TRENO più NAVE, VACANZE A PREZZI IMBATTIBILI

Anche per il 2016 confermato l’accordo tra SNAV e Trenitalia con sconti sui biglietti di entrambe le compagnie

 

Chi viaggia verso le località turistiche utilizzando le navi di SNAV e i treni di Trenitalia potrà ottenere uno sconto fino al 50% (tra treno e nave). Questo è l’effetto di un accordo tra le due aziende di trasporto, che prevede uno sconto ai rispettivi clienti che scelgono di spostarsi utilizzando entrambi i mezzi. I clienti della compagnia di navigazione che acquisteranno, presso le biglietterie ed i FRECCIA Club Trenitalia abilitati alla vendita dei titoli di viaggio SNAV e le Agenzie di Viaggio partner, il biglietto del treno, possono ottenere uno sconto del 30% in 1^ classe o livello Business o del 20% in 2^ classe o livello Standard, per raggiungere i porti d'imbarco di Napoli, Ancona e Pescara di SNAV.


SNAV, contestualmente, riconosce una riduzione del 20%  sull'acquisto del biglietto nave su tutte le sue tratte: da Napoli alle isole Eolie, alle isole pontine ed alle isole campane Ischia e Procida (ad esclusione dei collegamenti con l'Isola di Capri) e da Pescara e Ancona per la Croazia.

 

L’accordo con Trenitalia nasce dalla volontà comune di supportare il turismo sostenibile e premiare chi preferisce le compagnie di trasporto all’auto – afferma l’Amministratore Delegato di SNAV Raffaele Aiello ma è anche un incentivo a promuovere l’intermodalità, cioè l’utilizzo integrato dei mezzi di trasporto”.

 

E le offerte non sono finite! In esclusiva per i soci CartaFRECCIA, SNAV riconosce uno sconto promo del 30% sulla miglior tariffa disponibile entro il 18 luglio e del 10% per il resto dell’anno sulle principali rotte della compagnia.

I biglietti sono acquistabili su www.snav.it, al call center 0814285555 (aperto tutti i giorni dalle ore 8:00 alle ore 21:00) c/o gli SNAV Point, i FRECCIA Club Trenitalia, le biglietterie Trenitalia di Roma Termini, Roma Tiburtina, Milano Centrale, Napoli Centrale, Firenze Santa Maria Novella, Venezia Mestre, Venezia Santa Lucia, Ancona, Salerno, Rimini e le agenzie di viaggio abilitate.

 

La promozione può essere estesa ai componenti del nucleo viaggiante che accompagna il titolare CartaFRECCIA (familiari o accompagnatori).

 

Lo sconto per il biglietto ferroviario, invece, è valido sui treni del servizio nazionale ad esclusione dei treni Regionali, i livelli di servizio Executive e Premium.


Redazione

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Sordi e ciechi, non abbiate timore

In caso di emergenza incendio, poche norme da seguire

 

In seguito all'incendio divampato la sera del 4 Luglio a Volla, la Protezione Civile di Volla prosegue la sua opera di sensibilizzazione. Queste le norme da seguire, indicate da Sandra Cioni, membro del Direttivo dell'ANTARES. 

COSA FARE SE NEL CONDOMINIO VI È UN DISABILE (SORDO, CIECO, CON PROBLEMI DI DEAMBULAZIONE) DURANTE UN’EMERGENZA?

Nel caso in cui vi sia la presenza di un disabile o di una persona con problemi di deambulazione (anziano o allettato per malattia/infortunio), se non abita da solo sarà qualcuno della famiglia ad avvisare i Vigili del Fuoco e/o i volontari (n.d.r.: dell'associazione di Protezione Civile intervenuta sul posto dell'incendio) della sua presenza e questi provvederanno a prelevare la persona in difficoltà per portarla fuori dallo stabile. Nel caso la persona abiti da sola, coscienza vuole che sia qualche condomino ad avvisare della sua presenza per prestargli il dovuto soccorso. Resta comunque da dire che durante l’evacuazione i Vigili del Fuoco e i volontari si impegnano personalmente a verificare che non resti nessuno all’interno dello stabile e quindi ai prestare l’aiuto necessario. In generale, come per l’incendio avvenuto la sera del 4 Luglio, i nostri volontari a supporto dei pompieri sono saliti di casa in casa per aiutare nell’effettiva evacuazione delle persone e, oltre alla disabilità, spesso un soccorso particolare ci si trova a doverlo prestare per il panico che si crea e che a volte impedisce alle persone di reagire correttamente. Le esalazioni dei fumi creano mancanza di lucidità, quindi le si devono guidare nelle operazioni che spesso richiedono l’utilizzo di barelle apposite.

Nel caso di strutture pubbliche, come possono essere le Scuole o l’ufficio postale territoriale, dove la concentrazione di persone da evacuare è alto siamo supportati dai dati riportati sul Piano di Protezione Civile Comunale; per essi infatti, viene corrisposta la definizione di “edifici sensibili” e prendendo come esempio i dati relativi alle scuole, essi sono soggetti ad aggiornamenti costanti ed anche in queste operazioni di monitoraggio ed aggiornamento il volontariato ricopre un ruolo importante.

 

L’auspicio è quello di incrementare le nostra fila, in modo da poter fronteggiare ogni tipologia di intervento con personale adatto e l’impegno che l’Antares è quello di corrispondere a favore dei volontari adeguata formazione, non solo per le pratiche in emergenze ma divulgando ciò di cui il nostro territorio ha più bisogno : EDUCAZIONE CIVICA e senso di responsabilità.

Non si può far altro che concordare con una delle voci femminili dell'ANTARES, nell'auspicio che, grazie alla sensibilizzazione, informazione e formazione, ogni emergenza sia tempestivamente gestita, confidando nell'importanza della prevenzione. Un semplice gesto, come gettare a terra un mozzicone di sigaretta, può generare risultati negativi sull'ambiente: se spento, è inquinante; se acceso, potrebbe generare un incendio, in particolare d'estate, in presenza di boschi e/o folta vegetazione, in presenza di sostanze infiammabili.

 

Lidia Ianuario

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La Nuova Geotermia per l’Architettura e la Sfida dei Cambiamenti Climatici

 

 

 

Venerdì 24 giugno dalle 9 alla Casa dell’Architettura (Piazza Manfredo Fanti, 47 - Roma) si terrà il convegno "La Nuova Geotermia per l’Architettura e la Sfida dei Cambiamenti Climatici".

 

L’energia geotermica rappresenta una “risorsa del calore della terra”, ecologica, disponibile e largamente diffusa nel nostro Paese. Le nuove tecnologie che consentono di utilizzare la geotermia a bassa e media entalpia con impianti a piccola scala integrabili in edilizia, possono offrire un contributo decisivo alla rivoluzione energetica legata alla rigenerazione urbana, nonché alla risposta dei recenti impegni del COP21 di Parigi per il “contenimento dei cambiamenti climatici” .Dal primo esordio del 1904, in cui la ricerca italiana geotermica aveva conquistato una leadership mondiale, molto tempo è passato a favore di più recenti evoluzioni scientifiche, sociali e legislative. Oggi leggi Nazionali Regionali e  indagini scientifiche offrono un appropriato quadro della sua potenzialità energetica, distribuzione, differenziazione  in vari contesti geografici, termici ed idrogeologici.

 

In particolare, si evidenzia come in alcune aree, conseguenza di assetti strutturali idrogeologici, infiltrazioni di acque meteoriche, depositi clastici permeabili e impermeabili, discontinuità tettoniche, ove spesso si organizza un diffuso circuito di strutture idrotermali, classificate a “media e bassa entalpia”  hanno forte potenzialità per “usi energetici diretti”. Inoltre alcune città, come Torino, Milano, Bologna, Ferrara, Verona, Prato ecc. sono spesso costruite su acquiferi molto ricchi che, posti a bassa profondità e con interessante temperatura, costituiscono un interessante potenziale termico all’interno del delicatissimo equilibrio idrogeologico dovuto dagli attuali cambiamenti climatici.

 

Il Convegno, promosso dall’Associazione Eurosolar Italia con l’Ordine degli Architetti di Roma, in collaborazione con  GIGA, Coordinamento FREE e Ordine Geologi del Lazio, e il Patrocinio di Regione Lazio, FIDAF, UGI, SIGEA, Università degli Studi di Firenze - DST, intende comunicare le indagini territoriali e scientifiche elaborate in questi lunghi anni nonché le ricerche di nuove tecnologie attente alla sostenibilità e ad una seria eco compatibilità ambientale per l’utilizzo di tale tipo di energia geotermica.

 

Con la Carta della “Nuova Buona Geotermia”, di Abbadia S. Salvatore, e la recente iniziativa della Regione Lazio  che ha approvato ad aprile 2016, anche grazie al contributo dell’Eurosolar Italia e dell’Ordine dei Geologi del Lazio,  una legge innovativa in materia di piccole utilizzazioni locali di calore geotermico, nascono i parametri del prossimo futuro per l’uso di questa importante risorsa. Esempi concreti di architetture e infrastrutture urbane, talune selezionate dal Premio Solare Europeo 2015  dell’Associazione Eurosolar,  insieme ad altre presenti nel nostro Paese, saranno illustrati dai rispettivi protagonisti. 

 

Apriranno i lavori Alessandro Ridolfi, Presidente Ordine degli Architetti di Roma, Livio Sacchi, Consigliere CNAPPC e membro dell’Eurosolar Board of Trustees; Cristiana Avenali, Consigliere Regione Lazio; Fabrizio Tondi, Sindaco di Abbadia S. Salvatore; Alessandro Marata del Dipartimento Ambiente Energia e Sostenibilità del  CNAPPC. Seguiranno tre sessioni ricche di contributi: alle 10.00 la sessione “Geotermia: stato dell’arte e prospettive”, con  Francesca Sartogo Eurosolar Italia, Paolo Rotelli dell’ICC Green Economy Task Force, Eliana Cangelli PDTA Roma, Guido Giordano UGI Unione Geotermica Italiana, Enrico Pandeli DST Firenze; alle 14.00 la cerimonia di consegna del Premio Solare Europeo 2015; alle 15.00 la sessione “Geotermia: innovazione tecnologica, ricerca e sperimentazione”. con Fabio Roggiolani GIGA/FREE, Giuseppe di Natale del INGV Napoli. e Morten Petersen Eurosolar Danimarca. Previste alle 17.30 le conclusioni. 

 

Sergio Ferraris

 

 

Giornata Nazionale degli Alberi

L’Ente Parco Nazionale d’Aspromonte ha partecipato alla “Giornata Nazionale dell’Albero 2015” che l’Istituto Tecnico Agrario di Palmi ha organizzato in diversi spazi dei suoi locali. Quest’anno la festa è stata dedicata alla lotta ai mutamenti climatici e gli alberi costituiscono senza dubbio una risorsa naturale contro il riscaldamento globale. La loro presenza garantisce una risposta sicura ed efficace ai danni causati dalle attività umane. Ecco perché, nell’intento di sensibilizzare le nuove generazioni su questi importanti temi, l’evento ha coinvolto oltre il mondo della scuola anche le famiglie, i cittadini e le Istituzioni.

Nell’aula magna dell’Istituto si è svolto l‘incontro finalizzato a riflettere, discutere e promuovere la cultura del verde come nodo cruciale tra ambiente, paesaggio, economia, sviluppo del Paese e dei suoi territori, moderato dal docente dell’istituto agrario Domenico Pirrotta, e al quale hanno partecipato gli alunni della scuola media Tito Minniti di Palmi e dell’Istituto Tecnico Agrario con le loro poesie. L’iniziativa per celebrare questa giornata, è stata realizzata dando seguito ad accordi presi con il Parco Nazionale dell’Aspromonte e il Comune di Palmi.

Il prof. Antonino Falcomatà, docente dell’istituto agrario e componente del Consiglio Direttivo dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, nella sua breve introduzione ha ripreso le parole del Pontefice nell’enciclica “Laudato sì” per cui il Vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Cop21), in programma a Parigi dal 30 novembre all'11 dicembre, sarà “l’ultima vera opportunità per salvarci”.

La prof.ssa Carmela Ciappina, Dirigente Scolastico dell’Istituto Tecnico Agrario “L. Einaudi“, ha invece sottolineato come la celebrazione sia finalizzata a promuovere la difesa del territorio. La messa a dimora di un albero si configura come un momento per prendere coscienza che l’albero è un alleato dell’uomo. Il Sindaco del Comune di Palmi, Giovanni Barone ha posto la sua attenzione sull’importanza notevole che la scuola agraria ha per la tutela e lo sviluppo del territorio pianeggiano.

Il Presidente dell’Ente Parco Nazionale d’Aspromonte Giuseppe Bombino, ha narrato il culto degli alberi in Aspromonte, espressione di una religione praticata anche in passato. L’albero si fa sistema anche quando contribuisce alla difesa dei versanti dal ruscellamento selvaggio. Successivamente il Coordinatore territoriale dell’ambiente del PNA Gerardo Pontecorvo, dopo aver fatto un excursus storico sulla celebrazione della festa dell’albero da Plinio ai giorni nostri, ha ricordato la lotta tra il territorio boscato e l’agricoltura.

In conclusione sono stati presentati, attraverso una specifica mostra, i lavori che documentano il tema della festa dell’albero realizzati dagli studenti, prima che studenti e rappresentanti delle Istituzioni mettessero a dimora alcune specie arboree per arricchire il giardino della memoria, realizzato nell’azienda agraria, per ricordare le vittime di mafia.

Il presidente Giuseppe Bombino, nella giornata odierna, ha inoltre partecipato al seminario “Gli alberi monumentali – censimento e prospettive” svoltasi presso il Polo Solidale per la Legalità di Cittanova ed organizzata dall’Associazione Turistica Culturale “Sykea” .

La “Giornata Nazionale degli Alberi”, riconosciuta ai sensi dell’art. 1 della Legge n. 10 del 14/01/2013, con l’obbiettivo, attraverso la valorizzazione e la tutela dell’ambiente e del patrimonio arboreo e dei boschi, di promuovere politiche di riduzione delle emissioni, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la protezione del suolo, il miglioramento della qualità dell’aria, la valorizzazione delle tradizioni legate all'albero nella cultura italiana e la vivibilità degli insediamenti urbani, ha visto molteplici iniziative organizzate su territorio del Parco dell’Aspromonte.


A cura dell'Ufficio stampa Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte














Ancora pochi giorni di attesa per la XXXV edizione di "FiordilatteFIORDIFESTA”


Un appuntamento con il gusto da non perdere per gli amanti della buona tavola e dei sapori tipici d’eccellenza, una tre giorni dedicata all'arte e alla natura accompagnati dalla musica della tradizionale. Gran finale con Giusy Ferreri in concerto lunedì 3 agosto in Frazione Pianillo.


Ancora pochi giorni di attesa per la manifestazione "FiordilatteFIORDIFESTA", la sagra del fiordilatte e dei prodotti tipici agerolesi, che si svolgerà da sabato 1 a lunedì 3 agosto 2015 presso la frazione Pianillo del comune di Agerola. Giunta quest'anno alla sua 35° edizione, la manifestazione organizzata dall'Associazione Sant'Antonio Abate, è dedicata alle eccellenze gastronomiche della cittadina dei Monti Lattari e in particolare al fiordilatte. La manifestazione, da oltre trent'anni, coinvolge l'intera cittadina e appassiona numerosi turisti e visitatori che partecipano con entusiasmo. Protagonista sarà ancora una volta lo speciale menù tipico preparato per l'occasione, ricco di differenti pietanze nelle quali il pregiato latticino verrà impiegato con maestria e originalità. Le aziende del territorio partecipano attivamente alla manifestazione che da trentacinque anni è testimone delle cose buone di Agerola. Si parte dall'antipasto, gli "Sfizi del contadino", con verdure dell'orto, prodotti norcini e delizie del forno, al "Pane del campo" con pancetta arrotolata e caciocavallo locale, dalla "Montanara agerolese", pizza fritta ricca di prodotto caseari, ai "Fusilli del Belvedere", primo dai sentori affumicati, al "Babbà della Gerla e digestivo", leggero dessert, affiancato da un saporito liquore alle erbe, con cui completare la degustazione. Infine, ogni assaggio sarà accompagnato dal Vino di Furore delle Cantine di Marisa Cuomo. Un appuntamento con il gusto e con la tradizione da non perdere per gli amanti della buona tavola e dei sapori tipici prodotti da aziende d’eccellenza. In occasione della manifestazione è in programma per domenica 2 agosto una passeggiata naturalistica per campi e borghi di Agerola, alla scoperta delle bellezze artistiche e naturalistiche del territorio sotto la guida esperta dei responsabili dell'Associazione Sentieri degli Dei, affiliata FIE – Federazione Italiana Escursionismo. L'escursione è completamente gratuita, la partenza è prevista per le ore 10,00, con appuntamento alla Chiesa di San Pietro Apostolo, sita in località Pianillo. Si potrà attraversare il Sentiero degli Dei, uno straordinario percorso panoramico che sovrasta la Costiera Amalfitana, passeggiando sul paradiso. Non mancheranno divertimento e spettacoli musicali ad Agerola, tra cui lo spettacolo del gruppo di musica popolare "corEcorde" che animerà la manifestazione "FiordilatteFIORDIFESTA" con suoni e danze d'altri tempi. Il gruppo originario di Angri si esibirà sabato e domenica presso Piazza Unità d'Italia in Frazione Pianillo. Presenti anche i canti, i balli, gli strumenti e i costumi della tradizione squisitamente agerolese con il Gruppo Folkloristico "Città di Agerola" che si esibirà sabato 1 agosto in Frazione Pianillo. Un momento di spettacolo musicale che ripercorrerà la tradizione folkloristica dei Monti Lattari e della Campania tutta. Infine, la sagra FiordilatteFIORDIFESTA sarà allietata dal Complesso Bandistico "Città di Agerola" in diversi momenti: sabato alle ore 20,00 presso la Frazione Pianillo mentre domenica appuntamento da non perdere con la matinée itinerante per le piazze del comune. Il Complesso Bandistico "Città di Agerola" si esibirà poi nuovamente nella serata di domenica, con un Concerto Lirico Sinfonico presso Piazzale San Pietro Apostolo. Durante la manifestazione sarà possibile assistere alle dimostrazioni di lavorazione del fiordilatte e prendere parte ai laboratori del gusto organizzati dalla condotta Slow Food dei Monti Lattari. Saranno organizzati, inoltre, percorsi guidati al Museo Civico di Agerola e sarà possibile visitare la mostra "Ceramiche Artistiche" a cura di Giulia Lauritano ed esplorare il mercatino di prodotti tipici allestito presso il giardino parrocchiale. Lunedì 3 agosto gran finale con Giusy Ferreri in concerto. La nota cantautrice si esibirà alle ore 22,30 in Piazzale San Pietro Apostolo con una performance che si preannuncia briosa e coinvolgente. Una tre giorni esclusiva con l'arte, la natura, le tradizioni, il gusto e la musica. Uno spettacolo da non perdere con la grinta e l'entusiasmo di Giusy Ferreri per un'ultima notte sotto il cielo stellato di Agerola che archivierà la XXXV edizione di FiordilatteFIORDIFESTA.

Parcheggio con servizio navetta A/R da località San Lorenzo frazione Bomerano alla frazione Pianillo.


Redazione

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Terremoti: ENEA presenta innovativo sistema di isolamento sismico per edifici esistenti

7 maggio 2015

Piattaforma isolante sotto le fondazioni senza interventi sulle costruzioni sovrastanti

A pochi giorni dal drammatico terremoto che ha provocato migliaia di vittime e distrutto gran parte del patrimonio monumentale ed edilizio del Nepal, l’ENEA ha riunito esperti delle principali istituzioni impegnate nella salvaguardia dei beni culturali dal rischio sismico e idrogeologico, per fare il punto sulle innovazioni tecnologiche per rafforzare la sicurezza degli edifici di interesse storico e artistico a livello internazionale.


In particolare, in occasione del convegno “Tueor ergo ero”1 che si è tenuto oggi a Roma presso la sede dell’Agenzia, è stata presentata una struttura di isolamento sismico, ovvero una piattaforma isolante che viene realizzata sotto le fondazioni, senza alcun intervento sulle costruzioni sovrastanti. Il sistema non prevede interventi invasivi per le strutture e le architetture interessate, anche nel caso dei locali sotterranei, che diventano così parte integrante della sovrastruttura isolata.

"La distruzione di un monumento-simbolo come la torre Dharahara di Katmandu è la dimostrazione di come la prevenzione, la valutazione dei potenziali effetti e l’attenta analisi della vulnerabilità delle strutture siano essenziali nella tutela del patrimonio culturale e artistico – dichiara l’esperto ENEA Paolo Clemente. Le competenze ENEA in questi settori, derivate dalla ricerca in campo energetico, hanno consentito all’Agenzia di sviluppare una serie di progetti non invasivi per la prevenzione del rischio sismico e idrogeologico su monumenti ed edifici storici in Italia e nel mondo".

Tra le ultime campagne sperimentali condotte dai ricercatori ENEA figurano quelle sugli effetti delle vibrazioni ambientali su alcuni monumenti di Roma, tra cui le due Colonne coclidi (Traiana e di Marco Aurelio), e la valutazione della stabilità della copertura della Villa dei Misteri a Pompei. In ambito UNESCO l’ENEA ha effettuato numerosi studi, tra cui quelli sulla stabilità di alcuni minareti nelle città di Jam ed Herat in Afghanistan, sulla valutazione del rischio geomorfologico del Santuario di Machu Picchu in Perù, mentre è attualmente in corso l’analisi della Torre Stilita di Umm er Rassas in Giordania, in collaborazione con ISPRA. Di particolare interesse anche l’analisi multi-hazard nell’area di Valparaiso in Cile e il progetto per l’isolamento sismico del Museo Nazionale di Teheran, in collaborazione con il locale Istituto di Sismologia e Ingegneria Sismica e con l’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

Infine, presso i laboratori di "Qualificazione Materiali" del Centro Ricerche della Casaccia, l’ENEA ha condotto studi sul comportamento sismico della struttura della Chiesa di Santa Irene a Istanbul, grazie al sistema delle "Tavole Vibranti", utilizzate anche per un progetto europeo riguardante la sperimentazione della volta a crociera della moschea di Algeri.

Consorzio Proodos: “Ripensiamo l’organizzazione aziendale, a partire dalla cooperazione sociale”

 

Il Consorzio di cooperative sociali, capofila di un progetto regionale per la conciliazione tra i tempi della vita e quelli del lavoro, è intervenuto ad un convegno presso il comune di Sorrento raccontando la responsabilità della cooperazione su pari opportunità e conciliazione.

 

“Il ruolo della cooperazione sociale deve essere di agente sul territorio, capace di creare sinergie tra gli enti pubblici, il mondo profit e quello no profit. Il tema della conciliazione e delle pari opportunità ci era già caro e rientra nella necessità di fare innovazione, di ripensare l’organizzazione aziendale, valorizzando le differenze - non solo tra uomini e donne, ma anche culturali e di pensiero - per raggiungere l’uguaglianza. Mettere in pratica questi sforzi in una rete e fare in modo che questa rete cresca e si confronti con le esperienze di altri territori è la strada per farcela, per sostenere un modello, di certo perfettibile, ma che ha dato molti frutti, con vantaggi per i dipendenti degli enti coinvolti nel progetto che stiamo portando avanti”.

 

Così Mario Sicignano, presidente del Consorzio di cooperative sociali Proodos, intervenuto al convegno “Accordi territoriali di genere – esperienze a confronto” promosso dall’Ufficio di Piano di zona, Ambito territoriale di Napoli trentatré, in collaborazione con Proodos, presso la sala consiliare del Comune di Sorrento, per raccontare in un territorio diverso (il comune di Sorrento e l’ambito territoriale trentatré  capofila del Progetto “AccordiamociAccordiamo”) l’esperienza della sua rete in fatto di conciliazione nel mondo del lavoro.

 

Proodos è difatti capofila del progetto (P.O.R. Campania Fse 2007-13 Asse II Occupabilità, obiettivo operativo F2) “Dall’energia che illumina…all’energia degli scambi”, all’interno del quale è stato costituito un Accordo Territoriale. Esso aggrega aziende, amministrazioni(Confcooperative Campania, Coelmo Spa, Asl Na2 Nord, il Consorzio Co.re. e gli Ambiti territoriali Na20 e Na21) che hanno utilizzato fondi pubblici per coltivare e accrescere il benessere dei loro dipendenti. Sono stati attivati, in seguito ad un rilevamento dei bisogni, servizi di baby sitting, di assistenza, di fattorinaggio, e Punti famiglia - dotati di un’equipe specializzata e di un counselor - per permettere ai lavoratori di richiedere i servizi a disposizione e di informarsi.

 

E proprio sul fronte informazione, prima leva per la consapevolezza, Proodos in collaborazione con i partner di progetto, ha redatto un vademecum "Conciliare...ora" che esplora la normativa sulla conciliazione e presenta gli strumenti e i servizi a supporto della stessa. Questo vademecum è stato concesso in uso gratuito all'Ambito territoriale trentatré e “adottato” anche nell'ambito del progetto "AccordiamociAccordiamo" , suggellando la creazione della rete interterritoriale.


Marina Bisogno

Confcooperative Campania




In che mondo viviamo?

Israele e Palestina

 

Sabato 11 Aprile ore 10.30

 

 

Chiesa dei SS. Marcellino e Festo

Università degli Studi di Napoli Federico II


Dopo l’appuntamento inaugurale dedicato all’indagine del sovietologo Andrea Graziosi su “Russia e Ucraina”, stavolta il territorio d’indagine delle lezioni magistrali di Geopolitica del Sabato delle Idee sarà un altro fronte molto caldo come quello di “Israele e Palestina”. Sabato 11 Aprile alle ore 10.30 in cattedra ci sarà Umberto Ranieri, già sottosegretario al Ministero degli Esteri e presidente della Commissione Esteri della Camera dei deputati ed attualmente docente di Economia dei paesi in via di sviluppo all’Università Suor Orsola Benincasa.

La lezione di Umberto Ranieri, sarà introdotta da Gaetano Manfredi, Rettore dell’Università Federico II di Napoli, Lucio d’Alessandro, Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, e da Marco Salvatore, fondatore de “Il Sabato delle Idee” e si svolgerà presso la Chiesa del Complesso dei SS. Marcellino e Festo dell’Università Federico II di Napoli.

Il tema dell’incontro sarà l’occasione per ricordare un importante progetto sostenuto dal Sabato delle Idee: il progetto internazionale “La Terra dei Bambini”, nato, in memoria del giornalista Simone Camilli ucciso a Gaza da una bomba lo scorso agosto, per ricostruire il grande centro per l’infanzia realizzato nel 2011 dall’ONG “Vento di Terra” nel villaggio beduino diUm al Nasser, proprio nella Striscia di GazaUn grande centro che ospitava un asilo con 130 bambini, un ambulatorio pediatrico, una mensa per le famiglie povere del villaggio e un centro di assistenza per le donne e che è stato completamente raso al suolo durante un raid israeliano in una notte dello scorso luglio. Informazioni e donazioni sul sito webwww.ventoditerra.org


La presentazione del ciclo di lezioni

Dall’Ucraina alla Palestina, dal Califfato al Vaticano. “Il Sabato delle Idee” con sette lezioni magistrali affidate a sette grandi maestri del pensiero politico, analizzato da diverse angolazioni, lancia una profonda riflessione sui mutamenti dell’assetto geopolitico del pianeta. Decisamente eloquente il titolo dell’iniziativa: “In che mondo viviamo?”.

 

La mappa del mondo continua a mutare. La caduta del muro di Berlino non ha prodotto un nuovo equilibrio internazionale e l'idea dello Stato-nazione non regge più all'urto della globalizzazione. Ci sono Stati che falliscono, altri che si alleano, altri che si affermano pur non avendo confini certi. Oscilliamo tra guerra e pace, tra paura e speranza, tra politiche di solidarietà e atti terroristici, attraversati da una profonda crisi economica e dentro la modernità di una straordinaria rivoluzione tecnologica, alle prese con imponenti flussi migratori e inedite sfide umanitarie”. Presenta così Marco Demarco la ratio scientifica di questo ciclo incontri ideato per “provare a chiederci in che mondo viviamo, per capire cosa davvero succede intorno a noi”.

Una riflessione a tutto tondo sia da un punto di vista geografico e geopolitico, visti i temi degli incontri (dedicati all’Europa, all’America, all’Italia, al Vaticano, a Israele e Palestina ed aCaliffato ed Occidente), sia da un punto di vista culturale perché l’analisi avrà di volta in volta un punto di osservazione diverso: storico, filosofico ma anche giornalistico grazie agli interventi di Andrea GraziosiUmberto RanieriBiagio De GiovanniMaurizio MolinariMassimo TeodoriGiuliano Ferrara ed Ernesto Galli della Loggia.

 

Sette lezioni magistrali che si alterneranno con cadenza mensile (fino al 14 Novembre) tra la Biblioteca Pagliara dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e il Complesso dei SS. Marcellino e Festo dell’Università Federico II di Napoli.

 

Programma completo delle lezioni sul sito web www.ilsabatodelleidee.it

 


Il Sabato delle Idee


“Il Sabato delle Idee” è un’iniziativa ideata nel 2009 dalla Fondazione SDN e dall’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli con l’obiettivo di far sorgere a Napoli nuovi spazi di discussione e di “risvegliare” la riflessione ma soprattutto la produzione di nuove idee nella società civile e nella classe dirigente nazionale, partendo da Napoli.

 

E già dalla seconda edizione del Sabato delle Idee l’allargamento dei partner dell’iniziativa ha dimostrato come nella città di Napoli vi siano tante realtà scientifiche e culturali che hanno passione e capacità per impegnarsi nel rilancio della città. L’auspicio è che la rete delle eccellenze campane che scelgono di lavorare insieme possa crescere sempre di più, per realizzare l’obiettivo fondante del Sabato delle Idee: promuovere l'impegno civile, la partecipazione ragionata e la realizzazione di progetti concreti per lo sviluppo di Napoli e del Mezzogiorno contro l’indifferenza, la rassegnazione ed il pessimismo.


Roberto Conte

ENERGIA: ECOBONUS, ONLINE IL NUOVO PORTALE ENEA PER INVIARE LA DOCUMENTAZIONE

C’È TEMPO FINO AL 31 DICEMBRE PER USUFRUIRE DELLA DETRAZIONE DEL 65%

La notizia sul nuovo numero del settimanale ENEAinform@

Da inizio aprile è possibile inviare online, sul portale ENEA finanziaria2015.enea.it, la documentazione per richiedere le detrazioni fiscali del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, ultimati entro il 31 dicembre 2015. L’ENEA, in qualità di Agenzia nazionale per l’Efficienza Energetica, è il soggetto incaricato per legge di ricevere la documentazione obbligatoria per ottenere le agevolazioni  fiscali per gli interventi di eco-efficienza.

A partire dal 1° gennaio 2016, l’ecobonus scenderà dal 65% al 36%, quindi per usufruire della detrazione maggiore le ristrutturazioni devono essere concluse entro i prossimi nove mesi.

Secondo stime ENEA con il bonus aumentato al 65% sono possibili risultati molto positivi sia in termini di risparmio energetico e che di riduzione delle emissioni di CO2; infatti, già con la precedente detrazione del 55% sono stati risparmiati 11.300 GWh/anno di energia ed evitato il rilascio nell’aria di oltre 2,4 milioni di tonnellate l’anno di CO.

Questo servizio apre il numero odierno di ENEAinform@, il settimanale del giovedì che propone notizie e video inediti dell’ENEA su energia, nuove tecnologie, ambiente e sviluppo economico sostenibile, oltre a segnalazioni di studi, pubblicazioni e appuntamenti. ENEAinform@ è online sul sito www.enea.it

Fra le altre novità, risparmiare acqua calda in casa con un dispositivo brevettato dall’ENEA e le novità dell’Agenzia su illuminazione green, sensori intelligenti e software gratuiti per il check-up dell’efficienza degli edifici, presentate a EnergyMed 2015, la mostra-convegno sulle fonti rinnovabili e l’efficienza energetica nel Mediterraneo (Napoli 9-11 aprile).

Inoltre, l’8 aprile l’ENEA organizza a Roma un corso di formazione per giornalisti sui temi di EXPO 2015, argomento anche dell’intervista di ENEA WebTV al Presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Luca Sani.

Per visualizzare le notizie complete:

1.      Ecobonus 2015, online il nuovo portale ENEA per inviare la documentazione

2.      Risparmiare acqua calda in casa si può? Sì, con un dispositivo brevettato dall’ENEA

3.      EnergyMed 2015: da ENEA illuminazione green, sensori intelligenti e software gratuiti per check up efficienza edifici

4.      Aperte le iscrizioni alla Summer school 2015 del progetto Amiga

5.      All'ENEA corso di formazione per giornalisti sui temi di EXPO 2015

Il video della settimana: EXPO 2015: intervista al Presidente della Commissione Agricoltura alla Camera


Redazione

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Workshop "Dissesto Idrogeologico: le migliori pratiche di prevenzione"



Se ne parla a Roma in un confronto tra 
istituzioni e aziende del settore infrastrutturale italiano



Associazione Civita, Sala Gianfranco Imperatori
Piazza Venezia 11 - Roma
Martedì 31 marzo - ore 10.30



CESI, società leader da oltre 50 anni in Italia e a livello internazionale nel campo dell’ingegneria e consulenza per le infrastrutture elettriche complesse nonché per l’ambiente e il territorio, ha organizzato il workshop “Dissesto Idrogeologico: le migliori pratiche di prevenzione”, con la partecipazione della Struttura di Missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Dopo la relazione introduttiva di Matteo Codazzi, AD CESI, seguirà la Tavola Rotonda "Il punto di vista delle aziende del sistema infrastrutturale italiano" a cui parteciperanno:

• Michele Adiletta, Direttore Centrale Esercizio e Coordinamento del Territorio Anas;
• Gianni Armani, AD Terna Rete Italia;
• Mario Bergamo, AD SAT e Direttore Autostrade per l'Italia;
• Matteo Codazzi, AD CESI;
• Maurizio Gentile, AD RFI;
 Mauro Grassi, Direttore Struttura di Missione contro il Dissesto Idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche;
• Giovanni Milani, AD Syndial;
• Enrico Viale, Direttore Divisione Globale Generazione Enel.

Seguiranno le testimonianze di:

• Davide Bertolo, Dirigente struttura attività geologiche della Regione Valle D’Aosta;
• Vera Corbelli, Segretario Generale dell'Autorità di Bacino Nazionale dei fiumi Liri-Garigliano e Volturno.

La giornata si concluderà con la Tavola Rotonda "Tutela del Territorio: quale futuro per l'Italia" a cui prenderanno parte:

• Domenico Andreis, Direttore Divisione Engineering & Environment - ISMES, CESI;
• Erasmo D’Angelis, Coordinatore Struttura di Missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche;
• Bernardo De Bernardinis, Presidente ISPRA; 
• Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni; 
• Gian Vito Graziano, Presidente Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Geologi;
• Paolo Masetti, Delegato alla Protezione Civile ANCI Toscana;
• Immacolata Postiglione, Dirigente Dipartimento Protezione Civile, Ufficio Volontariato, formazione e comunicazione. 


 Lidia Ianuario

 

 

 

Fondazione SDN - Istituto di Ricerca Diagnostica e Nucleare

Università degli Studî Suor Orsola Benincasa
Università degli Studi di Napoli Federico II

Accademia di Belle Arti di Napoli

Conservatorio di Musica San Pietro a Majella

Fondazione Idis - Città della Scienza

Fondazione Internazionale per gli Studi Superiori di Architettura

Istituto Italiano per gli Studi Filosofici

Istituto Italiano per gli Studi Storici

Pan - Palazzo delle Arti di Napol

In che mondo viviamo?

 Dall’Ucraina alla Palestina, dal Califfato al Vaticano

 

Il Sabato delle Idee con sette lezioni magistrali lancia una riflessione sui mutamenti dell’assetto geopolitico del pianeta

 

28 Marzo - 14 Novembre 2015

Dall’Ucraina alla Palestina, dal Califfato al Vaticano. “Il Sabato delle Idee” con sette lezioni magistrali affidate a sette grandi maestri del pensiero politico, analizzato da diverse angolazioni, lancia una profonda riflessione sui mutamenti dell’assetto geopolitico del pianeta.

Decisamente eloquente il titolo dell’iniziativa: “In che mondo viviamo?”. L’appuntamento inaugurale è fissato per Sabato 28 Marzo alle ore 10.30 nella Biblioteca Pagliara dell’Università Suor Orsola Benincasa con la lezione magistrale di Andrea Graziosi, professore ordinario di Storia contemporanea all’Università Federico II di Napoli, dedicata alla prima zona d’indagine del ciclo di incontri: “Russia e Ucraina”.

 

La lectio inauguralis sarà introdotta da Lucio d’Alessandro, Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, Gaetano Manfredi, Rettore dell’Università Federico II di Napoli, Marco Salvatore, fondatore de “Il Sabato delle Idee” e dai i coordinatori scientifici dell’iniziativa, Marco Demarco, direttore responsabile della Scuola di Giornalismo “Suor Orsola Benincasa” e Paolo Macry, professore ordinario di Storia contemporanea all’Università Federico II di Napoli.

 

La mappa del mondo continua a mutare. La caduta del muro di Berlino non ha prodotto un nuovo equilibrio internazionale e l'idea dello Stato-nazione non regge più all'urto della globalizzazione. Ci sono Stati che falliscono, altri che si alleano, altri che si affermano pur non avendo confini certi. Oscilliamo tra guerra e pace, tra paura e speranza, tra politiche di solidarietà e atti terroristici, attraversati da una profonda crisi economica e dentro la modernità di una straordinaria rivoluzione tecnologica, alle prese con imponenti flussi migratori e inedite sfide umanitarie”. Presenta così Marco Demarco la ratio scientifica di questo ciclo incontri ideato per “provare a chiederci in che mondo viviamo, per capire cosa davvero succede intorno a noi”.


Decisamente eloquente il titolo dell’iniziativa: “In che mondo viviamo?”. L’appuntamento inaugurale è fissato per Sabato 28 Marzo alle ore 10.30 nella Biblioteca Pagliara dell’Università Suor Orsola Benincasa con la lezione magistrale di Andrea Graziosi, professore ordinario di Storia contemporanea all’Università Federico II di Napoli, dedicata alla prima zona d’indagine del ciclo di incontri: “Russia e Ucraina”.

 

La lectio inauguralis sarà introdotta da Lucio d’Alessandro, Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, Gaetano Manfredi, Rettore dell’Università Federico II di Napoli, Marco Salvatore, fondatore de “Il Sabato delle Idee” e dai i coordinatori scientifici dell’iniziativa, Marco Demarco, direttore responsabile della Scuola di Giornalismo “Suor Orsola Benincasa” e Paolo Macry, professore ordinario di Storia contemporanea all’Università Federico II di Napoli.

 

La mappa del mondo continua a mutare. La caduta del muro di Berlino non ha prodotto un nuovo equilibrio internazionale e l'idea dello Stato-nazione non regge più all'urto della globalizzazione. Ci sono Stati che falliscono, altri che si alleano, altri che si affermano pur non avendo confini certi. Oscilliamo tra guerra e pace, tra paura e speranza, tra politiche di solidarietà e atti terroristici, attraversati da una profonda crisi economica e dentro la modernità di una straordinaria rivoluzione tecnologica, alle prese con imponenti flussi migratori e inedite sfide umanitarie”. Presenta così Marco Demarco la ratio scientifica di questo ciclo incontri ideato per “provare a chiederci in che mondo viviamo, per capire cosa davvero succede intorno a noi”.

 

Una riflessione a tutto tondo sia da un punto di vista geografico e geopolitico, visti i temi degli incontri (dedicati all’Europa, all’America, all’Italia, al Vaticano, a Israele e Palestina ed a Califfato ed Occidente), sia da un punto di vista culturale perché l’analisi avrà di volta in volta un punto di osservazione diverso: storico, filosofico ma anche giornalistico grazie agli interventi di Umberto Ranieri, Biagio De Giovanni, Maurizio Molinari, Massimo Teodori, Giuliano Ferrara ed Ernesto Galli della Loggia.

 

Sette lezioni magistrali che si alterneranno con cadenza mensile (fino al 14 Novembre) tra la Biblioteca Pagliara dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e il Complesso dei SS. Marcellino e Festo, sede del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Federico II di Napoli.

 

Programma completo delle lezioni sul sito web www.ilsabatodelleidee.it

 

 

Il Sabato delle Idee

 

“Il Sabato delle Idee” è un’iniziativa ideata nel 2009 dalla Fondazione SDN e dall’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli con l’obiettivo di far sorgere a

Napoli nuovi spazi di discussione e di “risvegliare” la riflessione ma soprattutto la produzione di nuove idee nella società civile e nella classe dirigente nazionale, partendo da Napoli.

 

E già dalla seconda edizione del Sabato delle Idee l’allargamento dei partner dell’iniziativa ha dimostrato come nella città di Napoli vi siano tante realtà scientifiche e culturali che hanno passione e capacità per impegnarsi nel rilancio della città.

 

L’auspicio è che la rete delle eccellenze campane che scelgono di lavorare insieme possa crescere sempre di più, per realizzare l’obiettivo fondante del Sabato delle Idee: promuovere l'impegno civile, la partecipazione ragionata e la realizzazione di progetti concreti per lo sviluppo di Napoli e del Mezzogiorno contro l’indifferenza, la rassegnazione ed il pessimismo.

 

 

 

Ufficio Stampa e Comunicazione
Dott. Roberto Conte
Tel-Fax  081-2522347
Cell. 380-7123104
ufficiostampa@unisob.na.it

Area Gal Gran Sasso Velino: due incontri per promuovere la "destinazione turistica"

 

L'Associazione Borghi Autentici d'Italia, in convenzione con il Gal Gran Sasso Velino, organizza per mercoledì 25 marzo a L'Aquila una giornata di convegno sulla "destinazione Abruzzo interno"

 

Si avviano alla conclusione i due progetti realizzati dall'Associazione Borghi Autentici d'Italia in convenzione con il  Gal Gran Sasso Velino, con l'obiettivo di promuovere uno sviluppo locale mirato alla valorizzazione integrata delle risorse naturali, storiche, culturali, artistiche e produttive, uno sviluppo in grado di intercettare bisogni dei turisti e visitatori interessati alla qualità e allo stile di vita del territorio e che, allo stesso tempo, sappia migliorare le opportunità per il futuro delle popolazioni dell’area ospitante.

In quest'ottica sono stati effettuati meeting, incontri di formazione con gli amministratori locali e gli operatori del territorio, nonché studi di settore per promuovere al meglio l'area dal punto di vista turistico.

Ultimo passo di questo percorso è la giornata di convegni organizzata per mercoledì 25 marzo a L'Aquila, presso l'hotel La compagnia del Viaggiatore, dal titolo "Un  nuovo piano per il territorio sfide, opportunità e progettualità 2014-2020".

La giornata è strutturata in due momenti di approfondimento: la sessione mattutina sarà dedicata al "Piano Migliorativo Territoriale - Progetto dimostrativo" mentre la sessione pomeridiana sarà incentrata sul "Progetto Marketing Territoriale". Interverranno inoltre testimonial di progetti di valorizzazione delle peculiarità locali e l'esperto di marketing turistico nazionale ed internazionale Giancarlo Dall'Ara.

Entrambi i progetti formano parte integrante del PSL del GAL Gran Sasso Velino, finanziato nell'ambito del PSR Asse 4 2007-2013 della Regione Abruzzo.

Alla luce delle analisi svolte e dei momenti di confronto con gli amministratori e gli operatori dell'area, gli incontri si propongono di avviare il disegno di uno scenario strategico che sappia promuovere sui mercati l'area del Gal Gran Sasso Velino come "destinazione" turistica, ma non solo, ed  inoltre, di riflettere sulla necessità di un coordinamento maggiore della governance del sistema integrato di offerta dell'area, e sulla necessità di creare reti collaborative fra gli operatori privati profit e non profit e le istituzioni pubbliche, reti collaborative volte a rendere maggiormente performante e competitivo il territorio.

Nell'invito allegato, il programma dettagliato della giornata.

 

 

Per informazioni:

Ufficio stampa Associazione Borghi Autentici d’Italia

Viale Matteotti 49

43049 Salsomaggiore Terme (PR)

Tel. 0524587941 - 0524587185

E-mail: redazione@borghiautenticiditalia.it

 

Sito: www.borghiautenticiditalia.it

Alla scoperta de "Il fenomeno del Niño" Come si forma? Quali sono i suoi effetti? Che influenza ha sul pianeta?

 

 

Alfio Giuffrida, propone un testo alla portata di tutti, chiaro e di agile consultazione acquistabile on line in formato ebook.

 

Il Niño, evento specifico delle acque dell’Oceano Pacifico antistanti le coste dell’Ecuador, è un fenomeno naturale. Prende il nome dal termine spagnolo “El Niño”, che significa "il bimbo", in riferimento al Bambino Gesù, dato che il fenomeno si manifesta con maggiore intensità durante gli ultimi giorni di dicembre, in concomitanza con il Natale.

Esso si verifica in media ogni 4- 5 anni ed è generato da una oscillazione nel campo della pressione atmosferica tra i punti estremi dell’Oceano Pacifico, all’altezza dell’equatore.

Per questo motivo, nel mondo scientifico, questo fenomeno è detto ENSO, dalle iniziali di El Niño Southern Oscillation. Oltre agli effetti diretti sul Pacifico, dove la diminuita pescosità del mare provoca gravi carestie tra le popolazioni dell’Ecuador e del Perù, ENSO è ritenuto responsabile di alcuni sconvolgimenti meteorologici che producono, anche a grande distanza dal Pacifico e su tutti i continenti del pianeta, alluvioni catastrofiche ed estesi incendi boschivi. Secondo taluni scienziati, le alluvioni che hanno colpito l’Europa nel 1997 potrebbero essere state causate dal Niño, proprio in quell’anno particolarmente intenso.

Anche le alluvioni italiane del 2010 e del 2014 potrebbero essere collegate, si stima, al medesimo fenomeno. La formazione del Niño è dovuta all’azione degli alisei. Questi venti, già conosciuti dagli antichi navigatori avventuratisi oltre le “Colonne di Ercole”, avvolgono costantemente la superficie terrestre per tutta la fascia equatoriale e, di norma, soffiano da Nord-Est nell'emisfero boreale e da Sud-Est nell'emisfero australe. Per esplicitare visivamente il fenomeno basti pensare a una persona intenta a soffiare su una bacinella piena d’acqua: il soffio produrrà un increspamento della superficie con conseguente piccolo accumulo di liquido verso la parete opposta a quella dell’osservatore-agente che ha soffiato.

Nell’Oceano Pacifico, che è sottoposto all’azione degli alisei per un tratto di circa 18.000 km, essi si comportano allo stesso modo, spingendo le acque tiepide superficiali verso occidente e generando, quindi, un innalzamento della massa liquida lungo le coste indonesiane.

A causa di ciò il livello del mare, nella zona subito ad est dell’Indonesia sarà leggermente più alto (circa 50 cm) di quello al largo delle coste del Sud America. Questo dislivello genera una corrente sottomarina dall’Indonesia verso il Perù, dove riemerge in superficie, richiamando acque fredde dal profondo dell'oceano per spingerle verso le coste americane. Alla base del fenomeno, pertanto, vi è la variazione periodica della pressione atmosferica che, facendo aumentare o diminuire l’intensità degli alisei, innesca una serie di sconvolgimenti su grande scala sia nell’atmosfera sia negli oceani: l’effetto finale è un riscaldamento complessivo dell’oceano davanti alle coste dell’America del Sud. La scoperta di questo complesso meccanismo si deve al meteorologo e scienziato inglese Sir Gilbert Thomas Walker, che fu il primo a ipotizzare l’esistenza di una particolare circolazione dell’atmosfera, estesa a tutto l’Oceano Pacifico.

 

Chi fosse interessato a una spiegazione scientifica più articolata e approfondita del fenomeno potrà scaricare e consultare l’ebook “Il fenomeno del Niño” (Come si forma? Quali sono i suoi effetti? Che influenza ha sul pianeta?), di Alfio Giuffrida, un testo alla portata di tutti, chiaro e di agile consultazione.

Per l’acquisto dell’ebook -on line a solo 1 euro e 21 cent., il file, anche per tablet e smartphone, è scaricabile da http://t.co/L1oZOWLK.

 

 Redazione 

(Riproduzione Riservata ©)

Notte degli Innamorati

Museo del Mare di Napoli

Sabato 14 febbraio 2015

 

Presentazione della mostra C’era una volta il mare, a Bagnolidella monografia Bagnoli: i lidi, le terme e altri ricordi

 

Ne parlano, dalle 17,30,  gli autori Angela Procaccini, Nora Puntillo e Antonietta Selvaggio.

La mostra, e la monografia che l’accompagna, raccontano la dimensione marina e balneare di Bagnoli, una dimensione meno appariscente, se non periferica e residuale rispetto a quella industriale ed operaia, ma non per questo estranea alla più complessa identità del territorio. Il racconto si basa su testimonianze degli abitanti di Bagnoli e su un ricco corredo di fotografie provenienti per la maggior parte da raccolte private. La mostra, a cura di Antonia Maria Casiello e Antonio Mussari, si inserisce nel Progetto Memoria, in cui è impegnato da alcuni anni il Museo del Mare di Napoli, e che è finalizzato a recuperare e valorizzare aspetti della vita e della cultura del territorio legati al mare.

 

Ore 19.30 “Serenata napoletana” con Massimiliano Caputo e Gianni Festinese Ore 20.30 “Brindisi” sotto le stelle con i telescopi sotto la volta celeste preceduto da una “Tarallata”. In caso di cielo nuvoloso evento alternativo a sorpresa L’evento rientra nell’ambito della manifestazione “Notte degli innamorati di Napoli” promossa dall'Assessorato Cultura e Turismo.

 

Redazione 

(Riproduzione Riservata ©)

Mostra “uno dei più abili geografi e astronomi dell’età nostra”

 

I manoscritti di Giovanni Antonio Rizzi Zannoni, Biblioteca Nazionale di Napoli, 18 dicembre 2014 – 31 gennaio 2015

 

Nell’ambito delle celebrazioni nazionali per il bicentenario della morte di Giovanni Antonio Rizzi Zannoni, il maggior cartografo italiano tra ‘700 e’800, la Biblioteca Nazionale di Napoli espone alcune delle più importanti carte, bozze originali manoscritte del cartografo padovano, considerato l’ultimo geografo di corte e il primo cartografo dell’età moderna.

Ogni carta in esposizione è stata corredata di pochi ma significativi documenti bibliografici o iconografici che segnarono un’ epoca dal 1780 al 1815, particolarmente ricca per la storia di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia A Napoli, dove si trasferì nel 1781 su richiesta del re Ferdinando IV di Borbone per realizzare una carta topografica del Regno, il Rizzi Zannoni fu il primo direttore del Real Officio Topografico e contribuì alle grandi trasformazioni sociali, politiche del Regno, dando vita alla nascita della moderna cartografia geodetica nel Mezzogiorno d’Italia.

La Biblioteca Nazionale di Napoli si è inserita a chiusura delle manifestazioni indette dal Comitato presieduto da Vladimiro Valerio con questa significativa mostra che dà la possibilità di conoscere il vasto prezioso patrimonio delle raccolte della Biblioteca Provinciale delle quali la Nazionale stessa è depositaria e gelosa custode dove confluirono gli oltre 22.000 volumi dell'Ufficio Topografico diretto da Rizzi Zannoni.


Redazione

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L’ENEA premiata ai Global Environment Award 2014 per un progetto sulle rinnovabili

 

“Altissimi meriti nel campo della ricerca in materia di efficienza energetica e di energie rinnovabili”: con questa motivazione uno studio dell’ENEA ha ricevuto il premio Energy And Environment Foundation Global Sustainability Award 2014 (Gold Category), nell’ambito della 5a edizione del World Renewable Energy Technology Congress, che si è tenuto a Nuova Delhi, in India.

 

Obiettivo del Premio è di incoraggiare e motivare le istituzioni e le persone ad adottare le pratiche migliori per l’innalzamento degli standard ambientali. Il progetto premiato, “Tecnologie solari termiche affidabili, efficienti e moderne per soddisfare un’ampia gamma di domanda di potenza: panoramica e prospettive di sviluppo”, è stato sviluppato nel Centro Ricerche ENEA Trisaia e riguarda in particolare i processi per lo sviluppo delle tecnologie solari a bassa e media temperatura, l’analisi delle prestazioni a breve e lungo periodo dei sistemi solari e le loro integrazione negli impianti di riscaldamento e raffrescamento residenziali.

Il premio è stato ritirato dal ricercatore dell’ENEA Vinod Kumar Sharma (a sinistra nella foto), uno degli autori del progetto. Le motivazioni della giuria, composta da esperti del governo indiano, del mondo accademico ed industriale, sottolineano l’impegno e il contributo dell’ENEA nel migliorare la gestione del ciclo delle risorse con nuove metodologie che affrontano i cambiamenti climatici. Patrocinato dal Ministero indiano per le Nuove Energie Rinnovabili, il World Renewable Energy Technology Congress ha visto quest’anno la partecipazione di oltre 300 delegati da tutto il mondo ed è stata un’importante occasione per le imprese italiane del settore energetico di creare partnership con gli operatori del mercato indiano.

Redazione

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SCIENZA: un radar-laser aiuterà a "prevedere" le eruzioni dei vulcani

La tecnologia sviluppata dall’ENEA presentata oggi a Monaco di Baviera

all’Agenzia spaziale tedesca

 

Roma, 25 novembre  2014 - Riuscire a prevedere l’approssimarsi di un’eruzione vulcanica, potendo preallertare le popolazioni delle zone circostanti potrebbe presto diventare una realtà grazie ad una tecnologia tutta italiana presentata oggi a Monaco di Baviera presso l’Agenzia Aerospaziale tedesca, in una conferenza di esperti europei ed aziende leader del settore.  Si tratta di  un radar laser (o lidar) messo a punto dall’ENEA, basato su una tecnologia molto sofisticata che  permette, per la prima volta,  di misurare la concentrazione di Co2 nei gas vulcanici, un’operazione che con altre tecniche è rara, lenta, pericolosa e complessa anche per la difficoltà della distanza.

Sono stati i vulcanologi a chiedere all’ENEA di sviluppare un radar laser capace di misurare rapidamente e a distanza il biossido di carbonio nei fumi, in modo da affinare i modelli di previsione delle eruzioni, sperando in futuro di poter allertare la popolazione in caso di pericolo.  

 ‘’Misurare il biossido di carbonio in pennacchi vulcanici è una sfida scientifica e tecnologica di estrema importanza. Infatti, è ormai assodato che le eruzioni sono precedute dall’aumento di questo gas nel fumo che esce dal cratere’’ spiega Luca Fiorani del Laboratorio Diagnostiche e Metrologia del Centro ENEA di Frascati che ha sviluppato il radar-laser.

Il laser-radar è stato messo a punto nell’ambito del progetto europeo BRIDGE (Bridging the gap between gas emissions and geophysical observations at active Volcanoes) dell’European Research Council, coordinato dal Prof. Alessandro Aiuppa dell’Università di Palermo ed è stato chiamato BILLI, acronimo di BrIdge voLcanic Lidar.

BILLI è in grado di misurare fino ad un chilometro di distanza e, grazie ad un sistema di specchi, il fascio laser può essere orientato in qualsiasi direzione, mirando con precisione la zona di pennacchio vulcanico da investigare.  I primi test sul campo sono stati fatti dal 13 al 17 ottobre presso la solfatara di Pozzuoli con il supporto dei ricercatori del Laboratorio di Chimica Ambientale dell’ENEA del Centro Ricerche Portici.

“Una misura del genere non era mai stata fatta in precedenza– osserva il Prof. Aiuppa – e il radar laser permetterà di effettuare scansioni dei pennacchi vulcanici, simili alle tomografie, con rapidità e continuità molto superiori a quelle ottenute finora, con lo scopo finale di sorvegliare le emissioni di fluidi dai vulcani attivi, comprenderne il comportamento, e contribuire alla previsione delle sue dinamiche.”

La tecnologia radar laser di BILLI si presta anche ad altre applicazioni in ambienti ostili, come i luoghi dove si è sviluppato un incendio o in contesti industriali o cittadini dove ci sono emissioni dovute a processi di combustione.

 

Per maggiori approfondimenti vedi Video:

http://webtv.enea.it/Members/webtvadmin/videos/billicontrollovulcani.mpg

https://www.youtube.com/watch?v=I9Sh60nQEMw&feature=youtu.be


ENEA - Ufficio Stampa e Rapporti con i Media

Resp. Elisabetta Pasta

 

La Redazione

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A Volla arriva il Servizio Civile nell'ambito del programma Garanzia Giovani

 

Nei giorni scorsi sono stati pubblicati i bandi per la selezione di volontari da impiegare in progetti di Servizio Civile che attuano il programma Garanzia Giovani al quale il Comune di Volla è stato tra i primi Comuni del vesuviano ad aderire. A superare il vaglio dell’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile i due progetti elaborati dal Comune di Volla con il supporto dell'ente Amesci: “Una finestra sul futuro” e “La scuola di tutti”. Grazie a questi progetti 10 giovani del territorio che non studiano e che non lavorano potranno scegliere di effettuare il Servizio Civile volontario all’interno del programma europeo per il contrasto alla disoccupazione giovanile.

Attraverso il loro impegno nei progetti che riguardano il settore dell’Educazione e della Promozione culturale, i volontari contribuiranno a mettere in campo azioni volte al potenziamento della qualità e della quantità del flusso informativo dello sportello informagiovani e a prevenire ed arginare il fenomeno della dispersione scolastica.

«Il Comune di Volla ha fortemente voluto che nel territorio avvenisse la realizzazione del piano europeo per l’occupazione giovanile Garanzia Giovani proprio mediante la misura del Servizio Civile in tal modo da offrire ai ragazzi l’opportunità di vivere un’esperienza che è al contempo di impegno civico e di formazione economicamente remunerata. Le competenze maturate durante il periodo di servizio verranno infatti certificate e saranno quindi spendibili nel mondo del lavoro».

Possono presentare domanda entro il 15 dicembre i giovani tra 18 e i 28 anni, residenti in Italia, non impegnati in un’attività lavorativa né inseriti in un corso scolastico o formativo. Prima di presentare l’istanza di partecipazione è necessario aderire al programma Garanzia Giovani al sito www.garanziagiovani.gov.it oppure www.cliclavoro.lavorocampania.it e tutte le informazioni concernenti il Servizio Civile nel Comune di Volla sono reperibili all'indirizzo http://www.amesci.org/2014_11_14_BANDO_GG/campania_napoli.htm

 

 

 

L’Assessore con delega al Servizio Civile
del Comune di Volla

 dr.Agostino Navarro

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Coordinamento Pendolari Campania - Comunicato Stampa

 

Sabato 15 novembre u.s., si è riunito ad Avellino, presso la sede della CGIL-SPI, il Coordinamento Regionale dei Pendolari della Campania per discutere delle  eventuali azioni da intraprendere in vista della indizione delle gare per la riassegnazione dei servizi minimi

Alla riunione hanno preso parte i rappresentanti di Assoutenti Napoli (Antonio Di Gennaro), di inLocomotivi (Pietro Mitrione), dell’Associazione Pendolari Sannio-Terra di Lavoro (Antonio Di Fabrizio), del Comitato Civico Trasporti Marittimi di Ischia (Iolanda Conte, Moreno Cervera) e del Comitato TPL  Fortore (Antonella Bellonia).

A seguito della pubblicazione dei bandi per la prima fase delle gare che porteranno alla assegnazione dei servizi di Tpl  nella regione Campania, il  Coordinamento Regionale Pendolari della Campania se da un lato esprime una cauta soddisfazione per l’ulteriore passo avanti fatto nella direzione della razionalizzazione del sistema di trasporto campano, dall’altro evidenzia alcune perplessità nate dalla lettura di tali bandi.

L’ancoraggio allo scenario zero della suddivisione dei lotti e dei contributi per ciascuno di essi, lascia immaginare l’utilizzo di un criterio meramente economico che rischia di essere poco utile all’obiettivo di ridurre i disagi della mobilità soprattutto per le aree più interne delle province di Avellino e Benevento.

Ci si chiede, inoltre, se data la durata prevista dei contratti (12 anni per il ferro e 9 per la gomma) siano state valutate tutte le potenziali conseguenze e le opportunità che potranno derivare dalle novità in campo normativo,  prima tra tutte con l’istituzione della Città Metropolitana di Napoli, e nel completamento degli investimenti infrastrutturali previsti, in particolare della linea AC/AV Napoli – Bari, che interesserà direttamente il territorio delle province di Benevento e Avellino.

Per questo motivo l’auspicio del Coordinamento è che già da questa prima fase delle procedure di gara si tenga conto delle conseguenze della riorganizzazione delle attuali competenze amministrative tra comune capoluogo e provincia nel momento in cui diventerà pienamente operativa la Città Metropolitana di Napoli, garantendo agli utenti la piena continuità dei servizi di trasporto sotto l’aspetto dell’integrazione sia dei vettori che delle tariffe.

Dal punto di vista infrastrutturale, l’entrata in esercizio della linea ferroviaria AC/AV Napoli – Bari  nell’ambito del più ampio progetto delle reti TEN-T - prevista entro il 2022 - richiede che però già da ora si creino le condizioni perché le linee ferroviarie interne – oggetto dei servizi attualmente in gara - assumano un ruolo rilevante di adduzione alla rete principale nazionale per migliorare l’accessibilità e aumentare le potenzialità di sviluppo dei territori attraversati.

 

Questa particolare fase può essere l’occasione per riconsiderare quelle tratte ferroviarie attualmente “sospese”, come la Avellino-Lioni-Rocchetta e la Benevento- Campobasso, ma mai di fatto cancellate dalla geografia ferroviaria regionale, creando i presupposti per una loro rivalutazione e il loro inserimento nei servizi minimi. Questo anche in considerazione di quanto previsto nella tabella B della   concessione rilasciata a F.S. S.p.A., con Decreto Ministeriale n. 138T del 31 ottobre 2000. 

A questo si deve aggiungere che si è ancora in attesa di conoscere le reali intenzioni dell’Assessorato ai Trasporti per quanto concerne i fondi previsti per il Trasporto Interregionale (sia su ferro che gomma), settore che negli ultimi anni ha visto un incremento importante dei pendolari soprattutto verso il Lazio e del quale bisogna tenere debito conto nella riprogrammazione.

 

IL COORDINAMENTO REGIONALE PENDOLARI DELLA CAMPANIA


Cordiali saluti

Antonio Di Gennaro - Assoutenti Napoli

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La Flotta perduta di Kubilai Khan

 

Mercoledi 5 novembre dalle ore 18 si terrà al Museo del Mare di Napoli un momento di incontro su uno temi più affascinanti della storia. si parlerà infatti del ritrovamento della flotta perduta di Kubilai Khan, le cui tracce sono state ritrovate da un team di esperti giapponesi e napoletani. 

 

Giovanna D'Urso

 

 

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Giorni verdi al Parco Pantanello: esplorare, conoscere, star bene in natura!

 

 

 

 

La Fondazione Roffredo Caetani in collaborazione con l’Agenzia Regionale dei Parchi e l’Istituto Pangea Onlus propone Giorni Verdi al Parco Pantanello: esplorare, conoscere, star bene in natura! Passeggiate e attività di interpretazione ambientale gratuite.

Con il programma Giorni Verdi la Regione Lazio invita i cittadini di tutte le età a scoprire le aree protette del Lazio tramite passeggiate, incontri, eventi che le permettono una fruizione sostenibile di aree preziose e delicate come quella del Parco Pantanello.

Gli operatori dell’Istituto Pangea Onlus, che svolgeranno il ruolo di guide della attività in programma, sono interpeti ambientali professionali in grado di tradurre il linguaggio della natura e di leggere il paesaggio per raccontarne la storia.

I partecipanti a Giorni Verdi saranno coinvolti nelle attività tramite esperienze che stimolano la curiosità e la creatività, con l’obiettivo di suscitare un sentimento di appartenenza nei confronti del parco e delle sue bellezze, riscoprendo le proprie capacità sensoriali in una dimensione diversa da quella quotidiana.

Si inizia sabato 25 ottobre alle 15 con Storia di una trasformazione. Un progetto ambizioso ha riportato le zone umide fra i campi di Pantanello. Le visite continueranno fine al 20 dicembre.

 

l Parco Pantanello è un parco adiacente il Giardino di Ninfa, che copre un’area di 100 ettari sui quali la natura è ritornata ad agire indisturbata: percorrendo i suoi sentieri è infatti possibile rivivere l’ambiente che caratterizzava la pianura pontina prima della bonifica integrale.

L’importanza di Pantanello, oltre che storico-paesaggistica, ricostruendo un paesaggio oggi sostanzialmente scomparso, è da attribuire anche alla biodiversità che qui, protetta dalla minacce antropiche, si è manifestata nella sua meravigliosa complessità, grazie agli interventi mirati che si sono attuati. A partire dagli anni Novanta, infatti, grazie a contributi regionali ed europei, sono stati realizzati sei stagni di grandi dimensioni comunicanti fra loro e alimentati dalle acque del fiume Ninfa, e sono state reinserite le specie vegetali autoctone sopravvissute all’antropizzazione in singoli o limitati settori della pianura pontina (Progetto Flora Pontina) il cui salvataggio costituisce un grande valore culturale, oltre che appunto per la biodiversità.

La biodiversità a Pantanello si manifesta anche, e soprattutto, con l’avifauna. Trovandosi su una delle principali rotte degli uccelli migratori che si trasferiscono dai siti di riproduzione dell’emisfero nord a quelli di svernamento dell’emisfero sud, e viceversa, rappresenta un sicuro rifugio, sia per una sosta, sia, per la nidificazione di alcune specie. Tra l’avifauna sono state registrate Alzavole, Mestoloni, Moriglioni, Canapiglie, e Aironi, Garzette, Martin pescatori e Pavoncelle, uccelli rari, come alcune la Moretta tabaccata e l’Airone rosso, e, tra i rapaci, il falco pellegrino e il falco di palude.

 

La Redazione

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Pantanello, fa parte insieme al giardino storico, del Monumento Naturale “Giardino di Ninfa” regionale istituito nel 2000.

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Impollinazione: trend negativo mette in pericolo il 75% delle colture alimentari

 

Lo rivela l’analisi di Alison Power, docente di Biologia evolutiva alla Cornell University, intervenuta all’XI Forum internazionale per la Salvaguardia della Natura. Il dato negativo connesso dall’agricoltura intensiva che non rispetta i servizi ecosistemici. L’esigenza di cambiare modello agricolo, puntando su diversificazione e colture sostenibili

 

Piccole, spesso sottovalutate, ma cruciali per il futuro della sicurezza agricola mondiale. “La diminuzione degli animali impollinatori può produrre un impatto negativo nella produzione del 75% delle colture alimentari mondiali”. Nessun allarmismo ma, dati alla mano, solo una previsione di buon senso. A farla, Allison G. Power, docente di Ecologia e Biologia evolutiva alla Cornell University di New York, intervenuta all’XI Forum Internazionale dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura, organizzato dall’associazione di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus, in collaborazione con il Comune di Napoli.  

L’analisi della Power parte dalla considerazione che ¾ delle specie agricole utilizzate nell’alimentazione (e il 65% di tutte le specie vegetali) richiedono un’impollinazione animale che è praticamente impossibile sostituire con tecniche artificiali. Facilmente comprensibili le conseguenze, in termini di accesso al cibo e di impatto economico sulle produzioni agricole. In Europa, Nord America e Asia il valore garantito agli agricoltori dall’impollinazione può arrivare a 1200 euro per ettaro. E varie ricerche hanno calcolato che le perdite di soggetti impollinatori proseguono a ritmi impressionanti: in Europa la moria delle colonie di api si attesta su una media del 20%. E, secondo dati Unep, il Nord America ha ormai il minor numero di impollinatori domestici dell’ultimo mezzo secolo.

“Una situazione da considerare con grande attenzione” spiega Power, che punta il dito, tra gli altri fattori, sull’attuale sistema agricolo basato sempre più su un’industria intensiva e monocolturale. “Un danno non solo per gli animali impollinatori ma per gli interi sistemi ecosistemici, quei benefici forniti all’uomo dagli ecosistemi terrestri (offerta di nutrienti, acqua potabile, combustibili, controlli climatici, valori ricreativi e culturali)”. 

E proprio sulla tutela dei servizi ecosistemici si sofferma Power sottolineando il grande valore economico che essi offrono anche se non figura nei calcoli dei Prodotti interni lordi dei singoli Paesi. Da qui la proposta di cambiare l’approccio agricolo, puntando su diversificazione delle colture e introducendo sistemi che permettano di pagare i fornitori di servizi ecosistemici. “Visto che a fruire di tali servizi è la collettività – osserva Power – è giusto che tutti paghino per essi. Ma sistemi di misura in tal senso sono ancora futuribili in quasi tutto il mondo”.

Nei quattro giorni di dibattiti e confronti, l’XI Forum dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura affronterà il rapporto tra produzioni agricole, problemi di malnutrizione e modelli di sviluppo, partendo dalla fotografia del mercato agricolo mondiale e dal ruolo degli attori coinvolti per arrivare a prospettare le possibili linee di riforma che permettano di aggredire in modo efficace la piaga della fame.

Tra i relatori in programma, ricercatori e analisti di prestigiose organizzazioniFAO, Caritas Internationalis, Worldwatch Institute, Coldiretti, Bioversity International, UNDP, European Network of Agricultural Journalists e Slow Food.

 

 

 

La Redazione

 

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 Studi geologici nell'area archeologica marina di Sinuessa per la valorizzazione del sito

 

 

 

In Campania, nell’area archeologica marina sommersa di Sinuessa, città romana risalente al III secolo a.C,  da circa due anni il Laboratorio di Chimica Ambientale del Centro di Ricerca ENEA di Portici svolge studi geologici e rilievi geomorfologici sui reperti dell’antico porto commerciale. Le indagini rientrano nell’ambito di una collaborazione dell’ENEA con il Comune di Sessa Aurunca (Caserta) per la valorizzazione del “turismo culturale” di questo tratto di costa del Golfo di Gaeta, dove le rovine sommerse dell’antica città sono visibili nelle giornate di mare limpido. 

Per la localizzazione dei manufatti antropici sommersi e delle formazioni di pregio naturalistico sono state realizzate campagne marine ed ispezioni subacquee con rilievi geomorfologici ed archeologici. In particolare, l’ENEA ha utilizzato innovative tecniche di ricerca e rilievo subacqueo per la mappatura dei fondali, che spesso si presentano torbidi, e delle antiche strutture sommerse, per acquisire elementi utili elementi per comprendere le dinamiche che hanno determinato lo sprofondamento di circa 10 metri delle strutture portuali e di parte del banco roccioso antistante l’antica colonia romana. Grazie all’utilizzo del Side Scan Sonar sono state condotte indagini geofisiche che hanno permesso l’identificazione di 24 grandi  blocchi, le cosiddette “pilae”, che costituiscono le tracce di una antica  strada romana e altre strutture sempre di epoca romana. 

È stato infine messo a punto un primo itinerario subacqueo, che evidenzia le bellezze archeologiche dei reperti rinvenuti sui fondali e le peculiarità naturali del banco roccioso di Sinuessa. Nella realizzazione dell’itinerario si è tenuto conto della Convenzione Unesco del 2001, recepita nel 2010 dall’Italia, in base alla quale la fruizione dei beni culturali deve prevedere la conservazione del patrimonio subacqueo “in situ”, per evitare il prelievo di oggetti dai fondali. Sinuessa potrebbe diventare dunque “un museo sommerso” che conserva testimonianze di epoca romana senza alterarne il contesto originario, e in prospettiva, potrebbe essere motivo di investimenti e di sviluppo dell’intera area.

Le attività di ricerca dell’ENEA sono state presentate nel corso del workshop “Erosione costiera  in siti di interesse archeologico” di Termoli (3-4 ottobre), organizzato dall’associazione Marenostrum di Archeoclub d’Italia e dall’Ordine dei Geologi del Molise, in partenariato con la Società Italiana di Geologia Ambientale (SIGEA) e la Regione Molise, sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica. Il workshop nazionale, giunto alla terza edizione, rivolto ad una platea multidisciplinare di esperti e  professionisti, vuole promuovere l’attenzione sulla necessità di salvaguardare e proteggere dal fenomeno dell’erosione gli oltre 7.000 km di coste  italiane.

 

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Un successo la People's climate march di Roma

 

 

Un’invasione di bici, persone, colori e striscioni su una delle vie più antiche e belle del mondo. Migliaia di persone ai Fori Imperiali per chiedere azioni urgenti e concrete contro i cambiamenti climatici. È stata un successo oggi pomeriggio la mobilitazione contro i cambiamenti climatici promossa dal Power Shift Italia, Italian Climate Network, Legambiente e Kyoto Club e con l’adesione di 20 sigle tra organizzazioni, movimenti e aziende. Anche la Fima ha aderito alla manifestazione, on line a questo link  il comunicato della giornata. Altre info su www.italiaclima.org.

 

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Le politiche per l’efficienza energetica dopo il recepimento della Direttiva 2012/27/EU:

buone pratiche e prospettive al 2030

 

La direttiva 2012/27/EU sancisce il ruolo fondamentale dell’efficienza energetica come uno strumento strategico nell’attuale scenario europeo ed il suo recepimento sta rappresentando per i Paesi Membri un’opportunità importante per rivedere le proprie politiche energetiche in un’ottica sistemica di lungo periodo.

 

Questi i temi discussi da rappresentanti della Commissione Europea, policy maker e tecnici durante il workshop ‘Policy for energy efficiency behind the implementation of the Directive 2012/27/EU: best practices and outlook to 2030’ organizzato dall’ENEA presso il Parlamento europeo il 24 settembre. L’evento è stato anche l’occasione per un focus sulle modalità di implementazione della Direttiva in Italia e per parlare degli Stati Generali dell’Efficienza Energetica, strumento di attuazione promosso dall’ENEA.

 

“Gli Stati Generali dell’Efficienza Energetica – ha dichiarato il prof. Federico Testa, Commissario dell’ENEA – sono un momento di consultazione pensato per facilitare il passaggio dal momento programmatico a quello attuativo e per conseguire in maniera efficace gli obiettivi individuati dalla Strategia Energetica Nazionale, dal Piano Nazionale per l’Efficienza Energetica e dalla Direttiva 2012/27/EU”.

 

Grazie alle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione è stato costruito un luogo virtuale nella rete per il coinvolgimento di tutti gli stakeholder all’interno della quale è stata avviata una discussione, articolata su cinque tematiche che sono state identificate come i principali aspetti da considerare per contribuire ad una migliore diffusione dell’efficienza energetica: semplificazione, finanziabilità, comunicazione, formazione e dinamiche domanda/offerta.

I risultati di questa di iniziativa saranno presentati il 9 ottobre 2014 in occasione della giornata dedicata agli Stati Generali dell’Efficienza Energetica nell’ambito della seconda edizione di Smart Energy Expo, che si terrà a Verona dall’8 al 10 ottobre 2014.

 

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Nuova campagna sperimentale dell’enea in assenza di gravità 

Studio di sistemi di raffreddamento dei fluidi in movimento per applicazioni spaziali

 

Per il corretto funzionamento di satelliti e stazioni spaziali è necessario mettere a punto efficienti sistemi di trasferimento del calore che possano operare anche nello spazio: è questo l’obiettivo di una nuova campagna di volo parabolico condotta dai ricercatori ENEA a bordo dell'Airbus A300 della compagnia francese Novespace. Quattro ricercatori ENEA, insieme ad altri scienziati europei, hanno infatti galleggiato nell'aria durante le parabole dell'Airbus, nelle quali si realizzano intervalli di circa 20 secondi a gravità zero, per effettuare esperimenti in assenza di gravità.

 

Gli esperimenti ENEA hanno riprodotto un classico fenomeno di ebollizione che avviene in un circuito di raffreddamento in uso su componenti e satelliti spaziali, e che consentirebbe di asportare il calore dove è necessario tramite un liquido a circolazione forzata (grazie ad una pompa).

La peculiarità di questa nuova campagna sperimentale, che prosegue gli studi già realizzati dall’ENEA nelle precedenti campagne (sei campagne di volo parabolico effettuate dal 2004 al 2013), consiste

Questa sperimentazione rappresenta una novità assoluta negli studi sui fluidi in movimento perché  al fluido refrigerante viene fornito artificialmente un campo elettrico tramite un elettrodo collocato al centro della tubazione, che ha la funzione di sostituire la forza di gravità assente in condizione di gravità zero con le forze del campo elettrico.

L’obiettivo è controllare, tramite il campo elettrico, il fenomeno dell'ebollizione che avviene nel circuito di raffreddamento in modo da poterlo gestire in maniera simile a quanto si riesce a fare a terra. Questa sperimentazione rende possibile progettare lo scambiatore di calore sulla base delle conoscenze derivanti dal funzionamento a terra.

Tutti i dati sperimentali sui fenomeni di ebollizione sono stati raccolti dall’ENEA tramite sistemi hi-tech di automazione, sensori miniaturizzati avanzati e telecamere veloci: queste informazioni sono fondamentali per l’avanzamento tecnologico nella capacità di progettazione di scambiatori di calore per applicazioni spaziali, dai satelliti per telecomunicazioni alla Stazione Spaziale Internazionale.

 

I test condotti a bordo dell’Airbus A300 (sono state eseguite 90 parabole, 30 al giorno per 3 giorni), sono stati effettuati nei cieli della Francia con base di partenza a Bordeaux. Gli esperimenti sono stati condotti nell’ambito del progetto MANBO, finanziato dall'Agenzia Spaziale Europea, ESA. Insieme all’ENEA partecipano al progetto le Università di Tolosa, Pisa, Darmstadt, Marsiglia, Bruxelles, la École Polytechnique Fédérale di Losanna, e le industrie Astrium, Thales Alenia Space, Hephaestus, Absolute System e Air Liquide.

 

Per informazioni Gian Piero Celata, 06 3048 3905, 320 922 4166, gianpiero.celata@enea.it

http://twitter.com/ENEAlabitfd

 

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La Natura nelle città europee

Care amiche, cari amici, dopo la pausa estiva, sono ripresi i nostri incontri con una video proiezione dedicata al diverso modo di vivere la Natura nelle città europee, in funzione della diversa sensibilità ambientale.

Le proiezioni si tengono presso il Museo del Mare a Napoli.

Vi aspettiamo, cordiali saluti

Giuseppe Farace & Antonio Mussari

 Prof. Antonio Mussari

Direttore  del Museo del Mare di Napoli

Via di Pozzuoli, 5

80124 Napoli

 

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SAN BARTOLOMEO CASA IN CAMPAGNA

Corso di Fotografia Naturalistica

 

Sabato 25 e Domenica 26 Ottobre il Parco di San Bartolomeo nella vallata di Cesarano in provincia di Caserta, si trasforma in set fotografico d’eccezione pronto ad accogliere tutti coloro che vogliono vivere un’esperienza formativa e divertente a contatto con la natura.

 

IlCorso di Fotografia Naturalistica è gratuito e si rivolge sia a professionisti che principianti muniti di fotocamera personale che, grazie ai consigli di Daniele Mari fotoreporter professionale Nikon e della graphic designer Veronica Trocciola, avranno l’opportunità di apprendere le principali tecniche fotografiche di base per ottenere scatti unici e di grande effetto. Il corso comincia la mattina con full immersion teorica (attrezzatura, tecniche di esposizione, inquadratura, profondità di campo) a cui seguono due ore di pratica: alla scoperta dei giardini del Parco, i partecipanti potranno scattare istantanee di animali esotici, piante e paesaggi di rara bellezza.

Dopo aver pranzato tutti insieme presso il ristorante della Tenuta, il percorso termina con il lavoro di post produzione degli scatti. Le foto realizzate nel Parco diventeranno oggetto di un contest sulla pagina FB e sul sito web della Tenuta; le più significative saranno selezionate dallo studio fotografico Photografica.us di Daniele Mari che proclamerà un vincitore il quale riceverà un coupon omaggio per un pranzo per due a San Bartolomeo Casa in Campagna.

 

Di seguito l’orario del programma:

- inizio corso/lezioni ore 09.30

- pranzo ore 13.30

- post produzione ore 16.00

 

Il corso è gratuito. Il pranzo ha un costo di euro 30 (antipasto, primo, secondo, dolce, acqua vino e caffè) con prenotazione obbligatoria.

 

San Bartolomeo Casa in Campagna Via Rognano Località Pantaniello di Caiazzo (CE). Tel.: +39.0823.862623 Cell. 3495223313 info@sanbartolomeo-casaincampagna.it

Sito internet: http://www.sanbartolomeo-casaincampagna.it/corso-di-fotografia-naturalistica/

 

Ufficio Stampa Dipunto Studio tel. 081 681505 www.dipuntostudio.it

 

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Every movement has its moment. This is ours.

On September 16-17, I'll be sharing 24 reasons why I'm hopeful that we can solve the climate crisis. I'm bringing together some of the most influential voices in the climate movement to showcase the exciting progress happening all around the world in a live global broadcast, 24 Hours of Reality: 24 Reasons for Hope.

This day-long event will highlight the growing momentum for solutions to global warming, and kick off 12 months of concerted climate action worldwide.

I want you to be a part of it. 

The reality is this: our climate is changing, and it's changing fast. But all around us, there is hope. Across the planet, millions are demanding an end to carbon pollution -- and our leaders are finally listening. The shift to a low-carbon economy is on and is accelerating by the day. 

This isn't some faraway future. The moment is here. Check out this short video, then mark your calendar for 24 Hours of Reality: 24 Reasons for Hope on September 16-17.

It's up to all of us to rally around the good news, to embrace the solutions, and help make sure that clean energy is our future. Let's make progress our new reality. 

Thanks for your commitment to climate action, 

Al Gore
Founder and Chairman
The Climate Reality Project
http://24hoursofreality.org

 

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4 settembre 2014



Dal 20 settembre tornano le attività del Parco Regionale dei Castelli Romani

 

Tre mesi di visite guidate, corsi e iniziative speciali

 

Puntuale, come ogni Autunno, torna “Cose Mai Viste 2.0”, il programma di attività coordinato e promosso dal Parco Regionale dei Castelli Romani.

Quindici Comuni, musei, chilometri di sentieri, enogastronomia, siti archeologici, per tantissime attività fra le quali scegliere quella più adatta ai propri gusti.

Il calendario, che inizia il 20 settembre per chiudersi il 7 dicembre 2014, propone oltre 100 escursioni e 7 corsi, è già possibile telefonare per informazioni e prenotazioni ai numeri di volta in volta specificati sotto la visita/corso di interesse.


Fra i nuovi corsi proposti c’è “giocare con il cane: laboratorio creativo ed ecologico”, che prevede la partecipazione degli amici a quattro zampe; fra le visite guidate, oltre ai grandi classici come “Nelle viscere della terra” con i Guardiaparco dei Castelli Romani, di nuovo c’è, solo per fare due esempi,  il tour degli artigiani a Castel Gandolfo, alla scoperta dei mestieri tradizionali, oppure “L’esperienza della vendemmia”, esperienza diretta fra i grappoli d’uva.


Il programma completo è scaricabile sul sito web www.parcocastelliromani.it; la versione cartacea, in 15mila copie, è in corso di distribuzione sul territorio dell’area protetta.

 

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Club Alpino Italiano e Federazione Motociclistica Italiana
Dialogo per la tutela dell'ambiente
 

Roma, 02/09/2014 




Incontro positivo fra i due Presidenti Martini (CAI) e Sesti (FMI)

Nel corso dell'estate un importante, storico incontro si è svolto fra i vertici del CAI e della FMI. Umberto Martini (Presidente generale del Club Alpino Italiano) e Paolo Sesti (Presidente della Federazione Motociclistica Italiana) hanno iniziato un dialogo  costruttivo che porterà a nuovi incontri e ad un tavolo di lavoro su progetti condivisi. Il tema territorio, pratica del fuoristrada e tutela ambientale è molto sentito da entrambe le realtà che fino ad oggi si sono trovate spesso su fronti opposti. Nel rispetto dei ruoli, l'incontro fra i due Presidenti  è la premessa perché si possa dare inizio ad una nuovo corso di reciproca e produttiva convivenza. Riportiamo le loro dichiarazioni al termine dell'incontro.

Il Presidente generale del CAI, Umberto Martini
"Ho incontrato il Presidente della Federazione Motociclistica Italiana Paolo Sesti in un'occasione, alla quale ne seguiranno altre. Il CAI ha sempre condotto e continuerà a condurre le proprie battaglie contro la frequentazione indiscriminata dei sentieri di montagna da parte dei mezzi motorizzati. L'ambiente è un bene comune e come tale va rispettato e tutelato, ma l'uso dei mezzi motorizzati sui sentieri per scopi ricreativi è una pratica diffusa e non si può non tenerne conto. Solo attraverso il confronto con i praticanti responsabili si può giungere a regole condivise per una fruizione sostenibile delle montagne. Dall'incontro con il Presidente Sesti sono venuto a conoscenza di loro attività e iniziative indubbiamente apprezzabili, come il Protocollo d'Intesa che la FMI ha stipulato con il Corpo Forestale dello Stato e le attività formative ed educative che svolgono sul territorio, che mi auguro trovino la massima attenzione da parte di tutti i motociclisti e degli enduristi. Sia chi frequenta la montagna a piedi, sia che ne percorre i sentieri su un mezzo motorizzato, deve tenere a mente come prima cosa che l'ambiente va lasciato vivibile, per gli essere umani così come per la fauna, e non gli si devono arrecare danni. Con la FMI intendiamo continuare a confrontarci, anche per sviluppare attività sul territorio, come una scelta e una condivisione sia di percorsi riservati alle moto sia di aree assolutamente da rispettare, e per permettere a motociclisti ed enduristi di conoscere le criticità ambientali dei sentieri montani". 

Il Presidente FMI, Paolo Sesti 
“Prima di tutto sono molto soddisfatto di aver incontrato il Presidente del CAI, Martini e di aver iniziato un dialogo che, sono convinto ci porterà  a progetti condivisi attraverso un tavolo di lavoro. Come Presidente della Federazione Motociclistica Italiana ribadisco che le colonne portanti della nostra attività sono: il rispetto delle regole ed il dialogo con le Autorità e gli altri Enti che interagiscono sul territorio. Possono sembrare principi astratti, ma invece si sono già concretizzati con realtà operative. Il protocollo d'intesa con il Corpo Forestale dello Stato e la creazione in Emilia Romagna del Comitato Escursionisti su Ruote sono i due esempi  più recenti, ma a questi vanno aggiunte tutte quelle attività  di promozione ed educazione che svolgiamo capillarmente sul territorio attraverso i nostri Moto Club. Noi amiamo  e rispettiamo la natura e proprio per questo abbiamo voluto il Corpo Forestale dello Stato al nostro fianco nel decidere come e dove organizzare una manifestazione. Il nostro è uno sport istituzionale (la nostra Federazione fa parte del C.O.N.I) che va praticato nel rispetto della propria e dell'altrui sicurezza quindi rispettando le zone di accesso e con un corretto codice comportamentale. In questo modo la pratica del fuoristrada motociclistico può diventare una risorsa per i territori diventando vettore di sport, cultura, turismo e ritorno sul territorio stesso. Ed anche questa, in molti casi, è già una realtà  sperimentata con successo in tante parti d'Italia. Sono convinto che con il Presidente Martini e con il CAI, troveremo il modo di approfondire la reciproca conoscenza, trovando soluzioni nel rispetto civile di una produttiva convivenza”.

Redazione

 

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SOS Antiabusivismo Estate 2014 – III edizione

Liberi professionisti VS abusi edilizi  in città

       

Gentile iscritta /o a Studio 147,

desidero informarti che, come associazione, abbiamo riconfermato la nostra collaborazione con l’amministrazione comunale di Napoli, volta al contrasto del fenomeno dell’abusivismo edilizio in città e  lungo le fasce di territorio dei comuni confinanti.

        

L’amministrazione ritiene come noi che gli architetti, ingegneri, geometri, geologi e gli agronomi, grazie alle loro specifiche competenze tecniche, siano le persone più qualificate a rilevare e descrivere fenomeni di abusivismo edilizio, e al tempo stesso quelle più capaci di effettuare precise ed accurate segnalazioni, al fine di individuare facilmente la localizzazione dell’illecito.

       

Nel mese di agosto, sotto questo aspetto, senza dubbio il mese più critico dell’anno, ogni nostro iscritta/o a 147 potrà effettuare segnalazioni di abusi edilizi inviando una mail ainfo@studio147.org o un fax allo (081-627613) una precisa descrizione delle opere e della localizzazione dell’intervento magari inserendo foto, planimetrie, aerofotogrammetrie etc.

Studio 147 provvederà poi ad inoltrare la segnalazione all’ufficio antiabusivismo della polizia municipale, senza rivelare le generalità del professionista che ha notato l’infrazione.

       

Gli iscritti a 147, presenti in ogni quartiere del comune di Napoli e nei comuni limitrofi (Pozzuoli, Quarto, Marano, Mugnano, Melito, Melito, Casandrino, Arzano, Casavatore, Casoria, Volla, Cercola, San Sebastiano al Vesuvio, San Giorgio a Cremano), tutelati da un totale anonimato, potranno trasformarsi in vere e proprie sentinelle al servizio della collettività e del bene comune, quindi ti pregherei di collaborare all’iniziativa, in quanto la tua tempestiva segnalazione potrebbe scongiurare il sorgere di abusi edilizi che se non fermati in tempo possono creare danni irreparabili al paesaggio e alla collettività.

Redazione

 

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Nessun mistero in Siberia? Per gli scienziati russi no, ma spuntano altre due voragini


NOVYJ PORT - Se accettassimo come vera l’affermazione secondo cui: “un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”, allora ciò che sta accadendo in Siberia potrebbe aprire nuovi scenari.

A METÀ LUGLIO LA PRIMA VORAGINE - Tutto comincia il 15 luglio, “Large crater appears at the “end of the world” titola il Siberian Times. Il mistero della “voragine larga più di 90 metri nella penisola dello Yamal” mette in uno stato di allerta gli esperti, un “caso internazionale” che riempie le pagine dei giornali e il video, girato da un canale televisivo di proprietà del Ministero della Difesa russo, fa il giro del Web.

NESSUN MISTERO, UN FENOMENO NATURALE - “Nessun mistero, per gli scienziati la voragine in Siberia è un fenomeno naturale” è ciò che verrà poi dichiarato, a distanza di una settimana, dal primo gruppo di scienziati russi recatosi sul posto per una prima spedizione. Nessun effetto del passaggio di un meteorite, nessuna esplosione dall’alto, piuttosto lo scioglimento del permafost avrebbe causato una pressione tale da far esplodere i gas intrappolati nel sottosuolo, generando così l’apertura della voragine. SPUNTANO DUE NUOVI CRATERI - Fin qui tutto bene. È passata un’altra settimana, ma il caso si accende di nuovo. Perché? In Siberia sono spuntati altri due nuovi crateri. Al centro delle polemiche è sempre la stessa zona, la penisola dello Yamal, che tradotto significa: “la fine del mondo”.

I LUOGHI DEL ‘DELITTO’ - A centinaia di chilometri di distanza dal luogo dove è spuntato giorni fa il primo cratere, ora ne è comparso un altro. Si trova nei pressi del villaggio di Antipayuta, ha un diametro stimato pari a circa 15 metri e al di fuori c’è del terreno. Cosa potrebbe indicare? Che quel terreno sia stato proiettato fuori da un’esplosione. Il terzo cratere, invece, è a est dei primi due, nella penisola Taymyr. Registra un diametro di 4 metri e la scoperta è avvenuta in modo del tutto accidentale, grazie ad una segnalazione di un allevatore.

DIFFERENZE E SOMIGLIANZE TRA I CRATERI - Le tre voragini hanno caratteristiche simili e alcune differenze. In fondo alla prima (a una profondità di circa 70 metri) è stato trovato un lago mentre il terzo possiede la forma di un perfetto cono. Effetti prodotti dall’uomo? Secondo gli esperti tale ipotesi non è verosimile, resta in piedi per ora quella di una esplosione sotterranea causata dall’enorme presenza di gas in questi territori e connessa con lo scioglimento del permafrost a causa dell’innalzamento delle temperature.

TESTIMONI E UN OGGETTO CADUTO DAL CIELO - Il secondo fenomeno avrebbe però dei testimoni. Si sarebbe formato, secondo quanto raccontano i residenti, il 27 settembre 2013 a seguito di una fumata e poi un lampo. Qualcun altro avrebbe visto cadere un oggetto dal cielo. Questo conferma anche l’ipotesi delle autorità russe che nei giorni scorsi avevano dichiarato come il primo buco trovato si fosse formato uno o due anni fa.

UNO DEI PIÙ IMPORTANTI BACINI DI METANO - Dalla Russia fanno sapere che una volta individuate le cause delle voragini, lo studio dei campioni recuperati sul posto permetterà di apprendere nuove conoscenze sulla formazioni di queste voragini, compresa la previsione di questo tipo di eventi. Come non poter comprendere la preoccupazione di Mosca, in una zona molto importante per lo sfruttamento di uno dei più importanti bacini di metano della Russia?!

 Fonte Ecoreport 

Redazione

 

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Al via il primo corso italiano di Alta Formazione in Geogiornalismo

 

 

Da un’idea dell’Università Suor Orsola Benincasa e della Fondazione Alario. Sabato 19 Luglio ad Ascea la Giornata inaugurale

 

Coniugare il giornalismo generalista con la ricerca di metodologie comunicative finalizzate alla comprensione delle problematiche strutturali e contingenti di un territorio, quale presupposto per il suo sviluppo organico, e attivare processi comunicativi volti alla maturazione di una consapevolezza culturale complessiva, che coinvolga innanzitutto le comunità locali. Sarà questa la mission dei futuri professionisti della comunicazione geogiornalistica che si formeranno nel primo Corso di Alta Formazione Universitaria italiano specificamente dedicato al GeoGiornalismo.

 

L’iniziativa, nata nel corso del primo congresso nazionale dell’Informazione Turistica da un’idea della Fondazione Alario di Ascea e dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli è immediatamente divenuta un progetto formativo concreto patrocinato dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, che prenderà il via Sabato 19 Luglio alle ore presso la Sala Conferenze della Fondazione Alario.

 

La giornata inaugurale sarà introdotta da Carmelo Conte, presidente della Fondazione Alario, Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Lino Zaccaria, presidente del Corecom Campania e Roberto Conte, responsabile della Comunicazione dell’Università Suor Orsola Benincasa e la presentazione del corso sarà affidata ad Andrea Manzi, direttore scientifico del Corso di Perfezionamento ed Alta Formazione in Geogiornalismo.

La Lectio inauguralis, dedicata al tema “Raccontare il territorio: strumenti, metodi, opportunità e sfide del Geogiornalismo”, sarà affidata al direttore della redazione campana dell’Ansa, Alfonso Di Leva.

 

Nel pomeriggio la lezione di Silvia Siniscalchi, presidente regionale dell’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia, dedicata al tema “Geografia degli spazi e spazi della geografia: orizzonti e prospettive di una disciplina sconosciuta” e la tavola rotonda conclusiva su “La comunicazione come strumento di sviluppo e valorizzazione del territorio”, nel corso della quale i corsisti si confronteranno con il Sottosegretario di Stato alle Infrastrutture e ai Trasporti, Umberto Del Basso De Caro, e con i Sindaci del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

 

Presentazione del Corso di Alta Formazione in Geogiornalismo

 

Formare dei geogiornalisti che maturino gli strumenti metodologici necessari per la comprensione delle dinamiche geostoriche e dei principali processi di sviluppo globale di un territorio, attraverso la ricerca sul terreno e la conoscenza diretta delle fonti di informazione, insieme a una sensibilità cronistica rivolta alle specificità di aree complesse (di cui il Cilento è esempio emblematico). Sarà questo l’obiettivo ambizioso del Corso di Perfezionamento e Alta Formazione in Geogiornalismo diretto dal Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, Lucio d’Alessandro e dal direttore della Fondazione Alario, Andrea Manzi. Di grande prestigio il comitato scientifico che curerà l’organizzazione didattica del corso, con la presenza di alcune delle firme più prestigiose del giornalismo italiano (come il direttore de “Il Mattino”, Alessandro Barbano, il direttore di Ansa Campania, Alfonso Di Leva, il direttore di Repubblica Napoli”, Giustino Fabrizio, il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, il direttore del Tgr Campania della Rai, Antonello Perillo, il direttore de “Il Corriere del Mezzogiorno”, Antonio Polito, e il consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Lino Zaccaria), di illustri esponenti del mondo universitario (come il Preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Suor Orsola Benincasa, Enricomaria Corbi, il direttore del Centro Interdipartimentale di Economia del lavoro e di Politica Economica dell’Università di Salerno, Adalgiso Amendola, e il direttore del Centro di Lifelong Learning dell’Università Suor Orsola Benincasa, Fabrizio Manuel Sirignano) e dei rappresentanti delle istituzioni del territorio, come il presidente della Fondazione Alario, Carmelo Conte e il presidente regionale dell’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG), Silvia Siniscalchi.

 

L’idea di una futura Agenzia Campana di Geogiornalismo

 

“Il grande obiettivo di questo ambizioso progetto formativo - spiega Andrea Manzi - è la nascita di un’Agenzia campana di geo-giornalismo multimodale e multimediale per lo sviluppo del territorio regionale che possa divenire nel tempo un Distretto culturale avanzato, capace di coordinare le diverse azioni di sviluppo, con una nuova metodologia di approccio che sappia intendere i territori come sistemi e sia capace di attivare sinergie e collaborazioni tra i diversi settori dell’economia e del lavoro: produttori, addetti ai servizi, amministratori pubblici, imprese, professionisti e, non da ultimo, intellettuali, uomini di cultura, giornalisti e comunicatori”.

 

 

Fondazione Alario

 

Viale Parmenide

 

84046 Ascea (SA)

 

Tel. 0974 971197 - 3939691485

 

Mail: info@fondazionealario.it

 

www.fondazionealario.it

 

 

Redazione

 

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Aziende agricole campane in ginocchio per le condizioni meteo. Fedagri Campania “Si dichiari lo stato di calamità”

 

La grandine e le copiose piogge stanno compromettendo i raccolti e le strutture delle imprese agricole. Fedagri Campania (12.300 soci, anche tra le O.P.) chiede lo stato di emergenza. “Le avverse condizioni metereologiche e in particolare il nubifragio di lunedì 16 giugno 2014 hanno causato gravissimi danni alle aziende agricole della zona vesuviana, in provincia di Napoli, e in provincia di Caserta, di Avellino, di Benevento e di Salerno. I danneggiamenti riguardano le colture in atto (noci, nocciole, vigne, pomodori) e le strutture, in particolare le serre. Chiediamo perciò che la Regione e le Province tutte, dichiarino lo stato di calamità e attivino le misure adatte a supportare le aziende”.

A chiedere l’intervento urgente delle istituzioni è Alfonso Di Massa, presidente della Fedagri Campania, la Federazione che aggrega le cooperative agroalimentari aderenti a Confcooperative.

“Il rischio che si corre è estremo: c’è il pericolo di indebolire ancor più il comparto agroalimentare, che oggi è tra i più vessati” conclude Di Massa.

 

Redazione

 

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Dalle pietre alla luce per il belvedere di Punta Tragara a Capri

 

 

Il maestoso pino marittimo del Belvedere di Punta Tragara illuminato di sera grazie all’energia solare: a Capri, l’associazione Marevivo ed Enea, in collaborazione con il Comune di Capri, inaugurano il prototipo di un impianto fotovoltaico stand alone, a basso impatto ambientale e paesaggistico – in apparenza siamo di fronte ad un semplice muretto -, la cui energia prodotta potrà illuminare, attraverso una serie di fari a led, la chioma dell’albero, che domina la terrazza sul mare.

Tutto ciò prende il via dal Concorso di Idee “Sole, vento e mare - Energie rinnovabili e paesaggio”, ideato da Marevivo, insieme a Enea, GSE, Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e Centro di Ricerche Citera dell’Università di Roma La Sapienza, per incentivare idee e proposte innovative sull’utilizzo delle fonti rinnovabili nel rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici. Infatti, per la prima edizione del 2010, fu premiata l’idea progettuale della ditta vicentina, “Dyaqua”, ovvero uno speciale componente “solare”, realizzato con una resina, che simula perfettamente l’aspetto esteriore delle pietre e dei materiali, rendendo al contempo invisibile il generatore fotovoltaico.

Questa sera il prototipo - frutto degli studi Enea e realizzato con il contributo di Lux Italia, Fiamm e Porta Costruzioni - sarà inaugurato dal presidente Marevivo Rosalba Giugni e dal Sindaco di Capri Ciro Lembo, alla presenza, tra gli altri, del Sottosegretario del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo Ilaria Borletti Buitoni, del Soprintendente di Napoli Giorgio Cozzolino, dell’architetto della Soprintendenza di Napoli Rosalia D'Apice e l’architetto dell'Unità Centrale Studi e Strategie dell’ENEA Gabriella Funaro.

“Avvolgere di luce questo pino, attraverso un semplice muretto che cattura l’energia solare, senza incidere sulle caratteristiche del paesaggio, è una grande emozione – commenta Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo –. Rappresenta un’ulteriore tappa dell’impegno che Marevivo porta avanti da anni nelle isole minori italiane, intese come laboratori di sostenibilità e dove è possibile attuare best practice anche per dare un’impronta diversa al mercato del turismo”.

Carlo Tricoli, Responsabile dell'Unità Centrale Studi e Strategie dell’ENEA, ha evidenziato che: “la campagna sperimentale che l’ENEA condurrà sul prototipo presso il proprio Centro Ricerche di Portici permetterà di analizzare l’integrazione architettonica dei pannelli fotovoltaici sui manufatti tipici dell’area in cui verranno installati, ma anche di verificare l’efficienza dell’impianto. Questa analisi consentirà di individuare eventuali azioni migliorative per favorire la produzione e la commercializzazione del componente”.

 

Ufficio Stampa Marevivo

Ufficio Stampa Enea

 

 

 

Redazione

 

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ENEA e Marina Militare per la ricerca di coralli nel Mar Ligure

 

Il Centro Ricerche Ambiente Marino di La Spezia dell’ENEA e la Marina Militare collaborano da mesi per la ricerca dei coralli profondi che si trovano nel Mar Ligure orientale, effettuando esplorazioni nelle acque antistanti Monterosso al Mare. Le indagini morfologiche, iniziate nel novembre scorso con la Nave Magnaghi, sono state completate in questi giorni con la Nave Aretusa della Marina Militare, comandata dal Tenente di Vascello Filippo Campolo. La Direttiva Europea Habitats (H1170 – “Reefs”) annovera i coralli profondi tra gli habitat vulnerabili e di conseguenza è necessaria la loro individuazione e mappatura.

La campagna si pone l’obiettivo acquisire dati di dettaglio del Canyon del Levante e di verificare la presenza di banchi di coralli tramite rilievi batimetrici di dettaglio. Per esaminare le morfologie e le forme di fondo presenti in un’area di circa 66 Km2, con profondità comprese tra 120 e 800 metri, i ricercatori hanno utilizzato tecnologie come l’ecoscandaglio multifascio. Le attività di ricerca rappresentano il primo passo per una indagine a più vasto raggio finalizzata alla conoscenza e alla valorizzazione delle morfologie marine profonde del Mar Ligure orientale, ancora largamente inesplorate. La Marina Militare è da sempre in prima linea per la tutela dell’ambiente e grazie alla naturale connotazione “dual use” delle sue navi, per uso militare e civile, e all’impegno con l’Istituto Idrografico, offre la propria collaborazione agli Enti nazionali di ricerca come l’ENEA, per concorrere all’esplorazione, alla conoscenza e alla tutela della biodiversità dell’ambiente marino.

 

Redazione

 

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Trekking di due giorni al Parco dei Castelli Romani

 

 

42 chilometri di biodiversità

 

 

Due giorni nella Natura. Tra i numerosi appuntamenti in programma per il fine settimana al Parco dei Castelli Romani c’è la maratona del recinto interno. Un trekking di 42 chilometri, con pernottamento in tenda, guidati e accompagnati dal Personale dell’Ente Parco. Un’occasione unica per immergersi negli ambienti naturali dei Castelli Romani, stare insieme, condividere saperi e sapori, con il pranzo collettivo previsto per il secondo giorno.

 

Maratona del Recinto Esterno

• Appuntamento ore 10,00

• Durata 2 giorni

• Difficoltà medio-alta

• Accessibilità no

• Quota di partecipazione € 35,00 per le due giornate, comprensiva di cena + colazione e pranzo del secondo giorno

• È previsto il pranzo al sacco per il primo giorno a carico dei partecipanti.

Pernottamento con tenda personale in area attrezzata Una lunga escursione di 42 km attraverso le diverse fasce vegetazionali tra “inversioni termiche” e cambi di esposizione solare che danno vita alla ricca biodiversità del territorio del Parco.

 

Per ulteriori informazioni e, soprattutto, per prenotazioni (la prenotazione è obbligatoria) si può chiamare il Parco nei giorni di martedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9,00 alle ore 13,00 ai numeri: 0694799368 - 0694799308 - 0694799366 - 0694799309.

 

Il calendario completo delle attività è su www.parcocastelliromani.it

 

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I cambiamenti climatici oltre il catastrofismo: la FIMA porta il giornalismo ambientale a Perugia

 

Dal 30 Aprile al 4 Maggio, Perugia sarà la capitale mondiale del giornalismo.

Giovedì 1 Maggio, inserito nel ricco programma del Festival Internazionale di Giornalismo, dalle 10 alle 12 presso la Sala dei Notari si svolgerà il convegno “Pianeta rovente. Comunicare il cambiamento climatico oltre il catastrofismo”, organizzato dalla Federazione Italiana dei Media Ambientali insieme a esponenti del mondo giornalistico e scientifico come Stefano Caserini del Politecnico di Milano, Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, Alex Sorokin, presidente di InterEnergy, Roberto Cavallo, presidente della cooperativa ERICA, Veronica Caciagli, presidente dell’Italian Climate Network, Luca Conti di Simplicissimus Book Farm, Roberto Giovannini de La Stampa, Marco Gisotti giornalista e comunicatore ambientale, Simonetta Lombardo, Ceo di Silverback e Mario Salomone, direttore di .Eco e presidente FIMA.

 

“Le evidenze scientifiche del cambiamento climatico causato dall’uomo sono di giorno in giorno più solide, eppure l’informazione non è all’altezza della situazione. Non lo è nel mondo, e meno che mai in Italia” spiega Luca Mercalli, anticipando i contenuti del suo intervento. “Salvo rari casi, mancanza di approfondimento, di rigore, di coerenza, se non vere e proprie posizioni negazioniste, creano un continuo stato di confusione, di dubbio, di emergenza temporanea seguita da lunghi periodi di indifferenza, che impediscono la formazione di una consapevolezza collettiva e l’adozione di atti politici incisivi”.

“Prima ce ne rendiamo conto tutti, meglio è” continua Luca Conti. “Le notizie ambientali, fuori dai media specializzati circolano veramente poco. Non voglio cercare colpevoli, né tra i giornalisti, né tra il pubblico. La questione ambientale o si risolve con il cambiamento di comportamento di massa (tra pubblico e aziende) o non si risolve”.

Tutti gli abstract degli interventi previsti sono disponibili su www.fimaonline.it.

 

A precedere questo importante incontro, mercoledì 30 Aprile, tra le 11.30 e le 13, si svolgerà l'incontro “Si fa presto a dire green”, organizzato da Giornalisti nell'Erba e patrocinato da FIMA, e animato da Paola Bolaffio, direttrice di Giornalisti nell’Erba, Sergio Ferraris, direttore di QualEnergia, Marco Fratoddi, direttore de La Nuova Ecologia, Roberto Giovannini de La Stampa, Alfredo Macchi di Mediaset e Ilaria Romano di Giornalisti nell’Erba. Mentre, sempre il 30 Aprile, dalle 16 alle 17, il workshop “La notizia ambientale nei media italiani: tipologie, specificità e trattamento” anch’esso organizzato da FIMA.

 

La Federazione Italiana Media Ambientali (Fima) è stata fondata il 24 aprile 2013 durante il “Festival internazionale del giornalismo” di Perugia. Ha lo scopo di promuovere e migliorare la comunicazione ambientale, diffondere la cultura della sostenibilità, anche in collaborazione con analoghe organizzazioni di altri paesi, concorrendo in questa maniera alla tutela e valorizzazione dell’ambiente.

Maggiori informazioni sul sito istituzionale: www.fimaonline.it

 

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Sistema di monitoraggio sismico per la tutela del Ponte delle Torri di Spoleto

 

Il Comune di Spoleto è stato scelto come “test site” nell’ambito del progetto RoMA (Resilience enhancement of Metropolitan Areas), finalizzato ad aumentare il livello di sicurezza del territorio, attraverso lo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche e strumenti di analisi efficaci per supportare la Pubblica Amministrazione. In particolare, è prevista la realizzazione di un avanzato sistema di monitoraggio sismico per il controllo e la salvaguardia del “Ponte delle Torri”. Il progetto è stato presentato oggi a Spoleto alla presenza dei principali soggetti coinvolti: l’ENEA, il Comune di Spoleto e l’azienda di telecomunicazioni Selta.

 

Il sistema di monitoraggio sarà sviluppato attraverso l’integrazione di dati satellitari e sensoristica di nuova generazione, in grado di consentire un controllo costante della struttura e l’analisi di correlazione della sua stabilità con i fattori, antropici e ambientali, in grado di perturbarla. E’ prevista anche l’installazione di strumenti di videocontrollo basati su tecniche di Intelligenza Artificiale. La scelta del Ponte delle Torri consentirà inoltre di mettere a punto strumenti innovativi di analisi e controllo che, successivamente, potranno essere esportati e adattati ad altre realtà urbane del Paese, permettendo alle aziende coinvolte di accrescere la loro competitività sui mercati attraverso la realizzazione di nuovi prodotti e servizi.

 

Vincitore del bando MIUR sulle Smart Cities e Communities nel settore relativo alla “Sicurezza del Territorio”, il progetto RoMA si avvale di un partenariato pubblico-privato che comprende ACEA Distribuzione come capofila, ENEA, Università di Roma “La Sapienza”, Selex ES, E-Security, Selta, Telecom, Himet, Santer Reply, EPS Datacom, Digicom, SPEE. Il progetto articola gli interventi sulla sicurezza del territorio lungo quattro direttrici che comprendono la mobilità; la sicurezza del cittadino e il miglioramento degli strumenti per garantire una sua reale interazione con le politiche dell’amministrazione pubblica; la sicurezza delle infrastrutture che consentono l’erogazione dei servizi essenziali; la sicurezza e incolumità del territorio e dei suoi Beni monumentali, paesaggistici e industriali.

 

Redazione

 

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NEWS ENEA - Rapporto IPCC su impatti e vulnerabilità dei territori di fronte ai cambiamenti climatici: forte rischio nell’area mediterranea di veder diminuire qualità e quantità della risorsa idrica

 

 

Il Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC) ha presentato il secondo volume del Quinto Rapporto di Valutazione sui Cambiamenti Climatici dal titolo “Cambiamenti Climatici 2014: impatti, adattamento e vulnerabilità”, che affronta i temi degli impatti del cambiamento climatico fino a questo momento, i rischi futuri derivanti da un clima che cambia e le opportunità per un’azione efficace per ridurne i rischi.

 

Il documento si compone di due parti, una sugli aspetti globali e settoriali, l’altra sugli aspetti regionali. Gli obiettivi del rapporto sono di valutare come rischi e benefici si stiano modificando a causa dei cambiamenti climatici, stimare una riduzione dei rischi con azioni di mitigazione e adattamento e infine valutare bisogni, opportunità, resilienza e limiti associati all’adattamento ai cambiamenti climatici.

 

Gli aspetti più rilevanti messi in luce dal rapporto sono stati tre:

 

• le attività umane stanno interferendo con il sistema climatico;

 

• le modifiche nelle precipitazioni atmosferiche stanno provocando alterazioni nei sistemi idrologici e impattano sulle disponibilità idriche sia in qualità che in quantità;

 

• gli impatti di recenti eventi climatici estremi quali onde di calore, siccità, inondazioni, hanno evidenziato una grande vulnerabilità di molte società ed ecosistemi.

 

I rischi conseguenti ai cambiamenti climatici crescono senza un’adeguata azione di riduzione delle emissioni globali di gas serra: per aumenti della temperatura media fino a 2°C, le azioni di adattamento restano possibili a costi relativamente bassi, mentre per una temperatura media che aumenti oltre i 2°C tali costi potrebbe crescere notevolmente fino a diventare insostenibili e gli impatti potrebbero diventare irreversibili.

 

 

 

L’ENEA, che è uno degli attori di riferimento in Italia per implementare le risposte ai cambiamenti climatici, ritiene necessario per l’Italia passare da un piano strategico a un piano operativo di adattamento, individuando azioni specifiche, priorità e finanziamenti e minimizzando i costi complessivi con un bilanciamento tra azioni di mitigazione e di adattamento.

 

 

 

Per quanto riguarda l’Europa, il Rapporto evidenzia temperature in aumento ovunque, precipitazioni medie annue in una marcata crescita nel nord del continente e in diminuzione nel sud, con un aumento di estremi termici, periodi di siccità e precipitazioni anomale.

 

Per l’area del Mediterraneo è previsto un aumento del rischio di scarsità di disponibilità idrica, sia in quantità (per la diminuzione delle precipitazioni medie annue e l’aumento della evaporazione) che in qualità (per l’intrusione di acqua marina nelle falde acquifere). L’impatto su alcuni settori produttivi potrebbe essere importante, in particolare per l’agricoltura che vedrebbe crescere il costo dell’acqua per irrigazione e quindi il costo totale dei suoi prodotti. Inoltre è previsto in aumento il rischio da estremi climatici, soprattutto ondate di calore con impatti sulla salute umana e aumento del rischio di incendi. La regione mediterranea viene individuata come la regione più a rischio a livello europeo dai cambiamenti climatici con impatto su turismo, agricoltura, foreste, infrastrutture critiche e salute.

 

 

 

Redazione

 

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I Luoghi di Mercalli

Fa tappa al Suor Orsola la Mostra itinerante dell’Anno Mercalliano

In una vetrina il carteggio con la Principessa Pignatelli

 

In mostra fino all’11 Aprile

 

Fa tappa all’Università Suor Orsola Benincasa la Mostra “I Luoghi di Mercalli”, ideata e promossa dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, nell’ambito delle celebrazioni dell’Anno Mercalliano, una serie di appuntamenti per ricordare in tutta Italia a cento anni dalla sua scomparsa, Giuseppe Mercalli, sismologo e vulcanologo, conosciuto in tutto il mondo per aver legato il suo nome alla ‘scala’ d’intensità con cui è possibile classificare gli effetti dei terremoti.

 

La Mostra resterà al Suor Orsola fino a venerdì 11 Aprile (orari di apertura Lunedì - Mercoledì - Venerdì ore 10-13 e Martedì e Giovedì 10 - 17.30).

 

Il legame di Mercalli con il Suor Orsola

 

 

Giuseppe Mercalli ha insegnato Scienze fisiche e naturali al Suor Orsola dalla fine del 1892 al 1898. A partire dal 1895, inoltre, ricoprì l'insegnamento di Fisica alla Facoltà di Magistero, dove rimase fino al 1900.

 

I contatti con il Suor Orsola, in ogni caso, risalgono, però, già al 1885. È di questa data, infatti, la prima lettera che il già celebre vulcanologo italiano indirizzò ad Adelaide Pignatelli del Balzo, nobildonna napoletana, ispettrice, prima, poi amministratrice, delle scuole aventi sede nella cittadella del Suor Orsola.

 

Il carteggio fra Mercalli e la principessa di Strongoli, unitamente alle tracce documentarie conservate nell'Archivio del Suor Orsola e insieme ai reperti litici del Laboratorio scientifico, contribuiscono a disegnare il profilo di Mercalli scienziato e insegnante a Napoli.

I documenti inediti

 

 

La tappa al Suor Orsola della Mostra su Mercalli si inserisce nell'ambito del protocollo di intesa tra la Facoltà di Lettere dell'Università Suor Orsola Benincasa e l'Osservatorio Vesuviano sullo studio dei testi storici di argomento vulcanologico appartenenti alla biblioteca storica dell'Osservatorio.

 

I manoscritti oggetti dello studio (che sono le grandi novità di questa tappa della Mostra su Mercalli) comprendono una ventina di lettere, un disegno ed alcuni biglietti privati. La corrispondenza parte dal 1885, passando per la permanenza di Mercalli come professore di Scienze naturali all'interno delle scuole dell’Istituto Suor Orsola Benincasa sino ad arrivare alle ultime missive del 1912.

 

 

Le lettere sono a carattere scientifico, indirizzate principalmente alla principessa Strongoli, ma non mancano quelle di tipo privato.

 

 

 

 

 

L’Anno Mercalliano

 

 

 

Un percorso lungo un anno, promosso dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), che, partito a Marzo da Napoli, si concluderà a Milano, città natale di Giuseppe Mercalli, nell’ambito dell’Expo 2015, dopo essere passato per Roma, Catania, Isole Eolie, Genova e Torino.

 

 

 

Una campagna di comunicazione e una serie di iniziative mirate ad affrontare dal punto di vista scientifico cosa significa vivere in un paese come l’Italia, esposto per la gran parte del suo territorio al rischio sismico e vulcanico.

 

 

 

 

 

Università degli Studi Suor Orsola Benincasa

 

Ufficio Stampa e Comunicazione

 

Dott. Roberto Conte

 

Tel. 081-2522347

 

Cell. 380-7123104

 

ufficiostampa@unisob.na.it

 

www.facebook.com/conterob

 

Twitter: @ConteRob

 

 

 

Redazione

 

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Stop all'inceneritore di Giugliano

 

La Campania produce circa 2 milioni di tonnellate di rifiuti annui, di cui circa il 30 % è inceneribile; il restante 70 % è formato da umido, materiali di recupero e riciclaggio, che non si possono o devono bruciare.

L'impianto di Acerra ha una capacità di 700.000 tonnellate all'anno, pertanto è più che sufficiente per le 600.000 tonnellate che la Campania produce annualmente.

L'inceneritore tuttavia conviene a chi farà spendere almeno 260 milioni di euro dei contribuenti per realizzarlo.

Conviene a chi decide dove e come confiscare le terre, conviene a chi lo deve costruire e poi gestire, prendendo i soldi sempre dalle nostre tasche, sia sotto forma di TARES (che con l'inceneritore potrebbe anche raddoppiare), sia come incentivi, denominati CIP6, dalle nostre bollette della luce.

 

Diciamo no all'inceneritore di Giugliano.

 

La nuova discarica verrebbe allocata in una zona che non ha alcuna idoneità geo-ambientale per la realizzazione in sicurezza di una discarica di rifiuti, la cui individuazione è stata fatta dal Prof. Ing. Giovanni Perillo, recentemente posto agli arresti domiciliari in seguito alle indagini della Magistratura di Napoli circa le varie irregolarità commesse nella costruzione della discarica di Chiaiano.

Si sta per realizzare l'ennesimo inquinamento di Stato, mascherandolo e presentandolo come una qualificata ricomposizione di una cava.

Si tratta tuttavia di un progetto con un notevole impatto ambientale e ad un costo elevatissimo.

 

Per dire di no al nuovo inceneritore si può firmare la petizione  

 Redazione

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Logo ufficiale dell'Earth Hour

Latina aderisce all’Earth Hour il 29 Marzo

 

 

 

Latina, 26 marzo 2014 - Earth Hour (L’Ora della Terra) è la grande mobilitazione globale del WWF che, partendo dal gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora, coinvolge cittadini, istituzioni e imprese in azioni concrete per dare al mondo un futuro sostenibile e vincere la sfida dei cambiamenti climatici.

Dalla prima edizione del 2007, che ha coinvolto la sola città di Sidney, la grande ora di buio si è rapidamente propagata in ogni angolo del Pianeta, lasciando al buio piazze, strade e monumenti simbolo come il Colosseo, Piazza Navona, il Cristo Redentore di Rio, la Torre Eiffel, il Ponte sul Bosforo e tanti altri luoghi d’interesse, per manifestare insieme contro i cambiamenti climatici.

 

Il Comune di Latina aderisce all’iniziativa del 29 marzo 2014 con lo spegnimento dalle 20:30 sino alle 21:30 dell’illuminazione del Palazzo Comunale.

 

Ricordiamo inoltre che il Comune di Latina ha approvato il 18 febbraio 2014 in Consiglio Comunale il suo Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile in quanto aderente al Patto dei Sindaci, iniziativa dell’Unione Europea che vede coinvolte migliaia di Città europee nella riduzione di almeno il 20% delle proprie emissioni di CO2 entro il 2020, contribuendo così alla lotta globale contro i cambiamenti climatici.

 

In ambito di risparmio energetico il Comune ha attivato negli ultimi anni una serie di azioni per la riduzione di consumi energetici, ad esempio effettuando azioni di efficientamento dell’illuminazione pubblica e attuando la conversione a LED degli impianti semaforici. Solamente queste due azioni hanno comportato una riduzione dei consumi elettrici annui di circa 1.000 MWh.

 

Rivolgiamo quindi un invito alla cittadinanza ad aderire all’iniziativa e ad adottare tutti i giorni piccole buone pratiche di risparmio energetico. Per trovare ispirazione sulle azioni virtuose adottabili consultate la nuova sezione del Patto dei Sindaci del Comune di Latina “Cosa puoi fare tu?”.

 

 

 

 

Ufficio Stampa e Comunicazione

 

Comune di Latina

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Latina, 26 marzo 2014  ©)

 

 

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Appello per le foreste
Appello per le foreste

L'appello per la Giornata delle Foreste: "Usiamo gli appalti pubblici per rafforzare la filiera legno italiana"

 

Un appello ai ministri dell’Economia e Finanza e dell’Ambiente per fare in modo che il 21 marzo, giorno scelto dall’Onu per celebrare la Giornata Internazionale delle Foreste, non si traduca per l’Italia nella commemorazione di una “filiera mancata”. Autori della missiva, il PEFC Italia, insieme a COSPE, CISV e GVC, promotori nazionali del progetto europeo “Educating to sustainable and responsible management of the forests in the world”. 

Nella lettera, le associazioni chiedono ai due ministri di fare in modo che finalmente, anche in Italia, le gare d’appalto delle pubbliche amministrazioni per l’acquisto di beni tengano costantemente in considerazione gli aspetti ambientali. In termine tecnico: Green Public Procurement (GPP), politiche degli acquisti “verdi”. Uno strumento che potrebbe portare notevoli vantaggi, eppure ancora poco sfruttato.

“Attualmente nel nostro Paese, gli appalti pubblici verdi sono poco sviluppati, nonostante siano previsti da precise Direttive comunitarie” spiega Antonio Brunori, segretario generale del PEFC Italia, lo schema di certificazione per la gestione forestale sostenibile più diffuso al mondo, che nel nostro Paese interessa 792mila ettari in 10 Regioni e interessa 900 aziende del settore legno-carta. “Eppure l’acquisto di beni e servizi per le pubbliche amministrazioni, che da solo rappresenta il 17% del PIL nazionale, sarebbe una leva determinante per lo sviluppo, sostenibile, del settore forestale, a patto che si valorizzi il legname nazionale”. 

Qualcosa negli ultimi tempi si è mosso: “gli appalti verdi che favoriscono le produzioni locali – prosegue Brunori - sono oggi abbastanza diffusi nelle mense e nel settore alimentare, dove la filiera corta è divenuta quasi un must. Ma tali pratiche virtuose vanno estese ad altri livelli della pubblica amministrazione, in particolare per quanto riguarda l’uso di derivati del legno: mobili, parquet, imballaggi, carpenteria, cancelleria”. 

L’occasione, osservano i promotori dell’appello, sarebbe ghiotta, soprattutto in un momento di stagnazione economica. Permetterebbe infatti di utilizzare in modo virtuoso un tesoretto che l’Italia ha dentro casa ma continua a sottovalutare.

La filiera legno già oggi dà lavoro, con le sue 70.000 aziende del settore legno-arredo, a circa 400mila persone ma i margini di crescita sono comunque enormi: un terzo del territorio nazionale infatti è coperto da boschi. 10 milioni di ettari. E, dato praticamente sconosciuto ai non addetti ai lavori, il trend è in crescita: i boschi sono aumentati del 30% in 30 anni e raddoppiati dagli Anni ’50, producendo una quantità di legno tale, che ogni 3 secondi si potrebbe costruire una casa monofamiliare di 150 mq, in abete e larice.

Nonostante questo, l’industria di trasformazione importa materia prima dall’estero per oltre il 90% del proprio fabbisogno, diventando il 1° importatore di legname d’Europa e il 4° al mondo. 

Per questo, nell’appello si chiede di valorizzare le filiere locali del legno investendo nelle filiere “di prossimità”. Non solo per incrementare il giro d’affari delle aziende e di conseguenza il numero di posti di lavoro. Ma perché privilegiare l’uso di legno locale e certificato aiuta a salvaguardare il territorio, riducendo i rischi di erosione, dissesto idrogeologico e incendi boschivi per mancanza di manutenzione. E offre un’opportunità di futuro per molte comunità, rurali e montane, evitando lo spopolamento di numerose aree marginali. Questo è stato confermato dai risultati della ricerca sul valore sociale dell’attività forestale in Italia svolto dai promotori dell’appello ai due Ministri. 

I risultati della ricerca sul valore sociale dell’attività forestale in Italia è disponibile sul sito www.forestintheworld.org e il testo dell’appello lo sarà dopo la consegna nella giornata di domani 

La video-notizia PEFC per la Giornata Mondiale delle Foreste:

https://www.youtube.com/watch?v=5ts_WVLs1Ls

 

Cosa è il PEFC Italia

Il PEFC Italia è un’associazione senza fini di lucro che costituisce l’organo di governo nazionale del sistema di certificazione PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), cioè il Programma di Valutazione degli schemi di certificazione forestale.

Il PEFC è un’iniziativa internazionale basata su una larga intesa delle parti interessate all’implementazione della gestione forestale sostenibile a livello nazionale e regionale. Partecipano allo sviluppo del PEFC i rappresentanti dei proprietari forestali e dei pioppeti, dei consumatori finali, degli utilizzatori, dei liberi professionisti, del mondo dell’industria del legno e dell’artigianato.

Tra i suoi obiettivi si segnala quello di migliorare l'immagine della selvicoltura e della filiera foresta–legno, fornendo di fatto uno strumento di mercato che consenta di commercializzare legno e prodotti della foresta derivanti da boschi e impianti gestiti in modo sostenibile.

 

Martina Valentini

 

PEFC Italia - Press Office

 

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Progetto strutturale ed autorizzazione sismica - Proposta di modifica della Legge Regione Campania n. 9/83

 

Lo scorso mercoledì (12 marzo 2014), alle ore 11,00, nella “Sala Schermo” del Consiglio Regionale Campania - Centro Direzionale di Napoli - Is. F/13, si è tenuto il dibattito sulla proposta di modifica della Legge Regione Campania n. 9/83.

 

HA INTRODOTTO           

Arch. Marco Ciannella

Presidente Confedertecnica Regione Campania                 

HA RELAZIONATO  

On. Antonio Valiante

Vice Presidente Consiglio Regione Campania

Presentatore della proposta legislativa                

SONO INTERVENUTI                 

Prof. Ing. Giorgio Frunzio

2^ Università di Napoli               

Arch. Paolo Grassi

Presidente Nazionale Federarchitetti                          

Ing. Luigi Vinci

Presidente Ordine Ingegneri di Napoli                     

HANNO ADERITO                   

Ordine degli Architetti di Napoli - Ordine degli Ingegneri di Napoli

Ordine degli Architetti di Salerno - Ordine degli Ingegneri di Salerno

Ordine degli Ingegneri di Caserta - Consulta delle Costruzioni Napoli

Federarchitetti Campania - ACEN - ANIAI Campania - Federgeometri - Federperiti

Collegio Periti Industriali e P.I. Laureati Napoli

Collegio Geometri e Geometri Laureati Napoli

 

Il dibattito era aperto ai partecipanti

 

Redazione

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Rappresentazione artistica della stella ipergigante gialla HR5171A con la sua compagna (fonte: ESO)
Rappresentazione artistica della stella ipergigante gialla HR5171A con la sua compagna (fonte: ESO)

La più grande stella gialla mai vista

 

Ha un diametro che supera di 1.300 volte quello del Sole: è la più grande stella gialla mai scoperta e una delle dieci stelle più grandi finora note. La stella ipergigante, descritta sulla rivista Astronomy & Astrophysics, si chiama HR5171A, ha una temperatura superficiale di circa 5.000 gradi e fa parte di un sistema stellare doppio. Ha cioè una stella compagna talmente vicina da essere quasi in contatto con lei. 

A scoprirla, con il telescopio Vlti (Very Large Telescope Interferometer) dell’European Southern Observatory (Eso), è stato il gruppo di ricerca coordinato da Olivier Chesneau, dell’Osservatorio francese della Costa Azzurra.

"HR5171A e la sua compagna sono così vicine che quasi si toccano e l'intero sistema assomiglia a una gigantesca arachide", ha detto Chesneau. 

Gli astronomi hanno osservato che la stella compagna, più piccola e solo leggermente più calda, compie una rivoluzione intorno alla gigantesca HR5171A ogni 1.300 giorni. Per Chesneau la presenza della stella compagna ''è molto significativa in quanto può avere un'influenza sulla sorte di HR5171A, per esempio strappandole gli strati esterni e modificandone l'evoluzione". 

La stella gigante è anche del il 50% più grande della famosa supergigante rossa Betelgeuse ed è circa un milione di volte più luminosa del Sole. 

Le stelle ipergiganti gialle sono molto rare: se ne conoscono solo una dozzina nella nostra galassia e l'esempio più noto è Rho Cassiopeiae. Sono tra le stelle più grandi e più brillanti e sono in una fase instabile della loro vita cambiando rapidamente stato e per questo motivo sono difficili da individuare.

A causa di questa instabilità, le ipergiganti gialle espellono materiale verso l'esterno, formando una grande atmosfera estesa attorno alla stella. Nonostante la sua grande distanza, di circa 12.000 anni luce dalla Terra, l'oggetto può quasi essere visto ad occhio nudo da persone con una vista molto acuta. Gli astronomi l'hanno scoperta con la tecnica chiamata interferometria, combinando cioè la luce raccolta da piccoli telescopi in modo da ottenere il risultato equivalemnte a quelo di un telescopio dal diametro teorico di circa 140 metri.

 

Fonte: ANSA.it

 Redazione 

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Corso di Fotografia Naturalistica

 

Il Corso è condotto da Marco Branchi, esperto fotografo naturalista (per vedere i suoi lavori www.marcobranchi.it) ed è rivolto a chi ha già un minimo di conoscenza della macchina fotografica. Il corso è strutturato in 8 lezioni, 4 in aula presso la sede del Parco dei Castelli Romani, in via Cesare Battisti 5 a Rocca di Papa, e 4 sul campo, da svolgersi all’interno del territorio del Parco, che avranno come tema la descrizione del paesaggio e i vari aspetti naturalistici. 

 

• Calendario 25 marzo - 1, 8, 15, 22, 29 aprile - 6, 13 maggio

• Orario dalle ore 17,30 alle ore 19,30

• Quota di partecipazione € 30,00

 

Informazioni e prenotazioni

Per informazioni e prenotazioni si può contattare il Parco nei giorni di martedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9,00 alle ore 13,00 ai numeri: 0694799368 - 0694799308  - 0694799366 - 0694799309. La prenotazione è obbligatoria.

 

Redazione 

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Ufficio Stampa

Parco regionale dei Castelli Romani

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Studi ENEA sulla prevenzione del rischio idreogeologico, per una pianificazione territoriale sostenibile

 

Negli ultimi mesi il territorio italiano è stato messo a dura prova da una serie di eventi meteorologici eccezionali che hanno determinato l’esondazione di diversi corsi d’acqua e l’innesco di numerosi fenomeni franosi, soprattutto in Sardegna, Liguria, Toscana e Lazio. In un paese geologicamente giovane come l’Italia, e di conseguenza fortemente soggetto a fenomeni franosi, il dissesto idrogeologico è amplificato da diverse tipologie d’intervento umano, come l’abbandono delle aree montane, la canalizzazione e la cementificazione dei corsi d’acqua, la impermeabilizzazione delle superfici naturali che determina l’aumento del deflusso superficiale delle acque piovane a discapito dei processi di infiltrazione e la crescente urbanizzazione di aree soggette a frane e inondazioni.

 

Per contribuire a definire le mappe delle aree più pericolose, propedeutiche a una migliore opera di prevenzione, negli ultimi quindici anni l’ENEA ha condotto campagne di studio in aree colpite da eventi franosi registrati in territori particolarmente vulnerabili come la Versilia e i comuni di Cervinara (Avellino), Giampilieri (Messina), Scaletta Zanclea (Messina), San Fratello (Messina) i bacini dei Torrenti Virginio (Firenze) e Fiumicino (Roma). Gli studi hanno permesso di evidenziare le criticità geomorfologiche che sono all’origine di tali eventi. Nello specifico, è emerso che tra i fattori di attivazione dei movimenti franosi ci sono lo stato di abbandono dei sistemi di terrazzamento dei versanti e dei relativi circuiti di drenaggio superficiale, il sovraccarico dei versanti causato dallo sviluppo di vegetazione boschiva in aree precedentemente coltivate e l’incuria dei versanti sovrastanti i percorsi stradali e i tagli stradali stessi.

 

In seguito a tali studi L'ENEA ha sviluppato una metodologia innovativa volta alla quantificazione della pericolosità da frana che può rappresentare uno strumento chiave nella messa a punto di politiche di pianificazione territoriale sostenibile, nella redazione di piani di protezione civile e nella definizione di interventi strutturali diretti alla mitigazione del rischio. In particolare, la metodologia ENEA si concentra sull’analisi dei fattori di carattere naturale e antropico, responsabili del livello di pericolosità di un territorio, consentendo di stimare l’intensità sia riguardo a eventi franosi occorsi in passato sia riguardo a eventi futuri. Inoltre fornisce un contributo alla definizione di soglie pluviometriche di innesco indispensabili per la predisposizione di sistemi di allerta rapida.

 

ENEA - Ufficio Stampa e Rapporti con i Media 

Resp. Elisabetta Pasta

 

 

 

 

 

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Quattro asteroidi in sette giorni

 

Non tutti sanno che, nella notte tra il 17 e il 18 febbraio (alle ore 1.15), la Terra è stata sfiorata (se così si può dire parlando di una distanza di tre milioni di chilometri) dall’asteroide 2000 EM26.

 

Ma facciamo un passo indietro: cos’è un asteroide? Si definisce tale un corpo celeste dal diametro generalmente inferiore al chilometro, anche se pare esistano asteroidi di dimensioni maggiori. Questi corpi sono, come spiega l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e curatore scientifico del planetario di Roma, “il residuo incontaminato del materiale che componeva il Sistema Solare degli albori, quando i pianeti stavano appena cominciando la loro formazione”.  

 

Torniamo al 2000 EM26: esso misurava ben 200 metri ma la notizia vera è che non si è trattato dell’unico corpo celeste ad attraversare lo spazio in questi ultimi sette giorni. Il corpo celeste ha anzi dato l’avvio a una sorta di staffetta, che ha visto protagonisti altri tre “sassi cosmici”: il 2014 BR57, che ha raggiunto la minima distanza dalla Terra il 20 febbraio alle ore 17:58; il 1995 CR, passato “vicino” al nostro pianeta alle 12:08 del 21 febbraio; e, infine, il 2014 CR, che risale all’1:21 della notte scorsa. Un evento che ha ricordato da vicino la pioggia di meteoriti avvenuta un anno fa nei cieli russi di Chelyabinsk. Il primo degli asteroidi è stato in realtà scoperto già nel 2000 ma se ne erano perse le tracce.

 

Per quanto riguarda la velocità di tali passaggi, si stima che essa abbia misurato tra i dodici e i trenta chilometri al secondo. Non sono naturalmente mancati i commenti degli ufologi e nemmeno gli allarmismi ma, date le distanze siderali, non abbiamo corso alcun pericolo anche se – sempre secondo Masi – gli oggetti appena passati rientrano “nella categoria degli asteroidi potenzialmente pericolosi, che comprende gli oggetti che si trovano a una distanza minima dalla Terra inferiore a 7,4 milioni di chilometri e un diamentro superiore ai 150 metri”. Se poi si pensa che negli ambienti scientifici è noto che una media di due corpi celesti al secolo riesce a oltrepassare l’atmosfera terrestre, distruggendo l’equivalente di una città, la paura sale. Ma, nonostante questo, il passaggio di questi massi cosmici rappresenta essenzialmente un’occasione preziosa per chi studia i cosiddetti Neo (Near-Earth Object), asteroidi o comete che siano. 

 

Il fatto che siano passati quattro asteroidi nel giro di una settimana non induca a pensare che si tratta di un evento raro: in effetti, sono le tecniche per monitorarli ad essere migliorate rispetto al passato. Comunque, chi si è perso lo spettacolo, la prossima volta si doti di un telescopio professionale. Per questa volta si “accontenti” delle immagini riprese dal Virtual Telescope e ritrasmesse sul canale Scienza e Tecnica dell’ANSA. 

 

Roberta Isceri

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Conclusa la 29a campagna estiva dell’Italia in Antartide

 

Si chiude la base italiana a Baia Terranova e prende il via la campagna invernale presso la Base italo-francese Concordia

 

Con la partenza degli ultimi 83 partecipanti alla campagna estiva in Antartide si è conclusa - il 13 febbraio - la XXIX spedizione italiana ed è stata chiusa la Base italiana Terra Nova; il personale si è quindi imbarcato sulla nave Italica alla volta del Nuova Zelanda.

La spedizione rientra nel Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra), Programma esecutivo annuale (Pea 2013), realizzato dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca sulla base delle linee strategiche definite dalla Commissione scientifica nazionale per l’Antartide (Csna), per il triennio 2012-2014. La campagna è stata attuata dall’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), mentre la programmazione e il coordinamento scientifico sono stati realizzati dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).

Più di 100 ricercatori sono stati coinvolti in attività di ricerca in diversi ambiti scientifici, per un totale di circa 50 progetti scientifici, riguardanti le scienze della vita, della Terra, dell’atmosfera e dello spazio. I dati raccolti in Antartide saranno nei prossimi mesi elaborati presso i laboratori italiani che hanno preso parte ai progetti.

 

Questa XXIX spedizione verrà purtroppo ricordata per il grave lutto legato alla prematura scomparsa del ricercatore Luigi Michaud, dell’Università di Messina, durante un immersione nelle acque antistanti la base Mario Zucchelli."

 

Anche presso la base italo-francese Concordia di Dome C sul plateau antartico a 3.300 m di altitudine, si è conclusa la campagna estiva con la partenza in aereo del personale che vi ha partecipato. Contestualmente ha preso il via la decima campagna invernale che sarà condotta da un gruppo di 13 esperti, 7 dell’IPEV (Istituto polare francese Paul Emile Victor) e 6 del Pnra.

Le attività invernali prevedono il proseguimento dei lavori di ricerca in corso nell’ambito dei programmi antartici francese ed italiano, che riguardano studi di glaciologia, chimica e fisica dell’atmosfera, di astrofisica, di astronomia e di geofisica. Nell’ambito degli studi scientifici sull’adattamento umano in ambiente estremo proseguiranno i progetti della European Space Agency (ESA).

 

Lo scorso mese di novembre si sono recati in Antartide, per una breve visita presso le stazioni Mario Zucchelli e Dome C, l’on. Giancarlo Galan (Presidente della VII Commissione cultura, scienza e istruzione della camera dei Deputati), Enrico Brugnoli, direttore del Dipartimento scienze del sistema Terra e tecnologie dell’ambiente del CNR e il ministro plenipotenziario per l'Antartide, Rubens Fedele.

I collegamenti con l’Italia hanno riguardato il progetto di divulgazione “Adotta una scuola dall’Antartide”, che ha permesso a 23 scuole (tra elementari, medie e superiori) di collegarsi via skype, con ricercatori e tecnici presenti alle basi Mario Zucchelli, Concordia e McMurdo.

 

Redazione

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Una Mappa web delle Dolomiti

 

Voglio realizzare una Mappa Web delle Dolomiti dedicata all'escursionismo e alle attività outdoor in genere. Il lavoro è già iniziato e la mappa parziale è già pubblicata online.

Un lavoro di questo tipo, per soggetto, caratteristiche ed estensione della mappa, è nuovo per il web e può essere di grande utilità per ogni escursionista che vuole visitare le Dolomiti: per programmare una gita, per orientarsi in montagna e per rivivere e condividere successivamente le proprie avventure.

 

Chi sono

 

Mi chiamo Marco Barbieri, sono un cartografo ed amo la montagna.www.webmapp.it è il portale web relativo alla mia attività più recente. Il portale contiene mappe web per l'escursionismo e per la mountain-bike, disponibili gratuitamente per la consultazione su PC e in mobilità. Queste sono le mappe che ho realizzato e pubblicato su webmapp.it. Le mappe sono realizzate grazie alla disponibilità di dati cartografici grezzi “aperti” (open-data), rilasciati da enti governativi e non, e grazie al mio lavoro di cartografo e web designer.

 

Perché sostenere il progetto

 

Per terminare la Mappa Web delle Dolomiti, c'è ancora molto lavoro da fare ed ho bisogno di un sostegno economico per coprire i costi di realizzazione della mappa, relativi principalmente al lavoro di ricerca, selezione ed inserimento della toponomastica. Inoltre, tra le ricompense, figura una nuova bellissima mappa panoramica delle Dolomiti. I fondi raccolti serviranno anche a coprire i costi per realizzare la mappa (anche questa non è finitia), e i costi di stampa e spedizione.

 

Queste sono le caratteristiche che avrà la Mappa Escursionistica Web delle Dolomiti finita:

 

+ la mappa sarà pubblicata sul web e disponibile gratuitamente per la consultazione

 

+ l'area della mappa comprenderà tutti i gruppi dolomitici ed aree limitrofe

 

+ la mappa sarà dotata di vari livelli di zoom, che permetteranno allo stesso tempo di avere una vista di insieme di tutte le Dolomiti e viste di grande dettaglio e ricchezza di particolari

 

+ la mappa avrà una elevata qualità cartografica e sarà continuamente aggiornata, arricchita e migliorata nel tempo

 

+ la mappa conterrà informazioni utili agli escursionisti, quali i tracciati dei sentieri, i principali rifugi e bivacchi, una ricca toponomastica relativa agli elementi fisici del territorio (cime dei monti, valli, catene ed altipiani, foreste, corsi d'acqua, sorgenti), ed una chiara e precisa rappresentazione delle forme delle montagne

 

+ la mappa sarà utilizzabile in mobilità, su smartphone e tablet

 

Sia la mappa web che la mappa stampata delle Dolomiti saranno pronte entro 3 mesi dalla fine della campagna di crowd-funding.

 

Qui sotto trovate alcune immagini in anteprima della Mappa Panoramica delle Dolomiti.

 

Successivi sviluppi del progetto

 

Il progetto che proponiamo non si esaurisce certo con la realizzazione e pubblicazione online della Mappa delle Dolomiti.

 

Fermo restando il continuo aggiornamento cui la mappa sarà soggetta, la mappa stessa rappresenterà la base di partenza per realizzare mashup cartografici diversi. Oltre a mappe dedicate alle diverse attività outdoor, pensiamo anche a portali cartografici a tema scientifico, naturalistico e culturale.

 

Per facilitare questo processo ed aumentare la diffusione della mappa in rete, la Mappa delle Dolomiti sarà distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.

 

Per info: http://www.webmapp.it/

 

Redazione

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Dieci anni fa i due rover arrivarono sul pianeta rosso

 

La Nasa celebra in questi giorni il decimo anniversario dell'arrivo su Marte dei due rover Mer (Mars Exploration Rover). Ribattezzati Spirit e Opportunity, furono lanciati nell'estate 2003 utilizzando un vettore Delta II ed erano destinati ad esplorare, dal gennaio dell'anno seguente, due distinte zone di Marte. I due robot sono andati oltre ogni più rosea previsione lavorando il primo per circa 7 anni, mentre il secondo è ancora operativo anche se gli 'acciacchi' non mancano.

 

Notizia del 07/01/2014 ripresa dall'agenzia Ansa 

 

Redazione

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SIB: PARTITI I LAVORI DEL PIANO SPIAGGIA, ENTRO L’ESTATE ATTESO IL PUAD 


Sono iniziati oggi i lavori per la definizione del tavolo tecnico del Piano Utilizzo Aree Demaniali (PUAD), strumento necessario per lo sviluppo del turismo balneare in Campania, richiesto dal presidente regionale S.I.B. Marcello Giocondo e dal presidente Fipe di Napoli  Salvatore Trinchillo.
Raccogliendo prontamente le istanze degli operatori, l’assessore regionale al turismo Pasquale Sommese ha infatti dato subito avvio all’iter per la definizione del piano di cui attualmente la Campania è sprovvista e che dovrebbe vedere la luce entro l’inizio della stagione balneare.
In considerazione del fatto che ma materia trattata comprende tematiche trasversali, inoltre, l’assessore Pasquale Sommese ha richiesto anche la presenza dell’assessore regionale all’ambiente Giovanni Romano e del presidente di Confesercenti Napoli Vincenzo Schiavo nonché dei rispettivi dirigenti che si sono già calendarizzati una serie di ulteriori incontri con i vertici del S.I.B. campano.
“Siamo felici – ha dichiarato Giocondo – che l’assessore Sommese abbia dato seguito così velocemente alle nostre richieste. Questo incontro rappresenta per noi un fondamentale punto di partenza in vista di una nuova stagione di ripresa economica di tutto il comparto”.
Parimenti soddisfatto Trinchillo, secondo cui “il risultato conseguito ci ripaga degli sforzi messi in campo soprattutto in vista dell'attesa sospensione dell'addizionale regionale".

Ufficio stampa S.I.B. Campania: Cristina Cennamo 340 – 5135781,cristinacennamo@interfree.it


Redazione
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"Angitola FISH20" per la tutela del  lago Angitola del Parco Regionale delle Serre

 

Presentato il progetto Angitola FISH2O, la mission, tutelare gli habitat naturali, la flora e la fauna del lago di Angitola sito nel Parco Naturale Regionale delle Serre (VV). Gli interventi messi in atto, finanziati dal FEP Calabria 2007-2013 misura 3.2 Misure intese a preservare e sviluppare la fauna e la flora acquatiche (art. 38 Reg. CE n. 1198/2006), intendono conservare e favorire il funzionamento dei sistemi naturali e semi-naturali, al fine di arrestare la perdita di biodiversità. La responsabilità scientifica del progetto è affidata al professor Luigi Esposito del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università Federico II di Napoli, coadiuvato da studenti e borsisti campani e calabresi e da un team di esperti dei vari settori attenzionati. Le attività vengono coordinate dal Direttore del Parco delle Serre dott. Francesco Pititto.

“Preservare il delicato equilibrio dell’ecosistema acquatico – spiega Pititto - creatosi grazie alla presenza dell’invaso Angitola, è un risultato già ottenuto dalla ottima gestione sino ad oggi condotta, nello stesso tempo, per non vanificare gli sforzi sin qui effettuati e per rispondere a quanto richiesto dal decennio per la biodiversità (2011-2020), è indispensabile attivare azioni di miglioramento ambientale finalizzato all’ottimizzazione delle risorse ittiche presenti nell’ambito del SIC Lago di Angitola”.

“Le operazioni sin qui condotte – spiega Esposito - sono volte alla conoscenza della biodiversità acquatica minore, notoriamente inserita nella catena trofica della fauna maggiore che la utilizza quale risorsa alimentare attraverso la pesca naturale. Sia la biodiversità minore, sia quella maggiore risultano essenziali per la qualifica di Sito di Interesse Comunitario (IT9340086) e devono, pertanto, essere entrambe attentamente tutelate. Tuttavia, “Angitola FISH2O” coinvolgerà non solo flora e fauna inclusi nelle schede Natura 2000, ma il complesso ecosistema dell’Angitola e la sua capacità portante. Protezione, Conservazione, ripristino, miglioramento dei sistemi naturali esistenti nonché monitoraggio saranno i temi principali sui quali si svilupperà “Angitola FISH2O”.”

I risultati ottenuti sulle attuali condizioni di salute dell’Ecosistema dell’Angitola e delle sue catene trofiche, consentirà di concentrare le attenzioni dei ricercatori e dell’Amministrazione del Parco verso opere di miglioramento ambientale, processi sperimentali di conservazione della biodiversità, identificazione di possibili sinergie territoriali e adeguate azioni di divulgazione dei risultati che impegneranno il team di lavoro sino alla fine del progetto. Per una volta sarà possibile parlare della Calabria quale “Regione esempio di conservazione della vita” e per questo si confida nell’interesse da parte della Regione, dei Ministeri (MATTM e MIPAAF) e della Unione Europea per implementare i risultati e continuare nel lavoro di sviluppo territoriale con nuove proposte e nuovi opportuni finanziamenti".

 

Il lago dell'Angitola è uno dei laghi artificiali italiani creato nel 1966 in Regione Calabria sito nei territori dei comuni di Maierato, Monterosso Calabro e Pizzo Calabro della provincia di Vibo Valentia.

L’invaso è stato ottenuto attraverso lo sbarramento del corso del fiume Angitola, da cui prende il nome, ma riceve anche le acque del Torrente Reschia. Le acque defluiscono verso il mare riprendendo il corso dell’Angitola che risulta quindi essere l’emissario del lago.

Il lago, sito a 30 m sul livello del mare, occupa una superficie di circa 1,96 km² (196 ettari) ed è situato all'estremo sud del golfo di Sant'Eufemia, a circa 3 km dal mare (Costa degli Dei). La sua profondità massima è stata misurata a 28 metri che gli consentono di raggiungere un volume pari a 21 milioni di m3 d'acqua.

 

Redazione

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ENEA e Università Roma Tre effettuano prove sismiche sulle tavole vibranti per verificare la resistenza di nuove tecniche di rinforzo applicate agli edifici in muratura dei centri storici italiani

 

Inizia oggi all’ENEA un ciclo di esperimenti nel laboratorio per le prove sismiche del Centro Ricerche della Casaccia, condotte in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Roma Tre, sulla protezione sismica di edifici in muratura a cui sono state applicate tecniche di rinforzo per migliorarne le capacità di resistere ai terremoti.

 

Per realizzare queste prove sono stati costruiti degli edifici in scala reale, nei quali è stata riprodotta anche la connessione tra le pareti tipica delle case in muratura delle diverse tipologie edilizie molto diffuse nei centri storici delle città italiane e nelle zone pedemontane e montane dell’Appennino.

 

Le prime prove su tavola vibrante sono state effettuate senza applicare le tecniche di rinforzo alla struttura in muratura, che sottoposta alle vibrazioni sismiche simulate ha subìto danni gravissimi, compreso il ribaltamento di una parete in muratura.

 

Successivamente la parete è stata riparata ed è stata rinforzata la connessione della parete con il resto della struttura con un innovativo sistema di fasciature con nastri in fibre di acciaio galvanizzato inglobate in malta idraulica naturale. Si tratta di tecniche basate sull’uso di materiali a basso costo, e facilmente applicabili agli edifici storici.

 

La struttura così rinforzata verrà ora sottoposta ad una nuova sequenza di sollecitazioni sismiche che riproducono terremoti realmente accaduti negli ultimi 15 anni in varie località italiane e con differenti tipi di terreno, secondo i dati registrati dalla rete sismica nazionale dell’INGV.

 

Le scosse sismiche saranno ripetute con intensità crescente fino al collasso della struttura, allo scopo di verificare la capacità di resistenza ultima della struttura rinforzata e di investigare i meccanismi di formazione delle fratture e di collasso per questo tipo di struttura.

 

Ricercatori ed esperti nel campo dell’ingegneria sismica appartenenti a varie università italiane avranno la possibilità di seguire lo svolgimento delle prove “in remoto” e di interagire in tempo reale per scambiarsi dati ed informazioni con i ricercatori dell’ENEA e del Dipartimento di Ingegneria dell’Università Roma Tre. La partecipazione in remoto all’esperimento viene realizzata grazie al laboratorio virtuale DySCo (Structural Dynamics, numerical Simulation, qualification tests and vibration Control), appositamente messo a punto dal Laboratorio di Qualificazione di Materiali e Componenti dell’ENEA Casaccia.

 

Per l’acquisizione dei dati delle prove viene utilizzato un innovativo sistema elettro-ottico, denominato 3DVision, il quale utilizza una costellazione di telecamere ad alta risoluzione in grado di rilevare il moto nello spazio di speciali marcatori, tracciando una traiettoria che definisce il moto completo dei punti selezionati in termini di spostamenti, velocità e accelerazioni.

 

Redazione

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Riscaldamento globale e catastrofi climatiche: il vero colpevole.

 

Filippine.

New jersey.

Sardegna.

Carolina del sud.

Sono veramente tanti gli eventi catastrofici direttamente collegati all’aumento della intensità del clima che si sono verificati negli ultimi anni.

Talmente tanti che non si fa in tempo a citarne uno senza che, solo pochi giorni dopo, se ne verifichi un altro.

Uno degli ultimi veramente devastanti in termine di costi sia umani, con numeri oscillanti tra 3000 e 10000 vittime, che di danno ambientale, è avvenuto nelle filippine, dove il ciclone Hayian ha soffiato ad oltre 300 km/h.

E da due giorni in Sardegna è scoppiato un piccolo inferno, con due tempeste perfette che la avvolgono tutta.

Davvero sono solo eventi naturali?

I numeri non vanno mai considerati da soli, sopratutto in climatologia.

Per quanto questa scienza sia abbastanza giovane, è dotata comunque di sistemi tecnologicamente perfezionati ed è in grado di dare numeri allarmanti sul nostro impatto sul pianeta come specie.

Servendosi di strumenti sia terrestri, sia aerei, ha acquisito capacità previsionali impressionanti, ma purtroppo saper prevedere non significa poter anche prevenire i danni.

Tutta colpa del riscaldamento globale, fenomeno accertato, con una stima di riscaldamento della terra di 0,7 gradi, e della responsabilità dello stesso.

Negli anni si sono susseguiti sempre più appelli della comunità internazionale, che da Kyoto in poi ha tentato di responsabilizzare l’uomo sulla sua devastante azione nei confronti del pianeta che lo ospita.

Ultimo della serie, l’intervento del segretario Onu in carica, Ban Ki Moon, e le dichiarazioni del summit sull’ambiente del 2012, condizionate pesantemente dalla crisi economica e dalla impossibilità, secondo le dichiarazioni dei paesi interessati, a ridurre il consumo di combustibili fossili.

Appelli, firme, eppure non è stato fatto ancora nulla di realmente concreto per fermare la deriva.

Le ultime stime attribuiscono all’uomo una responsabilità tra il 93 e il 95% nel riscaldamento globale.

Gli Usa ne sono responsabili per il 20%, ma poi vengono tutti gli altri, noi compresi, primo e secondo mondo che non sembrano in grado di mettere a punto un minimo di sacrifici per lasciare un mondo vivibile ai propri figli e nipoti.

 

L’IPCC, Intergovernamental Panel on Climate Change, conferma un aumento dello 0,085 della temperatura degli oceani responsabili del clima, e se non facciamo nulla, la temperatura aumenterà fino a raggiungere  tra i 2 e i 5 gradi , con risultati inimmaginabili.

Il clima sulla terra è infatti dettato per oltre il 90% dagli oceani, in particolare dall’oceano pacifico.

E’ nel pacifico che si determinano le condizioni non solo per le cosiddette precipitazioni normali o stagionali, cicloni e uragani compresi, ma anche la loro intensità.

E’ quest’ultima a risentire di più del cambiamento climatico, nelle Filippine come in India, le precipitazioni a carattere violento ci sono sempre state, ma la loro intensità era regolata appunto dalla temperatura del mare.

Innalzandosi quest’ultima, aumenta la loro violenza ed intensità, portandosi a livelli incompatibili, spesso, con la quotidiana vita e attività umana.

Le popolazioni che per anni hanno convissuto più o meno bene con questi fenomeni sono condannate a subire attacchi sempre più violenti e meno sopportabili, e le più coinvolte sono le popolazioni povere, rurali.

Intere popolazioni sono costrette a spostarsi per sopravvivere, alcune isole potrebbero addirittura scomparire.

10000, 300, 0,085, 0,7, 95% o  90% non sono solo numeri.

Per molti esseri umani sono una condanna a morte, ed anche per noi non va meglio, se è vero che sono stati improntati studi per la salute umana, che vanno dalle ipotesi di aumento della aggressività per il cambiamento climatico a conflitti legati allo spostamento di intere masse da una parte all’altra del globo, in cerca di qualcosa che nessun governo, legge o altro può fermare: la sopravvivenza.

Davvero l’economia può dettare legge in un così grave quadro, destinato, se non modificato, a diventare catastrofico nel prossimo futuro?

Davvero abbiamo fatto tanta strada, o crediamo di averne fatta, come specie per autodistruggersi in nome dei profitti e dei guadagni dei pochissimi ricchi e sacrificando ad essi l’intera umanità?

Non riesco a crederci.

Se c’è conoscenza, ci deve essere la ricerca di soluzioni, almeno parziali, ad un problema, e in questo caso, le soluzioni vanno trovate ad ogni costo.

Cosa possiamo fare nel nostro piccolo, in attesa che i belli addormentati potenti facciano qualcosa?

Non andate sempre in macchina, non mettete il riscaldamento a tutto andare, se potete e ne avete le possibilità, usate energie pulite come i pannelli solari e le pale eoliche.

Riciclate correttamente e non sprecate acqua e risorse.

E mettiamoci tutti insieme a scrivere lettere, articoli e quant’altro a potenti, governi e istituzioni, che sappiano che la gente è disposta a fare sacrifici pur di vivere e far vivere i propri figli.

Diventiamo finalmente un popolo solo, un solo mondo, un solo cuore e mente.

E fermiamo le multinazionali, chi ci guadagna con il petrolio, speculatori e pavidi governi.

Insieme possiamo farlo, i numeri li conosciamo, sono in rete, sono diffusi ormai, non possiamo voltarci dall’altra parte e pensare noi non lo sapevamo.

Il futuro è nelle nostre mani.

 

Rosa Mauro

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Progetto europeo sull’impatto del riscaldamento globale, IMPACT2C: aumento di 2 gradi della temperatura terrestre 

 

“Tra il 2030 e il 2050 la temperatura della Terra potrebbe aumentare di 2°C, rispetto ai livelli dell'epoca pre-industriale, ma in Europa questa soglia potrebbe essere superata molto prima”, ha dichiarato Paolo Ruti, responsabile del Laboratorio di Modellistica Climatica e Impatti dell’ENEA, nel corso della presentazione a Roma del progetto europeo sull’impatto del riscaldamento globale, IMPACT2C. L’illustrazione di questo progetto presso l’ENEA segue quella che ha avuto luogo alla 19a Conferenza delle Parti (COP19), il summit dell’ONU sul clima in corso a Varsavia fino al 22 novembre.

“L’impatto sarà diverso tra Nord e Sud dell’Europa: avremo dei periodi di siccità più forti e intensi in estate nella fascia mediterranea, mentre assisteremo a un aumento delle precipitazioni in inverno in Scandinavia e nelle isole britanniche”, prosegue Ruti.

Anche l’impatto delle emissioni di anidride carbonica nell' atmosfera sarà diverso tra Sud e Nord Europa. “La CO2 è anche un fertilizzante, dunque nel Nord Europa alcune produzioni agricole saranno paradossalmente favorite, mentre il Sud avrà dei problemi con le coltivazioni estive per l’aumento dei giorni di siccità e per le temperature elevate. In Italia, la produzione agricola ne risentirà soprattutto per l’aspetto qualitativo”, sottolinea Ruti

“Obiettivo del progetto IMPACT2C è dare informazioni utili a chi deve pianificare e gestire il territorio. L’Europa dovrebbe creare una lista di priorità sulla base dei problemi che conosciamo e che dovremo affrontare nei prossimi anni. Nel progettare nuove infrastrutture, dobbiamo iniziare a pensare ai problemi climatici. A Londra, ad esempio, esiste il rischio dell’aumento degli eventi estremi e dell’innalzamento delle acque. Se da una parte è vero che non vi sono risorse economiche per realizzare specifiche strutture che contrastino questi fenomeni, come ad esempio barriere lungo la costa, è anche vero che è d’obbligo iniziare a pensare a questi problemi nel momento in cui si andrà a progettare l’urbanistica della città”, dichiara Paul Watkiss, consulente della Commissione europea e di altri organismi nazionali per la valutazione dei costi connessi con i cambiamenti climatici.

“Dalla COP19 ci attendiamo che la politica sia più attenta agli investimenti nell’ambito dell’adattamento al cambiamento climatico. Auspichiamo che a livello europeo vengano approvate norme che favoriscano la creazione di tecnologie utili ad arginare gli effetti dei fenomeni causati dal cambiamento climatico. Quelli che a prima vista appaiono come costi sono spesso investimenti con ampie ricadute economiche e occupazionali. Ci sono alcuni esempi interessanti: dopo l’ondata di calore del 2003, ad esempio in Francia sono state costruite nuove stazioni ferroviarie che riducono i disagi durante le giornate più calde”, aggiunge Ruti. “Tra gli obiettivi del progetto IMPACT2C rientra anche l’individuazione delle aree europee impreparate al cambiamento climatico, perché finora non hanno mai dovuto fronteggiare eventi climatici estremi, come ad esempio in Germania la regione a nord di Berlino”, dichiara Daniela Jacob, coordinatrice del progetto IMPACT2C, vicedirettrice del Climate Service Centre di Amburgo e co-autrice del 5° Rapporto di Valutazione dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC). Nel corso della presentazione di IMPACT2C sono stati analizzati anche i fenomeni climatici estremi, come il tifone che ha colpito di recente le Filippine. “Difficile stabilire una correlazione certa tra i cambiamenti climatici e lo scatenarsi di tifoni come quello che si è abbattuto sulle Filippine. Non esistono parametri certi per correlare questo fenomeno al cambiamento climatico. Ciò che è certo, però, è che tali fenomeni evidenziano un’estrema vulnerabilità della nostra società”, ha dichiarato Robert Vautard, ricercatore del Centre national de la recherche scientifique (CNRS) ed esperto delle relazioni fra clima e qualità dell'aria.

 

NB: I ricercatori ENEA che si occupano di proiezioni climatiche sono a disposizione dei media per commentare fenomeni climatici.

 

Paolo Ruti (ENEA – Responsabile Laboratorio di Modellistica Climatica e Impatti)

paolo.ruti@enea.it

329 83 13 982

 

Gianmaria Sannino (ENEA – Ricercatore Laboratorio di Modellistica Climatica e Impatti)

gianmaria.sannino@enea.it

338 74 49 208

 

Alessandro Dell’Aquila (ENEA – Ricercatore Laboratorio di Modellistica Climatica e Impatti)

alessandro.dellaquila@enea.it

329 70 21 896

 

Redazione

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