L’ANEA, Agenzia Napoletana Energia e Ambiente, nell’ambito della sua attività di formazione, organizza con il Dipartimento DiSTABiF della Seconda Università di Napoli e +39 Energy il

 

CORSO DI DIAGNOSI E CERTIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI

abilitante per il rilascio dell’Attestato di Prestazione Energetica (A.P.E.)

autorizzato MISE-MATTM-MIT

 

Napoli, 10 maggio>13 luglio 2015

(ven. 14.30/18.30 – sab. 09.30/13.30)

 

Il Corso Abilitante di 80 ore permette al professionista di formarsi al fine di redigere le certificazioni energetiche, nel rispetto della legislazione e della normativa tecnica più attuale, e di acquisire le competenze necessarie a ricoprire il ruolo di Certificatore Energetico degli Edifici e di Energy auditor degli Edifici.

 

E’ rivolto ai tecnici che sono obbligati, ai sensi della vigente normativa (DPR 75/2013 e s.m.i), a seguire un corso autorizzato abilitante per la professione di certificatore energetico, in particolare ai laureati in: ingegneria, architettura, fisica, matematica chimica, geologia, scienze agrarie, scienze ambientali; geometri, periti agrari o agrotecnici, periti industriali e diplomati di istruzione tecnica – settore tecnologico (per l'elenco completo dei titoli di studio si rimanda al testo integrale del DPR 75/2013 e s.m.i) (consulta Elenco titoli di studio su www.anea.eu)

 

Il Corso prevede un’esercitazione pratica simulata di un edificio di nuova costruzione con visione delle procedure necessarie alla realizzazione di una diagnosi energetica.

Al termine è previsto unEsame finale che abilita il professionista a rilasciare l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) obbligatorio ai sensi dell’art. 4, D.L 192/05.

 

Le lezioni saranno tenute da docenti, professori universitari e professionisti di consolidata esperienza, e a tutti i partecipanti sarà consegnato un kit con licenza gratuita e temporanea, per la durata del corso, di un software conforme alle norme UNI TS 11300:2014 e certificato dal CTI – Comitato Termotecnico Italiano.

 

Essendo il corso a numero chiuso (max 35 partecipanti), è necessario compilare online, quanto prima, il modulo di iscrizione (www.anea.eu) ed inviarlo tramite fax allo 081 409957 o tramite e-mail ad aneainfo@tin.it contestualmente al pagamento della quota di iscrizione pari a € 590,00 (+ IVA al 22%).

 

Per maggiori informazioni: www.anea.eu

 Lidia Ianuario

(Rriproduzione Riservata ©)

Energia: a energymed Enea presenta piattaforma web per ridurre bollette pmi

Tagliare la bolletta delle PMI del settore agro-alimentare dell’area mediterranea attraverso specifici strumenti basati su interventi di efficienza energetica e la diffusione di tecnologie rinnovabili: questo l’obiettivo del progetto europeo SINERGIA che l’ENEA presenta oggi a EnergyMed 2015, nell’ambito del convegno “Efficienza energetica ed energie rinnovabili: strategie, strumenti e opportunità per le PMI agroalimentari” (Sala Tirreno, padiglione 4, Mostra d’Oltremare di Napoli).

Nel corso del convegno, il focus sarà su tre specifici strumenti per ridurre i consumi e quindi la spesa per l’energia delle PMI che ad oggi è fra le più elevate d’Europa. Si tratta di:

1.      una piattaforma web che permette alle imprese di verificare e valutare in maniera autonoma i propri consumi energetici ed identificare gli interventi per migliorare l’efficienza energetica;

2.      un database europeo FET Food Energy Technology, con le tecnologie più innovative per l’efficienza energetica applicate ai diversi settori produttivi, ai diversi processi (cottura, pastorizzazione, essiccazione, refrigerazione) e ai diversi servizi (illuminazione, riscaldamento e raffrescamento) nel comparto agroalimentare;

3.      un atlante che consente di identificare geograficamente sia le aziende che hanno già introdotto innovazioni e costituiscono pertanto i migliori esempi, sia i fornitori delle tecnologie.

Questi strumenti saranno veicolati e promossi dagli  ‘help desk’ locali (camere di commercio, agenzie per l’energia, sportelli per l’innovazione, centri di consulenza pubblici) in grado di fornire informazioni sul progetto  e sull’accesso ai finanziamenti nazionali ed europei.

Oltre all’ENEA sono coinvolti altri 7 tra istituti di ricerca, federazioni di categoria e centri di trasferimento tecnologico di Italia, Francia, Spagna, Slovenia, Croazia, Grecia.

“SINERGIA vuole stimolare la cooperazione tra territori – dichiara il coordinatore del progetto Nicola Colonna, agronomo ENEA – per fare del Mediterraneo una regione competitiva a livello internazionale, assicurando crescita e occupazione, oltre a promuovere la coesione territoriale e la tutela ambientale in una logica di sviluppo sostenibile”.

“FET – aggiunge l’esperto –  è il primo passo di un percorso che si concluderà con lo sviluppo del sistema di autodiagnosi energetica per aumentare la consapevolezza su risparmi e benefici ottenibili dall’introduzione delle tecnologie oggi disponibili. Si tratta appunto della piattaforma web che servirà a identificare le tecnologie più idonee, in particolare, alle piccole imprese, spesso di natura familiare o con forti necessità di specifiche competenze ed abilità tecniche”.

Coordinato dall’ENEA, il progetto europeo per l'efficienza energetica nell'agroalimentare SINERGIA è cofinanziato con circa 2 milioni di euro dalla Commissione europea nell’ambito del Programma di cooperazione transnazionale MED, Europe in the Mediterranean.

Napoli, 10 aprile 2015

Per maggiori informazioni: www.sinergia-med.eu  nicola.colonna@enea.it

 

DOMANI MARTEDI' 24 MARZO 2015 IL SECONDO APPUNTAMENTO DI ECO_LOGICAMENTE: CONTAMINAZIONI GREEN A TESTACCIO.

ECO_LOGICAMENTE

Contaminazioni Green a Testaccio

Martedi 24 marzo 2015, dalle 18.30 alle 20.30 il secondo appuntamento.

Essere Green, lo abbiamo detto nel primo incontro, non è “solo” ambientalismo in senso stretto, energia rinnovabile o lotta alla cementificazione. Questi temi preziosi e cruciali non esauriscono, di fatto, i temi e gli ambiti in cui l’ecologia ha qualcosa da dire.

Proprio per questo, una delle contaminazioni green che ci piace scoprire in questo secondo appuntamento a Testaccio è quella legata alle enormi potenzialità dalla Rete, e vogliamo farlo attraverso uno dei frutti di una collaborazione scaturita da una rete, “digitale” ma non certo “virtuale, di oltre 500 donne.

Green Italia Verdi Europei, organizza in nuovo incontro, ECO_LOGICAMENTEContaminazioni Green a  Testaccio,  presso la Città dell'Altra Economia, CAE, Largo  Dino Frisullo, ex-Mattatoio, Testaccio.

Martedi 24 marzo 2015, dalle 18.30 alle 20.30 il secondo appuntamento.

Flavia Marzano, Sonia Montegiove, Emma Pietrafesa, Nicoletta Staccioli e Fernanda Faini, presentano il loro ebook La Rete e il fattore C: competenze, conoscenze e consapevolezze, che fa parte della collana Collana WoW (World of Wister) ed è scaricabile all’indirizzo http://www.wister.it/. Modera l’incontro lo psicosociologo e formatore Jamil Amirian, conclude il dibattito Annalisa Corrado, coportavoce di Green Italia.

La Rete e il fattore C: competenze, conoscenze e consapevolezze fa parte della Collana WoW (World of Wister) e nasce da una serie di incontri ed gratuiti divulgativi e di formazione, i Learning Meeting organizzati da WISTER (Women for Intelligent and Smart TERritories)  nata da un'idea di Flavia Marzano. 

Obiettivo di WISTER (http://www.wister.it/), che è parte di Stati Generali dell’Innovazione (SGI), è promuovere politiche dell’innovazione sensibili alle differenze, a partire da quelle di genere. Riconoscere e integrare i bisogni, gli interessi e le competenze delle donne nella ricerca, nei progetti e nei dibattiti sull’innovazione; promuovere attività per colmare il digital divide di genere, per supportare le start upfemminili, per aumentare la presenza di donne nei percorsi di studio e nelle carriere ICT. E provare a migliorare le sinergie tra innovazione sociale e tecnologica.

LA RETE E IL FATTORE C: COMPETENZE, CONOSCENZE E CONSAPEVOLEZZE

Il progetto dell’e-book, La Rete e il fattore C: competenze, conoscenze e consapevolezze curato da Flavia Marzano, Sonia Montegiove, Emma Pietrafesa, Nicoletta Staccioli e Fernanda Faini, raccoglie i contributi di esperti e studiosi, legati all’utilizzo della Rete in termini di opportunità e rischi.

L’ebook è stato strutturato in tre capitoli:

·         Opportunità

·         Competenze e rischi

·         Conoscenze e consapevolezze

La prima sezione è dedicata alle Opportunità legate al potenziale dell’utilizzo di Internet in ambito professionale, sociale, economico e privato. “La Rete è una realtà che pervade capillarmente la nostra vita e nel prossimo futuro si avrà la totale interazione di internet con altri mezzi di comunicazione di massa”.  Nel capitolo sono state analizzate come le principali opportunità offerte dalla rete si possono classificare in alcune categorie omogenee riconducibili a “Relazioni sociali, Relazioni politiche, Economia e lavoro, Condivisione della conoscenza, Ricerca e formazione, Benessere e qualità della vita.

La seconda sezione, dedicata a Competenze e Rischi, evidenzia alcuni tra i pericoli presenti in Rete, anche in funzione di genere. Sempre più spazio conquistano nelle pagine di cronaca cyberbullismocyberstalking, hate speech (incitamento all’odio)  e molestie on line. “Nelle attività online le persone hanno una minore consapevolezza dei rischi e sono meno prudenti nella valutazione delle situazioni di pericolo rispetto all'ambiente fisico e  ciò può aumentare la probabilità di messaggi formulati negativamente oppure inviati senza una corretta considerazione di come potrebbero essere interpretati. L'uso distorto di alcuni di questi strumenti - social network, blog, chat, instant message, email, sms - ha contribuito alla nascita e sviluppo del fenomeno delle molestie online (cyberbullyinge/o cyberharrasment). Rientrano in questa categoria fenomeni quali cyberstalking, sexting, flaming, denigration, impersonification, trickery, esclusion, happy slapping”.

La terza sezione su Conoscenze e Consapevolezze, è finalizzata alla presentazione di strumenti utili a utilizzare nel migliore dei modi i servizi, le applicazioni, i software o i progetti già presenti in Rete. Il tutto con l’obiettivo fondamentale di indurre le persone a utilizzare la Rete con un approccio critico, al riparo da pericoli, consentendo una crescita culturale, professionale, sociale. “Un uso consapevole degli strumenti informatici a disposizione, unito a buone abitudini di sicurezza online non danno sicurezza assoluta per se stessi e per chi ci sta vicino. La sicurezza al 100% in informatica non esiste, ma molto si può fare anche con pochi accorgimenti per proteggere i nostri dati e metterci al riparo dai rischi più diffusi. Tenendo un atteggiamento corretto, inoltre, possiamo contribuire tutti a fare della Rete che abitiamo un posto più pulito, più serio, più attendibile. E magari anche un posto dove possiamo sentirci più sicuri”.

CHI SONO LE AUTRICI DI

"La Rete e il fattore C: competenze, conoscenze e consapevolezze"

Flavia Marzano: Informatica, Presidente di Stati Generali dell’Innovazione, docente di Tecnologie per l’Amministrazione Digitale (La Sapienza), consulente per innovazione e sviluppo della Società dell’Informazione e della Conoscenza, valutatore esperto della Commissione Europea, blogger, ideatrice della rete WISTER.

Sonia Montegiove: Analista programmatore e formatrice; fa parte del gruppo di coordinamento del progetto LibreUmbria per l’adozione di software libero in Pubblica Amministrazione; Presidente di LibreItalia. E’ contributor di Tech Economy, Libre Italia, -Software.it.

Emma Pietrafesa: Ricercatrice, comunicatrice, esperta in Relazioni Iinternazionali e management pubblico. Cultrice della materia (Università LUMSA), ricercatrice a contratto non strutturata (INAIL Settore Ricerca). Focus attività di ricerca su impatto ICT e stili di vita, social media, cyberharassment e tematiche di genere.

Nicoletta StaccioliEsperta di tecnologie digitali, da più di 20 anni lavora nell’Information Technology; si occupa di progetti in ambito PA.Volontaria di Informatici Senza Frontiere, nel team nazionale di comunicazione e responsabile per quella del Lazio.

Fernanda Faini: Giurista, responsabile dell’assistenza giuridica in materia di amministrazione digitale e open government presso Regione Toscana, collabora come docente con l’Università di Firenze, dove è cultore della materia Informatica giuridica; collabora con Formez PA.

 

Redazione

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ENERGIA: ENEL ED ENEA FIRMANO INTESA PER TECNOLOGIE INNOVATIVE E FONTI GREEN

 

·       Firmato un protocollo d’intesa per la realizzazione di studi e sperimentazioni di nuove tecnologie applicate alla generazione di energia elettrica

 

Roma, 18 marzo 2014 – Enel ed ENEA hanno siglato un protocollo d’intesa per innovare insieme nel settore delle tecnologie di generazione, in particolare quelle che provengono da fonti rinnovabili. L’accordo prevede una collaborazione nelle tecnologie per l’impiego di combustibili alternativi negli impianti tradizionali, come biomasse e residui vegetali, oltreché nello sviluppo di tecnologie per l’ambiente, il clima e per aumentare la flessibilità di utilizzo delle centrali tradizionali.

 

Un filone di ricerca specifico riguarderà l’ottimizzazione di soluzioni per produrre energia elettrica sfruttando il moto ondoso del mare, mentre un focus particolare sarà dato al fotovoltaico di nuova generazione. Un filone, questo, che vede Enel impegnata con la 3Sun di Catania ed ENEA con il Centro di ricerche di Portici, in provincia di Napoli, il primo in Italia ad aver avviato la ricerca su questa tecnologia già negli anni ‘80.

 

Su questi filoni di ricerca sono stati costituiti due gruppi di lavoro misti Enel-ENEA, con l’obiettivo di definire entro sei mesi un piano di lavoro congiunto dettagliato sui temi d’interesse reciproco. A valle di questa prima fase esplorativa, si passerà ad una seconda fase attuativa delle attività di reciproco interesse.

 

’Lo sviluppo di tecnologie innovative in campo energetico è fondamentale per centrare gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni e gli obiettivi condivisi a livello europeo per il 2020. Ma è anche  una chiave di volta per lo sviluppo, la crescita e la competitività delle aziende del settore con particolare riferimento ai mercati internazionali’’ ha dichiarato il Commissario dell’ENEA, Federico Testa. ‘’Questa duplice chiave di lettura ben si applica all’intesa che vede alleate un player di eccellenza mondiale quale è Enel con ENEA che ha nel suo DNA la ricerca nel settore dell’energia ed è riconosciuta come eccellenza nell'innovazione tecnologica a livello internazionale’’.

 

Ernesto Ciorra, Direttore Funzione Innovazione e Sostenibilità di Enel, ha sottolineato che “per poter innovare oggi è necessario abbracciare ciò che viene sviluppato al di fuori del perimetro aziendale e stringere alleanze strategiche, unendosi ad eccellenze italiane e internazionali e creando un network che rafforzi sinergie e punti di forza distintivi. Enel dispone di numerose risorse e competenze da mettere a fattor comune e integrare con quelle di altri partner, con un’ampia rete di persone, pronte a recepire stimoli esterni con presidi d’innovazione strutturati in più paesi e aree aziendali. Con questo accordo Enel punta a consolidare e rafforzare la strategia di business del Gruppo, da sempre rivolta all'efficienza del parco impianti di generazione e alle fonti rinnovabili. ENEA vanta una grande esperienza in campo energetico e condivide con il Gruppo Enel la continua spinta innovativa. Per questo ENEA è un partner ideale nel percorso di open innovation del Gruppo”.


Lidia Ianuario

ENERGIA: ENEA CON CATERPILLAR, 120 RAGAZZI ‘A SCUOLA DI EFFICIENZA’

 

Distribuito il "Piccolo manuale di Intelligenza energetica"’ su bollette, risparmio, nuove tecnologie 

 

Alunni e professori, tutti insieme a ‘scuola di efficienza energetica e di risparmio’. Succede a Roma, dove in occasione della manifestazione “M’Illumino di meno” promossa da Caterpillar la trasmissione di Radio 2, 120 ragazzi dalle elementari all’università hanno fatto lezione all’ENEA, l’Agenzia per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, punto di riferimento per la promozione e lo sviluppo dell’efficienza energetica. I ragazzi hanno potuto sperimentare tecnologie e strumenti di diagnosi energetica, vedere filmati sull’efficienza e le bollette, visitare ‘virtualmente’ i laboratori ENEA di Ispra dove si lavora alle nuove tecnologie led. Ai ragazzi è stato anche distribuito un piccolo manuale di ‘Intelligenza energetica’con indicazioni su consumi, lotta agli sprechi scaricabile anche su smartphone e tablet.

 

‘’Come ENEA –hanno spiegato gli esperti- abbiamo deciso di contribuire a questa importante iniziativa mettendo a disposizione le nostre tecnologie e il know how sull’efficienza energetica, il risparmio e l’innovazione tecnologica che sono l’obiettivo primario della nostra attività di ricerca e sviluppo’’. La giornata rientra fra le iniziative che ENEA ha proposto al Ministero dello Sviluppo economico per l’attuazione del Piano Triennale di formazione e comunicazione sull’efficienza energetica previsto dal dlgs 102/2014 che recepisce la direttiva europea sul tema.

 

Caterpillar ha coinvolto in una simpatica diretta i ragazzi presenti: gli studenti delle elementari e medie della scuola “Guido Alessi”, del liceo “Lucrezio Caro” e dell’Università “La Sapienza’’ che hanno anche potuto partecipare al test energetico-psicologico . “E tu che lampadina sei?”, realizzato dall’ENEA per spiegare la differenza fra le lampadine tradizionali e i nuovi led. Il test è disponibile sulle pagine Facebook e Twitter di Caterpillar.

Da Station-Based a Free Floating

 

Non amiamo i termini inglesi ad ogni costo, ma vogliamo ricordare la diffferenza tra il "vecchio" sistema Bee e quello nuovo, il free-floating, diventato standard in tutto il mondo: come abbiamo spiegato negli ultimi mesi, il free-floating serve a svincolarsi dalla logica dei Bee Point e dei punti fissi, in modo da laciare liberi i clienti di rilasciare le Bee dove si vuole.

 

Per ragioni logistiche e tecniche, rendiamo possibile il free-floating nelle aree in grigio indicate nella nostra mappa. News: da oggi è in free-floating anche l'area compresa tra Via Piedigrotta e Via Schipa, creando così una zona ancora più ampia nella zona Chaia.

 

  Ricordiamo il numero del servizio clienti: 081 19130138.

NHP SRL - Via Cornelia dei Gracchi n. 28/C – 80126 Napoli

Un operatore è a disposizione 24 h su 24

INDUSTRIA: VITTORIA ITALIANA NELLO SVILUPPO DI MATERIE PRIME STRATEGICHE

 

L’EIT assegna gara a consorzio internazionale con ENEA

Il MISE fra i partner - Fondi per 2 miliardi in 7 anni per creare 10mila posti di lavoro e 50 start up 

 

Doppia vittoria italiana sul fronte della creazione di nuove imprese e occupazione. Il consorzio internazionale “RawMatTERS”, al quale partecipano ENEA con alcune università e industrie nazionali, ha vinto il bando per un progetto europeo da 2 miliardi di euro per creare 50 start up e 10mila posti di lavoro nel settore delle materie prime ‘strategiche’. Inoltre, il polo di riferimento del progetto per il Sud Europa sarà in Italia, presso il Centro Ricerche Casaccia dell’ENEA a Roma.

Il bando è promosso dall’Istituto Europeo per la Tecnologia e l’Innovazione (EIT) e prevede la creazione di una ‘Comunità della conoscenza e dell’innovazione’ (KIC Knowledge and Innovation Community[1]) per migliorare l’estrazione, il riciclo, il riuso e la sostituzione delle materie prime ‘critiche’ quali, ad esempio, terre rare, indio, germanio, magnesio. Il consorzio RawMatTERS è composto da 20 paesi e oltre 100 partner.

Per l’Italia, oltre alla capofila ENEA, sono coinvolti Trento Rise, ASTER, Marangoni, le Università di Padova e di Milano Bicocca e, come partner associati, Pirelli Tyre, Politecnico di Milano; Zanardi Fonderie, più 16 partner a progetto, principalmente PMI di Italia, Spagna e Malta, più 15 partner di supporto fra i quali Unioncamere, Regioni Lazio e Lombardia e il Ministero dello Sviluppo Economico. Le attività partiranno da gennaio 2016 per una durata di sette anni, fino al 2022.

 

‘’E’ una vittoria per il sistema Paese e dell’ENEA che è riuscita a mettere insieme tutti i principali attori italiani intorno a un progetto strategico per la ricerca e l’innovazione applicate all’industria manifatturiera’’ ha dichiarato il Commissario dell’ENEA Federico Testa – “Ci sono voluti due anni di lavoro, per i quali ringrazio i nostri funzionari e i ricercatori, per arrivare a questo risultato che consolida l’eccellenza ENEA nel binomio ricerca-industria’’. “Nello specifico, la KIC non finanzierà attività di ricerca in senso stretto, bensì la valorizzazione delle ricerche pregresse, in forma di nuove concrete iniziative di business compreso lo sviluppo delle nuove professionalità ad esse necessarie” spiega Marco Vittori, responsabile dell’Unità Tecnologia dei Materiali dell’ENEA, che ha curato il progetto insieme all’Ufficio di Bruxelles dell’Agenzia. Nella scienza e tecnologia dei materiali, l’ENEA è impegnata principalmente nella ricerca applicata alla realizzazione di nuovi materiali e di nuovi componenti. Riguardo alla KIC ‘materie prime critiche’, le attività si baseranno su competenze sviluppate grazie a finanziamenti regionali, nazionali ed europei, ad esempio nel recupero di metalli preziosi da prodotti ad alto valore aggiunto (display, lampade, schede elettroniche), la sostituzione delle materie prime critiche incorporate nei prodotti elettronici e del settore illuminotecnico, il recupero di terre rare dai magneti permanenti utilizzati in hard disk ed altri prodotti elettronici, la progettazione e realizzazione di nuovi prodotti che riducono o annullano l’utilizzo di materie prime critiche (OLED, celle solari).

 

Le materie prime strategiche sono essenziali per produrre beni diffusi quali telefoni cellulari, cavi di fibre ottiche, celle fotovoltaiche. Le terre rare, ad esempio, servono per realizzare le turbine eoliche, il germanio per i rivelatori all’infrarosso, il magnesio per le leghe leggere in alluminio. Tuttavia, a fronte di una domanda in forte crescita, l’approvvigionamento sta diventando problematico a causa della concentrazione dell’offerta da pochissimi paesi: Cina[2], Russia, Repubblica democratica del Congo e Brasile; a ciò si aggiungono il basso grado di sostituibilità e i tassi ridotti di riciclaggio. Già nel 2010 la Commissione europea aveva segnalato l’esigenza di interventi e individuato 14 materie prime “strategiche”: antimonio, berillio, cobalto, spatofluoro, gallio, germanio, grafite, indio, magnesio, niobio, platinoidi, terre rare, tantalio e tungsteno. E nel maggio scorso la lista è stata portata a 20.

 

Per approfondimenti sulle "Materie prime critiche" vedi articoli pubblicati sulla rivista ENEA "Energia, Ambiente e Innovazione", consultabili al seguenti link: http://titano.sede.enea.it/Stampa/Files/cs2014/Articoli-materie-prime-EAI.pdf

 Per maggiori informazioni vedi il video al seguente link: http://webtv.enea.it/Members/webtvadmin/videos/interv-marco-vittori.mpg/view

Conferenza nazionale
Nuove ricette per (com)battere la crisi


Organizzato da Legambiente, Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club, in partenariato con Cobat, il VII Forum QualEnergia? ha visto incontri con esperti di settore, giornalisti specializzati e docenti universitari.
Un’occasione di confronto tra istituzioni, mondo della ricerca e aziende sui temi della sostenibilità e delle fonti rinnovabili.

Tra gli argomenti affrontati: "La Cina è più vicina (ai tagli dei gas serra)", “Le nuove politiche energetiche”, "La sfida energetica nel nostro futuro", "La rivoluzione energetica in atto: opportunità per le imprese", “Tecnologie digitali trasformano l'energia, la mobilità, la manifattura", "La riqualificazione edilizia e la rigenerazione urbana". In programma inoltre il Workshop "Investire nel parco fotovoltaico italiano esistente".

Roma - Auditorium dell'Ara Pacis, Via di Ripetta 190
26-27-28 novembre 2014


Info e programma: http://www.forumqualenergia.it
forum@lanuovaecologia.it

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La Redazione

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PROGETTO ITER: LA RICERCA SULLA FUSIONE PER LA COMPETIVITÀ E LO SVILUPPO INDUSTRIALE

 

ENERGIA: Dalla ricerca sulla fusione contratti per 900MLN a imprese italiane

Seminario ENEA-Confindustria Lombardia sul progetto internazionale ITER Milano

 

Nella ricerca sulla fusione l’Italia è tra i primi paesi al mondo per eccellenza dei risultati e capacità di realizzazione, con rilevanti benefici in termini di innovazione, sviluppo e di ricadute economiche. Negli ultimi tre anni, le imprese italiane hanno vinto contratti per oltre 900 milioni di euro, quasi il 60% del valore delle commesse europee per la produzione della componentistica ad alta tecnologia relativa al progetto internazionale di ricerca sulla fusione ITER, coordinato per l’Italia da ENEA nei laboratori del Centro di Frascati.

È quanto è emerso in occasione del seminario “ITER, la via verso la competitività globale attraverso la fusione Europea”, organizzato a Milano da ENEA in collaborazione con Confindustria Lombardia per fare il punto sui progressi della ricerca nella fusione e rafforzare l’importanza del trasferimento tecnologico alle imprese per lo sviluppo e la competitività del Sistema Italia.

Al seminario, promosso nell’ambito degli eventi del semestre di Presidenza Ue, hanno partecipato alcuni dei maggiori esponenti della ricerca sulla fusione, fra i quali Jerome Pamela, Direttore di ITER France e Aldo Pizzuto, Responsabile Unità Tecnica Fusione dell’ENEA, e delle imprese coinvolte, quali Marianna Ginola di Simic, Roberto Adinolfi di Ansaldo Nucleare, Vincenzo Giori di ASG Superconductors e Markus Kind di R-Kind (Germania).

Sono oltre 500 le industrie italiane che guardano con interesse a questa impresa. L’Ansaldo Nucleare (di Genova), l’ASG superconductors (di Genova), la SIMIC (di Cuneo) e la Walter Tosto (di Chieti), la Mangiarotti (di Sedegliano) sono alcune fra imprese di grandi dimensioni che si sono aggiudicate gare per centinaia di milioni di euro per la costruzione della camera da vuoto, il cuore del progetto ITER, e di altri importanti componenti, come le bobine superconduttrici ed i divertori.

Ma anche altre imprese di dimensioni più piccole sono riuscite ad aggiudicarsi gare per alcune per decine di milioni di euro, come la Tratos (di Arezzo), la OCEM (di Bologna), la Criotec (di Chivasso), la Delta-Ti Impianti (di Rivoli), la Zanon (di Schio), la CECOM (di Roma) e l’Angelantoni Test Technologies (di Perugia).

“ITER è un progetto strategico per lo sviluppo scientifico, tecnologico e per la competitività del sistema industriale europeo e nazionale; la sua principale caratteristica è di essere fortemente incentrato sulla collaborazione e le sinergie fra ricerca e industria - ha affermato il Commissario dell’ENEA Federico Testa. – L’ENEA ha maturato un’eccellenza indiscussa in questo campo e intende rafforzare ulteriormente l’impegno nel trasferimento di tecnologie innovativo alle imprese, consolidando la leadership di quelle già affermate e offrendo opportunità anche alle realtà di dimensioni più piccole’’.

“Il progetto ITER rappresenta un nuovo approccio per il settore dell’energia – spiega Alberto Ribolla, presidente di Confindustria Lombardiae negli anni a venire ci accorgeremo dei suoi benefici: grazie a ITER sarà infatti possibile produrre energia pulita e a bassissimo costo. Sarà una rivoluzione per questo settore così come lo è stato Internet per la comunicazione e al pari di quella inaugurata da Elon Musk attraverso la condivisione dei brevetti di Tesla in open source”.Ci tengo a sottolineare – aggiunge Alberto Ribolla – che con l’aggiudicazione di quasi il 60% del valore delle commesse europee per la fase di produzione della componentistica, le aziende italiane confermano di essere all’altezza delle sfide globali. Così come nel caso della missione aerospaziale Rosetta, anche questo grande progetto ha alle spalle tecnologie e know-how italiani e questo ci rende orgogliosi e fiduciosi per il futuro della nostra industria” ha concluso il presidente di Confindustria Lombardia. La ricerca sulla fusione nucleare ha come obiettivo di arrivare ad una fonte di fonte di energia rinnovabile, sicura, praticamente inesauribile, economicamente competitiva e in grado di ridurre l’utilizzo dei combustibili fossili.

La prospettiva è quella di sfruttare l’enorme quantitativo di energia rilasciata nelle reazioni di fusione nucleare, nella quale nuclei di atomi leggeri, ad esempio di idrogeno, fondono per dar luogo a nuclei più pesanti, riproducendo il meccanismo fisico che alimenta le stelle. fusione00014.JPGL’Europa ha conquistato la leadership mondiale nel settore, attraverso la costruzione e lo sfruttamento scientifico e tecnologico di diverse macchine sperimentali nell’ambito del programma europeo sulla fusione e del progetto ITER, che vede tutta l’Unione europea insieme alla Svizzera collaborare all’interno del Consorzio EUROfusion[1].

ITER, uno dei progetti più grandi e complessi in via di realizzazione a livello mondiale, è in costruzione nel sud della Francia, a Cadarache, dove ha già sede l’organizzazione mondiale “ITER Organization” istituita per la sua realizzazione e composta da Unione europea, Stati Uniti, Cina, Giappone, Corea del Sud, India e Federazione Russa.

L’Italia è parte rilevante di questo programma ed ha conquistato un livello di eccellenza riconosciuto nella comunità scientifica internazionale. Il Centro ENEA di Frascatisin dagli anni ‘50 si è attestato come riferimento di eccellenza mondiale nella ricerca sulla fusione, grazie all’attività scientifica per lo studio dei plasmi a confinamento magnetico condotta sulle macchine Frascati Tokamak (FT) e Frascati Tokamak Upgrade (FTU), oltre all’impianto ABC per lo studio dell’interazione luce laser-plasma, la tecnologia alternativa al confinamento magnetico. Il 12 novembre scorso Bill Gates, accompagnato dallo scienziato Lowell Wood, ha visitato i laboratori dell’Unità Tecnica Fusione del Centro ricerche di Frascati, apprezzandone l’altissimo livello.

Negli ultimi 20 anni l’Unità Fusione ha depositato 50 brevetti con applicazioni in altri settori. Significative le ricadute per lo sviluppo e la competitività delle industrie nazionali attraverso il trasferimento tecnologico. L’ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, è la seconda maggiore istituzione nazionale per la ricerca, - la prima per la ricerca applicata - con 11 centri di ricerca sul territorio nazionale e circa 2700 dipendenti. Le sue attività riguardano, oltre alla fusione nucleare, l’efficienza energetica, le fonti rinnovabili, l’ambiente e il clima, la sicurezza e la salute, le nuove tecnologie e la ricerca di sistema elettrico.

Per approfondimenti vedi VIDEO:

http://webtv.enea.it/Members/webtvadmin/videos/fusionewebtv.mpg https://www.youtube.com/watch?v=DNjaLesnHZg&feature=youtu.be http://webtv.enea.it/Members/webtvadmin/videos/raffreddamento-fusione-litio.mpg/vie

Link opuscolo informativo su Fusione:

http://www.enea.it/it/enea_informa/documenti/lenea-e-le-sue-attivita/ricerca-fusione.pdf

 

 

Redazione

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Altre 10 Bee per me … posson bastare!

Bee, il primo car sharing elettrico a zero emissioni d'Italia, a partire da domani, Giovedì 13 novembre, sarà ancora più capillare ed efficace. Abbiamo, infatti, aggiunto alla flotta altre 10 vetture, per darti ancora più libertà di movimento!

Nuovo numero per assistenza: 08119130138

Abbiamo già attivato il nuovo numero per l’assistenza telefonica, mentre Il vecchio numero verde resterà in funzione solo per pochi giorni.

Quindi, per prenotare, chiedere assistenza o semplicemente per informazioni, ci potrai chiamare H24, al costo di una chiamata urbana (secondo il tuo profilo tariffario) allo 08119130138!

Aggiungi Contatto e parti in Bee!

Ti ricordiamo le novità di Bee 2.0!

 

 

- Free Floating!
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- Controlla i Bee Point ancora attivi!

Il Free Floating!
Si tratta di un concetto innovativo: oltre alla libertà di poter circolare nelle ZTL, grazie al nuovo software ed alle recenti delibere Comunali, potrai parcheggiare gratuitamente le Bee sulle strisce blu all’interno delle aree di Free Floating (Centro, Vomero e Fuorigrotta), oltre ad utilizzare i Bee Point ancora attivi.

La Prenotazione!

Vai su prenota.bee.it, inserisci e-mail e password nel riquadro LOGIN e troverai le auto visualizzate sulla mappa con indicato il loro stato (disponibile, occupata, prenotata, scarica ed in manutenzione). Puoi prenotare l’auto più comoda per te, che potrai prelevare entro mezz’ora dalla prenotazione, senza costi aggiuntivi e senza l’obbligo di comunicare la destinazione, il tempo ed i km da percorrere. Basta un Click!
Oppure chiama allo 08119130138, un operatore è a tua disposizione: identificati e comunica dove ti trovi (o nelle vicinanze di quale località cerchi un veicolo), l’operatore ti dirà dove prelevare la vettura più vicina. Da quel momento hai 30 minuti di tempo per usufruire della prenotazione.

Se trovi una BEE per strada o in un Bee Point con la luce verde accesa e la scritta “disponibile” sul computer di bordo, puoi prenderla, senza prenotarla, semplicemente passando la tua Bee Card sul lettore. Quando la scritta sul display ti comunicherà che la macchina è in corsa e il led luminoso diventerà rosso, puoi mettere in moto e partire!


In omaggio per tutti gli utenti abbonati prima del 27 ottobre 2014 2 mesi di estensione dell’abbonamento e mezz’ora di corsa gratis!

Cosa aspetti a ri-provare Bee !!!

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ENERGIA: TECNOLOGIA ENEA PER RECUPERARE MATERIALI PREZIOSI DAI RIFIUTI
A ECOMONDO ANCHE IL MINI-COMPOSTATORE PER COMUNITA'


Recuperare materiali preziosi, tra cui oro e argento, da rifiuti di apparecchiature elettriche ed  elettroniche,  computer, cellulari, batterie al litio,  pannelli fotovoltaici; adesso è possibile grazie a ROMEO (Recovery Of MEtals by hydrOmetallurgy), una tecnologia brevettata dall’ENEA, che è stata presentata a Ecomondo, la manifestazione dedicata alla green economy che si apre domani a  Rimini. (Video disponibile al link riportato in calce)

 

Presso lo stand dell’Agenzia per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile vi era anche ASTRO, un progetto che consente di produrre in loco compost dai rifiuti organici di piccole comunità, quali condomini, mense, hotel. Il “compostatore collettivo” è stato già sperimentato con successo per i rifiuti della mensa del Centro di Ricerche ENEA di Casaccia. (Video disponibile al link riportato in calce) La tecnologia per il compost si integra con il sistema per il monitoraggio ambientale dei processi di compostaggio dei fanghi di depurazione, sia per quanto riguarda la gestione ottimale del ciclo di trattamento con analisi ambientali e valutazioni tecnico-economiche sia per l’individuazione dei loro possibili utilizzi.


Fra le iniziative c’era anche SINERGIA, il progetto europeo PMI coordinato dall’ENEA per il miglioramento dell’efficienza energetica, attraverso interventi di trasferimento tecnologico e la  riduzione dei consumi. Un’apposita piattaforma web permetterà alle aziende di effettuare il proprio check up energetico, verificando i propri consumi e identificando gli interventi necessari per migliorare l’efficienza e  utilizzare fonti  rinnovabili.


Fra i progetti di Green Economy presentati dall’ENEA, anche  la micro car da città SPAZIA,  dotata di un piccolo sistema di accumulo con batterie al litio, capace di viaggiare in modalità tradizionale, elettrica e ibrida e il “Progetto Egadi” per il turismo sostenibile, un progetto che nasce da un mix di soluzioni tecnologiche per gestire in maniera sostenibile i servizi ai cittadini – acqua, rifiuti, etc. - coinvolgendo le attività turistiche, coniugando le esigenze di una piccola comunità con l’impatto del turismo  nei mesi estivi.

 

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Link ai video:
"Alla ricerca dell'oro nei vecchi computer" sul recupero di materiali preziosi dai RAEE  
"Astro, il compostaggio di comunità"
Mobilità sostenibile

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È ibrida, è elettrica, è “SPAZIA”, il prototipo di micro vettura dell’ENEA

 

L’ENEA al salone della mobilità per la sostenibilità di Rimini, la manifestazione che propone le soluzioni tecnologiche più avanzate per la mobilità, momento d’incontro tra ricerca e industria dell'auto, presenta “SPAZIA” equipaggiata con batteria ad alte prestazioni, doppio motore (elettrico e termico), ed è in grado di viaggiare in modalità tradizionale, ibrida o solo elettrica.

Maggiore efficienza energetica e riduzione dell’impatto ambientale per la mobilità sono alla base delle attività di ricerca dell’ENEA presentate a Rimini, ed in particolare: - i sistemi di accumulo dell’energia elettrica, con moduli prototipali di batterie Li-Io “intelligenti”, dotati cioè di capacità di bilanciamento elettrico delle celle e di gestione autonoma della temperatura.

Grazie al raffreddamento attivo, questi moduli si sono dimostrati particolarmente adatti all’applicazione del concetto di fast-charge, per la capacità di accettazione di carica a correnti molto elevate, dell’ordine delle centinaia di Ampere. - l’ottimizzazione dei sistemi di ricarica veloce. In questo ambito l’ENEA ha sviluppato, oltre ai sistemi di accumulo elettrico sopra descritti, una linea di autobus innovativi a trazione elettrica in un progetto gestito da BredaMenarini, come responsabile dello sviluppo della Stazione di Ricarica elettrica da 300 kW - sistemi intelligenti ICT e Sistemi di trasporto intelligenti riguardanti la stima georeferenziata dei consumi e delle emissioni di dei veicoli circolanti; la previsione del traffico su orizzonti temporali a breve.

Per maggiori informazioni vedi video: Mobilità sostenibile E link al sito ENEA: http://www.enea.it/it/Ricerca_sviluppo/ricerca-sistema-elettrico/efficienza-nellelettromobilita

 

Riciclo batterie al litio:

Italia all’avanguardia con il progetto Cobat-CNR

 

Affidato all’Istituto di chimica dei composti organometallici del CNR, in collaborazione

con il Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo, uno studio sul recupero delle batterie

più usate per smartphone e auto elettriche

 

Il riciclo delle batterie al litio parte dall’Italia. Ad accogliere questa sfida saranno infatti l’ICCOM, l’Istituto di chimica dei composti organometallici del CNR, e Cobat, Consorzio Nazionale per la Raccolta e il Riciclo, che da oltre 25 anni è leader nel settore del recupero di pile e accumulatori. L’obiettivo è trovare una tecnologia affidabile ed ecosostenibile per il trattamento di questa ormai diffusissima tipologia di batterie, presente nei dispositivi di elettronica portatile (smartphone, tablet, pc) e nelle auto elettriche.

 

L’assegnazione del progetto ai ricercatori dell’ICCOM - sottoscritta oggi da Giancarlo Morandi, presidente di Cobat, e da Maurizio Peruzzini, direttore di ICCOM, alla presenza del presidente del CNR Luigi Nicolais - è il primo passo concreto dell’accordo quadro di durata triennale siglato a maggio 2014 dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e da Cobat. Il Consorzio ha affidato ufficialmente all’Istituto uno studio di fattibilità per individuare un processo di trattamento e riciclo degli accumulatori al litio esausti e quindi recuperare i metalli e i componenti contenuti. Si tratta di batterie estremamente delicate, il cui elemento base è altamente infiammabile, in particolar modo in presenza di acqua.

 

Vogliamo dare una risposta oggi alla sfida ambientale del futuro – ha dichiarato Giancarlo Morandi, presidente di CobatDal 2001 al 2013 l’uso di batterie al litio è quasi decuplicato. Tutti noi le abbiamo in tasca, dentro i nostri smartphone. E le avremo sempre di più nelle nostre auto, visto che alimentano le vetture ibride ed elettriche, e in generale nei sistemi di accumulo di energia. Eppure, al mondo, non esiste ancora un sistema sicuro per riciclare questo tipo di batterie. I prodotti di oggi sono i rifiuti di domani. Quello che vogliamo fare è trasformarli in risorse. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo abbiamo chiesto aiuto a un’eccellenza della ricerca, il CNR, mettendo a loro disposizione gli indispensabili finanziamenti e, soprattutto, la nostra lunga esperienza nel settore”.

 

Il direttore dell’ICCOM Maurizio Peruzzini e il responsabile scientifico del progetto Francesco Vizza, Dirigente di Ricerca dello stesso istituto, esprimono grande soddisfazione per il coinvolgimento dell’ICCOM in questo progetto che vede il CNR ed un importante consorzio come Cobat uniti in un significativo percorso che coniugherà ricerca scientifica col trasferimento di conoscenza finalizzato a creare nuove opportunità di sviluppo industriale per il paese.

 

 

Roma, 30 ottobre 2014

 


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Il Serming riqualifica la propria sede "Arsenale della Pace" insieme a Banca Prossima (Gruppo Intesa Sanpaolo) e Federesco per la sostenibilità ambientale




La conferenza stampa di presentazione del progetto si è tenuta presso il Sermig 

“Arsenale della Pace” Piazza Borgo Dora, 61 a Torino, il 16 ottobre 2014 alle ore 11:00. 


Il Sermig (Servizio Missionario Giovani) ha avviato un progetto di riqualificazione energetica della propria sede nel complesso “Arsenale della Pace” che raccoglie otto grandi edifici, su una superficie totale di 25.000 mq, ed è situato nel centro storico di Torino in Piazza Borgo Dora. 


Il Sermig (Servizio Missionario Giovani) è una casa aperta che accoglie le persone in 

difficoltà, bisognose di cure, di casa e di lavoro; è una casa per i giovani, un laboratorio di idee, un luogo di incontro, cultura, dialogo e formazione, da sempre attento anche ai temi della sostenibilità etica e ambientale per “consumare meno, ridurre gli sprechi, rinunciare ai consumi superflui”. 

Questi in sintesi gli obiettivi del progetto:


- Realizzare una maggiore efficienza energetica dell’intero complesso Arsenale della Pace 

- Contenere i consumi di energia e di conseguenza abbassare i costi liberando risorse per sostenere e incrementare i progetti e gli interventi di accoglienza e di formazione in corso di realizzazione 

- Migliorare il comfort degli ambienti interni 

- Ottimizzare la gestione dei servizi energetici 

- Ridurre le emissioni inquinanti e il conseguente impatto ambientale. 


Il tutto nasce nell’ottica che caratterizza da sempre l’operato del Sermig: “fare bene il bene”


L’iniziativa di Sermig è un esempio di come le azioni orientate al risparmio energetico 

portino evidenti e misurabili benefici in termini di sviluppo dell’edilizia sostenibile e 

consistenti ricadute occupazionali per le imprese del territorio. 

Il progetto è nato anche grazie a un’iniziativa promossa da Banca Prossima (la banca del Gruppo Intesa Sanpaolo dedicata al non profit) con il supporto del GSE (Gestore dei Servizi Energetici), delle Energy Service Companies (ESCo) e di Federesco e che  consente alle organizzazioni non profit di accedere più facilmente al credito per realizzare interventi di efficientamento energetico. All’interno di questo programma, Banca Prossima ha concesso a Sermig un mutuo a durata variabile, le cui rate non pesano  sull’organizzazione, perché il loro importo viene ammortizzato dai risparmi ottenuti sui consumi di energia. Il partner coinvolto nel progetto, oltre a Banca Prossima, è Federesco (Federazione delle Energy Service Company italiane) che ha selezionato tra i suoi Associati JPE2010 ESCo (Società di Servizi Energetici Torinese) per la progettazione e lo sviluppo degli interventi di efficientamento energetico. JPE2010 ESCo è una realtà particolare che nasce come progetto di rete di imprese (gruppo consortile) con l’intento di raccogliere PMI del territorio intorno ad un importante progetto di sviluppo nel settore della green economy e dell’efficienza energetica. JPE2010 è promosso da API CONFIMI Torino e risponde ai  requisiti professionali richiesti dalle norme UNI CEI 11352:2014 e DM MATTM 07/03/2012.

 

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Interventi di efficienza energetica: oltre 355.000 pratiche di detrazione fiscale del 65% nel 2013

 

Con il 30 settembre sono scaduti i termini per l’invio della documentazione per usufruire delle detrazioni fiscali del 65% per l’anno 2013 da parte di coloro che hanno effettuato interventi di efficienza energetica nelle loro abitazioni.

L’ENEA, soggetto incaricato dalla legge  per l’invio della  documentazione obbligatoria per fruire delle detrazioni e che svolge anche un ruolo di assistenza tecnica agli utenti, da una prima lettura  dei dati raccolti attraverso il sito http://finanziaria2013.enea.it riscontra un significativo aumento degli interventi di riqualificazione energetica rispetto all’anno precedente. 

Il numero delle pratiche inviate supera i 355.000, con un aumento di circa il 35% rispetto al 2012. Altrettanto positivi i risultati in termini sia di risparmio energetico, con un incremento del 25% circa rispetto all’anno precedente, sia di investimenti, che raggiungendo quasi i 3,5 miliardi di euro evidenziano un aumento di circa il 20%. Da queste prime anticipazioni sembra evidenziarsi l’efficacia dell’innalzamento dell’aliquota incentivante dal 55% al 65%, e ciò risulta ancora più significativo in un contesto di crisi economica del settore dell’edilizia.

Secondo il quadro normativo attuale (Legge 147 del 27.12.2013) le detrazioni fiscali introdotte dalla Legge Finanziaria 2007, fin da allora gestite dall’ENEA, prevedono un’aliquota incentivante del 65% che andrà in scadenza al 31.12.2014 per interventi su singole unità immobiliari e al 30.06.2015 per interventi su parti comuni degli edifici condominiali, per poi essere progressivamente ridotta al 50%.

 

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Da oggi a Roma i primi taxi d'Italia 100% elettrici, primo passo verso l'era della mobilità green

 

URI, 3570 e Nissan hanno presentato le prime vetture a impatto 0. Presto la sperimentazione coinvolgerà anche Firenze, Milano e altre città italiane

 

Oggi Roma ha fatto il primo passo verso l'era della mobilità sostenibile. URI, 3570 e Nissan hanno presentato nel corso di una conferenza stampa i primi due taxi 100% elettrici, unici in Italia, e il camper per la ricarica mobile, unico al mondo. Sono intervenuti all'evento Loreno Bittarelli, Presidente URI (Unione Radiotaxi d'Italia) e Cooperativa Taxi 3570, Bruno Mattucci, Amministratore Delegato di Nissan Italia e Giovanna Rossi, Direzione Generale per lo Sviluppo Sostenibile, il Clima e l'Energia - Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. 

 

Questa iniziativa si inserisce all'interno di "Via col verde", l'ambizioso progetto per la mobilità sostenibile lanciato da URI nel 2012, per fornire una risposta alle preoccupazioni sempre maggiori degli italiani circa l'inquinamento della propria città. Secondo un'indagine promossa dal URI che ha coinvolto sia utenti di taxi, sia non utenti, il 71% degli intervistati ritiene che la propria città sia molto o abbastanza inquinata, e l'80% giudica in modo positivo l'utilizzo di taxi elettrici, costituendo un notevole un vantaggio ecologico e ambientale. I taxi presentati oggi, due Nissan Leaf, sono 100% elettrici, non emettono CO2, e sono a bassissimo impatto ambientale, essendo prodotti per il 99% da materiali recuperabili e oltre il 60% della plastica utilizzata per gli interni è ricavato da materiali riciclati. La Capitale farà da apripista al progetto, nei prossimi mesi, infatti, arriveranno i primi taxi elettrici anche a Firenze, subi to seguita da Milano, anche in vista dell'EXPO 2015.

"Questo per noi non è certo un punto di arrivo, ma il primo passo verso una mobilità veramente sostenibile e una Roma sempre più green. - Ha commentato con orgoglio Loreno Bittarelli. - Attualmente, però, nella Capitale sono presenti poche colonnine per la ricarica, e non tutti i tassisti hanno un proprio box nel quale ricaricare la vettura. Abbiamo, quindi, previsto un'unità mobile per la ricarica dei taxi che in 20 minuti consente di ripristinare l'80% della carica. Questo camper, unico al mondo, utilizza l'energia fotovoltaica prodotta grazie ai pannelli istallati nella nostra sede."

"Il concetto di sostenibilità ambientale ha un ruolo molto importante nei nostri progetti di ricerca e sviluppo. - Ha commentato Bruno Mattucci. - Da oggi, Roma si unisce alle altre capitali mondiali che hanno già avviato progetti di questo tipo e dove noi siamo presenti. Con questa iniziativa vogliamo dimostrare che la mobilità sostenibile, addirittura con 0 emissioni di CO2, non è qualcosa di futuristico ed astratto, ma un progetto concreto, attuabile già da oggi e che può essere esteso a chiunque."

"L'innovazione è il filo conduttore delle politiche del nostro Ministero e siamo da sempre molto attenti alle novità. - Ha dichiarato Giovanna Rossi. - La tecnologia ha, ormai, pervaso ogni aspetto della nostra vita, e parlare di mobilità sostenibile non è solo una necessità per adeguarsi alle direttive e alle normative della Comunità Europea, ma una naturale evoluzione del concetto stesso. Il Ministero dell'Ambiente Italiano in questo senso è stato una sorta di pioniere, iniziando ad affrontare questi temi già oltre 10 anni fa, e progetti come quelli di oggi non possono che farci piacere, oltre a fornire un'ulteriore conferma del fatto che questa istituzione abbia già da anni intrapreso la giusta direzione."

L'avvento dei nuovi taxi elettrici è stato accolto di buon grado anche dai tassisti, come confermato da Marco, uno dei due autisti alla guida delle vetture elettriche: "Sono lieto che sia questo il futuro, la guida è molto più confortevole e meno faticosa, e il motore è incredibilmente silenzioso. La Nissan nei giorni scorsi ci ha fatto una formazione adeguata a questo tipo di macchine, spiegandoci come ottimizzare le prestazioni. Anche i clienti, a parità di servizio, preferiscono i taxi elettrici."

 

 

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Notte Europea dei ricercatori 2014

 

L’ENEA ha aperto i Centri Ricerche di Casaccia e di Frascati al notte del  26 settembre 2014

La manifestazione Notte Europea dei Ricercatori 2014,  promossa dalla Commissione Europea con l’obiettivo di avvicinare i cittadini e soprattutto i giovani al mondo della ricerca, si è tenuta venerdì 26 settembre, e quest’anno ha avuto come tema la sostenibilità.

L’ENEA, che opera a supporto del mondo produttivo nazionale per il trasferimento dei risultati delle attività di ricerca e sviluppo in un’ottica di sviluppo economico sostenibile, ha partecipato alla manifestazione aprendo le porte al pubblico dei suoi Centri di ricerca laziali di Casaccia e Frascati, facendo scendere in campo i suoi ricercatori ad illustrare le loro attività ed il funzionamento degli impianti.  Presso questi Centri i visitatori hanno l’opportunità di conoscere le eccellenze della ricerca italiana nei settori delle tecnologie energetiche  per la riduzione delle emissioni e della dipendenza dalle fonti fossili, dell’efficienza energetica, delle biotecnologie, delle tecnologie per il sistema agroindustriale, dell’informatica, ecc. 

Il Centro di Casaccia ha organizzato diverse visite guidate agli impianti ad alta tecnologia, ed in particolare: ZECOMIX l’impianto sperimentale per la cattura e lo stoccaggio  della CO2; l’impianto per il solare termodinamico; le grandi  “tavole vibranti” che simulano i terremoti; gli innovativi impianti di climatizzazione installati presso la Casa Intelligente; il  reattore nucleare di ricerca TRIGA; la Serra a contenimento per gli studi di biofarmaceutica con il suo impianto di raffrescamento Solar Cooling; l’impianto MICROBO per lo studio dei fenomeni di ebollizione in assenza di gravità; lo Smart Village Casaccia e uno spazio dedicato alle attività di ricerca sull’evoluzione climatica del pianeta condotte in Antartide. Sono state programmate anche delle “pillole di scienza”, cioè dei brevi incontri con i ricercatori su specifiche tematiche di ricerca scientifica.

Presso il Centro di Frascati i visitatori hanno seguito diversi percorsi guidati e visitato: il Tokamak FTU, acronimo di “Frascati Tokamak Upgrade”, la grande macchina sperimentale per la fusione nucleare a confinamento magnetico; il laboratorio Laser ABC dove vengono condotti studi sulla fusione a confinamento inerziale; i laboratori dove si tengono esperimenti sulla superconduttività ed esperimenti di ottica; l’esposizione delle tecnologie per la scansione laser 3D utilizzati per lo studio e la salvaguardia delle opere d'arte; il Museo di informatica, dove viene ripercorsa la storia dell’informatica in ENEA, dai primi calcolatori analogici all’attuale supercalcolatore CRESCO 4.

 

La Notte dei Ricercatori si svolge nell’ambito del progetto promosso dalla Commissione Europea DREAMS “Quando i sogni diventano realtà, coordinato da Frascati Scienza, e ha visto in programma centinaia di eventi in tutta Italia dal 22 al 26 Settembre per promuovere la scienza e il ruolo dei ricercatori, ed è rivolto ad un pubblico di tutte le età.

 

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COMUNICATO STAMPA del 13.09.2014 

 

Analisi e proposte della RCCSB per la convention "Il Patto dei Sindaci 2.0 per una smart city” (Napoli, 12.09.2014) 

 

La Rete Campana per la Civiltà del Sole e della Biodiversità (RCCSB) ha partecipato – in qualità di organizzazione non governativa – alla Convention “Il patto dei Sindaci 2.0 per una smart city” organizzata da “Alleanza per il Clima” e che si è tenuta a Napoli (Castel dell’Ovo, 12.09.2014). In tale prestigiosa sede internazionale la RCCSB ha portato il suo qualificato contributo al dibattito su come fronteggiare – a vari livelli - i cambiamenti climatici, in particolar modo attraverso un radicale mutamento del modello di sviluppo ed il conseguente passaggio alle fonti energetiche non fossili rinnovabili ed ecologicamente sostenibili.

Nel suo documento, la rete associativa presieduta da Antonio D’Acunto (primo firmatario della Legge Popolare su “Cultura e diffusione dell’energia solare in Campania”, unanimemente approvata dal Consiglio regionale della Campania come L.R. n.1/2013) ha sottolineato la propria contrarietà ad una strategia che, progressivamente, sta trasformando la lotta ai cambiamenti climatici (con le scelte nette e radicali che essa comporta) nel mero perseguimento di  provvedimenti tecnologico-burocratico-finanziari, che si fondano su concetti equivoci e poco condivisibili, quali “adattamento” e “mitigazione”.

“Contrasto e adattamento sono due strategia alternative – ha ribadito Ermete Ferraro nel suo intervento, a nome del Direttivo della RCCSB – per cui è necessario che gli Stati, le Regioni e le Amministrazioni locali adottino provvedimenti seri, mirati ed efficaci, anziché accontentarsi di “gestire” la gravissima crisi ecologica che minaccia il nostro Pianeta, non intaccandone le cause strutturali.”

In tal senso, la RCCSB rilancia la centralità della legge regionale della Campania – ottenuta con un movimento dal basso – e l’importanza dei provvedimenti che ha già suggerito da tempo ad una inadempiente Regione e ad un’Amministrazione Comunale favorevole sì, ma finora poco recettiva. Si tratta principalmente delle “Linee Guida” per la redazione dei PESC (Piani Energetici Solari Comunali) – un fondamentale strumento che restituisce alle comunità locali un protagonismi in materia di risorse energetiche – e dell’innovativo progetto “Dalle Ecoballe alle Piramidi del Sole”, che dovrebbe trasformare il sito di stoccaggio di Giugliano in un grande impianto per la produzione di energia solare, bonificando il territorio e valorizzandolo notevolmente.

Su questi punti la RCCSB ha chiesto risposte chiare alle autorità presenti e, al tempo stesso, ha sollecitato un percorso di mobilitazione collettiva dal basso contro i cambiamenti climatici, affiancando le amministrazioni locali e le regioni per spingerli a contrastarli sempre più, invece che ad adattarvisi.

 

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Da venerdì 29 agosto attive due nuove postazioni a Porta est e Porta sud

Milano, 28 agosto 2014 – Un mezzo in più per raggiungere Rho Fiera, in modo pratico e green con «e-vai», il primo servizio di car sharing ecologico diffuso su scala regionale e integrato con il servizio ferroviario Trenord. Da venerdì 29 agosto presso il polo fieristico saranno attive due nuove postazioni «e-vai», dove i viaggiatori potranno ritirare e parcheggiare le vetture ecologiche.

Grazie alle due nuove postazioni, collocate presso Porta est e Porta sud con rispettivamente quattro e due stalli di sosta, il car sharing «e-vai» mette in collegamento il polo di Rho Fiera con tutta la Lombardia. Sono infatti oltre 60 le postazioni «e-vai» in tutta la regione, collocate nei luoghi strategici, come gli aeroporti di Milano Linate, Malpensa e Orio al Serio, la città di Milano, stazioni, ospedali e università in più di venti località.

L’apertura a Rho Fiera è un ulteriore passo del car sharing «e-vai», che offre un sistema di mobilità realmente sostenibile – grazie a un parco auto composto per oltre due terzi da auto elettriche – pratico e conveniente, scelto già da oltre 23mila iscritti.

Il car sharing ecologico «e-vai»

Vantaggi – Le auto «e-vai» possono accedere liberamente a ZTL e parcheggiare gratuitamente in tutte le aree di sosta pubbliche, anche quelle delimitate da strisce blu, in molti dei comuni in cui è presente il servizio. A Milano, per esempio, le auto «e-vai» possono circolare liberamente e gratis anche nelle corsie preferenziali, nell’Area C e parcheggiare gratis su strisce blu e gialle.

Orari e tariffe - Il car sharing ecologico «e-vai» è disponibile tutti i giorni, 24 ore su 24. La tariffa è di 5 euro l’ora senza costi aggiuntivi legati al chilometraggio per le auto elettriche, mentre è di 2,40 euro l’ora più 0,48 euro a Km per le auto a basso impatto ambientale. Entrambe le tariffe comprendono anche il carburante, nel caso delle auto a benzina e gpl, e la copertura assicurativa.

Istruzioni per l’uso - Tutti possono iscriversi a «e-vai» gratuitamente e indipendentemente dall’essere abbonati al servizio ferroviario lombardo: basta collegarsi al sito www.e-vai.com e seguire le indicazioni riportate.

Le vetture possono essere prenotate telefonicamente chiamando il numero verde 800.77.44.55, oppure collegandosi al sito www.e-vai.com. Il noleggio si apre e si chiude inoltrando un semplice sms.

Al termine del noleggio il veicolo deve essere riconsegnato presso una qualsiasi delle postazioni «e-vai» in Lombardia, che va concordata in fase di prenotazione. Nel caso in cui la postazione di rilascio sia in una città diversa da quella del ritiro è prevista una maggiorazione di 5€ (ad eccezione di alcuni casi indicati sul sito www.e-vai.com). 

In base alle esigenze di utilizzo del servizio, sarà possibile iscriversi in due modalità:

Silver - è la formula ideale per chi ha necessità occasionali di utilizzo, senza costi d’iscrizione e con un primo noleggio di due ore gratuito. Il pagamento è effettuabile solo con carta di credito, e a ogni noleggio va aggiunto un costo di cinque euro oltre alla normale tariffazione oraria del servizio.

Gold - è la modalità più comoda e conveniente per chi utilizza spesso il servizio. È possibile pagare i noleggi con carta di credito, bancomat, contanti o bonifico, versando cinquanta euro di prepagato, convertiti immediatamente in credito da utilizzare per i futuri noleggi.

Per i nuovi iscritti al servizio è previsto un omaggio di due ore gratuite per il primo noleggio.

Le postazioni «e-vai» in Lombardia - Il progetto è stato avviato il 13 dicembre 2010 nella stazione di Milano Cadorna. Ad oggi il servizio è presente: negli aeroporti di Milano Linate e Malpensa, vicino all’aeroporto di Orio al Serio (Oriocenter - Ingresso Arancio), nelle stazioni ferroviarie di Milano Cadorna e Milano Bovisa e anche vicino alle stazioni di Milano Centrale (autosilo Boscovich, via Cappellini 21 - 1° piano) e Milano Garibaldi (autosilo Garibaldi, via Alessio Tocqueville - 2° piano).

A Milano Altre postazioni «e-vai» si trovano presso la sedi della Provincia in corso di Porta Vittoria, viale Piceno, via Luigi Soderini e via Principe Eugenio. Il servizio è disponibile anche al Centro Direzionale Leoni Milano, in via Spadolini.

Il car sharing ecologico «e-vai», inoltre, è anche nelle seguenti località:

Provincia di Milano

Abbiategrasso

Cesano Boscone

Cuggiono

Legnano

Magenta

Novate Milanese

San Vittore Olona

 

Provincia di Bergamo

Bergamo

 

Provincia di Cremona

Cremona

 

Provincia di Como

Como Lago FN

Alzate Brianza

Erba

Mariano Comense

 

Provincia di Lodi

Lodi

Casalmaiocco

 

Provincia di Monza e Brianza

Giussano

 

Provincia di Pavia

Pavia

Vigevano

 

Provincia di Sondrio

Sondrio

Tirano

 

Provincia di Varese

Varese FN

Cairate

Laveno Mombello

Maccagno

Saronno

Ternate

Tradate

Travedona Monate

 

 Ufficio stampa Trenord

Redazione

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Da Alfonso Pecoraro Scanio, una petizione sulle rinnovabili

 

Il decreto cosiddetto competitività nella versione approvata dal Senato, senza nemmeno un vero dibattito d'Aula per colpa dell'ennesimo voto di fiducia, ha confermato una scelta gravissima.

 

Le ennesime norme "ammazzasolare" rischiano di distruggere quel settore nato e cresciuto in pochi anni e che ha creato decine di migliaia di posti di lavoro grazie al conto energia del 2007 che firmai quando ero Ministro dell'ambiente.

 

Nonostante i tanti errori normativi degli ultimi anni dovuti anche alla mancanza di un piano energetico strutturato e innovativo, i crescenti ostacoli, i mancati interventi e gli inesistenti controlli antispeculazione la produzione di energia dal Sole, ha fatto del nostro Paese uno dei leader mondiali del settore.

 

Ormai oltre 500.000 italiani, famiglie, imprese ed enti producono energia dal sole e come abbiamo documentato nel libro "L'Italia non spenga il Sole" oltre l'80% degli Italiani vuole un futuro ad energia solare contro un insignificante 1% che punta sul carbone.

 

La norma cosiddetta "spalmaincentivi" ha tagliato, in modo ritenuto incostituzionale anche da Presidenti emeriti della Consulta, gli incentivi garantiti dallo Stato con la conseguenza di esporre gli investitori seri al rischio di fallire o di dover svendere gli impianti ai cosiddetti "fondi avvoltoio" ovvero proprio agli speculatori che si dice di voler combattere.

 

Le associazioni e le imprese del solare hanno deciso di avviare una dura azione giudiziaria contro queste norme ed è molto probabile che i giudici daranno loro ragione ma per molti sarà troppo tardi.

 

Intanto un'altra norma inserita nel decreto dimostra ancora di più un assurdo accanimento contro questa fonte di energia rinnovabile ed è l'assurda tassa che dovrà pagare chi si produce ed autoconsuma energia solare. In pratica si impone una tassa (definita onere di sistema) non più esclusivamente sull'energia che si prende dalla rete elettrica (come accaduto finora), ma anche sull'energia che uno si produce e consuma da solo. Una vera vergogna che avrà l'unica conseguenza di rallentare drasticamente se non bloccare lo sviluppo della generazione distribuita di energia dal sole.

 

Intanto ancora si impedisce a chi produce energia dal sole di poter vendere liberamente la propria energia mentre il governo italiano continua a fare dichiarazioni di principio (anche nel programma presentato per il semestre a nostra guida) e firmare accordi in Europa e a livello globale per aumentare la produzione di energie rinnovabili e per contrastare così il cambiamento climatico.

 

Un misto di ipocrisia e subalternità alle solite lobby dei combustibili fossili.

 

Chiedo, quindi, ai deputati delle commissioni Ambiente e Industria della Camera dei Deputati di agire in commissione ed in aula, per modificare il decreto eliminando queste norme dannose. Chiedo loro inoltre di presentare atti parlamentari che impegnino ad eliminare l'odiosa tassa sul solare per tutti o almeno per gli impianti solari sotto i 20 kWp che riguardano soprattuto famiglie, edifici scolastici e piccole imprese .

 

Chiedo al Ministro dell'Ambiente un intervento chiaro per evitare che questo tema sia trattato solo dal Ministero dell'Industria, il quale da sempre è stato non benevolo ed anzi spesso ostile verso l'energia solare e la generazione distribuita.

 

Firma la petizione: http://www.change.org/it/petizioni/l-italia-non-spenga-il-sole-notasseautoconsumo-salvalerinnovabili?utm_source=action_alert&utm_medium=email&utm_campaign=111085&alert_id=MRAPMLrjWG_Oa%2BMMowSKDWKTZk8zkGRQ7ymIDt85FqtAMRiQcTeIic%3D

 

Redazione

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L'ENEA presenta un workshop sull'energia del mare

 

Ancora una volta l'ENEA propone un'interessante iniziativa, ossia il secondo workshop nazionale sull’energia dal mare, nell’ambito dell’Accordo di Programma tra il Ministero dello Sviluppo Economico e l’ENEA sulla ricerca e sviluppo del sistema elettrico nazionale, che si terrà i giorni 1 e 2 Luglio a Roma, precisamente in Via G. Romano, 14, nei pressi del Ponte Milvio.

 

Lo scopo è quello aumentare lo sviluppo del settore grazie ad una proficua collaborazione tra imprese e centri di ricerca.

 

Lo sfruttamento del potenziale energetico dei mari in modo sostenibile è un elemento chiave della “Blue Economy” promossa della Commissione Europea.

 

L’Italia, con i suoi 8000 Km di costa, si colloca tra i Paesi europei che possono trarre i maggiori benefici dallo sfruttamento di questa fonte di energia rinnovabile.

 

Tale possibilità, unita agli incentivi del governo sulle energie rinnovabili, ha spinto in avanti la ricerca in questo settore da parte di diversi soggetti sia pubblici sia privati.

 

Per maggiori informazioni contattare l'Ufficio Stampa e Rapporti con i Media - Resp. Elisabetta Pasta - o visitare il sito: www.enea.it.

 

Lidia Ianuario

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Si fa presto a dire green a Taranto al Think Green Festival

 

27 giugno ore 15, ex Caserma Rossarol

 

L'appuntamento è domani, alle 15.30 all'ex Caserma Rossarol di Taranto, nell'ambito del Think Green Festival iniziato oggi. Giornalisti Nell’Erba, giornale e progetto nonché rete di 7000 giovani giornalisti ambientali in tutta Italia propone un workshop gratuito sulla #greenicità dei prodotti e delle imprese.

 

Dopo il ciclo di workshop realizzato all'Università di Roma Tor Vergata, macroarea di Scienze, tra gennaio ed aprile, dopo il panel al Festival Internazionale del giornalismo di Perugia il 30 aprile e la grande kermesse con 52 eventi di GNE15 a Roma al Campus X, le mega inchieste (100 pagine, 500 partecipanti, 22 relatori, 6 tutor) del progetto Si fa presto a dire green approdano al Think Green Festival.

 

Al workshop di domani, al quale partecipano il direttore di gNe Paola Bolaffio, il giornalista scientifico Sergio Ferraris, entrambi nell'ufficio di presidenza di FIMA, Federazione Italiana Media Ambientali, la giornalista e tutor gNe Ilaria Romano, il direttore artistico David De Angelis, l'executive manager gNe Giorgia Burzachechi, si parte con un viaggio virtuale a caccia di #greenicità in un ipotetico supermercato. Ai partecipanti verrà distribuito anche un questionario (anonimo) sul quale poi ragionare insieme per capire quanto si può far presto a dire green. In agenda anche la presentazione delle 100 pagine di inchieste e il lancio della nuova edizione del Premio nazionale Giornalisti Nell'Erba 9, tema "OLTRE", e la seconda edizione di "Si fa presto a dire green".

 

venerdì 27 giugno a partire dalle 15.30 all’Ex Caserma Rossarol, pillole di giornalismo ambientale, per comprendere e far comprendere cosa si nasconde dietro le mura delle aziende, quale differenza ci sia fra un prodotto green ed un altro presunto tale, quale il giusto approccio da tenere con colossi commerciali, il loro impegno nella sostenibilità, saper indagare la greenicità di tutto il percorso di vita di un prodotto “dalla culla alla tomba”.

 

Il programma del Think Green Festival, dal 26 al 29 giugno, prevede dibattiti sulla legislazione ambientale, workshop sul giornalismo ambientale in Italia con il Segretario generale di FIMA Marco Fratoddi (crediti formativi dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia), dibattito sul "diritto alla città", proiezioni (su Ilaria Alpi), reading (Spinoza.it), workshop sul business dei rifiuti, sull'accesso a notizie e dati sull'ambiente, panel sulle lotte sociali ed ambientali e tanto altro. Per il programma completo, cliccare QUI

 

Gli organizzatori spiegano cosi la loro iniziativa: "Think Green Festival sarà uno “spazio pubblico” di incontro e contaminazione. Per capire oggi se e quale giornalismo ambientale è possibile a Taranto, in Italia e nel mondo. Mentre il cambiamento climatico, la crisi economica globale, i mutamenti nel mondo dell’informazione, impongono a tutte e tutti un ripensamento sia dei modelli di sviluppo e produzione fino ad oggi perseguiti, sia dei mezzi e modi della comunicazione delle tematiche ambientali e sociali, non si può far finta di non vedere che il mondo è attraversato, da un polo all’altro, da conflitti e rivendicazioni di comnunità insorgenti che chiedono nuovi modelli di società..."

 

Redazione

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L’ENEA in prima fila nel progetto HYDROSTORE di Industria 2015

 

Una delle sfide tecnologiche per arrivare a un impiego su larga scala dell’idrogeno come vettore energetico è trovare soluzioni più efficaci ed economiche per il problema ancora aperto dell’accumulo e del trasporto.

L’ENEA, da anni impegnata in questi settori, partecipa al progetto di innovazione industriale “HYDROSTORE”, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico nell’ambito del bando “Efficienza Energetica” – Industria 2015, che ha l’obiettivo di sviluppare tecnologie innovative per lo stoccaggio dell’idrogeno, sia nelle applicazioni mobili (veicoli) che per quelle stazionarie (produzione di elettricità per edifici residenziali), in modo da garantire alta capacità di accumulo e riduzioni di costi e dei consumi energetici.

 

Elemento centrale di queste tecnologie innovative è l’utilizzo per lo stoccaggio dell’idrogeno di speciali materiali assorbitori: gli idruri metallici, materiali solidi che presentano quindi anche notevoli vantaggi in termini di sicurezza.

Attualmente in Italia non sono presenti produttori di tali materiali, che invece sono già commercializzati in altri paesi: il progetto intende quindi, attraverso la collaborazione di aziende, Enti di Ricerca e Università, realizzare la prima filiera di produzione nazionale di idruri metallici per lo stoccaggio di idrogeno, che partendo dalla ricerca arrivi sino a impianti pilota e alla dimostrazione preindustriale.

 

Il progetto, iniziato nel 2012 e la cui conclusione è prevista per il 2016, sta producendo i primi risultati: è in fase avanzata la realizzazione di prototipi funzionanti di serbatoi per imbarcazioni elettriche a idrogeno per le acque della Laguna di Venezia. Per i serbatoi sono stati selezionati idruri metallici, messi a punto da ENEA in collaborazione con Venezia Tecnologie, che lavorano a temperatura ambiente. Questi prototipi sono in grado di garantire ai traghetti, nelle condizioni di temperatura della laguna di Venezia (5-25 °C), un’autonomia di diverse ore di navigazione.

Per quanto riguarda la generazione stazionaria sono in fase sperimentale prototipi di serbatoi con sistemi di produzione dell’idrogeno da fonte rinnovabile da impiegare per sistemi cogenerativi di elettricità e calore: infatti con questi sistemi è possibile, oltre a produrre corrente elettrica, anche recuperare calore dai fumi esausti di combustione per effettuare il riscaldamento e/o il raffreddamento di ambienti.

Per il prototipo di serbatoio per applicazioni stazionarie sono stati selezionati idruri metallici a base di idruro di magnesio compattati messi a punto da ENEA.

Tutte le conoscenze acquisite sui sistemi di accumulo potranno essere valorizzate anche in altri settori applicativi, fra cui, particolarmente importante, quello dei veicoli su strada.

 

Partner del progetto sono, oltre all’ENEA, ENEL Ingegneria e Innovazione S.p.A, Acta S.p.a., Università degli Studi di Padova, TPA Brianza, Giacomini S.p.A., Università di Roma La Sapienza, Consorzio Interuniversitario per lo Sviluppo dei sistemi a Grande Interfase CSGI, Università degli Studi di Pisa, RSE S.p.A., SOL S.p.A., Università degli Studi di Genova, SGS Future S.R.L.

 

Per info: Progetto Hydrostore

amelia.montone@enea.it

 

 

 

ENEA - Ufficio Stampa e Rapporti con i Media

Resp. Elisabetta Pasta

 

 

Redazione

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Strategie per lo sviluppo di fonti rinnovabili in aree marginali

Presentate a Bucarest le conclusioni del progetto europeo M2RES

 

 

 

A conclusione del Progetto europeo M2RES – “From Marginal to Renewable Energy Source Sites”, cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il programma South East Europe e coordinato dall’ENEA, si è svolta a Bucarest la conferenza internazionale “Strategie per lo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili in aree marginali”. Il progetto ha visto la partecipazione di partner provenienti da sette Paesi dell’Unione Europea (Italia, Slovenia, Grecia, Romania, Bulgaria, Ungheria e Austria) e da Serbia, Albania e Montenegro. La conferenza ha presentato gli strumenti, le buone pratiche e i casi pilota realizzati e evidenziato le opportunità di sviluppo dell’esperienza M2RES nel contesto dei Programmi di Cooperazione Transnazionale 2014 – 2020.

 

Obiettivo di M2RES è la valorizzazione di terreni marginali, come insediamenti industriali dismessi, cave abbandonate, ex-aree militari, discariche di rifiuti, tramite investimenti mirati alla produzione di energie rinnovabili. In tal modo, attraverso partnership tra soggetti pubblici e privati, porzioni inutilizzate di territorio possono essere oggetto di un’opera di riqualificazione in grado di generare un ritorno economico e sociale a beneficio delle comunità locali.

In Italia, a livello dimostrativo, il progetto è stato sviluppato in Emilia-Romagna e in Veneto dove sono stati messi a punto una serie di studi di fattibilità, casi pilota, linee guida e strumenti operativi a supporto della pianificazione territoriale e energetica. Già on line è un sito web-GIS, realizzato in collaborazione con il Servizio Geologico della Regione Emilia-Romagna, in grado di mappare e qualificare le aree marginali con una serie di dati che includono sia i vincoli normativi, geologici e ambientali che le potenzialità produttive di ciascun sito.

 

ENEA e Unioncamere Veneto, partner italiani di M2RES, sono attualmente impegnati a valorizzare i risultati del progetto, anche attraverso la proficua collaborazione con le Amministrazioni Regionali interessate, e a individuare gli strumenti per diffondere tali iniziative anche in altre regioni. Maggiori informazioni sul Progetto sono reperibili sul sito http://www.m2res.eu/.

 

Alla conferenza hanno preso parte rappresentanti dell’ENEA, del programma South East Europe e dei nuovi programmi di cooperazione Adriatico-Ionico e Danubiano. Amministratori provenienti da Italia, Romania, Grecia e Austria hanno illustrato come il progetto M2RES abbia permesso a diverse comunità territoriali di avviare realizzazioni nel campo delle energie rinnovabili. Inoltre i delegati dei ministeri romeni di Esteri, Economia e Ambiente hanno sostenuto l’approccio adottato da M2RES, basato sulla tutela dell’ambiente, sulla promozione delle rinnovabili e sul ritorno economico per le Amministrazioni Locali. In occasione della conferenza è stato presentato il volume “Transforming Marginalities into RES Opportunities: Experiences and Lessons Learnt.

 

Redazione

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TyGRE: un processo per il riciclaggio di pneumatici e la produzione di energia

 

Processo di gassificazione utile anche per i materiali ceramici

 

Presso il Centro ENEA Trisaia è in funzione TyGRe, un impianto prototipo che permette di sperimentare un processo innovativo di recupero dei pneumatici fuori uso (PFU). Si tratta di un impianto in grado di trattare 20 chilogrammi all’ora di pneumatici a fine vita, che costituiscono dei rifiuti ingombranti ed inquinanti, da cui ricavare energia e materiali ad alto valore aggiunto. L’impianto è stato realizzato nell’ambito del progetto europeo TyGRe, coordinato da ENEA.

 

Ogni anno nel mondo quasi 1 miliardo di pneumatici vengono dismessi e la quantità è in costante crescita; solo nell’UE sono circa 350 milioni.

 

Da questo processo si ottengono due prodotti principali:

un gas ricco in idrogeno, metano e monossido e biossido di carbonio, utilizzabile per scopi energetici;

il carburo di silicio, un materiale ceramico di elevato valore commerciale che trovaun ampio impiego in diversi settori industriali, superando i limiti costituiti dall’elevato costo delle materie prime e dei processi di sintesi. Le applicazioni riguardano principalmente i seguenti settori: l’elettronica (dispositivi ad alta potenza, alta frequenza e alte temperature), l’aerospaziale (schermatura termica), l’automobilistico (sistemi frenanti) e il siderurgico (fabbricazione acciaio).

 

Sergio Galvagno, responsabile del progetto evidenzia che: “I risultati che stiamo ottenendo con l’impianto pilota, dopo più di quattro anni di intenso lavoro, a cui hanno contributo oltre all’ENEA diversi partner europei, permettono di porre le basi per lo sfruttamento industriale del processo. Attualmente il carburo di silicio ottenuto è stato testato con ottimi risultati nella preparazione di ceramici strutturali e membrane filtranti. Stiamo già lavorando su ulteriori applicazioni ed all’estensione del trattamento ad altre tipologie di rifiuti, indirizzando il processo verso la sintesi di altri materiali ceramici.”

 

Il progetto Tygre è stato finanziato nell’ambito del Settimo Programma Quadro; il consorzio di gestione, comprende oltre all’ENEA, coinvolta con i Centri e laboratori di Portici, Trisaia, Faenza, Bologna e Casaccia, altri otto partner: Università ed enti di ricerca (Rheinisch-Westfaelische Technische Hochschule Aachen - RWTH, Scientific and Technological Research Council of Turkey - TUBITAK, Institute of Materials and Environmental Chemistry - IMEC), associazioni (European Tyre Recycling Association - ETRA) e piccole e medie imprese italiane ed europee (LIQTECH, ELASTRADE, FEBE, SICAV).

 

Redazione

 

 

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Per risparmiare energia arriva “Clemente, il corno intelligente”

perché “O’sparagno è sempre guadagno”

 

L’ENEA mette in campo anche gli amuleti per incidere sui comportamenti dei napoletani nei confronti del consumo energetico alla manifestazione EcoLogicaMente

 

“O’sparagno è sempre guadagno” vale a dire “il risparmio è sempre guadagno” è il titolo di uno degli interventi che l’ENEA ha tenuto nell’ambito della manifestazione EcoLogicaMente in corso a Napoli.

Prendendo spunto da uno dei più classici proverbi partenopei e sovvertendone il senso, l’ENEA ha spiegato al pubblico l’efficienza energetica, attirandolo con uno stile comunicativo confacente con il contesto partenopeo. Un modo per fornire informazioni utili sulle possibilità di ridurre i consumi energetici nelle abitazioni, migliorare l’efficienza senza rinunciare al comfort, e risparmiare sui costi in bolletta. I risparmi individuali contribuiranno alla diminuzione dei consumi su scala nazionale, e il nostro Paese potrà così adempiere alle indicazioni europee del "pacchetto clima-energia 20/20/20”.

 

Con l’occasione, l’ENEA ha regalato al pubblico “Clemente, il corno intelligente”, un amuleto da applicare al contatore dell’energia come supporto per risparmiare energia. Il gadget è stato realizzato in collaborazione con Napolimania, azienda partenopea che ha ideato un nuovo linguaggio per rappresentare la napoletanità.

 

“Attraverso questo cornetto - dichiara Antonio Disi dell’ENEA - un oggetto molto caro ai napoletani, simbolo del ‘non è vero ma ci credo’, cerchiamo di veicolare un messaggio razionale e di buon senso come il risparmio energetico. In più, il corno è un oggetto che tradizionalmente non può essere acquistato per farne un uso personale, ma va ‘rigorosamente’ regalato. Speriamo che anche il nostro cornetto possa servire a diffondere tra i cittadini napoletani comportamenti più responsabili nel consumo di energia.”

 

EcoLogicaMente – Green&Smart 2014, evento dedicato alla green economy, giunto alla sua quarta edizione, è un momento di incontro tra produttori e consumatori, aziende, enti, associazioni, ecc.

 

All’interno della manifestazione ENEA ha organizzato altri incontri: il primo dedicato a Lumière, il progetto coordinato dall’ENEA che si rivolge ai Comuni italiani con l’obiettivo di promuoverne l'efficienza energetica nel settore dell’illuminazione pubblica, attraverso la realizzazione di interventi di riqualificazione energetica e un cambiamento di approccio per la gestione del servizio: un primo passo per il percorso di trasformazione dei Comuni Italiani verso un modello di smart city.

Il secondo incontro dal titolo : “White Economy sto arrivando. Come diventare un Energy Manager in quattro mosse” è rivolto ai giovani degli istituiti tecnici ai quali vengono presentati i percorsi formativi per diventare Energy Manager ed esperti nell’uso razionale dell’energia.

 

 

Redazione

 

 

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Al via all’Aquila “SmartBus” il sistema di trasporto pubblico a domanda sviluppato dall’ENEA

 

Al via “SmartBus”, l’esperienza di trasporto pubblico a domanda sviluppata dall’ ENEA per la città dell’Aquila. L’iniziativa, che parte ufficialmente il 19 maggio p.v., si colloca nell’ambito del progetto Smart Ring L’Aquila, ed è stata realizzata grazie al finanziamento pubblico riguardante i Progetti per il Mezzogiorno.

Questo servizio è stato realizzato da AMA - azienda mobilità aquilana, Comune dell’Aquila – Assessorato alla Smart City, ed ENEA, in collaborazione con CTL - Università di Roma La Sapienza. Il servizio, di carattere sperimentale, vuole favorire la mobilità da e verso il centro della città per l’utenza che vi lavora stabilmente, tramite un servizio dedicato di trasporto a prenotazione, di facile accesso attraverso il canale internet ed aperto a tutte le interfacce attualmente possibili (computer, telefonino, tablet). Il servizio, utilizzabile solo su prenotazione, prevede una registrazione preliminare al sito dedicato www.smartbuslaquila.it, ed , ogniqualvolta si desideri ottenere il trasporto, una richiesta indicante la data (giorno, ora) e la tratta di interesse (origine, destinazione). Il servizio di gestione prende in carico la prenotazione e fornisce la successiva conferma della disponibilità del trasporto in tempo utile, rispondendo all’utente con sms o mail dedicata; in caso di improvvisa indisponibilità del servizio, tutta l’utenza prenotata viene avvisata tramite sms o mail.

Attualmente il trasporto prevede 11 fermate, stabilite in modo da toccare i punti principali del centro storico, avendo come riferimento il terminal delle corriere di Collemaggio.Una volta salito a bordo l’utente già prenotato, viene riconosciuto tramite un codice a barre stampato all’atto della registrazione. Il veicolo dedicato al servizio a prenotazione è un Iveco Daily bimodale, dotato cioè di doppia motorizzazione (termica ed elettrica), quindi capace di trazione termica o in alternativa di trazione elettrica; Gli autisti sono tenuti ad utilizzare il più possibile la trazione elettrica, compatibilmente col carico del momento, le pendenze stradali e la carica elettrica disponibile.

 

Redazione

 

 

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Rasberry PI come premio del concorso "Premio Città-Futuro"

 

 

Si chiama RASPBERRY PI, è pratico, funzionale, leggero, azionato da energia solare. Usato nei Paesi in Via di Sviluppo, per l'alfabetizzazione, può essere collegato ad ogni periferica, comprese le tv meno moderne. Un prodotto non solo ecosostenibile, ma accessibile a ciechi ed ipovedenti, qualità che predilige il concorso "Premio Città-Futuro", manifestazione "Inventa la tua città ecocompatibile".

Tale idea rivoluzionaria, offerta dalla Di Bartolo, ditta individuale, con sede a Roma, presenta un carattere sociale, pertanto è uno dei premi del concorso, organizzato da NeWage, il primo portale internazionale online tradotto in inglese, russo, cinese e giapponese (obiettivi di medio periodo), con una web radio per ciechi ed una web tv con la LIS.

 

Per averlo, basta partecipare, e vincere.

 

Bando di concorso: https://www.facebook.com/events/1433026780252186/?fref=ts

 

Lo Staff di Premio Città-Futuro

Resp.: Lidia Ianuario

www.premiocittafuturo.blogspot.com

Mob.: 338.31.963.57 - 346.51.073.57

e-mail: redazionenewage@gmail.com

 

Redazione

 

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I consumi responsabili a Napoli con i Green Days di Anea

 

Sei appuntamenti itineranti tra le vie dello shopping e nelle aree pedonali di Napoli per promuovere la sostenibilità ambientale e i consumi responsabili, a Napoli da maggio ad ottobre, con i Green Days organizzati da Anea, Agenzia Napoletana Energia e Ambiente e il Comune di Napoli. Ecologia, mobilità sostenibile e risparmio energetico i temi principali della manifestazione che coinvolgerà 20 aziende specializzate e che prevede, per ogni appuntamento, iniziative speciali: test drive gratuiti di bici classiche, a pedalata assistita, sconti riservati per l’acquisto dei prodotti in esposizione e infopoint. Prima tappa domenica 11 maggio in via Luca Giordano, angolo via Scarlatti, in occasione della prima domenica ecologica indetta dal Comune di Napoli. Tra le aziende presenti ai Green Days: Biomeco, con Deotrash, il dispositivo che elimina i cattivi odori dai contenitori dei rifiuti e allo stesso tempo li sanifica; il Centro Servizi Habitat, Centro Tecnico Autorizzato per la regione Campania per Mitsubishi Electric Climatizzazione - Linea Compo Multi VRF specializzata in pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria; caldaie e stufe a pellet per il riscaldamento e la produzione di A.C.S; KRC Motors, produttore di scooter elettrici di fascia alta; MG Motorgas azienda di progettazione, produzione e commercializzazione di impianti GPL e Metano per autotrazione. Una presenza particolare anche quella della Tenuta Vitagliano che presenta vini DOP “Irpinia”, legumi, insaccati e conserve. L’iniziativa è realizzata nell’ambito delle attività di EnergyMed, Mostra Convegno sulle Fonti Rinnovabili e l’Efficienza Energetica nel Mediterraneo.

 

Fonte: News EnergyMed

 

Redazione

 

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Accordo di Programma ENEA-MSE 2012-14

 

 

La "Ricerca di sistema elettrico" è un programma che prevede un insieme di attività di ricerca e sviluppo finalizzate a ridurre il costo dell'energia elettrica per gli utenti finali, migliorare l'affidabilità del sistema e la qualità del servizio, ridurre l'impatto del sistema elettrico sull'ambiente e sulla salute e consentire l'utilizzo razionale delle risorse energetiche ed assicurare al Paese le condizioni per uno sviluppo sostenibile. Le attività della "Ricerca di Sistema elettrico" sono finanziate dai "contributi per ricerca e sviluppo" che i consumatori finali versano con la componente A5 della bolletta elettrica. L'ammontare di questa componente viene fissato dallíAutorità per l'Energia Elettrica e il Gas (AEEG). Le attività di ricerca e sviluppo, gli obiettivi e gli stanziamenti economici sono definiti attraverso Piani triennali, approvati dal Ministero dello Sviluppo Economico e predisposti dal Comitato di Esperti di Ricerca per il Settore Elettrico, previa acquisizione del parere dell'AEEG (dal giugno 2007 le funzioni del Comitato sono attribuite in via transitoria all'AEEG), del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, del Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare e della Cassa Conguaglio per il Settore Elettrico (CCSE). Per l'attuazione dei progetti di ricerca definiti nei Piani triennali, e nei Piani Operativi Annuali che ne fanno parte integrante, il Ministero dello Sviluppo Economico stipula Accordi di Programma (AdP) con ENEA, CNR e RSE S.p.A. Per ciascuna attività vengono presentanti piani annuali di realizzazione (PAR). In queste pagine sono disponibili i risultati degli studi effettuati dal 2012 e tutti i documenti finora prodotti. I risultati degli studi effettuati nei precedenti trienni sono disponibili in un’altra sezione, dedicata agli Accordi di Programma 2006-08 e 2009-2011.

 

Redazione

 

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L’ENEA tra i fondatori dell’Associazione EERA

 

Per facilitare le procedure di acquisizione dei finanziamenti europei nel settore energetico, l’ENEA, insieme ad altri primari enti di ricerca europei, ha firmato la trasformazione in Associazione della European Energy Research Alliance (EERA).

EERA, nata nel 2008 come alleanza di 10 enti di ricerca europei, tra cui l’ENEA, è oggi uno dei pilastri dello Strategic Energy Technology Plan (SET Plan), il Piano Strategico Tecnologico della Commissione europea sull’energia, che si propone di accelerare lo sviluppo e il trasferimento di nuove soluzioni nel campo energetico verso il mercato. Riunisce 150 organizzazioni di ricerca in uno sforzo comune per rafforzare, espandere e ottimizzare le capacità di ricerca energetica dell’UE. La sua gestione è affidata un comitato esecutivo di 15 membri, in rappresentanza di altrettanti enti di ricerca europei, tra cui ENEA.

L’ENEA è coinvolta in 14 dei 15 programmi di ricerca congiunti di EERA sulle tecnologie a basso impatto di carbonio, tra i quali quelli relativi a solare termodinamico, idrogeno e celle a combustibile e nucleare da fissione di quarta generazione. Grazie alla partecipazione a EERA, l’ENEA è riuscita ad acquisire oltre 12 milioni di euro di finanziamenti per progetti nel settore Energia del Settimo programma quadro, piazzandosi al 12° posto assoluto in Europa.

 

Redazione

 

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Il Centro Ricerche ENEA di Casaccia polo di eccellenza per ricerca e sviluppo sui Raw materials

 

Convegno Smart Energy Lazio presso la Regione Lazio

 

La Strategia Europa 2020 ha tra gli obiettivi prioritari l’uso efficiente delle risorse e la realizzazione della società del riciclo. Nell’ambito di questa strategia, l’Europa ha lanciato un bando per la realizzazione di una Knowledge Innovation Community (KIC) sulle materie prime, conosciute anche come “Raw Materials”, in particolare le materie prime di approvvigionamento più critico. L’ENEA esercita un ruolo guida per i partner italiani, università, centri di ricerca, industrie, e PMI, verso la partecipazione ad un consorzio europeo di cui se ne propone la fondazione.

Esistono quindi i presupposti per costituire una “Rete di eccellenza sui Critical Raw Materials” in Italia, che coinvolge varie aree territoriali. Tra queste, il Lazio svolge un ruolo di primaria importanza attraverso il Centro Ricerche della Casaccia dell’ENEA, vicino Roma, che si candida così a diventare un polo di eccellenza e di riferimento europeo per attività di ricerca, sviluppo e dimostrazione di metodologie, tecnologie e processi innovativi sostenibili nel settore dei Raw Materials.

 

“In Europa le materie prime scarseggiano, e l’Italia è un Paese che ne è particolarmente povero, soprattutto dei metalli necessari all’industria hi-tech” - ha commentato Roberto Morabito, responsabile dell’Unità Tecnica Tecnologie Ambientali dell’ENEA, in occasione del convegno Smart Energy Lazio in corso presso la Regione Lazio - “Al tempo stesso il nostro Paese è caratterizzato da una forte industria manifatturiera, la seconda in Europa. In questo quadro, è determinante per la nostra economia avviare subito una fase di transizione verso un nuovo modello che consenta di promuovere il riciclo a tutti i livelli, attraverso un sistema socio-economico circolare, abbandonando il vecchio modello in cui le risorse vengono prelevate, avviate alla produzione e all’uso di beni, per poi essere smaltite come rifiuto, la cosiddetta economia lineare.” “La simbiosi industriale, ovvero il trasferimento di risorse tra due o più industrie dissimili, che prevede che gli scarti di un’impresa possano diventare risorse per un'altra, è uno degli strumenti più innovativi che possono essere messi in campo nella transizione verso un’Europa efficiente dal punto di vista dell’uso delle risorse. La simbiosi industriale rafforza la competitività non solo delle imprese coinvolte, ma anche dei territori e lega il miglioramento delle prestazioni ambientali, quali la riduzione dello smaltimento e la riduzione del consumo di materie prime, ai conseguenti vantaggi economici, quali i minori oneri di smaltimento e i minori costi di approvvigionamento.”

 

Redazione

 

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Agroalimentare: la risorsa strategica per il futuro della Campania

 

 

Assemblea Fedagri Campania

 

28 marzo 2014 ore 14.30/17.30

 

Presso il Salone della Camera di Commercio di Napoli

 

Corso Meridionale n 58

 

 

 

Dopo quattro anni, Fedagri Confcooperative Campania, la Federazione che raggruppa le cooperative agroalimentari aderenti all’Associazione, rinnova i suoi rappresentanti alla presenza di esponenti della politica e delle parti sociali del settore. All’evento, dal titolo “L’agroalimentare: la risorsa strategica per il futuro della Campania” interverranno l’assessore all’Agricoltura, Daniela Nugnes, il presidente della Commissione Agricoltura, Pietro Foglia, il portavoce del coordinamento Agrinsieme Campania, Alessandro Mastrocinque e il presidente Fedagri nazionale, Giorgio Mercuri. Tra gli invitati istituzionali hanno già dato conferma della loro partecipazione il direttore generale del settore Agricoltura, Filippo Diasco, il componente della segreteria politica del ministro Politiche Agricole e Forestali, Corrado Martinangelo.

 

 

 

L’Assemblea sarà l’occasione per fare il punto su anni di lavoro cruciali per le politiche agricole locali, condizionate dagli orientamenti nazionali ed europei. L’esperienza di Fedagri Campania condensa le battaglie per l’organizzazione di un assessorato per l’Agricoltura, l’emergenza Terra dei Fuochi e le nuove vie per la rappresentanza, sfociate nel Coordinamento di Agrinsieme.

 

 

 

La Federazione agricola è la prima Federazione che rinnoverà i suoi organi. Il percorso riguarderà tutte le Federazioni in cui è strutturata Confcooperative. Ogni Federazione giungerà in Assemblea con un programma di lavoro e proposte di settore.

 

 

 

L’appuntamento è presso il Salone della Camera di Commercio di Napoli, Corso Meridionale n 58.

 

La stampa è invitata a partecipare

 

 

 

Programma dei lavori

 

 

 

Ore 14.30 Registrazione delegati

 

Ore 15.00 Apertura dei lavori e adempimenti assembleari

 

Ore 15.30 Approvazione Statuto

 

Ore 16.00 Relazione Di Luigia Adiletta, presidente Fedagri Campania

 

Ore 16.15 Interventi istituzionali:

 

Daniela Nugnes, assessore all’Agricoltura Regione Campania

 

Pietro Foglia, presidente Commissione Agricoltura Regione Campania

 

Alessandro Mastrocinque, portavoce Agrinsieme Campania

 

 

 

Ore 16.30 Dibattito

 

 

 

Ore 16.45 Intervento di Giorgio Mercuri, presidente Fedagri Confcooperative

 

Ore 17.00 Approvazione delle mozioni e del Documento conclusivo

Ore 17.30 Elezione degli organi sociali e proclamazione degli eletti

 

 

 

 

 

Redazione

 

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Bee partecipa ad EnergyMed 2014

   
   

È passato un anno dalla presentazione ufficiale al pubblico di Bee, il primo car sharing elettrico d'Italia, in occasione della VI edizione di EnergyMed, la Mostra Convegno sull'energia, l'edilizia efficiente,il ricilco e la mobilità sostenibile.

E dopo un anno eccoci di nuovo qui, alla VII edizione dell'Evento, per continuare a diffondere i benefici ambientali e i vantaggi economici del nostro innovativo servizio, che conta oramai più di 2.000 utenti nella città di Napoli.

Il 27, 28 e 29 marzo vieni a trovarci alla Mostra d'Oltremare (stand 80, padiglione 6), potrai acquistare l'abbonamento annuale a Bee al vantaggioso prezzo di 20 euro!

Presso il nostro stand potrai inoltre trovare simpatici prodotti per il risparmio energetico, come zaini fotovoltaici, caricabatterie e accendini solari o torce a dinamo.

Puoi accedere gratuitamente alla Mostra registrandoti online all'indirizzowww.energymed.it/invito, inserendo il seguente "codice di invito riservato": ESPEM14

Redazione

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Solare termodinamico: nuovi sviluppi tecnologici grazie ad un nuovo componente brevettato dall’ENEA

 

Nell’ambito dello sfruttamento dell’energia solare ad alta temperatura, conosciuto come solare termodinamico, l’ENEA sta sperimentando una nuova soluzione tecnologica per consentire sia l’accumulo che il trasporto del calore. Si tratta di un nuovo componente, appena brevettato, che integra nel serbatoio di accumulo del calore anche un generatore di vapore.

L’energia termica assorbita dalla fonte solare viene accumulata e conservata per molte ore ad una temperatura di 550°C grazie alla miscela di sali fusi contenuta all’interno del serbatoio. Il generatore di vapore, che è inserito nel serbatoio ed è immerso nella miscela di sali fusi, assorbe il calore dai sali stessi e lo utilizza per produrre vapor d’acqua. Il vapore viene successivamente inviato in una turbina per la produzione di energia elettrica.

I test vengono effettuati su un prototipo di piccole dimensioni presso l’Impianto sperimentale Prova Collettori Solari - PCS, su cui vengono condotte prove in condizioni reali di esercizio dei componenti per le centrali solari. 

Allo svolgimento dei test di sperimentazione, che hanno avuto luogo presso il Centro Ricerche ENEA di Casaccia, è venuta ad assistere anche una delegazione di ricercatori del Fraunhofer Institute (Germania), partner dell’ENEA per diversi progetti di ricerca europei, interessati allo sviluppo della tecnologia. 

Si tratta di un ulteriore progresso della tecnologia che ha consentito all’ENEA di sviluppare il “Progetto Archimede”, inizialmente diretto dal premio Nobel Carlo Rubbia, un sistema che riesce a concentrare, per mezzo di specchi parabolici, la luce diretta del sole su un tubo ricevitore. All’interno di questo tubo viene fatta circolare una miscela di sali fusi per trasportare l'energia solare che, una volta accumulata, viene utilizzata per produrre vapore e quindi energia elettrica.

Grazie a questa tecnologia tutta italiana per il solare ad alta temperatura si è potuta sviluppare ed affermare a livello internazionale una filiera industriale nazionale per la produzione dei diversi componenti, che ha permesso la creazione di nuovi posti di lavoro e ha avuto ricadute significative sulla competitività del nostro sistema industriale.

 

Redazione

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Locandina del 15 marzo
Locandina del 15 marzo

Il 15 marzo Assemblea Nazionale LIP rifiuti zero

 

Chiusa la Campagna nazionale per la raccolta firme, la Legge di iniziativa Popolare LiP “verso Rifiuti Zero 2020” è nelle mani della VIII Commissione Ambiente della Camera inviata dalla Presidente Boldrini a cui è stata consegnata dai proponenti e che ha sottolineato che “quella dei rifiuti è diventata una grande sfida su cui si è aperto un serrato confronto anche a livello internazionale. Una grande questione ambientale, ma anche economica, civile e di lotta ai poteri criminali. Bisogna riconoscere che quella delle discariche e degli inceneritori è una strada senza uscita e occorre dunque progettare un'altra strategia. E' sempre più necessario ragionare su modelli di sviluppo sostenibile e in linea con i parametri e gli standard previsti dalle norme europee".

In attesa di iniziare le audizioni per incardinare la LiP nel percorso legislativo parlamentare i rappresentanti delle oltre 100 associazioni, movimenti e comitati che hanno raccolto le 80mila sottoscrizioni (di cui circa 10mila ad opera dei comitati campani) si ritroveranno a Napoli sabato 15 marzo per discutere di una gestione più virtuosa del ciclo dei rifiuti, per la messa al bando di discariche ed inceneritori, e perseguire l’obiettivo di far rientrare il ciclo di produzione-consumo all’interno dei limiti delle risorse del pianeta, tramite l’eliminazione degli sprechi, massimizzando la riduzione dei rifiuti, il riuso dei beni a fine vita e il riciclaggio, e minimizzando lo smaltimento, il recupero di energia e il recupero di materia diverso dal riciclaggio in modo da tendere a zero nell’anno 2020 lo scarto indifferenziato. Tale percorso, sinteticamente indicato come Strategia Rifiuti Zero, include anche la fase della ricerca sul rifiuto ai fini della riprogettazione industriale di beni totalmente decostruibili e riciclabili.  

Alla kermesse di  Napoli, oltre a esperti e studiosi italiani e europei del settore, sarà presente anche Rossano Ercolini, recente vincitore del premio per l'ambiente 'Golden Environmental Prize 2013' (Nobel per l’Ambiente) che dichiara che "l'Europa ormai riconosce che il cassonetto è una vera 'miniera urbana e chiede che l'industria manifatturiera sia in grado di riutilizzare i rifiuti, anziché bruciarli".

Lo stesso Ercolini sarà protagonista con don Maurizio Patriciello, Parroco della TerradeiFuochi di Caivano (Na) alla Tavola rotonda a conclusione della giornata. 

Visto che da qui in avanti lo sforzo dei promotori si concentra nell’azione di compulsione verso i gruppi parlamentari, gli stessi hanno deciso di incontrarsi e confrontarsi su strategie, linee guida e campagne di sensibilizzazione per tenere alta l’attenzione sulle finalità generali della proposta di legge di iniziativa popolare. che si fonda sulle seguenti linee direttrici: 'Per una buona gestione del ciclo dei rifiuti sono necessarie buona volontà e buona organizzazione. Zero rifiuti è un’alternativa pienamente realizzabile' (Janez Potocnik, Commissario europeo all’Ambiente, 8 aprile 2013).  

 

Sabato 15 marzo 2014 ore 10- 19

Hotel Royal/Continental

via Partenope 38 (di fronte Castel dell’Ovo) – Napoli

  

ORDINE DEI LAVORI:  

ore 10,00 – accoglienza ospiti e iscrizione "Open-day Legge Rifiuti Zero"  

ore 10,30 - apertura a cura del Coordinamento campano,

messaggio di benvenuto e breve descrizione della realtà Campana  

ore 11,00 - Report proposta di legge e presentazione della "Campagna LRZ > Qui ed Ora" a cura di Massimo Piras (Segreteria e primo firmatario LIP)                 

ore 11,15 - L'orizzonte strategico della LIP in Italia ed in Europa a cura di Rossano Ercolini (pres. Zero Waste Europe e membro del C.S. LIP) 

ore 11,30 - Intervento di Luca Mascolo, sindaco di Agerola (NA) aderente all'Associazione Comuni Virtuosi e alla campagna LIP Rifiuti Zero 

ore 11,40 - Sinergie della LIP con le proposte dell'Ass. Comuni Virtuosi di riduzione e gestione imballaggi a cura di Attilio Tornavacca (direttore di ESPER) 

ore 11,50 -  Ripubblicizzare la CDP al servizio della strategia rifiuti zero, dei beni comuni e degli Enti Locali - a cura di Vincenzo Miliucci (Segreteria LIP) 

ore 12,00 - presentazione scheda tecnica sul sotto-tema "Stop Talquale e Cdr/Css" a cura del C.S. - Enzo Favoino (Coordinatore C.S. LIP) 

ore 12,20 - "Strategie e procedure legali a contrasto del CSS" a cura del team di avvocati della Federconsumatori 

ore 12, 30 - presentazione scheda tecnica sul sotto-tema "Compostiamoci bene" a cura del C.S. - Federico Valerio (membro C.S. LIP) 

ore 12,50 - presentazione scheda tecnica sul sotto-tema "Comuni Rifiuti Zero-Zero Sprechi" a cura del C.S. - Enzo Favoino (introduzione) / Natale Belosi (membro C.S. LIP) 

ore 13,10 - domande, risposte sulla campagna nella sua interezza 

> Pausa pranzo dalle 13.30 alle 14,30 

ore 14,30 - Ripresa dei lavori: Formazione di 4 distinti tavoli di discussione sui rispettivi sotto-temi in ordine all'approvazione/modifica dei contenuti tecnici in funzione della traduzione concreta in azioni/strumenti sul piano comunicativo territoriale - proposizione alternativa verso Comuni/Province/Regioni/Parlamento - giudiziario verso magistratura penale e contabile e verso Commissione europea 

 

· Tavolo "Stop Talquale e Cdr/Css"

· Tavolo  "Compostiamoci bene"

· Tavolo "Comuni Rifiuti Zero-Zero Sprechi"

· Tavolo "Campagna C.D.P. e connessioni con altri movimenti

 

ore 16,00 - Chiusura del confronto tra i partecipanti dei singoli tavoli con produzione di una relazione di sintesi 

ore 16,30 - Assemblea plenaria e dibattito libero 

ore 17,00 - Conclusioni: sintesi di chiusura dei lavori assembleari con relazione di quanto approvato 

ore 17,30  > 19,30 - "Dal disastro della Campania alle opportunità della Legge Rifiuti Zero”: confronto con padre Maurizio Patriciello  e Rossano Ercolini (premio Goldman per l'ambiente 2013) , dibattito aperto alla cittadinanza e chiusura finale "Open-day Legge Rifiuti Zero". 

 

http://www.leggerifiutizero.it/comunicati/173-assemblea-nazionale-legge-rifiuti-zero

Segreteria nazionale LIP  

Il testo integrale della LiP: http://www.leggerifiutizero.it/testo-completo 

 

info:

Franco Matrone

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Ambiente: la centrale di Civitavecchia rispetti il piano regionale

 

Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Massimiliano Valeriani (Pd), ha approvato all’unanimità una mozione che impegna la giunta a mettere in campo tutte le azioni necessarie perché il carbone utilizzato come combustibile nella centrale elettrica di Torre Valdaliga Nord (Civitavecchia) rispetti i limiti previsti dal Piano di risanamento della qualità dell’aria della Regione Lazio.

Nella mozione, firmata dai consiglieri Devid Porrello e Silvia Blasi (M5S), si fa presente che nell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) rilasciata dal ministero è previsto l’utilizzo di carbone con contenuto di zolfo inferiore all’1 per cento, mentre il piano regionale prevede un limite dello 0,3 per cento.

“Non esistono motivi – si legge nella mozione – per non applicare il limite dello 0,3 per cento”, visto che il carbone con queste caratteristiche “è disponibile sul mercato e il suo utilizzo è certamente praticabile”. “Questa zona – ha ricordato Porrello – subisce già un forte impatto ambientale, ci sono due impianti di produzione di energia elettrica, di cui uno a carbone, e in più c’è il porto di Civitavecchia. Acea, nei suoi impianti, rispetta le norme regionali, non si capisce perché Enel non debba fare lo stesso. Oggi chiediamo alla Giunta di fare chiarezza una volta per tutte”.

 

“Il Piano della Regione Lazio – ha ricordato l’assessore Concettina Ciminiello – non ha cogenza sugli impianti autorizzati a livello nazionale, come la centrale di Torre Valdaliga Nord, ma soltanto su quelli sottoposti ad autorizzazione provinciale, con potenza inferiore a 300 megawatt termici. Ma le misure contenute nel Piano servono a raggiungere gli obiettivi previsti dalla legge per quanto riguarda la qualità dell’aria e quindi le Aia rilasciate dal ministero ne devono tenere conto. La giunta si impegna a chiedere tutta la documentazione tecnica al proprietario dell’impianto e a chiedere al ministero dell’Ambiente tutte le informazioni necessarie sull’eventuale impossibilità di un utilizzo di carbone con contenuto di zolfo inferiore al 3 per cento”.

 

Ufficio Stampa

Consiglio regionale del Lazio

Le scelte sostenibili del Gruppo Unipeg. Autonomia energetica, riduzione delle emissioni e abbattimento dei consumi: ecco come fare impresa responsabilmente

 
Presentata il 21 Febbraio, alle ore 10,30, presso lo stabilimento di Reggio Emilia, la prima rendicontazione ambientale del Gruppo Unipeg, interamente dedicata alle scelte di sostenibilità realizzate in questi anni dal Gruppo Cooperativo, leader in Italia nella produzione e lavorazione delle carni bovine. 


La pubblicazione contiene i dati più significativi per descrivere il percorso di sostenibilità ambientale che ha permesso a Unipeg di raggiungere l’autonomia energetica e ridurre, presso lo stabilimento di Pegognaga (MN), le emissioni climalteranti del 93% sul vettore energia elettrica, del 75% sul vettore energia termica, e regalare così al pianeta un risparmio annuo di oltre 3.000 tonnellate di CO2, pari a quanto producono annualmente gli impianti di riscaldamento di circa 860 famiglie italiane.
 
Questi importanti risultati sono stati ottenuti grazie al progetto Green Energy Farm, un polo energetico costato 16 milioni di euro e realizzato da Unipeg nel 2010 presso lo stabilimento di Pegognaga (MN), dove un impianto di biogas e una centrale di cogenerazione producono energia dai sottoprodotti di macellazione e valorizzano al meglio gli scarti di produzione. Oggi i due impianti coprono l’intero fabbisogno elettrico annuo dei 2 stabilimenti Unipeg, pari a quasi 26 milioni di kW, e generano un surplus di energia elettrica pari al 43% del fabbisogno.
 
Oltre a ciò, Unipeg è impegnata nella tutela del bene acqua e nella riduzione del suo consumo, proprio per questo ogni anno se ne recuperano e riutilizzano oltre 11.000 metri cubi, mentre i 2 depuratori presenti negli impianti produttivi assicurano il trattamento idrico giornaliero di una città di 82.000 abitanti.
 
Per quanto riguarda il tema rifiuti, il Gruppo Cooperativo assicura un riciclo efficiente e una raccolta differenziata di qualità: nel 2012 ha avviato a recupero 94.900 kg di ferro e acciaio, 790 kg di alluminio, 19.862 kg di imballaggi in plastica, 33.000 kg di carta e cartone, che ora potranno diventare nuova materia prima per produrre nuovi oggetti. Insieme al riciclo di 3.670 kg di olio usato, la raccolta differenziata di questi materiali ha permesso di generare un risparmio ambientale in termini di mancate emissioni di 224 tonnellate di CO2. Anche l’autosmaltimento a km zero degli scarti di lavorazione presso gli impianti di biogas e di cogenerazione, ha permesso di creare benefici sia economici che ambientali e di ridurre il traffico veicolare in uscita dallo stabilimenti di Pegognaga di oltre il 15%.  
 
La rendicontazione ambientale, presto scaricabile on line al sito www.unipeg.it/,  rappresenta per il Gruppo Unipeg un importante strumento di dialogo con tutti gli stakeholder, per questo raccoglie tutte le azioni concrete di impegno responsabile realizzate in questi anni verso il territorio e le persone di oggi e di domani, ma anche i progetti futuri che sono in cantiere.
 
“In Unipeg siamo sempre partiti dall’idea di fondo che il successo di un’impresa per essere solido e duraturo”, afferma il Presidente Fabrizio Guidetti “deve necessariamente mettere al centro la persona e, di conseguenza, l’ambiente. Scegliere di avere tra le priorità principali lo sviluppo sostenibile significa tutelare il consumatore, creare innovazione, fare un’economia giusta e sana, realizzare prodotti di qualità e valorizzare il lavoro dei nostri soci, ma anche essere un’impresa responsabile, in grado di fidelizzare il rapporto con gli stakeholder del territorio, oltre che con i propri clienti”.

 

 Redazione

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La canna comune come ingrediente naturale per ottenere biogas ecologico

 

Una ricerca italiana ha dimostrato come la biomassa della canna comune possa essere un'eccellente soluzione per produrre biogas a basso impatto. Il risultato di questa ricerca, effettuata dal Land Lab (Agricoltura, ambiente, territorio) dell'istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, è stato pubblicato sulla rivista Bioresource Technology.

La canna, soprattutto quando soggetta al doppio raccolto durante l'anno, ha fatto registrare un'elevata capacità di produrre metano, andando così a porsi come un'interessante alternativa all'impiego del mais, coltura largamente utilizzata per i biodigestori, gli impianti per la produzione del biogas per l’appunto.

Il vantaggio nell’utilizzare la canna comune al posto del mais sta nel fatto che l’impatto ambientale della coltura del mais è decisamente superiore rispetto a quella della canna.

I biogas sono una nuova fonte energetica sempre più utilizzata. Si ottengono dalla fermentazione di materiali organici di scarto, e permettono di ottenere metano e altri gas naturali con cui sostituire i combustibili fossili per produrre energia elettrica e calore.

Anche la produzione di biogas però può avere un forte impatto sull'ambiente dato il massiccio consumo d suolo che comporta per le colture, da qui la sfida di incrementare la sostenibilità delle filiere. Sostenibilità che trova una concreta soluzione nella canna comune, sia perché ha una grande potenzialità produttiva come biomassa per uso energetico, sia perché è una specie capace di restare produttiva per 10-15 anni. Inoltre, non essendo utilizzata per l'alimentazione umana non sottrae terreno fertile per produrre cibo.

Negli anni sono stati sperimentati diverse materie prime per produrre il biogas, ma il problema principale è sempre stato la necessità di rendere sostenibili le filiere. La coltivazione del mais, uno dei vegetali più utilizzati in questo campo, ha infatti un forte impatto ambientale, e poiché il granoturco è utilizzato anche nell'alimentazione umana, sottrae terreno fertile alla produzione di cibo.

Per questa ragione i ricercatori della Scuola Superiore Sant'Anna hanno impiegato gli ultimi anni per trovare una valida alternativa, come le sanse, le vinacce, le bucce di pomodoro, i panelli di spremitura delle alghe, i materiali lignocellulosici, gli oliivegetali, i grassianimali, la carta da macero.

Tra tutti i materiali testati, la canna comune ha fatto registrare i risultati migliori.

 

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Presentazione del terzo rapporto sull'efficienza energetica dell'ENEA

 

Giovedì, 6 febbraio 2014

Orario: 11:00 – 13:00

Auditorium Confindustria

Via Tupini, 65 - Roma

 

L’efficienza energetica ottenuta grazie agli sgravi fiscali, ai certificati bianchi, e agli ecoincentivi per il rinnovo degli autoveicoli vengono illustrati dal terzo Rapporto sull’Efficienza Energetica dell’ENEA, unitamente ad una valutazione della loro efficacia in termini economici e di risparmio energetico.

Il Rapporto fornisce il quadro complessivo delle politiche e delle misure per il miglioramento dell’efficienza energetica nei settori: edilizia, residenziale, terziario, industria, trasporti, agricoltura, servizi energetici e generazione distribuita.

Il Rapporto mette in evidenza che il notevole numero di progetti di ricerca sull’efficienza energetica sviluppati in Italia, che ci pongono ai primi posti in Europa, comporta significative opportunità per l’industria italiana, per la crescita della competitività e dell’occupazione.

IL Rapporto è stato elaborato dall’Unità Tecnica per l’Efficienza Energetica dell’ENEA, e si potrà consultare sul sito: www.efficienzaenergetica.enea.it

 

Apre i lavori: GIOVANNI LELLI, Commissario ENEA

 

Intervengono:

GUIDO BORTONI, Presidente Autorità per l’energia elettrica e il gas; PIERALDO ISOLANI, Responsabile dell’Area Energia, Unione Nazionale Consumatori; AURELIO REGINA, Vice Presidente per lo Sviluppo Economico e per l'Energia, Confindustria; ROSARIA FAUSTA ROMANO, Direttore Generale per l’energia nucleare, le energie rinnovabili e l’efficienza energetica, Ministero dello Sviluppo Economico

 

Conclusioni : FLAVIO ZANONATO, Ministro dello Sviluppo Economico

 

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Si avvia a Padova una nuova fase per la realizzazione di componenti e impianti per le attività di sperimentazione del reattore a fusione ITER

 

Con la consegna di PRIMA (Padova Research ITER Megavolt Accelerator), l’edificio che ospita un impianto sperimentale per la fusione nucleare, avvenuta presso l’Area della Ricerca del CNR di Padova, il sistema Italia registra un ulteriore progresso tecnologico per la realizzazione di ITER. PRIMA è un laboratorio che ospita un acceleratore di fasci neutri, che serve per il riscaldamento del plasma e per l’avvio del processo di fusione del reattore sperimentale ITER. Il progetto vede impegnato il Consorzio RFX di Padova, di cui fanno parte l’ENEA, il CNR, l’INFN e l’Università di Padova.

Questo risultato è stato ottenuto grazie ad una complessa attività di ricerca e sviluppo iniziata nei primi anni novanta, quando l’ENEA per prima cominciò ad orientare le proprie attività di ricerca verso lo sviluppo tecnologico del reattore dimostrativo, come coordinatore del programma italiano di fusione, e svolgendo successivamente anche un ruolo di supporto all’Industria, che si è rivelato determinante nella partecipazione alle gare internazionali per l’aggiudicazione dei componenti di ITER, ottenendo finora il 53% delle commesse europee, al netto delle gare per gli edifici.

Questo successo è dovuto anche al coinvolgimento delle industrie italiane del settore fin dall’inizio. Le nostre industrie hanno saputo cogliere l’opportunità di operare in un ambito strategico su attività di grande complessità che hanno permesso loro di ottenere risultati di eccellenza mondiale, nonché di acquisire un’alta qualificazione e di incrementare così la loro competitività anche in campi più convenzionali. Sono risultati di eccellenza che sono stati resi possibili mettendo a sistema un’industria altamente qualificata, dei laboratori di ricerca di eccellenza e una efficace attività di formazione.

Saranno le tecnologie hi-tech made in Italy: magneti superconduttori, camera da vuoto, sistemi di riscaldamento (l’impianto in costruzione a Padova), ecc., che dovranno garantire per decenni la sperimentazione in piena efficienza di ITER.

 

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Ercolano vince il primo premio delle "Cartoniadi"

 

Va alla citta’ di Ercolano il primo premio delle ”Cartoniadi”, campionato della raccolta differenziata di carta e cartone organizzato da Comieco – Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica – in collaborazione con la Provincia di Napoli. L’iniziativa si e’ tenuta per tutto il mese di novembre 2013 ed ha visto 7 Comuni sfidarsi nella raccolta di carta e cartone. Al comune di Ercolano che si e’ qualificato al primo posto, vanno 30mila euro messi in palio da Comieco. Risorse che saranno destinate al finanziamento di una borsa di studio per studenti di scuole primarie, secondarie e istituti superiori e all’acquisto di attrezzature dedicate alla raccolta differenziata per utenze commerciali. La gara ha coinvolto circa 375.000 abitanti della Provincia, residenti nei Comuni di Acerra, Casalnuovo di Napoli, Castellammare di Stabia, Ercolano, Marano di Napoli, San Giorgio a Cremano e Torre Annunziata. Il Comune di Ercolano ha conquistato la vittoria registrando, nel mese di gara, un incremento del 62% sui dati di raccolta rispetto al periodo di riferimento (mese medio di raccolta maggio-settembre 2013, escluso il mese di agosto) ed effettuando una raccolta di qualita’, ovvero con il minor numero possibile di frazioni estranee o impurita’. Per quanto riguarda gli altri Comuni in gara, quelli che hanno registrato i miglioramenti piu’ significativi dal punto di vista della quantita’ e qualita’ della raccolta sono stati Castellammare di Stabia, Marano di Napoli e Torre Annunziata. Soddisfatto l’assessore all’Ambiente della Provincia di Napoli, Giuseppe Caliendo, che sottolinea come ”la raccolta differenziata ed il suo incremento rappresentino il presupposto indeclinabile per l’avvio di un percorso che sia finalmente in grado di generare una brusca inversione di marcia e rendere noi cittadini liberi da quella che oso definire l’insopportabile prigionia dei rifiuti”. ”Sulla scia della iniziativa promossa da Comieco – aggiunge l’assessore – la raccolta differenziata non dovra’ essere semplicemente un’attivita’, ma dovra’ divenire un modus acquisito, uno stato d’animo e quindi un comportamento naturale di ogni cittadino”. Dal canto suo, il direttore Generale di Comieco, Carlo Montalbetti, ringrazia l’ente di piazza Matteotti e tutti i cittadini coinvolti grazie ai quali sono state raccolte ”oltre 77mila tonnellate di materiale” con un incremento medio ”di raccolta nel mese di gara del 12%, pari a circa 120 tonnellate di carta e cartone”. In particolare il vincitore, il comune di Ercolano, e’ passato da una raccolta pro capite di circa 20 kg/anno a 32 kg/anno, un risultato superiore alla media regionale di raccolta, che si attesta sui 25 kg per abitante”

 

Notizia dell' 8/01/2014 dell'agenzia Asca

 

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L’impegno ENEA per l’innovazione tecnologica del sistema industriale per la produzione energetica

 

Giovanni Lelli, Commissario dell’ENEA, in apertura del convegno “La ricerca energetica in Italia: nodi e prospettive”, ha evidenziato: “Conoscere a fondo i meccanismi che regolano il Sistema della ricerca energetica in Italia è fondamentale per la pianificazione di politiche energetiche di lungo periodo che in linea con le direttive europee, si pongano l’obiettivo di rilanciare gli investimenti nel settore della produzione di energia con tecnologie innovative che permettano di ridurre le emissioni di CO2”. Lelli ha poi sottolineato: “L’Italia è tradizionalmente uno dei Paesi più dinamici nel campo della ricerca energetica, ma il trasferimento dei risultati di tali attività al sistema produttivo viene ostacolato dalla propensione a considerare la ricerca come scollegata rispetto allo sviluppo industriale. Si tratta di una tendenza che ritarda lo sviluppo del sistema dell’innovazione italiano, anche in campo energetico, e che viene evidenziata dalla scarsa propensione delle imprese a investire in progetti innovativi, già accentuata dalla crisi economica. Solo il rafforzamento del sistema della ricerca e la sua armonizzazione con il tessuto industriale possono consentire alla green economy di affermarsi in Italia, anche grazie agli strumenti operativi e legislativi della Strategia Energetica Nazionale. In questo quadro l’ENEA supporta il Ministero dello Sviluppo Economico con un sistema di informazione e monitoraggio che offre una panoramica delle tecnologie energetiche esistenti e delle potenzialità che tali tecnologie possono avere a livello territoriale, anche in termini di ricadute sulla competitività delle imprese sui mercati internazionali e sul piano occupazionale”.

Nel corso del convegno è stato presentato il libro “Ricerca sull’Energia” di Ugo Farinelli, Consigliere della Fondazione Energia e già Segretario Generale dell’AIEE (Associazione Italiana Economisti dell’Energia), che fa il punto sullo stato dell’arte della ricerca scientifica in campo energetico e sulle criticità che frenano lo sviluppo di questo importante settore tecnologico.

 

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World Energy Outlook 2013. Scenari futuri del consumo mondiale dell’energia

 

Oggi i drastici cambiamenti climatici della Terra sono visibili in tutta la loro violenza a tutti. Non c’è angolo del globo terrestre che negli ultimi mesi non sia stato piegato da cicloni, piogge torrenziali, alluvioni, bruschi cali di temperature o al contrario temperature molto calde. L’equilibrio della Natura è stato sicuramente sconvolto dall’uomo, dal suo indiscriminato utilizzo delle risorse e dall’inquinamento senza freni. In settimana si è tenuto a Varsavia la Cop19, il summit delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, in cui tuttavia non si sono prese delle decisioni per salvaguardare l’ambiente e, quindi, anche il futuro dell’uomo. Contemporaneamente all’incontro di Varsavia, il 14 novembre è stato pubblicato a Londra il rapporto World Energy Outlook 2013, realizzato dell'Agenzia Internazionale per l'Energia (IEA), secondo cui entro il 2035 il 40% del fabbisogno energetico sarà soddisfatto dalle fonti energetiche rinnovabili, ma allo stesso tempo i gas serra cresceranno del 20%. Secondo l’IEA il consumo di energie rinnovabili costituirà il 40% del fabbisogno energetico soltanto se si creerà nei diversi Stati un sistema di incentivi statali per permettere una distribuzione equa e capillare delle fonti energetiche. Necessaria, quindi, è una politica su scala globale che promuova la sostenibilità energetica e ambientale e soprattutto la riduzione dei gas serra, i veri responsabili dell’aumento della temperatura terrestre. Nonostante la considerevole crescita dell’uso delle energie pulite, nel 2035 i combustibili fossibili continueranno a coprire il 76% della domanda totale di energia, facendo sì che la temperatura globale aumenti di 3,6°C rispetto ai solo 2 °C previsti. Il rapporto spiega che se nei paesi Occidentali si privilegeranno le energie rinnovabili, ciò non avverrà nei paesi in via di sviluppo in cui la principale fonte di energia sarà ancora il carbone. India, Cina e Medio Oriente diventeranno i più grandi consumatori di energia, in particolare il Medio Oriente sarà il secondo consumatore di gas entro il 2020 e il terzo consumatore di petrolio entro il 2030. Accanto alle economie emergenti, ci saranno anche gli Stati Uniti che continueranno a essere il secondo consumatore di energia; mentre l’Europa consumerà sempre meno perdendo la posizione di terzo consumatore. Nel Word Energy Outlook viene poi data molta attenzione al case del Brasile. Questo paese in via di sviluppo è destinato a diventare uno dei più importanti esportatori di petrolio e produttore di energia, anche se allo stesso tempo è già leader mondiale per l’utilizzo delle energie rinnovabili.

Una soluzione al complicato rapporto energia, cambiamenti climatici e crescita economica può essere, come si legge nel rapporto, l’adozione di quattro misure concrete “ migliorare l’efficienza, limitare la costruzione e l’uso delle centrali a carbone meno efficienti, minimizzare le emissioni di metano durante la produzione di petrolio e gas naturale, riformare i sussidi alle fonti fossili”.

 

La sintesi del Word Energy Outlook è visibile al link http://www.iea.org/publications/freepublications/publication/WEO2013_Executive_Summary_Italian.pdf

 

Giovanna D’Urso

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L’energia si colora di verde

 

Una tematica che interessa le famiglie e l’economia domestica è il risparmio. Inconsapevolmente, però, compiamo molti gesti che alimentano le bollette e gli sprechi. In economia e ingegneria energetica con il termine energia sostenibile (o energia verde) si considera quella modalità di produzione ed utilizzazione dell' energia che permette uno sviluppo sostenibile. Tale concetto ha tre componenti chiave, una dal punto di vista della produzione (e quindi legata alla produzione di energia rinnovabile), un'altra legata alla sua utilizzazione ovvero all'efficienza e risparmio energetico ed infine l'ultima legata all'impatto ambientale in termini di inquinamento (minimo, controllato o nullo). Si tratta quindi di un approccio ampio che non riguarda solo la produzione energetica, ma anche il suo utilizzo, inserendosi pertanto in un'ottica complessiva di sviluppo sostenibile e di economia verde. Sul fronte dell' uso razionale dell'energia, le possibilità sono moltissime ed impossibili da elencare, in quanto gli ambiti di possibile aumento dell'efficienza energetica o di risparmio energetico sono vastissimi. A puro titolo di esempio -assolutamente non esaustivo- si possono citare l'isolamento termico delle abitazioni, l'uso di lampade a basso consumo, lo sfruttamento di cascami di energia termica non altrimenti evitabili/utilizzabili per alimentare reti di teleriscaldamento. Come risparmiare sull’uso degli elettrodomestici? Gli elettrodomestici di casa consumano molto e, soprattutto, sono molteplici: quasi in ogni stanza ne utilizziamo uno. Il re degli energivori è il frigorifero: in Italia i frigoriferi consumano circa il 3,5% di tutta l’elettricità nazionale, più di quella consumata per i trasporti ferroviari e urbani. Ma accanto al frigo utilizziamo ogni giorno la lavatrice, molte famiglie sono ormai dotate di una lavastoviglie, alcune usano ancora lo scaldabagno elettrico, e così via. La prima cosa da fare sarebbe di rimpiazzare appena possibile i vecchi elettrodomestici con apparecchi nuovi di cui sia comprovata l’efficienza, cioè il basso consumo di elettricità a parità di prestazione: basta confrontare tra loro le etichette energetiche che devono essere ben esposte, scegliendo in ogni caso modelli di classe A o superiore (A+, A++, A+++). Sul sito Topten vengono elencati gli elettrodomestici più ecologici e convenienti. Per il riscaldamento occorrerebbe ridurre le dispersioni di calore e un maggior isolamento delle finestre. Per il raffreddamento si dovrebbe usare il ventilatore anziché il condizionatore, che è molto più dispendioso ed emette CO2. Per quanto riguarda l’illuminazione, è fondamentale la scelta delle lampadine e delle lampade, meglio preferire quelle a LED, spegnere gli interruttori della luce quando non servono ed eliminare lo stand-by di, computer, stereo, ecc.: consuma inutilmente circa il 10% di energia. Per lo spreco di acqua, chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti o ci si fa la barba, preferire la doccia al bagno, usare l’acqua calda della cottura della pasta per pulire piatti e stoviglie e non eccedere con gli sciacquoni. Per lavatrici e lavastoviglie alcuni punti da seguire per risparmiare fino al 45%: pieno carico, niente prelavaggio se il carico non è particolarmente sporco, allaccio diretto all'acqua calda (normalmente si caricano gli elettrodomestici con acqua fredda che deve essere poi riscaldata dalla resistenza interna). Usarle a pieno carico fa risparmiare da 8.000 a 11.000 litri di acqua all'anno. A proposito di convenienza, la fornitura luce di Sorgenia incontra l’affidabilità e l’efficienza energetica degli elettrodomestici Bosh. Sul catalogo Bosch per Sorgenia puoi scoprire i modelli di frigorifero, lavastoviglie, lavatrice e asciugatrice per le tre gamme Smart, Comfort e Premium che Sorgenia ha selezionato per te e scegliere in base a ciò di cui hai bisogno. EcoDomestico il primo della classe per il risparmio energetico degli elettrodomestici, ti offre l'opportunità di scegliere, assieme alla tua fornitura elettrica, tra un’ampia scelta di elettrodomestici ad alto risparmio energetico garantiti dal marchio Green Technology Inside, il migliore in fatto di sicurezza, prestazioni ed eco-sostenibilità. Le case diventano sempre più tecnologiche e green con elettrodomestici e impianti sempre più verdi, in grado di garantire altre prestazioni e un elevato comfort termico, ma soprattutto grazie alla domotica: quasi il 60% degli immobili di nuova costruzione (+16% negli ultimi due anni) ha almeno un elemento di automazione che permette di risparmiare fatica, soldi ed energia. A ciò si aggiungono gli impianti fotovoltaici, che sfruttano l’energia solare in maniera del tutto ecologica. Risparmiare si può, basta volerlo. Il portafogli e l’ambiente ringraziano.

 

Rossella Velotto

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“Il Nonprofit verso l’efficienza energetica: una grande opportunità per la sostenibilità”

 

Banca Prossima e GSE (Gestore dei Servizi Energetici) organizzano mercoledì 13 novembre il convegno “Il Nonprofit verso l’efficienza energetica: una grande opportunità per la sostenibilità” (Milano, piazza Belgioioso), nell’ambito del quale verrà presentato l’accordo tra Banca Prossima, GSE e un gruppo di Energy Service Companies (ESCo) per agevolare il miglioramento dell’efficienza energetica delle organizzazioni non profit.

Partecipano, tra gli altri, Guido Bortoni (Presidente Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas) e Simona Vicari (Sottosegretario Ministero dello Sviluppo Economico).

Programma:

Mercoledì 13 novembre 2013, ore 9:30 - 12:30

Sala convegni Intesa Sanpaolo - piazza Belgioioso,1 Milano

9:30 Registrazione partecipanti

10:00 Saluto di benvenuto di Marco Morganti

10:15 Edoardo Croci, Research Director IEFE, Università Bocconi

Gli orizzonti dell’efficienza energetica

10:30 Guido Bortoni, Presidente Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas. Concorrenza ed efficienza nel mercato dell’energia in Italia

10:45 Fabrizio Tomada, Direttore GSE

L’approccio del GSE al Terzo Settore

11:00 Claudio Ferrari, Presidente Federesco

Energy Service Company: un modello di intervento

11:15 Marco Morganti, Amministratore Delegato Banca Prossima

La finanza al servizio dell’efficienza energetica del Terzo Settore

11:30 Simona Vicari, Sottosegretario Ministero dello Sviluppo Economico

Conclusioni

Modera Elio Silva, Il Sole 24 Ore

Light lunch

 

Per informazioni

Intesa Sanpaolo

Ufficio Media Attività Istituzionali Sociali e Culturali

+39 02 87963010 - 62052

stampa@intesasanpaolo.com


Redazione

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Energia Sostenibile: a Latina il Comune si adegua al Paes per la concreta attuazione del Progetto “20-20-20”

 

La “Governance” europea ha fissato, in tema di salvaguardia ambientale, una serie di obiettivi ambiziosi da raggiungere entro il 2020, meglio conosciuti come progetto "20-20-20" che mirano a ridurre le emissioni dei gas serra dell'UE di almeno il 20% rispetto al 1990, puntando anche a garantire che il 20% del consumo di energia dell'UE provenga da fonti rinnovabili, riducendo del 20% i valori di energia primaria rispetto ai livelli previsti, il tutto da realizzarsi attraverso il miglioramento dell'efficienza energetica.

In Italia è stata avviata da parte dei primi cittadini di molti Comuni l’iniziativa del Patto dei Sindaci mirata all’attuazione di un Piano in favore dell’Energia Sostenibile.

Il Comune di Latina, che ha aderito al Patto nel 2012, ha ospitato nella sala conferenze del Museo Cambellotti di Latina il “Forum per la concertazione del Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES)”.

Il Forum rientra tra le attività di coinvolgimento della cittadinanza e dei portatori di interesse previste proprio dall’iniziativa del Patto dei Sindaci. Iniziativa particolarmente significativa tenendo conto del ruolo fondamentale svolto dalle amministrazioni cittadine nel mitigare gli effetti del cambiamento climatico, considerando che l'80% del consumo energetico ed emissioni di CO2 è associato alle attività urbane.

Con l’adesione al Patto dei Sindaci, anche il Comune di Latina ha scelto di contribuire alla lotta contro i cambiamenti climatici globali, lavorando al raggiungimento dell’obiettivo dichiarato di diminuzione di emissione di CO2 di almeno il 20% entro il 2020 sul proprio territorio.

Il Comune di Latina, in linea con gli aderenti al Patto, ha elaborato un Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES) che propone una serie di azioni da attuare, a breve e lungo termine, per la riduzione delle emissioni di CO2.

Il forum di concertazione del PAES, organizzato dall’Ufficio Energia del Servizio Ambiente, è stato presentato dal primo cittadino, Giovanni De Giorgi e dall’assessore all’Ambiente, Fabrizio Cirilli.

Sono intervenuti: Luciana D’Ascanio, Energy Manager del Comune di Latina e Jessica Brighenti, collaboratore tecnico per il Patto dei Sindaci, che hanno illustrato il risultato del lavoro sinora svolto e gli obiettivi principali delle azioni del PAES che riguardano i campi dell'edilizia, delle infrastrutture urbane, della mobilità e degli impianti oltre alla pianificazione urbana e territoriale che influenzerà a lungo termine il consumo di energia.

Un significativo contributo all’incontro è stato fornito dai relatori che si sono susseguiti: Alessandro Corsini (Responsabile scientifico dell’Accordo Quadro tra il CERSITES e il Comune di Latina), Francesco Traversa (Presidente del Soggetto Gestore EMAS APO), Francesco Savo (Mobility Manager del Comune di Latina), Pasqualino Grossi (Energy Manager Acqualatina S.p.A.) con un focus sui principali ambiti di intervento del PAES.

La sentita partecipazione al forum da parte della cittadinanza ha ribadito una forte attenzione popolare verso i temi energetici ed ambientali e la necessità di avviare fattivi percorsi condivisi verso la concretizzazione di città realmente a misura d’uomo.

Pagina ufficiale PAES del Comune di Latina:

www.comune.latina.it/c-1068/paes

 

Michele Minnicino

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A Roma, una manifestazione per l'Italia rinnovabile

 

Scendiamo in piazza perché crediamo in un futuro energetico italiano incentrato sulle fonti rinnovabili e l'efficienza. La rivoluzione energetica iniziata in questi anni con oltre 600mila impianti distribuiti nel nostro Paese e oltre il 30% dei fabbisogni elettrici soddisfatti non deve essere fermata. Perché oggi è possibile ridurre fortemente la dipendenza dalle fonti fossili, che fanno male alla salute delle persone, danneggiano l’ambiente e aggravano la crisi economica. E perché è qui l'interesse dell'Italia e di tutti i cittadini, ma anche l’unica prospettiva di sviluppo che permette di fermare i cambiamenti climatici, ridurre la povertà e garantire la pace.

 

Scendiamo in piazza perché siamo a un passaggio decisivo, e dobbiamo reagire con forza a un attacco portato alle fonti rinnovabili da parte di chi vorrebbe fermarle per tenere in vita inquinanti centrali a carbone e a olio combustibile che, ennesima ingiustizia, beneficiano persino di miliardi di Euro presi in bolletta o dalla fiscalità generale.

 

Noi ci battiamo perché sia data a tutti la possibilità di beneficiare di un sistema energetico che premia chi risparmia energia, chi la autoproduce da impianti puliti, chi investe nella gestione delle reti energetiche e nell'accumulo. Che permetta di nuovo alle famiglie di accedere a incentivi per i pannelli solari, e a chi vive sotto un tetto in amianto di poterlo sostituire. Ci battiamo per fare della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio il più grande cantiere del cambiamento nei prossimi anni. Perché vogliamo un Paese che sappia pensare al futuro e porsi obiettivi ambiziosi, in ambito nazionale ed europeo con target obbligatori su rinnovabili ed efficienza al 2030.

 

Saremo in piazza perché la larga maggioranza dei cittadini italiani è con noi e questa domanda di cambiamento deve aver voce, perché deve essere più facile per le persone e i condomini realizzare interventi, perché va eliminata la burocrazia che strangola il settore e garantita la legalità, eliminando ogni tipo di infiltrazione mafiosa e criminale nel settore, perché vogliamo una strategia energetica nazionale lungimirante in grado di liberare il paese dai combustibili fossili e di posizionarlo all’avanguardia nell’innovazione e diffusione delle energie pulite. E lo faremo con una giornata di festa dove vi sarà la possibilità di conoscere direttamente come già funziona e come potrebbe svilupparsi un modello distribuito fatto di bioenergie sostenibili e di solare, di impianti eolici, idroelettrici, geotermici. E ci saranno spazi per discutere, confrontarsi, definire scenari di sviluppo nel nostro Paese del contributo delle energie pulite e delle possibilità della riqualificazione energetica.

 

 

 

Sabato 26 ottobre 2013

Roma, via dei fori imperiali

Dalle 10:00

 

 

 

Promosso da Legambiente, Wwf, Greenpeace, Kyoto Club. Adesione di Aiab, Acli, Aiel, Arci, Anev, Anter, Assieme, Assorinnovabili, Ater, Cepes, Chimica Verde, Cia, Cib, Cobat, Cts, Energia felice, Federparchi, Fiom, Focsiv, Fondazione campagna amica, Fondazione per il sud, Forum terzo settore, Giga, Itabia, Libera, Movimento consumatori, Movimento difesa del cittadino, Msa, Pro natura, Rete mobilità nuova, Roma Natura, Runerer Italia, #salvaiciclisti, Si alle rinnovabili No al nucleare, Touring club, Uisp (elenco aggiornato al 16 ottobre)

Media partner Qualenergia.it, Rinnovabili.it

Patrocinio Comune di Roma, Regione Lazio

 

Redazione

 

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Verso un’Italia low carbon:sistema energetico, occupazione e investimenti

 

Presentazione del rapporto ENEA “Scenari e Strategie”

 

CNEL, Viale David Lubin n. 2 – Roma

 

24 ottobre 2013 – ore 9

 

 

L’Unità Centrale Studi e Strategie dell’ENEA produce da diversi anni studi basati sulla elaborazione di scenari energetici nazionali, che consentono di verificare la coerenza strategica di certe scelte di politica energetica, di anticipare i rischi, e di studiare dunque risposte tempestive. Rendendo possibile delineare la traiettoria – con le sue tappe intermedie - che porta a realizzare la visione del futuro energetico desiderato, essi consentono la discussione sulle sue implicazioni con tutti gli attori interessati.

Gli scenari presentati in questo volume, proiettati al 2050, sono stati realizzati con il modello TIMES-Italia, già utilizzato per l’elaborazione della “Strategia energetica nazionale”. Lo Scenario di Riferimento riflette le tendenze in atto e le politiche esistenti al 2010, mentre lo Scenario Roadmap traccia il percorso per raggiungere il forte abbattimento delle emissioni di gas-serra definito dalla Energy Roadmap 2050 della Commissione Europea. Il confronto fra questi scenari permetterà di misurare le sfide che si prospettano e di evidenziarne le principali criticità.

Il volume presenta inoltre i risultati di uno studio sugli impatti economici di alcune politiche attualmente dibattute, allo scopo di fornire elementi per una loro valutazione da un punta di vista economico e sociale.

 

Programma

 

 

9:00 Registrazione dei partecipanti

 

 

9:30 Apertura dei lavori

Antonio MARZANO, Presidente CNEL

Flavio ZANONATO, Ministro dello Sviluppo Economico (*)

 

 

10:00 Il rapporto “Scenari e strategie”

Maria Rosa VIRDIS, ENEA

 

 

 

10:30 Tavola rotonda

 

Moderatore: Diego GAVAGNIN

 

Invitati a partecipare:

 

Massimo BECCARELLO, Responsabile Area Efficienza energetica, CONFINDUSTRIA (*)

 

Corrado CLINI, Direttore generale per lo sviluppo sostenibile, il clima e l'energia, MATTM (*)

 

Roberto BRANDI, Responsabile della linea di lavoro sull’energia e l’ambiente della IV Commissione CNEL

 

Antonio GOLINI, Presidente ISTAT

 

Fabrizio IACCARINO, Affari Istituzionali, ENEL

 

Massimo MUCCHETTI, Presidente Commissione Industria, commercio, turismo Senato della Repubblica (*)

 

Ermete REALACCI, Presidente Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici - Camera dei Deputati

 

Fabrizio TORTORA, Vice Presidente asso Rinnovabili

 

Giovanni SABATINI, Direttore Generale ABI (*)

 

Luciano BARRA, Capo della segreteria Tecnica del Dip. Energia del Ministero dello Sviluppo Economico

 

 

13:00 Conclusioni

Giovanni LELLI, Commissario ENEA

 

  

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Notte Bianca al Vomero? Vieni a scoprire Bee!

 

Vuoi far parte del primo car sharing elettrico d’Italia? Vieni a scoprire come avere la tua auto elettrica a soli €30 all'anno sabato 12 ottobre al Vomero! Potrai ricevere tutte le informazioni ed acquistare la Bee Card direttamente al nostro stand!

 

Dalle 9 alle 14 siamo in Via Luca Giordano davanti alla Fnac: potrai scoprire i Bee Point di Via Stanzione, Vico Acitillo e dell'Srenella e sapere di più su Via Cimarosa e Via Scarlatti!

 

Dalle 17 alle 21 siamo invece all'inaugurazione di Piazza Muzii, la principale piazza dell'Arenella finalmente restituita ai cittadini dopo un totale restyling. E, visto che abbiamo un Bee Point proprio là, perchè non abbonarti e provare Bee al volo? Puoi raggiungere Piazza Muzii in Bee prendendo la tua auto elettrica in qualsiasi Bee Point e lasciandola nel Bee Point di Via Alfredo Rocco 7.

 

Per informazione link

 

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ENEA e General Electric Italia siglano accordo per lo sviluppo di studi e attività nei settori dell’energia e della sostenibilità ambientale

 

L’ENEA e General Electric Italia hanno firmato un accordo per la promozione di iniziative congiunte nei settori dell’energia, dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale. L’intesa, sottoscritta da Giovanni Lelli, Commissario dell’ENEA, e da Sandro De Poli, Presidente e Amministratore Delegato di General Electric Italia, prevede l’avvio di una collaborazione per lo sviluppo di progetti e per la realizzazione di attività dimostrative sul territorio, con ampie ricadute in ambito industriale. Le prime collaborazioni che ENEA e General Electric Italia intendono avviare riguardano le tematiche delle Smart Cities, del recupero di calore da processi industriali (Waste Heat Recovery) e della successiva conversione in energia elettrica.

 

General Electric Italia, filiale italiana di una grande multinazionale attiva nell’ambito dell’innovazione tecnologica per il settore energetico a livello mondiale, è tra le società che investono più risorse in ricerca e sviluppo nel nostro Paese. General Electric opera da decenni in settori di mercato diversificati, dalla messa a punto di motori per l’aereonautica alla produzione di macchinari biomedicali, dal segmento delle materie plastiche ai sistemi per l’illuminazione efficiente.

 

Giovanni Lelli, Commissario dell’ENEA, ha sottolineato: “Le sinergie tra la General Electric Italia, una delle maggiori realtà industriali energetiche del nostro Paese, e l’ENEA, un organismo pubblico di ricerca che opera nei settori dell’energia e della green economy, in grado di fornire supporto tecnico-scientifico in questi settori, in particolare per la progettazione e l’ottimizzazione di processi energetici e di prodotti innovativi improntati alla sostenibilità ambientale, contribuiranno ad accrescere lo sviluppo e la competitività del sistema imprenditoriale nazionale determinando nuove opportunità occupazionali.”

 

Sandro De Poli, Presidente e Amministratore Delegato di General Electric Italia, ha commentato: “General Electric Italia ha investito molto sul territorio nazionale in termini di sviluppo industriale ed attività di ricerca, con evidenti ricadute occupazionali, di competitività della tecnologia “made in Italy” e di export. L’azienda, forte di una presenza nel Paese di circa 12.000 dipendenti diretti ed oltre 20.000 nell’indotto, per attività che spaziano dai motori aeronautici agli equipaggiamenti medicali, intende rafforzare ulteriormente le proprie attività industriali sul territorio circa prodotti ad alta tecnologia, su cui andranno a riversarsi i contenuti scientifici e di know-how frutto della collaborazione tra ricercatori di ENEA e proprie strutture di ricerca e sviluppo, sia nazionali (ricordiamo i centri R&S di GE a Firenze e Bari) sia internazionali (in Europa e Stati Uniti). Tale collaborazione è chiaramente parte di un più ampio impegno di General Electric Italia, in qualità di azienda internazionale leader nelle tecnologie, nel dare un significativo contributo allo sforzo del Governo mirato al rilancio del Sistema Paese Italia.”

 

Redazione

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Presentati all'ENEA i risultati delle sperimentazioni per lo sfruttamento energetico di biomasse agroindustriali residue

 

 

I risultati delle sperimentazioni condotte nell’ambito del progetto V.E.R.O.BIO (Valorizzazione Energetica di Residui Organici di attività agroindustriali mediante utilizzo di celle a combustibile del BIOgas da digestione anaerobica), relative alla valorizzazione di residui agroindustriali a fini energetici, sono stati presentati oggi a Roma nel corso di un workshop tenutosi presso la sede dell’ENEA. Il progetto, finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, è stato sviluppato con un approccio multidisciplinare da ENEA, Università “La Sapienza” di Roma, Università di Cagliari e CRA-RPS di Torino.

La finalità principale di V.E.R.O.BIO riguarda la fattibilità di accoppiare il processo di digestione anaerobica ad un sistema di cogenerazione ad alta efficienza come le Celle a Combustibile a Carbonati Fusi (MCFC), per la trasformazione di alcune tipologie di biomasse di scarto in energia elettrica e termica. Le attività di ricerca hanno offerto informazioni inedite sui processi di co-digestione, sulla compatibilità del biogas prodotto con l’alimentazione di celle a combustibile a carbonati fusi e, viceversa, sulla possibilità di adattare le celle a una diversa qualità di combustibile. Lo studio ha inoltre fornito indicazioni sulla possibilità di riutilizzare il “digestato” anche a fini energetici e ha contribuito ad approfondire la conoscenza degli aspetti meno noti della microbiologia dei processi di digestione, mettendo in luce nuove informazioni sulla composizione delle comunità microbiche che governano le fasi chiave del processo. 

Il progetto offre una soluzione al problema della gestione dei rifiuti e, contemporaneamente, supporta le azioni per rispondere alle richieste della Commissione Europea sull’incremento della quota di consumi energetici da fonti rinnovabili e sulla riduzione delle emissioni di CO2. Lo sviluppo di processi tecnologici innovativi, basati sulla multidisciplinarietà evidenzia come l’equilibrio tra ricerca di base e applicazioni tecnologiche possa favorire il raggiungimento degli obiettivi della sostenibilità ambientale nei processi di trasformazione e produzione.

 

Ufficio Stampa ENEA
Elisabetta Pasta

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Corso di formazione e aggiornamento professionale per Energy Managers ed Esperti in gestione dell'energia

 

Napoli 14/18 Ottobre 2013. L’obiettivo del corso è fornire tutti gli strumenti tecnici, pratici e gli elementi normativi per la formazione di Energy Managers e di Esperti in Gestione dell’Energia, una nuova figura professionale esperta nella conservazione, nell’uso razionale dell’energia e dell’efficientamento energetico nelle imprese, in particolare, del settore civile.

 

Il corso organizzato in collaborazione con l’ENEA, la FIRE e il Collegio dei Periti industriali e dei Periti industriali laureati della Provincia di Napoli, si svolgerà in cinque giornate per un totale di 40 ore. 

Il corso, tenuto da tecnici del settore, docenti universitari, rappresentanti dell’ENEA e della FIRE, rappresenta un’opportunità unica di crescita e aggiornamento. Al termine del corso è previsto il rilascio di un attestato di frequenza.

 

Essendo il corso a numero chiuso, è preferibile compilare quanto prima la scheda di iscrizione (in allegato) ed inviarla tramite fax allo 081 409957 o tramite e-mail ad aneainfo@tin.it contestualmente al pagamento della quota di iscrizione pari a € 1.000,00 (+ IVA al 21%) per ogni partecipante.

E' prevista una quota ridotta di € 900,00 (+ IVA al 21%) per i soci FIRE dell’anno in corso, per gli aderenti ad EnergyNetwork che dal 1° gennaio 2013  abbiano realizzato interventi di risparmio energetico per almeno 0,5 TEP, per gli iscritti al Collegio dei Periti industriali e dei Periti industriali laureati della Provincia di Napoli e per le Agenzie per l’Energia aderenti a Renael, Rete Nazionale delle Agenzie Energetiche Locali (un membro per Agenzia). 

 

Per informazioni:

Segreteria Organizzativa ANEA

Tel. +39 081 417831  Fax +39 081 409957

e-mail:aneainfo@tin.it - web: www.anea.e

 

Redazione

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Forum Green Energy 2013: le banche tra ambientalismo e profitto

 

Investire sì e tanto, ma nel campo più conveniente e attrattivo possibile. È questo senz’ombra di dubbio il ragionamento che ha motivato l’impegno intrapreso dalle banche italiane da quest’anno, in vista del traguardo europeo 2020, ad investire 110-130 miliardi di euro nel campo delle energie rinnovabili, a fronte dei 25 miliardi investiti nel periodo 2007-2012.

Nell’appuntamento annuale del Forum Green Energy, organizzato dall’ ABIEventi e dall’ABI Energia, i temi all’ordine del giorno sono stati molteplici: i fattori strategici per lo sviluppo della green economy in Italia, gli elementi chiave per la crescita sostenibile forniti tramite il confronto tra terziario e pubblica amministrazione, il ruolo del credito, del terziario e soprattutto delle banche nel settore verde.

Di indubbia positività l’impegno economico da parte delle banche, che si impegnano non solo ad investire capitale nel mondo dell’energia rinnovabile, ma anche a donarsi/imporsi delle “Linee guida per la gestione dell’energia e dell’ambiente in banca”, in base alle quali si richiede un analisi ambientale ed energetica da attuare all’interno stesso degli uffici bancari, e nella costruzione dei futuri edifici creditizi.

Ovviamente, alla luce della logica bancaria, tutto ciò avrà un tornaconto. Lo sviluppo che negli ultimi anni ha investito il settore delle energie rinnovabili è qualcosa in continua crescita. Se questa implementazione da un lato mette in luce il merito delle banche nel partecipare e incentivare numerosi progetti ambientali, dall’altra assicura agli edifici creditizi un massimo beneficio col minimo sforzo.

Nonostante si parli sempre in modo negativo dell’attuale situazione energetica italiana, è doveroso segnalare come in base al rapporto stilato dopo la settimana europea per l’energia sostenibile, il nostro Paese è al quinto posto al mondo per capacità installate nelle fonti pulite, preceduta da colossi come Usa, Cina, Germania e dalla Spagna.

Riuscirà l’impegno bancario a migliorare lo sviluppo della Green Energy nel nostro Paese senza avvilire ulteriormente in alcun modo le tasche dei nostri investitori?

 

Raffaella Pocobelli

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Ravenna2013 - Fare i conti con l’ambiente: primo evento italiano “green” realizzato “dal basso”

 

Si terrà a Ravenna dal 25 al 27 settembre “Fare i conti con l’ambiente”, evento a km zero sui temi della sostenibilità. Conferenze, Workshop, dirette streaming web nazionali, speaker di grido, istituzioni, giornalisti, meeting di blogger, teatro, musica, pittura, laboratori didattici…

 

Mancano davvero poco a Fare i conti con l’ambiente, manifestazione di Ravenna, giunta alla sesta edizione, dedicata ai temi della sostenibilità ambientale e alle buone pratiche in tema rifiuti/acqua/energia. Prenderà il via il 25 settembre (con chiusura il 27) e sarà un evento a km zero (si svolge infatti interamente nel Centro Storico pedonale di Ravenna all'interno di 15 Sale attrezzate, in Piazza del Popolo e nelle principali vie del Centro Storico)

 

Tra i momenti più interessanti e degni di nota segnaliamo:

- la conferenza Labeinnovation Rifiuti: tecnologia, ricerca e nuovi saperi per la gestione dei rifiuti –a cui parteciperà il Dott. Maurizio Pernice (Dir. Gen. Ministero dell’Ambiente). Nel corso della mattinata verrà approfondito lo stato dell’arte del nuovo ATO Regionale Emilia Romagna con il punto di vista dei diversi protagonisti, istituzioni, enti di controllo e gestori. A seguire la presentazione del libro QUALITA’ vs QUANTITA’ dell’Prof. Ing. Andrea Masullo (Presidente del Comitato Scientifico Greenaccord).

 

-il grande ritorno di Philippe Daverio, dopo i successi degli anni scorsi, con una conferenza sul tema “Fare i conti con l’ambiente: il vero capitale”.

 

-la Conferenza Internazionale sugli indicatori ambientali e biologici come spie della qualità di un ecosistema: casi di studio dal mondo, rifiuti, acqua, energia…con la partecipazione dei maggiori esperti europei del settore.

 

-la conferenza su Smart Manufacturing, Digital Start Up ed "effetto Sputnik", dove Fabrizio Cardinali, uno dei principali esperti europei nell'area delle nuove tecnologie per l'addestramento  e il supporto alle performance online, fondatore di numerose start up eLearning in Europa, Australia  e USA e relatore internazionale sullo "Sputnik Effect", presenta (introdotto da Umberto Torelli, giornalista del Corriere della Sera) le nuove sfide formative dello Smart Manufacturing e le nuove frontiere  dell'addestramento on line.

 

-la conferenza “I lavori verdi per i giovani”, anche qui Ravenna celebra il grande ritorno di Marco Gisotti, esperto di green jobs: quali sono le professioni del futuro e verso quali settori è più opportuno orientarsi? Una panoramica su quelli che vengono definiti “lavori verdi” e che oggi interessano tutti i settori dell’economia, dalla produzione di energie all’agroalimentare e all’edilizia.

 

-l’happening/incontro sul tema del ciclo di gestione dei rifiuti urbani,   promosso dall'Associazione ATIA-ISWA Italia, “ZERO WASTE: fare i conti con l’ambiente” … interventi e testimonianze dei principali protagonisti del settore sui temi caldi: 
quanto e come incentivare il recupero di materia  –  Raccolte differenziate, siamo oltre la qualità? Quali esperienze di raccolta  in termini di sostenibilità economica e sociale? A che punto siamo con la prevenzione?

 

-labecamp: non-conferenza sui temi “green”, vedrà la partecipazione di blogger, giornalisti, esperti ed appassionati di ecologia, tutti accomunati dalla voglia di praticare “conversazioni sostenibili”. Il labecamp 2013 vedrà l’importante partecipazione del network dei “Giornalisti Ambientali” (FIMA – Federazione Italiana Media Ambientali), che proprio in Ravenna ha tratto spunto e forza per nascere e che in Ravenna conferma una delle proprie date “fisiche” nel 2013 dopo l’esordio ad Aprile in occasione del Festival del Giornalismo di Perugia.

 

Ravenna2013 si conferma una delle manifestazioni “green” più originali del panorama italiano, con un format che miscela contenuti dall’alto valore tecnico-scientifico calati all’interno di un “palcoscenico” particolare come il centro storico della città. Accanto alle conferenze c’è infatti un nutrito programma di eventi culturali, che miscela teatro, cinematografia e arte. Vogliamo citare Emergenze Creative: la rassegna, curata da Silvia Cirelli, che mette a confronto arte e ambiente, in un dialogo stimolante che si traduce in una proposta di arte pubblica. Per questa sesta edizione sarà presentato il progetto Campo Base della giovane artista ravennate Giorgia Severi.

E poi la mostra opeRAEE, una selezione dei lavori artistici realizzati tramite il Recupero di Apparecchi Elettrici ed Elettronici (RAEE per l'appunto), a dimostrazione di come i rifiuti elettronici possano facilmente diventare arte. RAEE in Carcere nasce nel 2005 dalla collaborazione tra Regione Emilia Romagna, Amministrazione penitenziaria, Hera spa, insieme ai consorzi Ecolight, Ecodom, le cooperative sociali It2, Gulliver e Il Germoglio e le direzioni delle carceri di Bologna, Forlì e Ferrara.

E anche i “live painting” a tema ambientale del gruppo DissensoCreativo che animeranno la piazza principale di Ravenna, insieme ai Laboratori di riciclo creativo svolti insieme alle scolaresche della città: laboratori pensati per gli studenti delle diverse fasce d’età che possano lavorare direttamente sulle tematiche ambientali che sono al centro della manifestazione: gli studenti avranno modo di “imparare giocando” tramite laboratori di riciclo creativo, esperimenti, giochi e tanto altro ancora.

 

Efficace e originale è anche lo sviluppo "dal basso" dell'iniziativa, con il coinvolgimento di tutti gli attori (istituzioni, associazioni di categoria, imprese, ecc) attraverso la regia di labelab, gruppo di professionisti operante nel settore dei rifiuti, dell’acqua, dell’energia con un team di 50 professionisti nazionali ed internazionali, con la collaborazione del Comune di Ravenna, di altri 40 enti patrocinatori e diverse aziende partner e sponsor.

 

I numeri di questa edizione (oltre 60 iniziative) sono eccezionali e confermato l’elevato spessore contenutistico dell’evento:

•           6 Conferenze

•           26 Workshop

•           16 Labmeeting e Corsi

•           12 Eventi Culturali

 

Per il primo anno inoltre sarà ospitata l'ALTA SCUOLA DI FORMAZIONE SULLA BONIFICA DI SITI CONTAMINATI, corso residenziale rivolto a sviluppare concrete professionalità nel campo del recupero e riconversione delle aree dismesse e dei siti contaminati.

Il prefisso “CO” caratterizza gli obiettivi di quest’edizione:

-           COndivisione conoscenza

-           COstruire pensando

-           COordinare i diversi interessi

-           COnvivenza per la qualità dell'essere e del fare

 

 

Contatti:

Gian Maria Brega, PR manager

labelab

+39 338 9020851

gmbrega@labelab.it

www.ravenna2013.it / www.labelab.it/blog

 

 

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Il meccanismo dello Scambio sul posto nell’ impianto fotovoltaico

 

Il meccanismo dello Scambio Sul Posto regolamenta l‘utilizzo dell’impianto fotovoltaico tramite un sistema di conguaglio tra l’energia non utilizzata di , quindi ceduta alla rete, e l’energia prelevata dalla rete, quindi comprata, dal calare del sole all’alba del giorno successivo. Ogni tre mesi viene effettuato un conguaglio economico in conto corrente, il quale restituisce parte della bolletta pagata quando l’impianto fotovoltaico non è attivo.

A titolo di esempio, un impianto produce 10 kWh al giorno e viene installato su una utenza che utilizza 4 kWh diurni e 6 kWh serali e notturni. Di conseguenza il sistema cederà alla rete 6 kWh perchè non direttamente utilizzati. Ogni tre mesi l’utente riceverà un conguaglio in conto corrette pari all’80% del costo pagato, in bolletta, per l’ammontare della differenza tra l’energia elettrica ceduta alla rete durante il giorno e quella prelevata dalla stessa a sole tramontato, in questo esempio 6 kWh. Un impianto fotovoltaico da 3 kWp, del costo indicativo di 8.000 €, posizionato su un tetto idealmente inclinato a 20°, orientato non propriamente a sud, in zona centro- Nord Italia, può arrivare a produrre 3450 kWh all’anno.

Se si considera un consumo di circa 3300 kWh annui, di cui la metà avviene durante il giorno ed il restante si consuma dopo il calare del sole, tramite il meccanismo oggetto di studio si otterrà un beneficio consistente nel risparmio immediato in bolletta e conguaglio dovuto allo scambio sul posto pari a 680 € (ipotizzando il costo giornaliero per kWh pari a 0,25 €, e il costo serale e notturno a 0,17 €/kWh), di cui 450 € sono riconducibili al risparmio diretto derivante dal proprio autoconsumo.

A questo importo è necessario aggiungere 400 € all’anno di detrazione fiscale 50%, per 10 anni, per un totale di beneficio annuale pari a 1.080€. Tale impianto permetterà un tempo di recupero dell’investimento stimato in meno di sette anni e mezzo.

 

Analizzando un’installazione analoga relativamente ad un consumo di 6,000 kWh, si ottengono produzioni di 6900 kWh. In tal caso il beneficio di risparmio immediato in bolletta e conguaglio dovuto allo scambio sul posto sarà pari a 1,230 € circa, di cui 750 € sono riconducibili al risparmio diretto derivante dal proprio autoconsumo.

Qualora il prezzo dell’impianto fotovoltaico fosse stimabile in 14.000 €, la detrazione fiscale 50% di cui l’utenza godrebbe sarebbe quantificabile in 700 € all’anno, di conseguenza l’impianto sarebbe ammortizzabile in poco più di 7 anni.

 

L’ultimo caso studio è rappresentato da una famiglia i cui consumi ammontino a 10.000 kWh all’anno. L’impianto fotovoltaico, produrrà circa 11.500 kWh, per cui sarà riscontrabile un leggero surplus di produzione di energia elettrica.

Il beneficio immediato in bolletta, dovuto al conguaglio per scambio sul posto, sarà stimabile in circa 2.000 €, di cui 1.250 € relative al risparmio immediato della bolletta. Ciò si traduce in un minor costo d’acquisto dell’energia elettrica da sostenere durante l’anno. A tale beneficio si deve aggiungere la detrazione IRPEF 50%, il cui ammontare, ipotizzando un costo pari a 22.000 €, risulta essere 1.100 € all’anno. Effettuati i dovuti confronti, si potrà notare come il payback time dell’investimento è stimabile in meno di 7 anni.

Per quanto riguarda lo scambio sul posto, attualmente ci si basa sul prezzo zonale orario moltiplicato per il costo unitario dei servizi rimborsato.

Sono entrambe stime ENEA, il che implica una variazione degli stessi anche su base regionale, anche nella misura di un 20% in quanto a scostamento medio. Non ultimo, la nuova normativa sullo scambio sul posto introduce altri parametri per il calcolo del costo unitario dei servizi rimborsato, senza però specificare (compito delle linee guida di prossima emanazione) quali siano i parametri e quale il loro valore.

In ogni caso il prezzo di vendita zonale è stimato in 0,11 €, mentre altrove è 0,08 €, mentre il costo unitario dei servizi è stimato in 0,05 €.

 

E’ altresì necessario effettuare ulteriori considerazioni a monte.

Innanzitutto, tali calcoli sono stati operati ipotizzando l’utilizzo di materiale soggetto a factory inspection, ovvero certificazioni attestanti qualità di fabbricazione europea, il che implicano costi maggiori. Da ciò deriva che mediante la fornitura di materiale non certificato si possono risparmiare diverse centinaia di € relativamente al costo dell’impianto.

Sono state considerate, in secondo luogo, installazioni standard, che nella pratica non sempre vengono effettuate in quanto non tutte le superfici sono uguali. Non sono stati considerati, ad esempio, i maggiori costi di installazione sui tetti in coppi o in ogni caso molto datati, sui tetti piani o sui tetti potenzialmente soggetti a numerosi ombreggiamenti diurni.

Considerando, poi, che sta cambiando la fattispecie dello scambio sul posto, che potrebbe diminuire il valore del meccanismo del conguaglio, comportando minori restituzioni dei costi sostenuti durante gli orari serali e notturni, è molto interessante prevedere la dotazione futura di sistemi di accumulo integrati agli impianti fotovoltaici che consentiranno di rimanere allacciati alla rete, ma allo stesso tempo immagazzinare la propria energia per gli usi notturni (scavalcando quindi il problema fine incentivi fotovoltaico 2013).

 

Desta particolare attenzione la crisi dell’azienda Solsonica di Rieti. Impresa che si occupa proprio di fotovoltaico. Ancora un anno di cassa integrazione a Solsonica, ma stavolta dalla «ordinaria» si passa alla «straordinaria» per crisi aziendale. E’ questa l’ ipotesi di un accordo raggiunto tra azienda e sindacati all’ Assessorato Regionale al Lavoro, e che ora dovrà passare al vaglio dei lavoratori. L’assemblea è prevista martedì e non sarà una passeggiata. D’altronde, con il fatturato in picchiata (dai 108 milioni di euro del 2010 ai 64 milioni del 2012) e con un debito da 45 milioni di euro da ristrutturare con le banche, alla Regione non è stato difficile ottenere il via libera al ricorso alla cigs. Ma per la prima volta Solsonica non sarà in grado di anticipare ai suoi 205 dipendenti l’assegno della cassa: dovrà farlo l’Inps con tutte le difficoltà e le lungaggini di cui a Rieti si discute ormai da settimane senza trovare un punto di svolta.

 

 

Pablo Arturo Di Lorenzo

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Visita guidata al CRa di Monteroni.Percorso multi-tematico alla scoperta della Canapa 

 

 

Domenica 21 Luglio appuntamento presso Monteroni, in provincia di Lecce, dove il CRA-CAR (Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura - Unità di ricerca per l’individuazione e lo studio di colture ad alto reddito in ambiente caldo-arido di Lecce, ha avviato un progetto di ricerca sulla coltivazione della Canapa in ambienti meridionali.

 

Il progetto, finanziato da Ikaros Power, azienda pugliese specializzata in energie rinnovabili, mira a valutare le condizioni ottimali per la coltivazione della Canapa in ambienti caldo-aridi tipici del nostro Meridione. L’iniziativa, aperta a tutti, mira a coinvolgere il cittadino e l’istituzione nel settore della Canapa, una pianta di tradizione italiana in grado di sostituire materie prime di origine fossile e mineraria, che può rappresentare una soluzione per diverse problematiche di ordine ambientale, agronomico, economico, culturale. In questa occasione sarà possibile toccare con mano i numerosi derivati della Canapa e conoscere le realtà che si impegnano a promuovere questa grande risorsa.

Programma della giornata

Ore 10.00 Incontro presso la sede del CRA (Via Prof. Gino Rizzo s.n.c. c/o Via Marconi  73047 – Monteroni di Lecce )

 

Registrazione dei partecipanti

 

Ore 10.30 Inizio visita guidata nella piantagione di Canapa sperimentale

 

Storia,utilizzi,coltivazione di una pianta millenaria

 

Confronto sui temi affrontati

 

Ore 12.00 Aperitivo rigenerante a base di prodotti locali e derivati del seme di Canapa

 

L’iniziativa è aperta a chiunque voglia approfondire i numerosi aspetti di una coltura in grado di migliorare le condizioni di vita dell’Uomo e dell’Ambiente.

 

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Fashination of plants day

Questa bellissima Terra che abitiamo e che spesso maltrattiamo ci regala tante ricchezze che per millenni non siamo riusciti ad utilizzare nel modo giusto. Abbiamo sempre avuto a disposizione delle grandi risorse senza apprezzarne le grandi potenzialità. La scoperta di nuove fonti di energia derivanti dal sole, dalle piante e dalla natura in generale, segneranno una svolta epocale. C'è ancora tanto da scoprire e da sviluppare in questo settore nato recentemente, ma finalmente si comincia a sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema delle energie rinnovabili e della tutela dell'ambiente.

A questo proposito è stata indetta una giornata mondiale dedicata a informare il pubblico relativamente alle scienze vegetali e al loro utilizzo in diversi settori.

Il 18 maggio 2013 si è svolta la seconda manifestazione di "Fascination of Plants Day" in tanti Paesi del mondo con lo scopo di sensibilizzare il pubblico riguardo alla tutela dell'ambiente e all'incentivazione delle nuove tecnologie basate sulla Green Energy. E' un evento coordinato dall’EPSO, l’Organizzazione Europea delle Scienze delle Piante. Fra il 14 e il 19 maggio anche in 36 città italiane, come Roma, Milano, Torino e Bari, sono stati organizzati laboratori, concorsi, mostre e visite guidate. In questo modo si pensa di avvicinare le persone ad un grande progetto poco conosciuto e pubblicizzato, e renderle partecipi dei nuovi progressi.

L'obiettivo principale di questa importante manifestazione è quello di dimostrare quanti passi avanti sono stati fatti e ancora si stanno facendo per migliorare il settore della biologia vegetale e utilizzarla nell'ambito farmaceutico, industriale ed energetico.

Anche quest'anno le varie iniziative hanno avuto un grande successo e con lo svago e il divertimento si è riusciti a trasmettere una maggiore consapevolezza del mondo che ci circonda e delle sue potenzialità.

 

Valentina Marongiu

 

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Convegno “Rinnovabili 2.0. Idroeolico, solare termico e geotermia:
innovazione e impresa”

Mercoledì 22 maggio 2013 - Ore 9.30 – 13.30
Palazzo Isimbardi (Sala Affreschi) - Corso Monforte 35, Milano

Reperire fonti energetiche che siano efficienti ma anche sostenibili per
il nostro pianeta è un’esigenza sempre più sentita. Ne deriva una continua
ricerca di soluzioni innovative - anche dal punto di vista tecnologico -
in particolare per quanto riguarda settori ancora poco sviluppati, ma con
grandi possibilità di crescita, come la geotermia, il solare termico e
l’idroeolico.

Uno sforzo che vede aziende, istituzioni, enti universitari e associazioni
di categoria collaborare assieme allo scopo di realizzare nuovi progetti
“green”, ma allo stesso tempo in grado di essere remunerativi e attirare
gli investimenti.

Nel corso del convegno “Rinnovabili 2.0. Idroeolico, solare termico e
geotermia: innovazione e impresa” si approfondiranno temi quali le
normative vigenti, gli iter autorizzativi utili all’installazione degli
impianti e lo stoccaggio dell’energia prodotta da fonti rinnovabili. Il
Convegno vuole essere inoltre un’utile occasione per presentare best
practice sia a livello nazionale che internazionale.

Il convegno si inserisce all’interno del format “Rinnovabili 2.0”, ideato
da MGP Cultura Immagine e Comunicazione, che dal 2010 si occupa di
stimolare la discussione sul tema delle fonti energetiche rinnovabili, al
fine di migliorare la regolamentazione del settore.

Enti patrocinanti: OICE, FIPER, AIFI, KYOTO CLUB, FEDERNPERN, ASLA, AVR,
IL CHIOSTRO, AGESI, ASCOMAC, FEDERESCO, FIRE, ASSOSOLARE, GIFI, ANTER,
ISES, ENERGY LAB

Media Partner: ACQUA&ARIA, ECO-NEWS, E-GAZETTE, ENERGIE&AMBIENTE,
INFOBUILDENERGIA.IT, L'AMBIENTE, GRUPPO ITALIA ENERGIA, RINNOVABILI.IT,
ENERGIA MEDIA

 

Redazione

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Green washing
Green washing

Il greenwashing tra sviluppo sostenibile e strategie di mercato

Si fa presto a dire “green”!... Quella articolata costruzione economica e sociale denominata green economy, che cerca di organizzare la produzione e il consumo delle merci “a km zero”, di  aumentare la raccolta differenziata dei rifiuti, di incentivare l’utilizzo dei nuovi materiali per arrivare a una “edilizia a emissione zero”, e così via, non ha un cammino facile in un “ambiente” come quello dell’old economy ancora dominante in gran parte del sistema-mondo. Vuole anche rivoluzionare il modo di produrre energia, con l'energia sostenibile, intesa come la capacità/possibilità di produrre e distribuire l’energia e soddisfare il fabbisogno energetico attuale, attingendo alle fonti rinnovabili come quella idroelettricala solare, l’eolica, usando tecnologie che siano a basso impatto ambientale e in grado di aumentare l’efficienza energetica, in modo da non compromettere le necessità delle generazioni future.

Difficile a dirsi, ma ancor più difficile a farsi in un ciclo sistemico di produzione-distibuzione-consumo che spesso vanta virtù ambientaliste che non possiede, organizzando la sua “immagine”, la pubblicizzazione delle sue attività e la vendita dei suoi prodotti, all’insegna dell’economia verde, senza averne i requisiti strutturali, logistici e sociali.

E’ il fenomeno denominato greenwashing – neologismo nato dall’unione del termine  “green” (verde) con il verbo “washing” (lavare) – caratterizzato dal “lavare col verde”, con un accorto quanto ingannevole lancio pubblicitario, i  prodotti realizzati non in linea con le aspettative ambientaliste, ma che continuano ad essere una vera e propria testimonianza  dello sfruttamento intensivo delle risorse naturali non rinnovabili, dell’inquinamento delle terre e delle acque e, per accennare soltanto alle gravi “ricadute sociali”, delle ingiustizie presenti in tante aree del pianeta.

Per combattere questo fenomeno, si sta cercando di fare più attenzione in sede legislativa e di implementazione delle regole nella vita quotidiana. Per l’elettricità verde, ad esempio, gli enti pubblici GME (Gestore dei Mercati Energetici) e GSE (Gestore dei Servizi Energetici) dovranno verificare e “certificare”, al fine anche di distribuire incentivi per le produzioni energetiche da fonti rinnovabili.

Il cambiamento più problematico, come sempre, è quello “culturale”, relativo allo stile di vita consumistico che la maggioranza della popolazione occidentale percepisce non come “storico”, suscettibile di trasformazione, ma come il “naturale” modo di vivere.

Vincenzo Villarosa

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Cunicoli con luce naturale

Viaggio al centro della terra. Parole d’ordine ecostenibilità ed ecocompatibilità

 

Ve li ricordate i romanzi Ventimila leghe sotto i mari e Viaggio al centro della Terra di Jules Verne? Già due secoli fa lo scrittore, avanguardistico per molti versi, invitava a fare un viaggio nelle profondità degli abissi e nel cuore della terra, dove erano racchiuse meraviglie.

Oggi questo viaggio nel cuore della terra è possibile farlo sul serio. Un cuore che non cela solo bellezza e testimonianze di vita e di diverse destinazioni d’uso, ma il cui buono stato di salute è garante della sicurezza in superficie.

Lo sa bene il team de La Macchina del Tempo, presieduta da Luca Cuttitta, i cui membri scendono nelle viscere della terra partenopea per controllare la presenza di eventuali indicatori di rischio, come percolamenti ed infiltrazioni.

“Spesso le persone – spiega Luca Cuttitta – pensano che sia la presenza di cavità nel sottosuolo, il cosiddetto vuoto sotto, a mettere in pericolo la sicurezza in superficie. In realtà così non è. Queste, cavità infatti, sono state utilizzate per millenni con varie destinazioni d’uso, da cisterne pluviali a rifugi antiaerei, passando per la fase degli acquedotti, e resistono ancora oggi. Ciò vuol dire che in passato le cose venivano fatte seguendo precisi criteri in grado di sfidare l’azione del tempo. Gli episodi cui assistiamo oggi ci indicano che del sottosuolo oggi viene fatto, spesso, un cattivo utilizzo. Quindi c’è da chiedersi in cosa oggi abbiamo sbagliato per essere in grado di aggiustare il tiro”.

In tal senso l’utilizzo del Museo del Sottosuolo di Napoli, situato a piazza Cavour 140 e gestito proprio da La Macchina del Tempo permette di monitorare costantemente lo stato dell’arte di quel tratto del sottosuolo partenopeo, individuando, ad esempio, perdite di acqua di entità tale da risultare preoccupanti e di cui spesso non sono a conoscenza neanche gli abitanti dei palazzi sovrastanti. Questo dà la possibilità di allertare subito gli uffici preposti alle verifiche del caso (dall’Arin all’Ufficio Sottosuolo).

Inoltre, lo scendere in profondità consente di scoprire nuovi luoghi da mappare, recuperare e valorizzare ed anche insospettabili esemplari della flora e della fauna ipogea, la cui conoscenza appare nevralgica perché la loro presenza indica che sono riusciti a svilupparsi ed a sopravvivere anche in ambienti ostili come quelli, ad esempio, dei collettori fognari.

Per far conoscere un patrimonio importante La Macchina del Tempo, con il Museo del Sottosuolo, propone diverse attività, dagli eventi, mostre, piece teatrali, reading e tanto altro, ai percorsi base fino ad arrivare ai tour speleo e, per coloro che vogliano provare l’emozione delle salite e discese in parete, il corso di introduzione alla speleologia. Suggestive, poi, le proiezioni in 3 D, realizzate in collaborazione con il team La Salle, che documentano numerosi momenti di diverse spedizioni specialmente in grotte naturali. Il fil rouge riguarda il processo di formazione dei cristalli.

I percorsi si svolgono all’interno del primo acquedotto greco-romano a Napoli, quello della “Bolla”, che risale almeno a 2000 anni fa, con gli spazi ampi ed alti delle cave.

 

Il Museo del Sottosuolo ha nella sua mission la tutela ambientale, partendo da quella del patrimonio ipogeo.

Proprio per questo, mercoledì 24 Aprile a partire dalle ore 10.00 il Museo del Sottosuolo apre le porte ai mille volti dell’ecocompatibilità e dell’ecosostenibilità con “Arti Energetiche in Movimento”, a cura dell’art director Manuela Ariota (artienergeticheinmovimento@gmail.com; 331 425 52 26)

 

Le parole d’ordine sono Abbattimento dell’impatto ambientale, Ecosostenibilità ed Ecocompatibilità.

Da realizzare come? Modificando, riadattando e riutilizzando oggetti e materiali. A volte basta davvero poco ma il risultato che si ottiene è nodale

Non una semplice scelta di tendenza o “di moda”, ma una decisione figlia di una profonda consapevolezza che nasce da quello che tutti abbiamo quotidianamente sotto gli occhi: collasso in atto delle risorse planetarie, una disuguaglianza sociale sempre più estrema e ad un consumismo spinto cui fanno da specchio i morsi sempre più feroci ed impietosi della crisi.

Il diktat: riutilizzare è meglio che sprecare (e necessario).

“Produrre consapevolmente energia elettrica ed alternativa – sottolinea Manuela Ariota- porta ad usare in modo consapevole anche l’energia motoria  e quindi a vivere con maggiore consapevolezza, ritrovando se stessi attraverso il recupero delle proprie tradizioni partenopee. Scendere nelle viscere della terra, per poi riemergere in superficie per sentirsi più forti e consapevoli di ciò che si è''.

 

Un ricco carnet di eventi che si dipaneranno nell’arco dell’intera giornata (dalle 10.00 alle 21.00) tra videoproiezioni che propongono ciclo-escursioni e visite ai siti archeologici, percorsi sensoriali ed olfattivi, percorsi didattico-culturali alla scoperta di Napoli e provincia ed incontri con i diversi volti dell’arte del riciclo.

 

Per maggiori informazioni:

Il Museo del Sottosuolo

Piazza Cavour, 140 – 80137 | Napoli

331-2086848

www.ilmuseodelsottosuolo.com

info@ilmuseodelsottosuolo.com

 

Francesca Parente

(Riproduzione riservata ©)

 

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Dall'antichità ad oggi, un ingegnoso frigo senza corrente

 

Immaginiamo di essere in vacanza in Africa, in un tour nel deserto o in visita per qualche giorno ad un villaggio locale, nel cuore del continente. Probabilmente ci siamo andati organizzati, non essendoci corrente elettrica nè acquedotti abbiamo portato con noi taniche piene di acqua potabile, strumenti meccanici, o al massimo un mini pannello solare per ricaricare il cellulare.

Di essenziale non ci manca nulla, ma come conservare un po' di frutta e verdura senza il frigo? Esiste un sistema semplicissimo che sfrutta un meccanismo fisico conosciuto fin dall'antichità, in totale assenza di elettricità: è sufficiente mettere due vasi di terracotta l'uno nell'altro, lasciando un'intercapedine uniforme da riempire con sabbia, segatura, o altro materiale organico della stessa consistenza, bagnare bene quest'ultimo e coprire il tutto con un panno umido. Se il clima è molto caldo ed asciutto, l'acqua evaporando creerà un ambiente refrigerato dentro il vaso interno, con una temperatura che tenderà a stabilizzarsi all'incirca a sei gradi centigradi sopra lo zero. Basta semplicemente continuare a tenere lo strato intermedio umido, e mantenere il tutto coperto ed in un luogo all'ombra e ventilato, ad esempio vicino ad un a finestra. Un comune frigorifero, l'elettrodomestico considerato giustamente tra i più utili ed igienici, ma anche molto energivoro, mantiene la temperatura appunto tra i quattro ed i sei gradi, se si esclude la zona freezer.

Questo sistema viene usato da qualche anno in Africa per conservare frutta, bibite ed anche medicinali senza corrente, ed ha anche aiutato i piccoli scambi commerciali locali: più a lungo si conservano i prodotti del proprio orto e più possibilità ci saranno di vederli al mercato del villaggio; ad esempio le carote ed i pomodori così 'durano' venti giorni mentre con il clima locale sarebbero avvizziti appena in due o tre giorni. L'idea, che sembra fosse già nota nell'antichità agli egiziani, ai greci ed ai romani, è stata riproposta nel 2000 come pot in pot -recipiente nel recipiente- da Mohammed Bah Abba, insegnante nigeriano, ed è stata riscoperta e rielaborata nel 2006 dalla studentessa ed imprenditrice inglese Emily Cummins, con altre forme e materiali simili, ed in questa versione è nota come 'Zeer'. Ancora adesso, a dodici anni dalla scoperta di Bah Abba, il congegno è in piena diffusione in Africa e nel sud dell'Asia, dove ne vengono prodotti dei modelli in serie da aziende locali e da enti umanitari no profit, ad oggi si stima ne siano stati distribuiti circa 12.000; sono in fase progettuale dei modelli più grandi da inserire stabilmente nell'arredo domestico ed anche di appositi per i farmaceutici, in particolare per l'insulina.

In futuro non si escludono nemmeno applicazioni al condizionamento di interni, domestici e non. L'enorme utilità dello Zeer è evidente nelle zone in via di sviluppo, ma anche da noi, essendo le nostre estati mediterranee calde ed asciutte in particolare nelle zone costiere, potrebbe contribuire a ridurre i consumi elettrici estivi, e quindi perché non costruire e portare uno Zeer in campeggio o in spiaggia (in rete si trovano facilmente le istruzioni anche in video, con consigli e chiarimenti per eventuali dubbi) come nuova curiosità 'green'? Vedendoli, qualche anziano probabilmente si ricorderà dei fiaschi di terracotta, da secoli prodotto tipico del nostro artigianato contadino, che, specialmente se bagnati esternamente, mantenevano 'magicamente' l'acqua ed il vino ben freschi anche d'estate...

 

Luciano Meoni

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“Foreste a Rotoli” guida degli acquisti di carta ecologici e amici dell’ambiente

 

La carta con cui sono fatti tovaglioli, libri, fazzoletti, carta igienica e rotoloni da dove proviene? Le aziende produttrici sono amiche dell’ambiente oppure no? A queste domande Greenpeace cerca di dare una risposta con la campagna “Deforestazione Zero!”.

Greenpeace s’impegna quotidianamente nel fermare la distruzione delle ultime grandi foreste del Pianeta indagando sul commercio illegale di legno e promuovendo l’utilizzo di carta riciclata. Oggi, la foresta tropicale più a rischio è quella indonesiana minacciata costantemente dall’uomo. Le foreste indonesiane sono protagoniste del commercio illegale di legno, acquistato anche da Asia Pulp & Paper il più grande produttore dell’ Indonesia di polpa cellulosa e di carta. L’Italia, purtroppo, è uno dei più grandi importatori di carta indonesiana e l’Asia Pulp & Paper ha un commercio in espansione sia nel nostro Paese sia nel resto d’Europa. Per arginare il problema della deforestazione, in primo luogo le aziende del settore della carta dovrebbero attuare una politica di acquisti chiara utilizzando solo carta proveniente da fonti ambientali e sociali sicure. La carta da impiegare dovrebbe essere soltanto riciclata, fabbricata da rifiuti post-consumo o certificata FSC (Forest Stewardship Council).

Greenpeace ha posto dei questionari alle aziende italiane del settore carta per scoprire quali di esse utilizzano solo fibra riciclata o certificata FSC e sbiancata senza l’uso di composti a base di cloro. È stata realizzata così la guida “Foreste a Rotoli”da consultare prima di fare la spesa. Si scopre così che la carta igienica amica delle foreste è etichettata Coop Viviverde, Grazie Lucart, AS, Carrefour Ecoplanet ed Esselunga Riciclata Ecolabel. I tipi di carta igienica da non poter essere considerati ecosostenibili sono targati Auchan, Smile Lucart , Sisa, Despar, Sigma.

Marche note come Scottex, Perla, Scala, Regina e Foxy non sono molto attente: i loro prodotti sono fatti solo in parte da fibre certificate FSC e percentuali basse o nulle di carta riciclata. La guida “Foreste a Rotoli” stila una classifica di produttori anche per tovaglioli, fazzoletti e asciugatutto. I fazzoletti più ecologici hanno marca Coop Viviverde, Carrefour Ecoplanet; bene anche quelli Coop. Da scartare invece ci sono i fazzoletti Perla, Scottex, Kleenex, Auchan, Regina , Tempo e Despar. Anche per gli asciugatutto le marche amiche delle foreste sono Coop Viviverde e Grazie Lucart; mentre da evitare ci sono ancora una volta le marche Scottex, Scala, Perla, Foxy, Regina, Auchan e Sisa.

Le marche consigliate da Greenpeace sono quindi Coop Viviverde, Grazie Lucart e Carrefour Ecoplanet.

http://www.greenpeace.it/deforestazionezero/foreste-a-rotoli/

 

Giovanna D’Urso

 

Ecosia ed Ecocho: due motori di ricerca verdi per proteggere le foreste pluviali

 

Anche il mondo del web sta diventando sempre più verde. Quale motore di ricerca utilizzate? Tra i più noti Google, Yahoo, Msn e Bing è possibile oggi fare una scelta ecologica e sostenibile. Sono arrivati da qualche anno sul web world anche Ecosia ed Ecocho che già dal nome rivelano la loro anima verde ed ecologica. Ecosia nasce nel dicembre 2010 da un’idea di Christian Kroll, in collaborazione con Bing e Yahoo.

Il suo obiettivo è, non tanto quello di accrescere lo stipendio dei collaboratori, ma proteggere l’ambiente, in particolare le foreste pluviali. Ecosia destina l’80% dei guadagni alla protezione dei ‘polmoni verdi’ del Pianeta oggi sempre più minacciati dall’attività dell’uomo. Ecosia insieme al WWF sostiene il Parco Nazionale di Tumucumaque nel nord del Brasile. Il Parco Nazionale di Tumucumaque rappresenta la più grande riserva di foresta tropicale e ospita il 14 % di tutte le specie di anfibi e circa il 54 % di tutte le specie di uccelli dell'Amazzonia, ma anche specie in via d'estinzione, come il giaguaro. I servizi di Ecosia permettono di compiere attività di ricerca quotidiana, a cui è possibile associare un contributo a favore dell’ambiente. Cliccando sui link sponsorizzati dal motore di ricerca parte dei ricavi vengono destinati in difesa dell’ambiente. Inoltre il server di Ecosia è alimentata da energia verde fornita da Greenpeace Energy costituita dal 99% di energia idrica e dall’1% di energia eolica. L’altro motore di ricerca è Ecocho il cui motto è ‘Mentre tu cerchi. Noi piantiamo alberi’.

Per ogni 1000 ricerche eseguite, Ecocho pianta due alberi pagati attraverso i ricavati di pubblicità sulle pagine di ricerca. Il denaro dei ricavati pubblicitari è utilizzato per acquistare i buoni ambientali governativi utili a pagare la messa a dimora degli alberi. Piantare due alberi equivale a eliminare 1 tonnellata di anidride carbonica dall’atmosfera. Infatti, ogni volta che si usa Ecocho, si rallentano i cambiamenti climatici contrastando le emissioni di gas serra, come l’anidride carbonica, causa primaria dei forti cambiamenti climatici. Il servizio offerto è gratuito, multilingue e utilizza le tecnologie di Yahoo.

Giovanna D’Urso

(Riproduzione Riservata ®)

 

Dal 2013 stop ai detersivi al fosforo, in arrivo il nuovo regolamento comunitario

 

Dal 30 giugno 2013 entrerà in vigore un’importante novità nel mercato europeo dei detersivi.

La Commissione Europea ha approvato il 14 dicembre una norma che prevede il divieto di utilizzare fosfati e la limitazione di altri composti a base di fosforo nei detersivi per lavatrici. Secondo il nuovo regolamento, i detergenti non potranno contenere più di 0,5 grammi di fosforo per dose di lavaggio standard con durezza elevata dell'acqua entro il 30 giugno 2013.

Anche i detersivi per lavastoviglie subiranno simili restrizioni a partire però dal 1 gennaio 2017, quando il limite totale di fosforo sarà fissato a 0,3 grammi.

Questa mossa dell’Unione Europea ha una grande importanza per la vita dell’ambiente. I fosfati contenuti nei detersivi se usati in maniera eccessiva, contribuiscono alla formazione del fenomeno di eutrofizzazione – conosciuto anche con il nome di maree rosse o maree verdi- alterando così la vita degli ecosistemi acquatici. Il fosforo, infatti, aumenta la proliferazione di alghe riducendo la presenza di ossigeno e quindi causando il soffocamento di pesci e altre forme di vita acquatiche presenti in fiumi, bacini e mari. Le zone che attualmente sono più colpite dal fenomeno dell’eutrofizzazione sono il mar Baltico e il fiume Danubio. Questi casi d’inquinamento sono dovuti al fatto che, per depurare le acque reflue contenenti i fosfati presenti nei detersivi, si deve ricorrere a processi costosi, che non tutti gli impianti di depurazione europei possiedono.

L’Italia in quest’ambito si presenta con un largo vantaggio rispetto agli altri paesi. Nel nostro Paese, la legge n. 136 del 26 aprile 1983 prevede che i detersivi del bucato abbiano un limite di fosforo dell’1 % e che quelli per la lavastoviglie un limite del 6 %. Il consiglio migliore è quello di leggere attentamente in ogni caso le etichette dove, oltre alla composizione chimica dei prodotti e agi indici di pericolosità, ci sono tutte le indicazioni per un utilizzo corretto e sostenibile per ottenere un lavaggio ottimale con il minor impatto sull’ambiente.

 

Giovanna D’Urso

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A Genova il Green City Energy ONtheSEA


Il 10 e l’11 novembre Genova ospiterà la prima edizione di Green City Energy ONtheSEA, Forum internazionale sulle energie intelligenti e lo sviluppo sostenibile della città e del porto. Presso il Centro Congressi del Porto Antico si terranno convegni e workshop specialistici che approfondiranno quattro aree tematiche diverse: Intelligent Building ed Edilizia Sostenibile; Reti intelligenti al servizio della città; Nuove energie e sostenibilità per porti, porticcioli e città marittime e Green Ports. La scelta di questa importante location è significativa e non casuale, infatti il Centro Congressi del Porto Antico è un esempio di come sia possibile coniugare il fascino di un struttura antica con un progetto all’avanguardia e dotata delle tecnologie più avanzate.

L’idea dell’evento Green City Energy ONtheSEA è nata dopo il grande successo ottenuto dalle due edizioni di “Green City Energy” tenutesi a Pisa nel 2010 e nel 2011 dove si avviò un confronto sui progetti e le tecnologie all’avanguardia per la produzione di energie rinnovabili nelle città costiere, nei porti e negli spazi acquei marini. A Genova, l’obiettivo sarà discutere e riflettere su progetti per realizzare porti turistici ecosostenibili e allo stesso tempo considerare e confrontarsi sulle politiche e i piani di sviluppo di una Smart City. Si penserà, quindi, a una città sostenibile in tutte le sue parti con sistemi di risparmio ed efficienza energetica. Ci si soffermerà in particolare sullo sviluppo dell'efficienza energetica e della diffusione delle energie rinnovabili nei contesti urbani, ma anche su come creare soluzioni per la mobilità e l’architettura sostenibile. La grande attenzione per le fonti di energia sostenibili va oltre il solo Green City Energy ONtheSEA. Sarà possibile, infatti, nell'area esterna del Centro Congressi provare i mezzi elettrici o a basse emissioni gratuitamente su un circuito allestito per la manifestazione. Inoltre avrà luogo una sessione di apertura istituzionale nel corso della quale si affronteranno le politiche e i piani di sviluppo della Smart City in uno scenario internazionale. Dall’Unioncamere Liguria sarà organizzato un Brokerage Event momento d’incontro tra le imprese italiane ed estere sui temi dell’energia e della sostenibilità. A chiudere l’evento Green City Energy ONtheSEA sarà il Patto dei Sindaci.

La partecipazione al Forum internazionale sulle energie intelligenti è gratuita e prevede l’iscrizione al l Forum Green City Energy.

Per maggiori informazioni consultare il sito: www.greencityenergy.it

 

Giovanna D’Urso

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Economia dei rifiuti-Forum PolieCo: “Italia più povera e meno verde se rinuncia al riciclo della plastica”

 

L’appuntamento è di quelli da non perdere per comprendere la reale situazione del sistema mondiale della gestione del business legato alla cosiddetta Green Economy.

Il III Forum Internazionale PolieCo sull’Economia dei Rifiuti proporrà ad Ischia la propria ricetta anti-crisi.

Il programma è stato presentato a Roma, in anteprima, alla stampa.

Stiamo raccogliendo i frutti di un lavoro costante iniziato da tempo, ha sottolineato, Enrico Bobbio, Presidente PolieCo, tuttavia, in un Paese come l’Italia, dal riconosciuto know how in materia di riciclo, stiamo assistendo, proprio ora in cui tutti vogliono salire sul carro della green economy, ad un pernicioso e sostanziale allontanamento dalla pratica del riciclo e ad una ancor più pericolosa parcellizzazione degli addetti ai lavori”.

Sarà questo il tema centrale sviluppato nelle cinque sessioni del Forum ischitano (in programma il 23 e il 24 settembre nelle sale dell’Albergo della Regina Isabella) e che, attraverso diversi punti di vista (economico, etico, giurisprudenziale, filosofico e giornalistico) sarà proposto come “pensatoio di green economy” per contribuire alla crescita culturale del comparto del riciclo della materie plastiche, in particolare, e dei materiali diversi, in generale.

“L’evoluzione del pensiero ecologista, secondo il Presidente PolieCo, è passata da un ambientalismo militante ad una maturata visione economica (e quindi industriale e politica) del problema. Oggi perseguire la green economy non è più solo un fatto di moda, bensì una scelta obbligata per le imprese”.

Di qui la necessità di creare un terreno di confronto e di dialogo che consenta di affrontare i punti nodali del sistema cercando soluzioni operative.

Ad illustrare il Programma del Forum, Enrico Fontana, giornalista e responsabile dell’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente, che ha ricordato la lunga collaborazione con il Consorzio, in tema di diffusione della cultura della legalità. “Senza regole non c’è green economy, né è possibile che il dialogo nasca dal monologo di pochi addetti ai lavori; infatti, il Forum si offre come confronto corale fra rappresentanti istituzionali, associazioni di categoria, imprese, organi di controllo e magistratura.

La III edizione del Forum non intende sbocciare dal nulla, ma proseguire sulla scia delle passate edizioni, sviluppando la riflessione sulla cultura del riciclo verso la green economy, attraverso lo ‘specchio’ della legalità e dell’etica d’impresa”.

La mappa dei rifiuti plastici e il suo mercato

“C’è una miopia del mondo occidentale sulla tematica del riciclo" – ha esordito Maria Ioannilli, docente dell’Università di Roma Tor Vergata, nel presentare la sintesi dello Studio: "Il mercato dei rifiuti plastici: la nuova geografia industriale e globale e l’industria del riciclo”, curato dall’ateneo romano, in collaborazione con In-Time Srl, Spin-Off della stessa Università. Lo studio, che sarà presentato in forma compiuta ad Ischia, presenta una fotografia in chiaroscuro dei flussi di rifiuti avviati a riciclo: “L’Italia è ormai rinunciataria da questo punto di vista e gli imprenditori non si accorgono che stanno perdendo il treno dell’economia, svendendo materiali a Paesi in via di sviluppo e contribuendo, altresì, ad una pericolosa circuitazione dei rifiuti e ad una concorrenza sleale”. La situazione è drammatica. A fronte di una nazione come la Cina che importa 10 milioni di tonnellate, affermandosi come leader mondiale, catalizzatore dei flussi di importazione dei rifiuti plastici, l’Italia ne esporta appena 100mila, rientrando nel gruppo dei paesi rinunciatari.

Far crescere la cultura del riciclo

“Occorre aumentare il lavoro sulla cultura del riciclo” ha dichiarato Alfonso Pecoraro Scanio, Fondazione Univerde, presentando i dati di una ricerca a cura di IPR Marketing sul tema di come favorire la green economy a partire dal settore del riciclo. Rimarcando la necessità di ridare dignità industriale al comparto del riciclo italiano. “Il lavoro di Ischia è un primo step per costruire una ‘rete virtuosa’ nel comparto, dal momento che l’industria del riuso e del riciclo sarà la ‘miniera del futuro’ ed un mattone importante della nuova economia verde”.

Il pensiero governativo è stato espresso da Marco de Giorgi, Segretario Generale MATTM, in rappresentanza del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, il quale ha sottolineato l’importante valenza economica di un corretto processo di riciclo che costituisce una delle sfide della green economy.

“Dal Forum ci aspettiamo un messaggio forte e condiviso sull’importanza di rispondere positivamente alla sfida del riciclo, ha sottolineato De Giorgi, stiamo assistendo ad un cambio di paradigma generale dal momento che le politiche di sostenibilità ambientale devono necessariamente entrare nelle dinamiche d’impresa, anzi, sono utili alla ripresa economica”.

In chiusura il presidente Bobbio ha ribadito come: “Partecipare alla sfida del riciclo non è un’opzione discutibile bensì una scelta obbligata, tanto più in un momento in cui la stessa Europa legifera nel settore e stabilisce che la materia prima più importante sarà, nel breve futuro, quella riciclata. Senza il riciclo, rischiamo il fallimento del comparto produttivo”.

 

Michele Minnicino

 

Il reattore pulito freddo messo a punto in Italia: contro tutti gli scettici approvato dalla Nasa

 

L’energia è la prima necessità dell’umanità. L’energia è moneta contante. Ma le tecnologie per produrla come dovranno essere? Compatibili con l’ambiente, non pericolose per l’uomo e ad un costo sostenibile.

Una nuova ipotesi sta nascendo in Italia, Un ingegnere italiano, Andrea Rossi, con la collaborazione scientifica del professor Sergio Focardi dell'Università di Bologna, ha annunciato alla comunità scientifica di aver costruito un mini reattore che produce energia, con reazioni di natura nucleare “fredda”. Il prototipo esiste e funziona, anche se ci sono alcuni problemi ancora da risolvere e messe a punto da fare.

I reattori nucleari fanno paura e siamo tutti contrari. I Paesi più evoluti hanno iniziato il percorso irreversibile della loro dismissione. Ma questo reattore funziona in modo esattamente opposto, senza materiali radioattivi. Fusione di nuclei a bassa temperatura, invece che fissione del nucleo ad elevatissima temperatura. Qualcosa che, al limite, si potrebbe fare in un laboratorio casalingo. Gli ingredienti principali sono l’idrogeno più la semplicissima ed economica polvere di nickel, che, in presenza di un catalizzatore, applicando una potenza in ingresso di 500 W, danno inizio alla reazione, che si autoalimenta, e produce calore costante a circa 100 gradi. L’energia prodotta in uscita è 20 volte quella in entrata, circa 10 kW, quindi rendimento abbastanza elevato.

Questo nuovo reattore infrange qualche regola della fisica classica e magari apre nuovi scenari inesplorati in tale settore. Si avranno comprensibili resistenze da parte degli ambienti accademici, che lo accetteranno solo quando il processo verrà compreso completamente.

Anche quando venne scoperta la macchina a vapore si vide che funzionava, ma non si capiva bene come, la teoria venne dopo, ma intanto la si usava. Anche qui è arrivato prima il procedimento e poi arriverà la teoria.

Ma non è tutto così semplice. Il punto chiave del processo è il catalizzatore segreto, senza il quale il processo non funziona, e che verrà reso noto solo dopo che il procedimento verrà ricoperto dal brevetto. Al momento è un inviolabile segreto industriale.

Qualcuno avrà molte perplessità, ma il Nasa Langley Research Center in Hampton (Virginia), ammette che l’invenzione di Andrea Rossi è effettivamente valida, appartiene alla categoria delle reazioni nucleari a bassa energia, fonte energetica che ancora deve essere esplorata a fondo, ma potrebbe rientrare nella categoria delle fonti rinnovabili ed essere una risposta valida, pulita e a basso costo alle necessità energetiche.

Un KW prodotto con questo procedimento ha un costo di circa 2000 €, mentre un KW prodotto da una centrale elettrica a petrolio o a carbone costa 10 volte in più, ed il costo di un KW prodotto da una centrale nucleare non è nemmeno calcolabile per tutti i problemi connessi.

Se i prossimi test continueranno a dare esito positivo, si avrà il lancio sul mercato dei primi reattori costruiti in serie per impieghi industriali e, magari,. arriveranno poi le versioni ridotte per le nostre case.

Gennaro Saccone

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Nuove culture agroenergetiche

 

Vogliamo segnalare un interessante studio, pubblicato sulle principali riviste scientifiche americane, dell'Università dell'Illinois riguardante nuove culture agroenergetiche da cui ricavare Biofuel di seconda generazione. Tali culture, tra cui il Miscanthus e il Panico Verga, sono ottimi sostituti del mais nella produzione di biocarburanti. Oltre a non sottrarre terreno alle culture agroalimentari, hanno il pregio di essere economiche sia nella fase di piantumazione, che in quelle di coltivazione e raccolto. Infatti possono essere utilizzati su terreni marginali, montani e desertici. Hanno una ottima resa per ettaro coltivato, non hanno bisogno di tanta acqua, e nessun tipo di fertilizzante chimico. Sempre sullo stesso tema, vogliamo segnalare un altro studio svolto dal CNR di Catania, sulla sostenibilità ed economicità della coltivazione del Cardo sul nostro territorio. Inoltre il progetto Probitec dell'Università Agraria di Milano segnala le migliori culture energetiche da sviluppare nella Pianura Padana.

Tutto questo fermento scientifico, dimostra la possibilità di generare biocombustibili di seconda generazione senza intaccare le culture agroalimentari.

Queste iniziative, anzi, danno lo stimolo per la creazione di vere e proprie filiere industriali per lo sviluppo di questi nuovi combustibili creando economie sostenibili dove adesso non ci sono.

Pensiamo alle centinaia di ettari di terreno incolto dei nostri Appennini. Abbandonati ormai da anni perchè ritenuti anti-economici per le tradizionali culture agroalimentari potrebbero essere riconvertiti a culture agroenergetiche con innegabili vantaggi. Nuovo benessere economico di tali aree, sviluppo occupazionale, ripopolamento della zona, manutenzione delle aree con prevenzione dei dissesti idrogeologici.

Stesso ragionamento per le aree marginali delle coltivazioni agroalimentari nelle nostre pianure. Con i medesimi vantaggi indicati sopra.

Insomma le culture agroenergetiche possono veramente contribuire al miglioramento del nostro benessere economico in un'ottica di economia sostenibile.

 

Sandro Bagatti

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Il geotermico questo sconosciuto: memorie di un'energia che potrebbe risolvere i problemi del pianeta

 

Spesso, quando sentiamo parlare di energie rinnovabili, ci vengono in mente le classiche immagini di pale eoliche e pannelli solari. Quasi mai immaginiamo una centrale geotermica, perché perfino fra gli ecologisti c'è qualcuno che non la ha mai sentita nominare. La cosa ha del surreale, in quanto il potenziale geotermico è quello che potrebbe risolvere tutti problemi energetici di questo pianeta, con il massimo rendimento.

Il fabbisogno di energia a livello mondiale infatti è di circa mezzo Zetajoule l'anno (1 Zj= 1021Joules).

Nel 2006 una relazione del MIT sull’energia geotermica ha scoperto che ci sono 13.000 zetajoule di energia attualmente disponibili sulla terra con la possibilità di estrarre con facilità 2.000 zetajoule, con tecnologia all’avanguardia (dati del Massachusetts Institute of Technology, 2007), il che vuol dire che questa sola fonte sarebbe in grado di garantirci energia, pressoché gratuita, per i prossimi 4000 anni.

 

Ma cos'è l'energia geotermica, e come si ricava esattamente?

Come abbiamo tutti studiato a scuola, al di sotto dello strato solido sul quale viviamo, la crosta terrestre, vi è una massa di magma fuso in continuo movimento, ad altissime temperature. Ciò fa si che la temperatura della crosta terrestre, estremamente sottile rispetto alla massa, aumenti rapidamente quando si scava, circa un grado ogni 30 metri.

Esistono quindi principalmente due tipi di impianto geotermico: verticale, che andando in profondità sfruttano direttamente il calore geotermico, ed orizzontale, con serpentine interrate che cercano invece di utilizzare l'immediato sottosuolo. Entrambi hanno vantaggi e svantaggi, e si sono viste notevoli innovazioni e varianti in tutte e due le tipologie.

Nel primo caso vi sono sonde che vanno ad interrarsi anche più di cento metri per sfruttare al massimo il calore, oppure per prelevarlo da falde e canali acquiferi naturali, cosa che ne massimizza i rendimenti. Le grandi centrali geotermiche utilizzano questo metodo, ottimizzato attraverso impianti di terza generazione.

Il secondo tipo è quello detto orizzontale o 'a bassa entalpia'. Questa soluzione è quella maggiormente diffusa per le abitazioni che vogliono avere un sistema di riscaldamento indipendente. L'impianto è composto di lunghe spire di tubi contenenti un liquido termovettore, interrate ad una profondità da tre dieci metri secondo i casi. Il principio di funzionamento è quello dei frigoriferi: una serpentina esterna sotterranea sfrutta la sua lunghezza per moltiplicare la differenza termica. Il fine è di refrigerare o riscaldare il liquido in circolo, che restituisce la variazione all'interno dell'edificio. L'aspetto più interessante è che questo sistema funziona sia in inverno che in estate, perché la differenza termica esiste in entrambe le stagioni e quindi è sufficiente azionare il flusso, generalmente con una pompa di calore elettrica aggiunta, per ottenere una temperatura costante tutto l'anno. Va detto però che non tutti i tipi di terreno sembrano adatti per questa soluzione, poiché quelli molto argillosi, disseccandosi nel tempo a contatto con i tubi, possono via via far diminuire il rendimento.

Al momento, molti preferiscono installare la sola pompa di calore, che sfrutta lo stesso principio di scambio con la sola inerzia termica dell'aria, soluzione che è chiaramente molto meno efficace. Raramente, laddove disponibile, viene sfruttato il potenziale di laghi o stagni dove porre le serpentine.

In definitiva, la soluzione geotermica indipendente nel nostro paese è ancora poco diffusa, sembra più per fattori culturali che per reali ragioni tecniche: come dicevamo in apertura di articolo, perfino molti ecologisti non ne sanno nulla. Ovviamente sia per le centrali che per gli impianti domestici vi sono spese di installazione e di manutenzione che all'inizio possono scoraggiare, ma la stessa cosa si può dire di tutte le energie alternative; il rapido avanzamento tecnologico nel settore le sta però rendendo sempre più accessibili, e sembra dunque opportuno informarsi frequentemente in materia.


Luciano Meoni

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Inquinamento indoor: quali pericoli per salute?

 

Tra le varie forme di inquinamento dell’aria, quello relativo alle aree indoor risulta essere il più pericoloso e più difficile da percepire.

Questo è molto pericoloso, se consideriamo che buona parte di noi passa all’interno di spazi chiusi il 90 % della propria vita.

Un dato su cui riflettere viene da un’indagine del Ministero della Salute su salute e ambiente. Il 33% delle malattie dei bambini al di sotto dei 5 anni è dovuto a fattori ambientali, e un adolescente su quattro soffre di asma e allergie. Malattie sviluppate tra i banchi di scuola e all’interno degli ambienti domestici. Percentuali simili si registrano anche per altre tipi di allergie, tutte correlate tra di loro.

Si può assistere ad una specie di paradosso. All’interno degli spazi chiusi i parametri di pm10 risultano essere superiori all’esterno. Si possono avere addirittura livelli di 185 microgrammi per metro cubo (valore registrato all’interno di una scuola piemontese). Quando basta per dichiarare che l’inquinamento esterno è meno “dannoso” di quello interno.

Mentre per la qualità dell’aria esterna, si cercano di avviare possibili soluzioni (riduzione del traffico, migliore efficienza dei sistemi di riscaldamento/climatizzazione, mobilità sostenibile etc), l’inquinamento indoor risulta veramente difficile da combattere e buona parte dipende dai nostri comportamenti.

Il mondo scientifico rileva tra le principali di fonte di inquinamento indoor i seguenti elementi:

- Gas da combustione (esempio quando si usano cucine alimentate a gas metano, sistemi presenti nella quali totalità delle nostre abitazioni e spazi comuni),

- Fumi di tabacco,

- Composti volatili, denominati Cov e Voc, in particolar modo la formaldeide (presente nella vernice delle pitture murali e nelle colle dei nostri mobili), il radon (radiazioni naturali provenienti dal terreno), e i componenti biologici (muffe, batteri, pollini, allergeni animali).

Un’analisi particolare la vogliamo riservare alla formaldeide. Classificata in classe 1 dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, già dal 2004, continua ad essere utilizzata come battericida, collante e conservante. Quest’ultimo utilizzo e veramente il più incredibile: si trova come additivo alimentare con la sigla E 240.

 

Il suo utilizzo principale comunque è quello del collante di pannelli in legno truciolati, con cui vengono assemblati mobili, rivestimenti per accessori (divani), vernici e schiume isolanti.

I Cov vengono utilizzati nella produzione dei più disparati prodotti industriali (solventi, lacche, colori, vernici, detergenti, prodotti per la cura del corpo, propellenti per le bombolette spray etc), tra cui quelli per le costruzioni edili e finiture varie, e vengono poi rilasciati per lenta emissione all’interno degli ambienti.

Spesso si sente parlare della “sindrome dell’edificio malato”. Questa definizione è stata coniata a seguito di ricerche sullo stato delle persone che vivono all’interno di spazi chiusi. Irritazione, tosse, pruriti, mal di testa, senso di oppressione, nausea, torpore. Le cause sono dovute alla lenta emanazione inquinante dei Cov, formaldeide, e/o radon.

Fino adesso abbiamo elencato le forme di inquinamento indoor più comuni, vediamo ora come è possibile ridurli.

La prima scelta è quella di utilizzare il più possibile materiale naturale esente da formaldeide e non trattati con solventi e metalli pesanti. Impresa più semplice di quanto si possa immaginare.

I produttori di ogni tipo di oggetto sono obbligati ad inserire l’elenco dei componenti con cui sono composti gli oggetti stessi, dunque una buona prassi e quella di leggere le etichette.

Preferire vernici e pitture ad acqua e/o a calce, utilizzare isolanti naturali (sughero, lino, cotone), favorire una corretta areazione dei locali (ad esempio, periodi di tempo ridotti durante la giornata e non limitarsi alla sola mattina), utilizzare prodotti per la casa biodegradabili, mettere piante da appartamento che assorbono buona parte delle sostanze chimiche presenti, comprare mobili e accessori che utilizzano colle naturali (Ficus beniamina, spatifillo, dracena, edera, etc), utilizzare sistemi di aspirazione per la pulizia provvista di filtro igienico Hepa e/o sistema idronico, utilizzare purificatori d’aria a ionizzazione, etc.

Se un buon clima interno favorisce la percezione di “benessere”, una buona qualità dell’aria ci contente di vivere meglio ed esporci in maniera minore agli agenti inquinanti indoor.

 

Sandro Bagatti

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E se cominciassimo a fare a meno del petrolio? I nuovi carburanti dalle alghe e dai batteri OGM

 

I biocarburanti sono prodotti di origine vegetale che possono sostituire la benzina e il diesel, si possono usare da soli o miscelati con i carburanti tadizionali.

Le due tipologie principali di biocombustibili sono gli olii vegetali estratti da piante oleaginose (colza, girasole, soia e palma), usati sia allo stato greggio, che trattati chimicamente (esteri metilici o etilici: “biodiesel”) e l'alcool etilico (bioetanolo, biometanolo), ottenuto da colture zuccherine (canna da zucchero, mais, ) e un suo derivato chimico, l’etbe (ethyl-tetra-buthylether.

Quelli più impiegati sono principalmente il biodiesel e il bioetanolo. Quest'ultimo è il sostituto vegetale della benzina ed è molto diffuso in Brasile, dove attualmente si vendono auto (prodotte anche dalla Fiat locale) in grado di andare sia a benzina che a bioetanolo, che è .il biocarburante che mostra il miglior compromesso tra prezzo, disponibilità e prestazioni

Cosa ne ha impedito la diffusione? Naturalmente gli interessi delle multinazionali del petrolio, alleate con le case automobilistiche, ma le nostre auto, con poche modifiche, già potrebbero utilizzare questi combustibili alternativi. E in futuro sarano costrette a farlo, visto che il petrolio prima o poi è destinato ad esaurirsi. Questa è la situazione attuale, e per produrre questi carburanti si possono utilizzare, come materia prima, residui di coltivazioni agricole, di coltivazioni forestali, di lavorazione delle industrie agro- alimentari, oppure apposite coltivazioni (canna da zucchero, grano, mais, bietola).

Qual'é l'aspetto negativo? Le critiche alla produzione di biocarburanti, attraverso grandi piantagioni, arrivano da parte di ambientalisti e organizzazioni sociali: i biocarburanti sono accusati di ridurre la disponibilità di coltivazioni per uso alimentare e, quindi, aumentare la fame nel mondo. Nei Paesi dove è stato valutato il passaggio integrale ai biocombustibili, si è giunti alla conclusione che tale soluzione avrebbe richiesto enormi estensioni di territorio, se si fossero scelte le coltivazioni tradizionali.. Inoltre, la coltivazione di cereali destinati alla sintesi di bioetanolo anziché alla produzione di generi alimentari è una delle cause del rincaro recente dei cereali e dei relativi derivati.

Ed ecco le nuove frontiere dei biocarburanti di seconda generazione. Si possono produrre a partire da microalghe. Questi organismi unicellulari, fotosintetici, si moltiplicano spontaneamente in modo veloce, possono essere coltivati, data la loro capacità di adattamento a diverse situazioni, in acque dolci o salmastre, in spazi naturali, o in appositi siti industriali come i bioreattori. Questi impianti si sviluppano in altezza, senza necessità di grandi spazi. Le microalghe si riproducono di continuo, non ci sono periodi fissi di raccolta, che può diventare addirittura giornaliera. Come tutti gli organismi vegetali, le alghe hanno bisogno di acqua, azoto, anidride carbonica e luce solare per potersi moltiplicare. Il prodotto che si ricava è olio per il biodiesel, attraverso il processo di transesterificazione, o bioetanolo, attraverso il processo di fermentazione con una resa fino al 50% inpeso. Non si spreca niente, gli scarti serviranno da concime nel circuito produttivo.

L'altra possibilità è quella di prendere in considerazione quei batteri che, modificati geneticamente, riescono a produrre un biocombustibile molto simile al petrolio. Questi microorganismi agiscono su scarti della produzione agricola, come la canna da zucchero, la crusca di scarto della molitura, la paglia del grano prodotta dall'agricoltura e i trucioli di abete rosso dell'industria della carta. Tali batteri OGM modificati hanno la capacità di degradare i materiali lignocellulosici, .scomponendo le naturali molecole complesse, che vengono convertite in zuccheri più semplici, materia di base per i biocarburanti Questa scoperta è dovuta a più ricerche svoltesi contemporaneamente, come il progetto DISCO, condotto dal Centro di ricerca tecnologica (VTT) finlandese o gli studi delricercatore Greg Pal, direttore del Ls9, uno dei Centri di ricerca di Silicon Valley. Il biocarburante così ottenuto non arriverebbe a costare più di 50 dollari a barile, cioè circa la meta 'di quello del petrolio. Il biocarburante ottenuto con questa tecnica è anche ecologico, infatti le emissioni di gas serra prodotte dalla sua combustione sono molto minori di quelle prodotte dai combustibili attualmente impiegati.

Anche l’Air Force americana guarda ai biocarburanti: l’aeronautica militare statunitense si dichiara pronta a usare i biofuel sui propri voli.

 

Gennaro Saccone

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La tecnologia del futuro prossimo: la casa produce energia ma nessuno se ne accorge

 

Immaginate un edificio uguale in tutto e per tutto agli altri, ma che ha una qualità in più, quella di produrre energia fotovoltaica, ma senza che si veda come. Non è fantascienza. È la prossima generazione di pannelli fotovoltaici, progettati in Australia da Brandon MacDonald, un giovane ricercatore di origini canadesi all'interno dell'Ente nazionale di ricerca, in collaborazione con l’Università di Melbourne. La sperimentazione è frutto del lavoro di un team di ricercatori di Melbourne, coordinato appunto da Brandon MacDonald.

Queata ricerca ha acquistato notorietà internazionale dopo la pubblicazione sulla rivista Nano Letters ed ha consentito al suo autore di vincere il prestigioso premio DuPont Young Innovator’s 2011.

Questi pannelli, chiamiamoli ancora così, grazie alle nanotecnologie, possono avere lo spessore e il peso addirittura di una pellicola di plastica o di un foglio di carta, e sono composti da celle fotovoltaiche di nanocristalli, del diametro di pochi milionesimi di millimetro. Utilizzano appena l'uno per cento dei materiali dei pannelli tradizionali, in quanto MacDonald ha prodotto celle solari così piccole che possono restare in sospensione in un liquido, come inchiostro o vernice. Il risultato è un bel risparmio di spazi di applicazione e costi di produzione. Avendo una struttura particolare e uno spessore ridotto, queste celle fotovoltaiche possono essere addirittura flessibili.

Hanno un costo molto ridotto rispetto ai pannelli attuali perché per produrli, grazie ad una tecnologia innovativa brevettata, basta pitturarli o stamparli su una superficie adatta, seppur molto sottile. Il principio è quello di mescolare, nelle opportune proporzioni, negli inchiostri o vernici nanocristalli di "copper indium gallium diselenide" (CIGD), composto metallico che ha la doppia proprietà di essere sia semiconduttore che di avere una elevata capacità di assorbimento della luce. Il segreto di questa tecnologia è quello di lasciare i nanocristalli, dalle dimensioni infinitesime, in sospensione nella vernice: una volta che si è essiccata la vernice, sul materiale che ne fa da supporto, ecco pronto il pannello fotovoltaico ultraleggero. Questo procedimento fa sì che, una volta asciugato il liquido contenente la sospensione, si viene a formare una pellicola densa, compatta e uniforme ad alta efficienza, usando pochissimo materiale. Essiccandosi, gli strati di nanoparticelle formano una pellicola e ripetendo il procedimento con diversi strati di pittura, si possono correggere le irregolarità che possono comparire durante il processo di asciugatura, per avere una superficie perfettamente liscia. Il risultato è una pellicola densa e uniforme, ideale per formare pannelli solari ultraleggeri

Che il fotovoltaico fosse un’innovativa ed oramai indispensabile fonte di energia, era dato per scontato. Ma che potesse essere anche bello ed esteticamente piacevole, tanto da essere inserito a pieno diritto nell’architettura della propria casa, invece, è scoperta recente. Questo procedimento innovativo permetterà ,finalmente, di evitare ingombranti sed antiestetiche strutture da installare sugli edifici,

Nella fase di costruzione o di ristrutturazione di un edificio si possono integrare nelle strutture, entrano a far parte delle pareti esterne, tetto, addirittura delle finestre, può essere la vernice del tetto, ma senza che si veda. Il vantaggio è duplice: costi bassissimi rispetto a quelli attuali ed impatto ambientale ed estetico zero.

Il mercato delle celle solare è in continua rinnovamento e le nanotecnologie sono il percorso obbligato individuato per gli per sviluppi futuri. Brandon MacDonald, coordinatore della ricerca, ha commentato il suo risultato scientifico spiegando come le celle, così realizzate, stampabili e flessibili, potranno contribuire a ridurre sostanzialmente il costo dell'energia rinnovabile, oggi ancora elevato. Il progresso tecnologico, oltre a rendere le rinnovabili immediatamente adattabili alle esigenze comuni, sarebbe anche orientato a integrare il fotovoltaico nel libero mercato, con diffusione su vasta scala. L'unico svantaggio della nuova tecnologia è l''uso del cadmio, componente principale e particolare elemento chimico, che va trattato con le dovute precauzioni.

Anche in Europa sono in corso diverse sperimentazioni per realizzare pannelli solari con materiali alternativi.

 

Gennaro Saccone

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Il fotovoltaico in Italia: come si interrompe una bella storia

 

Uno dei settori tecnologici che si sta sviluppando più velocemente a livello mondiale è quello fotovoltaico e che non conosce crisi. Difatti ogni due anni si constata un raddoppio della produzione di celle, che aumentano di efficienza e costano sempre di meno. Nel 2010 la potenza totale globale è salita così a circa 42.000 MW: oltre il 70% in più rispetto ai 23.500 del 2009.

Le maggiori installazioni si sono avute in Europa, con 13.400 nuovi MW nel 2010. Germania e Italia sono state le nazioni più attive, con nuove installazioni per circa 7.200 e 3.100 MW rispettivamente, ma un risultato notevole è stato ottenuto anche dalla Repubblica Ceca con 1.350 MW. Seguono la Francia (600 MW), la Spagna (450), il Belgio (250 MW) e la Grecia (220 MW). Fuori dall'Europa i Paesi con il maggior numero di nuove installazioni nel 2010 sono stati Giappone, Stati Uniti e Cina .

L'Italia aveva ottenuto un ottimo risultato, pur tenendo presente che avrebbe potuto fare ancora di più, avendo un fattore di insolazione più alto della Germania (siamo il Paese del sole). .Ma quando qualcosa funziona, non dura a lungo: ecco che arriva il Decreto sulle energie rinnovabili del Ministro per lo Sviluppo economico Romani, che ha giustamente provocato le proteste delle associazioni ambientaliste e di settore. Anche l'Unione Europea ha espresso il suo disappunto per il taglio agli incentivi che andrebbe in senso diametralmente opposto rispetto agli impegni europei.

Difatti una Direttiva europea vincola i paesi dell'Unione a produrre, mediante fonti rinnovabili, il 20% della propria energia entro il 2020. L'Italia, per raggiungere questo obiettivo, aveva deciso, invece di mettere in funzione grandi centrali pubbliche basate su fonti rinnovabili, di puntare sugli incentivi: i privati costruiscono in proprio il loro impianto fotovoltaico, a loro spese, e lo Stato, attraverso il GSE, Gestore dei Servizi Energetici, corrisponde al titolare dell'impianto un incentivo, distribuito nei vent'anni successivi alla messa in funzione dell'impianto.

L'erogazione di questi incentivi (Conto Energia) rientra in una tendenza diffusa in tutti i paesi europei che stanno puntando sul settore delle rinnovabili, investendo miliardi di euro. La normativa prevedeva che gli incentivi al fotovoltaico restassero in piedi fino al 2020. Questo ha fatto nascere un nuovo mercato, uno dei pochi in Italia che non ha risentito della crisi, creando anche nuove opportunità di lavoro.

Ma ecco che arriva il Decreto Romani, approvato lo scorso 7 marzo: il fotovoltaico potrà godere degli incentivi previsti dal terzo conto energia (2011-2013), fissati nell’agosto 2010 ed entrati in vigore il 1° gennaio 2011, solo fino al 31 maggio 2011, e non più fino al 2013. Quindi, le tariffe incentivanti del Conto Energia si applicheranno agli impianti allacciati alla rete fino al 31 maggio 2011, mentre per quelli allacciati successivamente, gli incentivi sono da rimodulare e riconfigurare.

Almeno è stato scongiurato il pericolo di tagliare gli incentivi prima della loro scadenza naturale, prevista per il 2020, cancellandoli, come minacciato nella prima stesura del Decreto, a partire dal 2014, al raggiungimento degli 8000 MW prodotti. Considerando i ritmi di crescita di questa fonte rinnovabile, tale soglia si sarebbe raggiunta anche molto prima del 2014.

Il Governo ha, inoltre, ridotto l'entità degli incentivi, limitandoli con una serie di parametri, .Gli incentivi, ad esempio, saranno, differenziati sulla base della natura dell’area di installazione, mentre per quanto riguarda le aree agricole, gli impianti fotovoltaici installati a terra potranno godere degli incentivi a patto se non superano 1 MW di potenza nominale e, se più di uno, non dovranno essere a meno di 2 km di distanza l'uno dall'altro. Inoltre non dovranno occupare più del 10% dell’appezzamento.

È difficile da accettare una modifica della normativa in corso d’opera ed una chiusura anticipata del terzo conto energia, creando incertezza incertezza e mettendo in crisi un intero settore, annullando progetti ed investimenti previsti, con modalità spiazzanti e inadatte. Le banche hanno sospeso mutui ed investimenti, mentre gli operatori internazionali hanno deciso di puntare su altri Paesi.

La giustificazione è stata quella di far passare il Decreto in questione come una normativa che interpretasse e recepisse la Direttiva EU 28 del 2009; di fatto, però, il testo stravolge completamente tale Direttiva e va in tutt'altra direzione .

 

Gennaro Saccone

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Biogas: costi e opportunità in ambito agricolo di una forma di energia rinnovabile

 

A Fiorentina di Medicina, in provincia di Bologna, si è svolta una giornata studio sul tema delle energie da biogas, un appuntamento ideato per approfondire i costi e le opportunità di questa forma di energia rinnovabile in ambito agricolo.

Proprio il settore agricolo sta infatti registrando una sensibile diffusione degli impianti alimentati a biogas, soprattutto nel Nord e nel Centro-Italia, grazie ad una agricoltura più intensiva in grado di produrre un quantitativo di “materia prima” che può essere convenientemente sfruttata a fini energetici.

Che cos’è il biogas?

Il biogas è una miscela gassosa costituita principalmente da metano e anidride carbonica che si origina dalla trasformazione di sostanza organica animale e vegetale operata dai batteri. Si può ottenere da diverse fonti: deiezioni animali, rifiuti urbani, scarti di macellazione, residui di colture agricole e industriali. Grazie alla presenza elevata di metano, il biogas ha un buon potere calorifico e può essere impiegato per la produzione di sola energia elettrica o di energia termica oppure per la cogenerazione, cioè la generazione di calore ed elettricità, in appositi impianti.

In agricoltura riveste particolare interesse la produzione di biogas dalle biomasse, cioè i residui delle colture e delle attività agricole, i cosiddetti “scarti”. Allo stato attuale, la maggior parte di questi sottoprodotti vengono trattati come rifiuti e non come potenziali fonti energetiche e pertanto non entrano in appositi circuiti di raccolta. Infatti allevatori, agricoltori e la stessa agroindustria tendono ad eliminarli bruciandoli, abbandonandoli nell’ambiente o comunque smaltendoli in modo non corretto. Con questa modalità incontrollata si liberano nell’ambiente metano e CO2 che inquinano l’atmosfera, gli stessi gas che opportunamente trattenuti e impiegati in impianti specifici, fornirebbero invece energia utile.

Attraverso un processo di valorizzazione energetica degli scarti si avrebbero dunque indubbi vantaggi, anche economici: il risparmio dei costi di smaltimento dei residui da parte dell’agroindustria; l’aumento della quota nazionale di energia prodotta, con conseguente riduzione dell’import energetico; la possibilità di crescita delle imprese che operano nel settore delle agroenergie. Un settore che per svariati fattori, inclusi i consueti ostacoli di natura politica e istituzionale, continua purtroppo a svolgere un ruolo marginale.

 

Fonte: GSE

Giuseppe Lai

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Corrente: una “scossa” alle rinnovabili tramite Internet

 

L’Italia non si è mai distinta particolarmente, né nel mondo, né nella più ristretta area europea, per le iniziative a favore delle energie rinnovabili: eppure, qualcosa si sta muovendo, e più in fretta del previsto. Progettato dal GSE, (ovvero il Gestore Servizi Energetici, una società che, tra le altre cose, incentiva economicamente la produzione di energia tramite fonti rinnovabili), con il sostegno del Ministero dello Sviluppo Economico, il portale denominato “Corrente” è stato un successo: a circa un anno dalla data della sua presentazione ufficiale conta più di mille iscritti tra aziende e partner attivi nel settore delle energie pulite, raggiungendo un esito molto positivo per quanto riguarda il suo obiettivo: l’incremento di investimenti, ricerca e occupazione nella Green Energy. Le varie aziende attive nel network, tra cui citiamo la Helios Technology e la Edison, sono dislocate su tutto il territorio nazionale, con un (prevedibile?) picco rappresentato dalla regione Lombardia, e operano nel campo dell’energia idrica, geotermica, solare ed eolica, e nelle biomasse; l’unica regione assente pare essere la Valle d’Aosta. Oltre alla promozione delle aziende, a cui il sito (raggiungibile cliccando su http://corrente.gse.it/Italian/Pages/default.aspx) offre visibilità tramite una ricerca intuitiva, vi sono aggiornamento periodici su novità, eventi e programmi inerenti alle energie alternative, oltre alla pubblicizzazione di bandi nazionali ed internazionali.

Non sono inoltre da sottovalutare i progetti portati avanti da e attraverso il portale: a tal proposito riportiamo il progetto “Masdar City”, in collaborazione con RSE (Ricerca sul Sistema Energetico), sulla costruzione, nel territorio degli Emirati Arabi Uniti, della prima città al mondo totalmente indipendente dal carbonio, e facente affidamento esclusivamente sulle energie rinnovabili. Dunque, pare che la piattaforma possa essere davvero un trampolino di lancio per le aziende “pulite” italiane, sia per quanto riguarda mercato nostrano, sia a livello economico mondiale. A tal proposito si è espresso Emilio Cremona, il presidente del GSE: “Ci è sembrato opportuno lanciare un progetto come Corrente, uno strumento importante per l'arricchimento di idee nella direzione di sviluppo delle rinnovabili”.

Pare dunque che anche l’Italia stia recuperando terreno per quanto riguarda un rispetto duraturo (e pur sempre conveniente) dell’ambiente, promuovendo e sostenendo le tecnologie rinnovabili, per produrre l’energia a noi necessaria senza continuare a deturparlo inutilmente. Dopo gli scandali delle ecoballe napoletane, inizialmente destinate agli inceneritori per la produzione di energia elettrica e poi riscoperte mix letale tra rifiuti urbani e scorie radioattive, uno sguardo serio verso una più lungimirante politica energetica (e una definitiva svolta, tramite rottura netta con un passato inglorioso) sarebbe gradita e auspicabile, quanto necessaria.

 

Germana de Angelis

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Marea grigia inarrestabile: dopo i disastri ambientali causati dal petrolio, quelli causati dal cemento

 

“Il consumo di suolo è oggi un indicatore dei problemi del Paese. La crescita di questi anni, senza criteri o regole, è tra le ragioni dei periodici problemi di dissesto idrogeologico e tra le cause di congestione e inquinamento delle città, dell’eccessiva emissione di CO2 e della perdita di valore di tanti paesaggi italiani e ha inciso sulla qualità dei territori producendo dispersione e disgregazione sociale.”; queste sono le dure parole di Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, espressosi sul problema della cementificazione incontrollata, un fenomeno che vede protagonisti ogni anno circa cinquecento chilometri quadrati di territorio; per non parlare poi dell’abusivismo, a cui solo in Campania si devono una media di seimila case all'anno, aggiungendo impietosamente legna da ardere sulla pira delle risorse ambientali. Territorio che poi, senza in fondo alcuna sorpresa da parte di nessuno, finisce per franare, ed essere vittima di smottamenti e alluvioni, senza dubbio a causa di disattenzioni e negligenze, ma anche di errori di calcolo in quanto al sovraccarico del suolo, adatto o inadatto che fosse; ma anche semplicemente mancanza di rispetto per un territorio che avrebbe avuto ben altro da offrire, soprattutto in un Paese con infinite risorse naturali e paesaggistiche come la nostra Italia: gli esempi, che si parli di Nord, Sud, Centro o isole, purtroppo non mancano mai; ne porteremo qui uno tra i tanti, che vede come protagonisti, ahinoi, uno dei litorali della capitale partenopea, deturpato dalla cementificazione selvaggia: Bagnoli. Insomma, un insediamento industriale in un’area situata nel golfo di Pozzuoli, laddove si affaccia il belvedere di Coroglio, a ridosso della collina di Posillipo e di fronte l’isola di Nisida: investimento perfetto nell’ottica di un’urbanistica fallimentare. Investimento ai cui dubbi risultati, per non dire il suo rovinoso tracollo, si prova a porre riparo con un progetto di recupero e riqualificazione dell’ex area industriale. Per quest’ampio territorio, esteso per oltre un milione di metri quadrati, il piano prevede una vasta area verde, il Parco dello Sport, i Napoli Studios, nuove infrastrutture e il Polo tecnologico dell’ambiente.

Ma milioni di euro pubblici sono già sfumati nell’inutile, sciatto tentativo di riscatto del territorio, atto solo coprire e non ad estirpare con decisione le scorie industriali ancora presenti in mare (su cui vige ovviamente il divieto di balneazione: e pensare che la zona sarebbe potuta essere una delle punte di diamante del turismo napoletano), che sono tornate a contaminare le spiagge. Ma i dubbi su questi tentativi, e sui loro reali obiettivi, sono molti: il lodevole progetto di bonifica dei fondali marini, già in fase di partenza è servito da appoggio pubblico per la costruzione del porto turistico privato che contribuirà nuovamente (se mai la bonifica fosse fatta come si deve, cosa tutt’altro che scontata) ad inquinare il mare.

Inoltre le speculazioni edilizie, prive di rimorsi, non si fanno attendere; la quota di superficie destinata alle residenze è stata aumentata dal 24,1% al 36,7%, nonostante non ce ne sia il bisogno; e, confermando il giudizio di scarsa lungimiranza che è sempre peso sul capo del Comune napoletano, la popolazione della Campania nei prossimi 42 anni comunque diminuirà.

 

Germana de Angelis

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L’Italia fa… acqua da tutte le parti: le “due facce” del nostro primato idrico


A quanto pare, la pecca dell’Italia (e degli Italiani) continua ad essere il non saper valorizzare i propri “punti forti”: quando è infatti stato ampiamente dimostrato che "i risultati sugli acquedotti campione in Italia mostrano un buon adempimento dei limiti fissati dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per i metalli pesanti nell'acqua potabile", nel nostro Paese continua ad andare a vele spiegate l’utilizzo dell’acqua in bottiglia, più dannosa per l’ambiente (novemila tonnellate di CO2 l’anno sarebbero evitate con l’utilizzo dell’acqua pubblica), più costosa (da cinquecento a mille volte più dell’acqua “di casa”) e, a dispetto della maggior parte dei preconcetti, e sicuramente degli sbandieramenti pubblicitari, anche meno affidabile: infatti, per quanto riguarda test e ricerche, non sono raggiunti gli stessi traguardi positivi tagliati con successo dall’acqua del rubinetto; in un quinto dei casi, il contenuto delle bottiglie d’acqua “minerale, benefica, purissima, controllatissima” non era poi così “cristallino” quanto millantato: in alcuni casi, è pervenuta ai test la presenza di solfuri, clorati, arsenico e altri composti, e in ogni caso si è chiaramente visto che non sempre le suddette sono di qualità superiore rispetto all’acqua del rubinetto, e diverse volte è risultato persino il contrario.

Più “plebea e sempliciotta”, ma a quanto pare più genuina e rispettosa dell’ambiente (e del portafogli); tuttavia, l’Italia risulta prima in Europa (e seconda solo al Messico nella classifica mondiale, seguita nientedimeno che dagli Emirati Arabi) per consumo pro capite di acqua imbottigliata.

L’acqua comprata nei supermercati sarebbe, dunque, solo un’esigenza creata dal consumismo; tuttavia, per i più “sospettosi” ed esigenti, esiste una sorta di “via di mezzo” tra acqua del rubinetto e acqua confezionata: è infatti reperibile sul mercato un’ampia gamma di filtri per acqua potabile; popolari le caraffe filtranti (esistono anche quelle che producono acqua frizzante!), che consentirebbero una spesa iniziale comunque irrisoria, e un risparmio medio di 250 euro a famiglia, per non parlare in termini di sollievo per la propria “coscienza verde”. È anche per questo che assume incalcolabile importanza che l’acqua resti un bene pubblico, invece di diventare un bene di consumo alla stregua di un cellulare o un televisore (con la differenza che di entrambi gli apparecchi menzionati si può fare a meno! L’accesso all’acqua potabile è invece stato recentemente riconosciuto dall’ONU quale diritto umano e, in quanto tale, inalienabile e fondamentale; dunque, sicuramente non quotabile in Borsa).

Il referendum del 12 e 13 giugno, oltre ai quesiti sul legittimo impedimento e del ben più chiacchierato nucleare, comprenderà anche due punti, non meno fondamentali, sulla privatizzazione dell’acqua; tuttavia, sembra che non tutti siano a conoscenza di ciò, anzi: pare che, a meno di un mese dalla votazione, vi siano persone ancora all’oscuro della sua esistenza. O almeno questo è quanto è risultato da un sondaggio, che ha preso in esame un campione di 60 persone dai 18 ai 55 anni, la maggioranza delle quali residenti a Napoli, da me effettuato in questa ventosa settimana di metà maggio: poco più dell’8% del campione intervistato non era a conoscenza dell’evento, mentre fortunatamente solo l’1.8% delle persone al corrente del referendum era invece totalmente ignara dei punti riguardanti l’acqua (anche se risultano leggermente in vantaggio le persone informate in modo vago e superficiale, rispetto a quelle con maggiore cognizione di causa). La quasi totalità delle persone informate ha appreso la notizia tramite la rete: Internet si conferma dunque la fonte d’informazione prediletta, soprattutto per quanto riguarda le persone tra i 18 ed i 30 anni d’età; il secondo mezzo di diffusione più popolare è, a quanto pare, il confronto con amici e conoscenti; buon segno, a quanto pare in giro non si parla solo di vestiti e Grande Fratello! Gli ultimi posti sono occupati invece dai veicoli di informazione più “tradizionali”, come i quotidiani e la televisione: a tal proposito è scoppiata una polemica per quanto riguarda gli spot informativi sul referendum, che inizialmente erano stati “scartati” dalle tv: dopo varie proteste e richiami, anche da parte del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, tali spot hanno finalmente iniziato ad andare in onda; anche se, a quanto pare, quasi esclusivamente di notte, e solo in fasce di minimo ascolto: quindi, in tal senso, la polemica continua. Pare invece ben fuori di dubbio la scelta degli intervistati per quanto riguarda la risposta da dare: ovviamente, sì. Certo è un sì potenzialmente confusionario, essendo questo referendum abrogativo; per maggiore chiarezza, usando una formula che sta ampiamente girando, “un sì per dire no”. In ogni caso, è contrario alla privatizzazione più del 90% delle persone intervistate, con un solo favorevole e pochi indecisi. Le idee sono chiare anche per quanto riguarda un’altra domanda “scottante”: ovvero, “andreste al voto anche nel caso in cui venisse tolto il quesito riguardante il nucleare?”. Più del 95% degli intervistati si è detto assolutamente propenso a presentarsi alle urne anche in questa eventualità. In ogni caso, nonostante i risultati tutto sommato positivi riscontrati in questo piccolo sondaggio, è comunque bene continuare ad interessarsi, e informare chi non lo è, tenendo anche conto della tendenza poco collaborativa presa dalle maggiori emittenti radiotelevisive italiane; ovviamente, nella speranza che disertino meno del 50%+1 degli Italiani, rendendo il risultato del referendum abrogativo di fatto totalmente nullo, qualsiasi esso sia.

 

Germana de Angelis

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Katrina Landis: la poliedricità di una delle maggiori protagoniste dell’Earth Day 2011

 

Il 22 Aprile si è svolto il 41esimo Earth Day, Giornata Mondiale della Terra, che ha visto nel corso del suo svolgimento il susseguirsi di più di cento milioni di azioni “verdi”, e di innumerevoli personalità importanti, come ad esempio il cantante Sting, il regista James Cameron e l’ex vicepresidente degli USA, Al Gore; in Italia, “padrino” della manifestazione è stato il celebre compositore Ennio Morricone. Ma, senza nulla togliere agli altri illustri ospiti, la personalità su cui ci soffermeremo è Katrina Landis, che occupa la posizione di presidente della British Petroleum (BP) per le Energie Alternative. Infatti la compagnia energetica britannica, pur avendo come suoi maggiori punti di forza il petrolio e il gas naturale, e sebbene sia stata al centro di polemiche e aspre critiche (sia per il suo contributo alla nascita dell’oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan, sia per il disastro ambientale avvenuto circa un anno fa in Messico, in seguito ad una falla nella piattaforma petrolifera Deepwater Horizon), non lesina impegno e investimenti anche nel campo delle energie alternative; il settore Alternative Energy della BP possiede aziende in diversi rami delle rinnovabili, tenendosi perfettamente coerente al proprio slogan, “Beyond Petroleum” (“oltre il petrolio”, ndr); a tal proposito, nel 2002 adottò come proprio marchio il simbolo dell’elio, con l’intento di porre l’accento su una politica di preservazione e rispetto per l’ecosistema. La BP è infatti attiva sul piano dell’energia eolica e solare, dei biocarburanti e della cattura e stoccaggio del carbonio; "Tutte queste aree hanno l'opportunità di essere molto consistenti, e sono tra i nostri core business ("attività principali”, ndr)”, ha dichiarato Katrina Landis in proposito; la BP è leader nella produzione di pannelli fotovoltaici: nel 2004, la BP Solar rappresentava da sola il 20% della suddetta fetta di mercato.
Landis, amministratore delegato della BP Alternative Energy Ltd, subentrata il 22 giugno 2010 alla dimissionaria Vivienne Cox, oltre a ricoprire questa carica è membro della “Ethics, Compliance and Sustainability Committee” e del Consiglio consultivo del Centro Americano delle Energie Rinnovabili, ed è direttore non esecutivo della Alstom, gruppo industriale francese che si occupa di costruzioni meccaniche, nel campo dell’ingegneria navale e ferroviaria, delle centrali di produzione di energia, e nel settore del trasporto e distribuzione di energia, con un occhio di riguardo verso l’ecosostenibilità.
La BP pianifica di investire 2 miliardi di dollari nelle energie rinnovabili nel 2011, raddoppiando gli investimenti effettuati nei cinque anni precedenti, rispettando i suoi propositi del 2005 di investire in questo settore 8 miliardi di dollari entro il 2015. Landis sta sollecitando il governo degli USA a chiarire gli incentivi per le rinnovabili oltre il 2012, dichiarando “Non si investono ingenti capitali in un progetto se non si comprende il ricavo che ne verrà”. In Italia, la BP ha fermato un progetto che prevedeva 50 megawatt prodotti a energia solare, a causa della marcia indietro del governo riguardo le rinnovabili, e della decisione di tagliare sovvenzioni e incentivi.
La BP può vantare diversi CEO (Chief Executive Officer) attenti a cogliere gli allarmi da parte dell’ambiente: citiamo Lord Browne di Madingley, che denunciò la gravità delle conseguenze del riscaldamento globale e premette per un’azione subitanea e incisiva al riguardo.

Germana de Angelis

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Luci e ombre su Napoli: molti gli aspetti negativi, ma c’è ancora speranza

 

Napoli non è certamente nella lista tra gli esempi da seguire, per quanto riguarda coscienza ecologica e politiche ambientaliste; a tutti i livelli, dal privato cittadino agli organismi comunali. Ovunque non si contano i comportamenti scorretti, dalla mano che lascia “inavvertitamente” cadere a terra una cartaccia o un fazzoletto usato, ai tagli alla manutenzione dei (già molto limitati) parchi e delle aree verdi, per coronare il tutto con l’immancabile e onnipresente problema della spazzatura; tra gli esempi più lampanti, la sostituzione dell’erba naturale con quella sintetica al Parco Mascagna, e la chiusura forzata (per fortuna per un periodo di tempo limitato, grazie alla subitanea e sonora protesta dei napoletani)chiusura della Floridiana, storico parco di Napoli, risalente alla prima metà del XVIII secolo. 

 

Insomma, tra i tentativi di sostituire terra ed erba con plastica, e la tuttora scarsissima manutenzione dell’unico parco del Vomero (in foto, uno scorcio del degrado di cui è tuttora vittima), la capitale partenopea ne ha viste proprio di tutti i colori (in cui, stranamente, il verde è l’unico “carente”)! Tuttavia, non sarebbe equo (come invece avviene spesso e volentieri) concludere qui il nostro bilancio: non vanno trascurati, infatti, i vari fenomeni che a tutti i livelli dimostrano quanto, anche qui, le cose si muovono: ancora una volta, questo percorso positivo si può esaminare a partire dal privato, che magari pratica la differenziata o sceglie di muoversi con i mezzi pubblici, fino ad arrivare alle imprese o attività, di cui qui riportiamo un piccolo esempio degno di lode: nel 2009 è stato infatti inaugurato a Napoli il primo bar Ferrarelle, il primo locale a impatto zero del capoluogo campano; infatti, per compensare le emissioni del punto di ristoro “eco-friendly”, verranno create e tutelate aree boschive in grado di riassorbire l’anidride carbonica prodotta, nel rispetto dell’ecosistema e coerentemente con i valori aziendali di protezione e rispetto delle risorse naturali.
Tra le iniziative ecosostenibili, ricordiamo anche il Napoli Teatro Festival 2010, il primo festival italiano predisposto con un occhio di riguardo all’ambiente.
In conclusione possiamo dire che, nonostante le numerose zone d’ombra, che sia tramite forti fasci oppure timidi raggi, la luce del rispetto per l’ambiente, dell’amore per la nostra città e della speranza di cambiare in maniera ecosostenibile c’è, e si sente.


Germana de Angelis

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Biocarburanti: pro e contro della benzina realmente “verde”

 

Nel campo delle agroenergie, ovvero le fonti d’energia potenzialmente ottenibili mediante processi agricoli, i protagonisti principali sono due: le biomasse, ovvero materiali non fossili di origine organica, come ad esempio il legno o la canna da zucchero, e i biocarburanti, prodotti quali il biodiesel o il bioetanolo, prodotti indirettamente dalle biomasse; entrambi vengono usati per la produzione di energia.

Tra i biocarburanti vanno annoverati, oltre ai già menzionati bioetanolo e biodiesel, anche il biometanolo, il miodimetiletere, gli idrocarburi sintetici, il bioidrogeno e gli olii vegetali, oltre al biogas. Alcuni di questi, come ad esempio il biodiesel, possono ricavarsi dalla fermentazione di piante ricche di zuccheri, quali mais e canna da zucchero, la cui produzione è spesso in eccesso; altre si formano spontaneamente; è il caso del biogas, che si autoproduce nelle discariche, tramite la fermentazione, in ambiente anaerobico, degli scarti organici in decomposizione, che possono essere sia resti vegetali sia animali. Oltre al fatto che non è necessario un impianto per la produzione del biogas, ma solo di un macchinario atto a incamerarlo, l’altro vantaggio del biogas è che le emissioni di CO2 successive alla sua combustione sono in pareggio con la quantità di anidride carbonica assorbita dalle piante stesse.

I biocarburanti sono oggi più che mai protagonisti sul piano mondiale, non solo per il loro innegabile peso nelle politiche ambientali e per il sempre attuale bisogno di ridurre le famigerate emissioni di CO2, ma anche a causa della sempre più soffocante dipendenza dal petrolio, che soprattutto in tempi di relazioni non idilliache con i Paesi Arabi, e tenendo conto anche che i pozzi petroliferi non sono (purtroppo, o per fortuna) senza fondo, non sarebbe male allentare, cercando, ancora una volta, un’alternativa.

I biocarburanti sono infatti potenzialmente in grado di sostituire la benzina e il diesel, oltre ad essere rinnovabili e meno “traumatici” dal punto di vista ambientale: essi consentono una diminuzione del 70% delle emissioni di gas serra dal trasporto privati. Senza dubbio, sarebbe un passo in avanti per raggiungere gli obiettivi della Convenzione di Kyoto, e in tal direzione si è mossa la Direttiva Energetica per le Energie Rinnovabili dell’Unione Europea, il cui scopo è che, posto come tempo limite il 2020, il 10% dei carburanti per il trasporto sia formato proprio dai biocarburanti.

Una delle soluzioni più innovative e praticabili pare sia il riciclo dell’olio da frittura: proprio gli olii vegetali che utilizziamo in cucina, infatti, potrebbero essere raccolti e rigenerati, per poi essere successivamente trasformati in biocarburante; questa soluzione ha trovato ampia diffusione nel resto d’Europa, dove molti Paesi hanno anche organizzato una vera e propria filiera di raccolta, anche tramite l’intramontabile porta a porta, mentre in Italia, forse a causa di scarsa informazione, probabilmente a causa di un’inesistente sensibilizzazione e sicuramente a causa di scarse disposizioni logistiche in merito nella maggior parte della nostra penisola, non ha certamente spiccato il volo.

Tuttavia, le agroenergie si trovano al centro di un’aspra polemica, in quanto la loro produzione sta modificando in maniera sensibile la politica agricola di diversi Paesi del Terzo Mondo (tra i quali ad esempio il Brasile, che figura tra i maggiori produttori di bioetanolo a livello mondiale), in quanto le produzioni a scopo energetico “rubano” i territori che ben si prestano ad essere coltivati a scopo alimentare; inoltre, almeno al momento, l’unica produzione conveniente di biocarburanti sembrerebbe quella fatta utilizzando piantagioni di canna da zucchero, in quanto diverse altre produzioni di biocarburanti, come il biodiesel da soia o da etanolo, consumerebbero ben più energia di quanta non ne generino. Oltre che dal punto di vista energetico e di occupazione spaziale, la produzione di biodiesel è problematica anche dal punto di vista idrico: è infatti necessaria una mole d’acqua non indifferente sia per l’irrigazione delle coltivazioni, sia nel processo chimico di conversione.

Sono tuttavia in fase di studio i cosiddetti “biocarburanti di seconda generazione”, che dovrebbero ovviare ai problemi su presentati, e tra quali si distinguono in particolar modo le alghe. I biocarburanti di terza e quarta generazione prevedono invece l’utilizzo di microrganismi geneticamente modificati, dando il via ad una serie di problemi di carattere etico (e non solo).

I problemi, come nella maggior parte delle situazioni, ci sono, e alcuni di essi non sono superabili semplicemente con uno schiocco di dita: ma l’importante è essere consapevoli di avere sempre un’alternativa; i biocarburanti, qualitativamente dignitosi, possono rappresentarla, e sono i principali candidati a sostituire l’oro nero; e man mano che proseguono gli studi in merito, con i progressi tecnologici che vanno di pari passo, questa realtà sembra un po’ meno lontana.

 

Germana de Angelis

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Sfruttare la natura senza impoverirla: con il solare, si può!


Non è probabilmente un caso che molti organismi, in natura, adoperino l’energia solare per vivere: stiamo parlando degli organismi autotrofi, le piante, che sfruttano l’energia derivante dal Sole tramite la fotosintesi, ma anche di altri esseri viventi che la sfruttano indirettamente, nutrendosi di quelle stesse piante. Una prima, semplice osservazione viene spontanea: “Ma noi non siamo vegetali!”. Vero, ma è proprio per questo, che ci siamo attivati per giungere ad una soluzione che ci permetta di avere lo stesso vantaggio; dove non arriva la natura, arriva l’ingegno.
Esistono due tipi di energia solare: quella termoelettrica e quella fotovoltaica; entrambe le tecnologie sfruttano l’uso di pannelli, ma un impianto termoelettrico permette di trasformare l’energia solare in energia termica, mentre un impianto fotovoltaico la converte in energia elettrica; dunque, in una casa, il primo sopperirebbe al rifornimento di acqua calda e riscaldamento, il secondo a quello di elettricità.
L’obiezione che sorge fulminea è, senza dubbio, come tutto ciò potrebbe continuare anche in giornate dove del Sole non si vede neanche l’ombra; detto fatto: i pannelli solari termodinamici, infatti, sono capaci di immagazzinare l’energia raccolta durante le ore di sole; per quanto riguarda i pannelli fotovoltaici, invece, essi sono sensibili anche alla radiazione infrarossa dei raggi solari, invisibile ad occhio nudo, e producono corrente anche in caso di maltempo.
L’energia solare sembra ormai adatta a quasi ogni tipo di ambiente: a dimostrare quest’ultima tesi, ci pensa un progetto dell’ETH di Zurigo, uno dei più importanti centri di ricerca del mondo, con la collaborazione del Club Alpino Svizzero e di altri enti; la “nouvelle cabane du Mont Rose”, ovvero la nuova capanna del Monte Rosa, soprannominata anche “cristallo alpino”, risulta autonoma per oltre il 90% del suo funzionamento, proprio grazie alle energie rinnovabili e, in particolar modo, a quella solare. La “capanna del futuro” è infatti dotata di un impianto fotovoltaico di 85 metri quadrati, che ricopre la facciata sud dell’edificio. Dunque, se è possibile che un edificio a quasi 3000 metri di altezza, in un ambiente dal clima non certamente mite come è quello alpino, funzioni perfettamente con queste tecnologie, non ci sono dubbi che potrebbe essere una discreta soluzione anche in territori caratterizzati da condizioni meno “estreme”.
Ma l’utilizzo del fotovoltaico non si limita solo alle mura domestiche: esattamente un anno fa, infatti, decollava in Svizzera il primo aereo ad energia solare, il Solar-Impulse HB-SIA: il volo di collaudo fu un successo (il prototipo raggiunse quota 1.200 metri, e atterrò dopo quasi un’ora e mezza di volo), e confermò la possibilità di raggiungere traguardi che fino a quel momento erano sembrati sempre, solo ed esclusivamente utopici: un aereo solare in grado di volare (sia in diurna, sia in notturna) senza carburante o emissioni dannose per l’ambiente. L’ambizioso (e apparentemente folle) obiettivo finale? Riuscire a effettuare un giro del mondo con scalo nel 2013.
I limiti dell’energia solare, dunque, sembrano annullarsi man mano che la tecnologia progredisce: nuovi scenari, sempre più ampi, si presentano di anno in anno, e su questi stanno puntando la Germania, la Spagna, gli USA e tante altre nazioni. L’Italia, paese sicuramente più baciato dalla stella rossa rispetto alla ben più “grigia” Germania (leader europeo del solare, e delle rinnovabili in generale), utilizza invece pochissimo una delle sue risorse più abbondanti.
Il grande problema degli impianti solari è, fondamentalmente, quello economico: il costo della loro installazione non è alla portata dello stipendio dell’uomo "medio", e di certo lo Stato non incentiva abbastanza la loro diffusione (si veda il recente decreto soprannominato “ammazza rinnovabili”), prediligendo invece tecnologie pericolose e dannose per la natura e l’uomo stesso, quale il nucleare. A questo proposito, non va però dimenticato di menzionare una cosa: anche se non economica (seppure a costo zero, escluso quello della manutenzione, dopo l’avvenuta installazione dell’impianto), questa soluzione non è tuttavia più costosa o meno produttiva del nucleare. L’unica differenza è che non produce scorie velenose e che non si esaurirà che tra diversi miliardi di anni. E in questo caso, a quanto pare, la lungimiranza paga sotto ogni punto di vista.

Germana de Angelis

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CSS: una soluzione alle emissioni di anidride carbonica

 

L'alta quantità di emissioni di CO2 nell'atmosfera è dovuta all'uso esteso delle centrali termoelettriche, o degli impianti industriali che presentano la combustione tra i loro processi: infatti, questi impianti sfruttano le reazioni di ossidazione degli idrocarburi al fine di produrre energia, e le emissioni di anidride carbonica che ne derivano dipendono dall'efficienza delle centrali e dalla percentuale di carbonio presente nel combustibile utilizzato. L'elevato tasso di anidride carbonica è indicato tra le principali cause del surriscaldamento globale, ed ha reso necessaria la predisposizione di misure atte a ridurne la concentrazione: a tal proposito, una delle più efficaci è la CCS, ovvero la Carbon Capture and Storage (o Sequestration), ovvero la cattura e sequestro del carbonio: si tratta di un metodo di stoccaggio geologico dell’anidride carbonica, che ne impedisce il rilascio nell'atmosfera, e che è stato preso in considerazione al fine di rientrare nei parametri del Protocollo di Kyoto.

Esistono diverse modalità di attuazione della CCS: un primo sistema involve la fotosintesi clorofilliana operata dalle piante; questa infatti, nella sua fase iniziale, assorbe la CO2 presente nell'atmosfera e la immagazzina all'interno delle piante; dunque, una prima soluzione sarebbe una generosa politica di rimboschimento.

Un'altra modalità, utilizzabile su scala industriale, coinvolge l'abbassamento del pH del mare, a seguito del quale l'acqua marina assorbirebbe anidride carbonica dall'atmosfera.

Il sistema prescelto è però un altro, ovvero l'intrappolamento del biossido di carbonio sottoterra, in un sito geologico di confinamento adeguato, come ad esempio giacimenti di petrolio e gas, acquiferi saliti o giacimenti di carbone; l'immagazzinamento, che dovrebbe durare all'incirca cento anni, presenta però degli inconvenienti, in quanto la CO2 potrebbe tornare in superficie, filtrando gradualmente tra le rocce o, nel peggiore dei casi, erompendo in superficie a seguito di eventi geologici, provocando possibili avvelenamenti da CO2 nelle aree circostanti.

Il metodo senza dubbio meno pericoloso, e a lungo termine più vantaggioso, resta tuttavia l'utilizzo di fonti energetiche a basso tasso di emissioni, quali le energie rinnovabili, che renderebbero inutili a priori queste soluzioni di arginamento.

In realtà, un'altra energia "alternativa" che ridurrebbe in partenza le emissioni di anidride carbonica è l'utilizzo dell'energia nucleare: ma, in quel caso, non si rientrerebbe certo nei termini di pericolosità e vantaggiosità a lungo termine precedentemente espressi.

 

Germana de Angelis

 

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Ancora sorprese dalla scienza italiana: e l’energia verde diventa qualcosa di più di una semplice utopia

 

Anche questa settimana si rendono protagoniste scienza e ricerca, che spianano la strada all’agognata energia pulita: nel nostro Paese, più precisamente nella città di Bologna, è stata sperimentata con successo la fusione nucleare a freddo; il processo, che avviene a causa di una reazione di fusione tra atomi leggeri, in particolare nichel e idrogeno , è capace di sprigionare un’energia incredibilmente superiore a quella che serve a far avvenire la reazione stessa, rendendola dunque eccezionalmente vantaggiosa: l’ingegnere Andrea Rossi, inventore della macchina che ospita il prodigioso esperimento, afferma infatti: "Si sono consumati 600 kilowattora e se ne sono prodotti 12mila". Presente all’esperimento anche il fisico Sergio Focardi, pioniere nel campo degli esperimenti sul nucleare e professore dell’Alma Mater, il prestigioso ateneo pubblico di Bologna, recentemente eletto miglior centro di ricerca italiano.

Il processo di fusione fredda che avviene nel reattore, oltre a consumare quantità di energia molto minori per l’avviamento (e per questo motivo è chiamata anche LENR, acronimo inglese per “Low Energy Nuclear Reactions”, tradotto in italiano come “reazioni nucleari a bassa energia”), si produce a pressioni e temperature molto minori rispetto a quelle necessarie per la fusione nucleare calda.

Il prototipo, coperto dal segreto industriale, è già stato brevettato, e il catalizzatore d’energia, che occupa la misura di un tavolo circa, pare pronto per la riproduzione e la commercializzazione.

Il progetto, peraltro, sembra nato quasi per caso, in quanto neanche i fisici sanno esattamente cosa avviene nel catalizzatore, e il metodo scientifico richiederebbe numerosi altri esperimenti e verifiche, ostacolati dal segreto industriale. Lo stesso Rossi ammette: "Dietro questo processo non c'è una base teorica: per quale motivo avvengono questi risultati lo abbiamo solo ipotizzato".

A questo proposito, Focardi appare risoluto, affermando: “Non so come un protone di idrogeno possa entrare nel nucleo di nichel, ma avviene. Ed è la strada dell'energia per l'umanità".

Comunque sia, per la Terra è indubbiamente un grosso passo avanti, che alimenta notevolmente le speranze che problemi energetici ed ecologici possano risolversi con un’unica soluzione che, nonostante sia stata inizialmente accolta con sfiducia e scarso interesse, ed a lungo insabbiata e confinata a “scienza di nicchia” dagli scettici, sembra poter essere rappresentata proprio dalla LENS, ora rivalutata ed esaltata a “Graal della Scienza”.

 

Germana de Angelis

 

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EDITORIALE

 

Green Energy: perché dove c’è energia ecosostenibile c’è vita, e viceversa

Alternativa”: una sola parola, tanti perché. “Alternativa” può essere considerata una persona fuori dal mainstream, dalla “massa”; potrebbe essere un genere musicale, o uno stile di abbigliamento; ma l’accezione senza dubbio più importante di “Alternativa” è un’altra: Alternativa è quella via, spesso marginale e poco battuta, che si imbocca quando, in quella che finora è stata la strada principale, qualcosa non va. Qualcosa che si sceglie, si preferisce, a volte senza ragioni specifiche, ma molto più spesso con motivazioni forti e ben ponderate. È la “seconda scelta”, la scelta meno popolare, che si trova a doversi affermare contrastando l’enormemente più diffusa scelta “normale”, spesso imposta come unica, e facilitata da una storia più antica (e, dunque, ormai radicata), ma non per questo necessariamente più vantaggiosa, o superiore. L’Alternativa (considerata sempre con la A maiuscola, in quanto meritevole di rispetto e attenzione) su cui poniamo l’accento, in questa rubrica, è quella energetica: diventa ogni giorno più importante, infatti, provare a mettersi al passo con la nostra Terra; e sembrerebbe cosa buona e giusta diventare ecosostenibili, proprio perché, come lei ha generosamente sostenuto noi e tutti gli altri suoi abitanti, è nostro dovere ricambiare; per una volta, dobbiamo essere noi a sostenere lei; o almeno, renderci compatibili con i suoi bisogni, senza danneggiarla più di quanto, in migliaia di anni di storia, abbiamo già fatto. Le Energie Alternative offrono possibilità infinite, a chi dà loro la possibilità di affermarsi; e solo tramite la sensibilizzazione ed una diffusione di più ampio respiro possibile di queste nuove tecnologie, sarà possibile sradicare le vecchie credenze, i pregiudizi, la disinformazione, e staccarsi dalle risorse non rinnovabili, fonti di energia spesso dannose e inquinanti a cui ci si è smodatamente attaccati, sanguisughe della linfa vitale che scorre nel nostro Pianeta. E soprattutto, è necessaria la consapevolezza che cambiare si può; con questa nuova coscienza, potremo portare avanti la nostra battaglia: l’unica, vera campagna portatrice esclusivamente di salvezza e armonia, senza perdite umane, né ambientali.
Il motore più importante, il potere fondamentale per agire è sempre stato dato dalla cultura; Green Energy si propone di presentare, ogni settimana, un pezzo in più per completare il puzzle delle energie rinnovabili e dell’ecosostenibilità.

Germana de Angelis

 

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