopo avermi stabilizzato mi hanno trasferito con l’elicottero all’Ospedale più vicino il Santa Maria Goretti di Latina. Ho avuto anche un intervento con le sonde al cuore a Milano presso il Policlinico Multimedica Holding, uno dei centri più avanzati in Europa per lo Studio delle aritmie e per l’emodinamica. Ovviamente, le mie tachicardie della durata di molte ore e talvolta con frequenza superiore a 200 bat./min. non erano causate da un problema congenito che potesse risolversi con la tecnica di ablazione del cuore ma erano sono dovute ai farmaci che assumo per respirare. Ho dovuto assumere tantissimo cortisone, di tutti i tipi e, in emergenza, mi veniva somministrata anche l’adrenalina, in una corsa contro il tempo, dove può esserci sempre un punto di non ritorno. Tutto questo ha determinato l’insorgenza di un diabete mellito di tipo II, iatrogeno, perché il cortisone è iperglicimizzante. E ancora, uno stato di ipertensione arteriosa, spesso in scarso controllo farmacologico, poi divenuta cardiopatia ipertensiva. Altri problemi gravi che a questo punto non occorre nemmeno aggiungere.
Che sentimenti ha provato?
In principio, non riuscivo a capire cosa mi stesse succedendo ma, avevo subito capito che il mio corpo stava reagendo a qualcosa e in maniera forte. Sembrerà strano quello che le dico ma, credevo di avere un tumore e, per questo, corsi da un pneumologo, rovinandomi anche le vacanze. Fortunatamente, non avevo il cancro ma, la mia vita stava lentamente cambiando. Nel 2006 quando la mia salute iniziava a vacillare in modo significativo, iniziavo a pormi molte domande e mi chiedevo anche se il fatto che altri colleghi si fossero ammalati in modo serio, potesse avere qualche attinenza. Del resto, un mio superiore era deceduto per un cancro ai polmoni e abitava con la famiglia all’interno del sito ove era presente la caserma e gli stessi luoghi di lavoro. A un altro collega avevano dovuto togliere lo stomaco e a un altro un rene, mentre un altro militare aveva avuto una grave pancreatite. Non molto tempo fa moriva di cancro un altro collega con cui avevo lavorato in quel sito inquinato dall’amianto. Debbo dire che navigando in internet con metodo investigativo, non ci ho messo molto a capire che il problema era l’amianto killer a cui ero stato esposto per circa 12 anni, anche durante le ore notturne, quando il mio organismo doveva rigenerarsi. Infatti avevo avuto tre tipi di esposizione: all’eternit (amianto-cemento) presente sui tetti di enormi manufatti di vecchia datazione, destinati a contenere decine di migliaia di capi di animali vivi provenienti dai Paesi dell’Est Europa e in attesa di una destinazione doganale; all’amianto presente a bordo dei convogli lasciati in sosta lungo la linea ferroviaria, adiacente alla stessa caserma e ai luoghi di lavoro; l’amianto presente nelle guarnizioni di 129 specchiere ubicate all’interno delle camerate, di ridotte dimensioni e nei bagni attigui alla sala mensa, oltre a quello presente nei locali caldaia e nelle stesse condutture e in tre porte tagliafuoco. Preciso che l’Amministrazione dichiarava che all’interno della caserma non vi fosse amianto e poi successivamente poneva in essere all’interno della stessa urgenti bonifiche. I documenti sono in possesso del Prof. Avv. Ezio Bonanni del foro di Roma che mi assiste in questo dramma personale e che difende tutti i finanzieri esposti e le famiglie di quelli deceduti, oltre ai militari delle altre Forze Armate che hanno pagato un alto tributo in termini di vite umane.
Per quanto riguarda, cosa ho provato, vivo comprensibilmente nella paura che il mio fisico provato possa cedere e questo mi rattrista molto perché ho due figlie di cui una di quasi 6 anni e mia moglie che è affetta da sclerosi multipla e necessita della mio sostegno. Allo stesso tempo, ho capito che dovevo reagire ed attivarmi affinché altri miei colleghi non facessero la mia stessa fine. Così ho iniziato a scrivere relazioni dettagliate e significative circa la mia esposizione alla fibra killer, al rischio morbigeno per esposizione all’amianto e alla necessità di notiziare subito le gerarchie superiori fino ai Vertice del Corpo. In risposta, ho avuto un comprovato ostruzionismo, mirato esclusivamente ad impedire che quanto da me rappresentato fosse inoltrato ad essi. Sono stato vittima di "mobbing", come risulta in atti, per aver cercato di sollevare il problema amianto all’interno delle Caserme della Guardia di Finanza e il fatto che molti, troppi finanzieri si sono ammalati e sono morti per colpa di chi, oltre a non averli informati sui rischi legati all’esposizione all’amianto, non ha provveduto a tutelarli con quanto di meglio messo a disposizione dalla scienza e dalla migliore tecnologia. Questo per me ha rappresentato una tragedia nella tragedia, perché ho capito di essere solo. L’ultimo decesso, risale al 24 dicembre scorso, quando ci ha lasciati P. F. di anni 40, brigadiere della Guardia di Finanza che aveva lavorato per molti anni in una caserma di Roma, dove tuttora vi è una considerevole presenza di amianto killer. P. F. è stato uno dei militari che ha fondato con me l’associazione ONA Onlus Militari appartenenti alla Guardia di Finanza. L’ennesima sconfitta, anche perché a P. F. l’Amministrazione non ha riconosciuto niente.
Quando ha conosciuto l'ONA e l'avvocato Ezio Bonanni, Presidente della stessa?
Ho conosciuto l’Avv. Ezio Bonanni nel 2011, dopo aver sottoposto il mio caso alla sua attenzione ed avergli chiesto aiuto, anche perché in un contesto del genere, non tutti sono disposti ad aiutarti o a combattere contro i poteri forti. Navigando in internet avevo visto che è un pioniere delle cause sull’amianto e avevo così scoperto l’esistenza dell’Osservatorio Nazionale sull’Amianto. Credo che entrambi, sebbene con ruoli diversi, capimmo di avere molte cose in comune, di condividere gli stessi ideali con questa voglia dentro di tutelare la sacralità della vita e di impedire che altri si ammalino e muoiano a causa dell’amianto. Tutto il resto, è avvenuto in modo spontaneo in un rapporto di reciproca totale fiducia. Debbo dire che dietro uno stimato professionista come lui, c’è un Uomo di grande sensibilità che non si è mai tirato indietro, talvolta assistendo molti malati gratuitamente.
Attualmente, invece, che ruolo ricopre?
Attualmente, non ricopro il ruolo per il quale sono stato trasferito e questo contesto, lascia chiaramente intendere che non avrebbero dovuto trasferirmi.
Perché ha fatto causa contro questo trasferimento? Cos'è stato deciso al ricorso presentato dal TAR dal suo avvocato Ezio Bonanni?
Ho ritenuto doveroso ricorrere al T.A.R. per tutte le motivazioni che l’Avv. Bonanni ha rappresentato nell’atto depositato al Tribunale Amministrativo del Lazio. Staremo a vedere quale sarà la decisione nel merito.
Quanti altri militari versano nella sua condizione, secondo lei? Nella sua caserma, quanti ne eravate?
Ho paura che siano moltissimi i miei colleghi che si sono già ammalati e che sono deceduti per patologie asbesto correlate. Spero di sbagliarmi.
Il suo rapporto con i colleghi di lavoro si è modificato?
Loro, come me non erano a conoscenza del rischio a cui andavano incontro. Certo, mettiamo in conto di dover morire durante lo svolgimento del nostro dovere, in conflitti a fuoco o per attacchi terroristici, ma non certo per l’amianto. Tutti siamo sconcertati per l’esistenza di un pericolo come quello dell’amianto che risulta molto più serio e rilevante. Speriamo che Dio ci protegga e che non ci siano troppi morti.
Oltre alla sua malattia, da cosa ha dedotto la presenza di amianto, ancora presente, nei luoghi di lavoro?
Preciso che a oltre vent’anni dall’entrata in vigore dalla Legge 257/92 in molte caserme è tuttora presente amianto, perché non sono mai state fatte le bonifiche e i militari continuano a lavorare a contatto con il cancerogeno. L’amianto era presente anche sul naviglio e sui mezzi aerei.
Da quanto dura la sua battaglia e quando la considererà conclusa?
La mia battaglia è iniziata concretamente nel 2008 e non avrà fine fino a quando in Italia non ci sarà più una sola fibra di amianto. Non dovranno mai più essere anteposti interessi pubblici e privati alla sacralità della vita.
Crede che la bonifica dei luoghi di lavoro abbia avuto qualche piccolo risultato? Se sì, dove?
Ogni bonifica attuata rappresenta un risultato e l’unico strumento di prevenzione efficace, poiché l’unica fibra di amianto non pericolosa è quella che noi non respiriamo. Durante il Convegno Internazionale “il Diritto Incontra la Scienza” tenutosi a Roma il 14 novembre 2012 presso l’Auletta dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati e organizzato dall’Osservatorio Nazionale sull’Amianto, è stato sconfessato da eminenti scienziati il limite stabilito per legge delle 100f/l. Chi ha legiferato, lo ha fatto senza tener conto di importanti dati scientifici e del fatto che la pericolosità dell’amianto era già nota agli inizi del secolo scorso. La Repubblica Italiana è stata anche due volte condannata dalla Corte di Giustizia Europea per mancato e tardivo recepimento delle norme comunitarie, vedi ad esempio la causa n. 240 del 1989. Questo mi induce a pensare che lo Stato sia stato connivente con la Lobby dell’amianto e che vi sia il rischio concreto che la stessa Legge 257/92, peraltro lacunosa, possa imputare ulteriori responsabilità, atteso che anche una sola esposizione è sufficiente ad innescare la cancerogenesi e dunque, il mesotelioma pleurico.
Quanto ha inciso la malattia nel suo “quotidiano” e cosa invece le ha insegnato?
Come anzidetto, ha inciso drasticamente e ho dovuto modificare abitudini e stili di vita.
Crede ancora negli stessi ideali per cui si è arruolato in Finanza?
Certamente. Io considero gli ideali come un tatuaggio nell’Anima e l’Anima è eterna e non si può cancellare neanche con la morte. Quindi, i miei ideali mi accompagneranno per sempre. Aggiungo che rifarei tutto ciò che ho fatto, semplicemente il mio dovere al servizio dello Stato e dei cittadini. Grazie.
Un ringraziamento, quello di Antonio dal Cin, che rimandiamo ad effetto boomerang alla sua forza di volontà, al suo entusiasmo, al suo impegno nell'ONA, dedicandolo a tutte quelle vittime che, con la loro morte, hanno reso ancora più validi quei valori in un corpo, quale quello della Guardia di Finanza, che non va condannato a priori a causa di alcune fasce della stessa. Doveroso, quindi, concludere quest'inchiesta con il rispetto di quegli ideali che tale militare ha ancora dentro, invitando tutti coloro che attualmente hanno dubbi a sottoporsi senza paura a visite mediche periodiche e a contattare l'Osservatorio per qualsiasi consiglio, richiesta o informazione. Un modo per trasformare la rabbia di coloro che ancora lottano in energia positiva, come un uomo semplice ha dimostrato con eccellenza, continuando a lavorare alla Brigata Sabaudia, in provincia di Latina, e connotandola di un nuovo valore, quello della verità, nel rispetto degli ordini ricevuti.
Lidia Ianuario
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In azienda un esposto contro Pepe e “collaboratori/amici”.
Già da giorni, nell'ex EAV Bus S.r.l., circola un documento, firmato dai dipendenti, avente come scopo l'esposizione di fatti giuridici contro l'ex Amministratore Unico Roberto Pepe ed i suoi collaboratori più vicini, quali l'avvocato Angela Martino ed il ragioniere Ciro Borrelli. Indirizzata alle maggiori cariche istituzionali, quali: l'ex Amministratore Unico della EAV holding Nello Polese, il Direttore Generale Valeria Casizzone, il Presidente della Commissione d'Inchiesta sulla gestione dell'EAV Bus Ciro Accetta, il Commissario Liquidatore Paolo Como, il Governatore della Campania Stefano Caldoro, l'Assessore ai Trasporti della Regione Campania Sergio Vetrella, i componenti della IV Commissione Trasporti della Regione omonima, la Struttura Operativa Comodato d'Uso attività ex EAV Bus nelle persone di Pasquale Sposito e Filippo Porzio, nonché tutte le segreterie territoriali dei vari sindacati aderenti, essa richiede l'intervento delle stesse sulle persone coinvolte nonché la revoca del conferimento dell'incarico di liquidatore al Pepe. In mancanza di un effettivo riscontro, tale lettera si conclude con la possibilità di ricorrere per vie legali per i fatti esposti. Qual è il vero contenuto di questo documento? Da chi è stata scritta? Perché, una volta firmata dalla maggior parte dei dipendenti, è improvvisamente scomparsa e si è dovuto procedere nuovamente all'apposizione di firme? Quale sarebbe la convenienza per i dipendenti di Eav Bus S.r.l.? Questo il dato più significativo. Oramai essi non hanno quasi più nulla da perdere. Andando a ritroso, la società a responsabilità limitata locale a socio unico, con Roberto Pepe in qualità di Amministratore Delegato, stipula con la Torquato Tasso, società cooperativa a responsabilità limitata ed avente come AD Alfonso Ronca, un contratto di associazione in partecipazione, della durata di sei mesi, dal 1/04/2012 al 31/12/2012, con lo scopo di migliorare il servizio della stagione turistica nel Comune di Sorrento e limitrofi. Un accordo conveniente per ambo le società, in quanto avrebbero messo in comune le proprie risorse umane e tecnologiche, con l'obbligo, da parte della società titolare del servizio, la Torquato Tasso, di far partecipare l'associata al 15% dei ricavi. Cifre e concetti economici un po' ostili ai non addetti ai lavori, forse. Per semplificare, anche in mancanza di ulteriori introiti o guadagni, all'EAV Bus S.r.l. è garantita comunque una cifra di circa trentamila euro, corrispondenti al 15% del fatturato minimo garantito dalla Torquato Tasso. Una corresponsione che sarebbe dovuta avvenire entro la fine dell'anno 2012, al quale, entro il 15 gennaio del 2013, sarebbe seguita la costituzione di una società di capitale partecipata delle due società. Una semplice dichiarazioni d'intenti, non un contratto preliminare. Eccolo lì, il particolare da non sottovalutare. Quanta speranza nei dipendenti EAV Bus S.r.l. mal riposta! È con data 13 novembre che viene deciso il fallimento della “sfortunata” azienda. Motivazione? Un giallo tutto da scoprire! La mancata comparsa in aula delle persone responsabili. Sì, proprio così: intere famiglie mandate allo sbaraglio, senza futuro, perché qualcuno ha “dimenticato” di presentarsi, anzi, a volerla dire tutta, a cui non era mai stato notificato l'atto! Casualità o atteggiamento voluto? Intanto, i dipendenti non ricevono lo stipendio da ottobre. Una novità per loro, abituati ad una regolarità da orologio svizzero. Così, mentre il comunicato n° 007/2012 comunica che “le retribuzioni relative al mese di ottobre saranno erogate lunedì 19 novembre” all'intero personale, solo tre giorni prima la Finanza fa irruzione negli stabilimenti della società per dare avvio alla procedura di curatela fallimentare.
Intanto, i lavoratori si riuniscono tra di loro, sbigottiti, il due gennaio, e sono in attesa dell'incontro con i sindacati, che avrà luogo il 7 dello stesso mese e come tema l'approvazione del nuovo Piano Industriale. Licenziamenti o contratti di solidarietà? Questa la spada di Damocle a pendere su coloro che dovranno effettuare una scelta. Per ora, è più probabile la prima opzione: meglio un contratto solidale unico o per categoria? Una differenza notevole, in quanto i tagli sullo stipendio, per le categorie quali gli addetti all'esercizio, sarebbero del 50%. Diversamente, invece, se venissero considerate le singole categorie di dipendenti. Insomma, anche stavolta, a pagarla saranno i lavoratori. Per questo, forse, è stato firmato quel documento contro Pepe e i suoi “collaboratori/amici”. Una lettera che ha dell'inverosimile, se si considerano solo i potenziali reati dovuti al reclutamento con un CO.CO.PRO di ben 55.000,00 euro lordi annui a nome della dottoresa Irene Papa, poi divenuta carica dirigenziale, oppure la mancata comparsa in aula per i debiti verso il gruppo Nitida S.p.A, nonché l'appalto alla COMIR di 83.210,00 euro. Appalto richiesto per la somministrazione di pneumatici mai avvenuto, non essendo questo l'oggetto dell'azienda appaltata. A cosa sono serviti quindi tutti quei milioni spesi? Che legame ha la COMIR con l'avvocato Martino? Perché successivamente quegli stessi pneumatici sono stati forniti dalla ISATEP, azienda nota all'EAV per gli sconti da sempre apportati? Cosa dire inoltre dell'incarico dell'avvocato Martino, che in palese conflitto d'interessi sceglie per sé stessa il provvedimento disciplinare da adottare, sempre secondo quanto esposto da quel documento, senza tener conto dell'abbandono del bus, notificato dalla Polizia? Sul ragioniere Borrelli basta affermare che, in qualità di Responsabile U.O. Amministrazione e Finanza, non avrebbe inserito nella contabilità il rischio inerente le spese processuali delle varie cause nonché la relazione sulla situazione finanziaria dell'azienda al Piano Industriale, occultando quindi i mancati versamenti ai dipendenti delle trattenute mensili. Queste solo alcune delle ipotesi avanzate da quel documento che, per ora, giace chissà dove, così come la lettera di comparsa in aula, mai giunta a chi di dovere, e che ha determinato il fallimento, non solo di un'azienda avente 1200 dipendenti circa, ma delle rispettive famiglie. Attendendo l'incontro del 7 gennaio, giusto un mese dall'uscita della legge regionale n°32/2012, recante “INTERVENTI URGENTI PER IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE” e leggibile al seguente link: https://docs.google.com/viewer?a=v&q=cache:6HvGGgBUBd0J:burc.regione.campania.it/eBurcWeb/directServlet?DOCUMENT_ID=47748&ATTACH_ID=62646+&hl=it&gl=it&pid=bl&srcid=ADGEESiTOf3_xNXHWbdh_IKUBmlHcyeO9R-7rwq4Ge7CypjIS1YaJClow0bgzWvtH1W9eeOyEdx2JyaN0gUDMOqdrjOCoa7P5vVtMSRTEWr6GBT59b5tREjwNljzyKSxpIOmixBHfO6S&sig=AHIEtbQS0exNjrpKLYilMXAY7Ji52Iq4XA
Un giallo, quello dell'EAV Bus S.r.l., che NeWage seguirà ancora, svelandone personaggi e misteri.
Lidia Ianuario
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"Siamo felici dei risultati ottenuti", dichiara Vincenzo Cannavacciuolo
18 anni di pena richiesti dal PM Ribera per i fratelli Pellini.
“Siamo felici dei risultati ottenuti. Fin quando non li vedremo dall'altro lato (con un dito indica l'istituto circoncondariale di Poggioreale), non ci riterremo soddisfatti” son le prime parole pronunciate da Vincenzo Cannavacciuolo, parente del giovane Alessandro, la cui triste vicenda è diventata simbolo di ripresa del territorio e di rispetto dello stesso per tutta la Campania. Una famiglia semplice, che continua a manifestare, senza dimenticare, le proprie origini agricole nell'umiltà di una frase che racchiude tanti stati d'animo diversi: la sofferenza, l'attesa, la voglia di riscatto, la tanto agognata vittoria della verità e della legge su comportamenti illeciti ma reiterati nel tempo. Una famiglia sostenuta da più parti, politiche e non, tra cui una rappresentanza del Movimento Cinque Stelle, oltre che da vari liberi professionisti, tutti uniti verso una sola azione: la solidarietà a chi ha avuto il coraggio di denunciare grandi “personaggi” di quest'Italia non sommersa da rifiuti, ma costruita con gli stessi. Nell'udienza, tenutasi stamattina alle ore 10.00 circa presso la Sesta Sezione Penale del Tribunale di Napoli, avvincente è stata la requisitoria del PM Cristina Ribera, che ha richiesto la condanna di ben 27 persone coinvolte, tra cui, in particolare, dei fratelli Pellini (Cuono, Giovanni e Salvatore). Condanna che consiste nella reclusione, da un minimo di tre anni ad un massimo di diciotto, a seconda delle varie fattispecie di reato configurabili; probabilmente un arco temporale che, considerato sotto l'aspetto prettamente umano, sembra davvero sproporzionato rispetto alla cittadinanza che ne ha subito gli effetti, ma che, quantomeno, appare equo sotto il profilo giuridico, se tale possiamo definirlo, considerato che, anche stavolta, la prescrizione ha permesso la possibilità, per la maggior parte degli indagati, di “farla franca”. Non si arresta però la Ribera, che ne afferma la decorrenza dal momento in cui ricorre il pericolo, affermando con tenacia che esso è ancora in atto. Non meno chiara ed esaustiva l'arringa dell'Avvocato Giovanni Bianco, difensore di Mario e Vincenzo Cannavacciuolo, avverso gli imputati Pellini. Ponendo l'accento sul fatto che “l’istruttoria dibattimentale ha ampiamente accertato la sussistenza delle ipotesi delittuose contestate agli imputati e l’evidente nesso di causalità tra i comportamenti antigiuridici oggetto della vicenda che ci occupa e i gravi danni, patrimoniali e non, patiti dalle parti civili costituite”. Ciò che emerge è la realtà dell'azienda ovina dei Cannavacciuolo, il cui codice, 001NA002, dimostra quanto sia antica sul territorio campano, mettendo in risalto che dal pascolo vagante dell'omonima azienda, avvenuto in Località Ciminiera Via Pagliarone e Località Lenza Schiavone, ne beneficiavano ben quattro nuclei familiari, con ben 600 pecore, fornitrice di latte e carne. Dati da non sottovalutare, come le continue denunce ai vari “avvertimenti” subiti, le quali, però, non hanno sortito alcuna conseguenza. Per qual motivo il gregge dei Cannavacciuolo è stato abbattuto? Il ritrovamento di 52 picogrammi di diossina nel latte delle pecore è sicuramente uno dei risultati più allarmanti, a cui è pervenuto lo Zoo Profilattico di Teramo, istituto pubblico di rilevanza nazionale, e dell'Istituto Mario Negri di Milano. Ad esso si aggiunge la “scomparsa” di ben 53 milioni di chili di compost smaltiti nell'impianto Lenza-Schiavone: non pochi, eppure di essi non si ha alcuna traccia. Quale è stato il ciclo di una quantità così massiccia di rifiuti? Perché è configurabile il reato di disastro ambientale?
Dalle dichiarazioni del Maresciallo Corvi, all’epoca dei fatti in servizio presso il Reparto Operativo Tutela Ambientale di Roma, è emerso che è stata accertata la presenza, nell'impianto sopra menzionato, di “fanghi, banconote triturate, rifiuti cimiteriali” e che, in zona praticamente limitrofa all’impianto de quo, si accertava la presenza “…di un impianto di betonaggio, cioè per la produzione di calcestruzzo, cemento per costruzioni…” così come da quelle del Brigadiere Rocco Fersini, anche'egli del Reparto Operativo Tutela Ambiente di Roma, deputato al controllo sugli impianti, il quale asserisce che “…l’impianto poteva introitare innanzitutto i fanghi, i fanghi delle depurazioni e non tutti i fanghi, la norma parla di fanghi di depurazione di civile abitazione. È chiaro che un fango della depurazione di acque industriali, di scarichi industriali mai e poi mai, al di là della qualità che viene sottoposta da un certificato di analisi…non è mai consentito che un fango proveniente dalla depurazione delle acque industriali…non potranno mai seguire il percorso del recupero”. Si giunge così ad un'amara verità: non si tratta di siti di ricezione bensì di veri e propri siti di smaltimento! In particolare, all'impianto di betonaggio risultano affluire, dai formulari indicanti la provenienza, rifiuti dal Veneto, certamente non recuperabili in quanto aventi il codice codice CER 170503, indicante rifiuti pericolosi. Una serie di fatti che trovano conferma nella relazione del Dottor Iaccucci, in quanto la Nuova Esa, azienda veneziana, si aggiudica la gara d'appalto per lo smaltimento dei suddetti rifiuti, sversati sui terreni di proprietà dei Cannavacciuolo, sottoforma di fanghi, al cui interno è stata rinvenuta la presenza di cromo e zinco, metalli rinvenuti negli stessi germani Cannavacciuolo. Un'udienza che ha segnato una svolta per la tutela ambientale, con una data da ricordare: il 24 gennaio del 2013. In quella sede verranno stabilite le sorti della Campania, ma non solo. Si ritorna alla vita quotidiana, a volte ignari di quanto tutto ciò sia alla portata di tutti, mentre si apparecchia la tavola e ci si chiede se quei prodotti alimentari abbiano una storia simile, mentre con un orecchio attento ascolto le dichiarazioni spontanee dell'imputato Buttone Giuseppe, che, volendo contestare lo scenario rappresentato dal Pubblico Ministero, viene successivamente stoppato in quanto tali affermazioni non sono “relative a codesto processo”. Un sorriso quasi beffardo mi attraversa il volto per un secondo, ormai non più sbigottita dal parlare fantasioso di qualche “attore”, mentre raccolgo il cappotto del Dottor Antonio Marfella, anch'egli consulente tecnico dei Cannavacciuolo, e lascio l'aula.
Lidia Ianuario
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EAV holding, una gestione "giocattolo"
Germania,1891. La Märklin lancia sul mercato il primo treno giocattolo: una scatola contenente dal mezzo di locomozione che ha più affascinato i bambini ad accessori, binari, locomotive e vagoni. Diverse le tipologie, a seconda del budget e delle occasioni. Materiali semplici, come lo stagno saldato e verniciato, ed un motore a carica. Niente a che vedere con i moderni sistemi di trasporto, sia su ferro che su gomma, penserebbe qualcuno, eppure basterebbe trascorrere una giornata in Circumvesuviana per rendersi conto di quanta di quella poesia si sia persa. Fino a qualche giorno fa, un via vai di gente senza speranza: il tamburellare del piede dell'uno, spazientito dall'ennesima corsa saltata; lo sguardo preoccupato di una studentessa universitaria, guardando l'ora e l'imbrunirsi della sera, con la mente rivolta al tratto di strada isolata e senza illuminazione pubblica dalla stazione di Via Madonnelle a Volla; il solito chiacchiericcio del pensionato che ricorda i vecchi tempi, quelli in cui “i treni erano in orario e tutto funzionava”; il pensiero di un giovane diplomato, che non sta nella pelle per il prossimo colloquio di lavoro; l'ansia di una ragazzina, a uno dei suoi primi appuntamenti; la rabbia di una giovante trentenne, che, dopo laurea e dottorato di ricerca, si ritrova senza un contratto a tempo determinato e avverte in azienda del suo ritardo. Un continuo pullulare di voci, ronzii, che man mano si elevano, fino a divenire un fracasso insostenibile. D'altro canto, i macchinisti, con l'orecchio teso ad ogni minimo rumore, abituati a fronteggiare il rischio ogni giorno, perché è solo ed unicamente da loro che dipende la sicurezza di migliaia di viaggiatori. :”Questo ETR non è a norma di sicurezza, Vicié” afferma per l'ennesima volta il lavoratore di turno. Intanto, un continuo spingere, scantonare, un cercare di rientrare come sardine nell'altro treno disponibile, se e quando partirà. Qualcuno sviene, qualcun altro è ormai abituato. Uno scenario del tutto diverso da quello che si ritrova ai “piani alti”, quelli inaccessibili all'utente, dove risiedono i dirigenti, seduti alle loro scrivanie, col compito di far quadrare i conti. Proprio così. L'EAV, Ente Autonomo Volturno, è una holding comprendente ben quattro aziende: Circumvesuviana, MetroCampania NordEst, EavBus, senza comprendere Logica e Citysighseeing, con a capo l'Amministratore Unico Nello Polese, figura già nota e conosciuta. Un bando di gara che risale al 28 giugno del 2005. Un piano abbastanza particolare: "L’oggetto dell’appalto prevedeva l’aggiudicazione di un Accordo Quadro quadriennale (48 mesi), per la fornitura ed eventuale manutenzione global service di 1.950 autobus per servizio di linea, attrezzati con le tecnologie di bordo, per un importo complessivo presunto di € 400.000.000,00 (quattrocentomilioni/00) oltre IVA. In particolare, con la procedura di gara è stato aggiudicato un primo Contratto Applicativo dell’importo complessivo di € 205.000.000,00 (duecentocinquemilioni/00) oltre IVA, che prevedeva la fornitura di un numero complessivo di autobus pari a 1.000", come si evince dal sito della stessa e da cui si rilevano i seguenti particolari: "Non essendo pervenute offerte per la fornitura di autobus della tipologia n. 9 – autobus corti (6,30 - 7,90) con bagagliera ed alimentazione a gasolio, di categoria M3, classe II – rispetto alla previsione di acquisto di n. 979 bus, si è dunque realizzata una minore fornitura di n. 103 bus, pari al 10,5% rispetto alla previsione (qui di lato la tabella di assegnazione: http://www.enteautonomovolturno.it/export/sites/portale/pages/it/Autobus/Gara/Assegnazione-delibera-QUADRO733.pdf) La mission della stessa holding è contemplata nei seguenti obiettivi: lo sviluppo di trasporto compatibile con la sostenibilità ambientale: la garanzia di una maggiore sicurezza del passeggero e del personale viaggiante; una maggiore efficienza dei mezzi; l'incentivo all'utilizzo del trasporto pubblico; una maggiore competizione per l'affidamento dei servizi; la riduzione dei costi d'acquisto. Scopi mai raggiunti, come si nota dal Bilancio di esercizio, corredato di Nota Integrativa, del 2009 (link: http://www.eavbus.it/export/sites/default/eavbus/azienda/Documenti/3._Nota_integrativa.pdf).
In un triennio la situazione non è certamente migliorata, perché tali perdite d'esercizio si son dovute ripartire sulle altre aziende della holding. In particolare, attualmente, su ben 90 ETR previsti per il normale svolgimento del servizio pubblico essenziale, quelli effettivamente funzionanti sono circa la metà. Da qui, la richiesta, da parte dell'azienda, di aumentare la produttività dei lavoratori – ma di quale categoria? - chiedendo un sacrificio in termini di diritti. Chi avrebbe accettato un simile compromesso, a parità di stipendio o peggiorate condizioni? La soluzione si è avuta soltanto il giorno 18 dicembre 2012, in cui è stata finalmente chiusa la famosa vertenza sindacale sui turni del lavoro. A fronte dei 61 riposi concessi inizialmente, ora i macchinisti ne avranno diritto a soli 81, se si pensa che prima ne erano 91; stesso discorso, dicesi per gli esuberi: il punto di raccordo tra i 156 macchinisti del pre vertenza ai 140 del post vertenza, è di 150. Sembra di giocare quasi al Lotto, se si considerano altri fattori, quali le giornate di congedo e così via. In pratica, sono stati aboliti tutti gli accordi di secondo livello, faticosamente conquistati. Come un ritornare indietro nei diritti acquisiti, un retrocedere nella civiltà di una Repubblica fondata sul lavoro. Questa, però, è solo la facciata che ci è dato conoscere. Dietro al fallimento tanto paventato, da capire i giochi di interesse e di potere, in anni di amministrazione che, bisogna ammetterlo, tutto hanno portato, tranne che ad una condizione di aumentato benessere dell'azienda, che si può avere solo mediante un miglioramento, piuttosto che della produttività del capitale umano – forse per nascondere quella del capitale tecnologico? - della qualità di un servizio a cui concorrono, in primis, coloro che lo erogano sul campo.
Lidia Ianuario
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Il Porto di Napoli: traffico di amianto ed asbesto dal 1974 al 1994.
Un'inchiesta senza precedenti.
Continua l'interesse di NeWage, portale d'informazione sull'ambiente e di tutte quelle verità ritenute troppo scomode da poter essere raccontate sui mass media finanziati, sull'operato dell'ONA (Osservatorio Nazionale sull'Amianto), Onlus nata a Roma e presieduta dall'avvocato Ezio Bonanni, in seguito all'iniziativa promossa dalla Libera Università Telematica Arti e Scienze Moderne, allo scopo di «raccogliere la sofferenza, il disagio e le difficoltà dei lavoratori esposti all’amianto e dei familiari delle vittime dell’amianto, troppo spesso lasciati soli ad affrontare le conseguenze di quello che non potrà mai, per sua natura, essere definito un “problema privato” » (come si evince dal sito: http://osservatorioamianto.jimdo.com/chi-siamo/).
Da uno studio condotto e documentato, si evince che nel ventennio 1974-1994 il Porto di Napoli è stato uno dei principali attori per la diffusione, in Italia, di fibre di amianto e asbesto, provenienti da tre zone geografiche principali: le coste del Nord America, soprattutto il Canada; le coste del Mar Nero (in particolare la Russia), il Sud Africa.
La maggiore quantità di tale minerale ha toccato punte altissime nel 1974, con ben 61.025 tonnellate sbarcate e solo 482 imbarcate, con un rapporto dello 0,79%, mentre la minore quantità si riscontra soltanto molti anni dopo, nel 1990, con un rapporto del 14,.94% (pari a 327 su 2.189), e nel 1991, con un rapporto del 2,079%. Il materiale sbarcato, costituito da sacchi di amianto, tubi Eternit, lastre, pannelli e così via proviene principalmente da Paesi quali Brasile, Panamà. Germania, Italia, Gran Bretagna, Norvegia, Paesi Bassi e Grecia. Ciò che allarma è la metodologia utilizzata per il trasporto: sacchi di iuta, con tutti i rischi connessi alla traspirazione durante la manipolazione del minerale; si dovrà aspettare un decennio, gli Anni Settanta, affinché vengano adoperati sacchi di carta, avvolti in sacchi di nylon e immagazzinati in contenitori. Per quanto riguarda il trattamento giuridico dei dipendenti e degli ex dipendenti dell'Autorità Portuale di Napoli, si stima che son state presentate 167 domande di riconoscimento di esposizione a rischio amianto, grazie all'art. 13 legge 257/92, riguardante il Trattamento straordinario di integrazione salariale e pensionamento anticipato, e la successiva legge 271/94. Due leggi che segnano la storia in un settore così poco regolato, e a cui si conforma la Circolare INAIL del 23 novembre 1995, che definisce ed elenca con un unico organo protocollo operativo tutte le categorie professionali che rientrano in tale quadro normativo, quali: gruisti, addetti alla manutenzione dei mezzi di sollevamento, addetti alle manovre ferroviarie, operatori ecologici, addetti all'acquedotto, ex sorveglianti di banchina e/o di calata ed ispettori S.I.L.A.P. Una grande vittoria, in quanto ha permesso di contemplare anche categorie che, apparentemente, sembravano non potessero essere esposte allo stesso rischio. Ciò a dimostrazione che, senza la capillare attività svolta a livello giurisprudenziale, attualmente sollecitate anche dall'ONA (varie le proposte di legge attuali), molte persone non avrebbero potuto usufruire almeno della possibilità di tutelarsi, sebbene per certe malattie, sofferenze, morti, non vi siano leggi che tengano. Un rapporto, questo, dietro cui vi sono nomi e cognomi, ognuno con un proprio volto, una propria storia ed un proprio vissuto che, purtroppo, non sempre è stato possibile continuare a condividere con le proprie famiglie.
Lidia Ianuario
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Amianto, questo "sconosciuto": intervista ad Ezio Bonanni.
Dati allarmanti.
In occasione della Conferenza nazionale Osservatorio Nazionale Amianto ONLUS “Gela città martire dell’amianto”, che si terrà il giorno 11 Dicembre a partire dalle ore 10.00, presso l’Aula Consiliare del Comune di Gela, abbiamo intervistato l'Avvocato Ezio Bonanni, Presidente dell'Osservatore Nazionale sull'Amianto, riservandoci di approfondire, con successivi risvolti, i nostri lettori sul loro operato.
Gentile Avv. Ezio Bonanni, mi deluciderebbe sulla distribuzione territoriale a livello nazionale, e in particolare a livello territoriale regionale (la Campania), dell'amianto entro le soglie dichiarate tollerabili dal Vostro Osservatorio? Riteniamo che soltanto evitando ogni esposizione si azzeri il rischio, per cui piuttosto che sull’entità della soglia di esposizione si debba ragionare sulle bonifiche, per evitare ogni futura esposizione. Non c’è una soglia al di sotto della quale non c’è rischio, e ogni esposizione va evitata, come precisato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1986.
A tal riguardo la IARC:
“At present, it is not possible to assess whether there is a level of exposure in humans below which an increased risk of cancer would not occur” (cfr. Iarc Monographs On The Evaluation Of Carcinogenic Risks To Humans, Volume 14, Asbestos, Summary Of Data Reported And Evaluation, Asbestos, Last Updated: 26 March 1998).".
E tra queste ultime e quelle attualmente stabilite a livello europeo? In ambito europeo, vige la direttiva n. 2003/18/CE e quindi ci sono ancora delle soglie, come quella di 0,1 fibre per cm3, e quindi 100 ff/l, e quindi soglie altissime, che non è giusto che ci siano, in quanto con quelle esposizioni il rischio di insorgenza di mesotelioma e di altre patologie è concreto.
Oltre quelle stabilite? Credo che Lei si riferisca agli auspici, in base ai quali ci si augura che interventi normativi azzerino il rischio, e non permettano per legge l’esposizione.
Ci riferiamo all’art. 254 del D.L.vo 81 del 2008 che recita:
1. Il valore limite di esposizione per l'amianto è fissato a 0,l fibre per centimetro cubo di aria, misurato come media ponderata nel tempo di riferimento di otto ore. I datori di lavoro provvedono affinché nessun lavoratore sia esposto a una concentrazione di amianto nell’aria superiore al valore limite.
(Arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)
(Arresto sino a due mesi o con l’ammenda da 400 a 1.600 euro il preposto)
2. Quando il valore limite fissato al comma l viene superato, il datore di lavoro individua le cause del superamento e adotta il più presto possibile le misure appropriate per ovviare alla situazione. Il lavoro può proseguire nella zona interessata solo se vengono prese misure adeguate per la protezione dei lavoratori interessati.
(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)
(arresto sino a due mesi o con l’ammenda da 400 a 1.600 euro il preposto)
3. Per verificare l'efficacia delle misure di cui al comma 2, il datore di lavoro procede immediatamente ad una nuova determinazione della concentrazione di fibre di amianto nell'aria.
(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)
(arresto sino a due mesi o con l’ammenda da 400 a 1.600 euro il preposto)
4. In ogni caso, se l'esposizione non può essere ridotta con altri mezzi “e per rispettare il valore limite” è necessario l'uso di un dispositivo di protezione individuale delle vie respiratorie con fattore di protezione operativo tale da garantire tutte le condizioni previste dall’articolo 251, comma 1, lettera b); l’utilizzo dei DPI deve essere intervallato da periodi di riposo adeguati all’impegno fisico richiesto dal lavoro; l’accesso alle aree di riposo deve essere preceduto da idonea decontaminazione di cui all’articolo 256, comma 4, lettera d).
(Arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)
(arresto sino a due mesi o con l’ammenda da 400 a 1.600 euro il preposto)
5. Nell'ipotesi di cui al comma 4, il datore di lavoro, previa consultazione con i lavoratori o i loro rappresentanti, assicura i periodi di riposo necessari, in funzione dell'impegno fisico e delle condizioni climatiche.
(arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro e il dirigente)
(arresto sino a due mesi o con l’ammenda da 400 a 1.600 euro il preposto).
È a conoscenza di edifici (scuole, uffici postali, luoghi di culto), oltre che alle industrie in cui è presente ancora l'amianto? Io conosco il caso dell'Ufficio P&T, sito in Via Aldo Moro, a Volla (NA), ora ricostruito. Ne era al corrente?
L’amianto è ancora a tutt’oggi presente in oltre 2.400 istituti scolastici e in altri edifici pubblici e riteniamo che debba essere al più presto bonificato, per evitare altre esposizioni e quindi il rischio di insorgenza di mesoteliomi e di altre patologie asbesto correlate. L’amianto veniva utilizzato ed era presente anche negli uffici postali ed in altri luoghi di culto.
Sulle industrie, la percentuale di quelle riconvertite a quanto ammonta e quali attività si è rivolta? Le società interessate, la proprietà privata, il proprietario, insomma, è lo stesso prima e dopo la riconversione o sono state acquisite da altri?
L’amianto veniva utilizzato in modo ubiquitario, in oltre 3.000 applicazioni, come si può evincere dalla mia ultima pubblicazione “La storia dell’amianto nel mondo del lavoro” (ved. foto).
Quali effetti ha prodotto l'innalzamento della soglia dal Vostro territorio dichiarata tollerabile (incidenza su specifiche malattie e/o allergie) e in che arco di tempo? Riteniamo innanzitutto che ogni esposizione debba essere evitata, e che pertanto si debba porre mano alle bonifiche e giungere a quelle integrali nel più breve tempo possibile. Purtroppo la l. 257/92 con la quale l’amianto è stato messo al bando, non obbliga alla bonifica, e non dà un termine finale.
Ecco perché l’Osservatorio Nazionale Amianto si è fatto promotore di diverse iniziative parlamentari, con le quali si tende ad apportare un termine finale entro il quale si dovrebbe dar corso a tutte le bonifiche. Le mostro tre progetti di legge in tal senso?
La ringrazio, Avvocato. Saranno oggetto dei nostri futuri articoli di approfondimento. Quali iniziative conosce a livello preventivo siano state fatte in Italia (se vi sono specifici casi di Comuni). Cosa suggerisce invece l'Osservatorio? Le iniziative pur lodevoli debbono ritenersi insufficienti, in quanto si deve dar corso alla bonifica, anche nei luoghi di lavoro, ecco perché contestiamo la norma di cui all’art. 254 del D.Lgs. 81/08 e la riteniamo non conforme all’art. 32 della Costituzione, perché ogni esposizione all’amianto è dannosa.
A quali altri Paesi crede l'Italia debba allinearsi e perché? Credo che l’amianto debba essere bandito a livello planetario e purtroppo ci sono ancora molti Stati in cui è possibile utilizzarlo come materia prima, e in alcuni casi, come per i prodotti cinesi, poi giunge in Italia, si pensi all’amianto presente nei giocattoli di fabbricazione cinese!!!
(Lidia Ianuario)
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Il rifiuto come strumento musicale. Intervista a Maurizio Capone
Tra le varie realtà musicali, una band che fa del rifiuto il suo input principale per la creazione di strumenti musicali. NeWage ha avuto il piacere di intervistare Maurizio Capone, dalla straordinaria creatività, nonché impegno per l'ambiente.
Capone e i BungtBangt è un progetto nato nel 1999. Il tuo spunto è stata l'esperienza di tua nonna, che riciclava prodotti naturali per la costruzione di bambole. Credi che essa sia facilmente replicabile in una società così dedita al consumismo?
Assolutamente si, il gesto di mia nonna che riciclava materiali di scarto è un gesto antichissimo, dico di più: il riciclo è un elemento che permea l'ecosistema.
Quello che noi facciamo è perfettamente in linea con questo, le società occidentali con il devastante concetto dell'usa e getta producono un enorme quantità di materiali ancora riutilizzabili e molto variegati, per questo i nostri strumenti sono così perfetti. Quindi rispetto al passato riciclare è molto più facile ed anche divertente, la fantasia può sbizzarrirsi ed allo stesso tempo si fa qualcosa di buono per tutti. Il problema è sempre quello; vincere chi rema contro il risveglio delle coscienze.
La caratteristica fondamentale della band a cui hai dato vita è l'uso di strumenti “naturali”. Ad essi, si affiancano comunque quelli usuali? Ne descriveresti qualcuno? Da dove reperisci i materiali?
No, strumenti usuali non ne usiamo affatto. Questa è la sfida che ho lanciato nel '99 che ha dato vita a strumenti armonici completamente nuovi, ma al tempo stesso intonati come quelli convenzionali che ci permettono di musicare le nostre canzoni. Ti descrivo ad esempio la “scatulera” che è una scatola del gelato in polistirolo alla quale ho aggiunto un bordo di cassetta della frutta e come corde dei comunissimi elastici, il suo suono è simile ad un'arpa con otto note. Poi c'è il “tubolophon” fatto da tubi di scarico dell'acqua tagliati in diverse misure in modo da creare una scala, come suono possiamo avvicinarlo ad un basso elettronico. Tra le percussioni c'è la “buatteria”, la nostra batteria fatta di vari tipi di bidoni con l'aggiunta di pezzi di lamiere. Abbiamo circa 26 strumenti diversi, è un parco sonoro molto ampio.
Tu sei così convinto dell'importanza del riciclo e riutilizzo degli oggetti destinati alle discariche da aver attuato un vero e proprio progetto, visitabile sul seguente sito: www.comesuonailcaos.it. Potresti illustrarcelo? Che riscontro hai avuto?
Si, Come Suona il Caos, è stata una bellissima esperienza. Abbiamo avuto più di due milioni di contatti ed è stato un tale successo che abbiamo anche vinto il PWI, l'award italiano per il miglior sito educativo e didattico.
Ho sempre detto che io non sono un prestigiatore e che non ho nessun trucco da dover nascondere, anzi mi piace pensare che la mia esperienza possa essere da stimolo per altri musicisti o semplicemente per i ragazzi che vogliono cominciare a suonare e che magari non hanno soldi per comprarsi gli strumenti. Così abbiamo avuto l'occasione, in collaborazione con i Ninja Marketing, di creare questo sito ed abbiamo girato dei tutorial nei quali insegno come costruirli e come suonarli. Devo dire che l'effetto c'è stato perchè da qualche anno vedo che nascono gruppi con le nostre caratteristiche e che la Junk Music sta cominciando a diventare un fenomeno molto interessante dal punto di vista sociale e musicale.
Cosa credi differenzi la vostra musica da quella di altre realtà simili, che già avevano pensato all'uso di bidoni di latta come strumenti da percussione?
Quando nel 1999 ho dato vita a Capone & BungtBangt suonavo già da quasi vent'anni e quindi sapevo dell'esistenza di altre fortissime realtà come Stomp e Tabours Du Bronx. Ma questo non mi ha impressionato perchè la mia idea era completamente diversa dalla loro. La mia intenzione era di partire dalle percussioni per arrivare più velocemente possibile alla realizzazione di strumenti armonici, utilizzando elastici, acciaio e qualunque cosa potesse generare note. Questo ci ha messi in condizione di differenziarci profondamente ed anche di dare un nuovo contributo alla ricerca nel campo della musica fatta con materiali di riciclo. Io mi sento, tra le tante cose, anche una sorta di cantautore atipico e quindi l'obbiettivo era di fare canzoni con questa tecnica. Questa credo sia la vera novità: una vera e propria band che suona strumenti riciclati.
Ciò che contraddistingue i vostri video non è soltanto l'uso di tali particolari strumenti, ma anche le tematiche toccate. Ad esempio, in “Blokko del traffico”, viene ripreso il problema dell'inquinamento da polveri sottili, contrapponendolo a “certificazioni” quali il bollino blu delle auto. Pensi che esse non siano altro che metodi, a volte un po' fasulli, per tenera a bada la popolazione sulla reale incidenza dell'impatto ambientale causato dalle grandi case di produzione automobilistica?
Credo che la benzina sia un grande problema dell'umanità, secondo me è volutamente sostenuta come unico propellente valido per i mezzi a motore. Le compagnie petrolifere sono una lobby tra le più potenti, capace di interferire nell'evoluzione della società. Com'è possibile che siamo progrediti tanto in tecnologie su tutti i fronti ed invece siamo ancora costretti ad usare il petrolio per far muovere un'auto? A me i conti non tornano, sappiamo anche che molte guerre sono state innescate per questioni petrolifere. Insomma la benzina mi è veramente antipatica! Nel mio piccolo, dovendo comunque utilizzare l'auto, ne ho scelta una a metano che per lo meno non nasce dal petrolio, ed infatti per trovare un distributore bisogna proprio impegnarsi!
La vera soluzione sarebbe abolire i combustibili a petrolio, ma chi sa che caos ne scaturirebbe.
“E la maglietta dipinta di bianco è solo una maschera per muovere il branco” recita un ritornello di “Bianca”. Quanto incide secondo te il potere economico sull'ecosistema?
Beh, in parte ti ho risposto nella domanda precedente, il potere economico incide pesantemente sulle scelte dei governi e di chi ha il potere. Purtroppo in una società dove la legge è dettata dal mercato e non dalle reali esigenze degli umani succede ancora che ci siano persone obese nei paesi ricchi e bambini che muoiono di fame nei Paesi poveri. Questo è vergognoso e folle, non è accettabile che ci siano regole come il debito pubblico che soggiogano intere popolazioni e nazioni ricche che se ne fregano, anzi speculano sulla fame e la sete. So di essere un disadattato perché da occidentale sono molto critico della mia società, ma so anche che questa sofferenza condivisa da tante altre persone sensibili può essere il motore per proporre idee alternative che mantengono vivo quel barlume di lucidità che a volte ha messo in moto fenomeni positivi.
In molti video vi è la presenza di elementi territoriali: il bosco, particolari animali,e così via. La scelta è dovuta al Vostro interesse per l'ambiente? Come lo immaginate tra cento anni?
Si, le location ed i personaggi dei nostri video sono scelti con grande cura perchè hanno un ruolo simbolico. Il video è un gesto artistico e per questo ha un grande valore, chi guarda percepisce anche inconsapevolmente dei messaggi, noi pensiamo sia importante curare le sfumature.
Pensare come sarà il mondo tra cent'anni è un'attività che difficilmente mi impegna. Il mio è un modo di vivere terreno e concreto, mi concerto sull'oggi e credo sia il miglior modo per costruire il domani. A volte pensare al futuro può deprimerti e noi non possiamo permettercelo!
Il vostro impegno nella musica è legato ad altri scopi sociali, quali le iniziative che vorreste promuovere?
R. il nostro è un linguaggio molto ampio, partendo dalla musica entriamo nel sociale e nell ecologico. Quindi possiamo muoverci su moltissimi fronti. Tra le mie attività c'è la creazione di un laboratorio permanente con più di cento bambini nella periferia di Pomigliano D'Arco, quartiere 219, ed a Sant'Antimo periferia Est di Napoli.
Continuiamo a collaborare con Legambiente che ci segue nei concerti con attività divulgative. Siamo sempre attivi e sensibili ad iniziative legate al sociale. Per il nostro impegno siamo diventati un simbolo e per questo ci invitano in convegni, università, scuole, manifestazioni per raccontare il nostro mondo.
Nelle radio è trasmesso il tuo nuovo singolo, "Around the World" . Quanto tempo avete impiegato per idearlo e perché ascoltarlo? Su quali radio?
Questo è un brano nato di getto alla fine di agosto, eravamo tutti sparpagliati ed un pomeriggio mi sono messo a divertirmi con i miei strumenti registrando un'idea che è piaciuta molto e così ne è venuto fuori il brano definitivo. La scelta è caduta su Around The World per due motivi principali. Il primo è che è un brano internazionale e ci interessa far arrivare il nostro progetto nel mondo, siamo già apprezzati all'estero e questo dovrebbe essere un momento nel quale accrescere la nostra visibilità fuori dall'Italia. In effetti non sono tante le band come noi nel panorama internazionale.
Il secondo motivo è che oltre a piacerci molto i Daft Punk, ed in particolare questo brano, nel titolo c'è la una sintesi di un concetto al quale sentiamo di appartenere, una specie di abbraccio alla Terra che compie chi fa un giro per il mondo e che ci fa rendere conto di essere tutti uguali ed importanti allo stesso modo, a prescindere dalla nostra provenienza.
Per ascoltarlo ci sono molte radio in tutta Italia, l'elenco è lungo, il modo più semplice forse è venire sulla nostra pagina YouTube www.youtube.com/caponebungtbangt dove si potrà vedere anche il video che è in uscita i primi di dicembre oppure acquistarlo su iTunes.
Questo portale ha come scopo fondamentale l'abbattimento delle barriere tecnologiche, per migliorare la fruibilità di un servizio, quale la cultura, anche per ciechi, ipovedenti e sordomuti. Nella canzone prima citata si affronta il tema delle barriere territoriali e della non superiorità di alcune etnie sulle altre. Che effetto ti fa essere ospite su un portale del genere e cosa vorresti comunicare con la tua musica ai nostri lettori?
Un punto fondamentale che tengo sempre a precisare è che noi non siamo per niente contrari alla tecnologia. L'evoluzione è un'attività fondamentale e di questa fa parte la tecnologia che permette ad un gran numero di persone di migliorare le proprie condizioni di vita. Il vostro portale, già nel nome, è un luogo nel quale siamo pienamente a nostro agio ed attraverso il quale si trasmettono messaggi in assoluta sintonia con il nostro. La nostra sfida è da sempre quella di superare le barriere ideologiche e far capire a tutti che il rispetto per l'ambiente è una questione di sopravvivenza per la razza umana. La Natura non credo sia molto preoccupata del nostro modo di fare, chi scomparirà con questo modo incosciente di agire sarà l'uomo e non la vita, che proseguirà in altre forme. Perciò l'attenzione va messa sul concetto di preservazione della specie più tosto che sulla morale buonista di amore per la Natura. Lei è molto più potente di noi, questo è un concetto fondamentale che spiego bene nel testo di Tu Come Lo Fai - http://www.youtube.com/watch?v=wH_PXaMYtOg
Per concludere (è una domanda provocatoria, lo so), preferisci il rumore di un motore a scoppio. il “suono” generato dai tuoi particolari strumenti o quelli normalmente presenti in natura?
La risposta è scontata, i suoni della Natura! Devo però aggiungere che moltissime delle mie ispirazioni musicali nascono dalle melodie create nel traffico dai clacson, oppure il ritmo industriale delle catene di montaggio. Siamo nati in una metropoli e siamo figli del mondo moderno, dei meticci in equilibrio tra Natura e tecnologia. Può essere un grande stimolo vivere in due mondi a volte così distanti, la nostra arte è trasformare il caos in armonia ispirandoci a chi meglio di tutti lo ha realizzato, la Natura.
Per avere maggiori informazioni:
www.facebook.com/caponebungtbangt
Per visualizzare gli ultimi video:
https://www.youtube.com/watch?v=wH_PXaMYtOg&feature=relmfu
https://www.youtube.com/watch?v=_Y58ltp9CBQ
Lidia Ianuario
(Riproduzione riservata ©)
Rifiuti tossici ad Acerra. Ancora minacce ad Alessandro Cannavacciuolo
Ancora minacce ad Alessandro Cannavacciuolo, il giovane acerrano, amato dai suoi cittadini per il coraggio delle sue denunce sull'ambiente. La sua storia ha inizio nel lontano 2003, quando il padre Mario, proprietario di un gregge di 3000 capi a pascolo vacante, è costretto ad abbattere i suoi amati animali, nonché unica fonte di sostentamento della famiglia, a causa di un'ordinanza. La motivazione è semplice: il ritrovamento di tracce di diossina nel latte da essi prodotto. Un dato concreto, già preventivamente segnalato dalla famiglia Cannavacciuolo, in seguito alle numerose malformazioni congenite delle capre. Un atto di legge, però, arrivato troppo tardi (le analisi son rese note solo otto mesi dopo), e che non si sposa bene con la possibilità concessa – perché mai?!?!?! - agli altri concittadini, di continuare a coltivare i terreni agricoli. Il dubbio non ha nemmeno bisogno di essere menzionato ed ha un sapore agrodolce. Da un lato, si emette un divieto di commercializzazione di prodotti derivanti dall'attività pastorale della famiglia, mentre dall'altro si permette che in quegli stessi terreni, su cui non è concesso il pascolo vacante, siano effettuate attività agricole, i cui prodotti sono liberamente immessi in una filiera produttiva che ha aspetti tragicomici, dato che gli stessi vengono commercializzati, con effetti devastanti sui consumatori finali. Da non escludere il fatto che ad Acerra l'agricoltura e le attività ad esse connesse siano uno dei settori maggiormente sviluppati. Per questo motivo il Sindaco Michelangelo Riemma dà luogo ad un progetto triennale di studi sul territorio, del costo complessivo di 75.000 euro, progetto inspiegabilmente abbandonato dopo il primo anno, nonostante il professore Iannuzzi Leopoldo, Direttore dell'ISPAM del CNR (organo tra le cui funzioni vi è, appunto, la sicurezza alimentare), rilevi che nel cromosoma degli animali analizzati vi siano delle strane “rotture”. Quali le motivazioni che hanno spinto a ciò? Perché, per contro, vi è stata un'ordinanza che ha predisposto la chiusura di ben 180 pozzi utilizzati per l'irrigazione dei campi acerrani? Tutta questa vicenda, in seguito anche alla morte di Vincenzo Cannavacciuolo, zio del giovane, in cura dal Professor Marfella Antonio dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Napoli "Fondazione G. Pascale" avvenuta nel 2007 e nel cui sangue son state riportate tracce di diossina di gran lunga superiori a quelle normalmente possibili e stabilite dall'OMS, portano lo stesso ad una serie di “indagini”, in seguito alle quali fioccano le denunce. Con esse, l'arresto di ben 54 persone, tra cui spicca la famiglia imprenditoriale dei Pellini. Alessandro non solo accusa la stessa di aver utilizzato rifiuti industriali, mescolati a cemento, per la produzione di vari palazzi, tra cui una scuola elementare, la “Bosco Incantato”, ma – ascoltati ex lavoratori dell'azienda edile – di aver usato i territori acerrani come discariche degli stessi, coperti da cemento, con lavori effettuati di notte. Collusi con il potere industriale, secondo l'attivista acerrano, Vicepresidente Regionale dell' “Associazione Guardie Ambientali”, vi sarebbero anche altri soggetti. Ne risulterebbero coinvolti alcuni personaggi del potere politico acerrani e dirigenti tecnici del Comune.
Solo ipotesi o verità? Il tutto verrà deciso il 29 novembre, giorno della requisitoria del PM Maria Cristina Ribera, mentre già dimostrato è stato il traffico di rifiuti tossici tra il Nord e il Sud Italia, provenienti da Porto Marghera. Intanto, sul web numerose sono le manifestazioni di solidarietà ad Alessandro, tramite anche una petizione www.change.org/petitions/ministro-interno-it-alessandro-cannavacciuolo-difende-la-nostra-terra che finora ha ottenuto 374 adesioni, la cui iniziativa si deve a Marì Muscara, insegnante al liceo “Leon Battista Alberti” di Napoli, che già pochi anni prima della morte del pastore sensibilizzò i suoi studenti con una raccolta fondi affinché venissero effettuate le costose analisi, effettuate in istituti canadesi, al defunto Vincenzo.
Lidia Ianuario
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Quando la musica diventa preservazione della propria territorialità
Non sarebbe forse mai uscito oltre i confini della Napoli, non da tutti conosciuta per i suoi elementi positivi, ma più spesso bistrattata come esempio di città - eppure è una metropoli - da non emulare, se per caso non mi fossi imbattuta in lui con la stessa prospettiva che invito ad avere qui: sguardo semplice, occhi da cui trapela una forte voglia di non dimenticare le proprie radici, un modo di presentarsi che invoglia alla speranza. È questo Federico Flugi, in arte Tueff A.K.A. Realman, M.C. di "My Undergound Life" (musica di Egiaunn, del noto gruppo "Made in Sannyo", regia e direzione: Franco Castiglione), una nuova prospettiva partenopea, che fa riflettere sul ruolo della poesia e sulla sua unicità, perché composta in lingua originale e quindi non facilmente traducibile. Un pezzo che ha tutte le potenzialità per raggiungere l'Oltreoceano, perché nato da un'esperienza locale che si espande a tuttotondo. Una riscoperta, dopo i due brani musicali precedenti, nati da diverse collaborazioni: "Fratammè Rmx" di Ciccio Merolla, significativa per Realman, e "Nziem" con Morfuco.
Potrebbe la musica essere uno dei tanti strumenti di diffusione della propria territorialità, portarne i valori intrinseci, diffonderli, inculcare nei giovani e in tutti gli ascoltatori il senso del rispetto della cultura di un territorio che si sente proprio? Questo dato di fatto caratterizza la musica di "Realman" (volutamente scritto così), il cui approccio al mondo artistico avviene da ragazzino, quando, per caso, è attratto dal freestyle di alcuni ragazzi - che usufruivano del calore creato grazie ai bidoni della spazzatura - nota scena dei film americani, e da cui si avvicinerà poi all'hip hop. Successivamente, le sue esperienze radiofoniche: ideatore e speaker di Radio Napoli On Air, interessante programma su Radio Nuova Vomero condotto con Dope One; presente su CRC con lo stesso; speaker di Radiosca, radio di Scampia; il collettivo, USN (Underground Science Naples), dove affluiscono idee e progettualità varie: SONAKINE, CREF, 'OPECON de "I CAPECCAPA", DOPEONE MC (FREESTYLECONCEPT), MARCOS, MAKAMAN, CEFRO, IRHU E BONBOOZE (BLUESTEADY), ANTÚ, G-LOVE, tanto per citarne i nomi. Vari progetti che si intersecano tra di loro, creando un mix esplosivo di diverse professionalità ed esperienze che a breve termine usciranno allo scoperto. Una storia bibliografica raccontata ai minimi termini, che non riesce a racchiudere tutti i vari passaggi di una carriera artistica che promette innovazione e qualità. "Sono napoletano, penso in napoletano, canto in napoletano - afferma sorridendo il nostro M.C. - e sogno anche in napoletano". Parole che ricalcano la filosofia di vita del grande Massimo Troisi e di cui Realman ha lo stesso viso pulito. Un sogno che ben si trasmette, come il suo messaggio, non affatto banale: la critica giornalistica, la voglia di non seguire la moda, la realtà di un vissuto che come una metropolitana affondi il suo passaggio nel profondo del substrato culturale partenopeo.
In poche parole, un pezzo da ascoltare: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=XHALFp0_YD8. Per i più curiosi, è possibile consultare la pagina Facebook: https://www.facebook.com/profile.php?id=100001020828765
Lidia Ianuario
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NeWage è "carbon neutral": ripopoliamo l'ambiente di alberi
NeWage aderisce all'iniziativa di Co2Neutral, networking ambientale, "il mio blog è carbon neutral" (ad impatto zero). Sito promosso e finanziato dal Comune di Firenze, grazie a Treedom, start-up fiorentina nata nel 2010, si ripropone di ridurre le emissioni di anidride carbonica (si calcola che ogni anno l'uso dei server comporti per ogni visita circa 0.02 g di CO2), mediante un albero piantato per ogni blog ad impatto zero.
Per ogni blog aderente, verrà piantato un albero in Germania, precisamente a Göritz, presso Coswig (regione di Saxony-Anhalt), grazie a due partner: Doveconviene.it e http://www.iplantatree.org.
In realtà il progetto si inserisce in uno molto più ampio, che ha luogo in Camerun, dal nome S.A.F.E. (Sostainable AgroForestry Ecosystem), avente un duplice scopo, sia ambientale che economico. Da un lato, infatti, la coltivazione di particolari piante arboree permette di ostacolare l'erosione dei terreni, provocata alla deforestazione (è risaputo che le radici degli alberi trattengano il terreno, evitando smottamenti, frani e fenomeni simili), nonché di migliorare la fertilità dei terreni; d'altro canto, altre piante sono adatte per garantire la biodiversità, in quanto opportunamente selezionate perché in via di estinzione o per la sicurezza alimentare. Essendo gli stessi abitanti del villaggio di Mankim, e di quelli limitrofi, direttamente coinvolti nella coltivazione, ciò comporta anche un ritorno in termini reddituali. Un cerchio che a noi di NeWage piace: l'Italia aiuta il Camerun e questo beneficio si ripercuote in ogni luogo del globo, perché la riduzione di anidride carbonica ha effetti positivi ovunque.
Aiutaci a far entrare NeWage nella lista dei venti blog che sono riusciti a far piantare più alberi! Come? Seguendo queste istruzioni e segnalando il nostro portale, nonché condividendo questo articolo in tutti i Social network conosciuti, avvalendoti anche dei tasti/bottoni presenti sotto l'articolo, oppure inviandolo per posta elettronica.
Buona collaborazione! http://www.doveconviene.it/co2neutral/pianta-un-albero
Ti ricordiamo inoltre che Doveconviene.it non produce carta stampata: sfoglia anche tu tutte le offerte on line!
Lidia Ianuario
(Riproduzione riservata ©)
NeWage is “carbon neutral”: let’s replant our environment with trees
NeWage joins the initiative by Co2Neutral, an environment network, called “my blog is carbon neutral” (with zero impact). A site promoted and funded by the Municipality of Florence, thanks to Treedom, a Florentine start-up born in 2010, it wants to reduce carbon dioxide emissions (it is estimated that every year, the use of servers provokes about 0.02 g of CO2 for each visit), planting a tree for each zero-impact blog.
For each participating blog, a tree will be planted in Germany, precisely at Göritz, near Coswig (Saxony-Anhalt region), thanks to two partners: Doveconciene.it and http://www.iplantatree.org.
In reality, the project is part of another wider one, which is in Cameroon, under the name of S.A.F.E. (Sustainable AgroForestry Ecosystem), having a double purpose, both environmental and economical. On one side, in fact, the cultivation of particular trees allows to avoid ground erosion, provoked by deforestation (it is known that the roots of trees hold the ground, avoiding landslips, landslides and similar events), and to improve ground fertility. On the other side, other plants are fit for ensuring biodiversity, as they have been opportunely selected because they are dying out or for food safety. As the inhabitants of the village of Mankin and of the surrounding ones are directly involved in the cultivation, this implies also an economical income. A circle that NeWage likes much: Italy helps Cameroon and this benefit has its effects on each site of the world, because the reduction of carbon dioxide has its positive effects everywhere.
Helps us to make NeWage enter the list of the twenty blogs which were successful in planting more trees! How? Following these instructions and signaling our portal, as well as sharing this article in all known social networks, using also the buttons under the article, or sending it via email.
Have a good collaboration! http://www.doveconviene.it/co2neutral/pianta-un-albero
We also remind you that Doveconviene.it does not produce any paper sheet: see all their offers online!
Lidia Ianuario
(©)
Guida alla riscoperta del Lazio tra storia, sapori e tradizioni
Il rispetto dell'ambiente nel quale viviamo passa anche e soprattutto attraverso una scelta corretta della nostra alimentazione. Guida alla riscoperta del Lazio tra storia, sapori e tradizioni propone ai lettori una panoramica sulla filiera corta agroalimentare, entrando nel merito delle diverse tipologie di questa forma di compravendita che offre vantaggi sia a noi consumatori (ad esempio l’opportunità di mangiar sano attraverso il recupero della dieta mediterranea), sia a tanti piccoli produttori agricoli della Regione Lazio che vogliono conquistare nuovi spazi di mercato, scommettendo sulla qualità e sulla tipicità delle loro produzioni.
Il libro edito da Il Mondo Digitale, in vendita anche sul portale http://www.ilovebooks.it, è stato “assemblato” a quattro mani da Giuseppe Lai, biologo nutrizionista, e Michele Minnicino, giornalista specializzato in Opinione Pubblica e Comunicazione di Massa.
Negli ultimi decenni diversi fattori come la globalizzazione, la crescita degli scambi commerciali tra i vari Paesi, lo sviluppo tecnologico e l’abbandono delle campagne a favore dei centri urbani hanno favorito l’affermazione, anche nel settore agroalimentare, della filiera industriale.
E allora, come è possibile far emergere il prodotto del territorio e dare una mano a tanti imprenditori agricoli?
La guida propone un ampio panorama descrittivo delle tipologie di filiera corta, dei prodotti tipici laziali, dei Gruppi di Acquisto, delle Cooperative di Consumo, delle esperienze di filiera corta nel mondo, dei vantaggi della filiera corta. Focus anche su: difesa dell’ambiente e del territorio, sicurezza igienico-sanitaria dal “campo” alla “tavola”, gusto del mangiar sano e riscoperta della dieta mediterranea, vendita diretta e Km 0, leggi regionali, nazionali e comunitarie, vendita online dei prodotti di filiera corta. Consigli anche su: ristoranti con menù a km zero, aziende agricole e zootecniche, indirizzi web agriturismi nel Lazio.
Interview: about Sandro Bagatti
When was Nashbusiness Ambiente s.r.l born?
The company was born in November 2008 in Milan, created by three partners who have known one another for a long time and have shared the same values and objectives. My role within the company is to be managing director and energy manager.
Which is your business?
The company is divided into two business units, linked to each other. The first one deals with the realization of installations for the production of renewable energy sources for our Italian and foreigner customers (photovoltaic, mini-Aeolian, cogeneration, biomass, thermal solar systems), while the second one develops plans and audits for energy efficiency/saving for Institutions, private companies, tertiary, trade, energy management services, sustainable mobility projects and energy certifications (Casaclima, Leed, Itaca).
For its activities, the company uses internal and external collaborators; besides, all works are realized according to the strictest schemes of environment safety and respect for people and laws in force.
Which is your mission, instead?
To spread the culture of “green economy” all over Italy and abroad.
Do you believe that in Italy laws support companies dealing with Green Economy?
Unfortunately no. Companies like ours often have to get out of various laws and institutions which do not speak to one another and are often in competition with one another, both at a central and a regional level, not to speak of real examples of “local parochialism” given by pure propaganda logics.
A clear example is given by the law regulating the incentive for solar photovoltaic called “energy account”, changed three times in one year.
The certainty of laws, for investors, is fundamental. Unfortunately, our country is not new to this kind of acting and it is for this reason that we are at the bottom of all worldly lists on the capability to attract investments. We aren’t a reliable country as to laws.
And in the rest of Europe?
Much more than us. Rules are clear and precise, even in the Western European countries.
Which are the countries being reference points for Italian companies?
According to me, the areas with the greatest interest for our companies are the ones overlooking the Mediterranean basin for the so-called “Arabian Spring”; besides, great opportunities are offered by South-American countries, which have an average growth of 6%.
Which are the various advantages from the various sources of renewable energy (geothermal, hydroelectric, solar, sea, Aeolian energy)? Is there one to be preferred compared to the others? Why? Where?
We cannot define a more convenient source for the production of renewable energy. All are favourable provided that they are used in the right mix, balancing them with a clear vision of energy efficiency of our productive-transport-building systems. Unfortunately, we see a “competition” among renewable sources with the production of electric energy first of all, caused by distortions on incentives for these ones, given with a great generosity.
There isn’t a better renewable source. There are more efficient renewable sources than others. In order to understand which are the right ones, we need to start from a detailed analysis of our needs for primary energy in our country, divided among the various categories of use. Only at that point, we can identify the most technologically profitable solutions for our country.
Why to choose Nashbusiness Ambiente s.r.l?
I answer with one of Gandhi’s quotations: “The Earth is not a present from our fathers, but a loan for our children”.
We work following a philosophy aiming not only at economic profit, but also at the creation of an added value for society.
Do you think that the present political class supports this business? If yes, could you show me a concrete example?
According to me, the present political class is not capable to answer the energetic needs of the country. We understood it with the faint attempt of returning to nuclear energy in the country. We don’t proceed homogeneously (like the question of the “energy account” for photovoltaic) without harmonizing the various interventions and laws; besides, law fragmentation contributes to make a correct planning of energy activities in our countries more incapable.
What drove you to be present in our journal and to become our partner?
The sharing of ethical and moral values we strongly believe, mankind and environment, not two separated aspects, but united for mutual wellness.
Lidia Ianuario
Quand’è nata la Nashbusiness Ambiente s.r.l?
La societa è stata costituita nel novembre 2008 a Milano da tre soci che si conoscono da tempo e condividono gli stessi valori e obbiettivi. Il mio ruolo all’interno della compagine societaria è amministratore delegato ed energy manager.
Qual è il suo business?
La società è divisa in due “business unit”, collegate tra loro. La prima si occupa di realizzare impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili per nostri clienti italiani e stranieri (fotovoltaico, mini-eolico,cogenerazione,biomassa,solare termico), mentre la seconda sviluppa piani e audit di efficienza/risparmio energetico per enti pubblici/privati/terziario/commercio, servizi di energy management, progetti di mobilità sostenibile e certificazioni energetiche (Casaclima, Leed, Itaca).
Per le sue attività l’azienda si avvale di collaboratori interni ed esterni, inoltre tutte le opere vengono realizzate secondo i piu rigidi schemi di sicurezza ambientale e rispetto delle persone e normative vigenti.
Quale, invece, la sua mission?
Diffondere la cultura della “green economy” in Italia e all’estero.
Crede che in Italia la regolamentazione legislativa sia a favore delle aziende che vogliano occuparsi di Green Economy?
Purtroppo no. Spesso società come le nostre devono districarsi tra varie norme ed enti che non dialogano tra di loro e spesso sono in competizione, sia a livello centrale che regionale, per non parlare di veri e propri esempi di “campanelismo locale” dettati da pure logiche propagandistiche.
Un esempio lampante è dato dalla legge che regola l’incentivo per il solare fotovoltaico denominato “conto energia”, cambiato tre volte in un anno.
La certezza delle norme, per gli investitori, è fondamentale. Purtroppo il nostro Paese non è nuovo a questo modo di agire ed è per questo che ci troviamo in fondo a tutte le graduatoria mondiali sulla capacita di attirare investimenti. Siamo un paese non affidabile normativamente parlando.
E nel resto dell’Europa?
Molto meglio rispetto a noi. Le regole sono chiare e precise, anche nei Paesi del’Est Europa.
Quali Paesi crede possano essere dei punti di riferimento per le aziende italiane?
Secondo me le aree con il maggiore interesse per le nostre imprese sono quelle che si affacciano sul bacino del mediterraneo a seguito della cosidetta “primavera araba”, inoltre grandi opportunità sono offerte dai paesi del sud-america che hanno una crescita media del 6% .
Quali i diversi vantaggi tra le diverse fonti di energia rinnovabili (geotermica, idroelettrica, solare, energia marina, eolica)? Ce n’è una da preferire rispetto alle altre. Perché? Dove?
Non si puo definire una fonte per la produzione di energia rinnovabile piu conveniente o meno. tutte sono vantaggiose a patto che vengano usate nel giusto mix equilibrandole con una chiara e netta visione di efficienza energetica dei nostri sistemi produttivi-trasporti-edilizio. purtroppo assistiamo a una “competizione” tra fonti rinnovabili con la produzione di energia elettrica in testa, causato da distorsioni sugli incentivi per queste ultime elargiti con grande generosità.
Non esiste una fonte rinnovabile migliore. Esistono le fonti rinnovabili più efficienti rispetto ad altre. Per capire quali siano quelle giuste bisogna partire da una analisi dettagliata dei nostri fabbisogni di energia primaria nel nostro Paese, divisa tra le varie categorie di utilizzo. Solo a quel punto si individuano le soluzioni tecnologicamente più vantaggiose per il nostro sistema paese.
Perché scegliere Nashbusiness Ambiente s.r.l?
Rispondo con una citazione di Gandhi:” La Terra non è un dono dei nostri padri, ma un prestito dei nostri figli”.
Noi operiamo seguendo una filosofia che non mira al solo profitto economico, ma alla creazione di valore agiunto anche per la società civile.
Crede che l’attuale mondo politico favorisca tale business? Se si, potrebbe farmi un esempio concreto?
Secondo me la nostra attuale classe politica non è capace di rispondere alle esigenze energetiche del paese. Lo si è capito con l’evanescente tentativo di ritorno del nucleare nel paese. Si procede in modo disomogeneo (come il citato “conto energia” per il fotovoltaico) senza armonizzare i vari interventi e normative, inoltre la frammentazione legislativa contribuisce a rendere ancora piu incapace una corretta pianificazione delle attivita energetiche nel nostro paese.
Cosa l’ha spinta ad essere presente sulla nostra testata e a divenire nostro partner?
La condivisione di valori etici e morali in cui noi crediamo fortemente, l’uomo e l’ambiente, non due entità separate ma unite per il benessere comune.
Lidia Ianuario
(Riproduzione riservata ©)
Promuovere il territorio: azioni di tutela dello stesso, come il caso Calore
Questo portale ha l'ambizione di promuovere il territorio in ogni suo aspetto, portando a conoscenza dei lettori, siano essi liberi professionisti o studenti, che la Campania, e l'Italia intera, hanno tanti angoli di Paradiso inesplorati, grazie alla presenza di varie aziende ad impatto ambientale zero o che, comunque, cercano di offrire un prodotto in modo diverso. La sfida sul mercato è forte, dati gli elevati costi, ma noi crediamo che si può "fare impresa" anche seguendo le regole, magari quelle che sembra possano essere messe da parte, come se non vi fosse un'etica dell'imprenditore. Qualcuno insegna che si può aumentare il proprio profitto anche differenziandosi, offrendo un prodotto qualitativamente diverso, perché peculiari sono state le modalità sia di approviggionamento delle materie prime che di promozione dell'output. Il nostro scopo è quello di renderci tutti consapevoli che senza un tale modo di pensare, prima o poi, a pagarne le dovute conseguenze, saremo tutti noi. Non bisogna mai dimenticarlo: il mercato è dato dal comportamento del consumatore. È lui a decidere le tendenze, tanto che le aziende spendono notevoli costi in marketing, studiandone a fondo le caratteristiche. Presa tale consapevolezza, perché non adoperare tale stesso attegiamento anche con atti civili? Questo portale non ha finanziamenti da parte di partiti pubblici. Per tale motivo, all'interno troverete un'iniziativa davvero interessante, quella della Provincia di Napoli, inerente il Vesuvio. Un vulcano su cui tanto si è parlato, spesso usato come discarica a cielo aperto, così come la petizione popolare che pongo alla vostra attenzione. Il fiume Calore, che sorge nel territorio del Comune di Piaggine, è ormai in secca. Uno scempio della natura a cui quasi ci siamo abituati, nello stesso modo in cui accettiamo assurdi cambiamenti climatici, senza chiederci da dove provengono. Una sola domanda dovrebbe arrestare la mano irrefrenabile dell'uomo: quali sono i ritmi naturali? Sembrano non esistere più! Un fiume attorno al quale la zona è così importante, geologicamente ed idromorfologicamente, che si è voluta tutelare con il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e degli Alburni. Non sarà mia intenzione illustarvi la vicenda. Vi esorto invece a capire da soli: http://www.petizionionline.it/petizione/non-ce-futuro-se-il-calore-e-totalmente-in-secca/4943, firmando l'apposita petizione. Un portale, NeWage, che non indica altro che una possibile strada, dando degli input che solo chi crede fortemente nella responsabilità individuale trova giovamento in essa. Qualcuno potrà andare oltre, così il mio scopo non sarà stato raggiunto, ma io sono certa che ognuno di voi vedrà quel fiume come quello sotto casa propria, sempre che si abbia la fortuna di abitare ancora in posti simili. Intanto, rabbrividisco all'insorgere di alcune fasce della popolazione al nuovo piano di circolazione e alle zone pedonali di Napoli: è la nostra cultura a dover cambiare?
È, questo, un invito a non farsi condizionare dall'informazione, ma a condividerne con "Lei" le problematiche: aspetto ogni iniziativa, idea, situazione che a noi possa sfuggire, mentre ci accingiamo a dare vita al primo Concorso sull'Ambiente della nostra associazione. A breve le indicazioni per un cortometraggio che abbia come tema il titolo "Anno 2080: una nuova società a tutela del mio mondo, così come lo sogno". Per tutti coloro che volessero aderire (registi, giornalisti, tecnici del suono, esperti di settore, aziende), contattare la redazione al seguente indirizzo: redazionenewage@gmail.com scrivendo "concorso" nell'oggetto.
Lidia Ianuario
(Riproduzione riservata ©)
I "prodotti a chilometro zero", scelta condivisa da "La locanda del Nero" in Campania
Un ritorno alle origini, ai sapori antichi e ai profumi inebrianti, quelli della terra, come ricchezza unica e peculiare di ogni territorio, che rispecchiano in sé l’imperfezione della natura. Frutta che non sembra perfetta come la scultorea Venere di Milo a tuttotondo ma il cui metodo produttivo racchiude in sé i tempi della natura, quelli richiesti, e non quelli imposti dall’uomo, né dalla ricerca quasi ossessiva di una quantità di prodotti che lo stesso ambiente non può generare spontaneamente. Per la prima volta, la centralità dell’uomo mediante quella dei frutti del suo lavoro generati. Da questa semplice idea, nasce la filosofia, ben più strutturata, dei “prodotti a km 0”, dove fiore all’occhiello della legislazione è rappresentato dalle Regioni Veneto e Calabria. Partendo dal modello settentrionale, quest’ultima vara infatti la legge regionale 18 luglio 2011, n. 83, recante” Norme per il sostegno dei gruppi d’acquisto solidale (GAS) e per la promozione dei prodotti alimentari da filiera corta e di qualità”, legge che non solo definisce i “prodotti a km 0” come “i prodotti da aree di produzione agricole regionali secondo quanto previsto dall'articolo 1 della legge regionale del 14 agosto 2008 n. 29” (art. 3) ma “concede contributi per sostenere le attività di avvio per la realizzazione di mercati riservati agli imprenditori agricoli locali per la vendita diretta (farmer's markets o mercato del contadino)”, prevedendo all’art. 8, dato non trascurabile, un’apposita clausola valutativa, affinché il Consiglio Regionale possa effettivamente controllare l’applicazione stessa della norma varata. È infatti a carico della Giunta Regionale la relazione annuale contenente la “diffusione e caratteristiche distintive delle iniziative rivolte alla valorizzazione delle produzioni agricole a chilometri zero, delle produzioni di qualità e di filiera corta”. Cosa comporta effettivamente tale tipologia produttiva? Un limite territoriale tra zona di produzione e luogo di consumo di un prodotto: solo 70 km. A ciò consegue un minore impatto ambientale ed un risparmio sui costi del prodotto: un duplice beneficio, in quanto, non solo si riducono enormemente le emissioni dei gas nocivi emessi dai mezzi di trasporto, ma si evita anche che il prezzo finale di vendita del prodotto sia “ricaricato” dei costi del trasporto e della logistica, senza contare il minore uso di imballaggi usati. Dei benefici che si ripercuotono sul cliente finale, nel caso della ristorazione, in quanto alla qualità delle pietanze, dovuta alla genuinità, alla tipicità, alla località dei prodotti usati, si accompagna una maggiore affidabilità. È indubbio che la rintracciabilità del prodotto, per la quale la legislazione sulle etichette è via via migliorata, risente degli effetti positivi di tale produzione. In Campania, al di là della Legge Longo, approvata in data 29 aprile 2011 e non ancora al varo del Consiglio Regionale, sono gli stessi consumatori a scegliere un diverso tenore di vita. Indipendentemente dall’esecutività della norma, si assiste sempre più alla presenza di un pubblico di consumatori dotato di medio-alta cultura, più informato sull’importanza del “mangiare bene”, alla ricerca di un gusto che soddisfi non solo il palato.
Ricollegandosi alla tradizione teatrale partenopea, inoltre, non si può non fare un accenno alla figura di Pulcinella, contadino acerrano del XVI secolo, il famoso “Puccio D’Aniello”, quasi come se fosse precursore di questa tendenza al consumo consapevole. È fondamentale, infatti, per i bambini, una corretta alimentazione che, tenuto conto delle condizioni climatiche di una Regione come la Campania, ricca di prodotti D.O.P., I.G.T. e così via, diventa quasi naturale. Un andare contro alle grandi catene alimentari che tanto hanno fatto discutere, di stampo americano, con degli effetti positivi anche per l’economia territoriale. Un rilanciare turisticamente una zona che rappresenta una delle poesie più decantate, se si chiudono gli occhi e si immagina il paesaggio che sta dietro a ciò che viene servito in tavola. Un principio, questo, altamente sposato dall’azienda agricola Quercete, situata a San Potito Sannitico, e dei suoi ristoranti, “La locanda del Nero”, situati a Caserta, Teano e Napoli. Un’azienda la cui unica mission è il portare a tavola i prodotti allevati: il maiale nero casertano, da cui si ricavano carni e salumi; la pecora laticauda, rinomata sia per la produzione del pecorino (presidio Slow Food), sia per la delicata carne; i bovini di razza bruna alpina. Il tutto, in soli 30 km. Una scelta qualitativa, quella del Querceto, che le ha consentito di essere membro, col suo allevamento, dell’ANFOSC (Associazione Nazionale Formaggi Sotto al Cielo), associazione senza scopo di lucro nata nel 1995 allo scopo di far conoscere le specificità e le proprietà organolettiche dei formaggi prodotti con latte di animali allevati al pascolo. Un marchio che denota professionalità, data la presenza di soci altamente specializzati: produttori, ricercatori, tecnici, gastronomi, distributori e ristoratori. “La locanda del Nero”, per mangiare prodotti tipici senza rinunciare all’eleganza e alla raffinatezza dei locali: accoglienza e ambiente raccolto completano il servizio offerto. Tra i piatti proposti, impossibile non menzionare il fagottino di melenzane con provola affumicata e pomodorino al basilico, seguito dal risotto con rucola e guanciale mantecato al limone; come seconda portata, i particolari straccetti di nero al vino rosso con zucchine grigliate. A completare il pranzo o la cena, frutta di stagione e un calice di vino, per degustare appieno il gusto del cibo. Per info: www.lalocandadelnero.com
Lidia Ianuario
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Le biciclette, unico mezzo di trasporto a non contribuire all'inquinamento acustico, eppure...
Trascorse le ferie, durante le quali NeWage ha portato alla luce i modelli negativi e gli esempi da emulare, la nostra rivista torna alla ribalta con una serie di novità, prima fra tutte la voltontà di utilizzare tale spazio per presentare tutti quei casi aziendali degni di nota. In un'economia sempre più dedita al consumo, dove vi è il massimo sfruttamento delle risorse, è con sommo piacere che si assiste ad un'inversione di tendenza. Ci pensavo giorni fa, alla vista dello spot di una famosa casa automobilistica, che promuoveva un modello "green". Dato che un'azienda investe solo se c'è un ritorno di gran lunga maggiore di quanto sostenuto, si è fatta largo in me la speranza che presto le nuove disposizioni legislative cambieranno lo stato delle cose per cui, molti, avendone già i sentori, si stiano soltanto adattando, modificando profondamente quelli che sono gli atteggiamenti e le propensioni al consumo degli Italiani. Per una settimana, però, dal 16 al 22 settembre, voglio immaginare l'Italia senza quelle lunghe code e file interminabili, ma invasa di biciclette. È la massima rappresentazione della Settimana Europea della mobilità sostenibile: mentre le varie compagnie di trasporto si adattano o, per essere ottimisti, o la promuovono, con offerte supervantaggiose, come il non pagamento del ticket per la bicicletta, su metropolitana e funicolare nei giorni feriali (es.: Napoli), gli apparentemente bizzarri Roberto Vernetti, Gadi Sassoon e Paolo Lupotto) propongono con un tour "Byciclops", con la nuova linea progettuale "Sonic Forniture". Solo silenzio, nelle grandi metropoli: non più il suono assordante dei clacson ma leggiadri suoni, generati dalla pedalata di un mezzo di locomozione, che, non solo non produce monossido di carbonio, ma non contribuisce all'inquinamento acustico. Tutti i dettagli, con un'intervista concessa in esclusiva, nel prossimo numero di NeWage. Ora è tempo di sfogliare la rivista, soffermandosi, in particolare, sulla sezione "Deep green creep", dove troverete un po' di satira, ben illustrata (mi sembra proprio il caso di dirlo!), in una versione bilingue (Inglese - Italiano), leggibili da ciechi ed ipovedenti. Per una società dove siano gli altri ad andare verso, e magari vivere, le abilità diverse di cui ognuno di noi è dotato. Un progetto, NeWage, che ha bisogno del sostengo di tutti voi e che ha tra i suoi obiettivi anche un TG col linguaggio dei segni. Ben vengano proposte, idee, domande esplicite ai nostri professionisti. Inviatele a redazionenewage@gmail.com. La Redazione sarà lieta di offrire risposte ai vostri dubbi e - perché no? - di presentare le vostre proposte "green", ancora meglio se supportate da videodenuncia e/o altro. In pratica, basta inviare un videomessaggio e sarete coprotagonisti del nostro progetto editoriale. NeWage, per educarci insieme ad una cultura ecologica condivisa!
Lidia Ianuario
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Chi l'ha detto che in ferie va anche il cervello?
Nell'accingermi a scrivere questo editoriale mi sono soffermata su cosa avrebbe potuto attrarre l'attenzione di voi lettori e su quale stile avrei dovuto adottare. È, questo, in fondo, il primo approccio con la rivista, quel biglietto d'immagine grazie al quale si decide di proseguire o meno nella lettura. In genere, a ridosso delle vacanze, sono banditi tutti gli argomenti seri: si è stanchi, si ha voglia di recuperare le energie psico-fisiche perse durante l'anno lavorativo, si sente il bisogno di svagarsi o sorridere. Troppo semplice proporvi l'ultima moda o la dieta per la prova costume o quant'altro di frivolo propinano oggi la totalità dei mass media, legati a scelte di mercato. Dato il carattere pienamente non commerciale di questo portale, mi sono soffermata a pensare a come sarebbe stato organizzare il mio soggiorno se fossi stata una donna con abilità diverse e mi sono imbattuta in una serie di difficoltà: non solo le barriere architettoniche, di cui tanto si discute, ma anche la mancanza di informazione e - soprattutto, ahimé - la mancanza di senso civico degli automobilisti che, ancora oggi, occupano i posti riservati, senza contare il modo indisclipinato in cui le stesse auto ingombrano marciapiedi e passaggi. In valigia, quest'anno, in tal caso, potrei consigliare di inserire una buona dose di compenetrazione. Una qualità, questa, che certamente ha dimostrato la Regione Toscana, mediante l'istituzione di un sito, Turismo Senza Barriere, presentato ufficialmente alla BIT di Milano del 2006. Ricco di informazioni utili, è la risposta a quanti credono che il turismo debba metttere ogni suo fruitore nelle condizioni di essere accolto, non assistito. Un indotto, questo, che coinvolge circa 60 milioni di potenziali turisti in Europa. La caratteristica fondamentale di tale portale è dato dalla possibilità, non solo di trovare strutture ricettive adatte per ogni esigenza (accessibile, accessibile con aiuto, non vedenti, non udenti, disturbi alimentari, biancheria allergica, visitato da Turismo Senza Barriere) ma anche percorsi naturali privi della barriere architettoniche. Ora sono certa di aver assolto al mio compito e di poter posare la testa sul cuscino con la consapevolezza di aver fornito una valida alternativa a quanti credano che, in ferie, ci vada il cervello. Niente di più sbagliato! Ora che abbiamo maggior tempo, stuzzichiamo la creatività e permettiamoci il lusso di gustare un buon libro o visitare un museo. Con la compagnia, durante tutto il mese di Agosto, di NeWage, la prima rivista ideata per coloro che hanno abilità diverse.
Lidia Ianuario
(Riproduzione riservata ©)
Who said the brain goes on holiday?
In starting writing this editorial, I lingered on what could have attracted the attention of the readers and on which kind of style I should have adopted. Fundamentally, it’s this the first approach with this magazine, that presentation card for which one decides to continue reading or not. In general, just before the summer holidays, all serious subjects are forbidden; we are tired, we want to retrieve our psycho-physical energies we have lost during the working year, we need to distract our mind and to smile. It was too easy to propose you the latest fashion or diet for the “swimsuit trial” or whatever frivolous nowadays mass media propose, linked to marketing choices. Given the absolutely non-commercial character of this portal, I lingered on thinking how it would have been to organize my holidays if I had been a woman with different capabilities and I found a series of difficulties: not only architectural obstacles, we discuss so much upon, but also the lack of information and – above all, alas! – the lack of the public spirit of drivers, who, still today, occupy the places reserved to disabled, not to mention the chaotic way in which their cars obstruct pavements and passages. This year, in this case, I would advise to put in your suitcases a good dose of comprehension. A quality which certainly Tuscany Region has shown to have, through the creation of a site, called Tourism Without Obstacles, officially presented at the BIT in Milan in 2006. Rich in useful information, it is the answer to the ones who believe that tourism should put each of its enjoyers in the condition to be accepted, non-assisted. An induced activity involving about 60 million potential tourists in Europe. The fundamental characteristic of this portal is given by the possibility not only to find accommodations fit for any need (accessible, accessible with help, blind, deaf, food disorders, allergic linen, visited by Tourism Without Obstacles), but also natural paths without any architectural obstacles. Now, I’m sure to have fulfilled my task and to be able to sleep with the awareness to have given a valid alternative to the many who believe that brain goes on holiday. Nothing is wronger! Now that we have more time, let’s poke our creativity and let’s allow us the luxury of reading a good book or visiting a museum. With the company, during the whole month of August, of NeWage, the first magazine created for people having different capabilities.
Lidia Ianuario
(Copyright ©)
Chi l'ha detto che in ferie va anche il cervello?
Nell'accingermi a scrivere questo editoriale mi sono soffermata su cosa avrebbe potuto attrarre l'attenzione di voi lettori e su quale stile avrei dovuto adottare. È, questo, in fondo, il primo approccio con la rivista, quel biglietto d'immagine grazie al quale si decide di proseguire o meno nella lettura. In genere, a ridosso delle vacanze, sono banditi tutti gli argomenti seri: si è stanchi, si ha voglia di recuperare le energie psico-fisiche perse durante l'anno lavorativo, si sente il bisogno di svagarsi o sorridere. Troppo semplice proporvi l'ultima moda o la dieta per la prova costume o quant'altro di frivolo propinano oggi la totalità dei mass media, legati a scelte di mercato. Dato il carattere pienamente non commerciale di questo portale, mi sono soffermata a pensare a come sarebbe stato organizzare il mio soggiorno se fossi stata una donna con abilità diverse e mi sono imbattuta in una serie di difficoltà: non solo le barriere architettoniche, di cui tanto si discute, ma anche la mancanza di informazione e - soprattutto, ahimé - la mancanza di senso civico degli automobilisti che, ancora oggi, occupano i posti riservati, senza contare il modo indisclipinato in cui le stesse auto ingombrano marciapiedi e passaggi. In valigia, quest'anno, in tal caso, potrei consigliare di inserire una buona dose di compenetrazione. Una qualità, questa, che certamente ha dimostrato la Regione Toscana, mediante l'istituzione di un sito, Turismo Senza Barriere, presentato ufficialmente alla BIT di Milano del 2006. Ricco di informazioni utili, è la risposta a quanti credono che il turismo debba metttere ogni suo fruitore nelle condizioni di essere accolto, non assistito. Un indotto, questo, che coinvolge circa 60 milioni di potenziali turisti in Europa. La caratteristica fondamentale di tale portale è dato dalla possibilità, non solo di trovare strutture ricettive adatte per ogni esigenza (accessibile, accessibile con aiuto, non vedenti, non udenti, disturbi alimentari, biancheria allergica, visitato da Turismo Senza Barriere) ma anche percorsi naturali privi della barriere architettoniche. Ora sono certa di aver assolto al mio compito e di poter posare la testa sul cuscino con la consapevolezza di aver fornito una valida alternativa a quanti credano che, in ferie, ci vada il cervello. Niente di più sbagliato! Ora che abbiamo maggior tempo, stuzzichiamo la creatività e permettiamoci il lusso di gustare un buon libro o visitare un museo. Con la compagnia, durante tutto il mese di Agosto, di NeWage, la prima rivista ideata per coloro che hanno abilità diverse.
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Who said the brain goes on holiday?
In starting writing this editorial, I lingered on what could have attracted the attention of the readers and on which kind of style I should have adopted. Fundamentally, it’s this the first approach with this magazine, that presentation card for which one decides to continue reading or not. In general, just before the summer holidays, all serious subjects are forbidden; we are tired, we want to retrieve our psycho-physical energies we have lost during the working year, we need to distract our mind and to smile. It was too easy to propose you the latest fashion or diet for the “swimsuit trial” or whatever frivolous nowadays mass media propose, linked to marketing choices. Given the absolutely non-commercial character of this portal, I lingered on thinking how it would have been to organize my holidays if I had been a woman with different capabilities and I found a series of difficulties: not only architectural obstacles, we discuss so much upon, but also the lack of information and – above all, alas! – the lack of the public spirit of drivers, who, still today, occupy the places reserved to disabled, not to mention the chaotic way in which their cars obstruct pavements and passages. This year, in this case, I would advise to put in your suitcases a good dose of comprehension. A quality which certainly Tuscany Region has shown to have, through the creation of a site, called Tourism Without Obstacles, officially presented at the BIT in Milan in 2006. Rich in useful information, it is the answer to the ones who believe that tourism should put each of its enjoyers in the condition to be accepted, non-assisted. An induced activity involving about 60 million potential tourists in Europe. The fundamental characteristic of this portal is given by the possibility not only to find accommodations fit for any need (accessible, accessible with help, blind, deaf, food disorders, allergic linen, visited by Tourism Without Obstacles), but also natural paths without any architectural obstacles. Now, I’m sure to have fulfilled my task and to be able to sleep with the awareness to have given a valid alternative to the many who believe that brain goes on holiday. Nothing is wronger! Now that we have more time, let’s poke our creativity and let’s allow us the luxury of reading a good book or visiting a museum. With the company, during the whole month of August, of NeWage, the first magazine created for people having different capabilities.
Lidia Ianuario
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NeWage è un nuovo progetto editoriale, interamente ideato e creato da Lidia Ianuario, aspirante giornalista professionista. Nato nel 2011 dalla fusione di due menti tutt’altro che dedite al business, di cui la seconda vuole rimanere dietro le quinte sulla base del gioco di parole tra l’espressione “New Age” e la lettera “W”, laddove per Ne [W] Age si intende New Energy And Green Economy e W sta per W-questions, ha come mission l’educazione alla creazione di una società ecologica condivisa. In Redazione, un vasto staff di matti. Giornalisti professionisti di noti quotidiani storici che, lavorando dietro le quinte, hanno contribuito a rendere tale esperienza ancora più avvincente. Quali domande ci siamo posti?
Who? Noi.
What? La preservazione della Terra.
How? Informando.
When? Ora
Why? Perché un’altra Terra non esiste.
Da sito on line, NeWage ambisce a collocarsi sul mercato dei prodotti editoriali come risposta alle esigenze dello stesso. Partendo da un input, che è l’ambiente in cui viviamo, esso si pone il lungo-medio periodo come termine: l’output finale sarà la carta stampata solo in seguito ai feed back positivi ricevuti. La scelta dell’on line non è infatti casuale. Nell’era dell’obsolescenza programmata e del consumismo sfrenato, crediamo invece possibile un prodotto che non comporti l’impiego di altra risorsa che quella umana. Per questa rivista, aggiornata settimanalmente, non sarà abbattuto alcun albero. Un lasciar scorrere su una verde foglia una prima goccia ed aspettare che evapori o che diventi oceano. A questo ci penserete Voi, con la Vostra presenza e la Vostra costanza. Quando saremo certi che tale input sia stato ben interpretato, allora la rivista sarà stampata, su carta riciclata al 100%.
La Redazione
Newage is a new publishing project, entirely designed and created by Lidia Ianuario, an aspiring professional journalist. Born in 2011 from the merger of two minds far from being devoted to business, the second of which is to remain behind the scenes on the basis of the pun between the expression "New Age" and the letter "W", whereas for Ne [ W] Age you want New Energy and Green Economy and W stands for W-questions, its mission is the education towards the creation of a shared ecological society. In Writing, a vast team of lunatics. Professional Journalists of famous historical newspapers, working behind the scenes, have helped make this experience even more compelling. What questions we have posed?
Who? Us.
What? The preservation of the Earth.
How? Informing.
When? Now
Why? Because there is no other Earth.
From an online website, Newage aims to place products on the market as a response to the needs of the editorial itself. Starting from an input, which is the environment we live in, it raises the long-medium term as a term: the final output will be printed only after the positive feedback received. The choice of the online media is not in fact random. Planned obsolescence in the era of consumerism and rampant, but can we believe in a product that does not involve the use of other than human resource. For this magazine, updated weekly, not a single tree will be taken down. A scroll on a green leaf to let an initial drop and wait for it to evaporate or become ocean. This is what we think of you, with your presence and your perseverance. When we are sure that this input has been well understood, then the magazine will be 100% printed on recycled paper.
The Editors
https://www.facebook.com/pages/NeWage-PAGINA-UFFICIALE-Caporedattrice-Lidia-Ianuario/182288918484772
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Commenti: 2
Lucio Righetti (venerdì, 29 marzo 2013 22:40)
Annamaria Martuscelli Era il 24 aprile 2007, il II governo Prodi veniva delegato al riordino, coordinamento e integrazione della disciplina dei delitti contro l'ambiente con l'inserimento nel Libro Secondo del Codice Penale del Titolo VI-bis intitolato "Dei delitti contro l'ambiente". Il consiglio dei ministri approvava il disegno di legge concernente il disastro ambientale, inquinamento ambientale, alterazione del patrimonio naturale, della flora e della fauna, traffico illecito di rifiuti, traffico di materiale radioattivo o nucleare: testo di legge che mai verrà inserito nel secondo libro del codice penale in quanto, dopo pochi giorni dalla riunione, il II governo Prodi cadeva.
Il successore, Silvio Berlusconi, si é ben guardato dall'inserire il testo di legge, approvato dal suo avversario, nel codice penale. Distrazione? Miglioria del testo? Questione di ideologie? Evidentemente, la tutela dell'ambiente e della legalità, non rientra negli usi e costumi della destra, considerando che nessun altro testo è stato preparato e tanto meno inserito nel codice penale.
Di seguito gli articoli snobbati dall'attuale governo e preparati dal II governo Prodi.
«Articolo 452-bis (Inquinamento ambientale)
Articolo 452-ter (Danno ambientale. Pericolo per la vita o l’incolumità personale) ;
Articolo 452-quater (Disastro ambientale) ;
Articolo 452-quinqies (Alterazione del patrimonio naturale, della flora e della fauna) ;
Articolo 452-sexies ( circostanze aggravanti ).
Articolo 452-septies (traffico illecito di rifiuti). Articolo 452-octies (traffico di materiale radioattivo o nucleare.Abbandono) Articolo 452-nonies (delitti ambientali in forma organizzata). Articolo 452-decies (frode in materia ambientale). Articolo 452-undecies (impedimento al controllo). Articolo 452-duodecies (delitti colposi contro l'ambiente). Articolo 452- ecc. Infine Art. 498-bis (danneggiamento delle risorse economiche ambientali). Bastava uno solo di questi articoli, qualora fosse entrato in vigore, per impedire lo scempio in atto in Campania e altrove!Estratto da Agoravox del 18 gennaio 2011 e nulla é cambiato!
u=332352 (mercoledì, 24 aprile 2013 16:12)
This particular article was in fact just what I had been searching for!