Ritorno al futuro per la trota Macrostigma

 

Lunedì 2 marzo  nel Giardino di Ninfa, sulle sponde dell’omonimo fiume, circa 400 avannotti di Trota Macrostigma sono stati reimmessi in libertà, previa marcatura, nel fiume Ninfa.

Dopo circa vent’anni da quando la Fondazione Roffredo Caetani ha lanciato l’allarme del declino della specie ittica per eccellenza del fiume Ninfa, la Trota Macrostigma, si è giunti finalmente ad un concreto atto di salvaguardia di questa specie a rischio.

 

Il progetto di salvaguardia e riproduzione è stato avanzato dalla Fondazione Roffredo Caetani, sostenuto dall’Amministrazione Provinciale, che ne ha assunto l’onere economico, vista la collaborazione scientifica del Dipartimento di Biologia dell’Università Sapienza di Roma, e la fattiva collaborazione dell’Associazione Amici della Trota Macrostigma, coinvolta negli aspetti organizzativi e gestionali.

 

Un grande risultato dal punto di vista scientifico poiché il fiume Ninfa è l’unico dove questa specie, dall’alto valore naturalistico e di biodiversità, sopravviva. Dopo la reimmissione nel fiume Ninfa questi esemplari selezionati saranno utilizzati per studiarne la biologia riproduttiva e come riproduttori per ripopolare i fiumi del territorio con caratteristiche salmoniche e dove ne è stata testimoniata la presenza in passato.


Redazione 

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Sapori di Mezzogiorno da ascoltare su Radio Club 91

 

Quanto ne sanno gli addetti ai lavori di sigle ed etichette?

Come fare a riconoscere una mozzarella con latte di bufala da una dop?

Come non farsi frodare quando si acquistano prodotti di qualità?

I grandi della cucina ne sanno davvero tanto?

Scopriamolo insieme a SAPORI DI MEZZOGIORNO. Domenica 18 gennaio su Radio Club 91, (fm 95.20 e www.club91.it ) alle ore 12 ritorna il programma di Roberto Esse con le considerazioni del professor Vincenzo Peretti della Federico II.

L’avvocato gourmet Sergio Sbarra sarà in collegamento dalle cucine dello chef Giovanni Mariconda della locanda Degusta di Avellino.

Preziosa chicca di Ferdinando Polverino De Laureto, spirito divino del programma, decanterà le meraviglie di Ottouve 2014 di Salvatore Martusciello.

Collegamento con Franco Pepe per parlare dell’evento con Barbieri di Masterchef. Ospite in studio Paolo Perrotta di Gusto Campania!

Ne sentirete delle belle a Sapori di Mezzogiorno. La tavola è cambiata!


Redazione 

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La differenziata questa sconosciuta, "Munnezza" la spiega con una canzone

 

In anteprima  su Radio Club 91, Raffaele Del Giudice, presidente Asia: "un cd rap per far capire definitivamente la differenziata".

 

 "Munnezza" la canzone dedicata al netturbino poeta Antonio Capasso cantata live a Radio Club 91. E' scritta dalla giornalista Francesca Cicatelli e dal rapper partenopeo Matto Mc. (video e audio) "Facciamo una Spa di Napoli: ossia "Solo per Amore".

Con lo yogurt scaduto ?

Propongo l'inventario giocoso del frigorifero una volta a settimana.

Abbandono selvaggio del sacchetto ?

Retaggio dell'emergenza rifiuti: qualche anno fa nessuno pensava all'orario di conferimento con i cumuli al terzo piano. Risolta l'emergenza ma è restata l'idea di poter lanciare il sacchetto. I rifiuti si depositano dalle 20 alle 23, quello è il momento in cui abbiamo meno traffico in strada anche perché il nostro primo turno inizia alle 23, 30.

Ci sono dei gesti che possono dare una mano. Abbiamo 7 isole ecologiche aperte il sabato e la domenica. Viviamo troppo di sprechi: un nucleo di 4 persone in un anno in media butta in discarica 500 euro di cibo perfettamente commestibile.

Così Raffaele Del Giudice, presidente dell'Asia a Radio Club 91 ai microfoni de "I Radioattivi" (Ettore Petraroli e Rosario Verde).

"In Asia avevamo passivi ma oggi per la prima volta chiudiamo il bilancio in attivo con 2,8 milioni di attivo. Non portate a spasso il sacchetto dei rifiuti sull'asse mediano non è una fidanzata anche se per molti diventa un'estensione fisica del senso casalingo" . Ed elenca l'inventario deIl' inciviltà: "Riduciamo i rifiuti: facciamo le mini porzioni, cerchiamo di avere uno stile di vita più sobrio. Abbiamo un turno che si chiama "La raccolta dell'inciviltà" che incide per il 30%: abbandonare i rifiuti ingombranti vanifica tutto con pochi gesti di pigrizia: basta un'abat jour nel contenitore dell'umido che diventa frazione non conforme. Per non parlare della vasca Jacuzzi trovata nel multimateriale, stiamo ancora capendo con la Nasa come l'hanno inserita. Per i rifiuti ingombranti abbiamo un numero verde con prelievo entro i 5 giorni. Solo la serata del 30 dicembre abbiamo raccolto 50 tonnellate di ingombranti con 30 servizi per la città. Inoltre predisposti persino volantini per abitanti cinesi per la differenziata. Se incendiate una campana del vetro e del multimateriale vanno in fumo 1280 euro che paghiamo tutti, perché sono di alluminio ed in più hanno un sistema di puntamento laser con camion monoperatore che alzano la campana e controllano con tre telecamere. Un sistema tecnologicamente avanzato. In Asia abbiamo anche creato direzione ricerche innovazione e sviluppo"


Redazione 

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FINECO Bank: Non pignorate la casa a una malata di cancro

 

Mi chiamo Laura e ho 40 anni, da quasi due sono malata di cancro al seno, malattia per la quale ho subito l'amputazione e sono in attesa della ricostruzione. Avendo ridotta attività lavorativa anche il mio stipendio si è ridotto e tra rata del mutuo e bollette sopravvivo a malapena, sola con la mia gatta.

 

Sino al 2008 stavo bene, quell'anno però chiesi un prestito alla banca per poter traslocare, dalla Sicilia, i miei genitori anziani, invalidi e nullatenenti. Il prestito serviva a coprire le spese del trasloco, la caparra per l'immobile da affittare e il cambio dell'auto per poterne averme una, seppur usata, idonea al trasporto di persone con gravi difficoltà motorie.

 

Nel 2010 mio padre si ammalò gravemente di tumore e in pochi mesi venne a mancare quindi mia madre si trasferì da me e ci ritrovammo a vivere in due nel mio bilocale di 35mq calpestabili. Nel 2011 improvvisamente anche mia madre venne a mancare e oltre al dolore, mi ritrovai a pagare un secondo funerale. Nel 2012 mi diagnosticarono il cancro e mi ritrovai anche a non aver più materialmente i soldi per comprarmi da mangiare, smisi dunque di pagare la Fineco bank. La banca avviò una procedura di riscossione tramite tribunale e al momento la procedura è arrivata all'atto di pignoramento dell'immobile che deve solo diventare esecutivo. Tutto questo per un debito di 12.300 euro maggiorato dagli interessi.

 

Con l'associazione DECIBA abbiamo inviato una lettera raccomandata alla sede legale della Fineco in cui ci mostravamo disposti ad un incontro per stabilire un pagamento mensile, ma l'unica risposta ricevuta è stata l'atto di pignoramento e la fattura del commercialista per le spese legali (1000euro).

 

Ho chiesto soltanto di poter sopravvivere in casa mia e mi sono dimostrata propensa a pagare il mio debito con un importo equo…

 

Mi rivolgo a chi prende le decisioni nella Fineco bank: mettetevi la mano sul cuore e date la possibilità alla gente onesta di rimanere tale e ottemperare ai propri debiti con serenità ed equità.

 

Firma la petizione: https://www.change.org/it/petizioni/fineco-bank-non-pignorate-la-casa-a-una-malata-di-cancro?utm_source=action_alert&utm_medium=email&utm_campaign=107820&alert_id=wgRuIlSRkq_XXUe%2B

 

A cura di Laura Bernoldi

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COME OUT! Chiediamo a tutti gli europarlamentari del Parlamenti Europeo di impegnarsi per promuovere i dirirtti  LGBTI

 

Agli europarlamentari chiediamo di impegnarsi a sottoscrivere i dieci punti della piattaforma Come out: si tratta di azioni concrete che possono creare una vera e propria tabella di marcia per l’Ue. Le dieci proposte si focalizzano su: parità delle persone lgbti; la creazione di un meccanismo di sorveglianza contro le violazioni dei diritti umani; l’adozione di una legislazione globale antidiscriminazione; azioni di contrasto alla violenza omofobica e transfobica; la promozione di una definizione inclusiva di famiglia nelle politiche dell’Ue; la tutela dei diritti delle persone trans; interventi contro il bullismo scolastico; il contrasto alla discriminazione e allee disuguaglianze nelle politiche per la salute; garanzie per una protezione efficace per i richiedenti asilo lgbti.

 

LA TUA FIRMA È IMPORTANTE

Aiutaci, con la tua firma, a sollecitare i nostri europarlamentari ad un impegno serio su questi temi.

 

 Redazione

 

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Stati Generali dell’Efficienza Energetica. Consultazione pubblica fino al 25 luglio

 

Con l’iniziativa Stati Generali dell’Efficienza Energetica, promossa dall’ENEA, e presieduta dall’Ing. Ortis (già Presidente dell’Autorità per l’energia), è stata lanciata una consultazione pubblica tesa a mobilitare tutti i soggetti interessati (istituzioni, operatori pubblici o privati, associazioni, imprese, professionisti, istituti di ricerca e cittadini) al fine di promuovere un utilizzo sempre più efficiente delle risorse energetiche del nostro Paese.

 

“Un progresso continuo in materia di efficienza energetica – ricorda Ortis - promuove lo sviluppo sostenibile: fa bene alle tasche dei consumatori; favorisce la competitività delle aziende; migliora la sicurezza energetica nazionale, assieme al bilancio energetico ed economico-finanziario del Paese; consente di tutelare sempre meglio l’ambiente.”

 

“L’efficienza energetica mostra di essere un efficace strumento per contribuire all’uscita dalla crisi economica. - ha dichiarato l’Ing. Lelli, Commissario dell’ENEA - Si assiste ad uno sviluppo sostenibile di questo settore grazie al naturale incontro tra domanda e offerta di tecnologie e di servizi.”

 

Obiettivo dell’iniziativa Stati Generali dell’Efficienza Energetica è quello di mettere a disposizione di tutti una piattaforma di consultazione pubblica via web per contribuire al conseguimento degli obiettivi individuati dalle strategie energetiche nazionali ed europee in materia di efficienza energetica (Piano Nazionale per l’Efficienza Energetica e dalla Direttiva europea 2012/27/UE). Compilando un apposito questionario online, presente sul sito www.statigeneraliefficienzaenergetica.it, tutti i soggetti interessati (istituzioni, operatori pubblici o privati, associazioni, imprese, professionisti, istituti di ricerca e cittadini) possono prender parte alla consultazione pubblica che resterà aperta fino al 25 luglio 2014.

 

Cinque sono le tematiche identificate come principali aspetti da considerare per contribuire ad una migliore diffusione dell’efficienza energetica: semplificazioni normative, finanziabilità dei progetti, comunicazione, formazione e capacità tecnico industriali mobilitabili.

 

L’ENEA, con il supporto tecnico - scientifico di EfficiencyKNow, raccoglierà i contributi ricevuti attraverso la consultazione via web, al fine di elaborare un rapporto finale contenente proposte concrete; ciò anche in vista dell’imminente semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea.

 

Tale rapporto finale sarà presentato durante il convegno “Stati Generali dell’Efficienza Energetica” che si terrà a Smart Energy Expo, la fiera internazionale sull’efficienza energetica che si svolgerà a Verona dall’8 al 10 ottobre 2014.

 

 

ENEA - Ufficio Stampa e Rapporti con i Media

Resp. Elisabetta Pasta

 

Redazione

 

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Ancora tagli alle linee ANM. Lettera aperta dell'Assoutenti di Napoli

 

Incredibile, inaudita seri di tagli alle linee ANM a partire da oggi, primo luglio 2014!

 

Non solo accorpamenti tra varie linee, in un periodo dell'anno in cui, a parte la chiusura dell'anno scolastico, le attività nella città seguono ancora il ritmo ordinario, ma tagli festivi e domenicali che penalizzeranno zone, tra l'altro, abitate da popolazione in maggioranza anziana. Scompaiono nei giorni pre festivi e/o festivi linee coe la C27 (l'unica che percorre la parte alta di via Tasso, tra Falcone e C.so Europa), la C36 che è l'unica che percorre la erta San Domenico al Vomero collegandolo al cuore del quartiere, Vanvitelli, la C3, l'unica linea a passare per l'ospedale San Paolo.

 

Sempre più difficile la vita dell'utente dei bus a Napoli mentre le tariffe sono sempre le stesse, e viene offerto oramai un servizio che si può tranquillamente definire al di sotto del "minimo". Chiediamo sulla questione un necessario ed obbligatorio ripensamento su provvedimenti che danneggiano in modo vergognoso l'utenza

 

Antonio di Gennaro

Assoutenti Napoli

 

Redazione

 

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Appello al diritto di essere malato 

 

 

Salve,

 

sono un ragazzo affetto da sclerosi multipla, uso un medicinale di nome "Gilenya", che devo prendere ogni 28 gg uno al giorno, dopo di chè ritiralo, una nuova scatola al che dura altre 28 gg.

 

Premetto che ho telefonato tre giorni fa per dirgli che il giorno 13/06/2014 andavo a ritirare il medicinale che mi spettava, e stamane quando è andata all'asl NA 1 fuori alla marina zona via vespucci 9, DISTRETTO 31, premetto che mi madre non guida ed io non posso andrci perchè è inaccasibile a noi disabili in sedia essendo che l'ascensore per raggiungerla, ci sono scalini e questo già è vergognosa una asl dove avvengono ritiri di medicinali, per disabili che gli ospedali fino a 3 mesi fa davano loro e adesso si deve andare all'asl per ritirarlo, che invece di aiutare il disabile lo recano ancora più disaggio e difficoltà anche economiche.

 

Quindi mia madre stamane è andata all'asl NA 1 alla marina zona via vespucci e il medicinale non c'era, quindi io che devo prenderlo ogni giorno con la durata di 28 gg, sono sprovvisto enon posso fare la cura.

 

La risposta della farmacia di quest'ASL è stata il medicinale è stato ordinato e non ancora consegnato.

 

Un ulteriore risposta della farmacia, quindi una "Dottoressa" è stata, chi fa prima, lo prende.

 

Io non capisco ci hanno dirottati alle farmacie dell'asl di appartenenza, quindi hanno i nominativi delle persone che ritirano questo medicinale, con le relative scadenze di 28 gg, e non fanno trovare il medicinale, è una cosa ignobile, io adesso sono senza medicinale e senza, copertura, negando un diritto ad un disabile a curarsi.

Con miglioni di euro che girano intorno a questa sventura, continuiamo a sopprimere un "Diritto del malato".

 

Gennaro Ferrante

 

 

Redazione

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Di Matteo procuratore aggiunto di Palermo

 

Ai primi di marzo di quest’anno il plenum del Consiglio Superiore della Magistratura ha modificato l’art. 8 della circolare sulle Direzioni distrettuali antimafia nelle procure.

La direttiva del Csm restringe ai soli magistrati della Dda la possibilità di effettuare indagini su Cosa Nostra. Questa circolare estromette di fatto i pm Nino Di Matteo, Roberto Tartaglia e Francesco Del Bene dalle nuove indagini sulla trattativa Stato-mafia. Successivamente alla notizia della divulgazione di quella circolare il procuratore di Palermo, Francesco Messineo aveva assicurato che avrebbe scritto al Csm attraverso la procedura del “quesito” per chiedere esplicitamente una via di uscita alla rigidità di quella direttiva. Alcuni giorni fa la richiesta del Procuratore è stata finalmente ufficializzata. In un punto della lettera si fa riferimento alla questione trattativa (pur senza nominarla) in merito alla coassegnazione di nuovi filoni investigativi tra magistrati Dda e magistrati non Dda. Di fatto viene sottolineata l’importanza di non disperdere il patrimonio conoscitivo dei magistrati che non fanno parte della Dda “in ossequio al principio di continuità nell’assegnazione delle indagini per un medesimo fatto”.

L’istanza di Messineo al Csm rappresenta quindi l’ultimo tentativo di evitare che indagini delicatissime si arrestino ripartendo da zero nelle mani di nuovi magistrati che devono leggere centinaia di migliaia di pagine, con il conseguente rischio della prescrizione. La società civile si appella quindi al Csm affinché risponda positivamente alla richiesta del procuratore Messineo dando ugualmente un segnale forte: nomini Nino Di Matteo procuratore aggiunto di Palermo!

 

Salvatore Borsellino, Giorgio Bongiovanni e tutta la redazione di Antimafia Duemila

 

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Smog e limiti alla circolazione

Sui nuovi divieti, questa la risposta dell'Assoutenti di Napoli

 

Napoli, 14 Giugno 2014 - Ancora una volta, con la scusa della necessità di rientrare nei parametri complessivi annui previsti per le emissioni urbane di smog, e senza che sia affatto dimostrato che tale fenomeno dipenda solo dalle strade urbane (dato l'alto volume di traffico anche sulla Tangenziale che circonda e lambisce la città) e non anche dall'alto quantitativo di emissioni portuali che si attestano tra il 30 ed il 45% del quantitativo di smog registrato in città, come pure importanti sono i fumi neri che si alzano da molti autobus pubblici in circolazione, domani mattina, tra le 9,30 e le 13, sarà impedita la circolazione a tutte le auto private in città. Lo si fa cioè in un giorno ed in una fascia oraria, come quella della domenica mattina, in cui di sicuro da sempre la circolazione privata delle auto è ridotta al minimo, cosa che oltretutto va incrementandosi nelle ore tarde e serali, e di fatto impedendo a tantissimi cittadini che intendono recarsi al mare o comunque fuori città, di non poterlo fare se non alzandosi e partendo di primo mattino. E se tutti lo facessero uguamente si creerebbe nelle primissime ore alta concentrazione di smog, secondo quanto si vuol sostenere. Chiediamo la sospensione del provvedimento ad horas, in attesa ci siano spiegati e mostrati i dati rilevati nelle ore della domenica mattina da giugno a settembre, in particolare poi nel mese di agosto. E chiediamo diverse articolazioni degli orari di divieto della circolazione delle auto private.

 

 

Antonio di Gennaro

Delegato Provinciale Assoutenti

 

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Petizione CIWF Italia. Firma per dare la libertà di scegliere il benessere animale

 

Oltre il 95% dei suini in Italia sta ancora soffrendo negli allevamenti intensivi, allevati in condizioni non rispettose del loro benessere e nemmeno della legge che dovrebbe tutelarli: mutilazioni sistematiche, mancanza totale di paglia o altro materiale manipolabile, ambienti sporchi e bui sono l’unica realtà di vita per milioni di animali. E anche chi volesse acquistare carne di allevamenti più rispettosi del benessere dei suini – magari riducendone il consumo – non lo può fare, essendo disponibili nella stragrande maggioranza dei casi solo prodotti di animali allevati senza dignità e non conformemente alla normativa. La politica - e in primis il Ministero della Salute responsabile dell’applicazione delle norme sul benessere animale - si è rivelata sorda alle nostre ripetute denunce e alle interrogazioni firmate da numerosi parlamentari. Ma non deve essere per forza così e noi non ci arrendiamo! Vi sono modi più rispettosi di allevare i maiali, anche al coperto, fornendo loro più spazio, paglia per esprimere i loro comportamenti naturali, evitando di sottoporli a mutilazioni inutili e dolorose come l’amputazione della coda. Sono piccoli passi ma che possono fare una grande differenza nella vita di questi animali. Per questo, abbiamo deciso di rivolgersi alle principali catene di supermercati italiani. Grazie al loro grande potere d’acquisto, possono dare il via ad un grande cambiamento, influenzando la filiera ad adottare pratiche conformi alla Direttiva 2008/120/CE per la protezione dei suini negli allevamenti. Unisciti a noi e chiedi anche tu che in Italia venga introdotta la prima linea di prodotti suini conformi alla legge e più rispettosa del benessere degli animali.

Questo non per promuovere il consumo di carne ma per compiere un passo fondamentale verso un allevamento più rispettoso delle esigenze dei maiali, consentendo allo stesso tempo a chi consuma prodotti suini di poter fare una scelta a favore del benessere di questi animali.

Firmando la nostra petizione, parleremo anche a tuo nome quando incontreremo le più importanti catene di supermercati in Italia. Contiamo su di te per ridare ai suini italiani la speranza di una vita migliore.

 

 

Redazione

 

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Consulta femminile Lazione, bilancio progetto  “MAI PIU’ VIOLENZA- MAI PIU COMPLICI”

 

Con l’approdo dello spettacolo teatrale “Ada e Fly girls” al Teatro dell’Istituto Penitenziario Minorile di Casal del Marmo, si è concluso il 19 maggio scorso il primo ciclo del progetto “Mai più violenza- Mai più complici”, proposto dalla Consulta Femminile Regionale per le Pari Opportunità della Regione Lazio con il Movimento “Se non ora quando?” e il sostegno del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

 

“Una straordinaria esperienza che ha unito donne e uomini adulti, ragazze e ragazzi in una presa di coscienza collettiva del dramma umano della violenza contro le donne, interrogandosi sul valore del confronto e delle differenze. Attraverso le interviste agli altri studenti e agli adulti, gli incontri con la cittadinanza e le Istituzioni, la diffusione dei lavori prodotti (video e newsletter) e la rappresentazione teatrale, l’iniziativa ha sollecitato il protagonismo delle nuove generazioni” – ha dichiarato Donatina Persichetti, presidente della Consulta – “Pur confermando come sia ancora lungo il cammino per il superamento degli stereotipi di genere e come sia necessario proseguire nel confronto e nell’apertura della scuola come luogo di preparazione alla vita – ha aggiunto Persichetti – “Mai più violenza- Mai più complici” ha aperto nuovi orizzonti di speranza per una società senza discriminazioni.”

 

“Ada e Fly girls”, prodotto e messo in scena dalle alunne ed alunni degli istituti superiori “Quarenghi Braschi” di Subiaco e “Giorgio Ambrosoli” di Roma, rappresentato anche in altri due teatri romani (Golden e Quarticciolo) e al Teatro della Sezione femminile dell’Istituto Penitenziario di Rebibbia, ha segnato uno dei punti salienti del progetto per la spinta propulsiva del messaggio di denuncia e di proposta del superamento di un modello culturale retrivo e lesivo dei diritti umani.

Un invito rivolto all’intera collettività a rompere l’omertà che circonda uno dei più infamanti delitti contro la persona e ad agire per rendersi fautori del cambiamento non solo all’interno del proprio territorio ma anche nelle difficili realtà della reclusione.

 

Ufficio Regionale Lazio 

 

 

Redazione

 

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Finanziamenti privati e nuove tecnologie sono la ricetta per il centro storico di Napoli

 

Al Sabato delle Idee una vera “assemblea pubblica” con oltre

trecento persone e oltre trenta istituzioni e associazioni

 

È stata una vera e propria assemblea pubblica l’incontro del Sabato delle Idee dedicato al tema del “Centro storico di Napoli patrimonio dell’umanità”. Oltre trecento persone, tanto da dove far ricorso ai monitor delle altre sale, e soprattutto i rappresentanti di oltre trenta associazioni ed istituzioni culturali che operano nel Centro storico, hanno affollato Palazzo Filomarino, la prestigiosa sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Storici che proprio nel mese di Maggio ha aperto le sue porte per la Mostra dedicata alle “Storie e leggende napoletane di Benedetto Croce”, tema portante dell’edizione 2014 del Maggio dei Monumenti del Comune di Napoli.

Due sono state le strade principali tracciate per lo sviluppo e la valorizzazione del centro storico di Napoli. Innanzitutto la strada degli investimenti privati nel settore dei beni culturali indicata dall’urbanista Uberto Siola, presidente della Fondazione Internazionale per gli Studi Superiori di Architettura. “La politica della cultura come risorsa ha bisogno delle energie private per svilupparsi - ha spiegato Siola - ed allora, in un momento in cui finalmente il governo nazionale mostra di voler mettere in campo un’azione forte sulla valorizzazione del nostro grande patrimonio artistico e culturale, è giunto il tempo di saper trovare le condizioni per indurre il privato ad agire sulla valorizzazione dei beni culturali. Una politica siffatta del resto è anche quella prevista e richiesta dalla Comunità Europea, che lega l’assegnazione di fondi per il recupero dei monumenti alla capacità di produrre ulteriore spesa preferibilmente ad opera dei privati”.

E poi la strada della valorizzazione dei beni culturali attraverso le nuove tecnologie, indicata da Luisa Bocciero, coordinatore del Progetto “Suor Orsola patrimonio dell’umanità certificato dall’UNESCO”, che ha illustrato le attività del Centro Universitario di Ricerca Scienza Nuova come esempio di nuove opportunità di fruizione tecnologica dei beni culturali: digitalizzazione del patrimonio bibliotecario, diagnostica e restauro di beni culturali con strumenti tecnologici avanzati e creazione di nuove applicazione per visite guidate a mostre e musei. Una nuova strada fisicamente esemplificata dalla presenza in sala di una stampante 3D che ha dato prova delle grandi potenzialità delle nuove tecnologie tridimensionali.

 

La metropolitana a Porta Capuana e la riqualificazione “verde” del Porto

 

La mattinata delle “idee” è proseguita con l’intervento di Aldo Loris Rossi, membro emerito dell’Accademia delle Arti del disegno, che ha proposto una ricetta in tre punti per la valorizzazione del centro storico di Napoli: evitare la polverizzazione degli interventi, mettendo in campo un piano organico di azione ; la creazione una nuova fermata intermedia della metropolitana a Porta Capuana, che sani l’eccesso di distanza tra Piazza Garibaldi e Piazza Cavour e proietti il turista direttamente in una delle zone nevralgiche del centro storico ; una riqualificazione “verde” del Porto di Napoli, da realizzare attraverso la rottamazione della miriade di magazzini e depositi inutilizzati ed antiestetici, creando tra il molo di San Vincenzo e il varco del Carmine una zona fruibile dai turisti che praticamente colleghi il Porto al centro storico senza soluzione di continuità. Una proposta, quest’ultima, che ha avuto l’immediata approvazione anche del Soprintendente per i Beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici per Napoli e Provincia, Giorgio Cozzolino, che ha sottolineato anche il ruolo importante nell’individuazione di criticità e proposte che sta svolgendo l’Osservatorio Permanente del Centro Storico di Napoli - Sito UNESCO, presieduto da Elena Coccia.

Le idee della Cittadinanza attiva

 

Ma soprattutto la parte più ricca di proposte è stata quella riservata alle idee della “Cittadinanza attiva per il centro storico di Napoli”, con gli interventi di associazioni, comitati, fondazioni, università e istituti culturali del centro storico. Dal progetto sui “Portali storici della Città” illustrato da Bernardino Stangherlin, già direttore della Società Sirena, alla detassazione delle Dimore Storiche, proposta del presidente regionale dell’ADSI, Marina Colonna. Dalla proposta di uno studio di fattibilità sul rapporto investimenti privati/sviluppo e occupazione nel centro storico proposto dal presidente dell’Associazione Strategie di sviluppo, Valerio Marotta, al grande progetto di restauro e valorizzazione della Basilica di San Giovanni Maggiore già avviato dall’Ordine degli Ingegneri di Napoli e presentato dal suo presidente Luigi Vinci, attraverso un ricco programma per il Maggio dei Monumenti

 

 

L’Orchestra Sinfonica dei Quartieri Spagnoli

 

Una su tutte la proposta che ha incontrato i maggiori consensi: la nascita di un’Orchestra Sinfonica dei Quartieri Spagnoli, lanciata da Enzo De Paola, presidente dell’Accademia Europea di Musica ed Arti dello Spettacolo, e già avallata dal presidente della SIAE, Gino Paoli. Un progetto - ha spiegato De Paola - che ha l’obiettivo di creare un percorso formativo di integrazione per i bambini e ragazzi in situazione di disagio, per sviluppare, attraverso la musica, attitudini ed abilità in grado di favorirne le capacità di socializzazione e di crescita".

 

Insomma tante buone idee che avranno inevitabilmente bisogno di finanziamenti pubblici e privati. Ed in tal senso sono state decisamente rassicuranti le conclusioni del dibattito affidate all'Assessore regionale ai Lavori pubblici, Edoardo Cosenza, che, illustrando l'intervento della Regione per il restauro di Palazzo Penne, ha spiegato come “siano assolutamente infondati gli allarmismi sull'incapacità della Regione Campania nella spesa dei fondi europei”, perché, anzi, come ha evidenziato Cosenza, illustrando un impegno di spesa regionale di quasi due miliardi di euro solo sulla città Napoli, “la sovrapposizione tra la programmazione 2007-13 (che permette di spendere i fondi entro il 31 Dicembre 2015) e la programmazione 2014-20 consente alla Regione, come sta già facendo, di finanziare progetti addirittura anche oltre i fondi della previsti della programmazione 2007-13 potendo già attingere a quelli della programmazione successiva".

 

 

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Il Comune di Avellino è il primo comune della Campania ad issare la bandiera Rainbow in memoria alle vittime dell'omofobia per il 17 Maggio

 

Al via le iniziative di contrasto all’omofobia nel capoluogo irpino

 

Il Tavolo tecnico contro le discriminazioni e le violenze prosegue le sue attività.In linea con la Carta Etica dell’ Amministrazione comunale di Avellino al via alcune iniziative di sensibilizzazione, soprattutto nelle scuole, per il contrasto all’omofobia. Giovedì 15 maggio dalle ore 11 in Piazza del Popolo, alla presenza del Vicesindaco Stefano La Verde e dell’assessore alle pari opportunità Lucia Vietri, è stata  innalzata la bandiera arcobaleno, simbolo del movimento LGBT. Alla manifestazione hanno partecipato le associazioni e i sindacati che fanno parte del Tavolo tecnico.

È inoltre in programma per sabato 17 maggio (in occasione della Giornata nazionale di contrasto all’ omofobia),ore 10.30 presso il Centro sociale Samantha della Porta,l’iniziativa iken@school-Studenti edocenti delle secondarie di II grado rivolta a tutti gli istituti superiori cittadini, che ha come obiettivo quello di sensibilizzare docenti ed alunni sul tema dell’ omofobia. Prenderanno parte all’incontro i volontari dell’Associazione i Ken, la dottoressa Mara Festa (ACLI), la dottoressa Adele Fenizia (Koinaid dell’Università orientale di Napoli) e i rappresentanti dell’UDS (Unione degli Studenti).

In via di definizio nel’iniziativa iken@school- Genitori e docenti della scuola secondaria di I grado F. Solimena con l’obiettivo di stimolare consapevolezze e riflessioni sui temi del bullismo omofobico, della violenza, della discriminazione, con particolare focus sulla tematica dell’ INCONTRO CON L’ALTRO.

Condurranno il confronto la dottoressa Mara Festa (ACLI) e la responsabile irpina dell’associazione i Ken Donata Ferrante.

 

Auspichiamo che tale azione diventi una buona prassi in Campania e che anche il Comune di Napoli e quello di Salerno possano seguirne l'esempio.

Dopo la giornata di ieri ( 14/5/14) in cui v'è stata la prima riunione tra Commissione Consiliare di Napoli alle Pari Opportunità, associazioni LGBT napoletane ed alla presenza della Consigliera delegata alle Pari Opportunità Marino ed alla presidente della Consulta delle Elette Molisso, riteniamo questo percorso di crescita civile sempre più solido e maturo e per il quale ringraziamo il Cons. Comunale di Napoli Vincenzo GALLOTTO

 

 

Redazione

 

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L’ONA ONLUS mantiene la sua natura di associazione indipendente dai partiti politici

 

Le vittime dell’amianto hanno chiamato il Dott. Fabio Desilvestri, la Dott.sa Giulia Gibertoni e il Dott. Giovanni Ghirga, associati dell’ONA ONLUS e da tempo impegnati nella mobilitazione per mettere al bando l’amianto, e per la prevenzione primaria e la tutela delle vittime, hanno accettato la proposta del Movimento 5 Stelle di candidarsi al Parlamento Europeo, e farsi così portavoce di quelle istituzioni di una idea nuova di Europa che non schiacci i più deboli e tra loro i più deboli dei più deboli e cioè le vittime dell’amianto. Ci aspetta dunque una dura battaglia in Europa, nella quale anche le vittime dell’amianto potranno dire la loro attraverso i loro portavoce: Dott. Fabio Desilvestri, Collegio elettorale: Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia e Liguria; Dott.ssa Giulia Gibertoni, Collegio elettorale: Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia; Dott. Giovanni Ghirga, Collegio elettorale: Toscana, Lazio, Umbria e Marche. In conformità alle indicazioni provenienti dai territori e dalle strutture periferiche, il direttivo nazionale dell’ONA ONLUS, invita a sostenere l’impegno del Dott. Fabio Desilvestri (nel collegio elettorale Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria) e della Dott.ssa Giulia Gibertoni (nel collegio elettorale Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia), e del Dott. Giovanni Ghirga (nel collegio elettorale Toscana, Lazio, Umbria e Marche) nella loro battaglia per dare voce alle vittime dell’amianto in sede europea.

La Dott.ssa Serena Mancini è stata altresì chiamata alla competizione elettorale amministrativa per l’elezione del sindaco di Rosignano Solvay e il suo programma elettorale potrebbe essere definito “amianto zero”, e quindi la sua elezione potrebbe segnare una svolta nelle politiche ambientali del comune di Rosignano per la tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori. Altri associati sono altresì impegnati nella competizione elettorale, e il comitato direttivo si è riservato un ulteriore notiziario di aggiornamento.

 

 

Redazione

 

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Chiarimenti su ricostruzione Città della Scienza

 

Il presidente della sezione Napoli di Italia Nostra, Guido Donatone ha annunciato ieri sul Mattino la Sua intenzione di denunciare alla Procura della Repubblica il fatto che la Città della Scienza sarebbe un'opera “manifestatamente illegittima”, per cui non potrebbe usufruire dei 34,2 milioni di euro stanziati dalla Regione Campania per la sua ricostruzione.

 

A questo punto credo sia necessario fare chiarezza sulla reale situazione urbanistica, innanzitutto precisando che in alcun modo la Città della Scienza si può definire un'opera illegittima, tantomeno abusiva, dal momento che si tratta di immobili costruiti nel 1853, prima dell’Unità d’Italia, ossia una delle prime testimonianze di archeologia industriale.

 

Va sottolineato, inoltre, che molte opere colpite dall’incendio sono sopravvissute come parti delle mura perimetrali, segnatamente limitate zone della copertura, la ciminiera, la sala Galileo, tutte le fondazioni, le strutture dei locali impianti presenti nel sottosuolo, le vasche di raccolta acque piovane di 4000 mc, tutte parti scampate all’incendio devastante che sarebbe impossibile demolire. Solo ¼ di Città della Scienza è stata colpita dall’incendio visto che tutti gli immobili a valle di Coroglio sono ancora intatti.

 

Un altro motivo per il quale non è possibile definire quegli immobili abusivi è che nel 1993 sono stati restaurati sulla base di un progetto in linea con il PRG allora in vigore, approvato dalla Soprintendenza. BB.AA.AA. nel 1994.

 

Mi chiedo come si possa definire illegittima un'opera che rientra nell’elenco delle “Opere di rilevante interesse storico-artistico 1945-2005, Ministero BBAAAA-DARC / Soprintendenza BBAAAA Napoli e Provincia” un'opera costruita con capitali pubblico privato a seguito di accordi di programma, stipulati nel 1996-1997 e 2007 tra Fondazione IDIS, Regione Campania e Comune di Napoli, accordo di programma che non scadrà prima della metà di questo secolo.

 

Probabilmente Donatone vuole fare riferimento al vigente PUE che scade l’anno prossimo, il quale prevedeva la delocalizzazione di quella parte di Città della Scienza a valle di Coroglio, al limite della spiaggia demaniale, senza tenere conto che la soluzione più praticabile, invece, è quella di ricostruire in tempi brevi 75.000 mc danneggiati, mentre come si potrebbe realizzare la delocalizzazione dell’intero comprensorio che conta 120.000 mc, per i quali non esiste ancora una sede alternativa? ...per non parlare poi dei centinaia di posti di lavoro che andrebbero inevitabilmente persi!

 

Alcuni comitati del posto lamentano il fatto che città della scienza preclude la discesa a mare, ma vorrei ricordare che nell’area della Fondazione (area privata – non demaniale) è possibile realizzare 2 accessi liberi (distanti fra loro oltre 200 m., al limite nord ed al limite sud dell’area stessa), varchi che nessuno fino ad ora ha reclamato forse perché condurrebbero ad una porzione di spiaggia da decenni deperita ed in stato di abbandono, mai bonificata, pulita e resa agibile.

 

 

Redazione

 

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Petizione per dire no al traffico motorizzato nelle aree verdi

 

Su Avaaz. org è possibile aderire alla petizione "NO AL TRAFFICO MOTORIZZATO SU SENTIERI MULATTIERE PASCOLI E BOSCHI" promossa dal Club Alpino Italiano della regione Lombardia. Si tratta di un'iniziativa importante in quanto "Il Consiglio Regionale della Lombardia ha appena annunciato il ritiro della legge che avrebbe aperto i sentieri alpini a SUV, fuoristrada e moto da cross. Ora la proposta torna in commissione per incorporare le nostre richieste e diversi consiglieri ci hanno assicurato che questa decisione è stata possibile solo grazie all'enorme mobilitazione!" scrive il Club Alpino Italiano. L'ente promotore sottolinea che "con il Progetto Di Legge 124, che tornerà presto in discussione nel Consiglio Regionale Lombardo potrebbero introdurre una deroga alla legge regionale che vieta il transito dei mezzi motorizzati sulle mulattiere e sui sentieri nonché in tutti i boschi e nei pascoli". Per questo motivo " E’ evidente come l’effetto di tale attività risulterebbe devastante per le condizioni del sentiero, della mulattiera, del bosco e del pascolo eventualmente interessati dal transito stesso: in poche ore si possono creare danni che solo la natura potrebbe riparare impiegando anni e ai quali l’uomo non può porre rimedio. La circolazione di mezzi motorizzati sui sentieri avrebbe, ma di fatto già ha, un impatto estremamente negativo sul delicato ambiente naturale, sulla fauna e in termini di inquinamento dell’aria e acustico".

 

La petizione da firmare è la seguente https://secure.avaaz.org/it/petition/Consiglio_Regionale_Lombardia_NO_AL_TRAFFICO_MOTORIZZATO_SU_SENTIERI_MULATTIERE_PASCOLI_E_BOSCHI/?dYwDnbb

 

 

 

Redazione

 

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Ricostituzione degli organismi per il trasporto pubblico non di linea 

 

Appena approvata dalla Giunta regionale - su proposta dell'Assessore Sergio Vetrella - la nuova costituzione della Commissione di esame per l’iscrizione all’albo dei conducenti di servizi di trasporto pubblico non di linea e della Commissione Consultiva regionale per il trasporto pubblico non di linea.

 

La ricostituzione degli organismi è stata molto attesa da numerosi autisti professionisti che intendono intraprendere le attività di tassista o autonoleggiatore.

 

Viva soddisfazione è stata espressa dall’Assessore ai Trasporti Vetrella che ha sottolineato l’utilità delle due Commissioni che, oltre a mettere ordine in un settore particolarmente complesso, consentiranno l’avvio di attività lavorative per numerosi giovani della nostra regione. “ Mi impegnerò a dare corso immediatamente alle procedure consequenziali per poter assicurare con tempestività l’inizio delle sessioni di esame – continua Vetrella – venendo incontro alle numerose richieste pervenute all’Assessorato”.

 

 

Redazione

 

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Al via gli Stati Generali dell’Efficienza Energetica

 

con una consultazione pubblica promossa dall’ENEA

 

 

 

Si potranno formulare online proposte per contribuire all’elaborazione

 

di una strategia nazionale ed europea sull’efficienza energetica

 

Partirà il prossimo 6 maggio sul web la consultazione pubblica degli Stati Generali dell’Efficienza Energetica, promossa dall’ENEA con il supporto tecnico di EfficiencyKNow, partner di Smart Energy Expo, la prima fiera internazionale sull’efficienza energetica che si tiene a Verona.

 

Compilando un apposito questionario sul portale statigeneraliefficienzaenergetica.it, tutti potranno partecipare alla discussione online, articolata in cinque settori strategici di sviluppo dell’efficienza energetica: semplificazione, finanziabilità, dinamiche domanda/offerta, comunicazione e formazione. L’obiettivo è di chiamare a raccolta tutti gli attori interessati all’efficienza energetica (aziende industriali, commerciali e di servizi; organizzazioni di ricerca; professionisti; consumatori) per contribuire a definire le politiche e le misure necessarie alla crescita di un settore fondamentale per il recupero della competitività del Sistema Paese, anche sulla base delle esperienze già positivamente acquisite da operatori pubblici e privati.

La consultazione pubblica rimarrà aperta fino al 25 luglio. Sarà l’ENEA a valutare i contributi presentati al fine di elaborare proposte concrete per una strategia nazionale ed europea sull’efficienza energetica, anche in vista dell’imminente semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea

 

I risultati di questo grande progetto partecipativo saranno presentati a ottobre nell’ambito di Smart Energy Expo.

 

L’ing. Alessandro Ortis, Presidente degli Stati Generali dell’Efficienza Energetica e già membro del Comitato Scientifico di Smart Energy Expo e Verona Efficiency Summit, sottolinea come “l’efficienza energetica sia lo strumento più conveniente per abbattere le emissioni nocive all’ambiente e per attenuare la grave dipendenza energetica dall’estero. Essa garantisce inoltre interessanti ritorni economici e sociali sugli investimenti, riduce i costi energetici di famiglie ed aziende, offre alle imprese più competitività e più domanda, induce più occupazione e favorisce il tanto auspicato sviluppo sostenibile. Gli Stati Generali che si terranno a Verona il 9 ottobre 2014, in occasione della seconda edizione di Smart Energy Expo, saranno un’ottima occasione per esaminare, insieme ad istituzioni ed operatori, i risultati della consultazione che stiamo lanciando proprio per favorire un corale impulso a sostegno di un prezioso strumento per lo sviluppo: l’efficienza energetica”.

 

 

 

Redazione

 

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'La Città Cambia' esprime pieno sostegno al comitato 'No Tares'

 

"La Città Cambia - Sinistra per Somma" dichiara quanto segue: “Plaudiamo e sosteniamo il comitato “No Tares” nato in queste settimane dalla volontà di alcuni cittadini, il quale si sta battendo per fare in modo che il pagamento delle tasse e dei tributi locali venga spalmato in dieci rate mensili. Noi riteniamo che, così come avviene in altri comuni, questa soluzione possa essere garantita ai contribuenti locali già oberati dall’enorme carico fiscale del nostro paese Italia. Inoltre riteniamo indispensabile la costruzione di una rete civico-politica che possa interagire in modo proficuo con le Istituzioni locali in modo da evitare il pastrocchio Tares che peserà e graverà tutta sulle tasche dei cittadini. Noi siamo convinti che un percorso con il comitato “No Tares” in questa fase possa anche trovare delle soluzioni concrete per affrontare la IUC, l’imposta unica comunale, che sostituirà proprio la Tares nei prossimi mesi. Il percorso che ci aspetta, insieme ai volenterosi cittadini del comitato, è quello di lavorare affinché, nel ragionamento e nell’applicazione delle tasse e dei tributi locali da parte dell’Ente, non vengano meno i principi di equità e giustizia sociale che caratterizzano da sempre i valori fondanti della nostra visione di comunità”.

 

Redazione

 

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Federico Aldrovandi
Federico Aldrovandi

Petizione #ViaLaDivisa per Federico Aldrovandi

 

Quello di Federico Aldrovandi è probabilmente uno dei casi più conosciuti di violenza e abuso di potere da parte delle forze dell’ordine: Federico, un diciottenne ferrarese, venne ucciso la notte del 25 settembre 2005. 

Ma risaliamo ai fatti: il ragazzo, dopo aver trascorso la serata in un locale di Bologna, si avviò verso casa, dopo aver assunto una (minima) quantità di alcol e stupefacenti. In quei minuti, la pattuglia Alfa 3, con a bordo Enzo Pontani e Luca Pollastri, circolava per le strade di Ferrara. Gli stessi Pontani e Pollastri descrissero successivamente Federico come un “invasato violento in evidente stato di agitazione" e dissero di "essere stati aggrediti dallo stesso a colpi di karate e senza un motivo apparente", motivi per cui chiesero rinforzi: dopo pochi istanti arrivarono infatti Paolo Forlani e Monica Segatto a capo della pattuglia Alfa 2.

A quel punto nacque uno scontro violento tra i cinque, scontro dopo il quale per Federico sopraggiunse la morte per “asfissia da posizione”, probabilmente a causa dello schiacciamento del torace.

Alle 6.04 la prima pattuglia richiese l’invio di un’ambulanza, sopraggiunta sul luogo dopo sei minuti, che trovò il giovane riverso a terra, prono con le mani ammanettate dietro la schiena [...] era incosciente e non rispondeva”. 

La famiglia venne avvertita ben cinque ore dopo il decesso. Data la quantità di ecchimosi, il padre e la madre di Federico non credettero alla versione della polizia, che dava il ragazzo morto per un malore. Si aprirono le indagini, accelerate dal blog che la mamma di Federico aprì per far luce sulla vicenda

Il 20 febbraio 2006 la perizia medico-legale dichiarò la morte di Aldrovandi dovuta all’assunzione di un mix di droghe e alcol. Ma un’altra indagine parlò, qualche giorno dopo, di “anossia posturale”, dovuta proprio allo schiacciamento del torace cui si è prima accennato.

Per quanto riguarda le sostanze stupefacenti, questa seconda perizia affermava che le dosi assunte dal ragazzo non erano letali e che i presunti effetti constatati dalla polizia (euforia, agitazione) contrastavano con quelli dovuti generalmente all’uso di oppiacei (calma e torpore).

I poliziotti furono condannati per omicidio colposo. Nonostante questo, nonostante le cinquantaquattro ferite sparse sul corpo del ragazzo, nonostante le omissioni e i depistaggi che indussero i giudici a parlare di omicidio colposo, i quattro sono comunque tornati in servizio. Per questo motivo, il sito www.change.org ha lanciato una petizione affinché quei poliziotti non siano più nella posizione di fare ciò che hanno già fatto in passato. Il lancio della petizione ha preceduto di poco la manifestazione nazionale #ViaLaDivisa, che ha avuto luogo a Ferrara lo scorso 15 febbraio.

Se vuoi scrivere anche tu al Ministro dell’Interno Angelino Alfano e ad Andrea Orlando, Ministro della Giustizia, collegati a http://www.change.org/it/petizioni/angelino-alfano-via-la-divisa-agli-assassini-di-federico-aldrovandi-vialadivisa

 

 

Roberta Isceri

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Aziende sanitarie trasparenti
Aziende sanitarie trasparenti

Obiettivo 100%: Aziende sanitarie trasparenti ora #riparteilfuturo

 

Agli Assessori regionali alla sanità e ai Direttori generali degli stessi assessorati (Lanciata da Libera e Gruppo Abele)

La corruzione mette in pericolo la sanità pubblica e la vita di ciascuno di noi.

I dati sono allarmanti: nel 2012 il 5,6% delle risorse investite in Europa per la sanità è andato perso in tangenti *. Nel triennio 2010-2012, in Italia sono stati accertati reati per oltre 1 miliardo e mezzo di euro, quanto basta per costruire 5 nuovi grandi ospedali modello.

La salute è l’unico diritto fondamentale esplicitamente definito dalla nostra Costituzione. Vogliamo un sistema sanitario pubblico trasparente e libero dalla corruzione. Un sistema efficace che renda conto di come spende le nostre risorse.

Quando la corruzione colpisce la salute non causa solo gravi danni economici, ma mette in crisi l’intero sistema sanitario che dal 1978 è una garanzia per tutti, senza discriminazioni.

L’illegalità ruba fondi destinati agli ospedali, all’acquisto di medicine e all’assistenza,  compromette la salute nostra e dei nostri cari e può addirittura diventare una causa di morte.

Nonostante le disposizioni previste dalla legge 190/2012, ad oggi sono molto poche le Aziende sanitarie che rispettano gli obblighi di anticorruzione e trasparenza.

Per la prima volta nella storia del nostro Paese sarà la società civile, grazie alla campagna www.riparteilfuturo.it, a monitorare attribuendo a ogni Azienda sanitaria un punteggio: via via che ognuna di esse rispetterà le richieste della petizione e le prescrizioni di legge il punteggio aumenterà. Il nostro obiettivo è che tutte le 237 Aziende sanitarie raggiungano al più presto il 100%.

Trasparenza e anticorruzione possono salvarci la vita. Firmiamo per dare inizio a un’efficace terapia che renda integro e trasparente il nostro Servizio sanitario nazionale. C’è in gioco la nostra salute.

 

*dati Rete Europea contro le Frodi e la Corruzione nel Settore Sanitario.

 

Redazione

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Riparte il futuro-locandina
Riparte il futuro-locandina

Riparte il Futuro. Continua la raccolta firme per la petizione digitale contro la corruzione e l’illegalità 

 

Riparte il futuro, la campagna promossa da Libera e dal Gruppo Abele, prosegue la sua battaglia per contrastare la corruzione in Italia. L’iniziativa, lanciata nel gennaio 2013 poco prima delle elezioni politiche, ha come scopo quello di eliminare la pratica della corruzione nella vita pubblica e privata e di creare una cultura della legalità e della trasparenza.

I promotori della campagna mirano alla partecipazione attiva della società civile affinché questa stimoli e monitori le riforme anticorruzione, inaugurate in Parlamento nel novembre 2012 con la legge 190/12. La corruzione, infatti, incentiva la criminalità organizzata, contribuisce alla diffusione del problema mafioso, indebolisce le Istituzioni e, dunque, distrugge il futuro dell’Italia.

È possibile aderire all’iniziativa firmando la petizione online sul sito http://www.riparteilfuturo.it/

La prima grande battaglia è quella per il rafforzamento della legge sul voto di scambio politico-mafioso, disciplinato dall’articolo 416-ter del Codice Penale. Riparte il Futuro vuole che tale norma punisca non solo lo scambio di denaro, ma anche le promesse di “altra utilità” come il negozio di posti di lavoro, delle informazioni sugli appalti o il regalo di poltrone. Di fatti, l’alleanza tra politico corrotto e mafioso corruttore vincola la libertà elettorale ed influisce negativamente sulla vita democratica, nonché sulle politiche di sviluppo del Paese. Il 28 gennaio scorso il Senato ha approvato il testo di riforma dell’articolo 416-ter. Ora spetta alla Camera dei Deputati confermare l’esito della votazione in Senato ed approvare la modifica.

La seconda fase dell’iniziativa è stata lanciata il 4 marzo con la campagna che chiede la trasparenza economica delle aziende sanitarie italiane. L’obiettivo è un sistema sanitario trasparente, integro, accessibile a tutti e di qualità. Difendere il sistema sanitario significa difendere il nostro diritto alla salute. Riparte il Futuro si rivolge direttamente ai direttori generali delle asl affinché rispettino e facciano rispettare le norme sulla trasparenza del decreto legislativo 33/2013: trasparenza di bilancio e di rendicontazione; trasparenza sui bandi di gara e di concorso; trasparenza sulla collaborazione con strutture sanitarie private; trasparenza sui tempi di attesa per le cure; trasparenza per tutti i cittadini.

L’ultima petizione online lanciata nell’ambito di Riparte il Futuro, è #opengoverno, che chiede al neo presidente del consiglio Renzi di pubblicare sul sito del Governo, entro tre mesi dalla nomina, il curriculum vitae e la situazione patrimoniale e reddituale del premier, dei ministri, dei viceministri e dei sottosegretari. In questo modo i cittadini possono essere a conoscenza di eventuali conflitti d’interesse e possono valutare le competenze di chi guida l’Italia.

I cittadini hanno dunque la possibilità di tramutare il proprio sdegno in azioni concrete e mirate, di riprendersi gli spazi della politica, di contribuire alla crescita del Paese e di diffondere la cultura della trasparenza, della legalità, della corresponsabilità. Sconfiggere la corruzione significa ridurre le disuguaglianze sociali, creare occupazione, rafforzare le istituzioni e formare cittadini onesti. 

 

Redazione

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ozono
ozono

Scoperti nuovi gas responsabili del buco dell’ozono

 

Un gruppo d ricercatori guidati da Johannes Laube dell’Università inglese di East Anglia ha scoperto quattro nuovi gas responsabili del buco dell’ozono.

I risultati pubblicati sulla rivista Nature Geoscience mostrano l’esistenza di quattro nuovi gas: tre appartengono alla famiglia dei clorofluorocarburi e uno a quella degli idroclorofluorocarburiProdotti dall’uomo sono stati immessi nell’atmosfera dopo gli anni ’60 e oggi sono stati scoperti comparando campioni d’aria odierni con quella intrappolata nel firn polare dell’Antartide – ovvero la neve compatta delle stagioni passate che costituisce un importante archivio dell’atmosfera – e i campioni atmosferici raccolti in Tasmania tra il 1978 e il 2012.

I rivelamenti hanno permesso di verificare che i quattro gas sono presenti nell’atmosfera recentemente e la loro quantità è aumentata gradualmente negli ultimi 50 anni.

L’emissione di questi gas è fuorilegge. In primo luogo essa va contro il Protocollo internazionale di Montreal che nel 1989 riduceva l’suo e la produzione di tutte le sostanze chimiche, tra cui la famiglia dei clorofluorocarburi, che minacciavano lo strato d’ozono. Nel 2010, poi, questi composti sono stati vietati totalmente per legge.

Il ricercatore Laube afferma che non è possibile risalire alla fonte di emissioni di tali gas ma è necessario indagare sulle possibili fonti. Le fonti possibili per lo studioso potrebbero essere sostanze chimiche per la produzione di insetticidi e solventi per la pulizia di componenti elettronici. Questi gas, spiega inoltre Laube, si dissolvono lentamente quindi anche se la loro produzione fosse bloccata, essi sarebbero presenti nell’atmosfera ancora per decenni continuando così a minacciare lo strato di ozono dell’atmosfera terrestre.

 

Giovanna D’Urso

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Petizione: codici identificativi sulle divise delle Forze dell'Ordine

 

Nel settembre del 2005, al termine della sfida tra l’Hellas Verona e le Rondinelle, sono rimasto gravemente ferito in uno scontro tra tifosi ed agenti.

 

Sono stato picchiato con il manganello durante una carica e poi sono rimasto molti mesi all'ospedale, due dei quali, in coma. Le mie funzioni fisiche sono state ridotte notevolmente, e nonostante la lunga riabilitazione a cui mi sottopongo da anni con molta tenacia, non avrò molti margini di miglioramento.

 

Questo lo so quasi con certezza: l’unica cosa funzionante come prima nel mio corpo infatti è il cervello, attivo come non mai. Dopo quattro anni non ho ancora stabilito se questa sia stata una fortuna.

 

Ho perso il lavoro, sebbene abbia un padre caparbio che insiste nel mandare avanti la mia ditta, sottraendo tempo e valore ai suoi impegni. Ho perso la ragazza. Ho perso il gusto del viaggiare (il più delle volte quelli che erano itinerari di piacere si sono trasformati in veri e propri calvari a causa delle mie condizioni fisiche). Ho perso soprattutto molte certezze, relative alla Libertà, al Rispetto, alla Dignità, alla Giustizia e soprattutto alla Sicurezza.

 

I poliziotti che mi hanno pestato erano tutti a volto coperto, quindi non identificabili. La sentenza del primo grado al mio processo ha portato all’assoluzione per insufficienza di prove di sette poliziotti imputati.

 

Eppure la corte ha stabilito che è stato usato un manganello, che sono stati scagliati più colpi, che lo strumento era vietato dal Ministero dell’interno, che la carica della polizia non era stata autorizzata, che il lancio di lacrimogeni era esagerato per la situazione, che le lesioni potevano cagionare la morte e che le riprese dei fatti siano state manomesse.

 

La polizia è colpevole ma il fatto che i poliziotti avessero agito a volto coperto ha portato ad un’impossibilità di stabilire chi ci fosse dietro quei passamontagna. Le responsabilità della polizia sono state accertate. Ma non ci sono colpevoli, non possono esserci.

 

Nella maggior parte dei paesi europei, le forze dell'ordine indossano divise provviste di codici identificativi. Grazie a questo semplice codice, ogni agente potrebbe essere identificato da parte della Magistratura nel caso in cui si rendesse reo di condotte penalmente rilevanti, come nel mio caso.

 

 

Chiedo che anche in Italia i codici identificativi sulle divise delle Forze dell'Ordine vengano resi obbligatori. I codici identificativi non sono penalizzanti in alcun modo per le forze dell'ordine che non hanno nulla da nascondere, anzi rappresenterebbero anche per loro l'opportunità di riacquisire credibilità.

 

Questa petizione, lanciata da Paolo Scaroni, sarà consegnata ad Angelino Alfano, Ministro dell'Interno e al Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

 

Redazione

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Io segno la Lis. Ma lo Stato italiano non riconosce la mia lingua. #iosegno

 

Siamo un gruppo di ragazzi, tutti sotto i trenta anni. Due cose ci uniscono: siamo sordi e ci siamo incontrati grazie ad una radio. Radio Kaos ItaLis è nata da un’idea che potrebbe sembrare paradossale: creare un progetto radiofonico per promuovere l’integrazione tra sordi e udenti. E ci siamo riusciti, dimostrando a noi stessi che le barriere all’integrazione possono essere superate. Purtroppo però c’è un muro che non riusciamo ad abbattere: la nostra lingua, la Lingua dei Segni italiana (LIS), non è riconosciuta ufficialmente nel nostro Paese.

 

La LIS rende possibile la comunicazione tra sordi e l’integrazione tra sordi e udenti. Chiediamo quindi al Parlamento italiano di riconoscere ufficialmente la LIS come già avviene in 44 paesi del mondo (tra i quali Iran, U.S.A., Cina, Spagna e Francia).

 

La convenzione dell'ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006, riconosceva la LIS promuovendone l’acquisizione e l’uso. Riteniamo che il mancato riconoscimento ufficiale della LIS da parte dell’Italia sia un’inadempienza alla avvenuta ratifica italiana di questa Convenzione.

 

Il riconoscimento della LIS come una vera e propria lingua garantirebbe la libertà di un sordo di scegliere come comunicare ed integrarsi: un effettivo e illimitato accesso all’informazione, alla comunicazione, alla cultura, all’educazione, ai servizi, alla vita sociale, lavorativa e perfino ricreativa; un’equa rappresentazione politica e giuridica, l’accesso all’istruzione... la dignità.

 

Firma la petizione per chiedere a tutti i capigruppo della Camera dei Deputati e del Senato, al Presidente del Senato Pietro Grasso, al Presidente della Camera Laura Boldrini di impegnarsi affinchè la LIS venga finalmente riconosciuta come lingua ufficiale dal Parlamento italiano.

 

 

Chiediamo che venga riconosciuta la LIS in italia!

 

Redazione

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Petizione per i diritti e l'assistenza ai lavoratori autonomi che si ammalano

 

Caro Presidente del Consiglio, caro Ministro del Lavoro, 

 

mi chiamo Daniela Fregosi, ho 46 anni, sono una maremmana doc e mi occupo dal '92 di formazione aziendale come libera professionista con partita iva. Fin dal momento della diagnosi di cancro al seno, intuendo le difficoltà che mi aspettavano, ho cominciato a mettere in atto una serie di strategie di adattamento: ho iniziato a informarmi su quali potessero essere gli “ammortizzatori sociali” a cui avevo diritto consapevole che, anche se tutto andava bene, sarei stata fuori gioco per un bel po’ (come è poi accaduto). 

 

Ma nessuno sapeva nulla sui miei diritti di lavoratrice autonoma. Mi sforzavo di dire a destra e manca che ero una libera professionista e che questo tumore al seno non aveva su di me lo stesso effetto che poteva avere su una dipendente. Ma niente, nessun consiglio mi arrivava dai medici e dal commercialista. E' iniziato allora per me un viaggio terrificante con i patronati che fanno quello che possono con code interminabili di utenti in cerca di informazioni, call center Inps cui devi spiegare tu l’ultima circolare del maggio 2013 sui lavoratori autonomi e che ti ringraziano pure per l’informazione. Insomma, meno male che sono bella sveglia, che il tumore mi è arrivato alla tetta e non al cervello e che so navigare su internet.

 

Ma c’è anche la beffa. Mi sono dovuta difendere anche da un mantra ricorrente tuttora “Ma come, non ce l’hai un’assicurazione privata?”. Una cosa così la chiedono solo ai liberi professionisti, tutti convinti che, siccome ce la spassiamo a far quello che ci pare, a non avere padroni, ad evadere di brutto e arricchirci alla faccia degli altri poveri lavoratori, il minimo è che cacciamo i soldi almeno per le assicurazioni private e non rompiamo troppo le scatole all’Inps, anche se abbiamo un tumore. Sì, l’assicurazione malattia ce l’ho ma visto che dal 1997 l’Inps ha reso obbligatori i versamenti e l’aliquota è passata dal 10% all’attuale 27,72%, i soldi doppi per pagare tutto un qualsiasi autonomo non ce l’ha. E’ già grasso che cola se riesce ad avere una piccola assicurazione malattia con premi bassi che non copre quasi nulla (giusto la degenza ospedaliera, non certo mesi e mesi di terapie per un cancro).

 

Mi sono letta innumerevoli guide e libretti informativi per pazienti oncologici dove venivano descritti i diritti dei lavoratori. Tutte le informazioni riguardano i dipendenti: di noi neppure un cenno. Come se non esistessimo. Come se in Italia non ci fosse il popolo delle P.Iva. Ma un paziente oncologico non è un paziente oncologico e basta? No, esistono malati di cancro di serie A e di serie B.

 

Noi siamo di serie B e per noi gli articoli 3-32-38-53 della Costituzione sono opzionali. Dato che come lavoratrice autonoma non esisto ho iniziato la mia disobbedienza fiscale rifiutandomi di pagare l’acconto dell’Inps che arriva regolare a dicembre di ogni anno. Questa è la mia storia.

 

Chiedo a nome mio, di tutti i lavoratori autonomi e di ACTA l’Associazione Consulenti del Terziario Avanzato cui appartengo e che mi sostiene, che venga rispettata la Costituzione Italiana e che sia data anche agli autonomi la possibilità di una malattia dignitosa: diritto ad una indennità di malattia che copra l'intero periodo di inattività, il diritto ad un’indennità di malattia a chi abbia versato all’INPS almeno 3 annualità nel corso della sua intera vita lavorativa, un indennizzo relativo alla malattia uguale a quello stabilito per la degenza ospedaliera quando ci si deve sottoporre a terapie invasive (chemio, radio etc), il riconoscimento della copertura pensionistica figurativa per tutto il periodo della malattia e la possibilità di sospendere tutti i pagamenti (INPS, IRPEF), che saranno poi dilazionati e versati a partire dalla piena ripresa lavorativa, così come l'esclusione dagli studi di settore.

 

Daniela Fregosi in arte Afrodite K

 

Redazione

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Approvato dal Comune di Latina il Piano d'azione per ridurre le emissioni di C02

 

Presentato dall’assessorato all’ambiente all’aula consiliare, e approvato all’unanimità dal Consiglio comunale questa mattina, il Piano d’azione così come previsto dalla Comunità Europea, al fine di individuare e attuare le modalità attraverso le quali il Comune di Latina entro il 2020 abbatterà le emissioni di Co2 di oltre il 31%. Detto Piano, la cui attuazione verrà monitorata e verificata periodicamente dalla Comunità Europea, passa attraverso un’analisi già effettuata rispetto a tutte le fonti di emissioni pubbliche e private presenti sul territorio (inventio base delle emissioni) e attraverso interventi strutturali e norme e regolamenti urbanistici ed edilizi, volti a recepire le normative comunitarie nell’ambito della viabilità, ciclicità e pedonabilità di alcune aree della città.

 

«Nel territorio di Latina – ha spiegato il Vice Sindaco Fabrizio Cirilli durante il consiglio comunale – una serie di iniziative messe in campo da questa amministrazione (introduzione dei LED negli impianti semaforici, riqualificazione del parco auto comunale, riduzione e efficientamento della pubblica amministrazione nonché di alcuni impianti depurativi di Acqua Latina) hanno già portato a raggiungere una riduzione di CO2 pari al 18% circa rispetto al 2008. L’impegno del Comune di Latina è quello di continuare su questa strada per arrivare agli obiettivi preposti entro il 2020, per questo sono stati previsti una serie di interventi strutturali:

 

riqualificazione energetica di quattro importanti edifici pubblici (tre scuole di Latina e il palazzetto dello sport) attraverso finanziamenti intercettati da bandi regionali;

un uso razionale dell’energia attraverso la metanizzazione dei fabbricati comunali (già effettuata) con la conversione delle caldaie

una ulteriore razionalizzazione dei consumi e dei costi della pubblica illuminazione

Nuova mobilità del centro storico e la costruzione di nuove piste ciclabili (già in fase di realizzazione).

 

C’è poi da aggiungere – ha specificato il Vice Sindaco Fabrizio Cirilli - che il Piano d’Azione, che è stato interamente redatto dai nostri uffici comunali senza incaricare consulenti esterni, quindi con un notevole risparmio economico per la nostra amministrazione, prevede anche tutta una serie di modifiche normative e regolamentari destinate a modificare nei prossimi anni le abitudini e i comportamenti sia per ciò che riguarda il pubblico che il comparto privato, rispetto all’uso razionale dell’energia e alla riduzione delle emissioni di C02”.

 

Anche il Sindaco Giovanni Di Giorgi ha voluto esprimere i suoi complimenti ai tecnici del comune per il lavoro egregiamente svolto che ci ha permesso di rispettare i tempi imposti a livello europeo dall’apposita commissione.

 

«L’adesione al PAES per il Comune di Latina – ha affermato il Sindaco Giovanni Di Giorgi – proietta di fatto la nostra città a pieno titolo nell’ambito dei Comuni virtuosi riconosciuti dalla Comunità Europea che lavorano al fine di migliorare la qualità ambientale del nostro pianeta. Essere riusciti a rispettare le scadenze comunitarie ci apre la possibilità di ottenere ingenti finanziamenti legati al settore, è il segno concreto che questa amministrazione sta portando avanti un progetto per la crescita della nostra città, che si misura anche attraverso la sua capacità di valorizzare le risorse ambientali. Ritengo che Latina e la sua provincia abbiano enormi margini di crescita legati alla valorizzazione di un territorio ricco di molteplici risorse sotto il profilo ambientale e paesaggistico. A Latina sono già in corso di realizzazione diversi progetti di sostenibilità energetica ed ambientale, indirizzati a migliorare l’efficienza energetica comunale. Alcune di queste operazioni sono dirette a produrre dei risultati a breve termine, altre invece servono per creare la cornice necessaria al compimento degli obiettivi a lungo termine. Ma tante altre iniziative sono in corso, come la partecipazione al “Tavolo delle acque”, come parte attiva per la gestione delle risorse idriche del Lazio, la pedonalizzazione del centro storico, il PLUS, per citarne alcune ».

 

Redazione

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La terra dei fuochi e aspetti sociologici della questione

 

Proteggere la “Terra dei fuochi” è l’obiettivo più ambito e richiesto dalla popolazione campana e dalle istituzioni, con l’intento di restituire dignità alla Terra che ci ha partoriti.

A chi è imputabile questa condizione che ha portato esiti catastrofici in Campania?

Il primo aspetto sociologico osservabile, deriva dall’individuazione della criminalità organizzata come motore che ha dato vita a questo scempio. C’è anzitutto da riconoscere la sua onnipervasività laddove sia individuabile una certa “utilità”.La Camorra trae i suoi ingenti profitti da tutti i settori dell'illecito, pertanto anche dall’attività dello smaltimento dei rifiuti. E’ negli anni 80 del secolo scorso che nasce l’interesse della malavita per la gestione dello smaltimento dei rifiuti in Campania. Che ruolo ha avuto l’ente pubblico in tutta quest’ attività criminale?

Il secondo aspetto sociologico che emerge riguarda “chi” ha consentito lo sviluppo delle ecomafie, nel corso di più di 20 anni, senza porre alcun impedimento da parte di chi dovrebbe tutelarci, ossia il settore Pubblico, lo Stato.

In realtà, non c’ è stata alcuna forma di tutela per la Campania, in quanto Politici, amministratori e dipendenti pubblici locali hanno fornito una spalla forte alla malavita, curando lo smaltimento e l’occultamento di qualsiasi genere di residuo di lavorazione nelle discariche abusivamente realizzate nelle campagne. I costi di un tale smaltimento illegale risultavano pari ad appena il 20-40 % delle tariffe dovute per lo smaltimento legale.Si evidenzia, pertanto, non solo la pervasività e la piena operatività della malavita campana in tutti i settori di interesse economico, ma anche il riscontro di una partnership pubblico/criminale che ha favorito e incrementato questo tipo di attività non solo illegale ma, altamente nociva.

Terzo aspetto sociologico deriva dal tentativo di comprendere quali siano le conseguenze del deposito abusivo di rifiuti tossici in Campania. Non di difficile intuizione capire chi ha pagato il costo più alto di quest’attività.

 

E’ stesso la Campania che paga il prezzo più elevato con circa 1.122 aree avvelenate da smaltimenti illegali in 70 Comuni, tra le due province di Caserta e Napoli. Sono i contadini che pagano ora il prezzo del loro silenzio e dell’aver acconsentito (forzatamente o no) a usare veleni come concimi per i lotro ortaggi. Pagano, inoltre, i cittadini, perchè per venti anni hanno mangiato cibi contaminati, hanno bevuto acque avvelenate, hanno respirato aria inquinata e ora muoiono. La popolazione muore a causa del male più terrificante. E non c’è più nulla da fare, perchè ormai i giochi sono fatti, il veleno è parte integrante dell’esistenza di tutti i Campani che amano e odiano questa terra incandescente.

I venti anni di violenze che la Campania ha subito a causa della criminalità organizzata e chi altro con essa ha contribuito a devastarla, ormai non si possono cancellare: la gente si è ammalata, il settore agricolo è fermo, come se non bastasse la situzione di crisi generale che ha colpito tutti gli altri settori economici.

Speriamo in una grande azione di intervento che metta fine a tutti i mali cagionati a questa Terra, in modo che nel mondo essa possa essere riconosciuta, come un tempo, per le sue bellezze, per le sue prelibatezze alimentari, per la gioia di vivere che ha la gente che vive qui e non per l’essere stata definita la “Terra dei fuochi!”

 

Marianna Gambalonga

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Volla: Chiarimento TARES

 

Nei giorni e nelle settimane scorse alcuni cittadini hanno ricevuto un avviso dal Comune di Volla, nel quale si invitava i contribuenti a versare la somma dovuta per l'anno 2013 per i servizi di raccolta rifiuti ( TARES ).

In molti hanno interpretato il suddetto avviso come un invito perentorio al versamento dell'intera somma, fuorviati dall'assenza di un esplicito riferiento alla possibilità di rateizzare autonomamente il pagamento.

In conclusione, se una colpa c'è stata, certamente è da ricercare nella scarsa chiarezza della comunicazione, che ha prodotto il risultato opposto a quello a cui mirava l'amministrazione.

 

PD di Volla

Francesco Cerciello

 

Redazione

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La task force Pandora contro l'inquinamento ambientale

 

E’ stata presenta in pubblica assemblea per la prima volta la Task Force spontanea tecnico-medico-scientifica Pandora nella Sala Newton di Città della Scienza, mercoledì 8 gennaio.

Il gruppo di studio multidisciplinare ha visto la partecipazione spontanea di biologi, medici, epidemiologi, chimici, agronomi, geologi ed ingegneri provenienti non solo dalla Campania, ma anche da altre parti d’Italia e dall’estero. Ancor prima dell’evento pubblico, il gruppo costituito si è incontrato per discutere in un confronto multidisciplinare il problema dell’inquinamento ambientale legato agli sversamenti illegali di rifiuti. Gli aderenti a Pandora hanno sottomesso le proprie competenze, la motivazione, il tipo di contributo tra quelli indicati e la sottoscrizione delle linee guida al fine di raccogliere l’informazione tecnico-medico-scientifica messa a disposizione ed analizzarla criticamente con un approccio rigorosamente scientifico e multidisciplinare. Il fine della Task Force Pandora è quello di fare dapprima il punto della situazione riguardo alle varie forme di inquinamento in Campania sfruttando i dati e le competenze disponibili all’interno della stessa. Solo in una fase successiva si intendono elaborare – su basi rigorosamente tecnico-scientifiche – delle proposte in merito alla caratterizzazione dei siti ed eventualmente alle bonifiche degli stessi.

 

PANDORA si propone come riferimento indipendente e scientificamente autorevole per mass-media, organi istituzionali, stakeholders e per chiunque in generale voglia ricevere informazioni scientificamente rigorose ed indipendenti in merito alla delicata tematica degli sversamenti illegali di rifiuti in Campania (ed eventualmente in altri territori con situazioni ambientali analoghe).

 

Redazione

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Metropolitana: disagi a Salvator Rosa

 

Egg.

 

da oltre un mese, senza che ci sia alcuna indicazione della durata degli interventi nè apparente effettiva manutenzione entrambi gli acensori dell'uscita Salvator Rosa del Metrò collinare risultano fermi, così come una delle due scale mobili che conducono al livello della cosiddetta Seconda Uscita verso Aiuola Santacroce. Leggiamo poi da un cartello che si è bloccata anche la Scala Mobile verso Piazza Leonardo. Enorme disagio, quindi, per gli utenti del Metrò della zona. Che succede, cosa accade, perché non si interviene? E' possibile avere risposte certe al riguardo e ripristinare in tempi brevi questi servizi?

 

 

 Cordialmente,

 Antonio di Gennaro

 delegato provinciale AssoUtenti Napoli

 

Redazione

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AssoUtenti Napoli: ancora disservizi per le ferrovie Sepsa

 

La redazione di NeWage ha deciso di diffondere il seguente comunicato di protesta del Delegato provinciale AssoUtenti Napoli Antonio Di Gennaro:

 

"Recatomi questa mattina alla Stazione di Testa delle Ferrovie Sepsa a Montesanto, per prendere un treno della linea Cumana, dovendo dirigermi a Pozzuoli, segnalo le seguenti anomalie verificate da me personalmente:

 

 

a) Il convoglio delle ore 10,40 direzione Torregaveta, non era a tale orario presente in stazione e, solo dopo altri conque minuti, siamo stati dirottati sull'altro binario, quelllo solitamente usato dalla linea Circumflegrea, ove era presente un convoglio, partito poi, intorno alle ore 10,55 come Cumana.

Da notare che, a causa della sistemazione delle obliteratrici e tornelli al piano terraneo (non si comprende perchè non s'è provveduto a sistemarli al piano superiore ,prima dell'accesso ai binari), il biglietto era stato da me validato alle ore 10,22, per cui, di fatto (a parte la notoria impossibilità di integrare semplicemente l'abbonamento valido nell'ambito del Comune di Napoli, non essendo mai stata prevista tale integrazione...) restando a terra , prima della partenza effettiva , oltre trenta minuti.

 

b) Al ritorno, da Pozzuoli , dopo essere stato "costretto" a validare il biglietto alle ore 12,58, sempre causa sistemazione delle obliteratrici (per altro senza alcun tornello) , anzi una sola in quanto altre due erano distrutte, ho aspettato il convoglio per Napoli sino alle ore 13,40 . E' evidentemente saltata

anche in questo caso una corsa.

 

Il tutto senza alcun annuncio di ritardo, nè all'andata nè al ritorno, senza che alcun si preoccupasse di avvisare alcunché, mentre ho saputo che la Stazione di Pozzuoli , non un paesotto qualsiasi e di pochi abitanti, ma di Pozzuoli, località di ampie dimensioni ove c'è movimento turistico e di moltissimi pendolari, e dove partono i Traghetti per Ischia e per Procida, oltre che essere dotata di vari moli per imbarcazioni private, risulta "IMPRESIDIATA", come una qualsiasi stazione di una località secondaria.

Con l'occasione faccio notare che "mai" utilizzando le ferrovie Sepsa ho incontrato alcun controllo a bordo sui titoli di viaggio, mentre da sempre i varchi esistenti non riconoscono la validità del mio abbonamento in scadenza il futuro mese di marzo. Ugualmente chi, per passare ai varchi, si accoda a persone che stanno effettuando la validazione, sfruttando la momentanea apertura dei varchi elettronici, non viene mai fermato da nessuno addetto ai controlli.

 Infine, scendendo dai convogli alla Stazione Montesanto, non si comprende perché, ma pur essendoci le relative banchine, viene fatta usare la stessa usata per la salita sui treni, con la gente che preme per raggiungere presto il convoglio, e rischio dei passeggeri in discesa di finire nel vicino binario".

 

 

Redazione

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Assoutenti: che l'Asia e il Comune consultino il consumatore

 

Apprendiamo a mezzo stampa che risulta siglato, per la prima volta dall'istituzione della legge che lo prevedeva, Contratto di Servizio tra l' Azienda Speciale Igiene ed Ambiente (ASIA) di Napoli ed il Comune. Assoutenti esprime al riguardo tutte le sue perplessità e contrarietà per la mancanza di coinvolgimento delle rappresentanze d'utenti nella elaborazione del Contratto siglato. Infatti, come esplicitato dalla legge 24 dicembre 2007, n.244, art. comma 461, le Associazioni dei Consumatori debbono essere consultate per individuare i Principi e gli Elementi Minimi da inserire nei Contratti di Servizio e nelle Carte della Qualità dei Servizi Pubblici Locali. Ciò risulta ribadito dall'accordo raggiunto in sede ministeriale mediante Conferenza Unificata , ai sensi dell' art.lo 9, comma 2 del Decreto Legislativo 28 AGOSTO 1997 n. 281, sulle linee guida da seguire al riguardo. Nonché riportato dal Supplemento Ordinario n.72 alla Gazzetta Ufficiale del 29 /10/ 2013, a seguito di "Accordo" mediante "Conferenza Unificata Stato / Regioni / Associazioni di Consumatori (iscritte al Consiglio Nazionale Consumatori ed Utenti), dello scorso 26 settembre. Per quanto concerne, quindi, la Stesura del Contratto tale consultazione non pare esserci stata...Vedremo quindi di fare notare la cosa a chi di dovere e come intervenire a livello ministeriale. Vedremo se accadrà qualcosa nell'individuazione dei principi relativi alla Carta Della Qualità dei Servizi...prendiamo ancora una volta atto che la Partecipazione degli Utenti e cittadini rappresentati, per quanto enunciata più volte e codificata da una serie di norme al riguardo, continua ad essere ignorata dal Comune di Napoli.

 

Redazione

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Presentazione al Senato del disegno di legge sull’assicurazione obbligatoria degli edifici contro i rischi da calamità naturali

 

Intervento dell'esperto ENEA

 

In occasione della presentazione al Senato del disegno di legge “Istituzione di un’assicurazione obbligatoria contro i rischi derivanti da calamità naturali, nonché di un Fondo per la sicurezza e l’efficienza energetica degli edifici”, Paolo Clemente, responsabile del Laboratorio ENEA “Prevenzione rischi naturali e mitigazione effetti”, è intervenuto per illustrarne i punti salienti.

Nato da una proposta messa a punto da ENEA, insieme a Federproprietà, Ordine degli Ingegneri, UCIT, UNEDI e URIA, il disegno di legge prevede l’istituzione di:

• un’assicurazione obbligatoria a fronte di eventi naturali, inclusi terremoti, frane e alluvioni;

• un fondo permanente per il miglioramento della sicurezza strutturale e dell’efficienza energetica (FSE), alimentato al 50 per cento con i premi dell’assicurazione obbligatoria degli immobili privati, che andrebbe a finanziare interventi preventivi sugli edifici.

Paolo Clemente ha evidenziato che: “Gli eventi catastrofici che frequentemente colpiscono il nostro Paese pongono in evidenza la necessità di una più efficace politica di prevenzione di fronte alle calamità naturali. Gran parte del patrimonio edilizio italiano ha un’età superiore ai 50 anni, valore usualmente assunto come durata della vita nominale di un edificio, pertanto è ragionevole pensare che abbia bisogno di importanti interventi di recupero sia architettonico sia strutturale e ciò vale anche per le strutture che non presentano evidenti effetti di degrado”.

“Non dimentichiamo poi che oltre il 60% delle abitazioni in Italia non risponde a criteri di sicurezza sismica, essendo stato costruito ben prima dell’entrata in vigore della prima normativa di moderna concezione, che risale al 1975. Infine, il patrimonio edilizio italiano sperpera un’enorme quantità di energia, per cui va quindi messa a punto un’efficace strategia per il miglioramento dell’efficienza energetica”, aggiunge Clemente.

“L’assicurazione obbligatoria avrebbe l’immediata conseguenza di sollevare lo Stato dalle spese di ricostruzione a seguito di eventi calamitosi, per cui si spendono in media circa 3 miliardi di euro l’anno. Inoltre, il sistema proposto dovrebbe, da un lato stimolare i proprietari di immobili a verificare l’effettiva affidabilità delle costruzioni, al fine di pagare un premio assicurativo più basso, dall’altro contribuire al rilancio del settore edile e del mercato immobiliare, con un ritorno in termini occupazionali calcolabile in circa 400 mila posti di lavoro”, sottolinea Clemente.

“Il premio assicurativo medio ammonterebbe a circa 100 euro l’anno, calcolando un patrimonio edilizio italiano di circa 32 milioni di unità immobiliari e una spesa media di 3 miliardi di euro all’anno per riparare danni dovuti ad eventi naturali. Per finanziare il fondo permanente tale premio andrebbe raddoppiato”, conclude Clemente.

 

Redazione

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Non lasciamolo solo, #VogliamoGiovanniLibero

 

Lanciata da Pietro Barbieri - Forum nazionale del Terzo Settore

Giovanni Lo Porto è un cooperante rapito in Pakistan il 19 gennaio 2012 insieme ad un collega tedesco. Giovanni lavorava a Multan per un progetto di aiuto umanitario a favore di centinaia di famiglie in grave difficoltà, dopo le devastanti alluvioni che hanno colpito la zona di Kot Addu nella provincia del Punjab.

 

Un gruppo armato ha fatto irruzione nell’edificio dove lavorava e viveva con altri colleghi e lo ha sequestrato. Da allora non ci sono più notizie significative sulla sua vicenda.

 

Il mondo del terzo settore e le ONG hanno scritto una lettera ai Presidenti Napolitano e Letta perché Giovanni possa finalmente tornare a casa.

 

Signor Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,

Signor Presidente del Consiglio Enrico Letta

 

Rompiamo il silenzio su Giovanni Lo Porto, rapito in Pakistan il 19 gennaio del 2012.

 

Giovanni è stato rapito una sera di 21 mesi fa a Multan, nel Punjab pakistano, dopo una giornata di lavoro. Quattro persone armate hanno fatto irruzione nella casa dove alloggiava con i colleghi e lo hanno portato via insieme ad un altro cooperante tedesco. Quando è stato rapito, Giovanni era in Pakistan con l’organizzazione non governativa Welt Hunger Hilfe. Era partito da pochi giorni da Palermo, sua città natale, per portare cibo e ricostruire case a favore di migliaia di persone colpite dal devastante terremoto e dall’alluvione del 2010.

 

Quello di Giovanni, al pari di molti altri operatori umanitari, è un aiuto concreto, svolto con competenza e impegno. Attraverso il loro lavoro l’Europa, l’Italia, noi tutti riusciamo ad esprimere solidarietà e soccorso vero alle persone più svantaggiate del mondo, quelle che rischiano la vita, colpite da calamità naturali e devastanti conflitti.

 

Giovanni è la faccia di un’umanità che si sente unita, che supera i confini, le distanze, i pregiudizi per ribadire che ogni uomo ha diritto ad una vita dignitosa. Gli occhi di Giovanni sono i nostri occhi che non si chiudono e decidono di vedere le difficoltà delle persone più vulnerabili; sono le nostre mani che scelgono di agire per rendere il nostro un mondo più accogliente per tutti, anche per i più umili e dimenticati.

 

Non lasciamo solo Giovanni. Rompiamo il silenzio che è normalmente richiesto in situazioni delicate come questa, per inviare questo appello a voi, signor Presidente della Repubblica e Signor Presidente del Consiglio, affinché si facciano tutti gli sforzi possibili per riportare finalmente a casa Giovanni, restituirlo alla sua famiglia, a tutti noi e alla certezza che impegnarsi per un mondo più umano è giusto ed è possibile.

 

https://www.change.org/it/petizioni/non-lasciamolo-solo-vogliamogiovannilibero?utm_source=action_alert&utm_medium=email&utm_campaign=40974&alert_id=MDpvVzucCs_XGrMgBvYOA

 

Redazione

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Stop agli Ospedali psichiatrici giudiziari. Ad Aversa fa tappa il cavallo celeste simbolo della lotta

 

Ha fatto tappa anche ad Aversa Marco Cavallo, l'enorme cavallo azzurro in cartapesta simbolo della lotta per la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari. Presente alla manifestazione anche la Cgil Funzione Pubblica di Caserta con il segretario provinciale Umberto Pugliese che spiega: “L’iniziativa ha voluto richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla questione complessa e drammatica degli Opg, smuovere le coscienze e stimolare una riflessione collettiva. Gli Opg rappresentano un vero e proprio oltraggio alla coscienza civile del nostro Paese, per le condizioni aberranti in cui versano 1.500 nostri concittadini, 350 dei quali potrebbero uscirne fin da ora. Sono circa centosessanta gli internati ad Aversa a 35 anni dall’approvazione della legge sulla chiusura dei manicomi. Vero è che la tappa aversana fa parte di un percorso che da nord a sud sta toccando diversi punti della penisola. L’iniziativa che – spiega Pugliese – è stata organizzata da StopOpg e da diverse associazioni con il sostegno della Cgil Fp mira alla sensibilizzazione sulla questione della chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e dell’applicazione della legge 180, con l’apertura dei Centri di Salute Mentale. L'Ospedale Psichiatrico Giudiziario è istituto inaccettabile per la sua natura, per il suo mandato, per la incongrua legislazione che lo sostiene, per le sue modalità di funzionamento, le sue regole organizzative, la sua gestione. La sua persistenza è frutto di obsolete concezioni della malattia mentale e del sapere psichiatrico, ma soprattutto di una catena di pratiche omissive, mancate assunzioni di responsabilità e inappropriati comportamenti a differenti livelli”.

Pugliese poi aggiunge: “Al VI° Forum salute mentale tenutosi ad Aversa nel gennaio del 2011 sono state denunciate le omissioni e la mancata assunzione di responsabilità da parte di Governo e Regioni, delle Aziende sanitarie locali e di molti Dipartimenti di Salute Mentale. Riteniamo sia improcrastinabile porre fine allo scandalo degli OPG e che sia possibile farlo all’interno dell’attuale normativa. Perché, come afferma la nostra Costituzione, la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

 

 

Redazione

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Authority e Consumatori. La regolazione ai tempi della crisi.

 

Roma - 26 novembre 2013 - ore 9.30- Sala Danilo Longhi - Unioncamere - Piazza Sallustio 21

 

Per il settimo anno consecutivo Consumers’ Forum, associazione indipendente composta dalle più importanti Associazioni di Consumatori, Istituzioni, prestigiose Università, numerose Imprese Industriali e di servizi e le loro Associazioni di categoria, organizza l’appuntamento con le maggiori Authority italiane per discutere insieme a loro di tutela dei diritti dei cittadini.

 

Presente alla tavola rotonda da quest’anno, alla sua prima uscita ufficiale, anche Andrea Camanzi, Presidente dell’Authority Trasporti.

 

Nel corso del convegno “Authority e Consumatori. La regolazione ai tempi della crisi.”, aperto dal presidente di Consumers’ Forum Fabio Picciolini e moderato dalla giornalista Debora Rosciani, le Authority si confronteranno sugli aggiornamenti giuridici e legislativi dei temi di loro competenza: energia, credito, privacy, assicurazioni, telecomunicazioni, concorrenza, trasporti, trasparenza bancaria e finanziaria, per citarne alcune.

 

Presentano “Consumerism 2013”, la ricerca alla base della discussione in collaborazione con Università Roma Tre, la Professoressa Liliana Rossi Carleo, Responsabile scientifico del Master in Globalizzazione dei mercati e tutela del consumatore e il Professor Fabio Bassan, Vice Direttore del Dipartimento di Studi Aziendali.

 

 

Programma

h 9.30 apertura lavori

Introduce Fabio Picciolini - Presidente Consumers’ Forum

Saluti Tiziana Pompei - Vice Segretario Generale Unioncamere

Modera Debora Rosciani - Giornalista di Radio 24

Relazione a cura di Liliana Rossi Carleo – Responsabile scientifico del Master Globalizzazione dei mercati e tutela del consumatore,Università Roma Tre

Fabio Bassan - Vice Direttore, Dipartimento di Studi Aziendali - Università Roma Tre

Consumerism 2013. Sesto Rapporto annuale.

Dibattono

Guido Pier Paolo Bortoni - Presidente Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas

Andrea Camanzi - Presidente Autorità Trasporti

Angelo Marcello Cardani - Presidente Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni

Giovanni Pitruzzella - Presidente Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

Salvatore Rossi - Presidente Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni - Direttore Generale Banca d’Italia

Sergio Santoro - Presidente Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture

Antonello Soro - Presidente Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali

Rappresentante - Consob – Commissione Nazionale per le Società e la Borsa *

*in attesa di indicazione

 

Redazione

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Verso una “Giornata della Memoria e dell'Accoglienza”

 

L’UNHCR stima che dal 2011 ad oggi oltre 2.600 persone hanno perso la vita in mare nel tentativo di raggiungere le coste italiane, un numero impressionante e non esaustivo della tragedia che si consuma nei nostri mari, non un'emergenza ma un fenomeno prevedibile e prevenibile, da affrontare non esclusivamente con misure di Polizia di frontiera.

"Mi chiamo Tareke, sono eritreo e sono arrivato in Sicilia nel 2005, anche io attraversando il mare dopo aver affrontato prigione libica, viaggi rischiosi ed estenuanti e respingimenti. Ho poi lavorato come mediatore culturale per "Save the children" e "Medici senza Frontiere".

Ora con il Comitato 3 ottobre, stiamo chiedendo che si istituisca una giornata di memoria, il 3 ottobre per l'appunto, con lo scopo di ricordare tutte le vittime dei viaggi migratori nel mare Mediterraneo.

Abbiamo già elaborato una bozza di legge e contiamo sull'appoggio di tantissime persone e organizzazioni: il Sindaco del Comune di Lampedusa Giusi Nicolini, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR), Save the Children, Emergency, Terres des Hommes Italia ONLUS, Legambiente, Centro Astalli, Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), ARCI, UsigRai, MeltingPot., LIBERA!, Croce Rossa Italiana, Rete Comuni, Medici senza Frontiere.

Il riconoscimento della “Giornata della Memoria e dell'Accoglienza” potrà darci occasione di affrontare e discutere del fenomeno migratorio nei Comuni, nelle comunità locali, nelle Scuole e in modo capillare su tutto il territorio, al fine di diffondere la cultura dell’informazione e dell’accoglienza.

Un percorso che ci consentirà di mantenere aperto un tema fondamentale per la convivenza e la pace: quello dei diritti umani."

 

Per firmare la petizione: http://www.change.org/it/petizioni/riconoscere-la-data-del-3-ottobre-quale-giornata-della-memoria-e-dell-accoglienza

 

Redazione

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AssoUtenti: comunicazione alla Guardia Costiera

 

Una comunicazione di AssoUtenti alla Guardia Costiera a seguito di quanto accaduto la mattina del 5 novembre a bordo della nave M/N Emanuele D'Abbundo in partenza alle ore 6:30 ca. da Ischia e alle ore 7:05 ca da Procida:

 

"Buongiorno,

stamane, a causa della mancata partenza delle corse veloci dalle isole, i pendolari hanno dovuto utilizzare massicciamente il trasporto su nave. In particolare sul settore Ischia-Procida-Napoli si sono imbarcati sulla M/N Emanuele D'Abbundo in partenza alle ore 6:30 ca. da Ischia e alle ore 7:05 ca da Procida.

Tralasciando la circostanza che moltissimi passeggeri hanno dovuto fare il viaggio in piedi per insufficienza dei posti a sedere, si vogliono segnalare due anomalie molto gravi riscontrate dai passeggeri e comunicate via telefono alla ns Associazione.

1. Molte delle sedute di cui è dotata la nave non sono fissate al ponte e, di conseguenza, sulle sbandate della nave a causa del mare mosso, si sono spostate creando non poco trambusto tra i tanti passeggeri in piedi e seduti, con grave rischio per la loro incolumità;

2. Sempre sulle sbandate della nave causate dal mare mosso, ci hanno segnalato che diverse apparecchiature installate per far giocare i passeggeri durante la traversata si sono staccate, ovvero non erano fissate al ponte, nè alle paratie, ed hanno rischiato di ribaltarsi con grave rischio di schiacciamento per i tanti passeggeri presenti.

 

Considerato che tali anomalie attendono alla sfera della sicurezza della navigazione, chiediamo a Codesta Autorità Marittima di intervenire prontamente per rimuovere le cause di tali pericoli.

 

Restando in attesa di Vs cortese riscontro, si porgono distinti saluti

G. Rosato

Coordinatore ASSOUTENTI sez. Mare

 

Redazione

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Terra dei fuochi: una manifestazione per dire BASTA

 

La manifestazione tenutasi a Napoli il giorno 26 ottobre 2013 con concentrazione a piazza Dante ha riscontrato la presenza di 20 mila di persone indignate e preoccupate del proprio ed altrui stato di salute. I comitati che hanno fatto sentire la loro voce e che hanno sfilato da piazza Dante fino a piazza del Plebiscito sentono fortemente il problema continuano a ribadire l’emergenza di interventi dello Stato e Forze dell’ordine, tanti striscioni tanti slogan ad accompagnare la moltitudine dal Comitato dei fuochi ai Lavoratori Astir alle Mamme vulcaniche. Erano tanti a manifestare l’emergenza, la sofferenza e la preoccupazione di quanto fino ad oggi non è stato fatto per tutelare i rischi di impatto ambientale ed umano, di cui oggi più che mai stiamo vivendone le conseguenze. È dura e triste, è drammatico la realtà cruda e nuda della quantità di danno arrecato alle nostre terre, coltivazioni, sottosuoli e soprattutto le morti crescenti per cancro che toccano le vite di ogni fascia di età. Un’ecatombe annunciata da ormai quasi venti anni di sconsiderato agire colpevole umano e di un non sano agire per evitare, fermare la distruzione della vita. Le aspettative disattese e lo scoramento che oggi 2013 viviamo e che ancora tutto da vivere nel suo drammatico processo in divenire stanno mettendo a fuoco che purtroppo deresponsabilizzarsi non porta a nulla di etico. Raccogliamo e raccoglieremo i frutti della non responsabilità e quindi da questi fumi tossici della terra dei roghi; avremo sofferenza e tanto rimorso che condannerà le nostre vite. Il dramma che c’è, che stiamo vivendo e che riguarda tutta la terra, in quanto i prodotti in circolazione si trovano ovunque, è la psicosi sociale, un incubo che se prima si guardava la scadenza, ora si guarda la provenienza e si ha paura di acquistare il cibo di cui nutrirsi e nutrire la famiglia. Fare la spesa è diventato un carico pesante fatto di psicologia, paura e timore di uccidere indirettamente tramite un acquisto sbagliato, assistiamo ad un’anoressia sociale da persecuzione all’acquisto. Siamo giunti alla preoccupante e dolorosa convivenza con l’aspetto più naturale: nutrirsi. Il normale bisogno primario è stato attaccato e distrutto e reso un timore da cui difendersi e di cui non poterne fare a meno, bisogna cibare il proprio corpo. La realtà sta facendo molto male al popolo campano, si poteva evitare con il senso di coscienza represso di chi ha progettato tutto questo, di chi non è intervenuto o di chi pentitosi non è stato ascoltato. Perché tanto disamore, tanta superficialità e tanto odio verso se stessi e questa generosa terra creata da chi è molto più di noi? Il Dio buono ha donato ed offerto tutto a tutti con amore infinito. Che la anime degli uomini possano rinsavire e riflettere che quel che distruggiamo è a noi stessi che lo stiamo togliendo. La presenza dei comitati della popolazione in piazza è stata una dedica di amore per le nostre vite e un dire “basta” allo strazio che stiamo vivendo. La società civile è stanca, ma combattiva per la difesa e d il rispetto della propria vita.

 

Bianca Baraini

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Petizione contro le concerie scoperte in Svizzera che vendono pelle di gatto

 

"Ci sono ancora molte concerie che vendono pelli di felino d'appartamento. Pelli di gatto. Sembra impossibile e invece è davvero così. Inviamo una petizione, un grido di stop a livello mondiale affinchè il governo si impegni a fermare questo orrore. Si prega di intervenire immediatamente per rendere ancora più efficaci le pene contro i trasgressori delle norme a tutela degli animali e chi ancora commercia o raccoglie pelli di gatti domestici."

 

Per firmare la petizione: https://secure.avaaz.org/it/petition/Scoperte_in_Svizzera_concerie_che_vendono_pelle_di_gatto/?dLHlVab

 

Redazione

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Perché Napoli non funziona? 10 Città napoletane a confronto.

 

Venerdì 25 ottobre alle 18.00 all’Auditorium Comunale di Scampia, a Napoli in Viale della Resistenza, si è tenuto il dibattito pubblico organizzato da Città di Partenope in collaborazione con il Municipio di Scampia dal titolo “Perché Napoli non funziona? 10 Città napoletane a confronto.” Alle ore 17.30, la conferenza stampa.

In una città come Napoli, così eterogenea e problematica, il tema del decentramento ci sembrava particolarmente importante. Sì, perché a fronte di una Napoli che non funziona, ci sono 10 Napoli che vogliono funzionare. Queste sono le 10 Municipalità, Istituzioni che sono già sul “libro paga” del contribuente, ma che di fatto non hanno pieni poteri per agire. Per lo meno a quanto affermano i loro rappresentanti.

 

Ma se ci fossero 10 città a raccogliere realmente oneri o onori a riguardo di igiene, controllo, servizi, urbanistica, le cose andrebbero meglio?

 

Ne abbiamo parlato in un dibattito pubblico promosso da Città di Partenope in collaborazione con il Municipio di Scampia, venerdì 25 ottobre alle ore 18.00 presso l’Auditorium di Scampia, a Napoli in Viale della Resistenza.

Ad aprire il dibattito, Claudio Agrelli fondatore della Città di Partenope e Massimo Cicatiello direttore di AdnKronos Comunicazione.

Come sempre Città di Partenope ha portato testimonianze concrete al fine di rendere produttivo il confronto. La macchina amministrativa di Roma, è una delle eccellenze in Italia in fatto di decentramento. A spiegare come funzionano i Municipi romani è stato un profondo conoscitore del sistema capitolino, Orlando Corsetti già Presidente del Municipio di Roma Centro Storico, Consigliere dell’Assemblea Capitolina di Roma e Presidente della Commissione Commercio.

Sono stati invitati ad intervenire naturalmente anche i dieci Presidenti di Municipalità di Napoli, il Sindaco Luigi De Magistris, il Presidente della Provincia di Napoli Antonio Pentangelo e il Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro.

 

Ha moderato: Paolo Chiariello, inviato SKY TG 24

 

Redazione

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SOMMA NON DEVE MORIRE. Dibattito sulla terra dei fuochi

 

"C’è del fuoco nella nostra terra. Quello malevolo dei veleni, dei roghi di rifiuti, quello che porta la distruzione e la morte. E poi c’è il fuoco che ci rende speciali. Quello delle terre vesuviane. Il calore magmatico che ci rende irrequieti e creativi, nei sapori come nelle arti. “La città cambia” organizza questo evento per confrontarci e dibattere sulla questione ambientale che affligge le nostra terra, e per dare vita, allo stesso tempo, a un momento ricreativo attraverso la musica, la pittura e l’enogastronomia, le vere tipicità ed eccellenze della nostra città.

Martedì 15 ottobre, la serata al Giardino ARCI nel cuore del Borgo Casamale, si aprirà alle ore 20:00 con gli interventi di Pasquale Raia (Legambiente), di Oreste Vibrati e delle Mamme vulcaniche. Seguirà un'esibizione di danza di Roberta D'Amore e poi musica live con Angelo Nocerino, Emanuele Ammendola, leader della famosa band R&Fusion, e infine una tammurriata con Zi Riccardo e Le Donne della Tammorra.

Sarà presente anche un'esposizione delle opere dell'artista Walton Zed.

La città cambia invita tutti i cittadini a partecipare."

 

Redazione

 

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Attivisti fermati e arrestati con la solo colpa di pacifismo

 

28 attivisti di Greenpeace, mentre manifetsavano in modo pacifico per fermare le trivelle della Gazprom, sono stati fermati illegalmente dalla Guardia Costiera russa in acque internazionali. Gli attivisti sono stti fermati e accusati di pirateria, inclusi i due giornalisti presenti nella spedizione ambientalista. Il rischio che corrono è di trascorrere 15 anni nelle carceri russe. Tra gli attivisti c'è Cristian, la cui madre ha scritto nei giorni scorsi una lettera al Presidente della REpubblica Napolitano. 

 

" Signor Presidente,

 

mi chiamo Raffaela Ruggiero, sono la madre di Cristian D’Alessandro, il giovane attivista di Greenpeace, arrestato dalle autorità russe nel Mar Artico con i suoi 29 compagni.

 

Mi rivolgo a Lei , Presidente, conoscendo la Sua storia e la Sua sensibilità verso i temi dei diritti umani, perché si adoperi per la libertà di Cristian.

 

Certo, il momento è grave per il Paese e ben altri pensieri affollano la Sua mente, lo so bene, ma pure mi permetta di insistere perché rivolga qualche minuto del Suo prezioso tempo al mio ragazzo ed ascolti, per cortesia, il mio appello.

 

Cristian ha 31 anni, ha conseguito la laurea in biotecnologie mediche all’Università Federico II di Napoli, con una tesi di ricerca che ha avuto risultati lusinghieri ed apprezzamenti dai docenti fino a meritare la pubblicazione su una rivista scientifica. Durante il percorso universitario ha fatto le sue prime esperienze lavorative in Inghilterra, dove ha imparato la lingua pagandosi il soggiorno facendo il cameriere, perché la sua grande dignità non gli avrebbe mai consentito di chiedere soldi alla famiglia. Una volta laureato, assecondando il bisogno interiore di mettere in atto quei principi che per molti restano solo teoria, ha fatto la sua scelta di vita, aderendo ai principi dell’organizzazione ecopacifista Greenpeace, che si occupa di tutelare il pianeta dalle aggressioni, talvolta inconsapevoli, spesso proditorie, degli stessi popoli che lo abitano.

 

Noi, d’altro canto, abbiamo sempre sostenuto la ricerca di autonomia dei nostri figli, sicuri come siamo dei principi di onestà e correttezza in cui li abbiamo cresciuti e se, egoisticamente, avremmo preferito averli vicini, pure li abbiamo lasciati liberi di inseguire i propri sogni e di accrescere quel patrimonio di esperienze attraverso il quale sono diventati quello che adesso sono: esseri pensanti, liberi, onesti leali, in grado di fare scelte consapevoli, di compiere gesti nobili. Sono entrambi lontani, ma siamo certi del loro affetto, fieri del loro coraggio e contenti della loro felicità, perché i figli sono felici se fanno ciò in cui credono.

 

Cristian aveva il sogno di contribuire a costruire un mondo migliore ed ha creduto di poterlo fare pacificamente con i suoi compagni di Greenpeace.

 

Questo sogno adesso è una colpa, anzi un reato gravissimo.

 

Signor Presidente, non sentiamo Cristian da settimane. Sua nonna, che ha 88 anni, prega ogni giorno per lui, nel chiaro timore di non poterlo riabbracciare più. Mai avremmo creduto di vederlo in prigione, lui persona pacifica, non violenta, amante della natura, della musica, della compagnia semplice e schietta, accusato di pirateria e di atti violenti.

 

Sappiamo che il Ministero degli Esteri sta facendo tanto per riportarlo a casa, ma La preghiamo Presidente, creda in questo nostro ragazzo, e ce la metta tutta per aiutarlo e per aiutarci ".

 

Per aiutare Cristian e gli altri attivisti a tornare in Italia e dalle loro famiglie, si può firmare la seguente petizione: https://www.change.org/it/petizioni/cristian-torni-a-casa-%C3%A8-solo-colpevoledipacifismo?utm_source=action_alert&utm_medium=email&utm_campaign=36616&alert_id=cidnUgdUip_REcKVlPSac

 

Giovanna D'Urso

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Mondragone (Ce): esalazioni tossiche nella discarica autorizzata dal comune

 

Un dramma che si consuma quotidianamente da anni e che nonostante tutto riesce a sorprendere con episodi sorprendenti.

L’emergenza veleni nelle aree comprese tra Napoli e Caserta si arricchisce, infatti, di un altro capitolo. E’ di ieri la scoperta dell’ennesima minaccia che, pur esistente da quasi un decennio, è stata fino a oggi completamente ignorata.

Striscia la Notizia, nella puntata di stasera, mostrerà come la combustione di tonnellate di rifiuti speciali interrati avvelena un’importante area all’interno del comune di Mondragone (Ce).

L’inviato Luca Abete mostrerà le abbondanti esalazioni tossiche che emergono dal terreno e incredulo ci racconterà il paradosso: la discarica non è abusiva ma è stata regolarmente autorizzata dal comune.

 

Il suddetto comunicato è pervenuto alla nostra redazione dalla redazione di Luca Abete 

Il servizio è visbile sul sito 

www.striscialanotizia.mediaset.it

 

Redazione

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Apoteca Natura ritorna all'Istituto Superiore di Sanità

 

Apoteca Natura è lieta di invitarti il prossimo 30 Settembre 2013, presso l’Istituto Superiore di Sanità, alla 5^ Giornata in memoria di Lorenzo Tomatis dal titolo "Tumori infantili: opinioni a confronto", promossa daISDE e Istituto Superiore di Sanità.

Durante l’incontro presenteremo i primi risultati del progetto “Ambiente e Salute”, frutto dell’impegno Apoteca Natura a supporto di ISDE - International Society of Doctors for the Environment - nel percorso di sensibilizzazione volto a diffondere la consapevolezza dello stretto legame tra salute e ambiente.

Sarà previsto anche un intervento della Farmacia che avrà compilato il maggior numero di questionari "L'ambiente influenza la tua salute" e che pertanto potrà rappresentare al meglio il network Apoteca Natura.

La domanda di partecipazione, debitamente compilata, stampata e firmata, deve essere inviata via fax o email alla Segreteria TecnicaISDE Italia (0575-28676, isde@ats.it) .

Le iscrizioni saranno accettate fino al raggiungimento del numero massimo previsto.

 

Redazione

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Somma Vesuviana, presidio di protesta de 'La città cambia' per l'abbandono di Parco Europa

 

Domenica 22 settembre, alle ore 10.30, “La città cambia” organizzerà un presidio di protesta all'ingresso di Parco Europa (via Milano) in difesa dei beni comuni e in particolare del Parco ormai in stato di abbandono e di inagibilità. L’iniziativa, che riprende la campagna “Anche questo è tuo” promossa da “La città cambia” in periodo elettorale, è volta a sollecitare l’amministrazione, già richiamata più volte, affinché metta in atto politiche di tutela dei beni comuni. Dal Castello d’Alagno alla scuola di via Trentola, fino alla villa Augustea, la città di Somma è disseminata di luoghi lasciati al degrado e all’abbandono e che potrebbero essere assolti a luoghi pubblici e comuni e fungere da spazi per i cittadini. Il Parco Europa, in particolare, per anni è stato teatro di eventi ed ha funzionato come spazio aggregativo e sociale oltre che da luogo ricreativo per i bambini ma, ormai da mesi, è completamente abbandonato per l’incuria e la negligenza dell’amministrazione. Attraverso una lettera al sindaco, inoltre, “La città cambia”, non ritenendo necessaria una gestione privata del parco, ha proposto che sia affidato ad associazioni, cittadini e volontari che si occupino, in un’ottica di partecipazione e di collaborazione tra cittadini e amministrazione, della gestione e della manutenzione di questo bene comune.

 

Redazione

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Zoo di Napoli: un'occasione di rilancio per Fuorigrotta e Bagnoli o l'ennesima delusione?

 

La redazione ha ricevuto  e pubblicato la seguente lettera di Roberto Braibanti sulla questione dello zoo di Napoli

 

Tutti abbiamo ricordi ,sicuramente spensierati perché legati alla nostra infanzia,legati allo Zoo e a Edenalndia.

E' stata quell'area ,per tanti uomini e donne nati dagli anni 60 al 2000 ,una piccola Disney fatta in casa, dove si poteva sognare e vedere animali sennò solo ammirabili in documentari che venivano da terre lontane.

Accettare che oggi di tutto questo siano rimaste solo le carte bollate di un fallimento ,che assomiglia troppo al paradigma del fallimento di una città ,fa' male.

Molti non amano gli Zoo perché li vedono come "serragli " ormai inutili.

Invece i bioparchi( molto diversi da uno zoo ) hanno nel mondo una funzione importante di manutenzione e accoglimento di animali nati in cattività o sequestrati a privati,ormai impossibilitati a essere reintrodotti in libertà ,oltre che di ricerca e protezione di specie a rischio di estinzione.

Allora oggi lo zoo di Napoli ha una possibilità di sopravvivere al disastro di uno smantellamento.( annunciato negli scorsi mesi) e di trasformarsi in un bioparco moderno .

Disastro quello ancora in atto, di cui riassumo qualche numero:

Dal fallimento del progetto Falchero il parco ha vissuto 2 anni di agonia in cui si sono sommate inefficenze gestionali dell'ente mostra D'Oltremare ( di cui ricordo il comune di Napoli e' socio di maggioranza, insieme a Regione Campania e Provincia di Napoli) a una totale mancanza di visione di sviluppo dell'area da parte della politica sia comunale che regionale.

Da qui si e' arrivati prima al fallimento della trattativa con gli svizzeri della Brainspark ,che avrebbero rilevato sia zoo che Edenlandia, per un problema di abusivismo edilizio nell'area di Edenlandia datato agli anni70 ,più o meno....

Ritengo stucchevole che il comune di Napoli fosse arrivato a una vendita internazionale ,ignorando un problema legale cosi macroscopico:

ma tant'è' ,..il che la dice lunga su molti dei "perché" di quanto accade ( o NON accade...) in città ...

Poi ,dopo due assemblee Pubbliche (che ho avuto l'onore di organizzare x Sel insieme a Marcello Cradavero ) si e' arrivati all'unica offerta dell'imprenditore F.Floro Flores di rilevamento e gestione dell'area ,ma anche dei 15 dipendenti, ai quali saranno versati 40 mila euro arretrati per il Tfr maturato.

 

Inflatti Il giudice Nicola Graziano, delegato al fallimento della società di Falchero (che nel pacchetto aveva anche lo zoo,)aveva autorizzato il curatore fallimentare a cedere la struttura entro il 20 giugno scorso all' ingegnere napoletano Floro Flores, che ha presentato l' unica proposta di acquisto.

. Le dieci pagine del provvedimento sono state depositate in cancelleria e il provvedimento sarebbe dovuto essere esecutivo dal 20 giugno scorso .

Quindi il presidente e amministratore delegato della società di engineering Trefin ,F.Flores,acquisterà il brand e prenderà in fitto i suoli per 30 anni, per i primi cinque dei quali non verserà canone alla Mostra d' Oltremare.

Il progetto di Floro Flores, approvato dal giudice delegato dal fallimento e dal pm Giovanni Corona, titolare dell' inchiesta sul maltrattamento degli animali della struttura, prevede la trasformazione dello zoo in un "bioparco", un cambio di denominazione, come è avvenuto per lo zoo di Roma.

Purtroppo, invece a causa delle dimissioni di 2 consiglieri del CDA della Mostra D'OltreMare , il contratto a giugno( e a Luglio) non e'stato firmato.

Il CDA della Mostra ha ristabilito il suo numero legale a fine Luglio con la nomina di 2 nuovi consiglieri e si è' aggiornato a Settembre per la firma del contratto con Flores.

Nel frattempo i lavoratori continuano a lavorare gratis ( in quanto il Comune di Napoli non ha trovato risorse per pagargli una parte almeno degli arretrati) e gli animali mangiano e vengono accuditi grazie alle offerte di cittadini e volontari ( oltre che dei lavoratori stessi,a cui va il mio ringraziamento pubblico)

Questo lo stato dell'arte: Una situazione kafkiana.

Noi ,come Sel, insieme a molte associazioni tra cui Cozep, avevamo proposto che il Comune di Napoli invece si facesse carico di un progetto i sviluppo proprio dello Zoo in bioparco , finanziando l'ottimo progetto Falchero con Fondi europei ( quindi a costo 0) e solo dopo l' aver costruito una area di prestigio assoluto , l'avesse data in gestione, tramite gara pubblica a privati,con un ritorno di immagine e di cassa decisamente diverso.

Invece la cessione a Flores,di cui va elogiato il coraggio, apre a molte domande ancora senza risposte certe:

6 miloni di eu sono sufficenti per rilanciare una area profondamente degradata , con importanti vincoli della sovrintendenza e strutturali?

Il progetto Flores, che ho avuto modo di vedere, e' sicuramente molto" attrattivo" con soluzioni sia per gli animali che per il pubblico interessanti e moderne ma presenta anche molte domande,oltre alle perplessità sulla congruità del l'investimento ,già espresse prima.

Per esempio:

 

L'area delle tigri sarà solo per 4 animali:

e le altre tigri oggi presenti ??

Ovvio che cessioni ( o peggio eutanasia degli esemplari più vecchi ) sarebbero INACCETTABILI dopo la lotta per farle sopravvivere a Napoli in questi anni bui.

 

Gli erbivori dove saranno messi?

 

L'orso? Stesso discorso delle tigri?

 

Insomma capirete che molto c'è da discutere e vigilare anche quando questo progetto sarà firmato, insieme con la garante per gli animali.

Inutile sottolineare che la nascita di un bioparco moderno,efficiente e bello e' un occasione straordinaria per Fuorigrotta /Bagnoli.

In quanto potrebbe fare da volano per una ripresa occupazionale ( diretta e di indotto) per tutto il quartiere oltre a rendere decisamente più attrattiva l'area di Edenlandia che ,con i suoi 70 lavoratori disoccupati,giace sullo sfondo ,assurdamente chiusa

Infatti trovo assurdo che un area al centro di Napoli, inserita nel piano regolatore nel settore dei parchi di divertimento, con un potenziale di mercato regionale di almeno 3 milioni di persone , non sia attrattiva .

E che il Comune non sia riuscito a fare da " catalizzatore" di investimenti da parte delle enormi società che operano nel settore dei parchi divertimento sia in Italia che all'estero.

Ma questo sarà il prossimo problema da affrontare ,appena avremo la certezza che il problema Zoo sarà ,speriamo,felicemente,risolto.

Se non si parte dal recupero del potenziale di bellezza e di lavoro che si trova in quest'area infatti ,non si riuscirà mai a uscire dal l'incubo di un posto nato per produrre bellezza e ricchezza col turismo come i Campi Flegrei , e oggi ridotto a specchiarsi tristemente nella città della Scienza, eterna incompiuta da 30 anni, plastico riassunto di quest'area

 

Redazione

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Napoli, ecco l’Elenco dei beni confiscati alla Criminalità Organizzata

 

Lo scorso 13 Agosto il Comune di Napoli ha pubblicato l’Elenco dei beni confiscati alla Criminalità Organizzata che saranno restituiti alla disponibilità dei cittadini. Vediamo di capire bene in cosa consiste il sequestro e la confisca  di questi immobili e quali sono le modalità con le quali i comuni possono procedere ad un loro riutilizzo.

La confisca degli immobili che compongono il patrimonio mafioso è uno degli strumenti più efficaci di contrasto alla criminalità organizzata non soltanto perché arreca un danno patrimoniale e economico alle mafie ma anche e soprattutto perché dal punto di vista simbolico e sociale ne mette in discussione la supremazia e il potere sul territorio.

Naturalmente perché l’attività di sequestro, confisca e poi  riutilizzo dei beni sia efficace e trasparente è stata istituita l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, istituzione avvenuta con D. L. 4/ 2010, convertito in legge con modificazioni, dalla L. 50/2010 oggi recepita dal D.Lgs 159/2011.

L’Agenzia è un ente di diritto pubblico sotto il controllo del Ministero dell’Interno, cui scopo è provvedere alla gestione e restituzione alla collettività dei beni sequestrati snellendo e velocizzando il processo di assegnazione. Una volta avvenuta la concessione dei beni il suo compito non si esaurisce perché provvede anche ad un costante monitoraggio degli stessi a garanzia del loro effettivo riutilizzo e per non rendere vana l’attività delle Forze dell’Ordine e dell’Autorità Giudiziaria. 

Dal punto di vista legislativo fondamentale è il già citato  D.Lgs 159/2011 “Codice delle  leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136”.

Al 3° comma lett. c) dell’art. 48 dello stesso è disciplinata la destinazione degli immobili confiscati statuendo che essi sono “trasferiti per finalità istituzionali o sociali, in via prioritaria, al patrimonio del comune ove l’immobile è sito” e che è compito degli enti territoriali (comuni, province e regioni) provvedere a redigere un “elenco dei beni confiscati ad essi trasferiti” periodicamente aggiornato. Gli enti oltre ad avere la disponibilità dei beni e a poterli amministrare in via diretta possono assegnarli in concessione a terzi “a titolo gratuito e nel rispetto dei principi di trasparenza, adeguata pubblicità e parità di trattamento, a comunità, anche giovanili, ad enti, ad associazioni maggiormente rappresentative degli enti locali, ad organizzazioni di volontariato… cooperative sociali… comunità terapeutiche e centri di recupero e cura di tossicodipendenti”.

Alla luce di quanto detto, il Comune di Napoli con la pubblicazione dell’elenco dei beni confiscati, vuole dare piena attuazione al dettato normativo, cercando di garantire il pieno recupero degli immobili stessi restituendo alla collettività i beni che le sono stati illecitamente sottratti.

 

Per maggiori informazioni

http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/16649

http://gaetanotroncone.blogspot.it/

http://ssai.interno.it/download/allegati1/aml_dlgs6settembre2011,n.159.pdf

 

 

Ferdinando Manfredonia

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Berlusconi è ineleggibile. Non applicare la legge è contro la legge

 

La battaglia per far dichiarare ineleggibile e decaduto dal ruolo di senatore Silvio Berlusconi è estremamente importante. È una battaglia non meno importante di quella che milioni di cittadini hanno combattuto per sostenere l’elezione di Stefano Rodotà a presidente della repubblica, una battaglia che, se pure non ha raggiunto il suo scopo, ha avuto almeno il merito di mettere a nudo quella parte dei parlamentari e dei senatori del centrosinistra che da vent’anni sostengono sottobanco Berlusconi contribuendo a rendere le istituzioni italiane paralizzate dai ricatti di quest’uomo e sottomesse ai suoi interessi personali. E che proprio per questo non avrebbero mai potuto accettare come presidente un uomo corretto, perbene, onesto e fortemente garante delle istituzioni e del loro corretto funzionamento come Stefano Rodotà.

Rifiutarsi di applicare la legge 361 del '57 è, nei fatti, una scelta che va contro la legge e contro la volontà della grandissima parte degli elettori del centrosinistra. Come andrebbe contro la legge e contro il pensare comune degli elettori l’eventuale non applicazione delle norme che, ai sensi della sentenza definitiva di condanna recentemente pronunciata dalla Corte di Cassazione di Roma, impongono che Berlusconi sia dichiarato decaduto dal suo ruolo di senatore e dichiarato ineleggibile.

A rendere, se possibile, ancora più paradossale questa scelta è il fatto che alcuni degli stessi deputati del centrosinistra che dichiarano apertamente di non avere l’intenzione di dichiarare ineleggibile Berlusconi abbiano presentato, poco tempo fa una legge, che rende ineleggibili i movimenti.

Firmando questa petizione forse non cambierai le cose, puoi però esprimere la tua indignazione e rendere evidente la discrasia che separa i parlamentari del centrosinistra dai loro stessi elettori.

Abbiamo invitato a sostenerci personaggi della cultura, della politica, dello spettacolo e dell'informazione. Non abbiamo avuto nemmeno una risposta. Al di là delle dichiarazioni di facciata regna l'immobilismo. Restiamo noi cittadini. Noi elettori che crediamo ancora nella legalità, nella trasparenza, nella democrazia e in istituzioni all’interno delle quali si abbia come meta l’interesse pubblico e non interessi privati da perseguire con accordi sottobanco e spesso illeciti.

 

Se al silenzio dei politici aggiungiamo anche il nostro Berlusconi vincerà sempre. E noi avremo avallato la sua vittoria.

Noi non vogliamo renderci complici di Berlusconi. Noi non vogliamo renderci complici di quei parlamentari che oltre a non rispettare la legge, non rispettano i loro stessi elettori, calpestando i loro valori e i loro principi. Noi esigiamo il rispetto e l'applicazione della legge 361 del '57, della sentenza della corte di cassazione e della legge Severino.

Chi non rispetta, o non fa applicare, una legge dello stato si pone egli stesso al di fuori della legge.

Per questo sottolineiamo con vigore che

BERLUSCONI È INELEGGIBILE E CHI SOSTERRÀ LA SUA ELEGGIBILITÀ O SI OPPORRÀ ALLA SUA DECADENZA DAL RUOLO DI SENATORE SI RENDERÀ AGLI OCCHI DI NOI ELETTORI ANCH’EGLI INELEGGIBILE.

Firma la petizione Berlusconi è ineleggibile. Non applicare la legge è contro la legge. https://www.change.org/it/petizioni/berlusconi-%C3%A8-ineleggibile-non-applicare-la-legge-%C3%A8-contro-la-legge

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Redazione

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Ricordando la tragedia di Monteforte Irpino

 

Domenica 28 luglio 2013 un pullman di ritorno verso casa dall'Hotel Telese Terme, sito a Benevento, ha fatto un volo di 30 m giù dal viadotto Acqualonga sull'autostrada A16 Napoli-Bari a Monteforte Irpino(AV). I passeggeri erano 48 e per lo più di Pozzuoli e del napoletano. Partiti per un fine settimana, erano andati a visitare Pietrelcina, il paese natio di Padre Pio. Le vittime sono state 39 incluso l'autista Ciro Lametta, che non ha avuto il funerale insieme alle altre salme al Pala Sport di Monteruscello, in quanto su quel corpo senza vita andava fatta l'autopsia. Salvi i bambini, protetti dagli abbracci dei nonni e dei parenti, ricoverati al Santobono di Napoli, dove stanno accorrendo in molti per donare il sangue. Il volo di quel bus impazzito a tutta velocità ha spezzato in modo netto e repentino quelle vite, che nel pomeriggio erano in piscina a prendere il sole, ignare che quel giorno per loro sarebbe stato l'ultimo, e che quella stessa sera sarebbero state protagoniste di una vera e propria tragedia. Il luogo in cui è accaduto il fatto è molto impervio e questo ha reso più difficili i soccorsi. Si crede che il pullman abbia subito un guasto al sistema frenante che rendeva impossibile gestirne il controllo ed evitare di tamponare le automobili, soprattutto in quel tratto pericoloso e in discesa, dove vi sono state già precedentemente altri incidenti. Lametta ha cercato di evitarle e di attutire la velocità strisciando il guardrail, che non ha retto all'urto e alla potenza del bus in velocità e ha ceduto, facendolo precipitare giù. Il dolore straziante dei parenti, a cui ad alcuni di loro è toccato l'arduo compito di riconoscere i corpi senza vita sfigurati e che avevano subito menomazioni. Il nonno di Silvana e Simona del Giudice non riuscendo a riconoscere le due sorelle molto simili tra loro, ha fatto scrivere nella lista delle vittime l'altra nipote e il giorno del funerale è stato pronunciato il nome errato. Vi è stata una discussione accesa tra i parenti discordi su chi fosse la ragazza in vita. Il padre delle due ragazze non ce l'ha fatta, Silvana neppure. Simona è in coma, le sue condizioni sono gravi. La madre Clorinda Iaccarino, si è risvegliata dal coma farmacologico, una bella notizia in questa oscura sventura. Ma quando apprenderà della sorte della sua famiglia, per lei sarà un duro colpo. E così per quanti hanno perso gli affetti più cari in fondo a quella scarpata. Si parla di disastro colposo e di omicidio colposo plurimo.Tre gli indagati: Gennaro Lametta, titolare della ditta proprietaria del pullman e fratello del conducente Ciro, deceduto nello schianto, e di due appartenenti alla Società Autostrade. ll Comune di Pozzuoli si costituisce parte civile. Dopo la Provincia di Napoli, anche dal Comune di Pozzuoli , da cui provenivano la stragrande maggioranza delle vittime, ha deliberato su proposta del sindaco Vincenzo Figliolia uno stanziamento di 40mila euro per fornire sostegno economico alle famiglie delle vittime, dopo aver già stanziato i fondi per i funerali. Il pullman, in strada dal 1995, è stato reimmatricolato nel 2008. Aveva percorso più di 800.000 km. L'ultima corsa in quel viadotto della morte.  

 

Rossella Vellotto

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La città cambia: quando finirà il degrado di piazza Europa?

 
Degrado, abbandono, giostrine rotte, panchine divelte, rifiuti in bella mostra. La scena, piuttosto spettrale, si è presentata ieri di fronte ad una delegazione de La Città Cambia che, unitamente al consigliere del Pd Giuseppe Auiriemma, si sono recati presso la struttura ludica di Piazza Europa su invito dell’associazione Legambiente. Ebbene, mentre a Palazzo Torino va in scena “per qualche incarico in più”, lo spaghetti western nel quale protagonisti sono gli indiani che assaltano la diligenza gelosamente custodita dal sindaco Raffaele Allocca, un luogo di Somma Vesuviana, quello dedicato ed utilizzato soprattutto da bambini, sta morendo sotto i colpi dell’imperizia e dell’abbandono. Noi de La Città Cambia continuiamo a ritenere il bene comune l’elemento fondante delle nostre comunità. Purtroppo però riscontriamo che nella maggioranza del sindaco Raffaele Allocca vige un altro pensiero. Infatti riteniamo scandaloso che un'amministrazione, al suo secondo mandato consecutivo, lasci in quello stato vergognoso una struttura diventata nel tempo luogo di ritrovo per le famiglie sommesi. E’ impensabile che ad oggi non si parli di una gara d’appalto limpida e trasparente con la quale affidare la struttura a chi vuol farla ritornare ad essere un vanto per l’intera città. Ma non solo Piazza Europa. Anche Parco degli Aromi, lo spazio che si trova in via Colonnello Aliperta, è nelle stesse condizioni. Rifiuti, degrado ed abbandono hanno attecchito nella struttura comunale. Il nostro invito all’attuale amministrazione del sindaco Raffaele Allocca è quello di cominciare a pensare ad amministrare questa città rendendola normale. Altrimenti, è il nostro consiglio, è meglio lasciare spazio a chi non ha diligenze da assaltare, ma ha a cuore solo in bene e l’interesse di tutti i cittadini mortificati da anni di cattiva gestione della cosa pubblica.
 
Redazione
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Presentazione del libro  "La Condanna  della Commissione Grandi Rischi e la comunicazione di emergenza nella pubblica amministrazione"

 

È stato presentato a Roma  lo scorso martedi 23 luglio, presso l'Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, il libro "La Condanna  della Commissione Grandi Rischi e la comunicazione di emergenza nella pubblica amministrazione" della giornalista Cianciotta e dell’avvocato Alessandroni.

La presentazione del libro a Roma è stata alla presenza del Sottosegretario Legnini, del consigliere Rai De Laurentiis,del rettore di Teramo D’Amico e del presidente Coordinamento Corecom Lucci. Nel libro del giornalista Cianciotta e dell’avvocato Alessandroni la ricostruzione delle fasi che hanno preceduto e seguito la riunione della Commissione Grandi Rischi.

 Il processo e la condanna in primo grado dei membri della Commissione Grandi Rischi a L’Aquila ha acceso anche in Italia i riflettori sulla comunicazione di emergenza nelle Pubbliche amministrazioni.

Dopo la sentenza che ha condannato a sedici e mezzo il manager della Thyssen Krupp per omicidio volontario, la sentenza aquilana di primo grado ha introdotto il tema della comunicazione del rischio anche per la Pubblica Amministrazione, tema che sempre di più diventerà strategico per le aziende e le organizzazioni, che devono confrontarsi con un sistema di relazioni e con una pubblica opinione che sono cambiati radicalmente nell’ultimo decennio.  

Il processo, infatti, è stato un atto d’accusa alla comunicazione dell’emergenza. La questione centrale del dibattimento è se i messaggi diffusi dagli esperti abbiano condizionato i comportamenti delle persone tanto da causarne lesioni psicologiche o addirittura la morte.

Ma dove si fermano le responsabilità dei consulenti scientifici, dove iniziano quelle della politica e delle pubbliche amministrazioni, a chi spetta il compito di tradurre le indicazioni della scienza in una comunicazione efficace ed operativa al servizio dei cittadini? E quale è il ruolo degli operatori  degli organi di informazione?

A questi interrogativi provano a rispondere Stefano Cianciotta, giornalista e docente di Comunicazione della Crisi Aziendale alla Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Teramo, e Fabio Alessandroni, uno degli avvocati delle parti civili, in un volume che ripercorre le fasi che hanno preceduto e seguito la riunione della Commissione, avvenuta a L'Aquila il 31 marzo 2009, sei giorni prima della tragedia. Il libro, dal titolo La condanna della Commissione Grandi Rischi, Responsabilità istituzionali e obblighi di Comunicazione nella società del Rischio, edito dalla Società Editrice Aracne di Roma, sarà presentato martedì 23 luglio alle ore 10, nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, in via di Campo Marzio, 74.

Alla presentazione interverranno Giovanni Legnini, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il consigliere di amministrazione della Rai, Rodolfo De Laurentiis, Luciano D'Amico, rettore dell’Università degli Studi di Teramo, Filippo Lucci, presidente Coordinamento nazionale dei Corecom, Pierluigi Caputi, direttore del Servizio di Protezione Civile della Regione Abruzzo, Mauro Tedeschini e Giustino Parisse, rispettivamente direttore e responsabile della redazione aquilana de Il Centro, questi ultimi autori della prefazione e della post-fazione del libro.

La tavola rotonda sarà introdotta e moderata da Luigi Vicinanza, direttore editoriale dei quotidiani locali del Gruppo Espresso.

Il tema centrale che è emerso dal dibattimento, affermano gli autori, è che si è assistiti ad un deficit di comunicazione da parte di un organismo, seppure consultivo della Pubblica Amministrazione, a prescindere dalla probabilità che un terremoto possa verificarsi.

La Commissione Grandi Rischi, istituita per prevenire e prevedere il rischio di accadimento di un possibile evento calamitoso, è incorsa in errori di comunicazione per informare la popolazione su quanto stesse accadendo a L’Aquila. Errori commessi violando le disposizioni della Legge 150 del 2000, che disciplina l’informazione e la comunicazione nella Pubblica Amministrazione, contestata per la prima volta nella sede penale.

La conoscenza dei fenomeni naturali è essenziale ma non è sufficiente a mitigare il rischio che è correlato ad esso. Anche il monitoraggio preciso, accurato e costante serve a vigilare sull'andamento del fenomeno naturale, ma non si traduce in alcun modo nel suo controllo, per modificarne l'evoluzione, interromperla o anche solo mitigarla o posticiparla. Per questo è indispensabile, proseguono Cianciotta e Alessandroni, adottare misure di prevenzione, di informazione ed educazione capillari ai cittadini in cui istituzioni scientifiche, Protezione civile, amministrazioni locali ed istituzioni politiche devono svolgere un ruolo coordinato, con la partecipazione attiva e consapevole delle popolazioni e dei mass-media in prima istanza. Le modalità di comunicazione dell’attività di prevenzione, le strategie, gli strumenti, le azioni, diventano elementi ineludibili di tutto il processo, anzi ne costituiscono un momento fondamentale, che non può più essere messo da parte o ignorato. La sentenza, inimmaginabile sino a pochi anni fa, è anche il frutto di una maggiore sensibilità dell’opinione pubblica sul tema degli interessi collettivi e della loro tutela”.  

 

Stefano Cianciotta

Giornalista, dottore di ricerca in Comunicazione e Pensiero politico, è docente di Comunicazione e gestione della crisi aziendale alla Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università degli Studi di Teramo. Consulente aziendale in Relazioni Pubbliche, svolge corsi e seminari sulla Gestione del consenso e sulla Comunicazione di emergenza.

Fabio Alessandroni

Avvocato specialista in diritto processuale penale, annovera esperienze accademiche e di ricerca presso la facoltà giuridica di Bologna. È stato magistrato onorario ed ha pubblicato articoli su primarie riviste scientifiche. Ha difeso numerose parti civili nel processo alla Commissione Grandi Rischi.

 

Redazione

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MEDICI PER L’AMBIENTE - ISDECAMPANIA. Al via uno studio sui tumori nel Nolano 


L’analisi statistica dei dati relativi ai codici di esenzione per tumori maligni rileva un andamento in crescita anche per l’anno in corso.

Si passerà dalle 266 alle 321 richieste secondo le proiezioni.

Il Distretto di Nola conta circa 300 mila abitanti. Maggiormente rappresentate le femmine.

Si attendono i dati di Baiano, Marigliano ed Acerra.

 

Nola (20 luglio 2013) – L’Associazione Medici per l’Ambiente di Nola ha dato il via ad uno studio di incidenza dei tumori maligni che coinvolgerà ben quattro distretti sanitari. Lo studio, che si fonda sulla raccolta del numero di domande di esenzione ticket 048 da parte dei cittadini affetti da cancro, cercherà di stabilire se negli ultimi anni l’incidenza di tali patologie è in aumento oppure no. “E’ necessario raccogliere – ha dichiarato il Dott. Gennaro Esposito, del direttivo regionale Isde – i dati di più distretti contigui per avere un quadro più plausibile dell’impatto di queste patologie nei vari territori. Il confronto tra i dati dei vari distretti ci potrà dire se l’aumento d’incidenza dei tumori nell’agro nolano-acerrano segue un andamento geo-referenziale oppure no”. I dati del distretto di Nola hanno messo in evidenza negli ultimi cinque anni un aumento di richieste di esenzione quasi raddoppiate. Si è passati dalle 186 richieste totali del 2008 alle 266 del 2012 (+76,2%). Il trend per il 2013 è stato calcolato con il metodo ‘best fit’ e ammonta a 321 totali, ma considerando le medie degli anni 2010, 2011 e 2012. Inoltre, le richieste nel 2012 sono state più numerose per le femmine (149) che non per i maschi (117) e per il 2013 ci si aspettano 180 femmine e 142 maschi. Tra il 2008 e il 2011, inoltre, i maschi hanno visto raddoppiare le richieste di esenzione (99%) rispetto alle femmine (76%). “Questi dati – ha detto il Dott. Vincenzo Cerciello, del gruppo di statistica dell’Isde – ci dicono che c’è un trend in aumento e che questo trend è destinato a salire, facendo presumere che il picco non è ancora arrivato”. Il confronto con altri distretti è essenziale per rendere i dati più vicini alla realtà incidentale delle patologie tumorali. I Medici per l’Ambiente hanno richiesto i codici 048 anche alla Asl di Avellino (Distretto di Baiano), alla Asl Napoli 3Sud (Distretto di Marigliano) e alla Asl Napoli2 Nord (Distretto di Acerra). “In questo modo – ha concluso il Dott. Prisco Piscitelli, dell’Università di Napoli Federico II e referente dell’Istituto di ricerca Isbem – avremo un incrocio di dati interessante da un punto di vista epidemiologico, che ci permetterà di mettere in relazione l’eventuale aumento delle esenzioni all’impatto ambientale di singole aree geografiche, come il famigerato ‘triangolo della morte’ Nola-Acerra-Marigliano e di evidenziare minori richieste di esenzione in aree con minore impatto ambientale e viceversa”. I dati del Ministero della Salute contengono grandi numeri per le province, ma non per i comuni. Per questo, lo studio dei codici 048 potrà essere molto utile per capire l’andamento localistico rispetto ai dati generali di incidenza dei tumori.

 

Redazione

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Irpinia, Assemblea di Confcooperative: Ripartire dalle risorse del territorio per creare impresa

 

16 luglio 2013 ore 10.30

Sala Congressi Hotel Villa Eleonora

via Chiusa di Sopra 83014

Ospedaletto D’Alpinolo

 

Dalle risorse del territorio lavoro e impresa per lo sviluppo dell’Irpinia. È questo lo slogan dell’ Assemblea di Confcooperative Avellino, primo sindacato delle cooperative ad articolazione nazionale, che si celebrerà il 16 luglio ore 10.30 presso la Sala Congressi dell’Hotel Villa Eleonora di Ospedaletto d’Alpinolo. Lo slogan, però, è anche un monito per la costituenda classe dirigente che dopo quasi due anni di commissariamento si candida a diventare faro per la cooperazione dell’Irpinia.

 

A spiegare questo momento è Carlo Mitra, commissario di Confcooperative Avellino: «Dopo la parentesi del commissariamento siamo pronti a ridare una struttura definitiva  all’Unione. In questi mesi abbiamo lavorato per valorizzare le eccellenze del territorio, per tessere una rete di imprese capaci di farsi interpreti dei bisogni locali e trasformarli in opportunità. Ed è questo che Confcooperative Avellino continuerà a fare».

 

Mitra, dopo i saluti di rito del vice commissario Sossio Fardello, terrà una relazione e guiderà i lavori dell’assise. Sarà dato largo spazio agli interventi dei cooperatori e delle autorità presenti. Prenderanno parte ai lavori il sindaco di Avellino Paolo Foti, il vescovo Mons. Francesco Marino e i consiglieri regionali Pietro Foglia, presidente commissione Agricoltura, Ruggiero Antonia, presidente commissione Politiche sociali e i componenti di commissione Rosa D’Amelio, Sergio Nappi e Ettore Zecchino.

 

Attualmente aderiscono a Confcooperative Avellino circa 150 cooperative per 320 milioni di fatturato e circa 2000 soci lavoratori. Il settore più rappresentativo e socialmente innovativo è il socio-sanitario, con le cooperative di psichiatria e di inserimento lavorativo di detenuti in pena alternativa, oltre a importanti cooperative di agricoltura sociale. Il settore sociale (Federsolidarietà Avellino) è organizzato in un Comitato provinciale  e costituito dai delegati delle cooperative aderenti di tutta la provincia. Il settore più redditizio è l’agricolo (Fedagri Avellino) organizzato anch’esso in un Comitato provinciale. Inoltre, aderiscono a Confcooperative Avellino le Banche di Credito Cooperativo della provincia. Confcooperative Avellino fa parte di una rete di 20.500 cooperative aderenti, 3.166.000 soci, 544.400 persone occupate e 61,3 miliardi di euro di fatturato aggregato.

 

Redazione

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Terra dei Fuochi. Interpellanza del Movimento 5 stelle presentata al Senato

 

"Fermare il delitto perpetuo nella "Terra dei Fuochi". Il Movimento 5 Stelle con una interpellanza di 39 parlamentari al Senato, prima firmataria Paola Nugnes avanza al Ministro dell'Ambiente e dell'Economia una serie di proposte per fermare "il delitto in danni della salute di milioni di persone e dell'ambiente da oltre vent’anni interessa in Campania la vasta area della cosidetta "Terra dei Fuochi" compresa tra il litorale domitio-flegreo, l’agro aversano-atellano, l’agro acerrano-nolano e vesuviano e la città di Napoli".  Il Movimento 5 Stelle pone al Governo una serie di interrogativi su proposte precise. 

1) creare un sistema di coordinamento strutturato di monitoraggio e controllo del territorio che sia fuori dalla logica del commissariamento;

2) consentire ai Comuni interessati, in via del tutto eccezionale, a fronte della situazione emergenziale in termini di tutela della salute, l'allentamento dei vincoli del patto di stabilità al solo fine di attuare concretamente gli interventi previsti per la rimozione tempestiva dei rifiuti segnalati e per il monitoraggio del territorio, onde evitare che la carenza di risorse impegnabili comprometta l’efficacia dell’azione intrapresa;

3)  avviare programmi estesi di biomonitoraggio sulla popolazione residente nelle zone maggiormente colpite per accertare il nesso di causalità anche attraverso i Centri AntiVeleni (CAV);

4)  potenziare gli stanziamenti in termini di risorse economiche ed umane previste per i reparti delle Forze dell’Ordine che svolgono ruoli di Polizia Ambientale e stabilire per esse precisi obiettivi da raggiungere in termini di controlli da effettuare nel campo della tutela ambientale, ed in particolare di contrasto al fenomeno dell’abbandono e dello smaltimento illecito di rifiuti, pericolosi e non ;

5) previa identificazione del modello di conduzione delle indagini più efficace, si intenda delineare un modello operativo unico e comune a tutte le forze di polizia che operano in campo ambientale al fine di rendere più semplice anche il coordinamento tra le varie azioni intraprese;

6) valutare un ampliamento dell’attività dei nuclei ROAN, dotandosi di mezzi complementari, quali l’aggiornamento in tempo reale dei sistemi satellitari al fine di monitorare gli illeciti perpetrati sul territorio;

7) adottare opportune misure, anche di carattere normativo, volte a potenziare il ruolo dell’Arpa nell’ambito delle operazioni di contrasto, prevedendo l’obbligatorietà del loro intervento al momento della constatazione dell’illecito per rilevare elementi probatori certi ed inconfutabili nel procedimento giudiziario, e a garantire che su tutto il territorio nazionale gli operatori dell'Arpa posseggano la qualifica di polizia giudiziaria, ai sensi della legge n. 61/1994, di conversione del D.L. n. 496/1993;

8) valutare l'adozione di uno dei più sofisticati sistemi di telecontrollo satellitare attualmente disponibili con strumentazioni capaci di garantire una sorveglianza continua e puntuale degli accessi, deglisversamenti e dei roghi;

9) valutare la possibilità di rivedere la decisione di escludere dai SIN il Litorale Domizio Flegreo e Agro Aversano, avvenuta con DM del 11/01/2013, emanato ai sensi dell'art 36 bis del decreto-legge n. 83 del 2012, tenuto conto della gravità della situazione, delle sue cause e delle ripercussioni ambientali e sanitarie a livello nazionale, della vastissima estensione del territorio interessato principalmente a vocazione agricola e di allevamento e del notevole livello d’inquinamento accertato. 

 

Ufficio Stampa MoVimento 5 Stelle 

gruppo parlamentare

 Senato della

Repubblica

 

 Redazione

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Saviano, pulizia degli alvei. Protesta degli operai dell' ARPAC Multiservizi

 

Si teme il lincenziamento degli operai per manacanza di fondi e mezzi idonei, appello al Comune per iniziare i lavori di bonifica e pulizia degli argini dei Regi Lagni.

 

Saviano – Non si placano le proteste sulle bonifiche dei Regi Lagni nel nolano. A manifestare disagi e rischio di licenziamento sono questa volta gli operai dell’Arpac Multiservizi Srl, che da qualche giorno sono tornati a Saviano sull’Alveo Santa Teresa, località via Tappia Furignano, per ‘proseguire’ l’ennesima pulizia del canale, prevista dal piano di riqualificazione ‘delle fasce spondali e degli alvei’ finanziati con fondi Por 2000-2006 dalla Regione. “Abbiamo chiamato i comitati e le associazione ambientaliste locali – ha dichiarato un rappresentante sindacale dei lavoratori della Multiservizi – perché temiamo che questa volta l’Arpac voglia, per mancanza di fondi, tagliare la Multiservizi Srl e licenziarci”. L’annosa questione sarà discussa in un’assemblea sul tema delle bonifiche domani sera a Napoli, agli ex Filangieri presso la Citta’ del Sole, alla presenza di lavoratori ed ambientalisti. Ma ai cittadini di Saviano non può bastare solo la solidarietà delle associazioni nei confronti della lotta dei lavoratori Arpac. “Ciò che chiediamo – ha detto Gennaro Scognamiglio del Forum Saviano – è che venga ripulita tutta l’asta dei regi lagni e non solo questi cento metri prospicienti via Tappia Furignano”. Il territorio di Saviano è stato interessato da una esondazione nell’ottobre 2011 che ha causato gravi danni ad alcune abitazioni,  mettendo a rischio la sicurezza di alcune famiglie, “ma - ribadisce David Aliperti (Forum Saviano) - da allora la rete dei lagni a Saviano è stata interessata da altri crolli delle sponde passati inosservati, che hanno causato danni solo a terreni agricoli e se non si supera la concezione dell’intervento di somma urgenza e si adotta una strategia globale di prevenzione e manutenzione assolutamente ordinaria, non si metterà mai fine a questo circolo vizioso”. Quindi  subito le bonifiche e con mezzi idonei. “Aspettiamo i mezzi meccanici per ripulire l’alveo annunciati dal delegato Cappella – ha ribadito ancora Aliperti  Non è pensabile che a mano si possa rimuovere rifiuti speciali e vegetali senza rischiare l’incolumità degli operai”. “Abbiamo già chiesto al delegato all’ambiente Luigi Cappella garanzie per l’arrivo delle ruspe, così come da egli stesso annunciato – ha detto Gennaro Esposito della Federazione Assocampaniafelix – Lui ci ha garantito che la gara d’appalto è stata espletata e si attende l’arrivo in città del Direttore Generale dell’Arpac Napoli per una conferenza pubblica mercoledì prossimo”. Troppi gli annunci della Regione finora. Adesso si attendono le bonifiche vere. Il Comune di Saviano provvederà a smaltire i rifiuti prelevati dagli alvei affidando lo smaltimento ad altra ditta, senza che essi gravano sulle percentuali di indifferenziata prodotta. Questa seconda ditta si occuperà della caratterizzazione e dello smaltimento dei rifiuti e già sono nate divergenze sulla qualità dei rifiuti, che secondo gli addetti della Buttol, la ditta che si occupa della raccolta differenziata in città, è in gran parte riciclabile a beneficio del Comune, mentre solo una parte trattasi di rifiuti speciali. Ma la battaglia per la prevenzione degli abbandoni di rifiuti dovrà mirare al controllo del territorio e al perfetto funzionamento delle telecamere dislocate lungo l’intero percorso degli alvei, per colpire duramente i trasgressori di questo odioso delitto.

 

Redazione

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Roghi agricoli: ecco la prima ordinanza di divieto

Il sindaco di Roccarainola De Simone 'vieta' l'abbruciamento all'aperto di residui colturali derivanti da attvità agricole e forestali. Per l'occasione promuove un convegno sull'argomento per il 14 giugno.

 

Roccarainola - Dalle parole ai fatti. Il simdaco di Roccarainola, Raffaele De Simone, ha emesso un ordinanza con effetto immediato di divieto assoluto di bruciare residui vegetali di attività agricole, richiesto a gran voce dal Forum Ambiente Area Nolana, a tutela della salute di migliaia di cittadini dell'agro nolano. "I sindaci debbono dare l'esempio ai cittadini di come si tutela la salute e l'ambiente - ebbe a dire nel tavolo di concertazione promosso dal Comune di Saviano - e debbono educare gli agricoltori alle buone pratiche agricole nel rispetto della legge". "Come per la differenziata - ricordava De Simone - così per i roghi agricoli: nessuno può andare contro legge e bruciare fogliame pericoloso". Per questo il primo cittadino, come promesso ai rappresentanti del Forum Ambiente, ha promosso un convegno pubblico previsto per il 14 giugno, alle 18,30, nella sala consiliare del comune . Al convegno sono stati invitati la Coldiretti, la Asl, la Polizia Provinciale, l'Arpac, i Sindaci dell'Area Nolana, il Corpo Forestale e l'agronomo Carmine Strocchia e il Prefetto di Napoli.

 

Ufficio Stampa

Fed. Assocampaniafelix Saviano

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“Plant reproductive material law”… una proposta accettabile?

 

La Commissione Europea il 6 maggio 2013 ha presentato una proposta di legge, il “plant reproductive material law”, per la redazione di un regolamento diretto a dettare le norme da applicare per quanto riguarda la  produzione e la vendita di quelli che la proposta definisce come “plant reproductive material”, ovvero semi e sementi . Come si legge all’interno della proposta, il progetto ha come obiettivo quello di riorganizzare la materia dal punto di vista della legislazione comunitaria sostituendo (“repealing and replacing”) le precedenti Direttive e riducendo i contrasti presenti tra le normative dei singoli Stati membri (“the complexity and fragmentation of the existing legislation is likely to perpetuate existing uncertainties and discrepancies in its implementation between the Member States”). Con il fine ultimo di garantire una migliore organizzazione della disciplina non solo prevedendo, dal punto di vista normativo, una serie di articoli diretti a disciplinare le modalità di rilascio  (Art. 7 “Specific responsibilities of professional operators producing plant reproductive material”), da parte di autorità competenti presenti sul territorio dei singoli Stati membri, di certificati (“material shall be certified and identified through an official label”)  che garantiscano la sicurezza del prodotto e la sua genuinità  ma anche economico perché la proposta disciplina le modalità di gestione, imballaggio e distribuzione dei prodotti (“material shall be made available on the market as individual plants, or in packages, containers or bundles”). Tutto ciò dovrebbe essere indispensabile  per prestare  maggiore attenzione alla salute dei cittadini europei e alla stabilità produttiva dei singoli Stati.

Naturalmente questo è ciò che traspare da una lettura della proposta come pubblicata sul sito della Commissione Europea. Però la stessa, se da un lato  ha  suscitato la  soddisfazione in coloro che condividono le linee programmatiche della normativa, ha anche scatenato  le accese proteste di parte dei cittadini europei che si stanno mobilitando per una sua revisione o per far si che il progetto venga stralciato.

In prima linea tra i detrattori della proposta c’è  Ben Gabel - fondatore e direttore di The Real Seed Catalogue - che sostiene che la proposta di regolamento qualora fosse approvata impedirebbe ai piccoli coltivatori di produrre liberamente i propri prodotti vincolandoli a norme troppo restrittive e che non tengono in dovuta considerazione le loro necessità. (“The needs of the millions of people who grow normal vegetables on a normal scale have been overlooked”). Mentre invece, sostiene sempre Gabel, verrebbero tenuti in considerazione soprattutto i bisogni delle grandi multinazionali produttrici di sementi che attraverso la proposta si vedrebbero riconosciute mediante certificazione le proprie tipologie di sementi e così garantita la vendita in grande quantità alle industrie del settore (“it seems to be mostly about the globalised agribusiness seed industry needing new laws to cope with gene patents and plant patents, and to be able to register 'their' industrial varieties or genes safely and securely before selling them in large quantities to industrial farmers”).  Infine, il rischio maggiore sarebbe, secondo coloro che si oppongono alla proposta, rappresentato dal fatto che la nuova normativa renderebbe illegale “coltivare, riprodurre o commerciare” i semi di ortaggi che non sono stati “analizzati, approvati e accettati” dagli organi competenti.  E soprattutto sarebbe inaccettabile il contenuto dell’ art. 66 secondo cui (“Any person may submit to the competent authority an application for registration of a variety in the national variety register”), i piccoli coltivatori dovranno registrare le proprie varietà di semi sostenendo i costi per la procedura di registrazione e anche di un rinnovo di iscrizione nei registri nazionali.

Per cui secondo gli oppositori,  la proposta di regolamento, la stessa in nome di presunte garanzie collettive, di natura ambientale, della salute umana ed economiche sacrificherebbe la possibilità per ogni cittadino di poter coltivare e crescere all’interno del proprio orto i propri semi e piante.

Naturalmente, le proteste e le mobilitazioni hanno portato alle raccolte di firme e alle petizioni  in tutti i paesi dell’Unione Europea per arrivare ad una revisione della proposta di legge. Tra le raccolte di firme è da segnalare quella organizzata dalla ARCHE NOAH e sottoscrivibile al sito http://seedpolicy.arche-noah.at.

Per maggiori informazioni sull’argomento o per consultare il testo della proposta di regolamento:

http://ec.europa.eu/dgs/health_consumer/pressroom/docs/proposal_aphp_en.pdf

http://www.realseeds.co.uk/seedlaw.htm

http://www.seedforall.org/

 

Ferdinando Manfredonia

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Lorenzo Metodio lancia il progetto "Somma non spreca"

Il progetto “Somma non spreca”, che ho presentato durante l’ultimo confronto pubblico tra i candidati alla carica di sindaco di Somma Vesuviana, è un’iniziativa, nell’ambito dei progetti per le politiche sociali della città, mirata ad incrementare lo sviluppo di pratiche contro gli sprechi che favoriscano inoltre l’occupazione e lo sviluppo. La proposta consiste nell’ attuazione di un protocollo d’intesa tra Comune e grande, media e piccola distribuzione, per il recupero e il riciclo delle eccedenze di generi alimentari e dei cibi in prossimità di scadenza da destinare, infine, ad un banco alimentare comunale che provveda alla redistribuzione degli alimenti alle persone indigenti. Tale progetto può essere gestito dalle cooperative già presenti sul territorio e, nei miei propositi, abbraccerebbe tutti i comuni dell’ambito territoriale sociale NA 22, di cui Somma Vesuviana è capofila. Un progetto che risulterebbe vantaggioso per la catena di distribuzione, il Comune e le cooperative. Attraverso la sinergia di tutti gli attori coinvolti si favorirebbero, in tal modo, pratiche di solidarietà e di aiuto verso i più bisognosi e si creerebbe un’occasione, in un momento difficile di congiuntura economica, di sviluppo e di creazione di posti di lavoro e di riduzione al minimo degli sprechi attraverso buone pratiche di riciclo e riutilizzo degli alimenti.

 

Redazione

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Metodio lancia la campagna "Anche questo è tuo"


E’ partita questa notte la campagna “Anche questo è tuo”, una iniziativa simbolica e di protesta per sensibilizzare alla tutela e all’uso collettivo e pubblico di tanti luoghi di Somma Vesuviana, lasciati all'abbandono e al degrado o inutilizzabili, che potrebbero essere invece destinati ad un uso più funzionale per i cittadinii. Sono stati affissi sei striscioni con lo slogan “Anche questo è tuo” (Castello D’Alagno, casa di riposo in via Circumvallazione, stadio F. Nappi, Villa augustea, chiesa S.Maria di Costantinopoli e scuola di via Trentola), che saranno rimossi prima della chiusura della campagna elettorale. L’iniziativa prosegue domenica 18 maggio in piazza Vittorio Emanuele III con un evento sulla tutela dei beni comuni e sulla riappropriazione degli spazi urbani cittadini che, troppo spesso, per negligenze amministrative, sono lasciati in stato di abbandono. L’evento comincerà alle 12.00 di domenica e sarà preceduto da una passeggiata in centro con le bici che partirà da via Milano alle 11.00.
Michele D'Avino 3338260300
responsabile comunicazione comitato Lorenzo Metodio sindaco
Redazione
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Roghi di sterpaglie
Roghi di sterpaglie

Il Comune di Saviano capofila nella lotta ai roghi di sterpaglia: parte la campagna di sensibilizzazione

 

Il delegato all’ambiente Luigi Cappella convoca un tavolo inter-istituzionale per tutelare la salute dei cittadini e l’economia locale.  Decisivo l’apporto delle associazioni ambientaliste.

 

Saviano – Si è tenuto mercoledì 15 maggio il primo tavolo inter-istituzionale promosso dal delegato all’ambiente del ComuneLuigi Cappella per combattere il fenomeno tristemente noto dei roghi di sterpaglie sul territorio comunale. All’incontro hanno preso parte i rappresentanti del Corpo Forestale dello Stato, della Polizia Provinciale, della Asl Napoli3Sud, del Comando Vigili Urbani e delle associazioni ambientaliste del circuito ‘Forum Ambientale Area Nolana’,  per cercare strategie efficaci  per prevenire un fenomeno che negli ultimi anni sta arrecando gravi danni ambientali, minando la salute di migliaia di cittadini. “L’amministrazione guidata da Carmine Sommese – ha esordito Luigi Cappella, delegato all’ambiente – fortemente sensibile alla questione, ha voluto questo tavolo perché ultimamente ci sono state aspre polemiche tra cittadini e agricoltori che usano bruciare gli scarti naturali delle nocelline, arrecando disagi di ordine sanitario”. “La legge parla chiaro – ha replicato il comandate Geremia Cavezza della Forestale di Marigliano – non si può nel modo più assoluto appiccare il fuoco a fogliame e sterpaglie nelle campagne e nei boschi. Abbiamo ricevuto ordini tassativi dagli organi di governo centrali e ci auguriamo che anche la politica faccia rispettare questi dettami di legge”. “Gli effetti sulla salute sono molto seri – ha dichiarato Gennaro Esposito dei Medici per l’Ambiente e componente del Forum Ambiente Area Nolana – siamo qui per convincere tutte le amministrazioni ad emettere ordinanze di divieto assoluto di abbruciamento di sterpaglie in quanto questo provoca gravi reazioni respiratorie di tipo infiammatorio ed allergico, oltre che l’inalazione di sostanze tossiche come aldeidi, furani e diossine, che si sprigionano soprattutto dalla combustione di rami freschi e, sovente, rifiuti solidi come plastiche e polistirolo”. Nicola Fortunato di ‘Frastuono’ ha ricordato che il Comune deve lavorare per ottemperare a questo dovere e il delegato Cappella ha ribadito la volontà di addivenire ad una soluzione condivisa che possa garantire il diritto dei cittadini ad un ambiente salubre e contemporaneamente tutelare gli interessi economici di molti agricoltori che investono nel prodotto più pregiato dell’agro. “Di fronte alla legge non sono possibili mezze misure – ha ribadito il Dott. Rainone dell’Unità di Prevenzione della Asl Napoli3Sud – Il divieto di abbruciamento deve essere assoluto”. Il tavolo ha deliberato una serie di iniziative per poter affrontare il problema: nei prossimi giorni partirà una campagna informativa rivolta agli agricoltori ed ai cittadini per informare sui benefici effetti dell’abbancamento delle foglie in piccoli cumuli per trasformarlo in compost di buona qualità che dovrà rendere il terreno più fertile. Inoltre, il rappresentante della Polizia Locale Nello Fontanella ha proposto di inviare una informativa al Prefetto Cafagna che vada nella direzione di invitare tutti i sindaci dell’agro a rispettare le ordinanze di divieto di abbruciamento delle sterpaglie, in quanto fenomeno diffuso e non limitato ad un singolo comune. Infine, le associazioni hanno dato la loro ampia disponibilità a collaborare per avviare una campagna di sensibilizzazione e informazione sul tema, che partirà venerdì 7 giugno in occasione di un convegno, alla presenza di tecnici, ambientalisti, amministratori comunali e rappresentanti della Coldiretti. “Solo una corretta informazione potrà convincere gli agricoltori ad abbandonare la pratica dei roghi del fogliame – ha detto Annamaria Iovino del Forum Ambiente -  Il compost che si produce, facendo marcire le foglie sul terreno, rigenera la terra e rende frutti migliori. Non bruciatevi la vita!”.

Uffici Stampa congiunti

Comune di Saviano

Forum Ambiente Area Nolana

 

Redazione

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Statale 268 Vesuvio
Statale 268 Vesuvio

Petizione per la chiusura della statale 268 

Troppe persone hanno perso la vita sulla strada statale 268 Vesuvio denominata "strada della morte" , sulla quale la scorsa Domenica 05/05/2013 un'intero nucleo familiare della città di Marigliano è stato distrutto a causa di uno scontro mortale.
 Si tratta di Salvatore Monda (41 anni), di sua moglie Annamaria Sorrentino (38 anni) e dei figli Angela di 17 anni, Vittoria di 16 anni e Gaetano di 12 anni.
 Basta solamente una firma e molti altri incidenti mortali potranno essere evitati con una sollecitazione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la chiusura di tale tratto fino a quando non saranno apportati nuovi interventi di sicurezza stradale...
http://www.change.org/it/petizioni/al-ministero-delle-infrastrutture-e-dei-trasporti-chiusura-temporanea-della-s-s-268-vesuvio-fino-alla-messa-in-sicurezza-dell-intera-tratta

 

Redazione

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Ponte di via Cilea- Napoli
Ponte di via Cilea- Napoli

 Ponte di via Cilea. Perché i lavori sono fermi?

A fine anni cinquanta del secolo scorso, si andava completando l’insieme di nuovi collegamenti viari, che si affiancavano  alla oramai insufficiente via Falcone nel collegare via Tasso al centro del Vomero. Nacque così via Cilea, tra l’attuale via Doria e via Santo Stefano, buona parte della quale sarebbe divenuta Corso Europa. Si andavano realizzando il collegamento con Soccavo, attraverso via Piave,  quello con Posillipo e Fuorigrotta. Sì sentì la necessità, di fronte all’impetuoso sviluppo automobilistico che ci fu in quegli anni, di realizzare un collegamento sospeso, detto ponte di Via Cilea, tra l’omonima strada e via Scarlatti. Nel 1958 fu realizzato nel giro di pochi mesi, permettendo tra l’altro di creare linee di bus che raggiungessero il centro del Vomero dalle zone più basse, contemporaneamente al collegamento viario con via Gemito. Il Ponte ha egregiamente svolto la sua funzione per oltre cinquant’anni  con manutenzione periodica. Nel corso del 2011 comparve un cartello che bloccava il transito a tutti i veicoli con peso a pieno carico oltre 3,5 tonnellate, a seguito di evidenti dissesti subiti dalla struttura, furono deviati i percorsi  dei bus pubblici con nocumento, soprattutto degli utenti più anziani, mediante ordinanza che, però, interdiceva il transito anche al di sotto del Ponte per i citati autoveicoli, cosa questa di fatto mai avvenuta perché sarebbe significato dovere riaprire ai bus l’area pedonale di via Luca Giordano. Nella pratica poi nessun controllo avveniva, e di fatto tuttora su mastodontici bus privati che continuano a passare regolarmente!!! Fu fatto un consiglio in Municipalità sull’argomento, si stimò il danno in circa 400.000 euro, ma di fare lavori non se ne parlava. Dopo vari annunci a vuoto, fatti anche dalla nuova amministrazione di imminenti lavori, e con una nuova ordinanza che, senza capire come, alzò il limite di due tonnellate (a 5,5) il che permise il transito almeno ai pollicini usati sulla C36, con grande fanfara fu annunziato inizio dei lavori per il febbraio 2013….ma i lavori durarono il tempo di pochi giorni…ci fu detto direttamente dall’ass.re Donati che la ditta vincitrice l’appalto doveva ancora capire…come intervenire  a che impalcature ricorrere…dopo avere già vinto la gara!!!! Nulla è più cambiato da allora! Fatta una recinzione lungo il marciapiede destro verso via Cilea, ed eseguiti dei carotaggi, tutto è, da allora rimasto sospeso!  A richieste di produzione “dovuta” quale parte interessata degli atti d’appalto, nessuna risposta. La situazione del Ponte, all’epoca costruito in pochi mesi , rimane un mistero, non si sa se glorioso o misterioso!!!! Ben quattro linee ANM restano deviate, i bus privati continuano a fare quello che vogliono!!!!

Assoutenti è un’associazione di utenti e consumatori fondata nel 1982, membro del Consiglio Nazionale dei Consumatori e Utenti, ed è riconosciuta rappresentativa a livello nazionale ai sensi del Codice del Consumo. Scopo dell’Associazione è il riconoscimento dei diritti fondamentali dei consumatori e, in particolare, la tutela degli utenti dei servizi pubblici nonché favorire la partecipazione dei cittadini alle scelte delle amministrazioni pubbliche e delle aziende di servizi.

 

Antonio di Gennaro – Del.to Prov.le

AssoUtenti Napoli

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Commenti: 2
  • #2

    adelina (martedì, 07 aprile 2015 19:51)

    vorrò condividere la mia gioia con voi. Essendo stato più volte fregato ho perso speranza poiché che vuole un prestito di 130.000 €, ma io hanno inteso parlato del sig. Geraldo. All'inizio ero un po'che diffida ma dopo le diverse procedure rassicurate per noi due io hanno finito per avere il prestito chiesto sul mio conto 72 ore dopo la mia domanda di prestito, e questo ad un tasso di 2%. Volete prendere contatto con lui se voi avete bisogno di un prestito presso una persona onesta e serietà contattate per avere una soluzione ha i vostri problemi finanziari, ecco il suo indirizzo posta elettronica: geraldosfilispos@outlook.fr

  • #1

    francesco bartiromo (sabato, 04 maggio 2013 22:43)

    Dire che e' una vergogna e' pochissima cosa!
    Questa amministrazione e' veramente non all'altezza
    Nemmeno per l'ordinario. Siamo rovinati!!!!!
    Ma il nostro S.G ennaro p erche' non ci mette la sua mano?

 

Legge rifiuti zero: buona la partecipazione dei cittadini del nolano

 

Novanta firme raccolte a Saviano e centotrenta a Nola. Un altro centinaio tra Marigliano e Cicciano. E' stata buona la risposta dei cittadini all'appello degli attivisti di Zero Waste, gli ambientalisti che propugnano la filosofia 'rifiuti zero' entro il 2020. Tanti i gazebo in tutto l'agro nolano e grande entusiasmo intorno agli articoli di legge che rappresenteranno una vera rivoluzione per quel che riguarda materiali di consumo e materiali di scarto dei beni di consumo.

"Entro il 2020 dovremo ridurre del 20% i materiali di imballaggio che ora diventano rifiuti - ha dichiarato Vincenzo De Luca di Rize-Up - Mentre nel 2050 questa percentuale salirà al 50%". Le finalità generali del presente disegno di legge di iniziativa popolare si fondano sulle seguenti linee direttrici: far rientrare il ciclo produzione-consumo all’interno dei limiti delle risorse del pianeta; rispettare gli indirizzi della Carta di Ottawa, 1986; rafforzare la prevenzione primaria delle malattie attribuibili a inadeguate modalità di gestione dei rifiuti; assicurare l'informazione continua e trasparente alle comunità in materia di ambiente e rifiuti; riduzione della produzione dei rifiuti del 20% al 2020 e del 50% al 2050 rispetto alla produzione del 2000; recepire ed applicare la Direttiva quadro 2008/98/CE; recepire ed applicare il risultato referendario del giugno 2011 sull’affidamento della gestione dei servizi pubblici locali.

Per perseguire le suddette finalità, il presente progetto di legge contiene una serie di misure finalizzate a promuovere e incentivare anche economicamente una corretta filiera di trattamento dei materiali post-utilizzo; spostare risorse dallo smaltimento e dall’incenerimento verso la riduzione, il riuso e il riciclo; contrastare il ricorso crescente alle pratiche di smaltimento dei rifiuti distruttive dei materiali; ridurre progressivamente il conferimento in discarica e l'incenerimento; sancire il principio “chi inquina paga” prevedendo la responsabilità civile e penale per il reato di danno ambientale; Dettare le norme che regolano l'accesso dei cittadini all'informazione e alla partecipazione in materia di rifiuti. In attesa dell'esito nazionale della raccolta di domenica (si spera nelle 100 mila firme, il doppio di quelle richieste dalla legge) si spera nella partecipazione degli altri cittadini indecisi.


Redazione 

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LEGGE RIFIUTI ZERO: AL VIA LA RACCOLTA FIRME NEL NOLANO

 

Nola - Si raccoglieranno domenica 14 aprile 2013 nelle principali piazze del nolano, la raccolta firme per sostenere la Legge di iniziativa popolare 'rifiuti zero'.

Le finalità generali del presente disegno di legge di iniziativa popolare si fondano sulle seguenti linee direttrici: far rientrare il ciclo produzione-consumo all’interno dei limiti delle risorse del pianeta; rispettare gli indirizzi della Carta di Ottawa, 1986; rafforzare la prevenzione primaria delle malattie attribuibili a inadeguate modalità di gestione dei rifiuti; assicurare l'informazione continua e trasparente alle comunità in materia di ambiente e rifiuti; riduzione della produzione dei rifiuti del 20% al 2020 e del 50% al 2050 rispetto alla produzione del 2000; recepire ed applicare la Direttiva quadro 2008/98/CE; recepire ed applicare il risultato referendario del giugno 2011 sull’affidamento della gestione dei servizi pubblici locali. Per perseguire le suddette finalità, il presente progetto di legge contiene una serie di misure finalizzate a promuovere e incentivare anche economicamente una corretta filiera di trattamento dei materiali post-utilizzo; spostare risorse dallo smaltimento e dall’incenerimento verso la riduzione, il riuso e il riciclo; contrastare il ricorso crescente alle pratiche di smaltimento dei rifiuti distruttive dei materiali; ridurre progressivamente il conferimento in discarica e l'incenerimento; Sancire il principio “chi inquina paga” prevedendo la responsabilità civile e penale per il reato di danno ambientale; Dettare le norme che regolano l'accesso dei cittadini all'informazione e alla partecipazione in materia di rifiuti. I gazebo con i volontari saranno presenti a Saviano, in Piazza XI Agosto 1867 e in Piazza Immacolata a Nola dalle ore 10,30 alle 13.

 

Gennaro Esposito

 

Dott. Gennaro Esposito

dirigente medico psichiatra AslNa3 Sud - Uosm Nola

pubblicista, ambientalista

Saviano (NA) via Molino,9

telefax 0815113481

genesp@libero.it

Vice-Presidente Fondazione HYRIA-NOVLA - http://www.fondazionehyrianovla.it

Referente ISDE Provincia di Napoli ASS. MEDICI PER L'AMBIENTE - www.isde.it

Delegato FED. ASSOCAMPANIAFELIX (Giugliano, Acerra, Nola)

 

http://it.groups.yahoo.com/group/assocampaniafelix/

Presidente CORPO PROVINCIALE GUARDIE AMBIENTALI NAPOLI 'AGRO NOLANO' onlus -

http://groups.yahoo.com/group/guardieambientalinolane/


Redazione 

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Venti ambientalisti per mettere l’Italia sulla rotta giusta

 

Si invitano tutti i cittadini a sottoscrivere la petizione in favore di una “soluzione verde” alla crisi politica italiana: per firmare la petizione clicca qui.

 

Avevano detto le associazioni ambientaliste con l’ECOTELEGRAMMA che in un mese di campagna elettorale la parola ambiente è stata trascurata. (“Eppure la qualità dell’aria che respiriamo, il cibo che mangiamo, l’acqua che beviamo, il diritto a non essere sommersi dai rifiuti, la possibilità di scegliere un’energia pulita prodotta in Italia, la tutela del nostro territorio, del nostro patrimonio naturale e dei nostri beni culturali e colturali sono temi centrali della vita quotidiana. Assieme a quello, sempre più drammatico, del lavoro che in questi ultimi anni è cresciuto soltanto nei settori della green economy e dell’agricoltura di qualità”).

 

Ora i risultati delle elezioni – con tutto il problema della mancanza di una maggioranza al Senato – creano un situazione nuova, difficile da un lato, ma anche carica di opportunità. Non c’ è dubbio che tra le motivazioni degli elettori, ma soprattutto nelle intenzioni programmatiche del Movimento5 stelle, i temi dell’ambiente, delle energia e di una nuova economia verde siano molto importanti.

 

Senza entrare nel dettaglio di questioni come il voto di fiducia e le alleanze sistematiche o episodiche, ci troviamo di fronte a un’occasione da non perdere, a un bivio storico.

 

I soggetti che si occupano di ambiente e risorse naturali, di produzione e consumo di cibo di qualità, di energie rinnovabili e sostenibilità, di beni culturali, identità territoriali e turismo, di legalità e giustizia, di lotta agli sprechi, nonché alcune sigle del mondo imprenditoriale che è riuscito

a tradurre queste visioni in fatturato e nuovi posti di lavoro, insieme con i cittadini più attivi nelle battaglie per la difesa della salute e del territorio possono oggi unirsi e farsi sentire perché si avvii una legislatura finalmente attenta all’ambiente e affinché le forze di Italia Bene Comune e del Movimento 5 Stelle trovino il modo di avviarla.

 

Ricordiamo alcuni impegni chiari contro lo spreco di ambiente, territorio, energia e futuro da prendere già nel primo anno di governo:

 

1) garantire la legalità e la giustizia, la trasparenza e l’equità nelle filiere agricole ed alimentari, ambientali ed energetiche, aumentando efficienza ed efficacia dei controlli con un’adeguata tutela penale dell’ambiente;

 

2) fissare l’obiettivo del 100% rinnovabili, procedendo alla chiusura progressiva delle centrali alimentate con combustibili fossili, rinunciare al piano di sviluppo delle trivellazioni petrolifere in mare e definire una roadmap per la decarbonizzazione che sostenga la green economy, e per il risparmio energetico

 

3) spostare i fondi stanziati per strade e autostrade verso il trasporto sostenibile (ferrovia, nave, bici, mezzi elettrici e a basso impatto ambientale, car sharing) e il trasporto pendolare nelle aree urbane, definendo un piano nazionale della mobilità che superi definitivamente il programma delle infrastrutture strategiche;

 

4) rendere compatibili le scelte economiche e di gestione del territorio con la conservazione della biodiversità naturale attribuendo un ruolo centrale ai parchi, e varare un piano della qualità per il settore turistico per valorizzare i beni culturali e ambientali;

 

5) approvare un pacchetto di interventi per favorire l’occupazione – soprattutto giovanile – in agricoltura, sostenere le colture biologiche, biodinamiche e a basso impatto ambientale e promuovere modelli di consumo alimentare sostenibili;

 

6) approvare una legge che fermi il consumo di suolo e aumentare i vantaggi fiscali che derivano dalla scelta a favore del recupero e della ristrutturazione, dell’architettura bioclimatica e dell’urbanistica mirata all’abbattimento dell’inquinamento e alla riqualificazione energetica e ambientale del patrimonio edilizio;

 

7) incentivare non solo la raccolta differenziata, il riuso, il riciclo e il recupero dei materiali ma anche la lotta agli sprechi in ottica preventiva, cominciando a tagliare il sostegno agli inceneritori e alle discariche.

 

Andrea Bertaglio, giornalista ambientale

 

Tullio Berlenghi, esperto diritto ambientale

 

Paola Bolaffio, giornalista ambientale

 

Gian Maria Brega, Promotore Labelab

 

Roberto Cavallo, Presidente ERICA e AICA

 

Alessio Ciacci, Assessore all’Ambiente di Capannori, Personaggio Ambiente 2012

 

Maurizio Cossa, Decrescita Felice Torino

 

Michele D’Amico, giornalista ambientale

 

Alessandro Fabrizi, comunicazione ambientale

 

Simona Falasca, Direttore Greenme

 

Alessandro Farulli, Direttore di Greenreport

 

Sergio Ferraris, Direttore responsabile ed editoriale QualEnergia

 

Marco Fratoddi, Direttore di La Nuova Ecologia

 

Marika Frontino, giornalisti ambientali

 

Giuseppe Gamba, presidente Azzero CO2

 

Paolo Hutter, Direttore Eco dalle Città

 

Lidia Ianuario, Direttrice Responsabile NeWage

 

Giuseppe Iasparra, giornalista ambientale e blogger

 

Bianca Laplaca, giornalista ambientale

 

Giuseppe Lanzi, AD Sisifo Italia (Green Economy)

 

Simonetta Lombardo, giornalista ambientalista

 

Paolo Piacentini , Presidente Federtrek

 

Letizia Palmisano, giornalista, vicepresidente di Econnection

 

Raphael Rossi, manager pubblico esperto rifiuti

 

Roberto Rizzo, giornalista ambientale e scientifico

 

Mauro Spagnolo, Direttore Responsabile Rinnovabili.it

 

Alessandro Tibaldeschi, ufficio stampa green Press Play

 

NOI ESTENSORI DI QUESTO APPELLO CHIEDIAMO il pronunciamento e l’appoggio DELLE PERSONE RICONOSCIUTE E IMPEGNATE NEL CAMBIAMENTO ECOLOGICO IN ITALIA, e più in generale la firma dei cittadini che condividono questa idea di “soluzione verde” alla crisi politica.

 

Redazione

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LETTERA APERTA DELL'ISDE AL MINISTRO PER L'AMBIENTE CLINI

(inviata a vari colleghi giornalisti)

 

«Spett.le Ministro Clini, Caro Collega,

 

da medici avvertiamo l’esigenza di esprimere serie perplessità e dissenso per alcune posizioni da Lei assunte nello svolgimento delle Sue funzioni Ministeriali. Le Sue dichiarazioni in favore della produzione di energia elettrica da centrali nucleari, la Sua posizione (più volte ribadita) a favore dell’incenerimento dei rifiuti, i recenti cospicui finanziamenti offerti per promuovere la combustione di biomasse in alcune regioni meridionali e, in ultimo, la Sua proposta di legge sulla combustione di rifiuti nei cementifici, rendono opportuno ricordarLe che numerose evidenze scientifiche nazionali ed internazionali hanno dimostrato che tutte le pratiche sino ad ora citate causano danni all’ambiente ed alla salute umana.

 

Riteniamo opportuno ricordarLe l’articolo 5 del codice deontologico dei Medici: “Il medico è tenuto a considerare l’ambiente nel quale l’uomo vive e lavora quale determinante più importante della salute dei cittadini. A tale fine il medico è tenuto a promuovere una cultura civile per l’utilizzo appropriato delle risorse naturali anche allo scopo di salvaguardare l’utilizzo stesso da parte delle future generazioni”.

 

Anche qualora Lei non riconosca valide le evidenze scientifiche sino ad ora prodotte sulla nocività di centrali nucleari, inceneritori, impianti a biomasse e cementifici con o senza co-combustione di rifiuti, riteniamo opportuno ricordarLe la necessità del rispetto del principio di precauzione, citato nell’articolo 191 del trattato sul funzionamento dell’Unione Europea. Esso afferma che ove vi siano minacce di danno serio o irreversibile, l’assenza di certezze scientifiche non deve essere usata come ragione per impedire che si adottino misure di prevenzione della degradazione ambientale.

 

La realtà, per fortuna composta da numerosi esempi nazionali ed internazionali costruiti nel rispetto della sostenibilità ambientale, ha dimostrato che esistono alternative valide all’energia nucleare (come il nostro Paese ha democraticamente scelto), all’incenerimento dei rifiuti e alla combustione di biomasse. Crediamo che compito principale del Ministero da Lei diretto sia la tutela del bene comune e il perseguimento di un futuro sostenibile, nel rispetto del principio di precauzione.

 

Scriveva Lorenzo Tomatis, medico come Lei e noi, fondatore della IARC: “Quando si parla di prevenzione del cancro, tutti pensano alla cosiddetta diagnosi precoce, ma c’è una prevenzione che si può fare a monte, cercando non di limitare i danni della malattia diagnosticandola al più presto, quanto piuttosto di evitare l’insorgere del cancro, impedendo l’esposizione alle sostanze che lo provocano. La PREVENZIONE PRIMARIA si occupa proprio di questo: fare ricerca sulle sostanze naturali o sintetiche per capire quali sono cancerogene e, una volta individuate, suggerire alle autorità sanitarie delle misure di salute pubblica per toglierle dalla circolazione.

 

Si tratta di una strategia che protegge tutti – il ricco come il povero – ma purtroppo è bistrattata da scienziati, politici e autorità sanitarie”. Tutti siamo responsabili dell’ambiente. I medici lo sono due volte. Lei, da cittadino, lo è tre volte».

 

Agostino Di Ciaula

(Riproduzione riservata ©)

Commenti: 3
  • #3

    adelina (martedì, 07 aprile 2015 19:52)

    vorrò condividere la mia gioia con voi. Essendo stato più volte fregato ho perso speranza poiché che vuole un prestito di 130.000 €, ma io hanno inteso parlato del sig. Geraldo. All'inizio ero un po'che diffida ma dopo le diverse procedure rassicurate per noi due io hanno finito per avere il prestito chiesto sul mio conto 72 ore dopo la mia domanda di prestito, e questo ad un tasso di 2%. Volete prendere contatto con lui se voi avete bisogno di un prestito presso una persona onesta e serietà contattate per avere una soluzione ha i vostri problemi finanziari, ecco il suo indirizzo posta elettronica: geraldosfilispos@outlook.fr

  • #2

    Masticating Juicer (domenica, 21 aprile 2013 11:05)

    This is an excellent blog post! Thank you for sharing!

  • #1

    claudio pellone (lunedì, 25 febbraio 2013 11:39)

    NO NUKE, si rispetti la volontà degli ITALIANI !
    NO INC, si rispetti la SALUTE degli italiani !
    smk-pellox

NeWage richieda al Sindaco di Acerra di emettere un'ordinanza contro la Fri-El

 

COMUNE DI ACERRA – PROVINCIA DI NAPOLI

PETIZIONE

 

Alla cortese att. ne del SIG. SINDACO DI ACERRA RAFFAELE LETTIERI

 

NeWage, su istanza delle associazioni, di Insorgenza Civile e del Movimento Cinque Stelle, nonché di tutti i sottoscrittori, cittadini campani

 

PREMESSO CHE

 

L’industria Fri-El (Centrale a Biomassa), sita in zona Montefibre (Acerra) è un impianto altamente inquinante, autorizzato dalla Regione, senza V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale);

che la Fri-El sta inquinando tutta l’area, per altro già compromessa da altri impianti avvelenanti come dimostrato da analisi tossicologiche, qui allegate, fatte in maniera privata dalle quali è stato rilevata una quantità di policlorobifenili (PCB) impressionante, ossia inquinanti che risultano tossici quanto e più della diossina, come emerge dalle rilevazioni fatte su campioni di olio di palma e altro prelevati sia all’interno del cantiere che delle cisterne;

che dalle analisi è stata rilevata una quantità di gran lunga superiore a quella presente nella zona di Brescia dove c’era l'unico stabilimento di produzione, brevettato dalla Monsanto, la Caffaro, che ha terminato l'attività nel 1983 e che il caso Brescia è stato uno dei maggiori casi a livello mondiale di contaminazione da PCB nelle acque e nel suolo, in termini di quantità di sostanza tossica dispersa, estensione del territorio contaminato, numerosità della popolazione coinvolta, durata della produzione;

che i valori rilevati dalla ASL bresciana nel 1999, che sono risultati 5000 volte al di sopra dei limiti fissati dal DM 471/1999 (livelli per area residenziale, 0.001 mg/kg) hanno portato, a giugno 2001, all’apertura di un’inchiesta per disastro ambientale da parte della Procura della Repubblica di Brescia;

che il Sindaco, quale organo responsabile dell'amministrazione comunale, è legittimato ai sensi e per gli effetti dell'articolo 50 D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267, ad emanare ordinanze contingibili ed urgenti in presenza o meglio per far fronte ad un pericolo imminente ed attuale;

 

CHIEDE CON QUESTA PETIZIONE L’IMMEDIATA EMISSIONE DI UN’ORDINANZA AD HORAS PER SOSPENDERE L’ATTIVITA’ DELLA FRIEL

 

Cordiali saluti

 

Per firmare la petizione clicca qui e condivila con i tuoi amicihttp://www.change.org/it/petizioni/alla-cortese-att-ne-del-sig-sindaco-di-acerra-raffaele-lettieri-emissione-ordinanza-ad-horas-per-sospensione-attivit%C3%A0-fri-el?utm_source=guides&utm_medium=email&utm_campaign=petition_created

 

Redazione NeWage

Direttrice Responsabile

Lidia Ianuario

www.webnewage.jimdo.com

redazionenewage@gmail.com

 

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Commenti: 3
  • #1

    Maria Antonietta (giovedì, 07 febbraio 2013 00:15)

    Possibile non lo sappia?

  • #2

    Lidia Ianuario (domenica, 24 febbraio 2013 12:20)

    Certo che lo sa. Noi glielo ricordiamo. Grazie del tuo prezioso contributo, Maria Antonietta. Aiutaci a raccogliere le ultime firme. Cordiali saluti.

  • #3

    adelina (martedì, 07 aprile 2015 19:52)

    vorrò condividere la mia gioia con voi. Essendo stato più volte fregato ho perso speranza poiché che vuole un prestito di 130.000 €, ma io hanno inteso parlato del sig. Geraldo. All'inizio ero un po'che diffida ma dopo le diverse procedure rassicurate per noi due io hanno finito per avere il prestito chiesto sul mio conto 72 ore dopo la mia domanda di prestito, e questo ad un tasso di 2%. Volete prendere contatto con lui se voi avete bisogno di un prestito presso una persona onesta e serietà contattate per avere una soluzione ha i vostri problemi finanziari, ecco il suo indirizzo posta elettronica: geraldosfilispos@outlook.fr

Legge Popolare sul Solare: Conferenza Stampa

 

L’approvazione, alla unanimità, da parte del Consiglio Regionale della legge di iniziativa popolare sul solare è stato un evento epocale per la Campania. Occorre ora attivare il percorso per attuarne i contenuti ed estendere ulteriormente il grandissimo consenso e la forte partecipazione già avutasi.

Il Comitato Promotore della Legge illustrerà giovedì 24 gennaio alle ore 10.30 all’Aula consiliare della II Municipalità a Piazza Dante, Napoli, in una Conferenza Stampa aperta, le iniziative in atto per concretizzare tali obbiettivi.

 

Qui di seguito, il testo integrale della legge.

 

Articolo 1: Principi generali

 

La Regione Campania:

 

- sceglie il Sole come sua primaria fonte di energia per ogni sua attività, civile e produttiva;

- promuove la diffusione delle energia solare nelle sue diverse forme e tecnologie su tutto il suo territorio, in armonia con la migliore fruizione e conservazione di esso in rapporto ai bisogni complessivi della sua Popolazione, e della piena tutela della Biodiversità naturalistica, storica e culturale e della piena compatibilità con l’agricoltura ed il verde nella sua complessiva accezione;

- attua piani ed iniziative per la progressiva sostituzione degli impieghi di energia fossile con l’energia solare, anche al fine di ridurre l’inquinamento atmosferico, delle acque e del suolo e delle conseguenze sull’effetto serra e i cambiamenti climatici.

- attua piani ed iniziative per l’uso razionale dell’energia e per il risparmio energetico, considerati utilizzazione passiva dell’energia solare,

- incentiva particolarmente la produzione di energia solare su aree già cementificate o comunque non più verdi con un loro uso plurimo, individuando in tali aree il primo percorso fondamentale per i piani solari;

- individua nella diffusione, nella ricerca e nella produzione tecnologica della energia solare uno dei campi centrali per il suo sviluppo e per il lavoro;

- attiva iniziative politiche ed istituzionali con le altre regioni italiane, con altri Paesi Europei e del Mediterraneo per la cooperazione nelle ricerca e nello scambio di tecnologie e produzioni solari;

- promuove lo sviluppo del solare, nel pieno rispetto di ogni vincolo ambientale e storico culturale e secondo procedure che coinvolgono pienamente le comunità locali e la partecipazione popolare;

- promuove una nuova cultura sulla preziosità della risorse naturali e della tutela della Biodiversità.

 

Articolo 2 : Definizione

 

Per Energia Solare s’intende sia l’energia direttamente derivata dalle radiazioni solari in ogni forma (fotovoltaica, termica, termodinamica, a concentrazione ed altre che la Scienza svilupperà), sia le fonti rinnovabili collegabili all’energia del Sole, quali l’eolico,

l’idroelettrico, le biomasse ed i biocombustibili. Per ciascun tipo di energia solare vanno definiti l’impatto ambientale e le procedure per la realizzazione. 

 

Articolo 3 : Obbiettivi:

 

La Regione Campania si propone i seguenti obbiettivi biennali, quinquennale e decennale: per il 2013, la copertura del 10% dell’attuale consumo energetico con fonte solare;

per il 2016,la copertura del 30% dell’attuale consumo energetico con fonte solare;

per il 2021, la copertura del 60% dell’attuale consumo energetico con fonte solare.

Per consumo energetico si intende l’energia consumata in Campania da qualsiasi fonte.

 

Articolo 4 : Nuovi impianti termoelettrici da fonte fossile e nucleari nel Piano Energetico Regionale.

 

Nel rispetto delle competenze Stato-Regioni in materia di produzione, trasporto e distribuzione dell’energia, previste dalla Costituzione e dalle leggi statali, la Regione, a partire dal 2013, sceglie di coprire, i propri fabbisogni energetici del Piano Energetico Regionale con energia solare, rispetto agli impianti termoelettrici e da fonte fossile; fanno eccezione gli impianti di origine geotermoelettrica o da maree per i quali occorre adeguata valutazione di impatto ambientale.

 

Articolo 5 : Piani di dismissione impianti termoelettrici e reti alta tensione

 

In coerenza con gli obbiettivi del precedente articolo 4, viene programmato un piano di dismissione degli attuali impianti di produzione termoelettrica da fonte fossile e la riduzione della importazione regionale di energia, mediante un piano di dismissione delle reti elettriche a 380 kV e a 220 kV, recuperando il territorio da esse elettromagneticamente inquinate.

 

Articolo 6 : Nuovi insediamenti e nuove costruzioni

 

Per tutti i nuovi insediamenti e le nuove costruzioni, civili e produttive per uso pubblico o privato, va indicata l’autosufficienza energetica da fonte solare a partire dal gennaio 2014.

 

Articolo 7 : Edifici di pubblico servizio

 

Tutti gli edifici adibiti a pubblico servizio devono avere autosufficienza energetica da fonte solare entro il 2015; deroghe particolari vanno date esclusivamente ad edifici impossibilitati a realizzarla tecnicamente o per valori ambientali e storico-culturali, che

costituiscono invece vincoli superabili solo con parere obbligatori della rispettiva soprintendenza.

 

Articolo 8 : Incentivazioni

 

La Regione Campania - entro tre mesi dalla entrata in vigore della presente legge - effettua un censimento delle aree demaniali di sua pertinenza, idonee sia alla realizzazione d’impianti solari di produzione elettrica o combustibile, quale idrogeno, di piccola, media e grande potenza (fino a 50MW), sia per impianti di produzione di singoli componenti o parti o intera filiera delle centrali solari o impianti fotovoltaici o termici, solari. La Regione dà, in concessione gratuita, tali aree a Comuni o ad Operatori pubblici o privati, che utilizzano tali aree per gli usi di cui al precedente comma;

La Regione Campania, entro sei mesi dalla entrata in vigore della presente legge, definisce piani integrati impianti di depurazione-

impianti solari di produzione di energia elettrica con centrali termoelettriche , anche col riuso dell’acqua depurata per il teleriscaldamento e per servizi igienico-sanitari. Per l’attuazione di tali piani, la Regione Campania dà in concessione gratuita ad Enti pubblici e a privati l’intera area disponibile dei depuratori e l’acqua depurata;

La Regione Campania, entro sei mesi dalla entrata in vigore della presente legge, definisce piani integrati impianti solari di produzione di energia elettrice e filiera riciclo rifiuti solidi urbani al fine del recupero integrale della “materia” dei rifiuti a mezzo energia solare;

 

Per l’attuazione di tali piani, la Regione dà in concessione gratuita le aree necessarie ed incentivi per la realizzazione degli impianti: la regione attiva anche piani per il riuso dei prodotti ottenuti;

La Regione Campania, entro un anno dalla entrata in vigore della presente legge, elabora un piano complessivo delle attività produttive e della occupazione legato alla produzione della tecnologia ed alla diffusione della energia solare, definendo le agevolazioni di ogni natura, ivi compresi gli incentivi fiscali ed economici legati alla realizzazione di piccole, medie e grandi industrie, attività commerciali, studi professionali e quanto altro legato alla creazione del lavoro collegato all’energia solare;

La regione Campania, con riferimento al comma precedente, orienta corsi professionali all’energia solare per i diversi livelli di

competenza, sia per l’attività produttiva che di installazione, esercizio e gestione degli impianti.

 

Articolo 9 : Mobilità ad energia solare

 

La regione Campania promuove intese con le industrie automobilistiche e di trasporto per la riconversione ad elettrico della loro produzione, con un corrispondente piano di produzione di energia elettrica o idrogeno da energia solare.

La Regione Campania, entro un anno dalla entrata in vigore della presente legge, predispone un piano di realizzazione di “stazioni elettriche di servizio” per auto elettriche, sia per le città sia per le autostrade e le strade di grande percorrenza, mediante apposite convenzioni con ANAS e Società Autostradali, con definizione delle caratteristiche tecniche delle suddette stazioni.

 

Articolo 10 : Ricerca

 

La Regione Campania stipula convenzioni con tutte le Università ed i Centri di Ricerca della Campania disponibili per progetti di ricerca sull’Energia Solare, per ogni suo aspetto e realizzazione, per le tecnologie di nuovi materiali e prodotti e per i contenuti di cui ai precedenti articoli 8 e 9.

 

Articolo 11 . Piani Energetici Solari Comunali

 

Tutti i Comuni della Campania si dotano - entro 120 giorni dalla entrata in vigore della presente legge - dei “Piani Energetici Solari”, di seguito denominati PESC. I PESC definiscono gli obbiettivi di copertura di fabbisogno energetico da fonte solare che vengono fissati dai singoli Comuni e che non devono essere inferiori agli obbiettivi di cui al precedente articolo 2. Nei PESC vengono definiti i possibili diversi tipi di solarizzazione delle singole aree del proprio territorio in armonia con la piena tutela dei valori architettonici, archeologici, storico e culturali a mezzo del parere vincolante delle Soprintendenze. Nei PESC, anche con variante ai vigenti piani regolatori, sono individuate le aree necessarie per impianti solari di potenza necessaria e sufficiente all’intera copertura del fabbisogno energetico del territorio del singolo comune. I Comuni, in forma singola o associati, curano secondo le modalità delle leggi nazionali vigenti, la distribuzione dell’energia elettrica prodotta da fonte solare e dell’eventuale acqua calda del teleriscaldamento e dei sevizi igienico sanitari. Il costo all’utente del kWh e dell’acqua calda è ottenuto esclusivamente sulla base delle voci: costo ammortamento impianti (per anni non inferiori a 25); costo gestione, costo manutenzione. È fatto divieto di correlare tale costo ad altre fonti dov’è presente il costo combustibile, che è nullo per gli impianti ad energia solare.

 

Articolo 12 : Rete elettrica solare

 

Entro un anno dalla entrata in vigore della presente legge, la regione Campania detta le norme tecniche e gestionali della Rete Elettrica Solare (RES) a media e bassa tensione (non superiore a 60kV) di collegamento e scambio tra i diversi comuni adiacenti, necessaria per garantire la perfetta continuità della disponibilità dell’energia.

 

Articolo 13 : Biennale del Sole e della Biodiversità del Mediterraneo

 

Entro un anno dalla entrata in vigore della presente legge, la Regione Campania approva un piano organico di relazioni e scambi scientifici, tecnici, culturali, commerciali, di investimento, con le altre regioni italiane e con altri Paesi, sulla cultura e la diffusione dell’Energia Solare. La Regione Campania istituisce la “Biennale del Sole e della Biodiversità del Mediterraneo”, conferenza permanente sullo sviluppo della ricerca, della tecnologia e della diffusione dell’energia solare e della tutela del territorio in uno alla Biodiversità naturale, storico, culturale nei Paesi del Mediterraneo.

 

Articolo 14 : Cultura del Solare e della Biodiversità

 

La Regione Campania, di concerto con tutti gli Enti locali disponibili, stabilisce protocolli d’intesa con la Direzione Scolastica Regionale e con le Associazioni Ambientaliste, per la promozione della Cultura del Solare e della tutela della Biodiversità nelle scuole di ogni livello e grado della Campania.

 

Articolo 15 : Verifica Annuale

 

Ogni anno viene convocato apposito Consiglio regionale sullo stato dell’Energia Solare in Campania con approvazione di documento finale da allegare al bilancio regionale sullo stato dell’Energia Solare nella regione.

 

Art 16 : Norme transitorie

 

Tutte le norme e disposizioni della Regione Campania vigenti in materia di energia vengono adeguate alla presente legge.

 

Art. 17: Dichiarazione d’urgenza

 

La presente legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania. La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania. È fatto obbligo a chiunque spetti, di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Campania.

 

(n.d.r. Il testo della legge è stato creato dal sapere e dalla partecipazione dei cittadini).

 

Per info e contatti: 

Web: www.laciviltadelsole.it -  e-mail: laciviltadelsole@gmail.com

 

Redazione NeWage

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LETTERA APERTA A ROBERTO SAVIANO

AIUTACI A RACCONTARE DEI GIUSTI IN TERRA DI GOMORRA!

 

Carissimo Roberto,

 

seguo come tutti e con dolore le polemiche nate dopo il rifiuto, unanime e anche da me condiviso, di continuare a girare film che parlino solo dei malvagi di Terra di Gomorra.

 

Ancora ieri, ho dovuto fare i salti mortali per fare ricoverare d'urgenza una (altra) bellissima ragazza di 20 anni (!) colpita da Linfoma maligno Non Hodgkin, come la mia amica Vincenza, che, ben oltre 5 anni fa, doveva sposarsi, e invece di indossare l’abito da sposa, alla vigilia delle proprio nozze, venne ad indossare il pigiama da ricoverata al Pascale con poche probabilità di vincere il suo cancro.

 

Ho rivisssuto quasi uguale dopo anni quel ricovero di urgenza fatto alla vigilia delle nozze di Vincenza, che ci sconvolse un po' tutti al Pascale e a Caivano.

 

Ieri, per la ennesima volta ormai, si è ripetuta questa scena ormai diventata abituale e non eccezionale.

 

Questo è il disastro che stiamo vivendo in Campania e noi più di tutti al Pascale, dove per noi i numeri sono persone, vite vere di mogli, mariti, figli giovanissimi.

 

Prima di entrare al Liceo Genovesi facevo il chierichetto alla messa presso l'altare di San Giuseppe Moscati, il Santo Medico del 1900, e fu motivo della mia scelta di fare il medico, poi dimenticato nella confusione della quotidiana lotta per la vita.

 

Ringrazio Iddio di avermi concesso dieci anni di vita e di lotta per la mia Terra, e la fortuna di evere compreso (finalmente!) quali erano i miei talenti più preziosi che dovevo mettere a disposizione gratuitamente dei miei fratelli: il mio sapere, la mia cultura, la mia professione.

 

Anche la mia malattia, scoperta drammaticamente, mi ha cambiato e mi ha permesso di fare delle scelte di vita che forse, da sano, non avrei fatto, quando ho dovuto decidere se preferire la carriera, col silenzio o l'umiliazione, o urlare la Verità sul disastro ambientale più grande e ancora più negato di Italia.

 

Quante persone ho conosciuto in questi anni, quanto dolore ma anche quanta dignità e Forza ho conosciuto!

 

Porterò sempre nel mio cuore Anna Varriale, miss Novembre 2008 del calendario di “Napoliviveioladifendo", vera Mater Matuta del terzo millennio che ammirai seduta in trono sulle eco balle di Taverna del Re ad impedire lo scarico dei TIR di falsa “munnezza urbana” e che mi fece promettere sul suo letto di morte al Pascale, nel 2009, di non abbandonare mai la battaglia a difesa della nostra Terra, ora che lei non poteva piu' continuare.

 

E ho conosciuto Maestri grandissimi e forse unici nel nostro tempo, come l'Avvocato Gerardo Marotta, ma anche Padre Alex Zanotelli, don Aniello Manganiello, ora Padre Maurizio Patriciello, che quando mi invitò alla mia prima conferenza nella sua Chiesa di Caivano al Parco Verde si confuse tra le gente e non si presentò sino alla fine, allorquando vidi comparire una perfetta controfigura di Jerry Lewis che iniziò a parlare nella Lingua Potente dei Profeti, quella che tutti comprendono perché senti che viene direttamente da Dio!

 

Ho conosciuto "pazzi" scatenati che mi hanno sconvolto (e anche rovinato ...) la vita anche con le loro passioni politiche, come Bartolomeo, ma chi di noi avrebbe mai potuto continuare la lotta con la stessa passione dopo avere avuto una diagnosi terribile di cancro ?

 

Eppure Bartolomeo oggi combatte da militante in politica con passione forse ancora maggiore.

 

Ricordo quando il Ministro Bindi fece una delle cose piu belle mai fatte da un Ministro della Salute: costituì una Commissione di Supporto diretto al Ministro fatta solo da GRANDI MEDICI, MA DA GRANDI MEDICI AMMALATI, da Medici quindi che erano passati "DALL'ALTRA PARTE".

 

Da questa esperienza nacque un libro (DALL’ALTRA PARTE), che lessi dopo la scoperta della mia malattia e che ha contribuito a cambiarmi la vita.

 

Fu la Commissione che operò meglio al servizio dello Stato e del Ministro, ma che, ovviamente chiudendo i lavori con la morte dei componenti, non fu più né ricordata né ricostituita dai successori del Ministro Bindi, con le conseguenze che oggi stiamo pagando.

 

Noi Medici abbiamo delle Responsabilità enormi in questo disastro, a volte penso (con dolore immenso) perfino superiori a quelle dei camorristi, che, come dico spesso, in fondo hanno fatto solo "il loro dovere criminale" ma senza che nessuno spiegasse loro cosa stessero facendo nell'avvelenare innanzitutto i propri figli.

 

Io sono stanco, veramente tanto stanco, ma anche ieri il ricovero di Flavia mi ha ricordato che non mi posso fermare, che forse non avrò altri dieci anni di lavoro intenso e disperato come quelli che ho appena vissuto, ma che ho il dovere di non fermarmi, di continuare a combattere, a indicare la strada e a dimostrare di avere sempre Speranza, la Speranza cristiana che significa CERTEZZA che non siamo e non saremo mai abbandonati, sempre e solo se restiamo a combattere e a vivere da GIUSTI, come è già ben descritto nella Bibbia.

 

Abramo si avvicino' a Dio e gli disse :"Davvero sterminerai il Giusto con l'empio? Forse vi sono 50 Giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere?" ...e Dio rispose "....per riguardo a loro perdonerò a tutto quel luogo...".

 

Facciamo rete, facciamo unità, nella onestà dei pensieri e nella multidisciplinarietà delle competenze, e io sono cosi certo che Dio perdonerà i nostri peccati e salverà i nostri luoghi, e ci consentirà anche di salvare , curare e guarire i nostri figli.....

 

Roberto, sappi che ora siamo consapevoli di essere sempre più numerosi, che siamo molti di piu dei 50 Giusti della prima Gomorra, e ora vediamo la bellezza e la grandezza del nostro destino e della nostra Terra.

 

Napoli vive, combatte , muore e risorge ogni giorno: da Scampia al Parco Verde di Caivano, da Castelvolturno ad Acerra, grazie al suo popolo di Giusti che ha scelto, come me, comunque, di non abbandonare mai Terra di Gomorra, ma di continuare a combattere per salvarla.

 

Le foto ed i morti ammazzati di Terra dei Fuochi, ogni giorno a Napoli, da decenni sono uguali a quelle che si vedono in guerra a Bagdad od in guerre civili come a Damasco, eppure noi continuiamo a vivere, a combattere ma anche mostrare le meraviglie di Napoli come persino il New York Times scrive in questi giorni.

 

E non stiamo perdendo, Roberto, non stiamo perdendo: Napoli sta cambiando, Roberto!

 

Napoli sta cambiando o forse non è mai cambiata, è stata sempre cosi!

 

Terra di Madri immense, come Filomena Marturano e oggi Mamme Vulcaniche, Terra di Profeti potenti come Giordano Bruno e oggi Don Aniello Manganiello, terra di Primari venduti ma anche di Medici come Giuseppe Moscati.

 

Oggi, carissimo Roberto, siamo consapevoli che non basta un Sindaco o un Parlamentare , bravi o meno che siano, per salvarci.

 

Sappiamo come sia difficile , quasi impossibile, governare un sistema politico corrotto sino alle midolla, ma noi oggi non abbiamo più paura.

 

35mila querele in contemporanea , 46 comitati associati, un lavoro quotidiano, incessante , durissimo e capillare di rieducazione nel territorio.

 

Roberto, questa è oggi Napoli , Scampia, terra di Gomorra!

 

E allora, Roberto, noi non ci stiamo più a essere tutti indicati e dipinti nel mondo solo come camorristi e incivili , colpevoli della nostra tragedia perché viviamo solo di spaccio di droga o perché mangiamo male o fumiamo troppo, e lo hai visto in questi giorni come abbiamo risposto agli “esperti” del Ministro Balduzzi.

 

Tutti insieme, abbiamo imposto con forza al Ministro ed ai suoi “esperti” di studiare meglio e raccontare la Verità sul perché ci si ammala e si muore di più in Terra di Gomorra, ed anche a te diciamo oggi che non ci stiamo piu’ ad essere mostrati al mondo solo attraverso il racconto delle vite perdute dei malvagi di Terra di Gomorra!

 

Ti dobbiamo gratitudine infinita ed in eterno, per la vita che anche tu hai avuto distrutta e per come sei stato costretto ad abbandonare la Patria.

 

Abbiamo sempre bisogno di te, perche’ tu hai avuto il Dono di saper raccontare.

 

Roberto, noi non lasceremo la nostra Patria, non lasceremo mai Terra di Gomorra!

 

Aiutaci adesso a raccontarla, ma aiutaci narrando dei sempre più numerosi Giusti che vivono in Terra di Gomorra!

 

Dei Giusti che qui vivono , combattono e muoiono ogni giorno, ma che consentono a tutti, anche a te, di potere affermare con certezza che, qui, a Napoli, il Male non riuscirà mai a vincere! Mai!

 

Antonio Marfella

 

LETTERA APERTA AD UNA SOCIETA' INCIVILE

 

Questa è una lettera aperta destinata alla protesta per la circolare 149 del 28 Dicembre 2012 dell'Inps, che limita a poco più di 16.000 euro di reddito FAMILIARE il tetto entro il quale gli invalidi civili al 100% hanno diritto alla pensione di invalidità.

La norma penalizza gli invalidi civili coniugati, inserendo anche il reddito del coniuge come limite reddituale.

Potete far vostra questa lettera, mettere il vostro nome al posto del mio, vorrei fossimo in tanti, e divulgare questa lettera per internet, in testate , in giornali, ovunque se la condividete.

Bisogna far conoscere questa realtà e smuovere l'opinione pubblica!

Non è necessario scrivere esattamente come me, ma per favore, prendetene il succo e diffondetelo.

Ne va della nostra vita come individui civili.

 

Io sottoscritta Rosa Mauro, invalida civile all'85%, in solidarietà con gli invalidi civili al 100% penalizzati dall'INPS a causa del loro stato civile, dichiaro quanto segue: ho intenzione di separarmi idealmente da mio marito a causa della iniqua circolare 149.

A tale dichiarazione ideale seguirà una separazione pratica se tale circolare non verrà ritirata dall'INPS.

Prendo atto che , nel mio paese, viene disattesa la costituzione, e VIOLATO uno dei miei diritti fondamentali, quello a contrarre matrimonio.

Poiché la pensione di invalidità costituisce un atto di tutela nei miei confronti da parte dello stato, usare il limite REDDITUALE familiare costituisce un atto di discriminazione gravissimo, equivalente ad una legge razziale.

Le limitazioni nella espressione della sfera intima e personale di un cittadino italiano violano palesemente quella costituzione che ipocritamente viene sbandierata in continuazione perché mi rendono MENO UGUALE .

La mancata erogazione di un contributo che permetta il mio ADEGUAMENTO ALLA QUALITA' DELLA VITA mi rende di fatto una cittadina di serie B, una paria nel mio stesso Paese.

Prendo atto che la Chiesa, che continuamente si preoccupa della mia capacità di SOFFRIRE FINO ALLA MORTE e di AVERE FIGLI quando lo decide lei, in questa circostanza NON HA PRESO ALCUNA POSIZIONE, e, visto che anche non essendo più cattolica ha un certo interesse alle modalità con cui agisco nella mia vita, la rendo consapevole che L'INPS CI COSTRINGERA' A VIVERE NEL PECCATO.

La pensione di invalidità è infatti un diritto solo individuale, trasformato in familiare da un istituto che ha avuto ordini precisi su come distruggere lo Stato sociale in Italia.

MIO MARITO NON E' INVALIDO, IO LO SONO!

Constato che la condizione di disabilità, congenita oppure acquisita negli anni, viene considerata solo nella misura in cui il disabile VIVE SOLO o finge di vivere oppure mendico si appoggia ad una sedicente famiglia di origine, almeno per ora.

Tutto questo perché il disabile si considera in uno stato di MINORITA' permanente, e la felicità, il lavoro e perfino UNA VITA AFFETTIVA vengono considerate appalto solo dei normodotati.

Invito i signori: MINETTI ANNALISA, ZANARDI ALEX, CAMELLINI CECILIA, a prendere atto che le loro apparizioni dovrebbero tenere conto e ricordare a questa ipocrita società magnacciona che esistono gli altri invalidi, quelli che non possono o non vogliono nuotare, correre e quant'altro, che hanno diritto a VIVERE.

Comunico loro che vengono USATI per fingere di non essere una società razzista e discriminatoria e che loro compito sarebbe SOTTRARSI a questo gioco che consente, con la loro complicità indiretta di UCCIDERE I DIRITTI CIVILI DEI LORO FRATELLI.

Questi signori si che, considerati utili, possono sposarsi ed avere dei figli, imparate ragazzi!

Per noialtri, che vogliamo solo poter fare la spesa, magari comperarci un vestito, pagare una bolletta, giurare amore ad un uomo, non c'è che indifferenza o, in questo caso, APERTO SOPRUSO ACCOMPAGNATO DA COLPEVOLE SILENZIO DELLA SOCIETA' CIVILE.

Tutti gli uomini di buona volontà italiani, signori benpensanti e cattolici ferventi, non permettete che un gruppo di cittadini venga discriminato non per sua colpa, che vengano tranciati i suoi diritti COME E QUANDO piace ad un istituto.

Noi siamo voi e voi siete noi in quanto tutti uomini e donne, cittadini italiani e portatori sani di una individualità diversa e bisognosa di aiuto come capace di darne.

NEGARE uno status sociale per motivi di razza, religione, etc è VIETATO dalla legge e con la circolare 149 l'INPS ci nega il matrimonio.


E QUANT'ALTRO CI NEGHERA' IN FUTURO?

Partiti che volete i nostri voti, alzatevi e parlate ora o, tacendo, non avrete mai la nostra rappresentanza.

Prima che la barbarie inizi, alzatevi e lottate!

 

(n.d.r Lidia Ianuario: la foto è stata richiesta al seguente sito: http://esperienzaconidisabili.blogspot.it)

 

Rosa Mauro

(Riproduzione non riservata)