Basilicata, terra da scoprire con NeWage

 

 

Antichi attrezzi rurali, un anziano signore con un cappello da cowboy, una madre che culla la giovane bimba appena addormentata nel carrozzino. Scene quotidiane a Pescopagano, comune al confine tra Basilicata e Campania, nella zona nord-occidentale, dove sacro e profano, memoria storica e sviluppo si mescolano fondendosi gli uni negli altri.

 

Inizia da qui il mio viaggio in una delle regioni dimenticate dell’Italia, dove agli angoli delle strade vi sono delle colorate biciclette con i cestelli carichi di fiori, nonché curve da paesaggi mozzafiato e lussureggianti prati.

 

 

La Basilicata è una terra che ha molto da offrire. Il territorio ha le sue regole, che vanno rispettate. Se non fosse così nascosta forse non si sarebbe mantenuta inalterata nel tempo. Di questa parte della Lucania amiamo narrare, a tutti quegli italiani che ancora non la conoscono, ma anche e soprattutto ai turisti stranieri, coi loro zainetti in spalla, che camminano instancabili su stradine ripide e scalini che sembrano non finire mai.  

Eccola lì, la trebbiatrice, che regna sovrana alla Podolica, manifestazione culturale ed enogastronomica basata sulla razza bovina da cui prende il nome, giunta alla sua settima edizione.

 

Di caciocavallo in caciocavallo, da un vino a un piatto di cavatelli, con le anziane del paese che insegnano l’antica arte culinaria: mani e volti dalle rughe di cui vorremmo conoscere la storia, l’esperienza, la conoscenza, volti che sorridono allo scatto di una mia fotografia.

 

Scatti che ritroverete qui, nella sezione "Around the world", per tutto il mese di agosto.

 

Riprodurremo ogni singola emozione, descrivendone i risvolti sociali, di un paese dove la tradizione è ancora un valore da rispettare e tramandare.

 

Inizieremo da una festa simbolo per il paese, con i suoi antichi mestieri, per poi – con una serie di itinerari turistici, religiosi, a cavallo tra storia e leggenda, o percorsi ecosostenibili, per immergervi nella nostra Basilicata.

 

 

Lidia Ianuario

 

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@LidiaIanuario

Arte di strada a Napoli con Fourmile e Fluo Events

Un gran numero di presenze, tanti spettatori in rete e più di 100 magnifici artisti hanno animato il centro storico di Napoli, da piazza Bellini a piazza Dante. Colori, abbracci e aggregazione per un evento andato in onda in diretta streaming, i cui simboli sono stati il sorriso, il naso rosso da clown e la condivisione tout court. Le energie profuse dagli organizzatori, tra i quali Mario Vezza, Filippo Filetti, Claudia Vito, Diego Ruocco, Lorenzo Pandolfi, Giovanni di Meglio, Fabrizio Nardi e Sara Petrella, sono state ben ricompensate dai tanti sorrisi sbocciati nelle strade della città.
NàParade, però, non finisce qui.

Nata da un progetto di volontari, guidati dalle associazioni Fourmile e Fluo Events, e partita dal basso, con il patrocinio della Regione Campania e del Comune di Napoli, inserita nell'ambito della manifestazione Giugno Giovani 2016, farà ancora parlare di sé.

"La parata di sabato 18 giugno è stato solo il primo di diversi progetti che abbiamo in cantiere. - afferma Alessio Perisano, Presidente della Fourmile - Il primo step in programma è la realizzazione di un reportage audiovisivo che andrà a coronare una mostra fotografica incentrata sull'evento, la cui data di uscita è fissata indicativamente per il prossimo autunno" .


"Un sogno, che desideriamo diventi realtà, rappresenta la realizzazione di un vero e proprio
 Festival dell'arte di strada a Napoli, con valenza internazionale, - continua Marta Di meglio presidente della Fluo Events - che sia riconosciuto dalle Istituzioni, per fare in modo che NàParade non rappresenti un singolo arcobaleno di colori, ma che illumini l'arte ogni anno e che possa crescere sempre di più."

Non un addio, dunque, ma un arrivederci e un saluto al nuovo che avanza. Questo è NàParade.  

 

Redazione

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Itinerari turistici accessibili in citta'

Domenica22novembre 2015 ore 09,30-13,00 - piazza Municipio, Napoli

Prima Giornata mensile dedicata al Turismo Accessibile, delle sei che il Comune di Napoli promuove per la nostra città fino al prossimo mese di aprile: sei brevi tour dimostrativi, a piedi e in pulmino attrezzato, per visitare i più bei luoghi accessibili della città di Napoli, ai quali potranno partecipare i cittadini ed i turisti con bisogni speciali che ne faranno richiesta.

Costruire una cultura dell'accoglienza e dell'accessibilità per migliorare la qualità della proposta turistica del territorio napoletano è la sfida lanciata dal progetto Cosyforyou dell'o.d.v.Peepul, che ci auguriamo sarà condivisa e sostenuta da cittadini ed operatori del settore turistico.

Cosy For You propone itinerari turistici accessibili in risposta ai bisogni di chi, a causa della propria condizione fisica, sensoriale o mentale e' impossibilitato a utilizzare il servizio di trasporto pubblico o quelli turistici di tipo tradizionale.

Il progetto, finanziato dalla Commissione Europea, ha selezionato i percorsi, le strutture ed i servizi più accessibili, per offrire itinerari turistici facili da percorrere per tutti, in tempi ragionevoli, in maniera gradevole, senza sforzo né sorprese.

Prenotazioni: 335.6973981 – direzione@peepul.it


A cura della Redazione


Anteprima della X edizione di Malazè


Si è tenuta lunedì 15 giugno (ore 18.00) l'’anteprima della X edizione di Malazè, l’'evento enoarcheogastronomico dei Campi Flegrei. L’'appuntamento quest’anno è nella bellissima e nuova struttura del Blu Yachting Club in via Miliscola 181, località Lucrino, a Pozzuoli


Nel corso di dieci anni Malazè, evento completamente autofinanziato, è diventato uno dei maggiori appuntamenti enogastronomici della Campania apprezzato in tutta Italia e all'’estero. L’'edizione 2015 - che si svolgerà dal 5 al 15 settembre - riserva molte novità che sono state illustrate dall'’ideatore ed organizzatore, Rosario Mattera, nel corso della conferenza stampa di presentazione. 


L'’Anteprima, come ogni anno, diventa un evento da cui parte e cresce l'attesa tra gli operatori e tra gli enogastronauti per la manifestazione di settembre. Durante l'’anteprima sono stati presentati i più importanti eventi in programma e il sentimento che ha accompagnato tutta la fase di preparazione dei prossimi mesi e le sfide da lanciare al territorio flegreo. 


#tipicamenteflegreo è l’'hashtag che caratterizzerà questa edizione. Ma non si tratta solo di una trovata per i social. #tipicamenteflegreo accompagnerà l'’istituzionalizzazione del laboratorio diffuso che in questi anni ha rappresentato Malazè. Un laboratorio che non si esaurirà con la X edizione ma che accompagnerà ed affiancherà l'’innovazione dei Campi Flegrei anche nei prossimi anni.


«In questi anni - dichiara Rosario Mattera - abbiamo puntato all'’innovazione. Abbiamo visto prendere forma nuovi percorsi di sviluppo. Alla base c'’è sempre creatività e cultura capaci di combinare la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali con il food, il sociale, le tecnologie digitali, il design e l’impresa responsabile. Una dimensione in cui si coniuga sviluppo, identità e sostenibilità». 


Ma Malazè nel progettare il futuro ha sempre guardato al passato. All’'anteprima hanno partecipato alcuni custodi della terra, dei segreti del mare e delle tradizioni locali. Gli anziani che saranno i protagonisti dell’'Anteprima hanno parlato del passato, ma soprattutto del futuro. Con loro hanno discusso Ettore De Lorenzo, giornalista della Rai e Pietro Parisi, cuoco contadino. 


Al Blu Yachting Club sono stati allestiti stand delle cantine, dei ristoratori, delle aziende e delle associazioni che, insieme agli studenti dell'’Istituto Alberghiero “Vittorio Veneto” di Scampia, sono i protagonisti della manifestazione. I soggetti coinvolti in Malazè rappresentano la migliore espressione del bello e del buono di Pozzuoli, Bacoli, Quarto, Monte di Procida, l'’isola di Procida e Napoli.



Redazione

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MARCO SPIEZIA

RECENSIONI


“Un tripudio di energia positiva e allegria” rockit.it “La musica della Marco Spiezia Band è un frullato di pop, rock e jazz proposto con una sorprendente dose di buon umore” Il Mattino “Se vi va di muovervi, divertirvi e dimenticare i problemi avete trovato il gruppo che fa per voi” West Briton - UK “Canzoni allegre e scanzonate con un ritmo a cui è difficili sottrarsi” distorsioni.net “Marco Spiezia, dopo svariate esperienze in terra d’Albione, viene a seminare la sua goliardica verve in terra natia e nel compendio della nostra fragilità ‘esterofila’ notturna possiamo finalmente riprendere in mano la dicitura “è nata una stella, ma di una galassia finalmente nostra!” rockambula.com


LIFE IN FLIP-FLOPS Il disco è il primo lavoro completo di Marco Spiezia, in cui girano vorticosamente anni di viaggi tra la Cornovaglia e la Campania. I testi fanno dell’eclettismo il loro punto di forza: spaziano dalla voglia di vivere al sistema fallimentare bancario europeo, dalla spensieratezza dei surfer sulle coste oceaniche d’Albione all’importanza della “parola” nel processo comunicativo. Il sound è un miscuglio tra pop, rock e qualche battuta jazz, sempre all’insegna del ritmo e del buon umore. La vita spaccata in due mondi, le difficoltà e le gioie di chi la vive, frullati in tredici tracce. BIOGRAFIA Nato in Penisola Sorrentina e poi scaraventato negli UK in giovane età, Marco Spiezia è un cantautore cresciuto a pasta, salsa e surf britannico. La passione del padre per la chitarra e le melodie di colossi come B.B. King, Jimi Hendrix e Lucio Battisti hanno accompagnato i suoi primi passi e tutta l’infanzia. Il sound che ne è derivato è un folk rock, spensierato e danzereccio che fa propri il swing, il charleston, il rock’n’roll e un pizzico di ska, creando canzoni allegre e di immediata presa. Il progetto musicale di Marco Spiezia nasce a St. Keverne nel 2008. Nel 2009 inizia la collaborazione con il chitarrista Michael Hatton e segue il successo nei locali delle spiagge Cornovagliesi e festival internazionali come Relentless Boardmasters. Nel 2010 Marco torna alle sue origini nella penisola Sorrentina, aggiunge vari musicisti al progetto e nel dicembre del 2011 esce l’EP “Smile”, registrato negli Sawmills Studio, Cornovaglia (UK), che ha ospitato le registrazioni di band inglesi di altissimo livello, tra gli altri The Kooks, Oasis e Muse.


lIDIA IANUARIO

Fedagri Campania, Alfonso Di Massa:

“Lavoriamo e ci impegniamo per una cultura agricola”.

 

Fedagri Confcooperative Campania, rappresentata da Alfonso Di Massa, è intervenuta all’Hotel Excelsior di Napoli ad un convegno su agricoltura e cooperazione organizzato dalle cooperative agricole del gruppo francese Charentes Alliance, interessato al confronto con la Federazione.

 

“La Campania è una regione agricola per tradizione, che contribuisce alla produzione e all’occupazione su scala nazionale. In questo quadro la cooperazione agricola resta una forza: rappresenta il 6% delle cooperative agricole italiane e il 2,4% del fatturato. E non dobbiamo dimenticare gli effetti positivi in termini di tutela dell’ecosistema e del patrimonio culturale e folkloristico che la presenza delle imprese cooperative agricole alimenta”.

 

Così ha esordito Alfonso Di Massa, presidente della Fedagri Campania, davanti ai dirigenti e ai cooperatori delle cooperative agricole del gruppo francese Charentes Alliance, presso il Gran Hotel Excelsior di Napoli. Il gruppo francese - attivo soprattutto nel cerealicolo, nel vitivinicolo e nella zootecnia e con un giro di affari di 443 milioni di euro - ha invitato Fedagri Campania, la Federazione che rappresenta e tutela le cooperative agricole che aderiscono a Confcooperative, ad intervenire al loro convegno su agricoltura e cooperazione agricola campana.

 

“La cooperazione agricola campana, anche all’interno di Agrinsieme, si sta battendo per il superamento dell’emergenza ambientale, per tutelare le campagne e per sgravare gli immobili agricoli da sovrattasse. Per noi agricoltura è anzitutto cultura, cultura dello star bene. Per questo incoraggiamo, nella nostra rete, anche la pratica dell’agricoltura sociale, che coniuga la cura della terra e la produzione con l’inserimento lavorativo e la riabilitazione di soggetti svantaggiati” ha spiegato Di Massa.

 

Egli, difatti, dopo una panoramica sul ruolo di Fedagri Campania nel mondo della cooperazione agricola e un focus sulle eccellenze e sui numeri dell’agricoltura regionale, ha illustrato i temi cari alla Federazione, specie in termini di sviluppo.

 

Di Massa ha sottolineato anche l’onore per Fedagri Campania di aver apportato il suo contributo ad una realtà cooperativa d’Oltralpe e con cui potrebbe nascere qualche collaborazione.

 

QUALCHE DATO

Fedagri Campania si pone come una delle più importanti federazioni in termini di cooperative e numero dei soci nonché di fatturato complessivo delle strutture associate, tra cui molte OP (Organizzazioni dei Produttori), che lavorano in tutti i comparti produttivi (ortoflorofrutticolo, vitivinicolo, lattiero caseario, zootecnico, oleario, cerealicolo, servizi e mezzi tecnici, forestale). Il giro d’affari aggregato del sistema Fedagri Campania si attesta a circa 185 milioni di euro. La patrimonializzazione aggregata raggiunge 40 milioni di euro. Il capitale sociale aggregato si attesta a 5 milioni di euro. Il totale del capitale investito dalle cooperative sale a quota 175 milioni di euro.

 

A livello settoriale, l’ortofrutta e il settore agricolo e servizi rafforzano la leadership per quanto riguarda il volume d’affari. Alcune realtà del vitivinicolo si segnalano, invece, per il significativo contributo in termine di capitale sociale.

 

I soci delle cooperative, in gran parte produttori agricoli, sono circa 12.300.

 

Le cooperative aderenti danno lavoro a quasi 1000 persone. A livello provinciale, Salerno e Benevento assorbono la maggioranza assoluta della forza lavoro impiegata. La cooperazione agricola campana, in particolare, resta una forza.

 

La cooperazione agricola campana rappresenta il 6% delle cooperative agricole italiane e il 2,4% del fatturato. L’apporto al fatturato regionale del settore è del 37% più di 800 milioni di euro. Le cooperative agricole si contraddistinguono per un rilevante grado di mutualità, dal momento che l’86% della produzione utilizzata deriva dai conferimenti dei soci. Il tutto senza dimenticare i valori immateriali e le esternalità positive – che producono comunque reddito – derivanti dalla presenza di imprese diffuse sul territorio che gestiscono l’ecosistema e tutelano il patrimonio culturale collegato ai loro processi produttivi. 

 

Redazione

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XXVI GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA GUIDA TURISTICA

 

 Per la XXVI edizione della Giornata internazionale della guida turistica che cade il 21 febbraio, le guide turistiche italiane offrono visite guidate gratuite alla scoperta delle bellezze nostrane. L’iniziativa è nata nel 1990 con il patrocinio della World Federation of Tourist Guide Associations. In Italia l’evento è promosso da ANGT, Associazione nazionale guide turistiche. Gli eventi promossi dalle associazioni aderenti alla WFTGA si svolgeranno tra venerdi 20 e domenica 22 febbraio 2015.

 

Per la Campania, il titolo dell’evento è: “Personaggi in cerca di Guida”. Gli itinerari, che sono ben 25, avranno come filo conduttore un personaggio conosciuto o meno conosciuto legato alla storia della Campania. Gli itinerari, sviluppati da guide abilitate della Regione Campania, toccheranno le varie province raggiungendo perfino Procida! Questa XXVI edizione vede l’appoggio e il patrocinio morale della Regione Campania e del Comune di Napoli, e viene sponsorizzata dal Gran Caffè Gambrinus. La prenotazione alle visite guidate va fatta ai numeri di telefono e alle e- mail che si trovano sulla locandina accanto ad ogni itinerario. Per gli itinerari campani è possibile trovare la locandina sulla pagina facebook: Guida turistica abilitata Regione Campania; Per le varie proposte a livello nazionale: •

 

Sito: https//sites.google.com/site/giornataintlguidaturistica/;

• Pagina facebook: Giornata internazionale della guida turistica; •

Sito ufficiale di ANGT: www.angt.it

 

Redazione 

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QUATTRO PASSI … sulle scale del Petraio: tra risate, pietre ed antiche carceri

 

L’Associazione Culturale SciòNapoli  presenta un nuovo itinerario dedicato ad uno degli antichi percorsi di scale che congiungevano la collina del Vomero al cuore della città di Napoli.

 

Questa volta, poco lontani dalla tanto amata Pedamentina di San Martino, ci dedicheremo alla celebre discesa del Petraio che ci colpirà con i suoi poetici scorci panoramici e con l’eleganza delle sue palazzine liberty. Narreremo dei tanti personaggi che ci accompagneranno idealmente, dando nome alle strade del nostro percorso, ci faremo due risate con Eduardo Scarpetta, grande della storia del teatro napoletano e scopriremo le tristi storie celate nel carcere di Santa Maria Apparente. Un viaggio in discesa nella storia della città più bella del mondo, dove l’arte e la storia si fondono con la natura e la passione.

Vi aspettiamo Meeting Point: DOMENICA 25 GENNAIO – ORE 10:30 - NAPOLI - Funicolare di Chiaia, esterno stazione via Cimarosa (si prega di arrivare con 10 minuti di anticipo) Durata: due ore circa - la visita guidata di effettuerà al raggiungimento minimo di 5 persone – Le prenotazioni si chiuderanno alle 19:00 del giorno 24-01-2015

 

Modalità di partecipazione: contributo organizzativo non soci: € 6,00 (Quota comprensiva di iscrizione); contributo organizzativo soci: € 5,00; over 14 (fino a 18 anni) - over 65 - studenti: € 5,00; under 14 : gratuito.

La prenotazione è obbligatoria (non vale il "parteciperò" su FACEBOOK)

Info e prenotazioni per la passeggiata: 3333370769 - 3487333581 – 3271585555

Mail: info@scionapoli.it

Web: www.scionapoli.it

 

Redazione 

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DAUNOACENTO Art Direction  Gumdesign prima edizione Homi, FieraMilano, pad 3 17  20 gennaio 2015

 

 

An exhibition dedicated to designers, craftsmen, self-producers, makers, companies projected towards the Italian and foreign market with a unique and winning feature: limited edition collections (with run lengths up to max 100 pieces) and warranty certificate. A space that offers products that not suffer from the competition of nearby shops or internet sales.

Retailers, interior designers, buyers and experts will find a limited supply and quality that is not subject to discounts online that kill the traditional distribution. A new commercial reference necessary for those who prefer the search products and offers products that are from the excellence of design product until to the everyday object, but always in a limited edition. ... Un evento espositivo trasversale dedicato a designer, artigiani, autoproduttori, maker, piccole e grandi aziende proiettato verso il mercato italiano ed estero e con la caratteristica vincente dell'edizione limitata.

 

DAUNOACENTO è uno spazio unico e selezionato che espone collezioni di prodotto in tiratura limitata (pezzi unici ma anche tirature fino a max 100 pezzi) certificate da designer/aziende; uno spazio che offre ai punti vendita finali prodotti ricercati che non soffriranno della concorrenza di negozi vicini o di vendite internet superscontate. Retailers, interior designers, buyer ed addetti ai lavori potranno trovare un'offerta limitata e di qualità, non soggetta a scontistiche online che uccidono la distribuzione tradizionale. Un nuovo riferimento commerciale necessario per chi privilegia la ricerca del prodotto e che propone oggetti che si collocano dall'eccellenza del design d'autore all'oggetto dal costo accessibile, ma sempre e comunque in edizione limitata.

 

DAUNOACENTO fa parte degli eventi culturali e commerciali di Homi. Inoltre è presente sui social network con particolare attenzione a Facebook, Twitter ed Instagram. L'allestimento si sviluppa su moduli 3x3 metri e prevede una soluzione preallestita, semplice ed efficace, dove il metallo è protagonista; un luogo spontaneo, un'officina a cielo aperto disegnata spontaneamente e che riproduce una "architettura disordinata" che evidenzia materie prime, luoghi del lavoro e della creatività. Il dettaglio è ricercato anche nei complementi d'arredo a disposizione degli espositori, forniti dallo stesso partner che realizza l'intero allestimento: Essedi di Verona. La segnaletica dell'intero spazio espositivo è realizzata da Eidos di Modena ed è ottenuta da lastre in alucobond stampate ad alta risoluzione. DAUNOACENTO si propone in questa prima edizione con l'intenzione di sviluppare il progetto negli anni a seguire e per determinare "una fiera nella fiera" dedicata all'edizione limitata.

 

13 espositori selezionati per la prima edizione di DAUNOACENTO

1) ADD - Associazione Distretto del Design E' la forza degli artigiani, ricchi di sapiente e incorruttibile manualità, e dell’industria, dei distretti industriali. E' la nostra idea del Disegno Italiano. Spazio alla genialità dei singoli e al rifiuto, a volte involontario o, persino, strafottente, di rimanere ingabbiati, entro i limiti di uno stile o di un linguaggio codificato. E' una storia semplice, una miscellanea di oggetti, singolari nei loro caratteri, nei loro modi di essere e nel loro presentarsi al mondo. Raffinati e ben costruiti, nascono dal pensiero, raccontano emozioni, viaggiano oltre confine, oltre i canoni di una ricerca puramente estetica o, semplicemente funzionale. Oggetti che hanno un cuore e un’anima e si distraggono con il sogno, la poesia, la musica, la favola, il teatro. In esposizione: complementi d'arredo, tavoli, settimino, sgabelli, mobili living

2) AS DESIGN Alessandra Scarfò, giovane designer, operante nello scenario internazionale contemporaneo, ha al suo attivo progetti che spaziano dal prodotto agli interni, dagli allestimenti fieristici alle installazioni d’arte interattiva. Le sue differenti competenze per ogni area sono l’espressione di un approccio di studio interdisciplinare, focalizzato sulla qualità ambientale, partendo dai modelli del design contemporaneo. Nella ricerca sul design, grande attenzione è attribuita allo studio di nuovi materiali per lo sviluppo di soluzioni personalizzate e alla qualità dei dettagli. I suoi prodotti (orecchini e tazze) sono in vendita in alcuni negozi di Torino, Rivoli (To), Ivrea (To), Como, Milano, Roma, Firenze, Anversa (Belgio), Parigi (Francia) e nei museum store della Mole Antonelliana, del Museo Egizio, del Museo dell’Automobile di Torino, della Guggenheim di Venezia, del Museo Correr e Ca’ Pesaro di Venezia e della Triennale di Milano. Recentemente sono stati acquisiti dalla Mondadori Electa per il Mart di Rovereto, il Maxxi di Roma, la Galleria d’Arte Moderna di Roma e Design Supermarket della Rinascente di Milano. In esposizione: lampade, libreria, seduta, oggetti per la cucina, tazze

3) BHUMI CERAMICA Esempio concreto di convergenza tra ricerca artigiana e arti applicate, l’attività ceramica del laboratorio Bhumi si svolge a cavallo tra artigianato artistico e design, in un laboratorio che difende il principio della creatività diffusa. In esposizione: complementi d'arredo e per la tavola

4) CIAMPOGLI+MARSEGLIA DESIGN STUDIO Dopo una collaborazione di quasi dieci anni, nel 2012 decidiamo di fondare il nostro studio. Condividiamo esperienze, pensieri, vita. Vogliamo che i nostri progetti siano un veicolo di comunicazione per gli utenti, permettendo loro di raccontare le proprie storie attraverso l’utilizzo nella vita quotidiana. Perché ognuno di noi ha una storia da raccontare. In esposizione: collezione di tappeti a base di cellulosa ed incisi al laser

5) STUDIO FORMART Studioformart è uno studio artistico specializzato nella ideazione, nella progettazione e nella realizzazione di manufatti artistici e soluzioni su misura per l'arredamento di interni ed esterni. Realizza forme artistiche dal design unico e di alto valore, le cui proposte sono studiate per adattarsi al luogo e al contesto cui sono destinate. La cura dei dettagli, la competenza e la produzione diretta e non seriale di pezzi unici fanno di Studioformart un progetto in continua crescita ed evoluzione. In esposizione: complementi ed oggetti per la tavola, tazze in ceramica e marmo

6) FOVAL Foval è una fabbrica di occhiali da sole e vista nata nel 1996; è situata nel distretto produttivo preealpino di produzione di occhiali in provincia di Treviso. Dal 2006 si occupa principalmente dello sviluppo e distribuzione di occhiali distintivi per innovazione tecnica ed estetica. In esposizione: occhiali in acetato

7) KE-WORLD Lu(Ka) Borriello è un giovane designer. (E)ugenio Schinelli un grafico e art director. Insieme, nel 2012, danno vita al brand Ke-World , la cui filosofia è "lavorare non per produrre ma per esprimersi".Iniziano realizzando oggetti per le loro case, per arrivare poi al pubblico grazie ai sogni di Luka e alle mani di Eugenio. I loro prodotti sono un riuscito mix tra materiali antichi (legno, ceramica, pietra) e tecnologie moderne, dalla stampa 3D al taglio laser. Prodotti interamente made in Italy, realizzati da artigiani del Nord-Est, unici e ricercati. In esposizione: piatti, vasellame, arredo per la tavola, pezzi unici, porcellane e ceramiche

8) KEI KEI STUDIO Non è solo uno studio creativo, ma aspira ad essere un modo di vivere, di intendere le cose che ci circondano. Un modo semplice, onesto, sostenibile ed ottimista. Chiara Pierucci: marchigiana DOC, irrefrenabile curiosa, instancabile appassionata del mondo. L’ascolto, l’osservazione e la curiosità sono gli strumenti che l’hanno guidata in questo progetto a km zero dove lo ‘scarto’ assume valore evolvendosi in design. Alla continua ricerca di una nuova vita da dare alla carta e ai tessuti, sostiene che la bellezza non è materia replicabile, ma che risiede silenziosamente nella semplicità delle cose fatte a mano, curate in ogni dettaglio, ognuna diversa dall’altra. Uniche ed originali, proprio come ciascuno di noi. I suoi lavori sono una raffinata sintesi di esperienze di vita quotidiana e di passioni, in una visione unica del mondo. In esposizione: stationery ed articoli da regalo

9) QUATTROCENTO Quattrocento è un intraprendente brand di eyewear. La sua missione è quella di vendere occhiali da vista e da sole di alta qualità 100%made in Italy ,ad un prezzo rivoluzionario. Aggirando i canali tradizionali, abbattendo i costi di filiera e venendo direttamente online è in grado di fornire un occhiale di altissima qualità ad un prezzo contenuto. Il marchio fonda la sua natura estetica sulla bellezza e sul tripudio dell’arte e dell’innovazione, che solo il Rinascimento italiano ha consolidato nel mondo. Il nome stesso deriva proprio da uno dei periodi più innovatori della storia italiana: il 1400. In esposizione: occhiali artigianali in metallo ed acetato

10) RE-PLAID Re-Plaid è un progetto collettivo che ruota intorno a un’idea: creare plaid e oggetti unici dal riciclo dei maglioni usati. Nasce da professionisti del graphic design, della moda e della comunicazione: Lidia Zanichelli, diplomata allo IED di Milano, Pietromaria Iemmi, diplomato all'Università del Progetto di Reggio Emilia, Cinzia Bolognesi, copywriter. Come associazione Re-Plaid promuove, oltre al riciclo, l'impatto sociale positivo del lavorare in rete in una fase critica dell'economia che ha cancellato i posti di lavoro dei suoi fondatori. In esposizione: design tessile, puppets e oggetti d'arredamento in lana riciclata

11) ROBERTO MONTE DESIGNER Roberto Monte, 1958. Designer, vive e lavora a Pagani (SA). La sua attività si dirama dall'architettura d'interni al design, dalla grafica all'allestimento. Il suo percorso creativo-professionale lo porta ad approfondire esperimentare tecniche e gestualità in vari campi, dalla pittura alla scultura, dalla fotografia al teatro. Il suo design è un design ricettivo adattabile, sensibile. Pronto ad accogliere sentimenti ed emozioni, istanze estetiche e funzionali. In esposizione: complementi d'arredo

12) ROERO MARMI Roero marmi nasce nel 1984 come laboratorio per la lavorazione di marmi, graniti e pietre naturali creando su richiesta del cliente tutte quelle finiture che impreziosiscono la casa, quali pavimentazioni, rivestimenti, scale... tutto su misura. Creiamo complementi d’arredo tra cui fontane, sistemi d’illuminazione e vari oggetti d’arredo realizzati grazie all’esperienza accumulata in questo settore. In esposizione: complementi d'arredo, chaise longue, scrittoio in marmo

13) ROMIN DESIGN Romina Quaglieri 37 anni sposata e madre di 2 bimbe, interior e fashion designer per il suo brand ROMINDESIGN, opera in autoproduzione realizzando dai complementi di arredo ad accessori moda. Tra i suoi collaboratori artigiani: Antonio Simeone, 45 anni dedicati al vetro, presentandolo attraverso il colore 1969-2014 e Tamburrini Roberto 43 anni,figlio di madre casalinga e padre artigiano (del ferro) di lunga tradizione, fin da tenera età in bottega dove tornerà definitivamente nel 2000 per conservare la tradizione di famiglia. Tutti i prodotti e le produzioni sono esclusivamente unici e Made in Italy. In esposizione: complementi d'arredo, elementi in vetro e ferro, tessuti

 

Redazione 

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ENERGY: 650 EUROPEAN EXPERTS MEET  AT THE SET-PLAN CONFERENCE 2014 IN ROME

 

 Leading European and Italian authorities and over 650 energy stakeholders from all across Europe and beyond are gathering today and tomorrow in Rome at the 7th Strategic Energy Technology Plan (SET-Plan) Conference. The two-day conference - organised by ENEA (Italian National Agency for New Technologies, Energy and Sustainable Economic Development) with the collaboration and support of the European Commission - is a major event in the programme of the Italian Presidency of the Council of the European Union. The conference offers a unique opportunity for all stakeholders and representatives of national and EU institutions to have in-depth discussions on the new developments of the SET Plan towards an Integrated Roadmap and Action Plan addressing research & innovation challenges and needs of the EU energy system.

 

Over the last six years, the SET Plan has promoted and fostered the exchange of information and knowledge between key decision-makers, industry and research actors and has had a structuring effect in EU and national programmes, orienting investments around selected technologies. Building on these achievements, the Integrated Roadmap and Action Plan will respond to the new challenges of the energy transition and the objectives of the European Energy Union. “In this context – said ENEA Commissioner, Federico Testa – research and innovation are key to give answers to the challenge of securing energy supplies and to the increasing concerns on climate change.

 

The crucial climate-energy nexus is further strengthened by the concurrence of the Lima Conference on climate change while the SET Plan Conference is taking place”. The high-level opening speeches from the European Commission acknowledged that “this event could not fall at more opportune time, where the need to ensure a competitive, secure, affordable and sustainable energy system is without a doubt one of the greatest challenges of the 21st century. Indeed, the construction of a resilient Energy Union with a forward looking climate change policy has been identified as key priority of the current European Commission. European Energy R&I policy has a major role to play”.

 

Launched in 2008 the EU’s SET-Plan is the technology pillar of the EU’s energy and climate policy to support research and innovation on low-carbon technologies by establishing joint partnership among research actors, industry, European Commission and Member States. Its major goal is to contribute to the transition to a low carbon economy by reducing CO2 emissions as well as to increase energy security in a sustainable way while reinforcing competiveness, by using the available resources more effectively and leveraging investments to create growth and new jobs.

 

The SET-Plan is an initiative of the European Commission’s Directorates – General for Energy, Research and Innovation and the Joint Research Centre. For further information on the SET-Plan Conference programme and speakers: www.setplan2014.it

 

Redazione

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Successo al Castello Ducale di Marigliano per “Alla Corte del Gusto”

 

Si è conclusa con una straordinaria partecipazione di pubblico la prima edizione della kermesse eno-gastronomica organizzata dalle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli.

 

 Due giorni di sapori, eccellenze e solidarietà che hanno animato, in concomitanza con il week-end dell’Immacolata, il Castello-Palazzo Ducale di Marigliano. L’evento, organizzato dalle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli, in collaborazione con l’Associazione Culturale Terre di Campania e con il patrocinio del Comune di Marigliano e il sostegno di aziende, imprenditori locali e volontari, nasce per celebrare la Festa dell’Immacolata, Festa dell’Accoglienza per eccellenza, che per l’occasione ha visto il Castello-Palazzo Ducale di Marigliano diventare un punto di incontro e di attrazione per l’intera comunità e per i tanti visitatori giunti presso lo storico edificio.

La corte del castello ha ospitato stand di aziende campane operanti nei diversi settori dell’agro-alimentare, dal vino al cioccolato, dove è stato possibile degustare e acquistare i prodotti in esposizione.

Stand di artigianato e speciali postazioni dedicate alla vendita delle “Conserve delle sorelle”, realizzate con gli agrumi coltivati nel giardino del castello, hanno completato il percorso. Tanti i momenti dedicati al gusto che hanno visto l’entusiastica partecipazione del pubblico, come l’assaggio di pasta al sugo offerto dal pastificio “Le Gemme del Vesuvio”, che ha avuto come protagonista uno dei prodotti di eccellenza del nostro territorio.

Tutto esaurito per la cena-racconto di beneficenza, realizzata grazie alla direzione dello chef Nicola De Filippo e con la preziosa collaborazione agli allievi dell’Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri e Ristorazione IPSAR “Carmine Russo” di Cicciano. Il menù proposto ha visto la preparazione di antipasti di salumi e formaggi, paccheri con pomodorini del Piennolo, arista di maiale al Greco di Tufo con tortino di spinaci e duchessa di patate, treccione di bufala, cioccolatini e croccantini. Il tutto accompagnato dall’ottimo vino Aglianico di Montemarano. La cena è stata preceduta da un laboratorio di degustazione dedicato proprio al vino Aglianico della Cantina Salvatore Molettieri, condotto dal Medico Gastroenterologo Francesco Silvestrino. Grande partecipazione di pubblico anche la mattina successiva per il laboratorio “Cioccoliamoci”, a cura della Dolciaria Ilaria, e dedicato alla scoperta del cioccolato e del croccantino di San Marco dei Cavoti. A chiusura del laboratorio è stato realizzato un megacroccantino lungo sei metri offerto a tutti i presenti.

La due giorni si è conclusa con lo spettacolare Concerto-Recital per pianoforte e canto dedicato “Donna Madonna”. Il concerto ha visto la partecipazione del Maestro Aleksander Gashi, del Maestro Giovanna Vincentini, del Mezzosoprano Diletta Venuso, del Baritono Tommaso Monaco e del Tenore Cristian Moschettino, che si sono esibiti in un ricco repertorio di musiche e arie da camera e di pezzi storici della tradizione classica napoletana. Speciali visite guidate alla corte e ai giardini del castello e l’esposizione della mostra fotografica “Ti mangio con gli occhi” a cura di Giuseppe Ottaiano hanno completato l’esperienza. Il Castello-Palazzo Ducale di Marigliano ha salutato così la prima edizione di “alla Corte del Gusto”, un evento che, visto i lusinghieri risultati raggiunti, si auspica possa proseguire il suo cammino grazie alla collaborazione di tutti gli uomini e donne di buona volontà che hanno mostrato di saper apprezzare ciò che di buono e bello la nostra terra ha ancora da offrire.

 

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Le Cose buone di Nannina: l'osteria-salumeria di Pietro Parisi

 

Le cose buone di Nannina è una salumeria osteria. Un luogo che riallaccia i fili della memoria, che raccoglie e offre i buoni sapori di una volta e lo fa ad un prezzo equo.

 

Nasce dalla volontà di Pietro Parisi, lo chef contadino di Palma Campania, che ritorna nel paese della sua infanzia, San Gennaro Vesuviano, dove sua nonna Nannina gli preparava merende genuine. A rendere unica questa bottega di sapori è la selezione dei prodotti proposti: per l’80% provengono dal territorio e sono stati trasformati da piccoli artigiani, lontani dalle logiche industriali, recuperando ricette e tecniche tradizionali come le “buatte di Pummarola” fatte a mano, il ragù pippiato con vitella beneventana, i fagioli cotti al fiasco.

Ci saranno altresì i prodotti provenienti da importanti progetti sociali: dalla Comunità di San Patrignano, dal progetto LiberaTerracontro le mafie. Anche il caffè proposto in tazza proviene da un progetto sociale importante: è il Caffè Lazzarelle fatto dalla cooperativa delle detenute della Casa circondariale femminile di Pozzuoli (Napoli).

La dispensa de Le Cose buone di Nannina avrà conserve e marmellate, mostarde e sott’oli, legumi secchi, i famosi boccaccielli di Pietro Parisi, Latte Nobile con i suoi derivati e tanti prodotti Presidio Slow Food. La pasta è da grani rigorosamente italiani: quella di Gragnano Igp attraverso le selezioni di Pastificio dei Campi, e quella a chilometro zero di Senatore Cappelli il cui grano viene coltivato dal Consorzio FAI – Formicoso Alta Irpinia ai confini con la Puglia in maniera naturale, senza contaminazioni nè sofisticazioni.

 

Una dedizione particolare è dedicata all’offerta pane con pane cafone cotto a fascina, fatto con farine di qualità ed anche integrali. L’idea è quella di offrire merende semplici e sane, di grandissimo sapore con il prosciutto cotto artigianale, la bresaola di bufala, ma anche il più semplice “pane e pomodoro”. Anche i dolci saranno preparati con ingredienti locali e secondo ricette tradizionali: cornetti con marmellata di gelsi o albicocche varietà pellecchielle del Vesuvio o millefoglie con ciliegie di Bracigliano Alla salumeria si affianca la cucina con la proposta di cibi cotti da consumare sul posto o da asporto: all’ora del pranzo il menu è casalingo e segue le stagioni con grandi classici napoletani come il gattò di patate, il sartù di riso, gli gnocchi, le polpette al sugo, la parmigiana di melanzane o i friarielli saltati in padella con le salsicce. Alla sera il menu offre qualcosa in più, qualche piatto direttamente curato dallo chef Pietro Parisi.

Le cose buone di Nannina nasce nei locali di una storica pasticceria rosticceria, in un palazzo dei primi del Novecento, e, nella ristrutturazione, rinnova le atmosfere e i dettagli di un tempo: la soglia di piperno grigio, i pavimenti sono fatti di mattonelle di graniglia recuperate in vecchi edifici, il bancone è in marmo e le boiserie di legno chiaro rivestono le pareti. La cucina e il forno sono a vista. In una saletta ci sono una manciata di tavolini con seggiole di legno e paglia per sedersi senza fretta. Sarà aperta dalle 8 del mattino fino a tarda sera. Tra i fiori all'occhiello di questo nuovo indirizzo la dotazione sui pavimenti originali del XIX secolo di un avanzato sistema di segnali tattilo plantari per non vendenti realizzato dalla Idrodrain SPA.

Il sistema è in grado di offrire ai non vedenti ed ipovedenti sia le informazioni sensoriali trasmesse dal tatto plantare e dal bastone bianco che un supporto vocale in tempo reale nel punto di contatto espresso in voce umana sintetizzata, restituendo al non vedente una descrizione degli ambienti, dei menù di ricette e quanto altro desiderato. , dichiara Pietro Parisi, allievo di Ducasse e Marchesi, che dopo anni trascorsi nelle più importanti cucine d’Europa e negli Emirati Arabi, torna nel suo paese natale, sotto il Vesuvio, per un’esigenza di tornare alle radici e investire sulla propria terra e su un’economia sana che ancora resiste.

 

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Set Wedding Show per fotografi e futuri sposi:

San Bartolomeo Casa in Campagna luogo ideale per un romantico matrimonio

#SaveTheDate

 

 

Domenica 30 Novembre in Tenuta San Bartolomeo, immersa nell’incantevole vallata di Cesarano in provincia di Caserta, avranno luogo due Set Wedding Show. L’atmosfera elegante della location e i colori autunnali della natura circostante saranno fonte d’ispirazione per fotografi e futuri sposi che desiderano approfondire le proprie conoscenze su problematiche e soluzioni della fotografia di matrimonio. Daniele Mari, professionista Nikon, insegnerà ai partecipanti tutti i trucchi del mestiere: backstage, allestimento del set fotografico e postproduzione.

Dalle 15.30 alle 18.30 i fotografi parteciperanno ad un vero proprio shooting fotografico con modella in abito da sposa. Durante la lezione teorica i partecipanti impareranno le tecniche di scatto necessarie per realizzare un reportage fotografico professionale: preparazione, luci, allestimento del set fotografico, messa in posa e capacità di improvvisazione.

Anche i futuri sposi avranno l’occasione di assistere al servizio fotografico e chiedere ad esperti del settore consigli sulle migliori soluzioni fotografiche da adottare per essere se stessi davanti all’obbiettivo. Infine l’hair- stylist Sandro Crisci e il make-up artist Emilio Make Up Artist mostreranno alle spose i look più eleganti e alla moda per sentirsi belle durante il giorno più importante della loro vita.

 

Wedding Workshop – riservato ai fotografi

- Formula Workshop 30,00 euro (solo pomeriggio)

- Formula Workshop + Pranzo 50,00 euro (tutto il giorno)

 

Set Wedding Show – riservato agli sposi

- Formula Aperitivo Gratuito (mattina o pomeriggio)

- formula Pranzo 30,00 euro (tutto il giorno)

 

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Domenica 19 ottobre 2014, dalle 10 alle 17 presso Via dei Fori Imperiali, una grande manifestazione interattiva di sport, gioco e cultura organizzata con il Patrocinio della REGIONE LAZIO e del COMUNE DI ROMA  

Dopo il successo delle precedenti edizioni, domenica 19 ottobre 2014 si è svolta la XI edizione de  “La Memoria dei Giochi di Strada”,un evento che si ripropone di riportare nel cuore di Roma gli sport, i giochi e le tradizioni di una volta. L’ambientazione mozzafiato di Viale dei Fori Imperiali ha riportato la mente ai “Ludi” dell’antichità, ai quali sono certamente più vicini i giochi tradizionali  che quelli contemporanei, con la rievocazione di un passato in cui il mondo era più semplice e si dava maggior importanza ai rapporti interpersonali. I ragazzi di oggi, spesso “isolati” in una realtà virtuale, sono esposti a insidie subdole e non sempre riconoscibili: per questo motivo l’ASD Torre Angela, organizzatrice dell’evento in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sportive di Roma Capitale, Coni Lazio, Figest Lazio e Regione Lazio, ha proposto il  rilancio dei Giochi di Strada come un ottimo strumento per formare i giovani e far sì che i futuri cittadini acquisiscano una maggiore consapevolezza di sé.  

Mantenere in vita tradizioni splendide come i Giochi di Strada è un modo, infatti, per diffondere e difendere la nostra cultura, apprezzando e celebrando le nostre origini e trasportando tanti giovani e giovanissimi in un’epoca in cui i valori erano ben radicati e sentiti da tutti.  

Questi giochi, apparentemente semplici, sono in realtà un concentrato di ingegno, di creatività, di passione e sano divertimento, oltre che un’occasione di convivialità. "È giusto non disperdere certi valori ed è necessario riproporre tante attività, spesso dimenticate, al grande pubblico - ha afferma Dora Cirulli, presidente dell’ASD Torre Angela - Giochi di Strada - portando a conoscenza dei più giovani, soprattutto di quelli nati e cresciuti nelle città, l’esistenza di attività ludico-sportive che in passato costituivano, oltre che un momento di svago, un motivo di aggregazione sociale e che vedevano la partecipazione di più comunità, intese come differenti paesi o anche come differenti rioni del medesimo paese, come accadeva anche nella città di Roma".  

Il programma dell’evento ha dato la possibilità per tutti i visitatori di cimentarsi interattivamente nei seguenti giochi: tiro alla fune, corsa dei carrettini, lancio della ruzzola, lancio della forma di formaggio, calcio balilla,birilli, freccette,campana da tavolo, ciclotappo, bocce (nell’area curata dal dopolavoro Atac di Roma) corsa dei sacchi, scacchi con scacchiera umana, braccio di ferro, tamburello, salto della corda, palo della cuccagna, pignatta, scherma antica, Nizza o lippa, giochi di ruolo, trottola, cerchio, indoboard, tennistranier, rollerblade, pattini acrobatico, monopattino e tamburello, biliardo, caccia tesoro,scacchi, giochi di ruolo, trottola, cerchio, corsa dei tappi, morra, mazzafionda, dama, caccia al tesoro, bocce, piastrelle, trampoli, oltre a giochi regionali che sono stati  portati in piazza,  con l’ obiettivo di mostrare al pubblico tutti i risvolti tecnici e le bellezze della specialità, grazie anche all’aiuto degli specialisti e degli atleti che praticano tali discipline ancora oggi.   

Le precedente edizione ha visto la partecipazione di oltre 20.000 persone tra sportivi, pubblico intervento, scuole e Federazioni aderenti e quest’anno la manifestazione è stata  ancora più ricca di appuntamenti,con il coinvolgimento di atleti di discipline sportive e giochi storici praticate con grande seguito in ogni parte d’Italia.  

 

Fra le novità più importanti dell’edizione 2014 vi è un’area interamente dedicata ai tradizionali giochi valdostani quali lo tsan, il fiolet, la rebatta e il palet, che sono stati tramandati nel tempo con pochissime modifiche e praticati da molti appassionati, con gli strumenti di gioco (vista la chiara origine montanara) quasi tutti costruiti in legno.  Presente anche il Friuli Venezia Giulia con le sue tradizioni a cura dell’ass. culturale La Pira guidata dal suo presidente Angelo Sandri.  

Sono state  allestite diverse aree tematiche, nelle quali si è potuto-tra le altre cose- visitare uno Stand con rappresentazione degli antichi mestieri di strada, un mercatino di giocattoli (con relativa area giochi) costruiti da ragazzi dell’I.C. Via Poseidone e una ricostruzione di momenti ludici vissuti in strada lo scorso secolo mediante manichini e oggetti originali d’epoca a cura dell’Associazione Culturale “Casa delle Scatole”. Il ricavato della mostra di giocattoli è stato destinato ai bambini  più sfortunati che non possono giocare in piazza perché ricoverati in ospedale in lunga degenza.  

Si è potuto assistere a un concerto di musica popolare con i Cerchi Magici e Luca Lattanzio e a una performance dell’attore trilussiano Renato Merlino e ammirare “Le arti visive”, mostra itinerante di grafica, pitture e incisioni ispirate ai giochi popolari e tradizionali, a cura di Giovanni De Luca. Per rendere ancora più magica l’atmosfera dei Fori Imperiali era presente una delegazione spagnola che ha rappresentato alcuni dei giochi nati nella penisola iberica , tra i quali i birilli spagnoli, giocati nelle strade dai bambini di Barcellona e Madrid.  

Infine,nell’ambito di realizzazione del progetto con tutti i Comuni d’Italia “PAESE CHE VAI GIOCHI CHE TROVI”, sono stati invitati gli anziani ad inviare un gioco che facevano da bambini con foto e regole, mestieri, proverbi, filastrocche e antiche ricette all’Associazione Sportiva Dilettantistica ASD TORRE ANGELA – GIOCHI DI STRADA all’indirizzo mail giochidistrada@gmail.com . Per maggiori informazioni visitate il sito www.giochidistrada.it e la pagina Facebook ASD Torre Angela

  

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A Bagnoli Irpino si chiude il Gran Tour del Terminio-Cervialto tra secoli di storia, tradizioni ed enogastronomia 

 

 

“Sfida di soddisfazione al Tartufo Nero al cospetto del Vescovo Ambrogio Salvio” è il titolo dell’ultima tappa dell’evento itinerante “Un Gran Tour in Irpinia lungo sei secoli tra storia, tradizioni ed enogastronomia” che si chiuderà sabato 18.

Giunge alla sua ultima tappa l’evento itinerante “Un Gran Tour in Irpinia lungo sei secoli tra storia, tradizioni ed enogastronomia”, finanziato nell'ambito del PSR Campania 2007/2013 - Interventi cofinanziati dal FEASR, Piano di Sviluppo Locale del GAL IRPINIA - MISURA 313 "Incentivazione di attività turistiche", che chiuderà il suo lungo percorso presso il comune di Bagnoli Irpino, sabato 18 ottobre. A partire dalle 19,30. L’evento conclusivo, dal titolo “Sfida di soddisfazione al Tartufo Nero al cospetto del Vescovo Ambrogio Salvio”, avrà per protagonista, questa volta, la figura del Vescovo Ambrogio Salvio, nato proprio a Bagnoli Irpino nel 1491 e grande figura del panorama religioso e teologico del 1500. A tale personaggio protagonista del passato di uno dei luoghi del Gran Tour in Irpinia, secondo la formula del progetto, sarà abbinato uno dei prodotti irpini più pregiati e apprezzati in Italia e nel mondo: il prezioso Tartufo Nero, che alberga proprio nei boschi di Bagnoli e in quelli dei comuni limitrofi. La rievocazione storica, anche questa volta organizzata nella forma di una cena-spettacolo in abiti d’epoca, sarà incentrata sulla riproposizione di un immaginario duello tra due cuochi dell’epoca, che per compiacere il vescovo giunto in visita alla sua Bagnoli, si sfideranno a colpi di prelibate pietanze a base di tartufo. Ancora una volta, dunque, dopo i cinque eventi tenutisi nei comuni di Cassano Irpino (comune capofila), Bagnoli Irpino, Calabritto, Salza Irpina, San Mango sul Calore e Montemarano, il Gran Tour in Irpinia accenderà i riflettori sulle storie e sulle eccellenze eno-gastronomiche dei borghi del Terminio-Cervialto, in un connubio di sapori e saperi che regaleranno un’esperienza nuova e coinvolgente. Nell’ottica di ampliare l’opera di valorizzazione del territorio, la sesta ed ultima tappa del Gran Tour in Irpinia si terrà in contemporanea all’Anteprima della Mostra Mercato del Tartufo Nero di Bagnoli che comincerà con il Workshop “Raccolta, vendita e commercializzazione dei Funghi e dei Tartufi”, organizzato dall’Asl Avellino ispettorato micologico in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato Comando Provinciale Avellino, con il patrocinio del Comune di Bagnoli Irpino. A partire dalle 18,30 ci sarà degli stand enogastronomici “Colline e Monti  d’Irpinia” e del “Circuito  degustazioni  Anteprima”. L’evento proseguirà anche il giorno successivo, domenica 19, sempre con degustazioni e stand gastronomici. Ad arricchire la giornata vi sarà la Gara-Dimostrazione “Lancio o Ruzzola del Formaggio”, antica tradiione bagnolese del sec. XVI. L’anteprima della Mostra Mercato del Tartufo Nero di Bagnoli è organizzata dal Consorzio Turistico Bagnoli Laceno, in collaborazione con la Pro-Loco Bagnoli Laceno e l’Amministrazione Comunale. A concludere l’esperienza della sesta tappa del Gran Tour in Irpinia vi sarà, inoltre, l’esposizione fotografica "Irpinia terra di: castelli, fede, gusto e sorgenti", dedicata alla valorizzazione dei diversi aspetti del territorio irpino nella sua globalità e la possibilità di partecipare a speciali visite guidate gratuite alle principali evidenze storico-artistiche di Bagnoli Irpino.

 

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CONFERENZA STAMPA...in convivium

di presentazione "MISS CHEF® 2014 in USA" a New York-dal 9 al 15 ottobre 2014

lunedì, 6 ottobre 2014-ore 18,30

BLACK PEPPER-Ristorante

(www.blackpepperbbq.it)

Via Vincenzo Verrastro, n.5G

POTENZA


 

MISS CHEF® (www.misschef.net) è la prima competizione tra alcune delle migliori Chef Donne italiane con la proposizione, tutta in rosa, dei più rinomati menù della tradizione culinaria nostrana, tra ieri ed oggi, valorizzando il "Made in Italy" delle eccellenze eno-gastronomiche, note ed apprezzate in tutto il mondo. Il Premio è stato ideato da MARIANGELA PETRUZZELLI, giornalista e autrice tv anche per la Rai, di origine lucana, presidente e direttrice artistica del format. La prima edizione e la seconda edizione del Premio si sono svolte ad Ischia nel 2012 e nel 2013.

Nel 2014 MISS CHEF® cresce per diventare, da questa estate, un format itinerante in giro nella nostra Bell’Italia per giungere fino a NEW YORK-Usa dal 9 al 15 ottobre prossimi, con l’inaugurazione della sua prima edizione internazionale. Il Premio MISS CHEF®, con la sua formula innovativa e dinamica, vuole contribuire ancor più a sottolineare il valore socio-culturale dell’italianità, vuole raccontare, con efficacia ed estro, i territori della nostra bella Italia con tutte le sue eccellenze eno-gastronomiche, tradizioni e tipicità, partendo dalla bravura e dall’intraprendenza delle Donne Chef italiane, sempre prime donne anche oltre la Cucina ed ancora poco conosciute al grande pubblico.

MISS CHEF® approderà a New York-Usa, nel periodo delle celebrazioni del Columbus Day, per dare vita alla sua prima edizione internazionale in una formula di un festival all’insegna del trionfo dell’Italian Style. MISS CHEF® in USA si svolgerà in sinergia con l’Associazione “Terra Nostra” e con il supporto dell’Associazione “Bernaldesi d’America” e della “Confederazione dei Campani USA”.

Il programma americano della kermesse MISS CHEF® sarà ricco ed intenso basandosi su eventi variegati e prestigiosi tra cui: una gara culinaria tra Chef Donne professioniste italo-americane giudicate da due giurie, una tecnica ed una istituzionale che si volgerà, domenica 12 ottobre, presso il celebre ristorante italiano di Brooklyn “MARCO POLO”;  la MISS CHEF lucana, Maria Antonietta Santoro verrà dall’Italia a NY insieme a tutto lo staff di  MISS CHEF® per cucinare in show-cooking un piatto dedicato al sindaco di NY, BILL DE BLASIO per celebrare la conterraneità lucana in occasione del cocktail party che si svolgerà, lunedì 13 ottobre, presso il Consolato Generale d’Italia a NY, anche alla presenza del nostro Console Natalia Quintavalle; sempre nel giorno 13 ottobre, MISS CHEF®  parteciperà ufficialmente alla Columbus Parade sulla 5th Avenue a New York facendo sfilare sul red carpet alcune MISS CHEF italiane ed alcune MISS CHEF italo-americane con cappello e fasce; vi sarà una postazione MISS CHEF® con tutti i suoi partner per interviste e meeting accanto alla postazione, in Columbus Parade, del celebre quotidiano italo-americano AMERICA OGGI e dell’ICN-Radio NY, media partner international di MISS CHEF®. L’evento  MISS CHEF® a New York sarà protagonista di due puntate speciali, della durata di 40’, del format tv MISS CHEF che andrà in onda da novembre 2014.

 

La conferenza stampa di presentazione MISS CHEF® 2014 in USA si è svolta  lunedì, 6 ottobre 2014, dalle ore 18,30, presso il Ristorante “BLACK PEPPER” (www.blackpepperbbq.it), situato in via Vincenzo Verrastro, n.5G, a POTENZA. 

 

Relatori della conferenza stampa..in convivium sono stati: MARIANGELA PETRUZZELLI- presidente Premio MISS CHEF® che ha introdotto i lavori e moderato gli interventi; MARIA ANTONIETTA SANTORO-chef-executive  ristorante “AL BECCO DELLACIVETTA”-Castelmezzano (Pz) e presidente di giuria tecnica del Premio MISS CHEF® Basilicata 2014; CORRADO GIARDINA-presidente dell’Associazione “TERRA NOSTRA”; GIANNI CAPALBI-segretario generale di “LUCANIA FINE FOOD”. Interverrà: FORTUNATO MASSIMILIANO LA FRANCO-assessore al patrimonio della Provincia di Napoli. Presenti anche i componenti lo staff di MISS CHEF® 2014; i rappresentanti dei partner della kermesse.

Si è tenuto anche un collegamento in diretta con New York-Usa tramite la nota ICN-radio, media partner di MISS CHEF® e con il suo speaker giornalista ANTHONY PASQUALE che intervisterà MARIANGELA PETRUZZELLI-presidente di MISS CHEF®.

 

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BAI blog: un blog per i borghi - on-line dal 1 ottobre

 

 

Lo Staff del Club Amici dei Borghi Autentici, una giovane Associazione di Promozione Sociale, nata agli inizi di quest'anno all'interno della rete Borghi Autentici d'Italia, ha l'intezione di  creare una community attiva, partecipativa, dinamica e aperta di persone a cui sta a cuore il futuro dei borghi autentici italiani, attraverso la condivisione di idee, progetti e iniziative.  Si vuol  dare spazio a tutti gli amici che si riconoscono nelle tematiche che Borghi Autentici promuove e attua quotidianamente sui territori interessati.

Da mercoledì 1 ottobre è on-line BAI blog, la  "piazza", in cui ci si può incontrare, scambiarsi opinioni e riflessioni, oltre a dare consigli di viaggio e itinerari nei tanti bellissimi borghi italiani.

È un blog piccolo per ora, ma vorrebbe crescere sempre di più con il contributo di tutti. Se siete incuriositi dal mondo del Club Amici dei Borghi Autentici o di tutti quei territori che "ce la vogliono fare..."  malgrado la crisi e le difficoltà delle aree interne, basta visitare  BAI blog! 

Per avere notizie basta contatattare questo indirizzo club.amici@borghiautenticiditalia.it

 

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A Zungoli si chiude Trionfo di Sapori Mediterranei

Il progetto "Trionfo di sapori mediterranei delle terre del Cervaro e del Miscano"ha chiuso i battenti sabato scorso con l’ultima tappa di Zungoli, facendo registrare un eccezionale dato relativo all’affluenza lungo i due mesi dell’intera iniziativa.

Si è concluso sabato 20 settembre a Zungoli, con l’ultima tappa dal titolo “La Vergine di Ravece”, organizzata presso il Convento di San Francesco, l’evento itinerante “I mestieri della dieta mediterranea delle valli del Cervaro e del Miscano”. Si chiude così un itinerario del gusto che ha coinvolto, lungo i mesi di agosto e settembre, ben sei comuni dell’area geografica delle valli del Cervaro e del Miscano. Casalbore, Savignano Irpino, Montaguto, Greci, Montecalvo Irpino e, appunto, Zungoli, hanno scelto, infatti, di lavorare in sinergia, ponendo le basi per una programmazione comune tesa alla valorizzazione e promozione dei rispettivi territori. Attraverso il progetto "Trionfo di sapori mediterranei delle terre del Cervaro e del Miscano" - finanziato con fondi a valere sul PSR Campania 2007/2013 - Interventi cofinanziati dal FEASR, Piano di Sviluppo Locale del GAL IRPINIA - MISURA 313 "Incentivazione di attività turistiche" – i sei comuni coinvolti hanno pensato di valorizzare la presenza sui loro territori di particolari condizioni simili a quelle presenti nei luoghi della costa campana simbolo della Dieta Mediterranea, dove si sono sviluppati  gli studi di Ancel Keys. Nelle due valli situate al confine tra le provincie di Avellino, Benevento e Foggia, dove lo stile di vita che caratterizza la Dieta Mediterranea si ritrova interamente, longevità e condizioni di benessere psico-fisico conservate a lungo nel tempo sono la sintesi di un rapporto equilibrato ed armonioso fra uomo e natura, che si è instaurato fin dai tempi antichi e si è conservato nei secoli. In queste valli, che sono state parte fondamentale di quella "terra di mezzo" che è l'intera Irpinia, la vita si svolge ancora con un ritmo piacevolmente lento, che consente di godere di antichi riti, usanze e mestieri legati alla vita agreste, che qui sopravvivono intatti, insieme ad un’idea di cibo inteso come momento sociale, sia in famiglia che con la più larga comunità paesana. Pasta lavorata ancora a mano, con una gestualità che diventa sapere e abilità, pane di grano duro, cereali di qualità, salumi retaggio dell’antica arte norcina, ortaggi coltivati negli orti familiari o di piccole aziende agricole radicate sul territorio, latte ovino di razza che origina formaggi di pregio: questi sono stati i prodotti agro-alimentari che hanno caratterizzato l’esperienza del progetto “Trionfo di Sapori Mediterranei”. Una lunga cavalcata articolata in sei eventi che ha proposto ai numerosi visitatori che di volta in volta hanno partecipato ai “Laboratori dei sapori mediterranei”, il gusto autentico dell’Irpinia. Il caratteristico borgo di Zungoli, nella valle del Cervaro, ha concluso nel migliore dei modi il ciclo di happening gustativi, dedicando l’ultima tappa ad un prezioso prodotto di eccellenza enogastronomica, orgoglio dell’intero territorio campano: l’Olio Extravergine di Oliva Ravece, che si può fregiare della denominazione di origine protetta “Irpinia – Valle dell’Ufita”. Il laboratorio, sviluppatosi nella splendida cornice del chiostro del Convento di S. Francesco, ha visto i partecipanti godere della lezione di Ivan Rizzitelli, esperto assaggiatore che ha illustrato le tecniche per riconoscere un olio di qualità e le caratteristiche dell’olio di Ravece. A completare l’esperienza ha contribuito, come negli eventi precedenti, gli stand degli antichi mestieri con degustazioni e dimostrazioni di lavorazione di prodotti tipici; visite guidate al borgo; la mostra fotografica “Irpinia, terra di…” ed infine i succulenti piatti proposti nell’ambito delle contemporanee “Manifestazioni per il centro storico”. Straordinaria la partecipazione di pubblico, che è andata crescendo con il proseguire degli eventi, sintomo del grande apprezzamento della formula prevista dal progetto, che, come affermato dai sindaci dei comuni partecipanti, si auspica possa proseguire il suo cammino ed allargarsi anche ad altre aree territoriali.

 Scopri il progetto sul sito: www.trionfodisapori.it

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Progetto per un turismo sostenibile nell’arcipelago delle isole Egadi: l’ENEA presenta i risultati a Favignana

 

Presentati il 12 settembre a Favignana (Tp) i risultati delle attività del Progetto per un Turismo sostenibile nell’arcipelago delle isole Egadi, realizzato dall’ENEA nell’ambito del più ampio progetto “Eco-innovazione Sicilia” per incentivare il turismo sostenibile. L’esigenza nasce dalla grande affluenza estiva di turisti su un’isola che arriva ad ospitare fino a 60.000 persone al giorno a fronte degli abituali 4.500 residenti, con ricadute negative per l’ambiente.

 

Il progetto prevede la realizzazione di interventi sulla gestione sostenibile delle risorse idriche, del ciclo dei rifiuti e delle risorse naturali anche attraverso studi sulla qualità dell’ambiente marino e costiero. A Favignana sono stati già installati: un impianto pilota di compostaggio per il trattamento dei rifiuti organici urbani e una casetta per la distribuzione dell’acqua ai cittadini con l’obiettivo di ridurre le bottigliette di plastica, che costituiscono un rifiuto considerevole per l’isola.

 

In collaborazione con l’Area Marina Protetta è inoltre stato avviato un percorso di certificazione ambientale finalizzato alla salvaguardia del territorio e alla creazione di marchi locali di qualità ambientale per le principali attività turistiche del luogo: ricettività, ristorazione, visite guidate, centri di immersione, trasporto passeggeri, pesca, noleggio e locazione di unità navali, noleggio di auto, moto e bici e servizi di ormeggio.

 

Queste attività si inseriscono tra le iniziative avviate dall’ENEA nel Mezzogiorno e sono finanziate dalla Legge finanziaria 2010, con modifiche inserite nella Legge di stabilità 2011, che mira a incentivare interventi coordinati in materia di tutela ambientale e di sviluppo di metodologie e tecnologie innovative, al fine di promuovere lo sviluppo del tessuto produttivo del Meridione.

 

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Bike Festival a Napoli dal 12 al 14 settembre

Si terrà dal 12 al 14 settembre nel parco urbano della Mostra d’Oltremare, la terza edizione del Napoli Bike Festival. La tre giorni dedicata al mondo della bici, vedrà il susseguirsi di molteplici eventi: competizioni sportive, bike tour dalla zona flegrea sino al Vesuvio, laboratori dall'arte della manutenzione della bicicletta, corsi di smontaggio bici, dimostrazione di bike jump, trial & pump track, dibattiti e concerti. Un'area dedicata esclusivamente ai bambini con Storie a Due Ruote, laboratori di lettura per bambini, corsi per imparare ad andare in bici, il teatro a pedali, la ludoteca itinerante, la Bikaccia (caccia al tesoro in bici).

Il festival, promosso dall'Associazione Napoli Pedala, patrocinato dal Comune di Napoli è coprodotto con la Mostra d'Oltremare ed è parte del circuito VeloLove.

Fonte: Napolibikefestival

 

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Social trekking da Tuscolo alla Collina degli Asinelli

Sabato 20 settembre 2014 a Monte Compatri (RM)

Camminare per assaporare il viaggio e scoprire nuove destinazioni, per tenersi in forma, per raggiungere una meta, ma anche, e ora più che mai, per incontrare nuove persone, fare amicizia, sposare una causa. È il fenomeno del social trekking, la nuova tendenza del turismo attivo in Italia e nel mondo, che si da appuntamento sabato 20 settembre a Monte Compatri, alla Collina degli Asinelli. Una passeggiata nella natura aperta a tutti, per sperimentare questo nuovo modo di stare insieme.

L’appuntamento in dettaglio:
• Appuntamento ore 9,30 
• Durata 3,30 ore
• Difficoltà media 
• Accessibilità no
• Quota di partecipazione € 5,00 (+ € 12,00 pranzo convenzionato facoltativo)
• Area picnic per cucinare cibi propri o acquistarli in loco
• Info e prenotazioni ATS Tusculum - Tel. 338 9550895

 

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Cassano Irpino si prepara per “Ritorno al Medioevo”

Al via la X edizione dell’evento dedicato al Medioevo nel Comune di Cassano Irpino (AV)

Fra bellezze naturalistiche e spettacoli di grande suggestione si prepara un evento da non perdere a Cassano Irpino (AV), dove nei giorni 5 e 6 settembre, per le caratteristiche vie del borgo antico, si svolgerà la X edizione di "Ritorno al Medioevo". La manifestazione, organizzata dalla Pro Loco Forum Felix, si inserisce nell'ambito dei grandi eventi estivi dell'area Terminio-Cervialto, in Irpinia. Per due serate, a partire dalle 18,00, lo splendido centro sito in provincia di Avellino, conosciuto anche come “il borgo delle sorgenti” per la grande presenza di acque presenti sul suo territorio, rivivrà i fasti del Medioevo, periodo storico che in queste terre ha visto la presenza della famiglia Cavaniglia e di altri nobili feudatari che hanno fatto la storia dei luoghi. L’evento sarà animato da numerosi gruppi esperti in rievocazioni storiche che offriranno ai visitatori alcuni spaccati della vita dell’epoca, riponendo i temi più affascinanti del mondo medievale. Sarà possibile assistere e partecipare a duelli e dimostrazioni di scrima, nonché di tiro con l’arco storico, passeggiare tra i banchi degli antichi mestieri dove si potrà conoscere il proprio futuro attraverso le rune e vedere all’opera scrivani e cartai ed, infine, visitare il museo delle torture con ricostruzioni fedeli degli strumenti utilizzati al tempo. Musici itineranti e spettacoli circensi a tema animeranno le strade del borgo dove, sabato 6 settembre, in contemporanea alla terza tappa dell’evento itinerante “Un Gran Tour in Irpinia lungo sei secoli, tra storia, tradizioni ed enogastronomia” si esibiranno anche gli sbandieratori di Cava de’ Tirreni che apriranno un imponente corteo storico nel quale sarà celebrato l’incontro Conte Garzia I Cavaniglia e il re Alfonso I d'Aragona detto Alfonso il Magnanimo. Fu proprio quest’ultimo a vendere al capostipite della famiglia Cavaniglia in Italia i feudi di Bagnoli Irpino, Cassano Irpino e Montella. Non mancheranno appuntamenti con il gusto tipico, con stand gastronomici dove sarà possibile assaporare piatti e prodotti tipici di ogni genere in un incontro tra storia e sapori che saprà conquistare ogni palato. A conclusione della kermesse spettacolari fuochi pirotecnici illumineranno la notte cassanese, simulando l’incendio del castello baronale. Un evento da non perdere per riscoprire la storia dei luoghi più belli della regione Campania. La manifestazione è patrocinata dall’amministrazione comunale di Cassano Irpino.

 

 

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Trionfo di sapori mediterranei: appuntamento a settembre

Dopo “Pummarolini in pane” a Montecalvo Irpino, il progetto “Trionfo di sapori mediterranei delle terre del Cervaro e del Miscano” dà appuntamento al 20 settembre con l’evento finale a Zungoli.

Il Pane di Montecalvo, prodotto tipico della Regione Campania, è stato il protagonista della quinta tappa dell’evento itinerante “I mestieri della dieta mediterranea delle valli del Cervaro e del Miscano”, svoltasi a Montecalvo Irpino mertedì 26 agosto, nella suggestiva location del Castello Ducale Pignatelli. La kermesse gastronomica, dal titolo “Pummarolini in pane”, rappresenta l’ultimo degli eventi organizzati ad agosto nell’ambito del progetto “Trionfo di sapori mediterranei delle terre del Cervaro e del Miscano”. Tali eventi riprenderanno il 20 settembre a Zungoli, con l’iniziativa “La Vergine di Ravece”, dedicata, come suggerisce il nome, al rinomato Olio Extravergine di Oliva Ravece DOP. La tappa di Montecalvo Irpino è stataincentrata, invece, sulla valorizzazione del prodotto tipico per eccellenza del territorio: le caratteristiche "ruote" di pane, realizzate con la varietà di grano saragolla, cui si accompagnano i saporiti pomodorini di collina coltivati nel territorio circostante. Il “Laboratorio dei sapori mediterranei” per adulti e bambini, esperienza didattica dedicata alla degustazione e alla conoscenza dei prodotti tipici protagonisti del progetto, ha visto una grandissima partecipazione di pubblico, proveniente soprattutto da fuori provincia e giunto a Montecalvo Irpino per apprezzare le delizie locali. I più piccoli si sono cimentanti anche nell’impastare le forme di pane, divenendo per l‘occasione dei veri e propri fornai. Gli adulti, guidati da Carlo Stasi, esperto di eno-gastronomia, hanno vissuto il racconto delle peculiarità del pane montecalvese, degustato in tutto le sue varie forme, dal semplice abbinamento con l’olio, alla bruschetta fino alla pizza con i pomodorini. Pieno successo anche per gli stand espositivi degli antichi mestieri dove, grazie alla partecipazione di aziende e artigiani del gusto locali, hanno ripreso vita gli antichi mestieri contadini, tra dimostrazioni di lavorazione del tipico pane e degustazione di olio, salumi e formaggi. Il tutto accompagnato da musiche e danze folkloristiche. A concludere l’esperienza, visite guidate al Castello e alle altre, numerosissime, evidenze storico-artistiche del borgo irpino, oltre all’esposizione fotografica “Irpinia, terra di castelli, fede, gusto e sorgenti”.L’evento, finanziato con fondi a valere sul PSR Campania 2007/2013 - Interventi cofinanziati dal FEASR, Piano di Sviluppo Locale del GAL IRPINIA - MISURA 313 "Incentivazione di attività turistiche", tornerà ad animare con le sue incursioni gastronomiche la Valle del Cervaro a Zungoli, il prossimo 20 settembre, dove si terrà la kermesse dal titolo “La Vergine di Ravece” imperdibile appuntamento dedicato all’Olio Extravergine di Oliva Ravece DOP, cultivar tutta locale. Si concluderà così un lungo percorso volto alla promozione e valorizzazione dei comuni di Savignano Irpino (comune Capofila), Casalbore, Greci, Montaguto, Montecalvo Irpino e Zungoli, attraverso le eccellenze gastronomiche e culinarie presenti nei loro territori e naturalmente legate allo stile di vita e ai valori propri della Dieta Mediterranea. Scopo del progetto è, infatti, porre l’accento su produzioni locali che rientrano a buon diritto nell’olimpo delle bontà enogastronomiche del Sud Italia, le quali hanno spinto a ragione l’UNESCO a riconoscere la Dieta Mediterranea patrimonio dell’umanità. Appuntamento dunque a Zungoli con l’evento conclusivo del progetto.

Tutte le info su: www.trionfodisapori.it

 

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Malazè celebra i venti anni delle Doc Falanghina e Piedirosso 
Per ricordare l’evento: iniziative dedicati al vino a Pozzuoli, Napoli, Bacoli
Cene in Vigna, Vigna Jazz, Wine Design, convegni e... una partita di calcio 

Malazè, l’evento archeoenogastronomico dei Campi Flegrei che si terrà a settembre dal 6 al 16 settembre, celebra i venti anni di doc di Falanghina e Piedirosso, i vini locali che stanno riscuotendo sempre più successo nei mercati nazionali e internazionali. 

Per la IX edizione di Malazè ecco alcune iniziative in cantiere. 

Si inizia con “Aspettando Malazè” mercoledì 3 settembre (ore 18) a Villa di Livia, via Campi Flegrei 19 a Pozzuoli. In programma il convegno “L’impronta geologica del Piedirosso nei Campi Flegrei: per un’enologia consapevole” a cura dell’Associazione Italiana Sommelier delegazione di Napoli. Dalla collaborazione di tre università campane (Sannio, Federico II e Seconda Università) e la Boku University di Vienna sarà presentato uno studio per individuare l’impronta geologica e pedologica del Piedirosso campano sviluppato nel territorio vulcanico dei Campi Flegrei. Intervengono: Mariano Mercurio (Università degli Studi del Sannio), Tommaso Luongo (delegato di Napoli dell’A.i.s.), Rosario Mattera (organizzatore Malazè), Vincenzo Mercurio (enologo), Mauro Erro (Campania Stories e redattore Enogea). Info: 335.6790897 - info@aisnapoli.it

Sabato 6 settembre (ore 9,00) “Archevinum” allo Stadio Antonino Pio, via Campi Flegrei a Pozzuoli, aperto gratuitamente per l’occasione. Organizzano: Art Garage, Flegreando, Quo Vadis e Gruppo La Sibilla. Un percorso all’insegna del mito, dell’arte e del gusto: visite guidate e danza. Il sito archeologico viene ricordato per i giochi di Eusebeia che prevedeva due sezioni: una dedicata all’agone ginnico, l’altra destinata all’agone musicale con gare di strumentali e di poesia. Al termine delle visite degustazione di Falanghina e Piedirosso doc. Info: 349.6537921-339.7220812 -info@flegreando.org

Sabato 6 settembre (ore 9,00) VII edizione del Ciclo Wine Tour con l’associazione Le Ali di Dedalo e Le Strade del Vino dei Campi Flegrei. Si parte dal Vulcano Solfatara per un percorso con soste nei luoghi di interesse storico archeologico, naturalistico e paesaggistico e soste di degustazione nelle cantine. La passeggiata è rivolta esclusivamente ad adulti. Info 334.9072795 – 320.8792054 – 347.6900607

Martedì 9 settembre (ore 18) al Complesso Turistico Averno (via Monte Nuovo Licola Patria, 85 Pozzuoli) Real Piedirosso sfida Atletico Fiano versus A.i.s. delegazione di Napoli. Una squadra flegrea e una squadra irpina composte da sommelier e produttori si sfidano a calcetto per un “derby ad alto rischio alcolico”. A seguire il “terzo tempo” con i prodotti flegrei e irpini a celebrare il gemellaggio. Info: 335.6790897 - tommasoluongo@yahoo.it

Mercoledì 10 settembre (ore 17,30) a Pozzuoli nella cripta dell'antica chiesa di San Giuseppe di viale Capomazza c'è "Piedirosso: Piccoli Grandi Tre per Due" a cura di A.i.s. di Napoli, Slow Wine, Nemea, Abraxas Osteria. Tre piedirosso dei Campi Flegrei: Contrada Salandra, La Sibilla e Agnanum, incontrano due piedirosso campani: Vigne Sannite, Libero Rillo - Ficonera e Apicella accompagnati dai loro produttori in una degustazione guidata da Tommaso Luongo (delegato Ais Napoli) e Luciano Pignataro (giornalista del Mattino, coordinatore Slow Wine Campania). Visita alla cripta a cura dell'associazione Nemea. A seguire, dopo il laboratorio, degustazione dei vini e finger flegrei preparati da Abraxas Osteria. I ticket saranno donati per il mantenimento della cripta. Info: 335.6790897 - 081.8688778 - info@aisnapoli.it

Sabato 13 e domenica 14 settembre si terrà il Campi Flegrei Doc Festival organizzato da Slow Tour Campi Flegrei, una festa popolare per i 20 anni di doc. Il 13 (ore 10,30) al Parco Archeologico di Cuma e alle 17,30 a Piscina Mirabile. Il 14 (ore 10,00) al Museo Archeologico di Baia. Info: 388.4841083 -slowtourcampiflegrei@hotmail.it

Tutti i giorni nel centro storico di Pozzuoli (dalle ore 9,30) c’è Wine in Design a cura del gruppo Kymè. Un' esposizione di design dedicata all'enogastronomia di artigiani locali. Durante l'esposizione saranno organizzate degustazioni. L'iniziativa si terrà in Via Augusto 29, Pozzuoli, dalle 9.30 alle 13.30, dalle 16.30 alle 20.30. Info: 340.3927345 - 349.1367664 - info@kymecampiflegrei.it
Per tutta la durata di Malazè previste Cene in Vigna, Vigna Jazz, visite guidate, degustazioni dedicate al vino e alla gastronomia locale. 

Le cantine coinvolte per la IX edizione di Malazè. Napoli: Cantine Astroni, Agnanum, Colle Spadaro e Varriale. Pozzuoli: Matilde Zasso, Le Vigne di Cigliano, Villa Teresa, Cantina Iovino, Babbo, Contrada Salandra, Cantina dell'Averno. Bacoli: Farro, Piscina Mirabile, La Sibilla. Quarto: Grotta del Sole, Quarto Miglio, Quartum. Marano: Cantine Federiciane. Monte di Procida: Cantine del Mare.

 

 

 

Redazione

 

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SAPORI DI MEZZOGIORNO: sabato il nuovo appuntamento 

 

Viaggio nell’enogastronomia della Campania

In diretta sui 95.20 di RADIO CLUB 91 e in streaming su www.club91.it

 

SAPORI DEL MEZZOGIORNO è il format sull’enogastronomia della Campania ideato da Roberto Esse con le “considerazioni intelligenti” del professore Vincenzo Peretti della Federico II. In onda il sabato e la domenica alle ore 12 su Radio Club 91. Prendersi cura del corpo e dello spirito con il giusto equilibrio fra gusto ed alimentazione. Ne parliamo con il dottor Giuseppe Papaccioli ospite in studio e in collegamento telefonico con il dottor Rocco Fusco della Tenuta Ippocrate di Montefredane, vero must del settore.

L’avvocato gourmet Sergio Sbarra farà incursione nella cucina della Distilleria di Pomigliano d’Arco, gestita dalla famiglia Scuotto, per vedere che cosa bolle nella pentola dello chef della struttura. SAPORI DI MEZZOGIORNO non fa classifiche mette invece in evidenza il grande lavoro di quanti si adoperano per consentire ai prodotti della Campania di finire in tavola conservando intatto il gusto e le proprietà. Aziende, eventi, marchi e prodotti. Eccellenza e Street food a braccetto per raccontare tendenze e preferenze dei consumatori.

Gli ascoltatori possono interagire segnalando via facebook, sms, whatsapp etc. gusti e locali preferiti.

 

Redazione

 

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La Giornata della Divulgazione Scientifica

 

Assistenza oncologica, malattie del fegato e sicurezza del paziente: tre grandi temi per la chiusura della prima parte del ciclo annuale di incontri “Salute e Ricerca Scientifica”

 

 

E intanto va a Marco Salvatore il Premio Ischia Internazionale di Giornalismo

proprio per la divulgazione scientifica

 

 

Sabato 5 Luglio ore 10

Sala Conferenze

Istituto SDN

Via Gianturco 113, Napoli

 

 

Sabato 5 Luglio a partire dalle ore 10 presso la Sala Conferenze dell’Istituto SDN si svolgerà “La Giornata della Divulgazione Scientifica” come appuntamento conclusivo della prima parte del ciclo annuale di incontri dedicati al tema “Salute e Ricerca Scientifica”. L’iniziativa sarà anche l’occasione per celebrare il prestigioso riconoscimento ricevuto da Marco Salvatore, professore ordinario di Diagnostica per immagini e radioterapia all’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e fondatore dell’Istituto SDN, neo vincitore del Premio Ischia Internazionale di Giornalismo proprio nella sezione dedicata alla divulgazione scientifica. Il premio, che testimonia il lungo impegno di Marco Salvatore nell’ambito della divulgazione scientifica, nel quale rappresenta sicuramente un fiore all’occhiello il triennio televisivo in Rai con il programma EXPLORA che ha coinvolto in oltre 300 puntate e 2mila ore di trasmissione ben 600 scienziati e ricercatori, è stato assegnato anche e soprattutto per i recenti e brillanti risultati del canale televisivo Doctor’s Life (canale 440 della piattaforma Sky) di cui Marco Salvatore è presidente del Comitato scientifico. Il nuovo canale tematico ha, infatti, superato i 100mila partecipanti ai corsi televisivi di ECM, l’Educazione Continua in Medicina, organizzati per i diversi professionisti del settore sanitario obbligati per legge ad acquisire crediti di formazione e aggiornamento professionale.

“Un esperimento sicuramente riuscito quello della televisione come nuovo canale formativo - spiega Marco Salvatore - che dimostra come anche il sistema dell’informazione può e deve essere al servizio della cultura e della formazione sfruttando in particolare le grandi possibilità offerte oggi giorno dall’interazione multimediale e dalla diversificazione dei canali di trasmissione che consente di raggiungere un pubblico sempre più ampio in luoghi e momenti diversi”.

 

 

Con lo stesso obiettivo l’Istituto SDN di Napoli, oltre all’attività diagnostica, finanzia e promuove da anni numerose attività di alta formazione ed organizza ogni anno un ciclo di incontri dedicati a “Salute e Ricerca Scientifica”, rivolti non solo agli studenti universitari, ai giovani ricercatori e all’intera comunità scientifica del settore sanitario, ma sempre aperti al pubblico proprio con la finalità di una più ampia divulgazione scientifica delle novità e dei temi di interesse per la salute pubblica.

E Sabato 5 Luglio “La Giornata della Divulgazione Scientifica” toccherà tre temi di fondamentale importanza: assistenza oncologica, malattie del fegato e sicurezza del paziente. Proprio a questo tema sarà riservata l’apertura della giornata alle ore 10 con la relazione di Francesco Campanella del Dipartimento di Igiene del Lavoro dell’INAIL, incentrata su “Radiazioni e sicurezza per il paziente e per l’operatore”, ed arricchita dall’analisi degli ultimi macchinari di Risonanza Magnetica proprio dell’Istituto SDN, così all’avanguardia da aver drasticamente ridotto l’impatto delle radiazioni sul paziente. A seguire salirà in cattedra Silverio Tomao, docente di Oncologia medica all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, per un intervento dedicato alle “Strategie assistenziali in oncologia”. La chiusura della mattinata sarà affidata a Maurizia Brunetto, direttore dell’Unità di Epatologia dell’Azienda Ospedaliera dell’Università di Pisa, per un focus di approfondimento sulle malattie del fegato.“Abbiamo volutamente scelto tre temi di grande interesse diretto per la salute del cittadino - spiega Marco Salvatore, fondatore dell’Istituto SDN - per evidenziare come l’azione di comunicazione della divulgazione scientifica deve operare sempre con attenzione e rigore e senza ricerca del sensazionalismo, orientandosi, perciò, esclusivamente alle tematiche di applicazione clinica e riservando esclusivamente agli ambienti più specializzati le notizie riguardanti fasi di ricerca ancora sperimentale, che quando sono, invece, lanciate nel calderone della divulgazione mediatica, rischiano di fare soltanto confusione rispetto alle attese del paziente che la medicina e la scienza non sono ancora pronta a soddisfare”.

 

Redazione

 

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L’Alto  Casertano cala il poker di sapori  

 

Caciocavallo del Re, Oliva Schiacciata Caiazzana, Salagrello e Tartufo sono i “Fantastici 4” protagonisti a tavola

 

L’Alto Casertano cala il suo poker e lo fa nel più gustoso dei modi: affidandosi a prodotti in grado di coniugare alla perfezione tradizione e tipicità. Ecco perché le eccellenze del territorio si sposano dando vita ai “Fantastici 4”. Tutti insieme per annunciare una estate all’insegna del sapore ricchi e ricercati al tempo stesso.

Eccoli in rassegna. Caciocavallo del Re, Olive schiacciate Caiazzane, il Salagrello di casa Perol e l’inconfondibile Tartufo del Matese.

Un progetto fortemente voluto dalle Associazioni “Patto per l’Alto Casertano” e “Saperi e Sapori della Campania” in collaborazione con la sezione Tartufo della Micologica del Matese.

Per studiare al meglio il matrimonio di sapori si sono avvalsi del prezioso apporto dello chef Stefano De Matteo che nelle cucine del ristorante “Il Generale” di Caiazzo ha preparato ed impiattato il prodotto finale.

Il Salagrello di casa PeRoL Carni è stato arricchito con il Caciocavallo del Re, leggermente fuso ed adagiato sulla carne già passata sulla piastra. Il tartufo grattugiato ha completato l’opera. Il tutto circondato dalle olive schiacciate caiazzane.

Presenti al panel test i medici veterinari Michelangelo Castelbuono, Vincenzo D’Andrea e Marco Negri. I produttori Tommaso Mastroianni e Luigi Rossetti e il professore Vincenzo Peretti della Federico II di Napoli.

Questi i fortunati presenti al battesimo di un prodotto innovativo che sicuramente raccoglierà importanti consensi nell’estate appena iniziata.

 

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NordicWalkinRome Village. Sabato 14 giugno a Villa Pamphili per entrare insieme nel magico mondo della disciplina che viene dal Nord

 

Ci si avvicina a grandi passi al week end del 14 e 15 giugno in cui Roma ospiterà la kermesse internazionale dedicata al Nordic Walking, la disciplina che arriva dal nord Europa e che si sta diffondendo a macchia d’olio in tutto il mondo.

Il progetto di GoSports e della Scuola Italiana di Nordic Walking è quello, attraverso il Nordicwalkinrome, di dare un maggior risalto e conoscenza della disciplina del Nordic Walking. Già Lunedì 2 giugno, in una anteprima dell’evento, oltre 100 persone hanno invaso Villa Pamphili per scoprire, sotto la guida di Fabio Moretti (fondatore della Scuola Italiana Nordic Walking) e dei suoi istruttori, un primo approccio alla tecnica corretta e le prime nozioni della camminata con i bastoncini; attività che è volta a creare uno stile di vita sano legato allo stesso tempo alla salute, al benessere ma anche alla cultura e alla natura, praticabile a qualunque età e a seconda delle proprie caratteristiche fisiche e di forma.

“Tutti possono imparare facilmente la tecnica del nordic walking e ottenere una camminata efficace che, grazie alle sue caratteristiche, apporta tantissimi benefici alla nostra salute, al nostro fisico e alla nostra mente”, afferma Fabio Moretti.

La parte propedeutica, in attesa dell’appuntamento principale del 15 giugno che vedrà il Centro Storico di Roma “invaso” da migliaia di appassionati della disciplina, proseguirà sabato 14 giugno proprio nel Parco di Villa Pamphili. Gli istruttori nazionali presenti al Nordic Walking Village organizzeranno delle lezioni introduttive per i principianti, delle sessioni di nordic walking e yoga, sessioni specifiche per anziani e per non vedenti, uno spazio GiocaNordic con attività ludico-motorie per bambini e ragazzi e delle camminate di nordic walking guidate lungo alcuni splendidi itinerari all’interno della villa che faranno conoscere ai partecipanti non solo le caratteristiche naturali ma anche le bellezze storiche della villa stessa.

Inoltre, sempre nella giornata del 14 giugno, chi lo desidera potrà misurare il proprio stato di forma grazie alla possibilità di effettuare il “2km walking test”, una prova adatta anche e soprattutto a persone non sportive che potranno così ottenere una valutazione oggettiva della propria condizione fisica.

Nel Village si potrà anche ritirare il pacco partecipazione all’evento comprensivo di maglietta, pettorale, bibite e altro materiale messo a disposizione dei partner. Saranno anche presenti stand informativi che forniranno informazioni gratuite ai partecipanti. Al termine del primo giorno si terrà il convegno “Nordic Walking, la salute in Cammino” aperto a tutti in cui alcuni professionisti del mondo medico-sportivo, che operano oramai da anni nell’ambito della disciplina, illustreranno benefici, studi e esperienze legate al nordic walking.

QUESTO IL PROGRAMMA AL VILLAGE DI VILLA PAMPHILI SABATO 14 GIUGNO

MATTINA

Ore 10.00: apertura Village

Ore 10:30: Apertura Area GiocaNordic per i più piccoli, percorso sensoriale e attività di Blind NW

Ore 10.30: Lezione Dimostrativa di NW per i neofiti

Ore 11.00: Sessione di UKK 2 Km Walking Test per misurare lo stato di forma

Ore 11.00: Nordic Walking & Yoga con camminata nella parte Ovest di Villa Pamphili

Ore 12:00: Lezione dimostrativa di Camminata Sportiva

Ore 12:00: Lezione Dimostrativa di NW per i neofiti

Ore 12.30: Lezione di Perfezionamento Tecnico di Nordic Walking

Ore 13.30 – 14.30: Pausa Pranzo

POMERIGGIO

Ore 15.00: Lezione Dimostrativa di NW per i neofiti

Ore 15.00: Camminata di Nordic Walking nella parte Est di Villa Pamphili

Ore 15:30: Spazio GiocaNordic per i più piccoli

Ore 15:30: Lezione dimostrativa di Camminata Sportiva

Ore 16.00: Sessione di UKK 2 Km Walking Test per misurare lo stato di forma

Ore 16.00: Sessione di Blind NW con persone non vedenti/ipovedenti

Ore 16.30: Lezione Dimostrativa di NW per i neofiti

Ore 16.30: Camminata di Nordic Walking nella parte Ovest di Villa Pamphili

Ore 16.30: Lezione di Perfezionamento Tecnico di Nordic Walking

Ore 18,30: “Nordic Walking, la salute in cammino”, convegno medico-scientifico presso Atahotel Villa Pamphili.

 

GIANLUCA MONTEBELLI

Ufficio Stampa A.s.d. GOSPORTS

 

 

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Il nostro capitano é Papa Francesco

 

In Piazza San Pietro a fare festa e a tifare per il Santo Padre oltre 50 mila tra ragazzi, allenatori e dirigenti delle società sportive di tutta Italia. 
Un intero Villaggio dello Sport allestito in Via della Conciliazione

 

Tutto è ormai pronto per la grande festa con cui il Centro Sportivo Italiano celebrerà il 7 giugno in piazza San Pietro il 70° di fondazione, alla presenza del “padrone di casa” Papa Francesco e di tutte le società sportive di base, di ogni Federazione, Ente di promozione o altra sigla associativa.

L’evento è stato presentato questa mattina al Centro Congressi Agostiniano di Roma alla presenza di Massimo Achini, presidente del CSI, mons. Dario Viganò, direttore del Centro Televisivo Vaticano, don Alessio Albertini, consulente ecclesiastico del CSI, mons. Mario Lusek, direttore dell’Ufficio Pastorale del Tempo Libero, Turismo e Sport della CEI, e mons. Melchor Sanchez De Toca, sottosegretario del Pontificio Consiglio della Cultura.

Non sono mancati, ovviamente, confronti sullo sport vero, quello della fatica, dei successi e delle sconfitte. Per farlo sono stati coinvolti campioni di vita e di campo come Igor Cassina e Fabrizia D’Ottavio, stelle della ginnastica internazionale, Lelia Bellesini, pluricampionessa di Special Olympics, e Arturo Mariani, calciatore della Nazionale Amputati CSI.

Ciò che si prevede il 7 giugno sarà la festa dell’intero sport italiano, che per una volta si stringerà tutto insieme – dal presidente del CONI alla più piccola società di oratorio – per testimoniare al Pontefice la volontà di vivere, come da lui auspicato, l’attività sportiva “come un dono di Dio”, un’esperienza umana guidata da valori fondanti, orientata ad educare alla vita i ragazzi e i giovani. L’evento é organizzato in collaborazione con l’Ufficio Pastorale dello Sport, Turismo e Tempo Libero della CEI e vanta il patrocinio del CONI, dell’ANCI e dell'Istituto del Credito Sportivo.

«I nostri sono stati 70 anni spesi per educare i giovani alla vita attraverso lo sport – ha spiegato Massimo Achini, presidente del CSI – La nostra celebrazione sarà un regalo a tutte le società sportive, il più grande che potessimo immaginare: la convocazione più speciale di tutte… Quel giorno in piazza col Papa faremo festa, ma soprattutto ascolteremo le sue parole e gli diremo che noi tifiamo per lui, il nostro Capitano».

«Nel fare gli auguri al CSI, mi fa piacere ribadire la straordinarietà di questa convocazione – ha fatto eco mons. Viganò – Non capita tutti i giorni vedere Piazza San Pietro allestita con campi sportivi e giovani in festa».

«Il 7 giugno il Papa abbraccerà tutto lo sport con la stessa forza e tenerezza con cui ha abbracciato quel bambino sfuggito alla sicurezza in una celebre foto di qualche mese fa – ha fatto eco don Alessio Albertini – E sono certo che lo farà con vero trasporto perché il suo dire e il suo agire sono spesso ispirati dai linguaggi e dagli atteggiamenti dello sport».

Anche per mons. Mario Lusek e mons. Melchor Sanchez De Toca si tratta di un appuntamento storico, un’opportunità unica. Il primo ha sottolineato che «il Santo Padre invita spesso la Chiesa ad aprirsi verso l’esterno “uscendo”, “recandosi in trasferta”: quel giorno sarà bello giocare “in casa” tutti assieme». Per il secondo, invece, «la Chiesa può dare molto allo sport, come è stato confermato dai recenti fatti di cronaca, ma è anche vero il contrario: lo sport può aiutare molto la Chiesa nella sua missione. Nella preparazione degli atleti, infatti, ci sono molti gesti di pura cristianità».

Ad oggi si sono già prenotate oltre 40mila sportivi da tutta Italia e per quel giorno si prevedono in piazza San Pietro si attendono oltre 50mila "cuori sportivi": ragazzi, ragazze, dirigenti, allenatori, arbitri, animatori, ciascuno con la divisa della propria società sportiva per accendere di colori, di gioia e di entusiasmo piazza San Pietro e dintorni.

 

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Successo di pubblico a Roma per la IX edizione di Culinaria – Il Gusto dell’Identità

 

“Un fiore in cucina” per esaltare la professionalità al femminile

 

 

Un gustoso omaggio al meraviglioso pianeta delle donne, autentiche regine dell’arte gastronomica attraverso le storie e i successi ottenuti da alcune delle grandi firme del panorama nazionale dell’alta cucina.

La IX edizione di Culinaria – Il Gusto dell’Identità, ospitata a Roma dal moderno mercato al coperto del quartiere Garbatella, quello dei “Cesaroni”, ha visto la presenza di oltre 5000 visitatori, che nell’arco di tre giornate hanno imparato a conoscere più da vicino il variegato mondo della cucina grazie alle macro-aree didattiche, alle postazioni street food, tra cooking show, lezioni e degustazioni, con 35 produttori di qualità e sponsor prestigiosi.

Il tema del 2014 “Un Fiore in Cucina” ha ispirato 24 straordinarie chef nella preparazione di altrettante ricette con i fiori nel ruolo di grandi protagonisti.

Ai fornelli si sono esibite chef come Aurora Mazzucchelli, Ana Roš, Rosanna Marziale, Valeria Piccini, Adeline Grattard, Marta Grassi, Antonia Klugmann e Francesca Castignani. Uno spazio significativo è stato riservato anche agli addetti ai lavori con i laboratori dell’Italian Chef Academy.

 

“Il consenso riscontrato quest’anno dimostra l’esistenza di un pubblico sempre più attento e appassionato alla cucina di qualità – ha commentato Francesco Pesce, tra gli organizzatori della manifestazione - Un risultato che non può che renderci orgogliosi e offrirci nuova linfa per la preparazione della prossima edizione, in cui festeggeremo il 10° compleanno, e dove come sempre saranno protagonisti il talento e l’entusiasmo degli chef e le grandi materia prime italiane”.

 

La IX edizione di Culinaria è stata anche una festa dedicata all’eccellenza del Made in Italy agroalimentare, un autentico mercato del gusto dove i visitatori hanno avuto la possibilità di dilettarsi in attività di shopping e degustazioni. Dalle proposte di DOL (Di Origine Laziale), fino alle eccellenze della Tuscia, passando per gli assaggi di formaggi, e non solo, Vastedda del Belice DOP e sfiziosità offerte dalla Bottega dell’Oliva Ascolana. E poi ancora birra artigianale, cioccolata cruda, salse “home made”, lussuoso caviale italiano sino al meraviglioso Trombolotto, prelibata salsa dalle origini cistercensi, rivisitata e prodotta dal Simposio, ristorante doc di Sermoneta .

A porre l’accento sull’importante tema dell’eco-sostenibilità, la presenza di Verdiamo, azienda produttrice di packaging e stoviglie 100% biodegradabili che cura anche l’estetica dei suoi prodotti.

 

L’appuntamento con Culinaria – Il Gusto dell’Identità si rinnoverà il prossimo anno, soddisfazione per il successo della manifestazione è stata espressa anche dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, la manifestazione sarà inserita nel calendario romano di eventi per Expo 2015.

 

Michele Minnicino

 

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Palermo 17 maggio, “Ebrei per un giorno. Figlie e figli di Abramo”

 

“Ebrei per un giorno. Figlie e figli di Abramo” è il titolo della manifestazione, organizzata dal centro evangelico di cultura “Giacomo Bonelli” e dalla casa editrice La Zisa, che avrà luogo sabato, 17 maggio, presso il salone della Chiesa Valdese di Palermo in via Dello Spezio 43, dietro il teatro Politeama. Sarà un’ intera giornata dedicata all’ebraismo e alle religioni monoteiste. Si inizierà alle 11,30 con una cerimonia religiosa ebraica (un bar mitzvà) presieduta da, Barbara Irit Aiello, prima rabbina donna in Italia e a capo della sinagoga “Ner Tamid del Sud” in Calabria. A seguire, alle ore 13, pranzo vegetariano kashèr con ricette della tradizione italiana ebraica tratte dal volume di Ines De Benedetti, “Poesia nascosta. Le ricette della cucina tradizionale ebraica italiana”, Edizioni La Zisa (costo del pasto 10 €, occorre prenotare allo 091580153). Alle ore 16, proiezione del film “Zucker!... come diventare ebreo in 7 giorni” di Dani Levy. Alle 18, infine, tavola rotonda dal titolo “Figli di Abramo in un mondo che cambia. Come rispondono i monoteismi alla (sfida della) modernità”. Parteciperanno: Peter Ciaccio, pastore della Chiesa Valdese di Palermo; Barbara Irit Aiello, rabbina; Marcello Di Tora, domenicano, docente di Islamistica e direttore del Centro di Studi per il Dialogo con l'Islam (Ce.s.d.i.); e Amal Hazeen, palestinese e docente di Islamistica. Modererà il giornalista Davide Romano. Nel corso della manifestazione verrà anche allestita una piccola fiera del libro religioso con testi della tradizione ebraica, islamica e cristiana. Info: Tel. 091 580153 (Chiesa valdese) o Tel./Fax 091 5509295 (casa editrice La Zisa) – E-mail: chiesavaldesepalermo@gmail.com – stampa@lazisa.it

 

 

Redazione

 

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Un Picnic in Sannio style

 

Ad Aquapetra Resort & Spa si pranza sull'erba

 

Picnic sull’erba nel resort eco-chic. Aquapetra Resort&Spa nel verde dell’antico Sannio beneventano propone una formula originale per il momento del pranzo: all’ombra degli ulivi e sui prati che circondano l’albergo. Un modo nuovo e originale che combina il piacere di stare all'aria aperta con la voglia di assaporare i piatti preparati dallo chef Luciano Villani, raffinato interprete della territorio sannita. Il cestino della Locanda del Borgo, ristorante di Aquapetra, prevede una selezione di finger food contadini e prodotti locali; porta con sé tutto il sapore delle scampagnate di una volta, arricchito da dettagli glamour e da un servizio attento. Una tovaglia adagiata sull'erba e il gioco è fatto. Nel cestino gli ospiti trovano tutto il necessario per un picnic d'autore, con un menu in continua evoluzione: sformatini di pasta con asparagi selvatici, salumi di nero casertano, pecorino di lauticauda, panini con ingredienti selezionati e a chilometro zero, un dolce alla mela annurca e un calice di vino.

Il Picnic di Aquapetra è la proposta ideale per chi vuole concedersi una giornata in totale relax, indugiando a bordo della bella piscina di roccia o tra un massaggio e una parentesi di relax dell'AquaSpa, la spa con vista del resort. Inoltre dall’albergo si snoda Il Percorso dei Puri, un percorso naturale di circa 6 chilometri immerso nel bosco che gli amanti del natural walking possono percorrere da soli o accompagnati da una guida. Il picnic per due costa 40 euro.

 

Ottenuto dal sapiente recupero di un antico borgo in pietra con cappella del 1858, il resort si trova a Monte Pugliano a 3 Km da Telese Terme, nel cuore dell’antico Sannio Beneventano, culla di grandi vini e straordinario giacimento gastronomico. La vecchia cantina ospita oggi La Locanda del borgo che è il ristorante con bella sala interna con camino e una grande terrazza con patio per le serate d’estate. La cucina recupera le ricette del territorio esaltando sapori ed ingredienti locali con rispetto e creatività. Dove c’era il fienile si apre l’AquaSpa, fiore all’occhiello di Aquapetra. Il percorso benessere comprende sauna, bagno turco, percorso Kneipp, piscina interna con idromassaggio e una serie di cabine per trattamenti di remise en forme. La piscina interna con ampia zona relax si affaccia sul verde del parco.

 

Redazione

 

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I BIKE NAPLES: visita Napoli su due ruote

 

LE CICLOPASSEGGIATE

Potrai immergerti nelle atmosfere uniche della città e pedalare alla scoperta dell’arte, della storia e del folklore napoletano accompagnato dai nostri bike leaders.

 

1. NAPOLI STORICA: TRA VICOLI, PIAZZE E CHIESE PER ADDENTRARTI NEL CUORE DELLA CITTÀ

 

TAPPE

Piazza del Plebiscito - Palazzo Reale, Chiesa di San Francesco di Paola, Palazzo della Prefettura

Piazza Municipio – Maschio Angionio

Piazza Monteoliveto – Chiesa di Sant'Anna dei Lombardi

Piazza del Gesù - Chiesa del Gesù Nuovo, Chiesa di Santa Chiara

Piazza San Domenico Maggiore – Cappella Sansevero

Piazza Bellini – Mura greche

Piazza Dante – Port'Alba

2. NAPOLI PANORAMICA: TRA VEDUTE MOZZAFIATO DAL CENTRO STORICO AL MARE

 

TAPPE

Via Toledo - Galleria Umberto I

Piazza dei Martiri

Lungomare – Villa comunale, Rotonda Diaz

Borgo Marinari - Castel dell'Ovo

Piazza Plebiscito - Palazzo Reale, Chiesa di San Francesco di Paola, Palazzo Prefettura

Piazza Trieste e Trento - Teatro San Carlo

Piazza Municipio - Maschio Angioino

 

Ciclopasseggiate guidate, della durata di 2/3 ore, per turisti e cittadini attraverso itinerari storico/artistici e paesaggistici per un turismo slow ed ecoresponsabile tra vicoli, piazze e vedute mozzafiato che solo Napoli sa regalarti.

Un nuovo modo di visitare Napoli: lentamente e assaporando le atmosfere uniche di una città, pronta a sorprenderti ad ogni angolo, in sella alle 2 ruote.

 

Redazione

 

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Around "shiatsu"

 

Intervista ad Angilino Ferraro della FISIeo

 

 

 

Buona sera, Angiolino Ferraro, responsabile regionale per la Campania della Federazione Italiana Shiatsu Insegnanti e Operatori. Grazie per aver concesso a NeWage di intervistarLa, per la nostra sezione dedicata ad usi, consumi, tradizioni, filosofie, discipline e quant’altro interessi il Pianeta Terra, nelle sue numerose sfaccettature, affinché nel mondo occidentale sia rimosso ogni pregiudizio, scaturito dalla non conoscenza dello Shiatsu.

 

 

 

La FISIeo si è dotata negli anni di un codice comportamentale etico e deontologico a cui l’operatore è tenuto ad aderire; l’insieme dei requisiti che la FISieo richiede ai propri associati la collocano quale unica federazione shiatsu in Italia in linea con le più avanzate legislazioni europee, che prevedono, per chi voglia diventare operatore Professionista, corsi almeno triennali ed almeno di 700 ore didattiche frontali all’interno di un percorso definito e rigorosi esami di accesso al Registro Italiano Operatori Shiatsu, standard ancora più elevati sono richiesti a Caposcuola ed Insegnanti Shiatsu. Sia per gli Operatori che per gli Insegnanti Shiatsu è obbligatoria la formazione continua certificata. Risulta, inoltre, l’organizzazione maggiormente rappresentativa anche per quanto riguarda il numero di professionisti associati.". Queste sono le parole che ho letto sul sito ufficiale della FISieo. Ritiene che la scarsa conoscenza dello Shiatsu sia dovuto al fatto che altre organizzazioni non rispettano invece tale codice deontologico? Lei come si è avvicinato a tale disciplina e perché?

 

<< Lei ha ben sintetizzato i tratti principali che caratterizzano la Federazione Italiana Shiatsu Insegnanti e Operatori, di cui usiamo spesso l’acronimo FISieo, sottolineando in primis il Codice deontologico e di autodisciplina degli Operatori aderenti. Tale codice è quell’insieme di regole e principi che gli iscritti sono tenuti ad osservare; ogni Operatore s’impegna a metterne a disposizione, a tutela degli utenti, una copia nel proprio ambiente di lavoro.

 

Il Collegio dei Probiviri è un importante organo che la FISieo ha istituito per tutelare e consigliare sia Clienti che Operatori, in caso di controversie. Inoltre, è stato istituito lo sportello di riferimento del cittadino/consumatore ai sensi e con le funzioni di cui all’art.2 della legge n.4/2013, comma 4. A tale comma, infatti, la legge promuove una forma di garanzia a tutela dell’utente, per cui i committenti delle prestazioni professionali possono rivolgersi allo sportello sia in caso di contenzioso con il singolo professionista e sia per ricevere informazioni relative all’attività professionale in generale e agli standard qualitativi che gli iscritti FISieo devono possedere.

 

La sensibilità e l’attenzione degli organi direttivi all’applicazione della legge, anche se questa ha appena un anno di vita, ha messo sin dalle prime battute la nostra Federazione in condizione di rispondere a quanto la legge richiede, come Lei ha anticipato, anche per quanto riguarda il percorso formativo richiesto, gli esami rigorosi per l’iscrizione al R.I.O.S., il Registro Italiano Operatori Shiatsu, l’attestazione di un aggiornamento continuo, la istituzione di sedi periferiche, ecc. Tale legge riguarda le disposizioni in materia di professioni non organizzate in Ordini o Collegi, che non interessa solo i nostri operatori, ma tutto il mondo delle professioni non organizzate, che coinvolgono circa 3 milioni di cittadini italiani e che, dopo tanti anni di lotta e di attese, è stata approvata sul finire della scorsa legislatura. Tale legge stabilisce diritti e doveri per i professionisti e le associazioni, apre nuovi orizzonti e porta importanti novità soprattutto di tutela per il consumatore. La FISieo ha vissuto un anno di grande impegno per l’applicazione della legge: con l’iscrizione nell’elenco delle associazioni del Ministero di Giustizia si è concluso un iter, che porta un grosso risultato alla Federazione, la quale ha dimostrato di avere tutti i requisiti richiesti dalla legge.

 

Per quanto riguarda la seconda parte della Sua domanda, io sono arrivato allo shiatsu dopo aver fatto un mio percorso di studi e di lavoro (circa tre decenni) nel mondo della diagnostica clinica e del marketing. Poi la vita mi ha offerto questa occasione e, dapprima con sospetto e curiosità ma poi con tanto amore e passione, ho fatto il mio percorso formativo, i miei studi, le mie esperienze. Lo shiatsu è stato ed è per me, come per tantissimi di noi, oltre che uno studio approfondito delle materie di base e specifiche, un percorso personale, una ricerca interiore, una opportunità di conoscenza e di sapienza, di dialogo e di scoperta di me stesso e degli altri. Le scuole frequentate sono scuole accreditate FISieo, che rispondono con i loro programmi formativi e didattici a tutti i requisiti richiesti, e questo ha garantito me e le persone che si rivolgono a me per i trattamenti shiatsu sulla bontà della formazione che c’è alle spalle. Da noi non ci si improvvisa, si studia e ci si forma prima di operare. La formazione, vorrei ribadire, non è però solo di tipo cognitivo: è esperienza, crescita interiore, evoluzione della propria Coscienza. Lo shiatsu che può esprimere un operatore cambia anche in proporzione a questi fattori; non è una tecnica, è un’arte.>>

 

C'è molta confusione in giro tra medicina occidentale, medicina orientale e finti "medici" o "naturopati". Ci direbbe come lo shiatsu si inserisce nel discorso sul benessere psico-fisico? Si aggiunge alla medicina cosiddetta tradizionale senza volerla sostituire, vero?

 

<< La ringrazio per questa serie di domande che mi permette di fare un po’ di chiarezza per i lettori. Sono pienamente d’accordo con Lei che alcuni termini che vengono usati possono causare confusione nelle persone, che invece vorrebbero chiarezza. Il distinguo tra medicina occidentale e medicina orientale è chiaramente legato alle origini delle due concezioni mediche, in quanto affondano le loro radici in culture ed epoche diverse e la cui rispettiva evoluzione ha seguito percorsi differenti. Esse hanno punto di contatto, ovviamente, nella cura del malato e, laddove possibile, nel ripristino dello stato di salute. Impegnarsi nel che cos’è l’una e che cos’è l’altra, quali sono i pilastri su cui si fondano e quali sono le differenze, significherebbe scrivere un trattato, ma penso che esuli dai limiti di questa intervista. Comunque, può essere importante sapere che all’interno del mondo orientale si sono avuti percorsi differenti nel corso dei millenni (parliamo di medicine millenarie e di mondi che non erano in comunicazione fra di loro per come intendiamo noi oggi la comunicazione) e così in ambienti geografici diversi, come India e Cina (ma con tante sfumature intermedie come in Tibet) abbiamo la strutturazione di Medicine che attingono a corpi filosofici diversi: si parla di Medicina Tradizionale Cinese, di Medicina Ayurvedica, ecc. In estrema sintesi, possiamo dire che mentre la Medicina occidentale è più una medicina specialistica, che si basa su fondamenti scientifici e tecnici e che guarda più alla malattia, la Medicina orientale è più una medicina olistica che si basa su fondamenti filosofici e che guarda all’uomo nella sua interezza, per la quale l’aspetto fisico, mentale ed emozionale sono in intima interazione fra di loro.

 

Un’altra confusione può essere ingenerata a volte dal termine “tradizionale”, che spesso viene usato per indicare “la nostra medicina, quella occidentale”. In effetti, il termine “tradizionale”, come dice la parola è più legato a quelle che sono le discipline, i rimedi, le proposte di cura che sono tramandate a noi dalle culture più antiche, dalle tradizioni appunto. Lo shiatsu, per esempio, nasce dalla cultura tradizionale, dalle prassi di cura che venivano tramandate nelle famiglie orientali, giapponesi in particolare, di generazione in generazione, arricchendosi via via degli influssi della Medicina cinese, anch’essa tradizionale.

 

Anche se provocatorio, è assolutamente pericoloso, a mio parere, nella sua domanda l’accostamento tra “finti medici” e “naturopati”. Da naturopata attestato e certificato da organismi riconosciuti dallo Stato Italiano non mi ritengo affatto un “finto medico”, anzi le dirò di più. Nell’espletamento della mia professione (e questo vale ugualmente sia come naturopata che come operatore shiatsu) proprio in ottemperanza alle disposizione della legge che Le ho citato prima, su ogni documento che esprima la professione svolta, è fatto obbligo specificare che sono professioni disciplinate ai sensi della legge 4/2013, la quale dispone in materia per tutte le professioni non ordinistiche. La professione del medico è una professione ordinistica, quella del naturopata, dell’operatore shiatsu, dell’osteopata e così via non sono professioni ordinistiche. La legge impone che venga sempre ricordato. Poi, gli imbroglioni ci sono sempre. I “finti medici” ci sono sempre stati da molto prima che si divulgasse la professione del naturopata o dell’operatore shiatsu in Occidente; quelli sono dei disonesti che approfittano della buona fede della gente e del loro stato di debolezza, ma stiamo parlando di un’altra cosa.

 

Ritornando allo shiatsu, amiamo definirlo “una grande arte per la salute a mediazione corporea”. Esso è orientato, mediante sequenze precise di pressioni sul corpo, alla conservazione ed al ripristino dell’equilibrio energetico e della capacità di autoregolazione dell’unità psicofisica della persona. La pressione shiatsu (dal giapponese shi = dito e atsu = pressione) si effettua con il pollice, ma è’ possibile anche usare altre parti del corpo come il palmo e il gomito. Il trattamento viene eseguito normalmente sul futon, sottile materassino, ma anche, a seconda delle situazioni, su una sedia ergonomica o anche su lettino e dura in media 50-60 minuti.

 

Lo shiatsu considera l’uomo nella sua totalità fisica, emozionale, mentale e spirituale. Non procura dolore, non è invasivo, è privo di effetti nocivi e gradevole nel ricevere. In questa ottica si inserisce benissimo ( anzi ne è artefice) sul discorso del benessere psicofisico della persona, senza assolutamente avere la pretesa di sostituire la pratica medica necessaria per la cura delle patologie, che possono colpire la persona. Lo shiatsu non si sostituisce, ma integra; la sua azione diventa sinergica alla pratica medica, quando questa c’è e se necessaria. Non è detto che fare un trattamento shiatsu impone una scelta, anzi che ben venga la coesistenza a tutto beneficio della persona. Nel documento informativo che l’operatore shiatsu professionista sottopone all’attenzione del suo ricevente viene chiaramente indicato che “le prestazioni professionali erogate non possono in alcun modo essere assimilate a quelle di operatori sanitari (medici, fisioterapisti, ecc.). Le tecniche praticate non sono materia medica e non si pongono come obiettivo la risoluzione di patologie e sintomi di stretta pertinenza medico/sanitaria”.>>.

 

Mi potrebbe parlare della collaborazione tra la Rete Città Sane OMS e la FISIeo?

 

<< Sicuramente e con piacere! Rete Città Sane OMS è la Rete italiana dei Comuni, riconosciuta dall’OMS, che ha lo scopo di promuovere la concezione e la consapevolezza della salute pubblica, sviluppare le politiche sociali per la salute e i programmi sanitari, prevenire e superare le minacce e i rischi per la salute. La Rete Città Sane OMS e la FISieo hanno stipulato un accordo, attraverso il quale ritengono proficua una loro collaborazione al fine di favorire il coordinamento reciproco sulle tematiche della salute e della prevenzione, in ottemperanza alle linee guida dell’OMS. Purtroppo, devo dire che la Campania è presente ad oggi nella Rete con un solo Comune, sicuramente il più grande ed il più complesso, che è quello di Napoli.

 

Anche altre importanti organizzazioni hanno stipulato con la nostra Federazione protocolli d’intesa. Le cito L’Unione Italiana Sport Popolari UISP, che inserisce lo shiatsu nell’Area delle Discipline Orientali, ADOUISP, garantendo la presenza della nostra disciplina nel mondo dello sport dilettantistico, la Croce Rossa Italiana con la quale ci sono importanti contatti per l’avvio di collaborazione in momenti di primo soccorso, la SIPNEI (Società Italiana di Psico Neuro Endocrino Immunologia) con la quale già dallo scorso anno si collabora per la realizzazione di iniziative e progetti sulle tematiche della salute e della prevenzione. Ce ne sono molte altre anche a livello locale e ogni anno di più s’infittisce la rete di collaborazioni che la FISieo realizza. >>

 

 

 

Lei è il Referente Regionale della Campania. Crede che vi siano differenze con le altre regioni d'Italia? Se sì, quali?

 

<< La FISieo, come prescrive lo statuto, ha istituito le sezioni regionali di attività sociale, che rappresentano, secondo le indicazioni del Consiglio Direttivo, la politica della Federazione nelle realtà locali, si interessano della realtà locale dei soci, promuovo l’attività professionale in tutte le sue forme, mantengono i rapporti istituzionali nella regione.

 

Differenze tra regioni all’interno della organizzazione FISieo non mi pare proprio che ce ne siano e non avrebbero motivo di esserci. Le differenze, come purtroppo accade in numerosi campi - ho lavorato molti anni nel marketing e ne so qualcosa -, ci sono nei numeri e nel loro differente peso tra una regione ed un’altra, per cui abbiamo, ad esempio, che il maggior numero di iscritti è al nord e questo sposta anche il peso relativo degli eventi proposti e la loro fruibilità. C’è un differente approccio, una differente mentalità, una diversa risposta, ma sono le differenze nord/sud che lamentiamo in tutti i settori della vita sociale. Questo sicuramente impegna di più dove si è più sofferenti e i risultati sono più sudati, ma la cosa non ci scoraggia, anzi è uno sprono. >>

 

 

 

Lei dove opera e quale giovamento ha tratto dal continuo confronto con altri operatori e insegnanti?

 

<< Io opero a Caserta, ma sin dal primo istante in cui mi sono avvicinato allo shiatsu mi sono sempre confrontato con i colleghi. I nostri sono incontri che ci arricchiscono; ogni trattamento che facciamo ci arricchisce. Ho la fortuna, come Responsabile regionale, di proporre incontri, seminario esperienziali, scambi di trattamento; ogni anno abbiamo convegni interregionali e nazionali che ci permettono di aggiornarci e di coltivare il nostro percorso di crescita. Nel corso di un trattamento shiatsu si stabilisce un ascolto reciproco tra operatore e ricevente: a mio parere, a un operatore non può che far bene imparare ad ascoltare come ricevente prima ancora che come operatore. Non a caso nel progetto formativo di un operatore rientra anche il ricevere periodicamente un certo numero di trattamenti.>>.

Cosa vorrebbe dire ai lettori, che secondo Lei è fondamentale ed ancora non sanno, sullo shiatsu?

 

<< Già in alcuni passaggi delle risposte precedenti ho avuto la possibilità di spiegare in qualche modo cosa è lo shiatsu, cosa lo anima e in che contesto si inserisce come disciplina per la salute. Come Responsabile regionale della FISieo e come operatore ho tutto l’interesse a divulgare la nostra arte, farla conoscere, offrire a noi l’opportunità di farci conoscere e suscitare nei lettori la curiosità di venirci a conoscere. Da anni sono stati messi in essere dei sistemi di diffusione e divulgazione, quali il sito www.fisieo.it, la rivista Shiatsu News, i blog e la partecipazione con i nostri operatori in seminari esperienziali, convegni, ecc. Ma da qualche anno - siamo alla terza edizione- stiamo facendo di più: ogni anno dal 19 al 25 settembre è indetta “La Settimana dello Shiatsu” per avvicinare il grande pubblico e farci conoscere. Ogni anno c’è un tema conduttore (le disabilità, i rapporti con la sanità, la crisi, …) sul quale si producono eventi in tutta Italia in collaborazione con le istituzioni locali e con il patrocinio di tantissimi Enti, come Comuni, Province, Regioni, Istituti di Ricerca, Ospedali, ASL, Organizzazioni, ecc. Ma voglio raccomandare ai lettori soprattutto altri due aspetti della Settimana dello Shiatsu:

 

1. studi aperti, con cui i nostri professionisti per l’intera settimana accolgono le persone con trattamenti gratuiti: non c’è modo migliore per conoscere lo shiatsu. Sul sito i lettori potranno trovare un elenco completo degli operatori professionisti della FISieo, anche differenziati per Regione e per Provincia a cui rivolgersi per ricevere gratuitamente un trattamento;

 

2. scuole aperte, con cui le scuole accreditate FISieo presentano corsi professionali, amatoriali e workshop. I giovani e i meno giovani (è stato il mio caso) possono avere un orientamento professionale, tutti possono capirne un po’ di più.

 

Ritengo questa manifestazione, oramai istituzionalizzata, molto importante per la divulgazione dello shiatsu di qualità.>>

 

 

 

Se dovesse fare un augurio alla Sua federazione, cosa desidererebbe?

 

<< La FISieo è una organizzazione relativamente giovane, che accoglie nel suo seno tante anime, che assommano il meglio dello shiatsu che viene espresso in Italia e in Europa. L’augurio che mi sento di fare alla Federazione è quello di continuare nel trend di crescita che la sta accompagnando in questi anni per grande merito di tanti professionisti che con passione fanno il loro lavoro, di bravissimi insegnanti che accolgono e fanno crescere le nuove generazioni di studenti, di un gruppo dirigente che con competenza e dedizione le permette di diventare sempre più il riferimento dello shiatsu in Italia. Quest’anno l’argomento della Settimana dello Shiatsu è “CRISI: pericolo e opportunità”. Io auguro alla FISieo di diventare un’opportunità di fronte ai tanti pericoli che la crisi che stiamo vivendo comporta: un’opportunità per noi operatori e insegnanti per continuare a fare ed espandere il nostro lavoro, un’opportunità per lo shiatsu perché acquisti sempre più spazio come arte/disciplina per la salute, un’opportunità per i giovani studenti affinché possano trovare gli spazi dentro cui realizzare i loro sogni. >>

 

 

 

Come concluderebbe quest'intervista, tenuto conto che è letta da un target di persone di medio-alta cultura, soprattutto uomini, tra i 40 e i 55 anni?

 

<< Comprendo che se siete arrivati a leggere fin qui le mie risposte ho abusato enormemente del vostro tempo e di questo ve ne sono eternamente grato, ma spero di essere riuscito, almeno in parte, a stimolare la vostra curiosità e a dare al termine shiatsu, alla disciplina che rappresenta, alle persone che la praticano e alla organizzazione, che rappresento in Campania, una connotazione più chiara nel comune immaginario. Grazie. >>

 

 

 

NeWage è lieta di dedicare il proprio tempo a tutti gli operatori che permettano alla nostra Redazione di informare in maniera chiara e trasparente, senza la presunzione di formare i nostri lettori, in modo che i reati in campo medico-sanitario diminuiscano progressivamente, quindi ringrazia il Sig. Angiolino Ferraro per essere stato così esaustivo e invita tutti a sviluppare un notevole senso critico per tutto ciò che attiene la salute ed il benessere.

 

 

 

Lidia Ianuario

 

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Equinozio di Primavera: la rinascita della vita

 

Abbiamo parlato a lungo dell’Equinozio d’autunno come momento di stasi, di grigiore e preparazione per affrontare l’inverno. Quello di primavera è il suo esatto opposto: è il primo giorno della stagione della rinascita e ad esso sono legati molteplici miti e significati simbolici.

In primavera la Natura si risveglia, i fiori sbocciano, gli uccelli si accoppiano e costruiscono i nuovi nidi. La più antica festa di primavera del mondo è Sham El Nessim, risalente a circa 4700 anni fa, che letteralmente significa fiutare il vento e secondo gli antichi Egizi quella data rappresentava l’inizio della creazione. Oggi, nel giorno di Sham El Nessim, che si festeggia in Egitto il primo lunedì dopo la Pasqua copta, gli Egiziani fanno picnic all’aria aperta per respirare la brezza primaverile, consumando pesce salato, simbolo di fertilità e benessere.

Nella Roma arcaica l’anno cominciava a primavera, nel mese di marzo sacro a Marte, padre dei due gemelli fondatori della città. Anche in altri paesi del Vicino Oriente l’anno iniziava con la primavera, quando il sole torna a splendere alto nel cielo e la terra si risveglia. E ogni anno a Roma, il 14 o 15 marzo, veniva portato in processione un uomo coperto di pelli di capra, colpito con lunghe verghe e chiamato Mamurio Veturio, personificazione dell’anno vecchio che veniva scacciato da quello nuovo.

All’Equinozio di Primavera, in molte tradizioni ricorreva addirittura la nascita del mondo, come nel mithraismo, l’antica religione persiana. Il mito narra che Mithra sacrificò il toro cosmico, da cui nacquero tutte le piante e tutti gli animali.

I miti primaverili della fertilità sono presenti anche nel Nord Europa. La parola Est, la direzione a cui è collegato l'Equinozio primaverile, deriva da Eostre “la stella dell’est” cioè Venere. A Eostre era sacra la lepre, simbolo di fertilità, e che si associava alla congrega di streghe danzanti. Questo totem animale della dea fu infatti in seguito considerato lo “spirito familiare” delle streghe, ma in realtà era un animale sacro in molte tradizioni. Nelle Isole Britanniche ancora esistono sopravvivenze di questi rituali, come la Contesa del Pasticcio di Lepre nel villaggio di Hallaton, dove un grande pasticcio di carne di lepre viene conteso dagli abitanti del villaggio.

Altro simbolo primaverile sono le uova, simbolo universale della rinascita e del mondo. Si tramanda che anticamente il mitico uccello Fenice prima di morire preparò un nido a forma d’uovo, su cui si adagiò, lasciandosi incenerire dai raggi del sole. Sulle sue ceneri nasceva l’uovo dal quale l’Uccello di Fuoco riprendeva vita. Non a caso, ancora oggi le uova sono il simbolo pasquale per eccellenza. La Pasqua rappresenta per tutte le culture che la celebrano il passaggio dalla morte alla vita per eccellenza. Nei Paesi celtici si usava far rotolare le uova dalla cima di una collina per la festa di Beltane per imitare il movimento del sole nel cielo; la Chiesa Cattolica rimodellò il rituale per simboleggiare la pietra che rotola via dalla tomba di Cristo risorto. Oggi le uova si decorano con tinte sgargianti e soprattutto in Germania sono il divertimento dei più piccoli che diventano protagonisti di una caccia all’uovo in cui sono racchiuse le sorprese. Purtroppo anche questa tradizione è stata strumentalizzata dal consumismo, privilegiando l’uovo di cioccolata e facendone un vero business.

 

Raffaela Pocobelli

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Pi Greco (fonte: ANSA)
Pi Greco (fonte: ANSA)

La Giornata del Pi greco

 

Caccia al tesoro basata sugli enigmi di Archimede, staffette e corse, show di 'magie matematiche', mostre, concerti, filmati: sono alcune delle iniziative organizzate in tutta Italia per il Pi Greco Day, la giornata dedicata a questo numero che si festeggia il 14 marzo. Lanciata nel 1988 dall'Exploratorium di San Francisco, il grande museo americano della scienza, la festa del Pi Day si è estesa in tutto il mondo e si celebra il 14 marzo perchè nel sistema anglosassone questa data si scrive 03/14, come il Pi Greco che equivale a 3,14. 

In Italia sono previsti eventi da Nord a Sud. A Udine vi sono ben due settimane di iniziative dal 1 al 15 marzo. Sono previsti giochi, proiezioni cinematografiche, tornei, gare, show di 'magia matematica'. A Monfalcone (Gorizia) si terranno: caccia al tesoro e flash-mob a tema matematico e un concerto musical-matematico. A Treviglio (Bergamo) il Pi greco Day si festeggia al Museo Explorazione con un gelato scientifico e curiosità su questo numero. Il Politecnico di Milano celebra l'appuntamento con un concorso per le scuole che dovranno presentare un lavoro originale collegato al Pi greco. 

Si festeggia anche sul web. Fra le iniziative principali vi è il Carnevale della Matematica: un appuntamento fisso per il 14 di ogni mese per i matematici di tutta Italia ma che il 14 marzo diventa un vero e proprio evento online. ''Anche quest'anno il sito Drop Sea pubblica contributi di matematici e divulgatori dedicati al Pi Greco'', spiega Roberto Natalini, dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo 'M. Picone' del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e dell'università di Roma Tor Vergata. 

Molte le scuole che festeggiano: l'istituto comprensivo De Amicis di Tremestieri Etneo (Catania) lo fa con una gara di giochi matematici con merenda numerica. La scuola primaria 'Italo Calvino' di Bosisio Parini (Lecco) organizza una settimana matematica, con feste e giochi, il liceo scientifico Medi di Villafranca di Verona fa una festa presentando gli esperimenti scientifici preparati dagli studenti.

 

Tra le città coinvolte nell'iniziativa non poteva mancare Siracusa: il Pi greco è conosciuto anche come la costante di Archimede, e nella città del celebre matematico sono previste iniziative al Museo Arkimedeion e nel Tecnoparco Archimede, come i 'Giochi Archimedei', una caccia al tesoro a base di quesiti logico matematici ed enigmi di Archimede.

 

Fonte: ANSA.it

 

Redazione 

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8 marzo: ricordiamo le nostre origini 

 

Ognuna ha avuto il suo: la mamma, la nonna, l’amica, l’attrice, la modella, un personaggio storico, ma in generale ogni donna è cresciuta con un modello femminile da seguire.

E sì, perché come si suol dire dalle mie parti, tutte nascono di sesso femminile, ma non tutte diventano “Femmine”.Non ho la minima intenzione in questo piccolo spazio di dilungarmi sulle origini storiche o sociali o politiche della Giornata Internazionale della Donna, basta un click sul web.

Per le donne che passano per “intellettuali e intelligenti” la festa della donna è legata alle famose operaie morte nella fabbrica americana per rivendicare i propri diritti, e quindi “non bisogna festeggiare, bisogna riflettere”; per le donne invece che non hanno alcuno spessore culturale o se ne fregano del valore intrinseco della giornata, la festa delle donne è occasione per partecipare a qualche spogliarello o cabaret volgare. Sui social network i link condivisi riguardano o dei bei maschiacci muscolosi o le solite frasi fatte “Non farti regalare una mimosa, ma cerca rispetto”. Ormai è passato più di un secolo e ancora oggi noi donne combattiamo contro il femminicidio e contro gli abusi sui posti di lavoro.

Non so da questo punto di vista quanto “siamo avanti” oggi.

Se la macchina del tempo per una volta non la programmassimo ai primi anni del '900, ma alle porte della tanto decantata Unità Italiana, scopriremmo che c’erano donne che nonostante l’organizzazione arcaica e patriarcale della famiglia erano molto più emancipate e coraggiose di noi. Parlo delle brigantesse. E qui molti penseranno “questa che iscrive inneggia delle delinquenti”. Se solo tutti leggessero di più sulla controstoria dell’Unità Italiana, scoprirebbero che il brigantaggio è stato un fenomeno importante e fondante della nostra società odierna meridionale. Persone semplici, contadini e manovali, costretti a nascondersi e a combattere per sopravvivere e difendere la propria terra e la propria gente. Le brigantesse erano femmine con la F maiuscola. Erano compagne, mamme, infermiere, contadine, manovali e anche combattenti. Per molte è stata una scelta per seguire il proprio compagno, hanno imbracciato il fucile e hanno combattuto per la propria Patria, la propria famiglia, la propria terra. E molte di loro hanno perso la vita in modo indegno.

Sono state violentate dai soldati piemontesi davanti ai propri figli, hanno assistito alla loro morte e poi una volta uccise, i loro corpi sono stati esposti nudi in bella mostra nelle piazze. Insomma, le nostre antenate hanno combattuto per conquistare un pizzico di libertà, per difendere il proprio onore e la propria famiglia, e per stare vicino ai propri compagni anche in uno stile di vita cosi arduo. E noi che oggi dal punto di vista sociale ed estetico siamo “giudicate” secondo i canoni anoressici dettati dalla moda; noi che oggi siamo rappresentate al governo o da donne che odorano della naftalina del loro schema arcaico oppure da giovanissime e bellissime donne che però si sono improvvisate intellettuali e non hanno nè arte nè parte; noi, che oggi quando cerchiamo un lavoro o troviamo proposte oscene o troviamo raccomandate; noi, che ancora oggi quando desideriamo mettere al mondo un figlio dobbiamo aver paura di perdere il posto di lavoro, semmai l’avessimo. Allora, probabilmente le palle in eredità le abbiamo ricevute, ma quando impariamo ad usarle davvero?

 

Raffaela Pocobelli

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Marc Dugain in Italia in occasione del del Festival de la Fiction Francaise

 

A Milano martedì 4 febbraio, ore 18.30 all' Institut francaise

C.so Magenta, 63 e a Roma mercoledì 5 febbraio, ore 19.00

Centre Saint-Louis

 

«Un magnifico ritratto di furia omicida, avvincente e lucido. Ricorda L'avversario di Emmanuel Carrère.» Bruno Ventavoli - La Stampa

 

«Marc Dugain ha scritto uno dei libri più intensi, veri, inquietanti e generosi di queste stagioni: un’analisi psicologica vibrante e complessa che si legge come un thriller, ma che rappresenta il ritratto di un Paese aperto e libero ma spesso incapace di crescere i suoi figli nella giusta prospettiva di una realtà in perpetua evoluzione» Sergio Pent - L'Unità

 

«Se il Truman Capote di A sangue freddo e il Fëdor Dostoevskij di Delitto e castigo si mettessero a scrivere insieme, ciò che ne verrebbe fuori forse non sarebbe tanto diverso dall'ultimo romanzo del francese Marc Dugain, Viale dei Giganti.» Seba Pezzani - Il Giornale

 

«Una fiaba esistenziale sul sottile confine che separa la normalità dalla follia, l'affressco di un mondo, l'America, osservato attraverso gli occhi di un mosro terribilmente umano, troppo umano.» Bruno Ventavoli - La Stampa

 

«Ciò che leggiamo, con pietà, disgusto e ammirazione per la tensione narrativa creata dall’autore, è la storia di un’America marginale e indifferente.» Sergio Pent - L'Unità

«Dugain sorprende il lettore a ogni pagina per la prosa implacabile e davvero rara e racconta la parabola discendente dell'America anni '70, trasformando il romanzo in una metafora lucidissima sul fallimento di quella generazione.» Gian Paolo Serino - Libero

 

«Liberamente ispirato alla storia di un serial killer americano, un romanzo potente e disturbante.» Le Figaro

 

«Quello che Dugain scrive, il lettore lo vede. Grazie alla trasparenza del suo stile, la parola e l’immagine sono una cosa sola. La scrittura è energica, efficace, priva di retorica.» Le Nouvel Observateur

 

Adolescente tormentato dall’angoscia, dotato di un corpo smisurato che non sa come abitare e del quoziente intellettivo di un genio, Al Kenner ha solo quindici anni quando uccide i nonni paterni a colpi di fucile. È il 22 novembre del 1963, il giorno dell’assassinio di John Kennedy e, per una grottesca coincidenza, anche quello che cambierà per sempre la vita del protagonista. Internato in un ospedale psichiatrico, Al ingaggia un combattimento disperato e solitario contro il male che lo pervade, contro un passato segnato dai soprusi della madre e dall’adorazione incondizionata per un padre remissivo. Cinque anni più tardi i suoi psichiatri lo di chiarano innocuo, restituendolo apparentemente guarito alla società. Ma l’illusione di poter condurre una vita normale cede presto il posto ai cattivi pensieri, e alla tentazione di trasformarli in realtà. Ispirandosi alla vita reale del serial killer Edmund Kemper – tuttora detenuto nel carcere di Vacaville per aver massacrato mezza dozzina di giovani autostoppiste – Dugain ci racconta con prosa implacabile il percorso interiore di un assassino fuori del comune. Ma Viale dei Giganti è anche una grandiosa storia on the road; un lucido affresco della società americana degli anni settanta, scossa dal movimento hippy e dalla controcultura, vista con l’occhio intransigente di un personaggio mostruoso e al tempo stesso profondamente umano.

 

Marc Dugain è nato nel 1957 in Senegal, e all’età di sette anni si è trasferito in Francia con la famiglia. Dopo la laurea in Scienze politiche e un periodo a capo di una compagnia di aviazione, a 35 anni ha pubblicato il suo primo libro, La stanza degli uffi ciali. È autore di altri sei romanzi tradotti in tutto il mondo, tra cui La maledizione di J. Edgar, Un’esecuzione ordinaria e L’insonnia delle stelle. Dal 2001 vive in Marocco.

 

Isbn Edizioni

340 pag. / 22,50 euro

Traduzione Chiara Manfrinato

 

 

Redazione

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Nota: I campi con l'asterisco sono richiesti

Stiliste ucraine contro la corruzione

 

Sulla T-shirt nera abbinata ad una minigonna in morbida pelle dal piglio couture, campeggia una scritta color oro ricamata: No corruption ("No alla corruzione"). L'autrice del look è Ksenia Schnaider, 30 anni compiuti oggi, la più anziana tra le sei bellissime designer ucraine, ospiti di Pitti Uomo 85, con le loro collezioni di abiti femminili.

 

 

Notizia dell'8/01/2014 ripresa dall'agenzia Ansa

 

Redazione

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Santa Lucia: la “Babbo Natale” svedese

 

Oggi si parla tanto di parità dei sessi e da un certo punto di vista ci troviamo proprio dinanzi a una situazione tale: Babbo Natale per i bambini svedesi non è solo l’uomo panciuto e barbuto vestito di rosso, ma una donna vestita di una tunica bianca che arriva col suo asinello e porta i doni ai bambini buoni e soprattutto che dormono. E si, perché, come un po’ la nostra befana, se Santa Lucia trova i bambini svegli, gli butta negli occhi una manciata di cenere e li lascia a bocca asciutta.

Santa Lucia è una delle martiri più venerate nel vecchio continente. La santa è ritenuta la protettrice dei non vedenti e degli oculisti, come è facile dedurre dalla sua iconografia, che la ritrae sempre con un vassoietto con un paio d’occhi dentro. La tradizione orale tramanda che incarcerata a causa della sua fede cristiana, a quei tempi non ben vista agli occhi dell’imperatore Diocleziano, non volendo ritrattare la propria fede, fu punita privandola degli occhi. Ma durante la notte le ricrebbero miracolosamente. Lucia era una giovane e bella ragazza, promessa sposa. Sua madre si ammalò improvvisamente e la figlia si recò sulla tomba di Sant’Agata per richiedere la grazia. Fu proprio questa santa che le comparve in sogno chiedendole di dedicare la sua vita ai bambini poveri e in difficoltà. E cosi fece. Ma il suo fidanzato, amareggiato per la perdita della cospicua dote, la denunciò alle autorità romane accusandola di essere cristiana. Le autorità volevano punirla con la prostituzione, ma la santa si oppose affermando che il corpo si contamina solo se l’anima acconsente. La forza di sei buoi non bastò a spostare il suo corpo, divenuto improvvisamente pesantissimo. Alla fine fu messa in ginocchio e decapitata.

La festività di Santa Lucia cade il 13 dicembre, che nel vecchio calendario corrispondeva al solstizio d’inverno. Il giorno non era stato scelto a caso. La protettrice della vista, della luce doveva essere commemorata nel giorno più corto dell’anno, quando la luce abbandonava molto presto il popolo.

In Italia, la festa è particolarmente sentita in Sicilia. A Siracusa, di cui santa Lucia è patrona, a Palermo, a Enna, a Messina oltre alle varie processioni figurate, c’è una tradizione culinaria famosissima: la cuccia e l’arancina. La prima è una sorta di pastiera napoletana, dove al grano si aggiunge crema al cioccolato, vin santo e granella di pistacchio, la seconda è il piatto salato per eccellenza siciliano: l’arancino di riso.

Sacro e profano si intrecciano ancora una volta, come in quasi tutte le festività sentite. D’altronde, per tutti gli italiani, e soprattutto i meridionali esiste festa senza leccornie? E menomale!

 

Raffaela Pocobelli

 

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Sei dicembre: aspettando Santa Claus

 

Sono molteplici le raffigurazioni, diverse le date, fantasiose le tradizioni, ma tirando le somme alla base c’è un’ unica immagine condivisa: il vecchio panciuto, con la barba bianca lunga, vestito di un manto rosso col bordo di pelliccia bianca. Impossibile non riconoscere Babbo Natale!

Secondo le tradizioni di origini cristiane, Babbo Natale in realtà sarebbe San Nicola da Bari, il vescovo di Myra vissuto tra il 270 e il 343 d.C.. È considerato il protettore dei bambini in seguito al suo dono di tre sacchi di monete a tre fanciulle, figlie di una famiglia troppo povera. Il padre non potendole maritare in modo decente, decise di farle prostituire e il vescovo per salvarle fece loro dono di queste monete. Le iconografie legate al santo sono diverse: nella maggior parte dei casi è rappresentato col bastone pastorale e i tre sacchi di monete o tre palle d’oro. Nello stemma di Collescipoli, in provincia di Terni, è raffigurato a cavallo con un fanciullo alle sue spalle. Ma l’attuale abito tradizionale “babbesco” gli viene donato da Clement C. Moore nel 1821 nel suo poema A visit from Saint Nicholas, dove lo descrisse come un signore allegro, paffuto e barbuto vestito di un abito rosso bordato di bianco.

Prima delle conversioni cristiane, in Germania si associava a Babbo Natale la figura del dio Odino, un vecchietto con un solo occhio, che ogni anno al solstizio d’inverno indiceva una battuta di caccia insieme agli altri dei. L’usanza prevedeva che i bambini mettessero i propri stivali vicino al caminetto colmi di carote, di paglia o di zucchero per sfamare il cavallo del dio e lui in cambio lasciava dei doni ai bambini. Sempre le tribù germaniche raccontano di un sant’uomo, a volte identificato con San Nicola, che ogni anno combatteva un demone, che uccideva i bambini. Il santo lo catturava e crocifiggeva e il demone per non sopportare quel dolore era disposto a passare per le case e portare doni a tutti i bimbi.

La dimora di Babbo Natale cambia a seconda delle tradizioni. Per gli statunitensi è al Polo Nord in Alaska, per i canadesi è a Nord del paese; per gli europei Babbo Natale vive a Rovaniemi, in Finlandia, per altri è la Groenlandia, per altri ancora la Grecia.

Insomma Paese che vai usanza che trovi, ma la sostanza è la stessa: se non fate i bravi, che sia San Nicola o il dio Odino, che venga a cavallo o con le renne, nelle vostre calze o fuori alle porte o vicino ai caminetti il nostro Babbo Natale vi lascerà solo carbone! Fate i bravi, se potete!

 

Raffaela Pocobelli

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“Fratielle e surelle”: inizia Natale!

 

26 novembre. Sono le 4.30 del mattino. L’aria è umida e fredda. Il cielo è appena illuminato. Tutti o quasi sono ancora a letto, sotto i piumoni a godersi le ultime ore di sonno prima di lavorare, di studiare, di iniziare nuovamente la giornata. All’improvviso tre colpi di tric trac e poi una voce forte in napoletano grida “Fratielle e surelle, ‘o rusario a Maronna, ogg è a primma stella da maronna” seguito dalla banda musicale cittadina che intona un canto alla Madonna. A tanti può sembrare un’usanza barbara, ma per la stragrande maggioranza dei cittadini di Castellammare di Stabia è una tradizione secolare a cui tutti sono legati. Col 26 novembre si lancia il vero countdown al Natale. Inizia infatti la novena o meglio la dodicina dedicata alla Madonna Immacolata, che si festeggia l’8 dicembre, ossia il giorno in cui quasi tutte le città vengono illuminate a festa.

Questa tradizione è legata a una vecchia storia che si tramanda da generazioni. Castellammare da sempre è stata una cittadina di pescatori. Una notte di centinaia di anni fa i pescatori uscirono al mattino presto per andare a pescare come ogni giorno, ma tardavano a rientrare. Tutte le famiglie andarono in trepidazione ad attenderli sul bagnasciuga e per scaldarsi accesero dei falò. Dei pescatori ancora nessuna traccia. Le loro donne cominciarono a chiamare tutte le persone nelle case e si riunirono intorno ai fuochi e iniziarono a pregare la Vergine tutti insieme. Dopo tante ore, finalmente una luce fioca all’orizzonte, gli uomini di mare erano salvi. Ma cosa era successo? Appena sulla battigia raccontarono la loro avventura. Durante la battuta di pesca, improvvisamente il cielo si era chiuso ed era diventato nero, era iniziato una forte tempesta. Non avevano più nessun potere sulle loro piccole imbarcazioni e cosi iniziarono a pregare anche loro. Fu cosi che alzando gli occhi sulla prua di una delle barchette comparve l’Immacolata Concezione, che li ammonì di quanto il mondo fosse divenuto cattivo e di quanto fosse necessario pregare sempre per sé e per quanti non lo fanno. Chiese ai pescatori un voto, di chiamare tutte le persone la mattina prima di andare a lavoro e di recarsi tutti insieme in Chiesa a recitare il Rosario all’Immacolata, nei 12 giorni, come 12 sono le stelle che Le coronano il capo, precedenti l’Immacolata. Cosi fu e cosi è ancora.

La cosiddetta “voce” è un onore che si tramanda di padre in figlio. Tutte le chiese a quell’ora sono aperte e tanti sono i fedeli che vanno a pregare. E la notte del 7 dicembre c’è poi la tradizione legata ai falò. I ragazzi dei vari quartieri raccolgono la legna e fanno una gara, cercando di creare il falò più alto. Ovviamente, come sempre succede, è capitato a volte che il fuoco ha creato qualche incidente, disagio, a volte anche veri e propri incendi. L’anno scorso il sindaco in carica stabiese Luigi Bobbio ordinò di organizzare i falò sul bagnasciuga in modo tale da evitare pericoli di questo genere. Non si sa quale sia la decisione in merito del nuovo sindaco.

Non può mancare ovviamente la leccornia legata alla festività, come sempre capita al Sud. Il giorno dell’Immacolata si beve cioccolata calda e si prepara un dolce, diciamo di fortuna, in ricordo di quella notte cosi difficile in cui le donne mangiarono cose veloci. Si friggono “e zeppole co’ mel”, ossia zeppole di pasta cresciuta con uva sultanina condite nel miele caldo e colorate con tanti confettini. Una coccola per il palato e anche per il cuore.

 

Raffaela Pocobelli

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Thanksgiving day: 390 volte grazie

 

E nella grande patria americana sono tante le feste a cui si da gloria, sono tante le occasioni in cui vale la pena visitarla e restare allibiti davanti le luci, le decorazioni, i significati. E poi oltre a queste c’è il thanksgiving day, il giorno del ringraziamento. Il quarto giovedi di novembre si ricorda il primo raccolto di chi ha dato le origini a questa nazione, i padri pellegrini, che lasciarono la loro madrepatria inglese a bordo della Mayflower a causa delle loro idee religiose molto integraliste.

Il viaggio dei Pilgrim Fathers nel 1621 fu lungo attraverso l’Oceano Atlantico e molti si ammalarono e morirono durante la traversata. Arrivati sul suolo americano in pieno inverno il terreno era selvatico e inospitale. Con tanta pazienza e speranza i futuri fondatori dello stato americano piantarono i semi che avevano portato con sé dalla madrepatria, ma il primo raccolto non andò a buon fine e un’altra metà del gruppo morì. Furono i nativi americani a suggerire quali colture e quali animali cacciare, ossia il granoturco e i tacchini. Al primo raccolto ottenuto con successo nel 1623 i padri pellegrini decisero di ringraziare ogni anno Dio per l’abbondanza di quel raccolto e di averli preservati da una fine sicura.

Solo nel 1789 grazie a George Washington la festa del ringraziamento ha luogo lo stesso giorno in tutti gli stati americani. Una delle tradizioni legate proprio al leader della Casa Bianca è la grazia presidenziale, lanciata per la prima volta da John Fitzgerald Kennedy. Questa usanza salva dalla cottura al forno due grossi tacchini che aprono la parata del giorno di festa. Su internet il popolo americano dona un nome ai due tacchini, come Stars and Stripes, May e Flower, Apple e Cider. Ovviamente il piatto protagonista dei pranzi del Ringraziamento a cui partecipa rigorosamente tutta la famiglia è il tacchino ripieno, che viene donato anche ai meno fortunati. Si stima che nel week end della festività vengano consumati 40 milioni di esemplari!

Quest’anno nella parata di New York hanno ripreso vita personaggi e cartoon molto amati dal popolo americano come Grande Puffo, Spiderman, Spongebob, HelloKitty, il tacchino gigante, Snoopy, Pinocchio, clown, babbi natale e tanti altri.

E dopo il ringraziamento annuale anche gli americani si proiettano al Christmas day. Il venerdi successivo al Thanksgiving day è chiamato negli USA Black Friday e da inizio allo shopping natalizio.

 

Raffaela Pocobelli

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Novembre: il ciclo della vita

 

Forse non è un caso che il mese di novembre sia ritenuto da tutti come quello più triste. Probabilmente è cosi… ma non per tutti.

Per i celti il 1 novembre iniziava il nuovo anno, festeggiavano il loro Capodanno, poiché era il momento di semina dei campi, secondo un proverbio molto diffuso nell’ambiente agricolo ai Santi che il frumento sia nei campi. La chiesa, ai tempi di Carlo Magno, per cristianizzare un mese così legato al mistero della morte (le semine) e della vita (il nuovo ciclo vegetativo) aveva consacrato i primi due giorni ai Santi e ai Morti. Sono giorni impregnati di sottile malinconia con la nebbia che sale dai campi umidi. Il Pioppo, albero simbolo del mese, comunicava agli uomini come vestirsi. Quando cominciava a perdere la sua chioma era il momento di indossare le maglie calde perché il tempo cominciava a cambiare.

Ed è ancora cosi. Novembre è per eccellenza il mese del cambiamento meteorologico. Siamo partiti da un settembre che ci metteva tristezza perché le giornate si accorciavano, c’era meno luce, e le prime piogge autunnali bagnavano l’asfalto bollente facendo salire nell’area il tipico odore della strada “rinfrescata”. Ed ora ci ritroviamo a fare di fretta e furia il cambio di stagione.

Ma in fine dei conti, penso che Novembre svolga il compito di capro espiatorio, di mese “antipatico” per farci godere in modo ancora più pieno la magia del Natale, quando raggomitolarci nel cappotto, e riscaldarci con cappello, sciarpa e guanti non basta a salvare la punta del naso che diventa rossa e fredda.

E allora teniamoci quest’aria di malinconia e tristezza ben stretta, perché cari lettori manca ben poco. I comuni, i centri commerciali già stanno installando le luminarie natalizie, le leccornie tipiche del periodo della natività hanno già il loro posto d’onore al supermercato, e San Gregorio Armeno è già stracolmo di turisti. Mancano poche settimane all’Immacolata. Prepariamoci a farci riscaldare il cuore dalle nenie natalizie per le strade delle nostre città.

 

Raffaela Pocobelli

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San Martino: fusione tra sacro e profano

 

A San Martino ogni mosto diventa vino. Questo è il proverbio che accompagna il giorno 11 novembre, festa di San Martino, e più in generale il periodo che subito precede e segue questa data, meglio conosciuto come l’Estate di San Martino. Si parla di estate in pieno autunno, perché dopo i primi freddi autunnali segue un periodo di tepore dal punto di vista meteorologico, tregua tra l’autunno ormai quasi alla fine e l’inizio dell’inverno. In passato, l’11 novembre si rinnovavano i contratti agricoli annuali, da cui deriva il detto fare San Martino, ossia traslocare.

Più in generale il proverbio su San Martino, deriva dall’usanza di aprire le botti per poter assaggiare il primo vino novello. Un’aria di festa riempiva i paesi che vivevano questo gesto come un vero e proprio evento propiziatorio. Come non ricordare l’immagine di calore e familiarità che trasmette Giosuè Carducci nella sua San Martino:

La nebbia a gl'irti colli Piovigginando sale,

E sotto il maestrale

Urla e biancheggia il mar;

 

Ma per le vie del borgo

Dal ribollir de' tini

Va l'aspro odor de i vini

L'anime a rallegrar.

 

Gira su' ceppi accesi

Lo spiedo scoppiettando:

Sta il cacciator fischiando

Su l'uscio a rimirar

 

Tra le rossastre nubi

Stormi d'uccelli neri,

Com'esuli pensieri,

Nel vespero migrar. »

Ma a parte le usanze di carattere profano, bisogna ricordare che l’11 novembre si commemora il Santo vero e proprio, San Martino Vescovo di Tours. Anche la storia del santo unisce il sacro al profano. Martino viveva in una regione dell’impero romano, la Pannonia, corrispondente all’attuale territorio ungherese, con la sua famiglia. Suo padre era tribuno della legione, e diede questo nome al figlio, in onore del dio della guerra Marte. Essendo figlio di tribuno, ben presto Martino entrò a far parte dell’esercito e si trasferì nella città di Amiens. Lì avviene uno degli incontri più significativi della sua vita, che portò alla sua conversione. Durante la notte incontrò un vagabondo reso inerme dal freddo invernale. Martino tagliò in due il suo mantello e ve lo avvolse dentro, dandogli calore. La notte dopo, gli comparve in sogno Gesù che lo ringraziava per averlo riscaldato col suo mantello e lo affidava agli angeli. Al risveglio, il suo mantello era di nuovo intero e per anni è stato custodito gelosamente come una reliquia. Fu per questo motivo che Martino si battezzò. Per altri 20 anni guidò l’esercito e poi si ritirò a vita monastica. Successivamente fu il popolo di Tours a volerlo come vescovo e lui adempì a questo ruolo sempre seguendo la sua grande umiltà.

L’11 novembre è il giorno dei suoi funerali a Tours. In ricordo di questo evento nelle Fiandre, nelle zone cattoliche tedesche, austriache e in Alto Adige, i bambini partecipano a delle processioni con le lanterne accese, ricordando la fiaccolata che accompagnò in barca il corpo del santo a Tours. Il cibo tradizionale di questo giorno, oltre al vino e alle buone castagne, è l’oca. Quando Martino fu scelto per diventare vescovo ebbe timore e si nascose in una stalla piena di oche, ma quest’ultime starnazzando indicarono al popolo il nascondiglio del futuro vescovo.

In Italia le tradizioni sono per lo più culinarie. A Venezia si prepara il dolce di San Martino, un biscotto di pasta frolla con la forma del Santo con la spada a cavallo, ricoperto di glassa e confettini colorati. Per l’occasione i bambini della laguna intonano un canto di buon augurio per le case e i negozi, suonando con strumenti di fortuna, chiedendo in cambio qualche monetina. A Scanno, in Abruzzo, si fa la gara tra le cosiddette glorie di San Martino, ossia ogni quartiere organizza un falò e vince quello più alto. A Palermo, l’11 novembre si mangia il famoso biscotto abbagnato nn’o muscatu ossia il biscotto inzuppato nel vino moscato di Pantelleria.

Insomma tra una castagna, un dolcetto e un brindisi col buon vino, ricordiamoci del gesto di umiltà e di altruismo di San Martino e seguiamo il suo esempio al giorno d’oggi.

 

Raffaela Pocobelli

 

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Halloween: nel centro storico di Napoli rivivono amori clandestini e vecchie tragedie

 

Nel nostro percorso lungo le varie festività legate ai mesi dell’anno, siamo arrivati alla festa di Halloween e alla commemorazione dei defunti. Non voglio affatto prolungarmi sulle origini ed i significati di Halloween, basta cercarli su un motore di ricerca ed usciranno migliaia di risultati. Voglio soffermarmi invece, su quanto questa festa non sia tanto amata qui nel nostro Paese. In effetti, a diffondere questa usanza sono solo i poteri economici e consumistici, che ci esortano a comprare cioccolatini a forma di zucca, a mangiare i prodotti di svariate marche di dolciumi che semplicemente mettono un cappellino da strega o un teschio sulle loro confezioni, ma la sostanza dello snack non cambia. Anche la tradizione tanto consolidata in America di “Dolcetto o scherzetto?” qui non riesce a sedimentarsi. In primis perché è semplicemente un modo per ricevere un dolciume o fare uno scherzo, in quanto noi non sentiamo vivo nessun significato in quelle parole, e in secundis, nota dolente, spesso gli scherzetti sono di pessimo gusto.

C’è però un’iniziativa che mi ha parecchio colpita, e che mostra come, i partenopei come sempre, sappiano interpretare in modo innovativo le vecchie tradizioni e soprattutto modellare a propria fantasia un qualcosa che non ci appartiene per niente. Una nota associazione culturale partenopea organizza nella notte del 31 un insolito tour per i vicoli del centro storico di Napoli. Il percorso prende avvio da piazza Luigi Miraglia, nei pressi della cappella Pantano, conosciuta come famiglia di necrofori. Proseguendo per via dei Tribunali ci si potrà imbattere nelle preghiere delle fanciulle in età da marito che in passato si recavano alla chiesa dedicata alle anime del Purgatorio per chiedere la grazia di convolare a nozze. A Piazzetta Nilo sarà possibile sentire i lamenti delle monache che vennero mandate via dal loro adorato convento. Vecchi amanti che si rincontrano, vecchie tragedie che si riconsumano ancora una volta, cigolii di carrozze che trasportano anime in pena. Queste sono solo alcune delle tappe che il tour proporrà ai partecipanti. Insomma, i napoletani approfitteranno della notte di Halloween per conoscere più da vicino le vicende storiche e soprattutto le leggende che si sono consumate nei vicoli di uno dei più affascinanti centri storici del mondo. Sarà anche occasione per incontrare figure che ogni giorno vivono nei nostri modi di dire, come ad esempio “ ‘o munaciell”, che lascia i numeri da giocare al lotto.

Addirittura anche la squadra della città ha dato vita a due nuove figure di Halloween: Azzurrina e Celestino che oggi hanno augurato a tutti i tifosi un buon festeggiamento.

L’iniziativa è molto suggestiva anche perché prende vita in una delle città più scaramantiche del mondo e legatissime al culto dei morti. Il nostro paese è molto più legato alla commemorazione dei defunti, il 2 novembre, che piuttosto al loro “festeggiamento”. In ogni caso, da anima partenopea doc, come non concludere questo articolo con la poesia più bella della nostra letteratura italiana scritta dal nostro amatissimo Antonio De Curtis, in arte Totò “A Livella”. A voi lascio la strofa finale del suo componimento, quella che da anni fa riflettere generazioni e generazioni e che mai nessuno dovrebbe dimenticare in ogni giorno della vita:

 

…'A morte 'o ssaje ched''e?...è una livella.

'Nu rre,'nu maggistrato,'nu grand'ommo,

trasenno stu canciello ha fatt'o punto

c'ha perzo tutto,'a vita e pure 'o nomme:

tu nu t'hè fatto ancora chistu cunto?

 

Perciò,stamme a ssenti...nun fa''o restivo,

suppuorteme vicino-che te 'mporta?

Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive:

nuje simmo serie...appartenimmo à morte!"

 

Raffaela Pocobelli

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La cioccolata: rifugio autunnale dell’anima

 

Chi nella propria vita, in una delle prime tempeste autunnali non si è rintanato dentro casa e si è accoccolato sul divano con un po’ di cioccolata per prepararsi ad affrontare un nuovo tempo grigio? Le foglie che cadono, i colori caldi ma non più vivi mettono una certa malinconia nell’anima e la cioccolata sembra cullarci e calmarci coi suoi sapori, amari, dolci o fruttati che siano.

Quest’anno per la prima volta ho visitato uno degli eventi più conosciuti in Italia legato alla cioccolata: l’Eurochocolate di Perugia. In linea di massima la manifestazione è ben organizzata dal punto di vista logistico. Ci sono parcheggi situati nella parte bassa della città da cui parte il minimetrò con una cadenza di 2 minuti e porta i passeggeri fino alla piazza principale dell’evento. La città è pulita, ci sono tantissime persone e molti spettacolini di artisti di strada. La varietà di cioccolata è tantissima: al miele, all’uvetta, al riso, alle nocciole, mandorle, latte, fondente, gianduia, bianco e chi più ne ha, più ne metta.

Ma la cosa che però lascia a desiderare è che nella casa per eccellenza del cioccolato i prezzi sono cari e soprattutto non si può degustare niente. O meglio, se si fa la faccia tosta di chiedere un assaggio, i venditori ti offrono una mollichina su un coltello e basta. E poi ne puoi assaggiare uno, massimo due. È vero che ci passano milioni di visitatori ma una persona che fa dei chilometri per arrivare fin li e poi non può nemmeno assaggiare e in base a ciò scegliere cosa comprare mi sembra un po’ irrispettoso. Il prezzo del più famoso cioccolatino della Perugina costa molto più a Perugia che a Napoli. Perché quindi acquistarli li?

La manifestazione ha inoltre messo a disposizione dei visitatori una card del costo di 5 euro, che dona la possibilità di partecipare a qualche degustazione. Ma anche quelle hanno deluso. Fare una fila enorme per avere una monetina di cioccolato è normale? Oppure per avere un cioccolatino della Lindt? O per avere mezzo millimetro di liquore? Cosi un po’ per gli altri 2-3 omaggi.

La vera sorpresa è stata invece la fabbrica vera e propria della Perugina che si trova a 10 minuti da Perugia, a San Sisto. Si paga il biglietto di ingresso, ma ci sono molteplici degustazioni, la visita del Museo, la visita della fabbrica, la possibilità di acquistare nello shop Perugina che ha confezioni totalmente diverse da quelle che si vedono in giro, e poi vi è la lezione per imparare a fare i cioccolatini. Poi pagando a parte è possibile partecipare a lezioni di 3 ore di cake design del cioccolato. Insomma, visitare la fabbrica è stata la cosa più carina e si può fare durante tutto l’anno.

Insomma, meglio fare una bella passeggiata nella nostra bellissima città partenopea e fermarsi nei punti vendita dei nostri mastri cioccolatieri e farci deliziare il palato, arricchendo l’economia della nostra Napoli e svuotando di meno le nostre tasche.

 

Raffaella Pocobelli

 

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La mia riflessione d’autunno

 

Negli articoli precedenti ho rappresentato il periodo autunnale come il momento in cui l’uomo si ferma per un attimo a guardare indietro, ai suoi trascorsi, a ciò che è riuscito a costruire e ciò in cui ha “fallito” almeno temporaneamente. È l’occasione, per l’appunto, di un momento di riflessione.

Questa settimana voglio proporvi la mia, o forse più che una riflessione risulterà uno sfogo, ma non lo è. Ogni giorno lo stesso iter: collegarsi a internet, controllare tutti i siti di annunci di lavoro, e inviare curriculum vitae a gogò! All’inizio mi soffermavo sull’indirizzo, che tipo di azienda fosse. Oggi non lo faccio più. Laureata da due anni, e con un anno di anticipo, col massimo dei voti, nonostante altre tremila attività di scrittura, volontariato, militanza, e nonostante i problemi familiari. Come tanti altri giovani, non mi sono persa mai d’animo, di fronte alla strafottenza o all’indifferenza di professori che o svolgevano il proprio lavoro con noia o con troppi “sa chi sono io”. Pochi, rari e preziosi sono i prof che ti comunicano vero interesse per quello che ti costringono a studiare. Comunque, sorvoliamo. Ormai non importa se il lavoro è vicino o lontano, se l’azienda è piccola o grande, è la voglia di affermarsi in un campo, in un’attività, per dare spazio alla mente di svilupparsi, per non farla oziare in modo negativo, almeno per dire “caspita i soldi che ho speso per laurearmi sono stati un buon investimento”.

La settimana scorsa un annuncio di lavoro richiedeva la figura di una ragazza automunita che accompagnasse i bambini alla scuola elementare e facesse un po’ di doposcuola il pomeriggio. Bene! La scuola in questione è di fronte casa mia, avrò il vantaggio della vicinanza; inoltre ho già svolto attività di volontariato per l’educazione dei bambini, altro punto a mio favore. Chiamo carica e piena di speranza: “Pronto, buongiorno, ho letto l’annuncio sul sito web e volevo candidarmi per la figura che ricercate”, la risposta è stata “mi dispiace signorina, ma abbiamo preso le due ragazze che già lavoravano qui l’anno scorso, già sanno cosa fare, stiamo più tranquilli”. Io sgomenta le rispondo “quindi l’annuncio è una presa per i fondelli. La ringrazio e le auguro di passare la stessa giornata di m….a che lei mi ha appena regalato”.

Non è il primo ne l’ultimo caso, ma comunque ho di peggio da raccontarvi. Venerdi scorso vado ad un colloquio. La sala d’attesa gremita di giovani che venivano persino da 200 km di distanza… mah! Ho pensato di essere già fortunata se un’azienda con un cosi grande bacino di utenza e interesse mi aveva selezionato. Passa 1 ora, poi 2 e poi 3 … e quando viene il mio turno? Mi alzo per sgranchirmi un pò le gambe e mi avvicino alla segretaria e non volendo ascolto la sua conversazione. E si, perché il telefono continuava a suonare a vento per tutte le richieste di colloquio. La segretaria però era “tanto buona e sincera” con gli illusi candidati telefonici “mi dispiace, ma in effetti i colloqui veri sono terminati. Abbiamo già scelto i candidati ieri, ma avendo già dato l’appuntamento a tutti questi giovani potevamo mai deluderli? E quindi i colloqui li stanno facendo per non far brutta figura, e sono organizzati dalle stesse nuove reclute” … e qui che la segretaria alza lo sguardo e mi trova a fissarla in cagnesco e staccando la chiamata ha una voce tremolante. “Mi sta dicendo che io ho perso 3 ore della mia giornata su quella sedia ad aspettare per niente?”. Lei muta! Avviso gli altri poveri ragazzi e succede una bolgia. Risultato: tutti a casa senza lavoro, dopo aver perso tempo e anche i soldi della benzina!

Ma cosa c’avete in testa? Ma pensate veramente che siamo cosi disperati da farci prendere per i fondelli? Si, è vero! Vogliamo un lavoro, ne abbiamo bisogno per un motivo economico, ma anche per un motivo di soddisfazione e realizzazione personale. Il nostro unico torto è di avere le capacità ma non le raccomandazioni!

E questo fenomeno non è limitato solo a me e non solo al Sud del nostro paese. Ho purtroppo diversi cari amici con brutte esperienze. Un mio compaesano e amico di ballo dopo 6 anni circa dalla laurea, e dopo anni passati ad essere sfruttato come rappresentante di varie compagnie telefoniche e televisive, ossia rompeva le scatole nei centri commerciali cercando di stracciare un appuntamento o traguardo dorato un contratto per una piccola percentuale, ha vinto un concorso per un contratto a tempo determinato al Nord inerente i suoi studi. E cosi è partito, ha lasciato amici, parenti, famiglia e interessi con la speranza di un rinnovo futuro. La durata dell’impiego più che determinata è stata striminzita e dopo 6 mesi è di nuovo qui con la giacca e la cartellina nei centri commerciali.

Un altro caro amico, giovanissimo, fa il cuoco. È partito con la valigia piena di speranze dopo aver ottenuto il posto nella cucina di un ristorante italiano ad Amburgo. Arrivato li, con le proprie tasche, a dargli il benvenuto una cucina lurida, sporca e diversi esseri a quattro zampette a fargli da assistenti e un puzzolente, ammuffito sottoscala senza finestre per dormire. Alias soldi risparmiati perduti e niente lavoro.

Infine, la mia migliore amica. Abita da 3 anni a Parigi. Ha fatto l’Erasmus lì, la ricerca tesi e ora la domanda di dottorato. Ed è stata anche accolta. Cosa desideri di più? Beh, è triste e insicura, perché li a Parigi non ha trovato la stessa socialità e apertura di mente della sua Napoli. Non ha trovati cuori caldi, nè sorrisi. Insomma si sta chiedendo se vale la pena per un lavoro sicuro stare lontano dai propri cari, dalla famiglia, dagli amici, dalla sua terra o conviene stare a carico di mammà ma serena nell’animo. In Italia le possibilità di dottorato sono minime e a volte le domande da compilare e i criteri di scelta sono assurdi. Fare il dottorato all’estero vuol dire dover rimanere lì per continuare a lavorare.

Allora a volte mi chiedo: è da quando avevo tre anni che vado a scuola. Ho studiato per 21 anni. Avrò anche grande cultura e capacità, ma perché nonostante tanti prima di me si siano laureati e abbiano trovato lavoro, nessuno ha pensato di migliorare la società, i suoi ingranaggi? Mi rivolgo in particolare a chi con i propri studi ( che sono uguali ai miei) sono divenuti deputati, senatori e guidano il nostro paese. Ma come vi sentireste voi se un vostro figlio venisse trattato come l’ultimo del mondo, se non trovasse lavoro o se venisse strumentalizzato e sfruttato per pochi euro al mese? Un giovane che non lavora non ha scelta. Non ha soldi per permettersi una seconda laurea o un master. Non ha soldi per viaggiare, non ha soldi nemmeno per godersi la vita e perlomeno oziare con soddisfazione! E che cavolo!

Che futuro ha una società in cui i giovani non si possono sposare e avere una propria casa? Mettere al mondo un figlio non si sa se convenga più né alla famiglia né al futuro nascituro!

È inutile dire che l’unica speranza è emigrare. Perché non solo i “bidoni” si ricevono anche all’estero, ma soprattutto se tutti lasciano questa terra tanto martoriata chi la salverà? Chi combatterà per riscattarla?

 

Raffaella Pocobelli

 

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Autunno: tempo di passaggio in tutto il mondo

 

“Si sta come d’autunno

Sugli alberi le foglie”

 

I versi di Ungaretti hanno fatto il giro del mondo. L’uomo rappresentato nella figura della foglia che secca, stanca, cade da un albero che ormai non le dà più linfa è per antonomasia la metafora più decantata al mondo. L’intelligenza umana arriva al momento della vita in cui tira le somme, si guarda indietro, si sente stanca, senza forze, senza voglia di continuare, ma col desiderio di lasciarsi andare al destino, al vento che non si può guidare, che ci porta dove desidera, dove capita.

Leopardi esprime lo stesso concetto nella sua Imitazione :

Lungi dal propio ramo,

Povera foglia frale,

Dove vai tu? Dal faggio

Là dov'io nacqui, mi divise il vento.

Esso, tornando, a volo

Dal bosco alla campagna,

Dalla valle mi porta alla montagna.

Seco perpetuamente

Vo pellegrina, e tutto l'altro ignoro.

Vo dove ogni altra cosa,

Dove naturalmente

Va la foglia di rosa,

E la foglia d'alloro.

La parola autunno si è diffusa in modo capillare solo nel XVI secolo. Precedentemente per usare questa stagione si usava la parola “Raccolto”, caduta in disuso con l’abbandono delle campagne in favore dei centri urbani. Nella lingua anglosassone autunno si indica con due termini autumn e fall. Quest’ultimo termine, in pieno stile romantico, significa letteralmente “caduta” e fa riferimento proprio alla foglia secca che cade dal ramo. Uno degli esempi più forti dell’identificazione della foglia con l’animo umano nella letteratura italiana è data da alcuni versi di Odi barbare di Giosuè Carducci:

Oh qual caduta di foglie, gelida,

continua, muta, greve, su l’anima!

Io credo che solo, che eterno,

che per tutto nel mondo è novembre.

E proprio a proposito di Novembre, Giovanni Pascoli vede l’autunno come ingannatore, la luce ancora presente ancora calda dà speranze all’uomo che invece poi si ritrova catapultato nell’inverno della propria vita. La primavera è la fanciullezza, l’estate la giovinezza, l’autunno la maturità e l’inverno la vecchiaia anche nel sonetto di John Keats Le stagioni degli uomini. La fanciullezza dell’uomo è “vogliosa”, piena di vita e di forza. L’anno comincia con la primavera che è la stagione della freschezza e della gioia ed è l’età dell’ innocenza. Man mano che passa il tempo la vivacità della fanciullezza si tempera con il calore dell’estate della gioventù. Non c’è più voracità nel desiderio. La mente della gioventù preferisce ruminare i bei ricordi d’infanzia e soddisfare così la sua fame. Poi arriva l’autunno della sua vita, stagione della maturità, di totale appagamento e saturazione. L’uomo di mezza età diventa quasi ozioso e indifferente a tutte le cose che lo circondano. Sembra distaccato da tutto quello che prima lo affascinava. Vive come in un “assenza”, in un oblio, invisibile alle pulsazioni della vita. L’anno della sua vita si conclude con l’improvviso arrivo dell’inverno, freddo e pallido.

Affrontare il tema dell’autunno nella letteratura in toto è impossibile in poche righe. Questa stagione è decantata nella musica, tra le opere più famose Le quattro stagioni di Vivaldi, nella pittura con le opere di Caravaggio, di Cezanne, Kalendisky e tanti altri.

È vero che l’autunno cederà il passo all’inverno, ma bisogna cogliere questa bassa stagione per prepararsi alla migliore della vita, la primavera.

 

Raffaela Pocobelli

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Equinozio d’autunno: un ringraziamento prima di ricominciare

 

La parola equinozio deriva dalla lingua latina e significa “notte uguale” al giorno. L’evento cade solitamente tra il 21 e il 23 settembre. Dal punto di vista astronomico, in questo giorno il sole sorge al Polo Sud e tramonta al Polo Nord, facendo si che il giorno come la notte durino esattamente 12 ore ciascuno, in tutto il mondo.

L’autunno per molti è come l’inizio d’anno, ossia un momento in cui si tirano le somme di un altro anno di vita vissuta. È il momento in cui inizia di nuovo il solito tram tram giornaliero, per chi ha fortuna di viverlo. I bambini ripongono a malincuore il costume e rimettono il grembiule, gli adulti tornano a lavoro, e anche il cielo ritorna ad essere più pallido, meno caldo. Sarà il colore delle foglie beige, marroncine, bordeaux ad indurci a riflettere, a capire cosa abbiamo seminato e più importante, cosa siamo riusciti a raccogliere attraverso il nostro impegno annuale.

Anche dal punto di vista culturale, l’equinozio d’autunno è il momento in cui si ringrazia, la divinità, la natura, il fato, del raccolto, questa volta in termini strettamente agricoli. Nella tradizione druidica, l’equinozio d’autunno è chiamato Alban Elfed, ed è l’occasione per festeggiare il momento della mietitura. Anche nella tradizione celtica, c’è una festa in onore di Mabon, il dio della vegetazione e dei raccolti, figlio della Dea Madre. Mabon fu rapito tre notti dopo la sua nascita e fu imprigionato per lunghi anni, finché Re Artù non lo liberò. Il mito celtico richiama a pieno il mito di Persefone, simbolo dei frutti della terra che sono raccolti in luoghi sicuri e poi sacrificati per dare vita agli uomini. Mabon è il tempo del seme, è il momento di ottenere dagli ultimi frutti ben maturi i nuovi semi che serviranno per il futuro raccolto. L’inverno avrà la funzione di essiccarli al buio, chiusi nei loro sacchetti, pronti poi per essere seminati in primavera. Con l’autunno inizia il dominio delle tenebre che durerà fino al solstizio d’inverno, che riaprirà a sua volta, la strada alla luce.

L’autunno porta con sé una carrellata di immagini che ci regalano sensazioni sensoriali forti: la vendemmia col suo profumo, i viali incorniciati con alberi spogli, i colori bellissimi delle foglie, i ricci delle castagne, gli uccelli che migrano. Settembre è per eccellenza il mese che viene etichettato come autunnale, anche se lo è solo per metà. È quello meno piacevole dell’anno per tanti, perché le vacanze finiscono e gli uomini ritornano meno liberi e meno padroni del proprio tempo.

Ma è il momento in cui meditare sulle nostre future scelte e decidere cosa seminare in futuro. E quindi per questo motivo che termino l’articolo con una poesia, che sia un augurio a tutti per un buon equinozio di riflessione:

" Nel mese del passaggio

Nel mese del passaggio

Nel difficile varco tra i mondi

L’augurio di custodire

Mentre il buio avanza

La memoria della luce".

 

Raffaella Pocobelli

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Tradizioni d’Autunno. La festa della Luna

 

La cultura mondiale, a prescindere dalle indoli e dalle origini dei vari popoli, si rinnova e allo stesso tempo si rafforza attraverso le infinite tradizioni che la costituiscono. In quest’ultime convivono caratteristiche religione ma anche laiche, abitudini sopravvissute grazie ai racconti degli antenati e nuovi elementi innovativi.

Per quanto riguarda l’autunno, le tradizioni sono legate soprattutto all’equinozio, ossia al 22 settembre, giorno in cui la durata del giorno è esattamente uguale a quella della notte. Secondo il racconto di chi l’ha vissuta, uno degli eventi più affascinanti e magici legati a questa stagione è la festa della Luna, organizzata all’ombra della Muraglia cinese. Le prime tracce della festa della Luna, conosciuta anche come Festa di Mezz’Autunno, le ritroviamo all’epoca dell’imperatore Wu Di della dinastia Han (156-87 a.C.), grazie al quale si concedevano 3 giorni di festeggiamenti. Per un periodo piuttosto breve la festa della Luna è divenuto un evento limitato alla sfera nobiliare, fino a quando la sua diffusione è stata tale da essere estesa a tutta la popolazione.

Alla base della festa della Luna, vi è una storia d’amore. Houyi, giovane essere immortale si innamorò di Chang'e, bellissima ancella della moglie dell'imperatore. Gli altri immortali, gelosi del loro amore, calunniarono i due di fronte all’imperatore, che li bandì dal Regno del cielo e furono costretti a vivere sulla terra. Per sopravvivere, Houyi iniziò a cacciare e divenne un provetto arciere. In quell'epoca esistevano dieci Soli, che avevano la forma di uccelli a tre gambe e vivevano su un albero di gelso nel mare orientale. Ogni giorno uno degli uccelli doveva viaggiare intorno al mondo su carro condotto da Xihe, la divinità "madre" dei soli. Un giorno, tuttavia, tutti e dieci i Soli decisero di viaggiare insieme, di conseguenza la terra iniziò a bruciare. L'imperatore Yao, all'epoca imperatore della Cina, comandò a Houyi di usare le sue abilità nel tiro con l'arco per uccidere tutti i soli tranne uno. Avendo compiuto con successo la missione, Houyi venne ricompensato dall'imperatore con una pillola che garantiva l'immortalità, con la promessa di consumarla dopo aver digiunato e pregato per un anno. Houyi riportò quindi la pillola a casa e la nascose sotto un'asse di legno, finché un giorno non fu nuovamente chiamato al cospetto dell'imperatore Yao. In assenza del marito, Chang'e notò una strana luce bianca emanare da sotto uno degli assi di legno, scoprì e inghiottì la pillola e iniziò a volare. Houyi si infuriò e lei scappò in cielo, raggiungendo la luna, dove l’effetto della pillola si esaurì. Chiese quindi al coniglio bianco che viveva sulla luna, colui che preparava le erbe medicinali per gli dèi, di prepararle un'altra pillola. La leggenda narra che ancora ai giorni nostri il coniglio stia pestando le erbe nel tentativo di fare un'altra pillola. Houyi, nel frattempo, si costruì una casa sul sole e si tramanda che una volta l'anno, durante la Festa di Metà Autunno, Houyi sia in grado di visitare sua moglie sulla luna, ed è per questa ragione che in quella particolare notte la luna piena è più bella e luminosa del solito.

Tre sono gli elementi caratteristici di questa tradizione: la contemplazione e i sacrifici alla Luna, la produzione di dolciumi e l’unione familiare. Il 15esimo giorno dell’8avo mese lunare cinese (quest’anno il 19 settembre) è il giorno in cui la luna è perfettamente sferica e si trova alla massima distanza dalla terra e quindi nel pieno della propria luminosità. Le case e i giardini vengono decorati con lanterne e vi si installano tavoli attorno ai quali tutti i membri della famiglia si riuniscono per ammirare il cielo e l’astro bianco. I dolci, meglio conosciuti come mooncakes (torte lunari), si consumano mentre si assiste allo spettacolo astrale. Sono di diversa forma, tra le quali la più conosciuta è il coniglio lunare, e di diversi gusti, dai salati con prosciutto o carne a quelli dolcissimi con zucchero, mandorle, semi di melone, melograno. In particolar modo, quest’ultimo frutto è ritenuto un simbolo della fertilità, ed è offerto insieme alle mele, alle pesche, all’uva e ai meloni alla Luna. Questi frutti sono scelti non solo in base alla loro bontà, ma soprattutto per la loro forma tondeggiante, e spesso costituiscono i doni che le famiglie si scambiano in segno di buon augurio. Ad organizzare il programma della festività sono le donne, in quanto la luna è associata con lo yin, ossia con il principio femminile. E proprio per questo motivo, che si organizzano danze durante le quali, le giovani donne in cerca di marito, lanciano il proprio fazzoletto, con la speranza che un bel giovane lo raccolga per loro.

La contemplazione della Luna d’autunno è vissuta con fervore anche in altri paesi asiatici come il Giappone e la Thailandia, che hanno modificato alcuni tratti della festa plasmandoli  secondo la propria cultura. In Giappone, per la festa Otsukimi (guardare la luna), si confezionano 12 tsukimi, ossia degli gnocchi di riso a forma di piramide da porre sulla finestra dalla quale si ammira la Luna, insieme ad altre offerte a base di frutta, ortaggi e fiori. Anche in Giappone, le famiglie si riuniscono insieme, mangiano tsukimi ed esprimono desideri, in base alla convinzione che la Luna regali felicità.

In Thailandia, infine, la festa della Luna è una cosa per lo più modaiola e consumistica. Si va tutti sulla spiaggia a divertirsi e godersi lo spettacolo dei fuochi pirotecnici e ballare tutta la notte.

 

Raffaela Pocobelli

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Dalla rinascita del Santuario dei Lattani alla Terra dei Fuochi

 

Fra’ Francesco Mauro Del Grosso

Nominato Assistente Spirituale dell'Ordine Francescano Secolare (OFS) della Campania

 

Dopo aver sollevato dall’oblio il Santuario di Roccamonfina, Fra Francesco Mauro Del Grosso dell'Ordine dei Frati Minori, è pronto per la sua prossima “missione” nella terra dei fuochi.

Nominato Assistente Spirituale dell'Ordine Francescano Secolare (OFS) della Campania, è stato designato al San Salvatore da Horta di Orta di Atella (CE). “La notizia mi ha lasciato un po' basito – spiega -, anche perché la realtà di quel convento non la conosco ma imparerò. Non sono un tipo che si ferma all'apparenza, anche se ho saputo che il convento si trova nel bel mezzo della 'terra dei fuochi'. Ora mi domando: Signore, cosa vuoi che io faccia?”.

Il suo ritorno al Santuario di Roccamonfina (CE) nel 2007 - dopo tre anni trascorsi da parroco, guardiano e rettore della comunità di Liveri (NA) - ha contribuito, infatti, a riportare nel cuore dei fedeli la devozione per la Madonna dei Lattani.

Accettato l'incarico come guardiano e rettore dell’antica basilica dove aveva già trascorso sei anni di preghiera e meditazione tra il 1998 ed il 2004, il lavoro che l’aspettava gli si è mostrato da subito arduo. “Il monito che il Signore Gesù diede a Francesco d'Assisi: ‘Francesco va', ripara la mia casa, io sarò con te’ - racconta padre Francesco - fu per me più forte di qualsiasi altra obbedienza umana!”.

Per questo iniziò la raccolta di memorie, tradizioni e tutto quanto appartenesse al Santuario ormai abbandonato. In primis: il culto a Maria SS. dei Lattani.

“Era a Lei che dovevo 'pensare' – dice -. Ma, cosa fare e come farlo?”. La risposta non tardò ad arrivare: Fare 'uscire' la vetusta statua in pietra della Regina Mundi - l'inclita patrona della Diocesi di Teano-Calvi - per una Peregrinatio Mariae in occasione del 60mo anniversario dell'incoronazione che di lì a due anni si sarebbe poi svolta. Stabilito, dunque, il “cosa fare” c’era da pensare a “come farla”: Diocesi, parroci e tutti i devoti della Beata Vergine furono coinvolti e tenuti per mano da una guida invisibile. Come se non bastasse, l'amministrazione comunale di Roccamonfina elegge, per la prima volta nella storia della cittadina casertana, un sindaco donna. Ecco, quindi, un altro segno: una donna avrebbe accompagnato la Donna per eccellenza. Una chiamata alla quale il primo cittadino Maria Cristina Tari ha risposto immediatamente facendosi carico del coordinamento laico anche degli altri Comuni della Diocesi.

Mancava ancora la cosa più importante: le corone auree apposte sulla statua nel 1950 erano state trafugate vent’anni dopo. Parte così una maratona di solidarietà con oggetti preziosi che giungo da tutto il mondo per volontà di emigrati devoti alla Madonna. Le nuove corone sono state benedette da S.S. Benedetto XVI il 18 maggio 2010 in piazza S. Pietro così che S. Em.za il Card. Crescenzo Sepe potesse dare avvio alla grande Peregrinatio Mariae. Il 6 agosto dello stesso anno la statua è stata di nuovo incoronata da S. Ecc. Mons. Tommaso Caputo (all'epoca Nunzio apostolico di Malta e Libia ora arcivescovo di Pompei).

Da quella Peregrinatio il Santuario ha continuato a crescere di fama recuperando la tradizione di luogo di grazie particolari attraverso la sorgente miracolosa la cui acqua, si dice, faciliti il concepimento. Per questo la Madonnina dei Lattani è detta anche dei “lattanti”. I fedeli sono aumentati grazie all’apertura a gruppi parrocchiali o a comitive interessate a vivere l'esperienza di una vacanza alternativa assieme ai frati. Il silenzio e l’amenità del luogo, la preghiera e la fraternità che vi si respirano fanno del Santuario un punto di riferimento quale faro di spiritualità e accoglienza. Tutto questo grazie a fra Francesco Mauro Del Grosso che sottolinea “ho cercato di 'obbedire' alla voce del Signore, come oggi che mi parla ancora e mi dice di andare oltre”.

Il saluto di commiato è previsto l'8 settembre alle ore 18 presso il Santuario della Madonna dei Lattani aRoccamonfina (CE).

 

Redazione

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Conosciamo da vicino Carmen Morante, una delle bellezze del Miss International Italy

 

Miss International Italy, più che un concorso, un’esperienza di vita nata dalla dolcezza ma anche dal temperamento determinato e dallo stile inconfondibile della direzione organizzativa, a cui fa capo Silvia Bianculli, una donna che ha associato al portamento una qualità fondamentale: l’intelligenza delle donne, sorridenti, belle e consapevoli di ciò, ma soprattutto con una loro personalità da esprimere, sia in passerella che nella vita quotidiana.

Ecco che sul nostro portale, dove Miss Italia è stato un concorso più volte ospitato, è interessante proporre quest’intervista, rilasciata in esclusiva da una delle partecipanti inizialmente più timida, Carmen Morante. Mostrando la sua curiosità, la giovane donna si presta a questo ennesimo gioco per lei.

 

Perché una studentessa di giurisprudenza partecipa a tale concorso?

 

Ho pensato che fosse un’occasione per divertirmi e per “rompere gli schemi” soprattutto della timidezza e così è stato! Mi sento più sicura e la mia autostima è cresciuta.

 

Qual è il tuo rapporto col cibo e la bellezza?

 

Il mio rapporto è di controllo, ma anche di aspirazione ad un equilibrio alimentare. In passato sono stata leggermente sovrappeso quindi ora cerco di non ricadere negli stessi errori.

 

Hai mai sofferto di disturbi dell'alimentazione?

 

No non ne ho mai sofferto. Non credo che il cibo debba essere una “valvola di sfogo” però quando sono triste o c’è da festeggiare, mi concedo qualche dolcetto in più.

 

Cosa significa per te essere donna?

 

Essere una persona consapevole della propria identità e della propria bellezza, indipendentemente dall’aspetto esteriore … sentirsi bene per quello che si è e non male per ciò che si potrebbe essere.

 

Cosa ti è rimasto maggiormente di questa esperienza?

 

Mi è rimasto senza dubbio un bel momento vissuto nella spensieratezza. Un sogno divenuto realtà!

 

Come ti è parsa l'organizzazione?

 

L’organizzazione era ben gestita e molto curata nei dettagli. Nulla era affidato al caso. Ho visto tanta serietà e professionalità.

 

Cosa diresti, se esistessi e la conoscessi, alla figlia di Silvia Bianculli, regia e direzione dell’intera manifestazione?

 

Le farei i complimenti per la bravura e la forza della mamma, per la positività e la sicurezza che sa trasmettere senza dimenticare un pizzico di dolcezza.

 

Cosa auguri alle ragazze che vogliono fare la tua stessa esperienza?

 

Auguro di avere un ricordo positivo che non dipenda dall’esito e le invito a cogliere l’opportunità di Miss International non appena si presenta.

 

Con tale invito, non possiamo far altro che aspettare la finale, che si terrà presto a Milano Marittima, ringraziando professioniste come Silvia.

 

“SHOW MUST GO ON”

 

Lidia Ianuario

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Commenti: 1
  • #1

    carmen (giovedì, 05 settembre 2013 08:17)

    Lidia ringrazio anche te per la bella esperienza!

Terminate le riprese della fiction “Ischia Forever”

 

NAPOLI - Terminate le riprese della puntata pilota della fiction Tv “Ischia For Ever”, diretta dalla nota attrice e cantante Lucia Cassini. Le scene sono state girate sull’Isola Verde, località Cartaromana, e nella provincia di Napoli; il programma prevede dieci puntate, ciascuna racconta una storia diversa con un noto attore protagonista.

“La Grimaldi Cinematografica affronta questa divertente realizzazione con il coraggio, abbastanza apprezzato in questo periodo storico dell’Italia, e una leggera sfrontatezza, caratteristica peculiare”, affermano Carmine Grimaldi, Laura Battaglia e Stefano Di Gennaro, responsabili della giovane società di produzione.

Nel cast, oltre a Lucia Cassini, al suo debutto come regista, vi sono Carlo Croccolo, Gino Rivieccio, Francesco Paolantoni, Lello Pirone, Enrico Beruschi, Antonella Fragiello, Vincenzo Merolla, Natalia Cretella e Teresanna Pugliese, già protagonista del reality “Uomini e Donne”, che vedremo per la prima volta nel ruolo di attrice. La direzione casting è di Crescenzo De Carmine, il produttore esecutivo Nicola Spanò. Molte modelle napoletane nelle tante comparse utilizzate, fra cui la stupenda Alessia Di Fiore e la pittrice-indossatrice Chatrin Ponticelli.

 

Redazione

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Torna “Cose Mai Viste 2.0”, il calendario di iniziative del Parco dei Castelli Romani

 

Da settembre a novembre 2013 visite guidate e corsi per tutti

 

 

Torna “Cose Mai Viste 2.0”, il programma di attività proposte dal parco naturale dei Castelli Romani.

Il Programma, che prenderà il via ufficialmente il 7 settembre 2013, propone un calendario di visite guidate, rilancia gli appuntamenti fissi del Parco, offre un calendario di corsi con l’obiettivo di avvicinare le persone alla Natura, in tutte le sue molteplici sfumature.

 

Le visite guidate

32 visite guidate, una di sabato e una di domenica, con proposte che spaziano da escursioni naturalistiche, trekking urbani, passeggiate in bicicletta, camminate archeologiche.

Fra le mete proposte per l’autunno ci sono Ariccia, Rocca di Papa, Genzano di Roma, Lanuvio, Grottaferrata per quanto riguarda i trekking urbani; un gran Tour dei Castelli Romani di due giorni al Tuscolo; l’emissario di Nemi per i più temerari e la passeggiata in bici elettrica fra i due laghi per gli amanti delle due ruote.

Ci sono poi le escursioni naturalistiche, la pittura all’aria aperta a Frascati e Marino; le visite all’area archeologica del Tuscolo e al Barco Borghese.

Nel calendario ci sono anche attività molto particolari: la giornata degli aquiloni o la ‘caccia alla traccia’, per completare una proposta che vuole dare a tutti la possibilità di scegliere l’iniziativa preferita.

 

I Corsi

Sono tre i corsi proposti dall’Ente Parco per l’autunno: un corso di fotografia naturalistica, un corso sul riconoscimento dei funghi e uno per imparare a conoscere le erbe spontanee commestibili: tutti i corsi si svolgeranno presso la sede del Parco, a Rocca di Papa, con alcune uscite all’aria aperta per la parte pratica.

 

Gli appuntamenti fissi

Tutti i sabati e le domeniche dal 7 settembre al 27 ottobre, oltre alle visite guidate, il Parco propone due appuntamenti fissi: il trekking someggiato alla Collina degli Asinelli e il Sentiero del lago, il giro in barca sul lago Albano.

 

Il programma completo è disponibile sul sito del Parco, www.parcocastelliromani.it

 

Per informazioni e prenotazioni (la prenotazione è obbligatoria sia per le visite guidate che per i corsi) si può telefonare ai numeri 06 94799308 e 06 94799368 dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 13,00, il martedì e il giovedì anche dalle 15,00 alle 17,00.

 

Redazione

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A Piano di Sorrento al via  "Incontri al buio…Sotto le stelle"

 

Dopo l’edizione invernale dedicata al binomio “Cinema-Cibo”, questa edizione estiva è dedicata al tema:”Emozioni, popoli e generazioni a confronto”. Con il patrocinio morale  della Città di Piano di Sorrento, quest’anno la kermesse presenta delle novità: innanzitutto non si svolgerà , come di consueto, a Villa Fondi ….ma nella centralissima Piazza Cota, cuore pulsante della cittadina costiera famosa per le sue attività commerciali e turistiche.

 L’iniziativa è promossa con immutabile passione dai soci dal Circolo Endas Associnema, presieduto da Adele Paturzo con la direzione artistica del prof. Antonio Volpe.

Dopo la premier presso l'incantevole agriturismo "L'Olivara" del 13 luglio scorso, lo schermo si trasferisce in Piazza Cota, fedeli ad un’idea di promozione dello spettacolo cinematografico di qualità che vuole andare incontro al pubblico ed interagire con il tessuto sociale ed economico.

 

“Ringraziamo il sindaco di Piano prof. Giovanni Ruggiero e l'assessore alla Viabilità e Corso Pubblico Salvatore Cappiello, l'intera Amministrazione comunale ed il Comando dei VVUU – dichiara il direttore artistico Antonio Volpe - per aver permesso ancora una volta la realizzazione di questo evento tanto atteso non solo dai cinephiles ma da un pubblico sempre più numeroso di giovani e meno giovani. L’idea è di trasformare la piazza principale della nostra cittadina in un salotto culturale dove svolgere vari eventi artistici e musicali e a tal proposito abbiamo intenzione   di proporre all’Amministrazione comunale ed all’ASCOM un programma per il prossimo mese di settembre coincidente con la festa patronale di san Michele Arcangelo”.

 

La manifestazione è ovviamente ad INGRESSO LIBERO ma c’è anche la possibilità, per chi lo volesse, di mangiare cibi genuini o bere un cold drink usufruendo dell’offerta enogastronomica del Risto wine bar di Nello Russo, patron del Gran caffè Marianiello, locale storico di Piano di Sorrento, sempre vicino a iniziative culturali come questa del Circolo Endas .Di seguito il programma:

 

Lunedì 22 luglio ore 20,30 Il rosso e il blu Regia di Giuseppe Piccioni .Con Margherita Buy, Riccardo Scamarcio, Roberto Herlitzka, Silvia D'Amico, Davide Giordano, Nina Torresi, Ionut Paun, Lucia Mascino, Domiziana Cardinali, Gene Gnocchi . Commedia, durata 98 min. – Italia 2012 Teodora Film.   Un dramma italiano incentrato sul mondo della scuola. Emozionante, divertente e appassionato, Il rosso e il blu è il film che non ti aspetti e che è capace di toccare il cuore dello spettatore di ogni età.   

 

Lunedì 29 luglio ore 20,30 La migliore offerta Regia di Giuseppe TornatoreCon Geoffrey Rush, Jim Sturgess, Sylvia Hoeks, Donald Sutherland, Philip Jackson.  Drammatico, durata 124 min. - Italia 2012. - Warner Bros.  Una intrigante storia d’amore carica di mistero. Virgil è uno scapolo, fa l’antiquario ed è un battitore d’aste di elevata professionalità, Claire è una giovane ed affascinate ereditiera, le loro strade si incontrano grazie ad una serie di ingranaggi arrugginiti che riportano la firma dell’artista Jacques de Vaucanson(1709-82). La ricerca e l'assemblaggio dei pezzi ritrovati, darà alla luce un automa, utilizzato come espediente narrativo per tracciare un parallelismo con la storia d'amore tra Virgil e Claire.

 

 

Lunedì 5 agosto ore 20,30

Ci sta un francese, un inglese e un napoletano Regia di Eduardo Tartaglia. Con Eduardo Tartaglia, Veronica Mazza, Mario Porfito, Biagio Izzo, Regina Bianchi, Teresa Del Vecchio, Elian Khan, Genti Kame, Eddie Roberts, Ciro Ceruti, Massimo De Matteo, Giuseppe Miale, Gianni Parisi, Francesco Procopio, Patrizio Rispo, Stefano Sarcinelli, Ciro Villano. Commedia,  durata 95 min. - Italia 2007. – Medusa

 

Nel buio della notte, in un campo profughi di un paese mediorientale, tre militari - un inglese, un francese e un napoletano - si apprestano a sorteggiare chi di loro si dovrà impegnare in una delicata missione di salvataggio. La sorte - dea capricciosa e meschina - sceglie il napoletano Salvatore e lo trasforma nell'eroe che, per salvare la vita ad una ragazza incinta abbandonata da un tenente inglese disperso o fuggito, dovrà portarla prima all'altare e poi in Italia, a casa propria. Un gesto umanitario, un matrimonio pro-forma, certo, ma anche una convivenza forzata che getta su tutte le furie la decennale fidanzata di Salvatore, Nunzia detta Noemi.

 

 La straordinaria bellezza della sposa straniera (Majena alias Elian Khan), l'interesse del cugino Enzino (Biagio Izzo) e l'intrusione del francese Jean André, che si mette a far la corte a Noemi, complicano all'inverosimile il compito del povero Salvatore, costringendolo, anche dopo essersi spogliato della divisa, ad affrontare una vera e propria missione impossibile. Dall’omonima commedia di successo con situazioni comiche mai volgari e persino spunti di riflessione sociale che sbeffeggiano le guerre dette missioni di pace.

 

 Il finale che scaturisce è un inno alla comprensione, al rispetto e alla tolleranza reciproca. Il regista ha saputo raccordare ”furbamente” i tempi teatrali a quelli del montaggio.

 

 

 

Lunedì 12 agosto ore 20,30

Vita di Pi Regia di Ang Lee. Con Suraj Sharma, Irrfan Khan, Tabu, Rafe Spall, Gérard Depardieu. Avventura,  durata 127 min. - Cina, USA 2012. - 20th Century. Visionario romanzo popolare, tenero e crudele, che coniuga sapientemente realtà e computer graphics. Il giovane Pi Patel è cresciuto con la famiglia a contatto con lo zoo paterno, mescolando fin dall'infanzia sogno e realtà. Quando il padre ha esigenze di denaro e sceglie di trasferirsi in Canada per vendere lo zoo, Pi ancora non può intuire cosa lo attenderà nelle vastità oceaniche. Di fronte a una tempesta terrificante, la nave affonda, lasciando in breve tempo Pi con un'unica compagna di viaggio: la tigre Richard Parker, l'animale più temuto dello zoo paterno. Pi potrà solo fare affidamento alla propria intelligenza per poter sopravvivere e convivere con la tigre. Pi è l’abbreviazione del curioso nome di battesimo del protagonista Piscine Molitor – Patel. Pi (greco) come la razionalità della scienza, ma anche come simbolo di trascendenza: un ragazzo, Pi Patel, che incarna la sintesi del sincretismo religioso e della curiosità intellettuale di chi non si accontenta della morale comune o di qualcuno che indichi cosa sia giusto e cosa sbagliato (anche se si tratta del padre), in cui convogliare il razionalismo empirista di chi non ha paura di mettere in discussione i dogmi e la (apparentemente contraddittoria) predisposizione alla fede, sotto forma di dialogo univoco con Dio, in cerca di risposte destinate ad arrivare percorrendo sentieri oscuri. In compagnia di Richard Parker, una tigre del Bengala, il cui occhio cela più di un segreto sul destino che unirà uomo e felino nella più surreale delle simbiosi. Metafora dell'esistente o apologo esemplare di come lo storytelling possa aiutare a spiegare anche verità impossibili da accettare e da razionalizzare, Vita di Pi ha tutto quel che si esige da un romanzo popolare, tenero e crudele, nell'era dello scetticismo cosmico.

 

 

Lunedì 19 agosto ore 20,30 Bianca come il latte rossa come il sangue Regia di Giacomo Campiotti. Con Filippo Scicchitano, Aurora Ruffino, Luca Argentero, Romolo Guerreri, Gaia Weiss.  Commedia,  durata 102 min. - Italia 2012. - 01 Distribution.   E’ un percorso di formazione che affronta la crescita attraverso la morte. Dal romanzo omonimo di Alessandro d'Avenia, un adolescente che vede il mondo bianco e rosso, incosciente delle sfumature. Bianca è la paura della responsabilità da scansare e scaricare sui genitori e i professori, rosso è il desiderio di essere visto (e amato) come Charlie Brown dalla ragazza dai capelli rossi.

 

Lunedì 26 agosto ore 20,30 In un mondo migliore Regia di Susanne BierCon Mikael Persbrandt, Trine Dyrholm, Ulrich Thomsen, Markus Rygaard, William Jøhnk Nielsen.  Drammatico,  durata 113 min. - Danimarca, Svezia 2010. - Teodora Film. Vincitore Golden Globe ed Oscar Miglior film straniero. Con tensione costante e perfetta, attraverso un viaggio tra l'Africa dei medici da campo e la Danimarca opulenta dei borghesi, le vicende di due ragazzini e delle loro famiglie, ci insegnano che la violenza nasce in qualsiasi luogo e condizione sociale.

 

Lunedì 2 settembre ore 20,30 Gli abbracci spezzati Regia di Pedro Almodóvar. Con Penelope Cruz, Lluís Homar, Blanca Portillo, José Luis Gómez, Rubén Ochandiano. Drammatico,  durata 129 min. - Spagna 2009. - Warner Bros.   Un magistrale omaggio al cinema classico che cancellando la passione conserva la qualità. Attraverso la storia di un regista non vedente, un’analisi della passione amorosa che non ammette ostacoli e va oltre la morte.      In collaborazione con U.N.I.Vo.C. - Associazione di Volontariato - ONLUS di Napoli (Unione Nazionale Italiana Volontari pro Ciechi)

 

Lunedì 9 settembre ore 20,30 Andersen- Una vita senza amore Un film di Eldar Ryazanov. Con Liya Akhedzhakova, Sergei Migizko, Yelena Babenko, Valeri Garkalin, Stanislav Ryadinsky Titolo originale Andersen. Zhizn bez lyubvi. Biografico,Avventura, durata 132 min. - Russia, Italia, Germania 2006. – Medusa.    In questo film, attraverso la storia di Hans Christian Andersen, un grande artista visionario la cui "vita senz'amore" ne influenzò profondamente l'intera opera, il cinema celebra il teatro in tutte le sue forme, dalle ombre cinesi al bel canto, passando per la commedia e lo spettacolo da fiera.

 

Lunedì 16 settembre ore 20,30   C.R.A.Z.Y.  Un film di Jean-Marc Vallée. Con Michel Côté, Marc-André Grondin, Danielle Proulx, Émile Vallée, Pierre-Luc Brillant. Drammatico,  Ratings: Kids+16, durata 125 min. - Canada 2006.  Vincitore Giffoni Film Festival.   Un piccolo e indipendente gioiellino di formazione che racconta il difficile passaggio all'età adulta di un adolescente, come molti altri, in cerca di se stesso. Un diario di crescita narrato in prima persona dalla voce fuori campo dello stesso protagonista dotato di un grande senso di autoironia.                            

 
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Dall’8 luglio è possibile acquistare “Islanda chiama Italia – Storia del paese che rifiutò il debito ”, inchiesta di Andrea Degl’Innocenti sulla rivoluzione islandese, primo libro in italiano sull’argomento, edito da Ludica S.n.c . 
Il libro comprende una prefazione di Loretta Napoleoni, economista di fama internazionale, e si avvale dei contributi di Serge Latouche, teorico della decrescita,Pierluigi Paoletti, fondatore doi Arcipelago SCEC, Marco Bersani, del Forum dei movimenti per l’acqua.

Degl'Innocenti ci racconta l’ascesa e la caduta del sogno islandese, dalla nascita della società neoliberale fino alle vicende più recenti, che hanno visto gli abitanti dell’isola ribellarsi contro i propri governanti corrotti, contro i banchieri senza scrupoli responsabili del collasso del paese, contro l’intera comunità internazionale che pretendeva il pagamento di un debito ingiusto, contratto da banche private.

Tra ghiacciai e vulcani, in un piccolo paese europeo che non assomiglia a nessun altro, Andrea Degl’Innocenti ci racconta le vicissitudini di un popolo che decise di reinventarsi riscrivendo le proprie regole.
Infine, il giornalista trae spunto dalle vicende islandesi per offrire una panoramica di alcune delle realtà più significative che anche in Italia si adoperano per cambiare la società. Ne emerge un mosaico della “società del cambiamento”, in cui le realtà in lotta sono tasselli ideali di un grande movimento. Un’opera di riappropriazione collettiva del diritto di decidere sul modo e sul mondo in cui vogliamo vivere.

 

Il testo è disponibile come e-book in versione ePub e pdf. Per chi volesse seguire gli ultimi aggiornamenti delle vicende islandesi, è online il sito www.islandachiamaitalia.it , curato dallo stesso autore.
 
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Al Vulcano Solfatara anteprima della VIII edizione di Malazèe dibattito su archeoenogastronomia in Campania

Saranno presenti gli organizzatori di Campania Stories, Wine&theCity e Le Strade della Mozzarella. Modera il giornalista Luciano Pignataro. Segue degustazione di cucina geotermica.
 

 

L'enogastronomia dei Campi Flegrei si confronta con le esperienze dei territori campani. Lunedì 17 giugno - alle ore 17,30 - all'interno del Vulcano Solfatara si svolgerà l'anteprima della VIII edizione di Malazè, l'evento archeoenogastronomico flegreo.

Durante l'anteprima saranno presentate alcune delle novità della prossima edizione; seguirà il dibattito "L'ArcheoEnoGastronomia in Campania: territori a confronto" a cui parteciperanno Luciano Pignataro, giornalista de "Il Mattino" ed ideatore e curatore del winebloglucianopnataro.it, Diana Cataldo e Massimo Iannaccone di "Campania Stories", Albert Sapere di "Le Strade della Mozzarella", Donatella Bernabò Silorata, giornalista e ideatrice di "Wine and the City" e Rosario Mattera, ideatore ed organizzatore di "Malazè"


La scelta delle manifestazioni "compagne di viaggio" di Malazè nasce dall'esigenza di confrontarsi con alcuni tra i maggiori eventi in Campania dedicati alla gastronomia e all'enologia. "Campania Stories" è un progetto che ha oltre dieci anni di vita ed è dedicato alla valorizzazione e alla promozione dei territori di produzione del vino dell'Irpinia. "Wine&theCity" nasce nel 2008 a Napoli da un'idea della giornalista Donatella Bernabò Silorata come primo "Fuori salone del vino" di Vitignoitalia, il grande wine-show che si svolge ogni anno a Napoli nel mese di maggio; la parola d'ordine è contaminazione, la filosofia è far entrare il vino, i sommelier e i vignaioli in luoghi non canonici. "Le strade della Mozzarella" è invece l'evento che mette insieme il consorzio di Mozzarella di Bufala Campana Dop e del pomodoro San Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino Dop. Negli ultimi anni la mozzarella di bufala campana ha consolidato il suo primato di principale prodotto a marchio Dop del centro-sud Italia, con un fatturato da 500 milioni di euro al consumo e un export al 25% anche nel 2012, con significativi incrementi verso il mercato francese e un piano di promozione di respiro internazionale.

Dopo il dibattito, degustazione al centro del vulcano con piatti della cucina flegrea, assaggio di cucina geotermica e dei vini doc Falanghina e Piedirosso dei Campi Flegrei. 

Le aziende partecipanti all'anteprima del 17 giugno al Vulcano Solfatara
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Cantine: Cantine Babbo (Scalandrone, Pozzuoli), Iovino Antonio (Solfatara, Pozzuoli), Tenuta Matilde Zasso (Contrada La Schiana, Pozzuoli), Contrada Salandra (Coste di Cuma, Pozzuoli), Azienda Agricola Piscina Mirabile (Cento Camerelle, Bacoli), Cantine Farro (Fusaro, Bacoli), La Sibilla (Fusaro, Bacoli), Cantina del Mare (Cappella, Monte di Procida), Cantine Carputo (la Viticella, Quarto), il Cellaio (Quarto), Cantine Grotta del Sole (Quarto), Quartum (Quarto), Il Quarto Miglio (Quarto), Varriale (Posillipo, Napoli), Cantina Agnanum (Agnano, Napoli), Cantine Astroni (Agnano, Napoli), Masseria del Borro (Agnano, Napoli), Colle Spadaro (Pianura), il Castello (Marano), Cantine Federiciane (Marano), Cantina Vigne Flegree (Marano).

Ristoranti: Abraxas (Pozzuoli), Dal Tarantino (Pozzuoli), Locanda Santò (Pozzuoli), Il Capitano (Pozzuoli), Fish & Fruit (Pozzuoli), Il Rudere (Pozzuoli) La Bifora (Bacoli), Capo Blu (Bacoli), Paolanto (Bacoli), Sud (Quarto), La Marchesella(Giugliano in Campania), La Figlia del Presidente (Napoli).

Aziende Gastronomiche: Sciardac (Bacoli), Dolci Momenti (Pozzuoli), Distillati Petrone (Napoli), Cooperativa Le Lazzarelle (Casa Circondariale Femminile Pozzuoli). 

Partecipa anche il Club del Toscano (Degustazione di sigari italiani a cura dei relatori del Club del Toscano).

Malazè è organizzato dall'associazione Campi Flegrei a Tavola e gode del patrocinio dei seguenti enti: Comune di Pozzuoli, Comune di Bacoli, Comune di Monte di Procida, Regione Campania (Assessorato all'Agricoltura), Soprintendenza dei Beni Archeologici di Napoli, Camera di Commercio Industria e Artigianato di Napoli, Parco Regionale dei Campi Flegrei, Azienda Autonoma Cura Soggiorno e Turismo di Pozzuoli, Consorzio Tutela Vini dei Campi Flegrei, Consorzio Mozzarella di Bufala Campana D.o.p., Movimento Turismo del Vino - Campania, Le Strade del Vino Campi Flegrei, Slow Food Campi Flegrei, Associazione Italiana Sommelier di Napoli, F.i.p.e. Napoli, Federalberghi Campi Flegrei, Associazione Albergatori Flegrei, I.p.s.a.r. Petronio, Confcommercio (Napoli), Pro Loco Pozzuoli, Pro Loco Città di Bacoli, Pro Loco Monte di Procida.

L'VIII edizione di Malazè si svolgerà dal 7 al 17 settembre 2013 e coinvolgerà associazioni, aziende ed enti che organizzeranno eventi nei territori di Pozzuoli, Quarto, Bacoli, Monte di Procida, Procida, Giugliano e Napoli. 
 

 

L'ingresso all'anteprima è riservato esclusivamente a giornalisti, food blogger e addetti ai lavori
È necessario confermare la presenza entro le ore 12,00 di lunedì 17 giugno ai seguenti recapiti ed attendere la risposta di conferma:ufficiostampa@cirobiondi.it - 393.5861941 - 339.5445737

Come raggiungere il Vulcano Solfatara di Pozzuoli (via Solfatara, 161). Metropolitana. Scendere alla stazione Pozzuoli-Solfatara che dista circa 800 metri dall'ingresso del Vulcano. Proseguire a piedi o con l'autobus P9. Auto. Dalla Tangenziale di Napoli, all'uscita di Agnano, quindi seguire le indicazioni per Pozzuoli e le tabelle con la dicitura "Vulcano Solfatara". Autobus: Gli Autobus della linea 152 e della linea Sepsa partono da Piazza Garibaldi, nel centro di Napoli, attraversano la città e raggiungono la Solfatara.

Telefono Vulcano: 081.5262341 - 081.5267413 
ufficiostampa@cirobiondi.it

 

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Bicizen

Bicizen, la "ciclosofia" del pensiero moderno

 

"La bicicletta modifica il tempo, ma anche lo spazio. Rifate con la macchina un tragitto particolarmente bello fatto in bicicletta. Fa schifo. È come se fosse un altro posto: si è impoverito".

(dal libro “Piccolo trattato di ciclosofia” di Didier Tronchet).

 

Andare in bicicletta non costituisce soltanto un modo ecologico e sano per mantenersi in forma. l’energia sprigionata dalle pedalate sicure e profonde di un ciclista, sono, infatti, lo strumento ideale per potersi liberare dal peso di una vita frenetica e caotica, in cui non si ha un secondo per riflettere su se stessi. Il mondo visto dalla propria auto, demoniaca scatola metallica produttrice di anidride carbonica, contenitore umano che ci costringe a trascorrere parte delle nostre giornata imbottigliati nel traffico, è ostile, nervoso e disordinato. La bicicletta, invece, offre al suo utente la possibilità di accorgersi del paesaggio e della realtà che lo circondano, uscire dall’individualismo della propria vettura per entrare a contatto con un mondo variegato, autentico e unico. Bicizen è un sito di informazione ciclistica italiano creato da Alfredo Bellini nel 2011 che ha come intento la diffusione e la promozione della ciclosofia, la filosofia del saper andare in bici secondo i principi del pensiero orientale. Occorre riscoprire il piacere della lentezza, della reiterazione, dell’uscire senza una meta e senza uno scopo, per l’abbandonarsi alla forza meccanica della pedalata, alla sua magnificenza e prontezza, tuffarsi nella magia dei ricordi infantili fatti di corse tra amici sulla prima bicicletta. Occorre immergersi nella giungla metropolitana con la consapevolezza che pedalare produce un fisiologico aumento di endorfine nel nostro organismo, comportando un piacevole senso di benessere, utilizzare la bici significa risparmiare sui costi della benzina e avere più tempo per sé. Pertanto Bicizen è la piattaforma multimediale in cui amatori, scopritori o riappassionati del velocipede possono scambiarsi esperienze e consigli, trovare informazioni utili riguardo ogni aspetto dell’andare in bicicletta, dai piccoli accorgimenti riguardanti l’abbigliamento alle norme sulla manutenzione e sulla sicurezza. Appassionati ed esperti possono scrivere articoli nelle varie e ricche sezioni, mettendo gli amici internauti al corrente riguardo le iniziative, le curiosità, le norme, i libri, i film, la musica e quant’altro caratterizzi il mondo delle due ruote. In nazioni più civili della nostra andare a lavoro in bici, utilizzarla per fare shopping, svolgere dei lavori o altre normali occupazioni non è tabù, ma uno stile di vita sano e dinamico, certamente più salutare e vantaggioso.

 

Federica Pietrolà

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Let’s Do It! CleaNup il Vesuvio!

В следующие 8 и 9 июня Национальный Парк Везувия будет наполнен  тысячами добровольцев со всей Европы, особенно из Эстонии и Косово, которые очистят тропы и склоны горы-вулкана. Спонсором мероприятия является ассоциация "CleaNup", итальянский партнер международного движения " Let’s Do It! ". Эта международная ассоциация родилась в Эстонии в 2008 году с целью, чтобы очистить в один день всю страну. На протяжении  пяти часов 50 000 человек убирали улицы, города, леса, освобождая их от 10 000 тонн незаконных отходов. В настоящее время, в составе " Let’s Do It!» насчитывается 100 стран действующие во всем  мире, и многочисленные мероприятия, в том числе и " Clean Up Day», Всемирный день очистки деградированных территорий, заваленых незаконными отходами. "Let’s Do It! CleaNup il Vesuvio!" это марафон по очистке и реорганизации природного наследия ЮНЕСКО, которая из-за пренебрежительного отношения со стороны правящих органов и  вредных привычек граждан находится в запущенном состоянии. Национальный Парк Везувия со своими 8482 гектарами, 906 видами растений, 44 семьями бабочек и различными  видами фруктовых деревьев, представляет собой ресурс и огромное достояние для городов, которые расположены на его склонах, для города Неаполь и для Италии вцелом. Флэш-моб, который состоится в начале июня  станет символическим жестом возвращения парку его территорий и  ресурсов гражданами. Везувий является символом города и территории, которые на протяжении многих лет живут в  чрезвычайной ситуации, которая продолжается в отношении утилизации отходов;  он является синонимом богатой, пышной и естественной природы, который, к сожалению, был изуродован мусором всех видов. Поэтому, «CleaNup" с помощью администраций областей Везувия, представительства города Неаполя, национальных институтов, связанных с окружающей средой, желает организовать  два дня охраны и защиты окружающей среды в качестве предупреждения и наставления органов, которые должны взять на себя ответственность по уходу за это биологическое наследие. Восьмого июня, в честь открытия мероприятия, ассоциация представит перед городскими, региональными и национальными властями карту токсичных и тех, которые находятся " в норме" отходов в области для того, чтобы найти конкретные решения и привлечь внимание общества.

 

Для получения информации  http://www.letsdoititaly.org/

 

 

 

Федерика Пьетрола

 

(Воспроизведение защищено ®)

 

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Uova decorate
Uova decorate

“Pastele”: la Pasqua ortodossa in Romania

 

Si avvicina anche quest’anno la Pasqua ortodossa: è la festività più importante per i cristiani ortodossi, eppure molti ne ignorano anche l’esistenza. La sua ricorrenza si colloca, seguendo il calendario giuliano, in corrispondenza della domenica che segue la prima luna nuova dell’equinozio di primavera - ecco spiegato perché non coincide con la Pasqua cattolica - e questa volta sarà il 5 maggio. È celebrata in varie nazioni, tra cui Grecia, Russia e Romania, dove abbiamo testimonianza di grande sacralità religiosa e familiare.

In Romania, infatti, la Pasqua è il momento più sentito dell’anno liturgico, il momento della resurrezione del Signore, del risveglio della natura e di un profondo rinnovamento dello stesso spirito umano, attraverso un cammino di purificazione durante i 40 giorni di Quaresima, con digiuno e preghiera. Resurrezione, dunque, anche dell’uomo.

Anche qui la Settimana Santa riveste un’importanza centrale: il Giovedì Santo è il giorno dei morti e si offrono in chiesa, in loro memoria, dolci, vino e frutta distribuiti a vecchi e poveri; durante il Venerdì Santo si pone davanti alla croce una stoffa raffigurante il momento del seppellimento di Gesù, posta poi su un tavolo molto alto, sotto al quale passeranno i fedeli in visita al Cristo. Durante la sera del Venerdì si svolge invece un rituale molto simile ad una “Via Crucis”, è un canto Prohod, al quale partecipa tutto il villaggio seguendo il cammino della croce.

L’aspetto più caratteristico della festa resta, però, il modo in cui tutto il paese si riveste di colori e si carica di simboli.

La casa è ricoperta in ogni angolo da stoffe e ricami dai colori vivaci; tutto accenna all’aria di festa e di rinnovamento.

Per arrivare poi alle uova sode decorate, simbolo per eccellenza della Pasqua rumena, emblema di rinascita e purificazione. Queste particolari uova sono apprezzate ovunque per la gamma variegatissima di colori e decorazioni; esposte, consumate e portate in dono, sono l’espressione di antiche tradizioni artistiche e culturali che si tramandano negli anni di madre in figlia. In modo particolare bisogna accennare alla tecnica decorativa della Bucovina, regione del nord-est della Nazione: motivi ornamentali e animali, scene bibliche e quanto ancora la creatività detti alla mano dell’artista, viene riprodotto sulle uova con una tecnica raffinatissima che impiega cera calda mescolata a colori vegetali.

Non possono mancare le specialità culinarie: tutta la famiglia si riunisce intorno ad una tavola ricca di formaggi di pecora, ravanelli, torte salate ripiene di interiora di agnello, e poi c’è la “pasca”, il dolce tipico di ricotta.

Tradizioni forti che fanno parte del bagaglio culturale di un popolo che continua a mantenerle vive anche quando è lontano dalla sua Terra.

 

Laura Di Giacomo

(Riproduzione Riservata ®)

 

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Shopping dei San Pietroburghesi

 

Posso scommettere che nessuno non poteva nemmeno immaginare che molti san pietroburghesi fanno lo shopping in Finlandia, apprezzando molto la qualità e ottimi prezzi dei prodotti alimentari, della merce a domanda costante e, ovviamente, della tecnica.

Così, ci troviamo di fronte a un fenomeno di una vera e propria commercializzazione internazionale, che fa rima con occidentalizzazione. Sì, si tratta esattamente della grande occidentalizzazione operata da Pëtr Alekseevič, lo zar moscovita che fu acclamato primo “imperatore” russo col nome-titolo ufficiale di “Pietro il Grande”. Oltre ad essere un grande riformatore, Pietro il Grande, fu anche il fondatore di San Pietroburgo nel 1703. Fu la citta-capitale chiamata da A. S. Puškin e confermata da F. Algarotti come la “finestra” in Europa. La finestra che dopo esatti 310 anni diventa un grande “finestrone” di commercio.

Infatti, come ci rivelano i dati statistici gli abitanti della seconda capitale di Federazione Russa e della provincia vanno ogni giorno in Finlandia. Le città più famosi per lo shopping sono Helsinki, Lappeenranta, Kotka e Imatra. Molti negozi, supermercati di queste città hanno cosiddetta sistema TAX FREE, che permette di comprare la merce senza le tasse aggiuntive. Questa sistema funziona quasi su tuti i prodotti, tranne i libri, l’alcol, le sigarette e simili. Come funziona TAX FREE in pratica? Una volta che la merce venne comprata all’uscita di Finlandia, ossia sulla dogana vengono restituiti da 12 a 16% dall’effettivo prezzo del prodotto. Per avere un tale rientro di denaro, bisogna fare registrare la merce, che ha il valore complessivo superiore ai 40€ in un solo scontrino direttamente nel negozio.

Oltre il medesima sistema ci sono numerosi sconti e svendite. Quasi ogni punto di vendita hanno i prodotti con gli sconti. Nei periodi di svendita gli sconti arrivano fino a 95%! Ad esempio, gli sconti sui vestiti e le scarpe ci sono ogni stagione estiva e invernale. Invece, le svendite sulla tecnica ci sono prima dell’arrivo dei nuovi modelli. A volte i negozi organizzano le svendite in data di un giubileo oppure una festività. Per esempio, l’abbigliamento estivo venne svenduto dopo la festa di Jiuhannus, che sarebbe 7 luglio. Qualche giorno prima gli stessi negozi mettono in evidenza i manifesti pubblicitari vicino al negozio. I negozi che permettono di fare un acquisto “speciale” e conveniente sono Alko, Laplandia, Paia Market etc. Inoltre, per semplificare e rendere piacevole il processo dell’acquisto tanti negozi mettono i cartelli con le parole scritte in finlandese con la traduzione in varie lingue a fianco. Ecco gli alcuni esempi:

ALE, Alennus – gli sconti, la riduzione del prezzo;

Tarjous - l’offerta;

Loppuunmyynti, poisto hinta – la svendita;

UUSI, UUTTA TAVARA – le novità;

Alkaen 5 – i prodotti da 5€ e in poi;

Sovitus – il camerino;

Koko – la taglia;

Lohi – il salmone;

Kantaasiakalle (Plussakorti, Etukorti) – per la clientela fissa, ossia per i possessori di carta fedeltà Plussakorti, Etukorti;

Isot tytöt / big girls – l’abbigliamento femminile di taglie forti.

Considerando un forte aumento d’ogni anno della richiesta, chissà se lo shopping dei san pietroburghesi finisce solo in Finlandia o sarà ampliato in tutto il resto dell’Europa.

 

Olga Gobuleva

(Riproduzione riservata ©)

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